Cucciolla e la sua Scuola di Amsterdam

Già vi parlai del Museo di Fotografia del Politecnico. Ed è con grande piacere che rilancio nomi e luoghi per rinnovare la mia stima e la mia piena figucia nelle iniziative di questo splendido luogo autogestito.

Il consolidato rapporto fra l’architetto Arturo Cucciolla ed il Laboratorio di Fotografia del Politecnico di Bari si arricchisce di una nuova conversazione che ha come tema la “Scuola di Amsterdam”. 

Ancora una volta Cucciolla propone, proseguendo la ricerca sull’housing sociale in Europa, le sue personali letture fotografiche condotte durante un viaggio in Olanda fatto nella primavera del 2012 con gli studenti del corso di Storia dell’Architettura contemporanea – Laboratorio di progettazione del Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura. 

Le immagini danno conto del grande contributo offerto dai giovani architetti olandesi, nei primi decenni del novecento, al consolidarsi dell’architettura moderna europea, in un intreccio di bellezza e sensibilità sociale applicato al tema della casa per i lavoratori.

Da sempre, Cucciolla, si è dimostrato sensibile a tutte le grandi tematiche riguardanti la cultura e il contesto urbanistico del nostro Capoluogo e-come sempre-torna a rendersi disponibile e presente sviluppando argomenti e dinamiche di concetti in continuo movimento come-ad esempio-l’housing sociale, una realtà che sta lentamente prendendo piede anche in Italia.

Una buona occasione per scoprire l’Europa che ci circonda, ma anche per comprendere meglio l’Italia che sarà, nella sua architettura, nell’immagine collettiva e nella Storia dell’Architettura Contemporanea.

 

6 Novembre 2012 – 17:30

Politecnico di Bari – Via Amendola, 126/B – Bari – Aula Multimediale – piano interrato.

Parcheggio libero del Politecnico Via Amendola, 132 ex Officine Scianatico.

 

Contatti:

3293174796 – 3207130805

080/5963415 – museofotografia@poliba.it

 

Cinema Surrealista. Con trulli.

57367.jpgDopo l’ondata glamour di Beautiful, non potevo che segnalarvi qualcosa di “leggermente” più intellettuale. Perché, si, la Forrester avrà il suo fascino… ma i capolavori della cinematografia che stimolano l’immaginario e nutrono l’anima sono altri.

Credo su questo non ci sia alcun dubbio.

La PBP promuove nel Laboratorio Urbano di Alberobello il cineclub “PELLICOLE SURREALI”: Dalì, Bonuel, Polansky, Lynch, Jodorowsky introdotti dallo storico e critico cinematografico Lino Aulenti.

Partita già il 9 Maggio, PELLICOLE SURREALI è la prima rassega sul CINEMA SURREALISTA. Ad57367.jpg ospitarla il Laboratorio Urbano “Pudicino” di Alberobello in gestione all’ATS G-Lan di cui fa parte l’Associazione Piccola Bottega Popolare. 

L’idea nasce dalla voglia di dare visibilità a capolavori del cinema legati al movimento surrealista che ne ha influenzato l’evoluzione e la sperimentazione. Infatti il surrealismo non solo prefigura e in parte realizza un nuovo tipo di cinema, ma si interessa attivamente al fatto cinematografico per le analogie che esistono tra il cinema e il sogno, tra i meccanismi della visione filmica e i meccanismi dell’inconscio.

Apripista è stato quello che viene considerato il manifesto del cinema surrealista: UN CHIEN ANDALOU, cortometraggio del 1929 di Luis Bunuel e Salvador Dalì.

Il cineclub continua nei successivi mercoledì di maggio e oggi propone “La Montagna Sacra” di ALEJANDRO JODOROWSKY. Nei prossimi a venire “Repulsion” di ROMAN POLANSKI e “Mulholland Drive” di DAVID LYNCH.

Io adoro il cinema surrealista. E adoro l’iniziativa. Poi, siamo sinceri, al cinema con due euro. per grandi pellicole come queste. Beh. Se non è surrealismo vero e proprio, voi, come lo chiamate? Una buona e valida alternativa alle discoteche unztunz e al bere e mangiare in qualche locale.

 

PELLICOLE SURREALI

Ex Centro Sociale Pudicino

Contrada Pudicino, 16

Alberobello (BA)

 

mercoledì 16 maggio

 

LA MONTAGNA SACRA

sceneggiatura e regia di ALEJANDRO JODOROWSKY

 

Per info:

PBP – Piccola Bottega Popolare

tel. 080.4325680

Anna 333.6008069

Alberobello(Bari)

Ex Centro Sociale Pudicino

ore 20.45

ingresso a pagamento

2,00 euro

Info. 080.4325680

Il futuro del welfare nelle città metropolitane

welfare, bari, onlus, politiche, sociali, enel, cuore, pin, progetti, reintegrazione, sociale, famiglieMercoledì 2 e giovedì 3 maggio l’Assessorato al Welfare del Comune di Bari, in collaborazione con il Consorzio Meridia e la Fondazione Giovanni Paolo II onlus, promuove due giornate di studio sul tema del futuro del welfare nelle città metropolitane. Sarà l’occasione per riflettere su strumenti, metodologie e nuove politiche per le famiglie e per l’inclusione socio-lavorativa a partire dalle esperienze del Programma nazionale P.I.P.P.I. e del progetto PIN.

Si confronteranno sul tema esperti nazionali e locali, tra cui Maria Cecilia Guerra (sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), Raffaele Tangorra (direttore generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), Elena Gentile (assessore al Welfare della Regione Puglia) e Ludovico Abbaticchio (assessore al Welfare del Comune di Bari).

Bari, in questi ultimi anni, è riconosciuta come città capoluogo impegnata in prima linea sui temi della tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. Infatti P.I.P.P.I. (Programma di Intervento per la Prevenzione all’Istituzionalizzazione) è un progetto sperimentale di ricerca/intervento, multidisciplinare ed integrato, rivolto a 100 famiglie italiane che mostrano difficoltà nella cura e nell’educazione dei propri figli, in età compresa tra 0 e 11 anni e a grave rischio di allontanamento. L’intervento si inserisce in un più ampio Programma Nazionale, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Università di Padova e dieci città italiane. L’iniziativa nel capoluogo pugliese è cofinanziata dall’Assessorato al Welfare del Comune di Bari, dalla Fondazione Enel Cuore e realizzata in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II onlus.

Il progetto PIN è stato avviato invece nel mese di agosto dell’anno 2009 con l’obiettivo di favorire percorsi di reintegrazione sociale di 20 persone transitate nel circuito delle dipendenze. Il progetto, promosso dal Comune di Bari – Assessorato al Welfare e gestito dall’ATI costituita da Consorzio Meridia e Comunità Terapeutica Lorusso Cipparoli, è stato finalizzato a favorire l’occupabilità di 20 persone “svantaggiate”, a contribuire ad una piena integrazione socio sanitaria nella presa in carico dei bisogni di soggetti “deboli”, a favorire il recupero sociale e l’autonomia di persone transitate nel circuito delle dipendenze.

Durante le due giornate saranno allestite la mostra “ODA – Oli d’artista” e la mostra di abiti di alta sartoria “Cangiari: la cooperazione sociale per cambiare la Locride”.

È stato richiesto l’accreditamento degli Ordini degli Assistenti sociali della Regione Puglia, delle Università di Scienze della Formazione e di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari e il patrocinio dell’ANEP – Associazione Nazionale Educatori Professionali.

Durante le due giornata saranno distribuiti materiali di approfondimento e cartelle stampa

2 e 3 MAGGIO

Giornate di studio

IL FUTURO DEL WELFARE

NELLE CITTA’ METROPOLITANE

@Villa Romanazzi Carducci

Via Capruzzi 326 (Bari)

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Comunicazione Meridia – Consorzio di Cooperative Sociali S. C. S. onlus

Tel/Fax 080.572.77.52 – 080.528.23.18

www.consorziomeridia.it

Comunicazione e ufficio stampa Fondazione Giovanni Paolo II onlus

comunicazione@fgp2.it | www.fondazionegiovannipaolo2.it

Balconi in Fiore a Locorotondo

 

Immagine1.jpgDove la Murgia degrada, si riscontra la Valle d’Itria, un cuscinetto di verde a metà strada tra Adriatico e Jonio e su questa pianura, circondata da piccole alture, si affaccia Locorotondo. Sorge linda e silente sulla sommità di un colle che cinge gli ultimi contrafforti murgiani del Barese. Armoniosamente tondeggiante come il toponimo stesso suggerisce, Locorotondo deve il suo nome alla morfologia assunta dal primo centro abitato, sorto attorno al mille. Le prime casupole di un villaggio composto da agricoltori furono edificate su un altopiano attrezzato, addossate le une alle altre, a pianta circolare, quasi a voler cingere a corona quella terra strappata a boschi di querce e fragni per renderla coltivabile e fertile.

Anche questa estate nel borgo antico di Locorotondo si terrà la coloratissima iniziativa “Balconi Fioriti”. L’evento, organizzato dalla Pro Loco locale in collaborazione con il Centro Sociale Anziani, il Cna e con il patrocinio del Comune di Locorotondo, è stata inaugurata sabato 19 giugno e perdurerà sino al 20 agosto. La manifestazione mira a valorizzare il borgo antico di Locorotondo con un tocco di colore che solo i fiori possono dare. Ogni abitante del borgo antico potrà abbellire il proprio balcone secondo la sua fantasia, partecipando al concorso per ottenere il titolo di “Balcone fiorito più bello”.

Il concorso, è partito già domenica 28 giugno (ma le notizie sono sempre troppe per darvele in tempo!!!) ma proseguirà nel corso dell’interaImmagine2.jpgestate. Tutti potranno partecipare. Chi visita il paese, uno dei Borghi più belli d’Italia, recandosi nella sede della Pro Loco e del Centro Sociale Anziani, in piazza Vittorio Emanuele, potrà ritirare la brochure con la piantina del centro storico e il coupon su cui scrivere il numero dei balconi, delle finestre e degli atri più belli. Dopo, basterà imbucare la propria preferenza in una delle due urne che saranno sistemate nelle sedi delle due associazioni e attendere il 19 settembre 2009. In tale occasione verranno proclamati vincitori del concorso e saranno estratti i numeri vincitori dei premi messi in palio per i visitatori: due soggiorni gratuiti per un week end da passare a Locorotondo nell’albergo diffuso “Sotto le cummerse”, diverse cene a base degli ottimi prodotti tipici locali nei migliori ristoranti e macellerie tipiche di Locorotondo.

 

Per quest’anno alla manifestazione è associato un concorso fotografico volto a premiare la foto più suggestiva che esalta un qualsiasi scorcio del centro storico. L’iniziativa di Locorotondo si gemella con “Borgo in fiore” di Putignano e “Vicoli fioriti” di Alberobello.

Per maggiori info: http://immaginandofotofficina.blogspot.com/

 

Ulan Bator in concerto

 

Immagine1.jpgGli Ulan Bator sono un gruppo francese, le cui origini musicali si basano sul krautrock e sul post-rock, prendendo spunto da gruppi come Faust, Can e Sonic Youth.Il gruppo si forma a Parigi nel 1993 ed è fondato da due musicisti francesi: Amaury Cambuzat e Olivier Manchion. Nel 1995, assieme al batterista Frank Lantignac pubblicano il loro primo album dal titolo Ulan Bator, dove fondono una miscela di post-rock dilatato, krautrock tedesco anni settanta e new wave; la particolarità che subito viene notata di questo gruppo è che la musica non segue una determinata impostazione tipica della forma canzone (ritornello, strofa, ritornello), ma si basa soprattutto sull’istinto dei tre musicisti che spaziano come vogliono all’interno dei loro pezzi, e con la quasi assenza di voce riescono ad essere comunicativi e psichedelici allo stesso tempo. Nel 1996 esce il mini album 2 Degrees, dove il gruppo conferma quello che di buono aveva fatto sentire nell’album precedente, e Cambuzat/Manchion iniziano a collaborare con i Faust.

Nel 1997 esce l’album Vegetale, dove tutta l’energia visionaria e la violenza che c’è nella testa dei tre suonatori viene comunicata attraverso la musica. Anche qui i testi cantati non sono molti, anche se la voce di Amaury Cambuzat, tetra, cupa e lontana da il tocco finale all’album. Nel 1998 vengono scoperti dal Consorzio Produttori Indipendenti, capitanato da Giovanni Lindo Ferretti e Gianni Maroccolo, che producono in Italia sia una raccolta dei primi due album, Polaire, sia Vegetale, portandoli anche in tour per diversi live; ed è proprio la presa live che li caratterizza maggiormente, risultando ancora più intensi e caldi rispetto al disco.

Nel 1998 il batterista Frank Lantignac lascia il gruppo e viene sostituito dall’italiano (Pordenone) Matteo Dainese (ex batterista dei Jitterbugs,Bator.jpgMeathead e Here). È a questo punto che gli Ulan Bator firmano un contratto con una major, la Young Records, e avvalendosi della collaborazione di Michael Gira (Swans) danno alla luce Ego:Echo, il disco più complicato della loro storia. I pezzi sono tutti cantati, le sonorità sono diverse, più blande, ma non per questo meno psichedeliche e meno cupe, l’impatto con il nuovo batterista è buono, il suono è più tagliente e piatto e dimostra una forte evoluzione fatta dal gruppo rispetto all’inizio. Nel 2002 esce una raccolta presa da vari live di Ego-Echo, contenente anche brani demo rimasterizzati, dal titolo OK:KO. Tra i pezzi la versione demo di Let go ego, Attak e la versione live di La Joueuse du tambour. Sempre nello stesso anno Olivier Manchion, dopo la realizzazione di questo disco, lascia la band (e fonda i Permanent Fatal Error, e subentra un altro ragazzo di Pordenone, Manuel Fabbro (ex Oslo).

Nel 2003, il gruppo, avvalendosi della colaborazione di Robin Guthrie (ex chitarrista dei Cocteau Twins) alla produzione e di Egle Sommacal (ex Massimo Volume) alla seconda chitarra, sforna il sesto album della sua storia, Nouvel Air, disco che segna un profondo cambiamento del gruppo verso atmosfere molto più soft e placide. Qui il gruppo porta ancora una cosa nuova nel suo repertorio, e cioè la comunicazione attraverso la musica (e le parole di Amaury) del benessere e della tranquillità emotiva, le atmosfere sono dolci e candide come una continua ninna nanna. Un disco di avanguardia veramente originale.

Siamo così infine a gennaio 2005. Il gruppo sente la necessità di farsi conoscere anche da un pubblico non proprio ristretto e con l’aiuto della casa discografica Jestrai pubblica Rodeo Massacre, album che racchiude dieci anni di carriera del gruppo in una forma ascoltabile a tutti, avvalendosi anche della collaborazione del cantante Emidio Clementi (ex Massimo Volume) per la realizzazione del brano La femme cannibale. Per ogni album prodotto, gli Ulan Bator si sono sempre esibiti dal vivo con almeno una quarantina di concerti all’anno solo in Italia.

m_ed0edd26841288d0a38e8ae3b02b3d27.jpgA giugno 2005, Amaury Cambuzat e Olivier Manchion riformano il nucleo originale (…)

Nel 2009 Amaury Cambuzat ha partecipato assieme a Gg Funcis degli Eterea Post Bong Band al progetto Kriya Yoga della formazione sperimentale Casa.

 

 

Arrivano in Puglia i francesi ULAN BATOR. Formazione post-rock nata a Parigi nel 1993, con all’attivo sette dischi in studio. Hanno collaborato in Italia con artisti del calibro di Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Volume e Robin Guthrie (ex chitarrista dei Cocteau Twins). 

GIOVEDI’ 20 MAGGIO
CIRCOLO ARCI IL CAVALLO DI TROIA, VIA GIOVENE 25 MOLFETTA)
+ selezioni MArteLive con LA BIBLIOTECA DESERTA, THE PEOPLE SPEAK e AKUSTIKA.

VENERDI’ 21 MAGGIO
COOPERATIVA SOCIALE ROBERT OWEN – San Giorgio Jonico (Ta)
+ Beirut

P.S.: potreste trovare in giro ALTRE date segnalate. Location, ora e data sono ESCLUSIVAMENTE quelle da noi riportate in questo post.