Strumenti di tortura fra Medioevo e Inquisizione

Immagine1.jpgI metodi e gli strumenti di tortura servivano in passato, e tuttora sono utilizzati in alcuni stati, principalmente per ricavare informazioni da persone catturate da una fazione nemica oppure imprigionate; essi si basano sul controverso assunto, in base al quale il dolore fisico o il terrore psicologico, dovrebbe indurre la persona sottoposta alla tortura a confessare i crimini da lui commessi oppure le informazioni di cui dispone.

Nell’ambito delle manifestazioni collaterali per il XVI Corteo Storico Corrado IV di Svevia, per la prima volta a Casamassima una mostra che penetra uno dei lati più oscuri e da brividi della mente umana: dal 5 al 14 ottobre, infatti, presso palazzo Monacelle, si terrà la mostra intitolata “Strumenti di tortura tra Medioevo e Inquisizione”.

Sin dall’antichità in tutte le culture la tortura è stata praticata per estorcere verità nascoste, diffondendosi in Europa soprattutto nel Medio Evo con l’invenzione di pratiche e strumenti sempre più nuovi e sadici, sino all’età moderna.

Estremamente crudeli e sadici, i più famosi erano la frusta, i tratti di corda, la vergine di Norimberga, il contatto con i tizzoni ardenti, la goccia cinese (gocce d’acqua che cadono ripetutamente sulla fronte della vittima, e, secondo leggende popolar-letterarie, fino a portare alla perforazione del cranio o comunque a un forte disagio psicofisico) e l’allungamento (eseguito grazie ad apposite macchine).

La mostra in oggetto è un excursus tra gli strumenti di tortura di piccole e grandi dimensioni più diffusi nel corso dei secoli, alcuni particolarmente inquietanti, e su cui primeggia la leggendaria e affascinante Vergine di Norimberga, indubbiamente il più sofisticato.

La ricerca e la realizzazione degli strumenti di tortura in mostra sono opera del fabbro-artista Giuseppe Potenzieri Pace da Palo del Colle. La storia lo affascina al punto di ricreare anche armi, scudi, candelabri, icone, idoli in pietra, scaturiti da una attenta ricerca e dalla maestria del suo operato.

Molti di questi oggetti arricchiscono la mostra curata dalla Pro Loco di Casamassima, offrendo un panorama completo di quello che fu il più affascinante dei periodi storici, il Medioevo.

 

Questi gli orari di ingresso alla mostra:dal 6 al 14 ottobre ore 18.00 – 20.30

L’ingresso è libero. Per le visite scolastiche la mostra è aperta anche la mattina.

INFO: 0804530059 – 320 9793597

Strumenti di tortura fra Medioevo e Inquisizioneultima modifica: 2012-10-08T08:30:00+02:00da admin
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