MCCS: una cantante e il suo scrittore “barbone”

Immagine1.jpgGli MCCS (Maksim Cristan con la Spada) sono Maksim Cristan, scrittore “barbone” e Daria Spada, cantante “lirica”, fusi in unità artistica MCCS per provocare le coscienze a 360 gradi sul tema della discriminazione. Si chiama “Peñenegro” il loro ultimo spettacolo: un concerto di per sé antirazzista, ma più largo sia nel contenuto che nel sentimento, nel quale il teatro e la chitarra dell’artista croato Cristan si uniscono al colore della voce della Spada.  Un concerto nella formula “gaberiana” del teatro-canzone, in cui si intrecciano brani musicali, tratti dal cd “Peñenegro”, che spaziano dal canto lirico al canto tradizionale, dal pop al cantautorale, a momenti più narrativi, grotteschi e riflessivi, a tratti comici e commoventi, dello stesso Cristan e di alcuni dei migliori maestri della parola contemporanea italiana, Pasolini, Gaber, Benni. 

Maksim Cristan, scrittore, autore teatrale, immigrato in Italia nel 2001, fino al 2006 ha vissuto da clandestino come scrittore di strada. Vive a Pola, Zagabria, Milano, Lecce, Bari, Berlino e Torino.

Ha pubblicato il romanzo “Fanculopensiero”, Feltrinelli, 2007. Scrive per il settimanale “Internazionale”. 

E’ autore della commedia “Chi sono”, in scena al Tyatrom Theater di Berlino; collabora allo spettacolo teatrale “Fanculopensiero-stanza 521” prodotto dal teatro Cerchio di Gesso, Foggia. Dal 2006 compone e interpreta concerti a sfondo sociale, in collaborazione con vari musicisti italiani. Già ospite di Rai tv, La 7 tv, Sky tv; a marzo ospite del programma Fahrenheit di radio 3 per una settimana.

Daria Spada, cantante lirica, si forma al Conservatorio Verdi di Torino. Si laurea in scienze della comunicazione e lavora come organizzatrice per il teatro Kismet di Bari, occupandosi di arte civile presso l’Istituto Penitenziario Minorile Fornelli. Partecipa a diversi progetti in ambito musicale, teatrale e performativo.

I due suonano, cantano, recitano e si scambiano i ruoli, in un’onesta trasfigurazione dei nostri tempi.
 
Non voglio dirvi molto di più. Penso solo che l’eKoiné ripub possa confermarsi mattatore assoluto delle serate “alternative” baresi. Quando lo spirito dell’Arte (quella con la A maiuscola) ha voglia di trovare libera espressione in un palco improvvisato, tra vino buono e piacevole atmosfera “di casa”, sa schiudere una crisalide di sano intrattenimento culturale e fuori dagli schemi.
 
Siateci. Strada Vallisa. 21:30.

La tradizione della Tammorra

Immagine1.jpgLa tammorra è un grosso tamburo a cornice con la membrana di pelle essiccata (quasi sempre di capra o di pecora) tesa su un telaio circolare di legno. Il diametro varia dai 30 ai 60 centimetri. L’asse di legno che compone il cerchio (cornice) può arrivare fino a 15 cm. di altezza ed è bucato tutt’intorno da nicchie rettangolari dove vengono collocati i sonagli di latta, detti ciceri o cimbali. In loro assenza la tammorra è definita muta, caratterizzata da un seducente suono cupo. Sovente i costruttori usano abbellire lo strumento con l’aggiunta di nastrini colorati e decorarlo con piccoli motivi floreali dipinti lungo la cornice o con scene di argomento cavalleresco affrescate sulla pelle.

La storia della tammorra, rivissuta attraverso lo studio dei reperti archeologici e delle opere d’arte presso quei paesi che si affacciano sul Mare Mediterraneo prende inizio da alcune statuette fenicie di figure femminili, raffiguranti forse sacerdotesse della dea Astarte recanti un disco riconducibile ad un tamburo a cornice.

Terra dei Suoni è un’Associazione Culturale di Ricerca e Riproposta della Musica Tradizionale Barese e Pugliese, e propone (come sempre nel senso della tradizione e dell’originalità nella ricerca musicale storica delle nostre radici), un corso per avvicinarsi al fascino di questo strumento. 

Giunto, per il grande successo ottenuto nelle edizioni precedenti, il corso, tenuto da Gaetano Romanelli, prevede un totale di 10 incontri dalla cadenza settimanale: tendenzialmente ogni venerdì alle ore 19.00 presso la sede dell’Associazione in Strada Vallisa, 48 a Bari Vecchia (nei pressi di Piazza del Ferrarese e la chiesa/auditorium Vallisa).

Romanelli nasce a Bari nel 1987 e da piccolo inizia a studiare pianoforte fino a quando nel 2001 per caso si avvicina alla musica tradizionale merdionale. Così pian piano inzia ad avvicinare quelle forme di canto che dalla nascita l’hanno accompagnato nella crescita. Dopo un accurato studio e ricerca sulla tradizioni di Bari Vecchia fonda la Giovane Compagnia di Musica Popolare “Tarantatà”. Suonatore di fisarmonica, organetto diatonico, tammorra, chitarra battente e zampogna, attualmente fa parte dei gruppi Barincanto e “Terra dei Suonì” di cui presiede l’omonima associazione culturale.

Il Corso ha un costo di 10 euro a lezione pagabili anche volta per volta. I partecipanti al corso godranno dell’iscrizione gratuita all’Associazione che organizza, inoltre, spettacoli e rievocazioni assolutamente da non perdere.

Al termine del Corso di Tamburello ci sarà una serata conclusiva per divertirsi e suonare insieme ai partecipanti del Corso di Danza Popolare, Violino, Chitarra e Pianoforte!

 

Per info e Iscrizioni:

info@terradeisuoni.it

Gaetano Romanelli 339.1212683

 

Ottaviano per la Festa della Musica

Immagine1.jpgUno degli eventi annuali di cultura e spettacolo più importanti ed attesi dell’anno in tutta Europa, la Festa della Musica si celebra ogni anno il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate.

La Fête de la Musique, la Festa della Musica Europea non costituisce un festival, bensì una grande manifestazione popolare gratuita, una festa aperta a tutti i partecipanti amatori o professionisti, che desiderano esibirsi di fronte ad un vasto pubblico, sempre curioso e disponibile. I musicisti sono invitati ad esibirsi gratuitamente e tutte le manifestazioni sono gratuite per il pubblico, all’aperto, per le strade, le piazze, i giardini, oppure in luoghi tradizionalmente adibiti ad altre attività come i cortili di chiese, musei, castelli, etc.

La festa offre inoltre la possibilità di proporre dei concerti negli ospedali o nelle prigione, di sviluppare incontri e scambi.

In occasione della Festa della Musica, evento che si svolge a livello europeo il 21 giugno di ogni anno per celebrare il solstizio d’estate, a Castel del Monte si terrà un concerto intitolato ” Oltre i confini “, promosso dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari, BAT e Foggia – Direzione di Castel del Monte con la partnership di Banca Carime.

Il concerto,organizzato con la collaborazione dell’Associazione Nel Gioco del Jazz, prevede un excursus musicale da Haendel a Bizet a Ravel a Sakamoto, affidato a due artisti di grande livello come Roberto Ottaviano al Sax e Pietro Laera al Pianoforte.

Roberto Ottaviano, Sassofonista Jazz di fama mondiale, si è esibito nei più importanti Teatri del mondo, mentre Pietro Laera, allievo del grande Pianista Aldo Ciccolini e vincitore di numerosi premi internazionali, ha tenuto concerti a Parigi, Firenze, Napoli, Torino. 

Il concerto è il primo degli Eventi abbinati alla Mostra ” de Chirico a Castel del Monte, “Il labirinto dell’anima” che, aperta al pubblico il 17 aprile, ha già superato i 60.000 visitatori.

Inizio del concerto alle 20.00 di martedì 21 giugno, con ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Le Nuvole di De André

 

Immagine1.jpgLe iniziative de La Vallisa andrebbero premiate sempre con grande visibilità. Come questa, che mi ha particolarmente colpito per originalità e finezza nella proposta.

Da una prospettiva tutta femminile, “Le Nuvole”, quintetto vocale femminile, rileggono l’opera di De André. Canzoni e versi di smisurata bellezza, per sempre scolpiti nella storia della musica e della poesia italiana, proposti in una versione vocale e strumentale assolutamente inedita.

Il quintetto vocale nasce nel novembre del 2008, da un’idea di Elisabetta Previati, arrangiatrice e41564_149357021750883_939_n.jpg fondatrice del gruppo con l’intento di rileggere l’opera di Fabrizio De André in una prospettiva tutta femminile, riportando al centro della sua musica lo strumento-voce, spesso posto in secondo piano rispetto ai suoi ‘versi’, dalla bellezza inaudita, così nobili eppure così fortemente popolari… i suoi versi, per sempre inscritti nella storia della musica e della poesia italiana.

Gli arrangiamenti vocali sono tutti originali e mirano a restituire la bellezza viscerale delle canzoni del grande Fabrizio De André. Il fascino …dei testi e la carica espressiva delle melodie originarie, arricchiti dalla potenza e bellezza di cinque voci femminili, tra proiezioni di quadri, video e interventi recitati danno vita a questo spettacolo che il gruppo vocale barese, attivo da più di un anno su tutto il territorio pugliese, lo spettatore si troverà a viaggiare tra quadri e musica, riflessioni, voci e suoni, costumi, parole e la poesia e la voce di Faber, che sempre riecheggia tra i suoi versi. Le Nuvole sono: Elisabetta Previati, Marinella di Palma, Loredana Savino, Jessica Schettini e Cristina Muschitiello, accompagnate dalla fisarmonica e dalle percussioni di Carmine Calia e Francesco De Palma

 

Biglietti euro 10 normale, euro 7 ridotti

Info: Progetto Vallisa, Bari, Via Vallisa 24 Bari, tel 0805216276 – info@progettovallisa.it

 

Comodamente protagonisti

 

Immagine1.jpgLa chiesa della purificazione, meglio nota come la “Raveddise” e cioè dei ravellesi, è un monumento di origine romanica legato, come tanti altri, ad una comunità etnica qui impiantatasi fin dal secolo nono.

In un documento del Codice Diplomatico Barese, datato 1594, viene chiamata “S.Pietro della Vallisa” e, nel 1651, solo “Vallisa”. Situata nell’omonima via, all’ingresso del borgo antico, la “Chiesa della vallisa” sorge alle spalle dell’ex convento dei benedettini.

Nel 1962 fu sottoposta, per opera dell’arch. Schettini, ad un radicale intervento di restauro che consentì di ripristinarne l’aspetto medioevale, tramite l’eliminazione delle soprastrutture barocche e la ricostruzione di alcune parti come il portico, la facciata e le tre absidi.

Nel 1986 il progetto è stato portato a termine grazie all’impegno operoso dell’Arciconfraternitan124314720932845_3206.jpg di S.Anna, con il coordinamento della Commissione Diocesana per la Musica Sacra, che hanno consentito il recupero di uno dei più antichi luoghi di culto della città, in prestigioso contenitore culturale. Una struttura polifunzionale, (dotata di 150 posti a sedere) che serve da auditorium per la musica, da centro di cultura e arte, da luogo di raduno, di incontro e di sperimentazione, a disposizione di tutti, in special modo dei giovani e di coloro che, pur avendo talenti, non trovano la possibilità di esprimerli e di metterli a disposizione della comunità.

37img1.jpgLa programmazione abbraccia tutti i settori della cultura: concerti, corsi, conferenze, dibattiti, cineforum, mostre e tutto ciò che è utile come occasione di incontro e confronto con le realtà del mondo.

 

A venticinque anni dall’istituzione dell’Auditorio, la Vallisa è sicuramente un prestigioso contenitore culturale entrato nella recente storia della città di Bari. Il progetto artistico dell’Auditorium Diocesano Vallisa, ha raggiunto in questi anni,due obbiettivi fondamentali: da un lato quello di affiancare l’attività degli operatori culturali presenti sul territorio, mettendo a loro disposizione una struttura adatta ad ospitare diversi tipi di manifestazione; dall’altro quello dicompletare il panorama culturale cittadino, recuperando quegli spazi lasciati scoperti da altre associazioni pubbliche e private.
Dopo tanti anni con una media di 28000 presenze anno, l’Auditorio necessita di un progetto di restyling che abbiamo chiamato Comodamente Protagonisti.
Detto progetto prevede dal rinnovo delle poltrone all’ottimizzazione dell’acustica, dal potenziamento del palco alla sistemazione del camerino.
Il finanziamento di €. 300,00 per l’acquisto di una poltrona darà la possibilità alla Vallisa di realizzare il restyling e a te di accedere gratuitamente a 15 concerti o spettacoli teatrali per la stagione 2010/2011, in più sullo schienale della poltrona sarà inserito il nome del finanziatore.

Investire nella cultura è la nuova sfida dell’Auditorio Vallisa.

 

per ulteriori informazioni:
www.vallisa.it
080.5216276
337.832542

Nicolaus. E l’immortale Maurogiovanni.

Immagine1.jpgEra il 1992 quando, ammirata, ebbi la fortuna di poter ascoltare la primissima versione radiofonica del capolavoro di Vito Mauorogiovanni “Nicolaus venne dal mare”. Le frequenze erano quelle di RadioRai, la voce, quella inconfondibile del grande Colajemma, una sorta di carta d’identità recitativa per tradizioni e ricordi popolari. Scrivere per la radio non è facile. Anzi, diciamolo, è proprio difficile. Maurogiovanni, però, che ha lasciato un vuoto insostituibile nella produzione teatrale e cartacea del genere tradizionale-folkloristico, ritorna grazie anche a questa iniziativa bellissima, che permette a chi l’ha amato di sentirlo vivo, ancora una volta, da quel marzo 2009 in cui ci ha lasciati, attraverso i suoi scritti.

Nasce nella casa retrobottega del caffè di suo padre, un caffè “nott’e giorno”, aperto agli avventori anche nelle lunghe ore notturne. Vito Maurogiovanni è stato sindacalista, direttore dei telefoni, giornalista, sceneggiatore radiofonico, scrittore e commediografo, bibliotecario in un istituto privato. Ha scritto una trentina di libri, trentadue commedie, e un centinaio di radio-drammi, e nei suoi lavori si avverte sempre la ricerca di quella grande comunicazione che era nel caffè paterno.

Fra i suoi libri, “Eravamo tutti Balilla” (Bari, 1970) un viaggio con gli occhi di ragazzo nel ventennio fascista tra stendardi di cartone, preti, fascisti, e drammatici bombardamenti alleati. “Nel tempo del silenzio e dei camini” (Bari, 1983) appunti ed impressioni sulle vecchie masserie pugliesi, è un resto in cui lo scrittore, come scrive Rita D’Amelio, docente dell’Università degli Studi di Bari “è un compagno di viaggio che comunica senza insegnare, e trasmette la realtà della vita”. La tensione a comunicare e a scoprire mondi vecchi e nuovi è ancora nei tre libri di Selezione dal Reader’s Digest “Lo splendore della natura in Italia” (Milano, 1976), “Le splendide città italiane” (Milano, 1979), “Cento itinerari italiani” (Milano,1980) e nei volumi “Tournèe in Puglia”(Bari, 1993), “Tournèe in Europa”(Bari, 1996), “Lezioni di telefono”(Fasano, 1996), “Lungo viaggio nella Basilicata del ’50” (official web site, 2000). Notevole la presenza di Maurogiovanni nel teatro, per il quale si serve del linguaggio dialettale, per essere più vicino ai problemi della gente umile. Ecco così “Chidde dì…” (1975), nel quale lo spettacolo di una nave dalla porte d’oro e di argento, e soprattutto dai piatti d’oro e d’argento, aiuta a vincere la miseria antica. In “Aminueamare” (“Mandorle amare”) (1976) appare all’improvviso – a poveracci che non hanno conosciuto mai immagini spettacolari – il teatro Petruzzelli, nei giorni del massimo splendore, ormai spariti per sempre. Da 25 anni, inoltre, è continuamente messa in scena un’altra pièce del 1974, “Jarche vasce” (“Arco basso”), che ha conseguito successi anche in occasione di una sua rap presentazione a New York. Gli altri scritti teatrali sono indicati nella sezione del sito “opere”. Vito Maurogiovanni ha anche al suo attivo due libri di poesia “Composizione 34” (Bari, 1977) e “I santi di casa mia” (Bari, 1984). Tommaso Fiore, il meridionalista scrittore caro a Piero Gobetti scrisse su queste composizioni e sul loro autore[senza fonte]: «… sono versi nati dalla sua vita, un prodotto naturale di tutto il suo essere poetico, del suo modo di guardare gli altri e sempre a cose sue, a pensieri suoi, al suo modo amaro di concepire la vita con la sua faccia liscia bianchissima con qualcosa di singolarmente puro, da francescano…».

Dal 2002 al 2009 lo scrittore ha gestito un sito internet in cui pubblicava, articoli sulle attività culturali della città di Bari.

L’associazione culturale Utepuglieuropa di Bari terrà con il suo “Laboratorio teatrale Puglieuropa” diretto da Renzo Deandri una rappresentazione del lavoro teatrale NICOLAUS dello scrittore barese Vito Maurogiovanni, che narra le vicende della traslazione da Myra a Bari delle reliquie di San Nicola. 
L’evento, già rappresentato qualche anno fa dal Laboratorio teatrale Puglieuropa avrà una caratterizzazione del tutto nuova e particolare, proponendosi tre finalità: 
– Omaggio a Vito Maurogiovanni ad un anno dalla sua scomparsa 
– Omaggio a San Nicola patrono della città di Bari nel Maggio Nicolaiano. 
– Manifestazione interculturale e di amicizia fra il popolo barese e la comunità russa che vive e lavora nella nostra città.

Quest’ultimo aspetto vedrà i cittadini russi partecipi e protagonisti. Infatti l’opera verrà tradotta in lingua russa e verrà distribuita, a mò din117936991573959_8033.jpg libretto, alle cittadine ed a ai cittadini russi che assisteranno allo spettacolo. Ma v’è di più: alcuni brani dell’opera verranno recitati da interpreti russi nella loro lingua madre, in modo da realizzare una vera e propria rappresentazione bilingue. In questo modo si intende rafforzare i legami culturali e sociali con la comunità russa di Bari nel nome di San Nicola, Santo particolarmente venerato in Russia. La partecipazione esclusivamente di attrici ed attori non professionisti rafforza il carattere spontaneo e popolare della rappresentazione.

Non casuale la scelta del luogo e della data: la rappresentazione si terrà nel Borgo Antico, nell’Auditorium della Vallisa il 12 e 13 maggio con inizio alle ore 19,00, quindi poco dopo le giornate della festa patronale e nel corso del mese dedicato alla celebrazione del Santo.

L’evento è organizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale “Foresteria Produzioni” di Bari e con l’Associazione “Centro di cultura russa in Puglia”.

 

Data:
mercoledì 12 maggio 2010

Ora:
18.30 – 20.00

Luogo:
Auditorium La Vallisa

Ri-belle e Pigotte

Immagine1.jpgL’associazione “Ri-belle, la nuova vita delle cose” si oppone alla cultura del consumo e alla dipendenza dalle merci che caratterizza la nostra società proponendo come alternativa l’autoproduzione e il recupero di beni a partire da ciò che solitamente è considerato scarto.
Questa pratica da sempre presente nell’arte antica dei mestieri tradizionali è andata progressivamente perdendosi nel tempo, rappresentando per il territorio un cruciale elemento di impoverimento culturale.

Si terrà il prossimo 19 dicembre presso l’auditorium Vallisa (Piazza del Ferrarese, 4) alle ore 20.30 l’evento conclusivo del progetto “sArte della Ri-crezione”, a cura proprio di Ri-belle.

Un laboratorio di sartoria basato sui temi del riciclo e riuso, al quale hanno preso parte sei donne della comunità rom di Bari-Japigia affianco a sei donne pugliesi, nello spirito della condivisione e dell’integrazione tra culture diverse.
A partire da settembre, settimanalmente, le 12 donne si sono incontrate in un locale di Bari Vecchia trasformandolo in un luogo di stimolo creativo, crescita formativa, conoscenza reciproca e arricchimento culturale.
La caratteristica degli abiti e degli accessori moda, creati durante i tre mesi di laboratorio, è l’esclusivo utilizzo di stoffe e materiali di scarto e riuso. Ciò dimostra la credibilità di una controtendenza  a sostegno dell’autoproduzione, del recupero dei beni e delle attività artigiane, in opposizione alla produzione incontrollata di rifiuti e al consumismo dilagante dei paesi del nord del mondo.
Durante l’evento del 19 dicembre verranno presentate e vendute le creazioni che le dodici protagoniste del progetto hanno realizzato sotto la guida delle capacità professionali del sarto Antonio Lombardi e dell’artigiana Giuseppina Palombo per la parte degli accessori.
L’iniziativa è finanziata dal programma regionale “Principi Attivi, giovani idee per una Puglia migliore”. E l’ingresso è libero.

 

A proposito di ago&filo, vorrei anche ricordarvi che presto, prestissimo, l’Unicef scenderà in piazza anche a Bari per la splendida iniziativa delle Immagine2.jpgLe Pigotte®. Le Pigotte® sono bambole di pezza, bambole speciali che possono salvare la vita di un bambino in un paese in via di sviluppo. Le Pigotte in dialetto lombardo erano le bambole di pezza del dopoguerra; oggi sono le bambole dell’UNICEF, uniche ed irripetibili.
Sono realizzate a mano con fantasia e creatività da nonni, genitori e bambini, a casa, a scuola, presso associazioni e centri anziani di tutta Italia. Con una donazione minima di 20 € tutti possono adottare una Pigotta e sostenere l’UNICEF e i suoi programmi salvavita dell’Africa centrale e occidentale. Le Pigotte dell’UNICEF sono facili da realizzare, bastano ago, filo e un po’ fantasia. I nonni dei centri anziani, tutti gli appassionati del cucito e della maglia ma anche tanti bambini e bambine a scuola, con un po’ di aiuto, confezionano ogni anno per l’UNICEF migliaia di Pigotte. A casa, nei circoli ricreativi, nelle classi, nelle associazioni, tutti insieme, esperti e non, lavorano per creare bambole bellissime che salvano la vita. Se sei una persona socievole che ama stare in compagnia e vuoi aiutare l’UNICEF allora fai al caso nostro! Insieme possiamo sostenere un grande progetto che fino ad oggi ha salvato oltre 800.000 bambini. Cerchiamo volontari che vogliano aiutare l’UNICEF nella distribuzione delle Pigotte nei banchetti in piazza. Quindi, se hai capacità creative o organizzative e hai voglia di sostenere i bambini del mondo, rivolgiti al Comitato UNICEF della tua città. Puoi anche chiamare l’UNICEF al numero 800 745 000 oppure visita il sito www.unicef.it/comitati

Giovani violini crescono…

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Per la musica ci vuole orecchio. Si sa.

Ma anche buon gusto, e la voglia di rimanere ancora stupiti davanti alla maestria di imberbi ragazzi, che si riconfermano nel tempo non solo ottimi enfant prodige ma, soprattutto, spettacolari conferme nel tempo,

Prosegue la rassegna musicale Vallisa Giovani con l’atteso recital del diciannovenne violinista Gabriele Ceci.Il giovanissimo musicista, figlio d’arte e allievo di Salvatore Accardo, è considerato uno straordinario talento nostrano.

Violino, nato a Bari nell’Aprile del 1990, ha iniziato lo studio all’età di 8 anni sotto la guida della ceci2.jpgmadre Mariangela Scarola. A nove anni viene ammesso al conservatorio N. Piccinni di Bari, nella classe del M° Carmine Scarpati. Comincia ad affermarsi in concorsi quali: premio “Vitale” di Fasano, e premio “Sarro” di Trani. Nel 2004 vince il primo premio per la sua categoria al prestigioso concorso “Vittorio Veneto”. Ha suonato nell’ambito di alcune stagioni concertistiche di prestigio quali: Vallisa giovani e la rassegna Giannini di Bari, il festival Duni di Matera, il Parnaso delle Muse di Martina Franca e l’Accademia Federiciana di Andria. Si segnala anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Bari per “Le settimane di musica e filosofia”. Nel 2004, si è esibito al Teatro Piccinni di Bari in occasione della commemorazione per il sindaco Dalfino, e nel 2005 per la Camerata Salentina. Ha seguito le Master Classes di Alessandro Perpich, ed in trio col fratello Mirco (pianista) ed il violoncellista Alessandro Mazzacane ha seguito i corsi di perfezionamento con “l’Altenberg” trio di Vienna presso l’Accademia di Pinerolo. Dal 2005 comincia a seguire le master classes di Mariana Sirbu a Sermoneta, partecipando sempre al concerto finale riservato ai migliori allievi.

Recentemente il violinista Salvatore Accardo in un incontro tenutosi presso il conservatorio “N.Piccinni,” dopo aver ascoltato il quarto capriccio di Paganini, ha pubblicamente detto di lui: “La cosa che mi colpisce di più in questo ragazzo sono le grandi capacità tecniche unite ad una musicalità di particolare rilievo per la sua età”.

Nel 2007 vince il prestigioso premio nazionale di violino “Bruno Zanella”. Sempre nel 2007 supera la selezione riservata ai giovani talenti presso la Hochschule “Felix Mendelssohn Bartholdy” di Lipsia, per studiare nella classe di Mariana Sirbu. In occasione della commemorazione di Gioconda De Vito nell’anniversario dei cento anni dalla nascita, partecipa alla conferenza-concerto tenuta dal M° Corrado Roselli eseguendo la ciaccona di Bach. Nel novembre 2007 suona in duo col fratello Mirco per l’ottava edizione di “Mantova Musica Contemporanea”. A 17 anni si diploma presso il conservatorio “ N.Piccinni” di Bari con la votazione di 10, lode e menzione speciale. Nel 2008 partecipa al progetto Schubert, (integrale delle sonate per violino e pianoforte) presso la Hochschule di Lipsia e collabora da solista con l’Orchestra Sinfonica di Bari, eseguendo il concerto di Mozart in la magg. KV 219 sotto la direzione del Maestro Giuseppe Lanzetta. Nel 2009 suona all’università di Bologna, in duo col fratello Mirco, per la stagione “La Soffitta” organizzata dal “Dipartimento musica e spettacolo” e per l’Associazione Musicale Dino Ciani al Grand Hotel Regina Palace di Stresa. Collabora spesso, come solista, con l’orchestra di chitarre “De Falla” diretta dal M° Pasquale Scarola.Gabriele Ceci suonerà un impegnativo programma per violino solo composto da musiche di: Bach, Bartok, Paganini e Ysaye.

Appuntamento martedì 27 ottobre, alle 21, presso l’Auditorium Vallisa di Bari

Infotel: 080 5216276; 080 5283361; 327 7319478
www.vallisa.it; info@valisa.it

Open Windows

vallisa_giovani.jpgLa chiesa della purificazione, meglio nota come la “Raveddise” e cioè dei ravellesi, è un monumento di origine romanica legato, come tanti altri, ad una comunità etnica qui impiantatasi fin dal secolo nono.

In un documento del Codice Diplomatico Barese, datato 1594, viene chiamata “S.Pietro della Vallisa” e, nel 1651, solo “Vallisa”. Situata nell’omonima via, all’ingresso del borgo antico, la “Chiesa della vallisa” sorge alle spalle dell’ex convento dei benedettini.

Dopo l’ultimo restauro dell’86, La Vallisa si è confermata nel tempo come spazio ideale per una ricca programmazione che abbraccia tutti i settori della cultura: concerti, corsi, conferenze, dibattiti, cineforum, mostre e tutto ciò che è utile come occasione di incontro e confronto con le realtà del mondo. Tornerò spesse volte a parlarvi degli eventi di questo magico luogo alle porte della città vecchia, perché non solo l’atmosfera è molto suggestiva ma, anche, perchè la location è ideale per godersi prima un concerto e, magari, proseguire fino a notte inoltrata le proprie serate grazie alla movida di Bari antica, in uno dei molteplici locali.

Questa volta, vi parlo della rassegna musicale Vallisa Giovani con lo spettacolo  “Open Windows” di Giacomo Desiante (fisarmonica, tastiere e trombone) con Tommaso Colafiglio (chitarra), Paolo Romano (basso) e Saverio Petruzzellis (batteria).
I brani in programma, tutti originali, rappresentano un excursus temporale attraverso i diversi stili della musica popular, passando per “Pigalle Waltz”, ispirato ai colori della Francia e “Profumo du Brasil”, composizione che ricorda le sonorità della musica brasiliana. Il tutto con la fisarmonica al centro della scena.

Vallisa Giovani, vedrà ancora parecchi protagonisti, calcare l’inusuale spazio della chiesa e, noi di Virgilio, vedremo di essere spesso e volentieri testimonial, del fervente movimento bohemienne che ne permea le mura.

Per qualsiasi informazione, La Vallisa, ha un contatto mail che è info@vallisa.it, ma anche il più tradizionale numero di telefono 080/5216276.

Prenotate la vostra prima fila e dite che “vi manda Virgilio”. Sicuramente non ve ne pentirete!