Mercoledì Letterari con Yolande

Yolanda, Mukagasana, Tutsi, Hutu, Ruanda, la, morte, non, mi, ha, voluta, villa, camilla, mercoledì, letterariIl genocidio del Ruanda fu uno dei più sanguinosi episodi della storia del XX secolo. Dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994, per circa 100 giorni, vennero massacrate sistematicamente (a colpi di armi da fuoco, machete e bastoni chiodati) tra 800.000 e 1.000.000 persone. Il genocidio, ufficialmente, viene considerato concluso alla fine dell’Opération Turquoise, una missione umanitaria voluta e intrapresa dai francesi, sotto autorizzazione ONU.

Le vittime furono prevalentemente Tutsi. L’idea di una differenza di tipo razziale fra gli Hutu e i Tutsi è legata al primo colonialismo belga in Africa. I coloni belgi si basarono sulla semplice osservazione dell’aspetto fisico degli appartenenti ai diversi gruppi. Essi osservarono che i Twa (un terzo gruppo etnico dell’area) erano di bassa statura (come i pigmei), gli Hutu erano di media altezza, e i Tutsi erano molto alti e snelli. Inoltre, i Tutsi tendono ad avere il naso, e l’intero volto, più sottile. La divisione tra Tutsi e Hutu non fu fatta dai colonizzatori belgi, ma esisteva già, nonostante la monarchia belga abbia aumentato le discordie interne,creando apposite carte d’identità per gli hutu e per i tutsi. I Tutsi erano una maggioranza rispetto agli Hutu, mentre i Twa costituivano un altro gruppo ancora meno numeroso. Anticamente si poteva passare da un gruppo ad un altro, ci si poteva sposare tra gruppi diversi. La differenza era prevalentemente di tipo sociale: i Tutsi erano più ricchi degli Hutu e nell’ultimo gradino della scala sociale vi erano i Twa. Ma non era definitivo, chiunque poteva migliorare la propria condizione.

I colonizzatori belgi fecero l’errore di considerare questi gruppi come delle divisioni razziali.

Così facendo i gruppi si irrigidirono e non fu più possibile cambiare gruppo. I Tutsi divennero i ricchi al potere, gli Hutu i poveri che dovevano subire tutto. Dopo sanguinose rivolte e massacri, gli Hutu, con l’accordo dei belgi, presero il potere e iniziò la lunga persecuzione dei Tutsi. Molti di loro fuggirono nei Paesi limitrofi, soprattutto in Uganda. Nel periodo del genocidio gli Hutu era il gruppo di popolazione maggiore. Erano Hutu anche i due gruppi paramilitari principalmente responsabili dell’eccidio: Interahamwe e Impuzamugambi.

“Tra gli Hutu e i Tutsi non c’è mai stata differenza. Ma nel 1994 io donna Tutsi mi sono seduta davanti alle rovine della mia casa. Il primo vicino non c’era più, era stato assasinato dagli Hutu. Il secondo sterminato con la sua famiglia. Ho visto la stessa cosa anche per il terzo vicino. Ho scritto questo libro perchè non accada più.”

Yolande Mukagasana è stata candidata al Premio Nobel per la Pace 2011. Nata nel 1954 in Rwanda, è sopravvissuta a al genocidio dei Tutsi del 1994. Yolande perse in quell”occasione il marito e i figli riuscendosi a salvare in maniera miracolosa anche attraverso l’aiuto di una donna Hutu. L’agghiacciante e commovente racconto di quella incredibile storia è reso fedelmente nel libro “La morte non mi ha voluta”.

Nel libro, l’infermiera tusti, racconta la sua fuga, l’uccisione del marito e dei figli, le violenze subite e a cui ha assistito, senza mai incitare se stessa e gli altri alla vendetta. La morte non l’ha voluta e le ha lasciato anzi il compito di testimoniare la storia atroce del suo popolo e le forti responsabilità dell’Europa. Un racconto crudo, amaro, dove c’è tuttavia spazio per la pietà. A Yolande Mukagasana e a Jacqueline Mukansonera, la donna hutu che l’ha nascosta a rischio della propria vita, l’Associazione Proeuropa ha assegnato il premio Internazionale Alexander Langer 1998.

Dopo il genocidio Yolande si rifugia in Belgio dove, nel 1999, ottiene la cittadinanza. E’ qui che inizia la sua attività di scrittrice e di attivista cercando di portare, a livello internazionale, l’attenzione sulla tragedia che ha colpito e continua a colpire il Rwanda.

Di Yolande, e della sua durissima storia, si parlerà all’interno di uno degli splendidi appuntamenti dei Mercoledì Letterari presso Villa Camilla. Una piccola postilla. Ero davvero molto giovane quando i Mercoledì Letterari erano l’imperdibile appuntamento per noi studenti delle scuole medie e superiori. Quando questi incontri riuscivano ad aprirci una finestra su nuove culture e mondi, dandoci la possibilità di crescere, come fruitori della letteratura ma, anche e soprattutto, come esseri umani.

Ecco, giusto per dirvi di spronare i ragazzi in età scolare avanzata alla scoperta e ri-scoperta non solo dei libri, ma del confronto che può scaturirne in una prospettiva evolutiva.

Per ulteriori info sull’evento che, ripeto, mi sembra veramente un’imperdibile possibilità per adulti e ragazzi

Villa Camilla in Via Ciasca 2, Bari

tel. 080.5045504 – eventi&cultura@villacamillabari.it – www.villacamillabari.it

La Cultura del Giardino

Immagine1.jpgNon finirò mai di dirlo.

Amo la mia città, per sempre l’amerò. Con le sue mille contraddizioni, con i problemi da risolvere, con i sogni da realizzare.

Ed un sogno, mio ma anche di moltissime altre persone, è quello di portarla all’antico splendore. Quello di cui mi parlavano i miei nonni, ricordando il *maggio barese* (memo: devo parlarvi, prima o poi, più prima che poi, proprio del Maggio Barese), quando la il capoluogo era un giardino in festa, fatto di profumi e colori, e petali e piazze ghirlandate di fronde come parchi naturali.

Sarà per la sua posizione al livello del mare, o per l’eccessiva frenesia dei tempi che viviamo, BariImmagine2.jpg è un po’ la vecchia, cara Signora che, per riscoprire certi suoi affascinanti lati, ha bisogno di persone preparate e assertive che ne portino a galla le necessità, gli interventi da apportare, il tutto in adeguate location.

E’ la volta, questa, di una bella iniziativa che parte dal Centro Euromediterraneo di Cultura Biofila, Accademia Pugliese delle Scienze, Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali, Accademia dei Georgofili Sez. Sud Est e Società Botanica Italiana Sez. Puglia.

Per la diffusione della Cultura del Giardino è il titolo di un convegno che vedrà protagonisti i giardini mercoledì 26 maggio, presso Villa La Rocca, in via Celso Ulpiani n°27, introdotto dal Presidente Accademia Pugliese delle Scienze, Prof. Vittorio Marzi, e la Prof.ssa Franca Tommasi, Presidente Società Botanica Italiana sez. Puglia.

Immagine3.jpgGli interventi riguarderanno  una PROPOSTA DI REALIZZAZIONE DI UN GIARDINO ATTORNO AL SACRARIO DEI  CADUTI   D’OLTREMARE, per relazione del Gen. Letterio Munafò, Vice Presidente Nazionale per la Società Italiana per la Protezione  dei   Beni Culturali;

GIARDINI A  BARI : SITUAZIONE ATTUALE E PROSPETTIVE, con la Dott.ssa Erminia Traversa, Dirigente Settore Giardini Pubblici del Comune di Bari;

e, infine, PER LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DEL GIARDINO: LA BIBLIOTECA-GIARDINO, l’interessante proposta di riflessione della Dott.ssa Anna R. Somma, Coordinatrice Centro Euromediterraneo di Cultura Biofila.

A trarre le conclusioni di questo originale e sicuramente interessante spaccato su una forma di cultura sconosciuta ai più, il punto di vista storico del Prof. Vito Antonio Leuzzi e la Proiezione sul giardino di Villa la Rocca, a cura del del Prof. Vittorio Marzi.

Del resto, la cultura (ed il culto), del giardino, sono stati affascinante motivo di interesse per intere popolazioni attraverso i secoli. Un piacere (ed un dovere), un po’ perduti nel tempo ma da riscoprire volentieri nella meravigliosa cornice di Villa La Rocca. Mille e mille ancora sono i giardini narrati, tra letteratura e cinematografia, che ci hanno permesso di sognare, amare, apprezzare, lembi di verde pronti ad ospitare emozioni, poesia, cultura, immagini… intelletto.

Come l’intelletto di una Bari che, sapientemente, è in grado di rivalutarsi e riproporsi sfoggiando variopinti ed odorosi lembi di natura, reinventati magistralmente da architetti dell’arte botanica.

Partecipate numerosi, ore 17:30.