La Domina di Cinzia Coratelli

Immagine1.jpgTormentata, triste, sola, grassa, bella, nuda, felice, calva, la donna, quell’altra metà del cielo, quella nota stonata nel mondo fallocentrico delle cose umane è stata sempre l’incarnazione artistica e poetica del Desiderio. Per definizione etimologica la parola “donna” deriva dal significato latino di “padrona”, la DOMINA era parimente la signora come la cortigiana. L’auto-idolatria che riempie le opere di Cinzia Coratelli passa attraverso una serie di contornazioni di stati d’animo e sentimenti, dai tratti apparentemente autobiografici, leggibili come un urlante manifesto iconografico alla donna.

Nel corso della storia la figura femminile è stata raccontata in tutte le sue variopinte sfaccettature: angelo, demonio, madre, amica, amante,… Certo è che la raffigurazione si è sempre preposta l’intento di coglierne la bellezza, come se questa irraggiungibile meta, veicolabile solo attraverso le fattezze femminili, fosse destinata ad eterne procrastinazioni, parallele all’evolversi del Moderno e al cambiamento del gusto, predisposizione innata nell’uomo.Nel percorso dell’artista Cinzia Coratelli la donna risulta una proiezione emblematica e fisica della generazione, una trasposizione tangibile della natura, fonte di vita capace lei sola di creare un contatto mistico con il creato. 

Citazioni post-impressioniste ricalcano i volti e i corpi delle opere dell’artista, personificazioni di costumi e memoriali scissi tra i profili di donne d’oggi e i richiami alla donna di sempre.Un subordinato e “ab-soluto” excursus vede la donna al centro di tutte le arti e le correnti letterarie, una volta un’angelica Beatrice, un’altra una carnale Elena Muti. Tutte psicologie da imeros e aidos medeiane che assoggettano il gentil sesso in maniera sempre simile e nettamente diversa fra tutte.

Cinzia Coratelli non è semplicemente una poliedrica artista dalla spiccata sensibilità declinata al femminile, ma molto molto di più. E’ una donna dalla forza inarrestabile che imprime l’essere donna in colore e personalità. Ho l’onore e la fortuna di conoscerla e di aver condiviso con lei conversazioni interessanti e ricche di spirito e simpatia.

La mostra di Cinzia è lo spunto per una riflessione più approfondita sull’essere femmina e femminile, senza campanilismi sessuali azzardati, senza luoghi comuni esagerati, senza lasciarsi cadere della melma di un comune dire fare e pensare in rosa shocking. Assolutamente imperdibile.

La mostra sarà visitabile fino al 24 luglio. Al Visconti – via Sagarriga Visconti n.3 BARI

Per info:

Sabrina Delliturri 329/3946289 

salivi2006@hotmail.

L’abiura di Ciccollela

thumbs.php.jpegNelle sale espositive dell’associazione artistico culturale ART IN PROGRESS, in via Tenente Ragno 50 a Molfetta, apre al pubblico la mostra Abiura di un libero pittore, dellartista e maestro molfettese Nico Ciccollela. Artista eclettico formatosi dapprima nell’arte dell’oreficeria presso l’Istituto Statale d’Arte di Corato e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Bari nella sezione pittura.

L’occasione è ideale per conoscere meglio la personalità e le nuove opere di questartista rinnegato. I lavori, realizzati secondo i canoni e le tecniche dellarte pop contemporanea, si contraddistinguono per la forte carica espressiva dei soggetti raffigurati e per la freschezza e la vivacità dei colori impressi sulle tele. Una ventina i ritratti di personalità che hanno in qualche modo segnato e influenzato il mondo politico, scientifico e culturale.

Scrive nel suo sito:  La domanda più ricorrente di chi osserva le mie opere è “quale tecnica usi?”… ed è numerica.jpgproprio a questa domanda che non so rispondere … Sicuramente deriva dalle esperienze più remote dell’arte: mi hanno sempre affascinato la pittura rupestre primitiva come traccia indelebile che sfida il tempo, gli affreschi medievali come espressione essenziale di un’arte fatta di apparenti semplici geometrie e la sintesi di Modigliani. Sono ora dunque ad un punto di unione tra l’affresco, la pittura murale e la conoscenza delle tecniche muratorie. Incidere, tracciare, scavare, tecniche espressive capaci di lasciare un segno che attraversa il tempo … geometria, numerologia, strumenti indispensabili alla conoscenza. Il resto è pura e semplice pittura.

Galileo, Che Guevara, Jim Morrison, Giordano Bruno, Oscar Wilde, Arthur Rimbaud, Charles Baudelaire e tanti altri, tutti magistralmente riadattati e rivisitati ma tutti accumunati da uno stesso percorso; prima ostacolati e poco capiti, poi celebrati e onorati da una società che li aveva persino spinti a rinnegare e abiurare se stessi. Ed anche il Ciccolella in questa sua personale, intenzionalmente abiura se stesso ma, a differenza di Galileo, la sua è una sconfessione libera, voluta e pensata; la sua è difatti unAbiura di un libero pittore.

Ci capita spesso di fare chilometri e chilometri per vernissages dei grandi esponenti dell’elite pittorica internazionale, quando abbiamo a portata di mano maestri dello stesso talento e levatura.

Il mio consiglio è quello di lasciarsi trasportare tra colori ed emozioni, in una sindrome di Stendhal, assolutamente da non perdere.

ABIURA DI UN LIBERO PITTORE Personale pittorica di Nico Ciccolella.

Dal 10 al 30 Luglio 2011 Associazione ART in PROGRESS Via Tenete Ragno, 50 – Molfetta (BA)

Orari Dal lunedì al sabato: 10:00 – 13:00 e 17:30 – 21:00 Domenica e festivi: 18:00 – 21:00

Info: artinprogress@live.com 349 6910025