Andrea C., nonsoloSklero

Immagine1.jpg Andrea C. Ravallese non passa inosservato, ha in curriculum una gavetta di tutto rispetto, ed è sicuramente la stella più luminosa nel futuro di una città che sforna talenti a getto continuo.

Giovanissimo, a 24 anni, Andrea ha conquistato il pubblico barese nella conduzione di SKLERO, su Telebari, con l’appuntamento settimanale del martedì, regalandoci un red carpet disseminato di ciclopici ospiti, tra grandi attori, voci internazionali, volti noti del jet-set.

La sua formazione a tutto tondo, spazia dalla scuola di Musical all’istruzione universitaria, è stato vj per MusicBox e Vanity Music, non dimenticando mai la terra che gli regalò i natali e dedicandosi anima e corpo all’avventura nell’emittenza televisiva del capoluogo.

Andrea è istrionico. Oggettivamente bello, vincente, spigliato, interessante. Dopo aver conquistato la fiducia e la stima di Maddalena Mazzitelli (art director di Sklero e prima, storica, conduttrice), prende fermamente il timone di un programma rivoluzionario per il target giovanile locale. Da Muccino a Platinette, da Melanie C a Tiziano Ferro, Andrea irrompe professionalmente nei back-stages armato di telecamera, microfono e tanta voglia di crescere: “l’esperienza di Sklero è un work in progress per la mia ascesa a performance sempre più convincenti. Il mio rapporto con Bari non si può definire idilliaco, però sarò sempre grato a Maddy (Maddalena) che è stata la mia talent-scout. E a Telebari che, indubbiamente, mi a portato una grande popolarità. Anche se quella, siamo onesti, non basta.”

Andrea ci spiega, con l’umiltà e la semplicità di un ragazzo comune, quanto sia al tempo stesso imbarazzante e gratificante essere fermato per 5082_116214989965_808029965_2878724_5808169_n.jpgstrada, dover firmare autografi o, addirittura, suscitare pareri discordanti nel suo pubblico: “non si può piacere a tutti. E le mail che ricevo, o i messaggi sui social network non sono tutti rose e fiori. C’è chi, senza avermi mai incontrato, mi crede un montato borioso. Alcuni criticano i miei capelli o le magliette che porto… qualcuno ha messo in giro la voce che sarei gay! Alla fine, anche su queste cose, si può giocare con intelligenza, senza prendersela troppo. Del resto, l’ambiguità è stata la fortuna di personaggi come Amanda Lear…”

E’ disarmante, Andrea. Mentre chiacchiera al tavolino di un bar in centro, si rannicchia teneramente su se stesso. Sfodera sorrisi sinceri, non porta alcun rancore per i detrattori, centellina saggiamente la parola successo. E’ un raro esempio di onestà e limpidezza ed ammette, senza paura, di avere un buon rapporto con la telecamera: “non mi piaccio e non sono un narcisista. Ma se fai televisione devi imparare a non temere l’obiettivo e curare l’immagine, in una società che non valuta solo il talento.” Infatti, questa spropositata fotogenia, è la sua fortuna anche in un recente casting come testimonial di una campagna promozionale in Israele. La ruota gira e, con la conclusione della stagione con Sklero, il nostro vj punta in alto, al nord, “dove le occasioni sono esponenzialmente più numerose. Non posso fare solo Sklero per il resto della mia vita”.

Peccato, perché Andrea ha quella marcia in più che, per Sklero, è stata una santa manna. Chi può saperlo. Nel mentre, si gode l’estate densa di progetti e proiezioni. Nell’I-Pod la musica della sua adorata Mel C (la C di Andrea C. Ravallese, è proprio un richiamo ed omaggio all’ex Spice , lanciatissima nella carriera da solista) ed il sogno nel cassetto di approdare ad MTV o sul palco del Festival di SanRemo.

Glielo auguro di cuore, chiudendo il piacevole incontro (e questo post), con il consiglio di non cambiare mai, portando negli occhi sempre i tramonti della sua città e l’amore del suo pubblico.