L’attimo in cui siamo felici.

Immagine1.jpgCi sono libri che leggi perché sono di moda. Altri che ti chiamano come per il protagonista de “La Storia Infinita”. Ed è questo il caso de “L’attimo in cui siamo felici” di Valerio Millefoglie.  Un libro che mi ha fatto sorridere (molto), riflettere (moltissimo) e piangere (un pochino). 

Ho sentito la sua voce chiamarmi. Io l’ho comprato in formato e-book, ma voi potete acquistarlo nel più romantico cartaceo. L’effetto sarà il medesimo. L’assunzione della “terapia” non ne compromette l’esito.   “L’attimo in cui siamo felici”  è un percorso di vita. Una sorta di cammino ad ostacoli (piccoli, moderati, assolutamente sormontabili) che ci instilla piccole gocce di positività. Senza buonismi. Senza forzati happy end. Senza tramonti da cartolina. 

C’è l’amore per un microcosmo fatto di momenti. I miei. I vostri. Quelli di Valerio. Un barese emigrato-cittadino del mondo-che trova il filo d’Arianna della sua maturità proprio nelle strade del suo passato.

Non ve lo spiego, io, chi è Valerio Millefoglie. Cosa ha fatto. Cosa sta facendo. Cosa farà. Vi lascio qui un invito per conoscerlo. A voi la furbizia di prendere al volo l’occasione e scoprire il canto di un  menestrello dell’anima, travestito da dottore.

In collaborazione con Inchiostrolibri.it, L’ATTIMO IN CUI SIAMO FELICI di VALERIO MILLEFOGLIE sarà presentato all’EKOINE’ RI-PUB – Bari Vecchia

L’autore barese, adottato da Milano, Valerio Millefoglie presenta il suo nuovo libro, L’attimo in cui siamo felici (Einaudi – Stile Libero) con una SEDUTA DI PSICOANALISI PUBBLICA.

Millefoglie leggerà alcuni estratti del suo libro.
Gianmichele Laquale, un vero psicologo, analizzerà gli attimi felici come in una vera seduta di psicoterapia.
Introduce (pocopoco) Ilenia Caito.

«Ricostruirò la mia felicità assumendo dosi di felicità altrui».

Un libro che cura, un’inchiesta sulle cose belle e possibili.
Per riprendersi dalla scomparsa del padre, l’autore decide di verificare le proprietà terapeutiche della felicità. Distribuisce in bar, chiese, carceri, scuole, negozi, banche e supermercati migliaia di questionari in cui chiede di descrivere e cronometrare i momenti felici in una settimana qualsiasi. Ottiene molte risposte e inizia una serie di incontri che incantano per originalità e delicatezza. E alla fine riscaldano, consolano e, forse, un po’ aiutano a guarire dalla malinconia. Davvero.
http://youtu.be/oW0rL2TVynI

www.attimofelice.it
www.inchiostrolibri.it

Il libro possibile

Immagine1.jpgSotto lo stellato cielo di Puglia, inebriati dal profumo dell’Adriatico, più di cento autori (scrittori, intellettuali, artisti, politici, porporati, magistrati) incontreranno il pubblico tra i vicoli, le piazzette e le romantiche terrazze  del centro storico di Polignano a Mare per il festival nazionale “Il libro possibile”, che quest’anno festeggia i primi dieci anni di vita.

Organizzato dalle associazioni culturali Artes e Cartesio, sotto la direzione artistica di Rosella Santoro, il festival sarà una nuova grande occasione di confronti, momenti di riflessione, condivisione, spunti critici.

Il successo del festival è la formula-aperta delle piazze del centro storico utilizzate come centri di aggregazione, come incubatori di idee e di progetti. Non a caso il Festival è diventato l’appuntamento culturale del Sud per eccellenza e il prestigioso traguardo dell’edizione numero 10 si sposa con la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia.

Nelle quattro serate del Festival sono state programmate tavole rotonde (o piazze tematiche) dedicate all’ «attualità» alla « giustizia» all’«economia», all’«ambiente», alla «letteratura» e allo «spettacolo»: il confronto sarà sempre improntato al clima di cordialità e di rispetto che ha caratterizzato tutti gli appuntamenti delle scorse edizioni.

Anche quest’anno si comincerà ogni sera alle ore 21.00. Non si perderà mai di vista l’aspetto leggero con cui il pubblico si avvicinerà alla promozione della lettura affrontando anche argomenti complessi.

L’ambito letterario resta il cuore pulsante dell’evento: novità significativa sarà la presenza dell’intera cinquina dei finalisti del Premio Strega 2011 all’indomani della nomina del vincitore.

Nell’attualità si svilupperanno più ampiamente i temi della giustizia, della lotta alla mafia e dell’Unità d’Italia, considerata non solo come momento celebrativo di un evento storico, ma anche come analisi di vizi e virtù del nostro paese.

L’interesse verso il futuro possibile sarà presente nella serata dedicata ai temi ambientali: punterà quest’anno sul fenomeno ecomafie, sull’allarme clima, sul nucleare e sulla risorsa idrica.

Tra gli ospiti che hanno già assicurato la loro partecipazione: Federico Rampini, Nicola Gratteri, Michele Ainis, Serena Dandini, Nichi Vendola, Walter Veltroni, Gianrico Carofiglio, Innocenzo Cipolletta, Mario Tozzi, Mons. Francesco Cacucci, Francesco Piccolo, Francesca Comencini, Ennio Fantastichini, Giampaolo Morelli (ispettore Coliandro), Emanuele Filiberto e l’autrice francese Valérie Tasso (in anteprima nazionale del nuovo romanzo) e tantissimi altri.

Tra le curiosità, Vittorio Castellani alias Chef Kumalè delizierà tutti i presenti la sera del 7 luglio 2011 con il suo show-cooking a base di cous-cous.

Da non perdere poi le “interviste impossibili”, classico appuntamento con Dario Vergassola che, alla sua maniera ironica e pungente, incontra gli autori più interessanti sulla scena mediatica.

Pronti, reading, Futbol!

futbol.jpgQuesta volta, la vostra local-blogger, è andata a scovare una cosa così bella, ma così particolare e così unica che, penso, per questa settimana almeno, il MyBlog di Bari vincerà la palma res come segnalazione più originale.

Spesso e volentieri, sentiamo parlare di reading. Io stessa, come voce professionista, sono stata chiamata ad esserne-qualche volta-protagonista. E, con molto piacere, ammetto pure che tornerei a farlo di nuovo. A parte le mie velleità artistiche, però, c’è chi l’arte vera ce l’ha nello scrivere e, come tutte le arti, merita-questa-un pubblico speciale e attento. Sono giusto qui per parlarvi del primo reading sul calcio e dintorni rispondente al nome di Futbol . Ché la passione per tacchetti, verdi prati, reti bianche e sfera sul campo, non è tra l’altro, una cosa per soli maschi, quandon47483358189_719.jpg diventa attrazione letteraria.

Questo, deve aver pensato l’associazione Liberincipit – in collaborazione con La Tana– proponendo giovedì 17 giugno 2010, alle ore 21.00 (Loungue Foyer dalle ore 20.00), nella Sala Rossa del Castello di Barletta, questa manifestazione sicuramente diversa quanto affascinante.

 

L’occasione dei Mondiali di Calcio 2010 è così il filo conduttore della lettura dei 19 racconti di Osvaldo Soriano, il grande scrittore e giornalista argentino che racconta il calcio come nessuno sa fare, mescolando abilmente realtà e fantasia, e altre storie che dello sport più amato nel mondo svelano tutta l’umanità e la vita. Una vita piena di gol, fatti e sbagliati, come quella di tutti noi.

Racconti che parlano poco dei campioni e delle stelle, e molto invece di anonimi e più o meno onesti calciatori che inseguono un pallone nei villaggi della Patagonia, di improbabili allenatori giramondo, di storie d’amore, di leggende e scenari fantastici, di gioie e disperazioni calcistiche, e anche della malinconia degli sconfitti, degli esclusi, degli sfortunati, “dei goal che uno si perde nella vita”.

Osvaldo_soriano_200x0.jpgTra le vicissitudini narrate – che saranno lette con un sottofondo musicale di tango – rammentiamo i ricordi di Obdulio Varela, centromediano uruguayano che disputò la finale del Mondiale 1950 al Maracaná, quello che fece piangere milioni di brasiliani, uomo di un’eleganza d’altri tempi, il quale, la sera subito dopo la partita, se ne andò nei bar a consolare i carioca davanti ad una birra; il rigore più lungo del mondo, che doveva essere calciato nel 1958 “in un posto sperduto di Valle de Rio Negro, una domenica pomeriggio in uno stadio vuoto”, in una contrada di indios araucani che militano in squadre dai nomi pretenziosi come Estrella Polar, Escudo Chileno, Deportivosoriano.gifBelgrano, e che giocano a calcio “perché di domenica non c’era altro da fare e il vento portava con sé la sabbia dalle dune e il polline dalle fattorie”; le fanfaronate del mister Peregrino Fernández, che ha girato tutto il mondo giocando nella Francia della Terza Repubblica, nell’Italia di Mussolini e nella Russia di Stalin, transitando per la Casablanca di Rick/Humphrey Bogart, per finire in una squadra di Tangeri e poi nel Congo insieme al generale Perón, quindi allenatore dei Coyotes del Texas, e la cui nostalgica filosofia di vita è riassunta nell’aforisma: “Si moriva meno per incidenti d’auto e più per un futuro imperfetto”.

Senza trascurare un senso tragico nel football, quello che lascia nel cuore la nostalgia e la commozione per i vinti, per quanto belli e bravi, come la stupefacente Olanda ’74, il meraviglioso Brasile ’82, l’Ungheria di Puskas del ’54, squadre che, sul piano del risultato concreto, non hanno vinto nulla, ma che restano negli annali calcistici per una qualche meraviglia: il tocco felpato, la valanga di gol, lo spettacolo di una danza, la spregiudicatezza dello schema, la somma dei talenti.

Nelle loro storie il calcio, gioco pedestre in senso stretto e pure ampio, si svincola dai lacci dell’esegesi tecnicistica, della scalmana delle curve e delle chiacchiere dei processi televisivi, per fluttuare liberamente nell’immaginario, fino a diventare metafora della vita.

 

Pasolini disse: Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo . Questo reading gli restituisce quanto di grandioso e imponente vi è ancora, scavalcando a pié pari le demagogie ed i magheggi economici. Il calcio sa essere poesia e filosofia.

Riscopriamolo così, anche sugli spalti.

 

Donne e altri animali feroci

Immagine1.jpgCosa hanno in comune delle vacche, dei cani, una capra, un coniglio nero e uno spaghetto? E donne, vecchi e santi? Alla fin fine sono tutti animali feroci (sì, anche uno spaghetto) come narra Manila Benedetto nel suo Donne e altri animali feroci, pubblicato da poco per i tipi della Coniglio Editore.

Dieci racconti (anzi nove più uno) che, sullo sfondo comune di delitti, si addentrano nelle vicende quotidiane e presentano la realtà che spesso soggiace ad eventi misteriosi. Il libro è costruito come un cd, con la musica che ricorre nelle pagine, e con un bonus track finale (l’ultimo racconto, appunto). E come un cd bisogna ascoltarlo: la musicalità delle parole scelte e il tema portante – donne assassine e animali feroci, alla fine si mescolano e non sai più chi sia l’una e chi l’altro – ne fanno un prezioso pamphlet sulla dinamica della vita che, spesso, passa per la morte.

Questo e molto altro ancora è Donne e altri animali feroci. La nuova fatica letteraria di Manila Benedetto, scrittrice, giornalista, poetessa, anima grande e amica mia. Lo dico anche con una punta di orgoglio. E vantandomene come un bimbo che sfoggia felice la coccarda da primo della classe.

Giovane, giovanissima, Manila. Incredibile e piena di risorse. Una inesauribile fonte di emozioni, soprattutto.Con quel nome esotico che ci riporta al cielo controverso delle Filippine, con gli estremi di una vita al limite tutta da mordere e amare.

Nel mondo editoriale sono approdata con leggerezza d’animo-racconta dal suo sito internet- ed ho pubblicato  “Donne e altri animali feroci” (Coniglio editore, 2009), “Nessuno mi ha mai battezzata” (Enrico Folci Editore, 2008), “Pelle Sporca” (Besa, 2005), fatto parte di “Rac-corti” (Giulio Perrone Editore LAB, 2008), “Lo strano percorso” (Eumeswil, 2007), “Eroticamente” (Valter Casini editore, 2007), “San Gennoir” (Kairos ed., 2006), “Vertigine” (Luca Pensa ed., 2006),  “Schegge Carnali” (La Tela Nera, 2005), “Pace e Libertà” (La Comune, 2005), “Tua, con tutto il corpo” (Lietocolle, 2005), “La notte dei blogger” (Einaudi, 2004). Un mio testo anche nel libro “Dall’altra parte del cancello” di Simone Cristicchi (Mondadori, 2007)
Sono conosciuta in rete come Princess Proserpina (www.pproserpina.net), dal cui blog è stato tratto il piccolo libro “Confessioni di una folle” (Jumper, 2004).

Si è sempre definita una donna parecchio stronza. In realtà è solo una tra le più promettenti e prolifiche penne di Puglia. Ma non riferiteglielo. Sicuramente non ci crederebbe e, forse, si vestirebbe da Ursula Dufour (una delle sue creature di carta) facendovi fare una brutta fine.

Per comprendere il Manila-pensiero, non posso darvi ulteriori dettagli. Non io, che Manila Benedetto la amo profondamente come persona, oltre che come donna. Ma, se vi ho incuriositi, potrete incontrarla live, nel corso della presentazione di “Donne e altri animali feroci”, oggi, venerdì 18 dicembre alle ore 19.00, presso la Caffetteria Espresso (via Marconi, di fronte al palazzo comunale) a Castellana Grotte.

La serata sarà informale e simpatica, presenta Vito D’Alessandro, reading di Donato Caputo
interventi di Serena Greco, Antonino Piepoli e Mino Cardone.
Si concluderà con l’aperitivo e la degustazione dei vini delle Tenute Patruno Perniola di Gioia del Colle, con la presenza del produttore.

Ci sarà anche Legambiente con il banchetto di raccolta RiDono.

Non aspettatevi eventi glamour e mondani. Tuffatevi semplicemente nel Mondo di Manila e fatevi sedurre delle sue luci e ombre. Senza timore di rimanerne invischiati fino al midollo.

Fidatevi.