Una stanza tutta per sè

silvana, duho, Quello che adoro della mia città, è quel suo essere multiforme e trasformista. 

Dunque, i punti di ritrovo di una Bari che vive di notte, diventano così anche gallerie d’arte, luoghi per reading, o palcoscenico fuori dal comune per assaporare il piacere della novità.

Ed è stata una bella scoperta Silvana Đuho con la sua mostra “Una stanza tutta per sè”, presso lo Stile Libero, in via Andrea da Bari. Silvana Duho nasce nel 1970 a Dubrovnik, Croazia. Completa gli studi presso l’Accademia delle Belle Arti di Bari nel 2000. Esponendo tra Italia e Croazia e inanellando numerosi riconoscimenti.

” – naturalmente si trattava soltanto di una fantasia – che mi faceva vedere i fiori di lillà sui muretti dei giardini, e le farfalle color di zolfo che svolazzavano qua e là e la polvere del polline nell’ aria. Era quel momento tra le due luci, quando i colori vengono intensificati e il porpora e l’oro bruciano sui vetri delle finestre come il battito di un cuore eccitabile; quando chissà perchè la bellezza del mondo rivelato, la bellezza del mondo che dovrà così presto soccombere, ha due tagli, uno di gioia, l’altro di angoscia, che ci dividono il cuore. Tutto era vago, eppure intenso…”

Ed è l’ispirazione tratta proprio da queste parole, di Virginia Woolf, a guidarci verso una finestra che si affaccia sull’ignoto. Ispirandoci a immaginarla, questa stanza. Diventando noi stessi parte della materia plasmata nelle opere della Đuho. Dettagli in resina, scampoli di sogni ritagliati tra memoria e futuro. Nel continuo divenire delle emozioni amalgamate di sogno e realtà. Rivalutando la nostra natura mutevole eppure immobile, cristallizzata nel tempo, protagonista e fautrice di ogni cosa che verrà.

Come ha giustamente sottolineato la prof.ssa Giustina Coda “è un progetto etico in cui la memoria diventa emozione, attraversamento dell’ io tra le cose nel tentativo di disporre di sé nello spazio e nel tempo in piena libertà.”

Che poi, aggiungo, non bisogna neanche essere cultori dell’Arte per farsi coinvolgere da una piacevole Sindrome di Stendahl, in certi frangenti. Perché la comunicazione visiva appartiene alle vie remote dell’anima. Che poco dipendono dalla competenza. Un’opera comunica. E lo fa aprioristicamente dal nostro background culturale.

Motivo per cui, sono felice di potervi sollecitare a visitare l’esposizione. Assemblando e scomponendo la vostra stanza, sulla via giustamente tracciata dall’artista.

Fino al 28 Dicembre, presso lo Stile Libero.

1900 as Queer

Immagine1.jpgCos’è “Queer”? E quanto è “Queer” ciascuno di noi? Nell’ambito di “Anteprima Bari Queer Festival 2011” l’Atelier 1900 vi invita ad un appuntamento davvero fuori dal comune.

Attraverseremo insieme un secolo di Moda fra mescolanze Fashion e rimandi Psicologici, per un evento misterioso fino al suo inizio, ma sicuramente glamour e senza frontiere. 

“Queer” è un termine della lingua inglese che tradizionalmente significava “strano”, “insolito”. Il termine a sua volta deriva dal tedesco “quer” che significa “di traverso, diagonalmente”. L’uso del termine nel corso XX secolo ha subito diversi e profondi cambiamenti e il suo uso è tuttora controverso, assumendo diversi significati all’interno di diverse comunità.

Ad ospitare questo controverso quanto originalissimo evento, la Taverna del Maltese in via Nicolai che, come sempre, si distingue come isola felice per prolifiche idee pronte a decollare, lasciando aria e linfa perché crescano in piena libertà espressiva.

Cosa sarà, di preciso, Queer, non è dato saperlo. L’unica certezza sta nella mente partoriente. Sto parlando di Atelier 900. Un Museo dedicato alla Storia della Moda e del Costume con capi di abbigliamento, accessori, complementi d’arredo, libri riviste e documenti, che attraversano oltre duecento anni di Storia, con particolare attenzione al secolo scorso.

Sin dai primi passi nel Capoluogo, il lavoro e la ricerca di Luciano Lapadula e Vito Antonio Lerario, abbracciano la storia della moda, la semiotica, l’antropologia. Nasce quindi spontanea l’attività di costumisti. L’Atelier 1900 offre infatti a chiunque la possibilità di noleggiare Abiti e Accessori attingendo a un parco costumi che vanta centinaia di capi. 

Si inizia alle 23:30, con selezioni musicali a cura di Agostino Scaranello. E nutro la certezza che verremo catapultati oltre il tempo e lo spazio.

Onore et gloria a questa Bari che si muove. Con tanta voglia di fare, creare, giocare con lo stile, mettersi alla prova. Garantendo l’ingresso free a chiunque voglia rendersi partecipe di situazioni “diverse”.