La Vigilia dell’Immacolata

Immagine1.jpgE ci siamo. Con la Vigilia dell’Immacolata, Bari officia il suo benvenuto alle festività natalizie, lanciando le prove generali per cene, cenette e cenoni.

Lo dissi anche ad alcuni ospiti, un po’ di tempo fa. Il cibo, dalle nostre parti, è una sorta di orologio che scandisce il tempo di precise convenzioni. I minuti e le ore, vengono rappresentati da manicaretti tipici mascherati da calendario. E dai profumi che si diffondono per le strade, capisci esattamente in che periodo dell’anno sei.

Questa Vigilia, tra i baresi che amano la tradizione, usa digiunare all’ora di pranzo. Preparando nel pomeriggio la tavola per i parenti in visita e tutti gli ingredienti che renderanno speciale una sontuosa cena. E il presepe. Una scusa specifica per l’adunanza familiare. Per ritrovarsi nel tepore di casa riscoprendo di volta in volta quei valori che rendono importanti le feste.

La frittura è protagonista. A seconda dei paesi (ogni luogo sviluppa molteplici varianti del menu), si procede con baccalà e panzerotti, pettole e scagliozze (gustosi ritaglietti di polenta), il tutto accompagnato da vino rosso e pastoso. Nonché dalle celebri rape stufate. Un must dell’usanza locale, segno distintivo del Capoluogo.

Quindi portate varie a base di salumi come il cappocollo, la soppressata e il salame, immancabile. Come anche la Novena alla Madonna. Nei vicoli di barivecchia, si levano cori e canti a scandire chiaramente anche la natura votiva del ringraziamento e della preghiera. Affinché il focolare dei cari venga protetto nella sua piccola e splendida perfezione.

Sono aspetti della mia città che amo particolarmente.

E temo quando sento amici e parenti che sottovalutano l’importanza di questa ritualità. Non vorrei assolutamente che sparisse, con l’andare delle generazioni. Perché è così, che mi vedo, ovunque, nel mondo, un domani.

Legata alle mie radici e alle tradizioni più antiche. Mentore memore di quadretti dal sapore fiammingo e caldo. Con l’oro bianco delle fritture alle narici e tanto spirito di festa. E un grembiule in vita come divisa immancabile della padrona di casa.

E voi? Quali ricordi avete della Vigilia dell’immacolata? Fatecelo sapere!

Capodanno in piazza!

 

Immagine1.jpgRitorna  il tradizionale Capodanno in Piazza a Bari, qualche ora insieme il 31 notte in attesa del nuovo anno. L’ Amministrazione comunale di Bari ha lavorato negli ultimi giorni per non deludere chi attende questo momento, in particolare per i giovani che dopo il cenone, abitualmente, si riversano per le vie del centro per brindare e ballare trasformando il cuore della città in un’immensa festa all’aperto.

Quest’anno il Capodanno in piazza avrà una connotazione particolare: Bari ospiterà infatti REZOPHONIC un progetto di solidarietà attiva che ha come obiettivo fornire nuovi pozzi d’acqua alle zone più assetate dell’Africa.

All’iniziativa che è di Mario Riso, musicista, produttore, storico batterista e fondatore del canale satellitare Rock TV e Hip Hop TV, partecipano numerosi artisti della scena musicale alternativa italiana. REZOPHONIC attraverso una serie di concerti e con l’incisione di un disco “offre da bere a chi ha veramente sete” sostendo il progetto idrico di AMREF Italia, che ha come scopo la realizzazione di pozzi d’acqua nel Kajiado, una delle regioni più aride dell’Est Africa, e del mondo, ai confini fra Kenya e Tanzania. Il progetto, che ha ottenuto il patrocinio di Pubblicità Progresso, unisce alla produzione artistica di qualità, gesti di concreta valenza umanitaria: la realizzazione di un pozzo per ogni artista coinvolto nel progetto.

A Bari a capodanno per tutta la notte, fino all’alba si alterneranno: DJ Aladyn e DJ Mike (Radio Deejay), Andrea Rock da Virgin Radio e Alteria da Rock TV, la rock band barese ONE WAY TICKET, l’ex punk di “Cose che cambiano tutto” ora con l’ultimo album “L’Evidenza” Diego Mancino, L’Aura di “Irragiungibile”, Pier, voce e compositore principale dei Velvet, ma anche Piotta, Livio Magnini, chitarrista dei Blu Vertigo e di The Bloody Beetroots, la frontgirl del gruppo punk Prozac+ Eva Poles, la dea sexy del metal Cristina Scabbia, Sasha Torrisi, cantante e chitarrista dei Timoria, e Gianluca Battaglion (Movida), Max Zanotti (Deasonika).

A mezzanotte sul palco salirà, poi, uno dei gruppi storici della scena musicale italiana che con la sua produzione originale e la storica collaborazione con Fabrizio De Andrè è ancora oggi un punto di riferimento. Parliamo della PFM, Premiata Forneria Marconi con Franz Di Cioccio (voce e batteria), Patrick Djivas (basso), Franco Mussida (voce e chitarre). Special guest: Lucio Fabbri (violino, seconda chitarra, seconde tastiere), Gianluca Tagliavini (tastiere), Piero Monterisi (seconda batteria). Proprio quest’anno la PFM ha pubblicato l’ultimo album, “A.D. 2010 – La buona novella”, una reincisione con nuovi arrangiamenti (e con l’aggiunta di alcuni brevi intermezzi strumentali) de “La buona novella” di Fabrizio De André, LP del 1970. Fu quello il lavoro dove gli ex “Quelli” si unirono a Mauro Pagani per dar vita a i “Krel” che divennero poi la Premiata Forneria Marconi.

Questa la scaletta della serata:

ore 22.00

DJ SET con

dj Aladyn (Radio Deejay) / dj Mike / Andrea Rock (Virgin Radio) / Alteria (rock Tv)

 

ore 22.45

One Way Ticket

ore 23.45

gli artisti di REZOPHONIC – a sostegno del progetto idrico AMREF Italia:

L’Aura, Diego Mancino, Pier (Velvet), Piotta, Eva Poles (Prozac +), Cristina Scabbia (Lacuna Coil), Sasha Torrisi (Timoria) e altri.

A seguire: la PFM in concerto.

Dalle ore 2.15

DJ SET con

dj Aladyn (Radio Deejay) / dj Mike

Capodanno in piazza. Bari, 31 dicembre, dalle 22 in Piazza della Libertà.

 

 

La Vigilia e i panzerotti fritti

panzerotti.jpgSiamo alle porte della Vigilia e qui, a Bari, gastronomia e tradizione si fondono in una sorta di imprescindibile binomio che ci vede tutti “di cap’ndò’piatt”. Pronti a festeggiare, ma anche ad onorare le meraviglia della cucina Pugliese (che, siamo onesti, sotto le festività, supera ogni fantasia). Già la sera dell’antivigilia , la notte fra il 23 ed il 24 Dicembre, i baresi iniziano a preparare la festa, invadendo i mercatini rionali, che rimangono aperti tutta la notte. Le bancarelle addobbate, illuminate da luci improvvisate, fanno bella mostra di sé, offrendo allo sguardo degli acquirenti forme di formaggi e di ricotta marzotica, accatastate una sull’altra in equilibrio instabile, mozzarelle lattiginose, salumi appesi a mo’ di collane, finocchi, cipolle, montagne di carciofi, ananas, arance, melanzane, cavolfiori, capitoni ancora vivi e tutti i tipi di frutti di mare, che costituiscono la base del “crudo”, consumato in larga quantità dal barese (perché si ritiene abbia virtù afrodisiache), polpi arricciati, allievi, cime di rape e quant’altro possa stuzzicare la golosità del compratore. Vassoi pieni di dolci, calzoncelli, sassanelli, latte di mandorla, pagnottelle, torrone, quello che è di origine araba, giunto in Italia al tempo delle Crociate, fichi secchi mandorlati e con il cioccolato, pronti già da giorni in ogni casa di Bari, tentano di difendersi dall’assalto dei meno pazienti, in attesa di coronare la cena della Vigilia. Questa, consumata al termine di una frenetica, eccitante giornata di…pseudo digiuno, in cui, giusto per non far troppo brontolare lo stomaco, in molte case si preparano le “pettole”, vede re della tavola il pesce, crudo e cotto, e, in particolare, il capitone. In genere la cena della Vigilia di Natale ripropone quella della vigilia dell’Immacolata o quella di Santa Lucia, quando, nelle case pugliesi, per tradizione, si allestiscono l’ albero, un tempo decorato solo con arance e mandarini, ed il presepe.

 

E poi… i panzerotti. I panzerotti fritti. Irrinunciabile vizio-virtù del barese medio… magari accompagnato da una buona birra gelata. Per i lettori che non hanno mai avuto l’occasione di assaggiare la famosa “balena natalizia” (nome simpatico per il panzerotto, nato in quel del panzerottificio e pizzeria storica Di Cosimo), vi scriverò qui la ricetta originale. Quella che mia nonna sentì tramandare dalla sua, e così poi a mia madre, e via giù fino a me.INGREDIENTI:

• 250 gr. farina 00
• 250 gr. farina di grano duro
• 1 cubetto di lievito di birra
• acqua
• sale
• olio d’oliva
• aglio
• polpa di pomodoro
• basilico
• parmigiano grattugiato
• mozzarella
• 1 litro di olio per friggere

 

Disporre sul piano di lavoro le 2 farine, aprire a fontana e spezzettarvi il lievito al centro, impastate il tutto con acqua TIEPIDA in cui avrete sciolto il sale. Lavorate come per la pizza, fino a che la pasta formi delle bolle. Lasciare lievitare per circa 1 ora e 30 in luogo caldo. Intanto preparate un sugo facendo soffriggere l’aglio nell’olio d’oliva, aggiungete la polpa di pomodoro, insaporite col e aggiustate di sale, cuocete fino a rimanga un po stretto. Tagliate la mozzarella a cubetti. Stendete l’impasto sul piano ben infarinato e dividetelo in quadrati/rettangoli di circa 8cm per lato o a piacere. Al centro disporre un po’ di sugo, il formaggio grattugiato e qualche cubetto di mozzarella, prestate attenzione a non esagerare col ripieno, i panzerotti dovranno essere ripiegati in due e ben sigillati agli estremi con le dita! Scaldare l’olio per friggere in una pentola abbastanza grande in modo che i panzerotti possano rigirarsi durante la cottura, quando l’olio fuma iniziate a buttarvi i panzerotti e lasciate che prendano appena il colore dorato. Asciugare su carta assorbente e gustate. Più la massa sarà stesa sottile, migliore sarà lo sgocciolamento e l’asciugatura dall’olio, più i panzerotti roventi faranno la VERA Vigilia alla Barese.

Per gli auguri, non ci riaggiorniamo al 25, per cui, passatemi a trovare!