Rutigliano, presìdio del libro

 

Immagine1.jpgI Presìdi del libro nascono nel 2001 come idea di promozione del libro “dal basso” discussa tra diversi editori al Salone del libro di Torino e poi in vari incontri a Milano, Roma.

L’Associazione Presìdi del libro viene costituita all’inizio del 2002 da otto editori pugliesi: Adda, Besa, B. A. Graphis, Cacucci, Dedalo, Editori Laterza, Manni, Progedit. Per analogia, qualche mese dopo è stata creata l’Associazione del Piemonte a cui sono seguite nuove Associazioni regionali in Sardegna, Emilia, Campania. Alla fine del 2003, l’Associazione ha deciso di aprirsi a tutti coloro che sono interessati alla lettura, insegnanti o studenti, librai o bibliotecari, professionisti o casalinghe.

Accanto agli editori che restano come persone fisiche, sono entrati coloro che hanno animato i Presìdi del libro locali e si sono distinti nel promuovere l’attività e i fini dell’Associazione. Alla stessa ha aderito come socia anche la Regione Puglia.

L’Associazione ha sede a Bari presso la Biblioteca per la Cultura e per le Arti Santa Teresa dei Maschi – De Gemmis.

 

Anche a Rutigliano, adesso, un “Presidio del Libro”.

La prima iniziativa promossa è la presentazione dell’ultimo libro di Vittorio Stagnani, “I racconti della pentola. Storie per donzelle e cavalieri diVittorio Stagnani a Rutigliano.jpg gola” (Progedit). L’appuntamento, realizzato in collaborazione con l’assessorato comunale alla Cultura e al Turismo, l’assessorato regionale al Mediterraneo, la Pro Loco e l’associazione “Menti a piede libero”, è in programma Venerdì 4 Marzo alle ore 19,30 al caffé letterario “Torre Belvedere”.

Con l’autore interverranno la responsabile del neonato “Presidio” di Rutigliano, Paola Borracci, l’autrice e conduttrice televisiva Sabrina Merolla, il sindaco di Rutigliano Roberto Romagno, l’assessore comunale al Turismo Gianvito Defilippis e la presidente della Pro Loco di Rutigliano Giuliana D’Alba; moderatore l’editore Gino Dato.

L’incontro (primo di una serie che qui, su VirgilioBlog, la vostra local preferita si impegna a segnalare con una certa regolarità), non solo si preannuncia molto ineressante, ma è il segno tangibile della voglia costruttiva su Bari e provincia di promuovere la cultura come momento di aggregazione e stimolo ad una costante crescita intellettuale sul territorio.

Insomma, prendete in considerazione l’idea di un tardo pomeriggio tutto da scoprire.

Sassofoni e… all’eKoiné

gallo.jpgVittorio Gallo nasce a Bisceglie l’11 Marzo 1971. Nel1996 si diploma in Sax (Cons. di Frosinone) e nel ’99 in Musica Jazz (Cons. di Monopoli); già dal ’91 svolge attività concertistica e si dedica alla composizione dal solo strumento a formazioni più ampie fino ad arrivare all’orchestra di stampo jazzistico. Dal ’97 cura in prima persona Laboratori Orchestrali nelle scuole superiori. Con questa esperienza, durata otto anni, ha modo di cimentarsi nella direzione orchestrale che si consolida con l’esecuzione della sua prima opera per orchestra, solisti e voce recitante dal titolo: Maria e Ramondello. Nel 2001 incide per la Leo Records un brano nel disco della Dolmen Orchestra affiancando Claudio Lugo, Cristina Cavalloni e Ives Robert. Con questa formazione aveva già inciso l’anno precedente, collaborando con John Surman, Michel Godard e Linda Bsirì. Partecipa a svariati concorsi, trasmissioni televisive e radiofoniche; collabora attivamente con il teatro, la danza, la pittura e la poesia. Ha inciso 23 cd e suonato in molti festival in Italia (Siena, Iseo e Clusone, Teatro Verdi Pisa, Talos e altri) e all’estero (Ankara-Turchia, Losanna), collaborando con grandi musicisti (Louis Sclavis, Antonello Salis, Stefano Battaglia, Gianluigi Trovesi, Tim Berne e altri). Dal 2001 collabora con il centro EPASSS di Carbonara (BA) nell’ambito del laboratorio musicale per curare le problematiche psichiche. Da esso è nato un progetto dal nome BANDE RUMOROSE e la realizzazione di un lavoro discografico. Dal 2005 insegna Sax nelle le Scuole Medie. Nel 1998 con Daniele Abbinante, Adolfo La Volpe e Pierpaolo Martino dà vita al Diomira Invisibile Ensemble, quartetto che spazia nell’ambito del jazz contemporaneo e nel 2000 realizza il suo primo cd prodotto dalla SVIM service. Due anni dopo dall’incontro con Eugenio Colombo nasce il nuovo lavoro discografico dello stesso con l’intero quartetto e la partecipazione di Evelina Meghnagi (esponente internazionale di musica sefardita) dal nome “Tempiduri”. Sempre con Colombo e Gianni Lenoci il Diomira I.E. incide la colonna sonora del film “La fine della notte” di Salvatore Piscicelli (tra gli attori: Ennio Fantastichini, Ricky Tognazzi, Elena Sofia Ricci, Ida Di Benedetto). Nel novembre 2003 ancora con Colombo e Lenoci + Pino Minafra e Nicola Pisani i Diomira si esibiscono in diretta a Radiotre Suite Jazz. Dalla registrazione del concerto viene pubblicato nel maggio 2004 il cd “United Front”. Nell’aprile 2005 esce il secondo cd a nome del quartetto dal titolo: “Città di vetro”. Il disco è pubblicato dalla Splasc(h) Records e ha come ospiti Eugenio Colombo e Gianni Lenoci. Nel 2006 il D.I.E. incide le musiche per il documentario “Città di pietra” che è stato esposto alla Biennale di Venezia. Nello stesso anno è tra i migliori gruppi del referendum della rivista Musica Jazz. Dall’estate 2006 collabora con Steve Potts in alcuni concerti sulla musica di Steve Lacy.

All’eKoiné ancora una volta, ci propone un vero appuntamento di spessore, con protagonista questo grande artista: in una personalissima esibizione, Vittorio Gallo esplora a fondo le potenzialità dei suoi sassofoni, all’interno di uno spettacolo in cui si fondono la musica e le parole, il sax e la voce, la scrittura e l’improvvisazione. L’artista biscegliese ci conduce in un modo tutto suo in un viaggio nella musica di Steve Lacy e Anthony Braxton.

Vittorio Gallo – sassofoni e…
Giovedì 11 marzo 2010
Ore 21.30
Via De Ferraris, 49abc
eKoiné ri-pub
Bari
ingresso gratuito, consumazione facoltativa
Info: 328 1172981

C’era una volta, AZZURRO

azzurro_1.jpgQuello di cui sto per raccontarvi fu, e per sempre sarà, uno degli eventi che ha fatto la storia della nostra città. I più giovani non lo conoscono sicuramente, i meno giovani avranno sicuramente fatto la fila al botteghino del teatro Petruzzelli per accaparrarsene un biglietto.

E proprio facendo zapping con il telecomando, una lacrimuccia virtuale mi ha solcato il viso guardando le lontane immagini di AZZURRO su Rete4; Azzurro, la fantastica stagione musicale che segnò più di una generazione, dando la possibilità a tanti ragazzi baresi di ascoltare “in carne e playback“, alcuni dei nomi più importanti della musica nazionale ed internazionale proprio qui, nel capoluogo.

Dobbiamo quei ricordi al profumo di vinile, al genio dell’indimenticato Vittorio Salvetti. Patron di Azzurro e, in seguito, del più longevo FestivalBar.

Undici anni, dal 1982, di Sandy Marton, Bob Geldof, Village People, Nick Kershaw. Undici anni di spasmodiche emozioni sotto un palco, quando ancora non pullulavano starlette da talent show, ma solo meteore estive e grandi nane bianche nell’universo discografico. Non c’era internet e la musica non si comprava su I-Tunes. Non c’era la pirateria ma, al massimo, si registravano innocentemente dalla radio i brani con le musicassette, per poi riascoltarli nel walkman.

Ci si appostava al ristorante Marcaurelio per farsi autografare una foto da Scialpi o Nick Kamen, urlando il nome di Joe Cocker o quello di un qualsiasi componente dei The Cure. Ricordo la volta affrescata del grande teatro. E Gerry Scotti con i capelli. Il paragone ha del blasfemo, ma dovrebbe rendere l’idea.AZZURRO LOGO.jpg

Azzurro era la febbre del sabato sera per noi tutti novelli Tony Manero.

Per ore, con le amiche, si sceglieva un vestito dall’armadio pur di sembrare carine e, chissà, far colpo su qualche ragazzo con qualche anno in più, cercando di darsi un tono a colpi di gloss e mascara. C’era la Naj-Oleari con i frontini bombati ed i gelati di Colino (cioccolato doppia panna).

La musica ed il profumo del mare avrebbero fatto il resto. Con le canzoni di Ron e Michele Zarrillo, la magnifica voce di Anna Oxa e Fausto Leali.

Oggi, il Marcaurelio (dove Francesco Salvi mi regalò la sua maglietta “scusate la faccia“) è diventato un locale chic con musica lounge. Ha rinunciato ai neon bianchi ed alla buccia d’arancia sui muri. Si chiama Nessundorma e non serve più risotti ai frutti di mare.

Ed il Petruzzelli (ah, il Petruzzelli!), ci ha lasciati orfani di eventi simili (ed eventi in generale) da tanto, troppo tempo.

Il Teatro che, come tempio della lirica per l’acustica perfetta, ha accolto anche i nostri imberbi applausi scatenati, dovrebbe riaprire a dicembre. Vittorio Salvetti, ci ha lasciati nel 1998. E con lui, la tradizione del divertimento in musica che ha solcato un’epoca.

Chiamatemi pure nostalgica. Ma quei tempi mi mancano.

E sogno ancora, per la mia città, pur sempre attiva e viva nelle iniziative, un po’ di Azzurro come allora, quando l’augurio di Salvetti si tramutò in una Vittoria Mondiale per i nostri calciatori in Spagna.

Grazie Vittorio, grazie Bari, grazie Azzurro. Per ogni singola polaroid di quei giorni.

 

Le immagini sono tratte da www.storiaradiotv.it , che approfitto per ringraziare pubblicamente. Essendo rimasto uno degli ultimi siti su internet a rendere giusto tributo alla grandezza di Azzurro.

Azzurro, viene anche ricordato dall’omonimo bar sull’estramurale Capruzzi. Un bar storico che ha visto i suoi natali proprio in quel glorioso periodo.