Quando il comunismo finì a tavola

Immagine1.jpgIn poco più di una generazione si è passati dai comunicati delle Brigate Rosse ai tweet sui social network, dal pane e salame smozzicato durante le occupazioni universitarie agli emo che sbocconcellano uramaki in sushi bar gestiti da cinesi: un maelstrom di mondializzazione rapidissima ed esagitata che ha inglobato gusti musicali, mode, cucine, lasciando al palo idee, ideologie e memorie. Di questo e molto altro si racconta in “Quando il comunismo finì a tavola”. Partendo dal 1978 e procedendo a balzelli di undici anni, si dipanano quattro tappe fondamentali della nostra storia (l’omicidio di Aldo Moro, la caduta del Muro di Berlino, i movimenti no global e i terribili giorni della crisi del 2011). Sullo sfondo, come fosse una scenografia, due grandi indicatori della nostra società: la musica e il cibo. E così tra un concerto dei Cure e un piatto di pennette alla vodka, tra la nebulizzazione del Pci, le prime importanti storie d’amore e l’avvento dello Slow food, Fernando Coratelli squaderna davanti agli occhi del lettore trentatré anni di avvenimenti, di amarezze, di dubbi e, perché no, di epica.

“Voglio raccontarti i tuoi trentatré anni divisi per undici, i trentatré anni in cui il comunismo è finito a tavola. Già, perché si è smesso di mangiare bambini e ci si è dati al cool, al gourmet, alla radicalizzazione chic”.

L’opera di Coratelli è soprattutto una riflessione ironica e con interessanti intuizioni sugli ultimi trentatre anni di vita pubblica; in particolare sulla deriva della sinistra che lo porta ad affermare, per bocca del suo alterego: «mi piace definirmi comunista, soprattutto perché non ho chiaro cosa sia la sinistra». Ma non facciamoci illusioni, non si salva nemmeno il comunismo, che anzi finisce neutralizzato a tavola nelle ricette con vodka, salmone o caviale.

Affronta con tono a tratti lieve e nostalgico quella che può essere definita come la biografia di un trentennio a tavola. Se l’uomo è davvero ciò che mangia, come sosteneva Feuerbach, la coincidenza tra essere e mangiare sembra ancor più valida per l’homo sinister. Ma la conclusione è impietosa: mentre si ponevano le basi per la grande crisi finanziaria di oggi, la sinistra che faceva? “Inebetita – risponde il protagonista del racconto – frequentava salotti, assaggiava sapori della terra e scambiava ometti con il golfino per amichetti con cui andare a cena”

“Quando il comunismo finì a tavola. Trentatré anni per smettere di mangiare bambini” il 5 aprile alle ore 18.30 sarà a Bari presso la libreria Feltrinelli in compagnia di Fernando Coratelli e Giovanni Turi.

I Libri maledetti. E il loro “mercante”.

Immagine1.jpgLeggere libri è sempre bello. Parlarne, con l’autore poi, è ancora meglio.

Oggi l’appuntamento è particolarmente ghiotto. Infatti vi propongo un doppio incontro con Marcello Simoni e il suo libro “Il Mercante di Libri Maledetti” :alle 17, presso la Sala Consiliare del Comune di Rutigliano e alle 19,30 nella splendida location del Caffè artistico – letterario “Torre Belvedere” (Contrada Belvedere, www.torrebelvedere.it). 

Il prestigioso evento è organizzato dal Presidio del Libro di Rutigliano e dal Comune di Rutigliano, in collaborazione con la Libreria Barcadoro, la Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo e l’Associazione “Menti a piede libero”. Con l’autore interverranno l’Assessore comunale alla Cultura e al Turismo Vito Grazio Defilippis, il giornalista Gianni Capotorto e la Responsabile del Presidio del Libro Paola Borracci. Ingresso libero.

L’autore è Marcello Simoni (Comacchio, 1975). Ex archeologo, laureato in Lettere, svolge attualmente il lavoro di bibliotecario. Ha pubblicato diversi saggi storici, ha partecipato all’antologia 365 racconti horror per un anno, a cura di Franco Forte (2011). Altri suoi racconti sono usciti per la rivista letteraria “Writers Magazine Italia”. Il mercante di libri maledetti è il suo primo romanzo, già pubblicato con successo in Spagna nel 2010 con il titolo “El secreto de los cuatro ángeles”.

Il libro, ça va sans dire, è già un best seller. Ma ne riassumeremo trama e atmosfere brevemente, perlocandina libro.jpg non strapparvi il gusto di scoprirlo. È il mercoledì delle ceneri dell’anno 1205 quando padre Vivïen de Narbonne è costretto a fuggire, braccato da un manipolo di cavalieri che indossano strane maschere. Il monaco possiede qualcosa di molto prezioso, che non è disposto a cedere ai suoi inseguitori.
Sono passati tredici anni da quel terribile giorno, quando Ignazio da Toledo, un mercante di reliquie, riceve da un nobile veneziano l’incarico di mettersi sulle tracce di un libro rarissimo, l’Uter Ventorum. Si dice che contenga antichi precetti della cultura talismanica orientale, e permetta di evocare gli angeli e la loro divina sapienza. Inizia così l’avventuroso viaggio di Ignazio tra Italia, Francia e Spagna, sulle tracce di un manoscritto che qualcuno pare abbia smembrato in quattro parti e accuratamente nascosto. Solo chi è in grado di risolvere complicati enigmi, e di decifrare strani messaggi disseminati nel percorso che conduce al libro, potrà trovarlo e accedere ai suoi segreti. Ma Ignazio non è l’unico a volerlo. Ci sono personaggi loschi e ambigui che intendono entrarne in possesso, anche con l’inganno e con la forza. Chi riuscirà per primo a scoprire dove si trova? E cosa saranno pronti a rischiare, tutti coloro che lo inseguono, per svelare per primi i suoi arcani misteri?

Potrete approfondire leggendolo. Il mio consiglio, però, è di farvi incuriosire direttamente dall’incontro con l’Autore. Un momento per rendere tangibile la carta stampata e, perché no, farvi autografare una copia da Simoni in persona.

I miei personali complimenti vanno alla dott.ssa Borracci che, come sempre, nell’organizzare imperdibili situazioni, si rivela insuperabile. Portando a compimento, anche questa volta, un gran bel colpo da maestro.

Quando è nato Gesù. Presentazione.

quando, è, nato, gesu, san, paolo, michele, loconsole, foyeur, petruzzelli, presentazioneSpesso si sente affermare che Gesù di Nazaret potrebbe non essere nato il 25 dicembre dell’anno zero. Anzi, da più parti si sostiene che non si sa nulla circa la sua reale data di nascita, per quanto riguarda sia il giorno, sia il mese, sia l’anno. Ma è proprio vero che non possiamo accertare e documentare quando è venuto alla luce il Bambino di Betlemme? Cosa riferiscono a tal proposito gli evangelisti, i maggiori storici dell’epoca, gli scrittori ecclesiastici e i calendari del tempo? Quali gli studi, le ipotesi e le tesi maggiormente sostenuti dai più insigni studiosi del cristianesimo antico, di archeologia orientale e di astronomia, che hanno indagato il problema servendosi delle più aggiornate metodiche interdisciplinari? Domande affascinanti e suggestive, una vera e propria indagine, pungente, intrigante e carica di capovolgimenti di scena, tesi a documentare l’effettiva data di nascita del più noto personaggio della storia universale.

E allora, Gesù di Nazaret è nato nello 0, nell’1 d.C, oppure nel 6 a.C? E noi, di conseguenza, siamo certi di essere nel 2011? E’ proprio vero che il 25 dicembre non è vera la data di nascita di Gesù, ma una data simbolica o l’antica festa pagana del dio sole? Siamo certi, invece, che non sia accaduto il contrario, ossia che la festa pagana ha cercato di soppiantare quella cristiana? I tre Re Magi, poi, siamo sicuri che sono tre, re e magi? Perchè la stella cometa di Betlemme non è nè una stella nè tantomeno cometa? E’ vero che le pecorelle dei nostri presepi dovrebbero essere nere e non bianche?

La risposta a questa e a molte altre domande, nell’ultimo libro di Michele Loconsole. “Quando è nato Gesù?”, edito dalle Edizioni San Paolo. Che verrà presentato questa sera nel foyer del Teatro Petruzzelli di Bari, alle 18:30. 

Michele Loconsole, docente di religione cattolica, giornalista pubblicista e saggista, è dottore in Sacra Teologia ecumenica. Ha pubblicato, tra gli altri volumi, La Corona di spine di Cristo. Storia e mistero (Siena 2005) e Il simbolo della croce. Storia e liturgia (Bari 2009). È autore di una ventina di saggi, pubblicati negli atti di studio di convegni internazionali, dedicati alle questioni storiche e liturgiche delle reliquie maggiori della Passione di Cristo, alla liturgia della Chiesa giudeo-cristiana, al dialogo ecumenico-interreligioso e alla storia del pellegrinaggio verso Gerusalemme. È presidente dell’associazione internazionale ENEC (Europe-Near East Center) e vicepresidente della Fondazione Nikolaos. Ha collaborato con le agenzie Fides (Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli) e Zenit di Roma. È stato recentemente nominato da S.E. Mons. Francesco Cacucci, arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto, collaboratore dell’Ufficio diocesano “Chiesa e Mondo della Cultura”.

Michele è un caro amico oltre che professionista e ricercatore instancabile. Ci siamo conosciuti negli studi de “La Regola”, un bel programma sul Sacro Graal in onda su Marcopolo (Sky), diversi anni fa e, da quel momento, non ho perso una presentazione dei suoi libri. Storicamente inappuntabile, scorrevole la narrazione e sempre attento alla sensibilità dei più ferventi sostenitori della religione, riesce a narrarci le verità nascoste senza il forzato desiderio di scandalizzare.

Vi aspetto numerosi, mi raccomando. Sarebbe un peccato perdere l’occasione di rivolgergli personalmente dubbi e domande cui saprà prontamente rispondere con lo spirito e la serenità che da sempre lo contraddistinguono come autore degno di nota.

Flavia Piccinni e il suo Sbaglio, a Rutigliano

Immagine1.jpgFlavia Piccinni, Premio Campiello Giovani 2005, presenta il suo ultimo romanzo “Lo sbaglio” (Rizzoli) nella suggestiva cornice del Caffè artistico-letterario “Torre Belvedere”. Il prestigioso evento è organizzato dal Presidio del Libro di Rutigliano e dalla Libreria Barcadoro, in collaborazione con il Comune di Rutigliano, la Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo e l’Associazione “Menti a piedi libero”. Il libro racconta la storia di Caterina, che gioca a scacchi e studia farmacia. È una studentessa mediocre ma come giocatrice sa sempre condurre i propri avversari dove vuole, fino a sbagliare la mossa decisiva. Davanti alle sessantaquattro caselle Caterina ha imparato a perdere ogni insicurezza, a rimandare le decisioni sgradevoli e ad accettare le partite della vita in cui per gli altri, i familiari o il fidanzato Riccardo, lei è solo una pedina. Sa bene, Caterina, che una logica spietata impedisce alle cose di cambiare, e che il suo destino è già scritto: nonostante ora sia a un passo dalle Olimpiadi, sua madre ha deciso che dovrà essere una farmacista, nella migliore tradizione di famiglia. Quando però una variabile imprevista irrompe nel suo mondo, tutto sembra andare in frantumi e a nulla servono gli sforzi di nonna Ines, che è arrivata da Taranto illudendosi di poter incollare i cocci. Così, sullo sfondo di una Lucca assonnata e infelice, impietoso specchio della provincia italiana di oggi, Caterina capirà che forse una via d’uscita c’è ma che, proprio come il suo idolo Paul Morphy, l’ultimo scacchista romantico, dovrà osare e rischiare tutto contro ogni logica, senza farsi dominare dalla paura. Perché a volte la vita stessa è una crudele partita a scacchi in cui anche la mossa apparentemente più insignificante può rivelarsi fatale. Flavia Piccinni (Taranto, 1986) ha trascorso l’adolescenza a Lucca. Nel 2005 ha vinto il Premio Campiello Giovani e nel 2007 ha pubblicato “Adesso tienimi” (Fazi). Suoi racconti sono apparsi su “Nuovi Argomenti”, Nazione Indiana e in numerose antologie, fra cui “Voi siete qui” (minimum fax). Vive a Roma. Insieme all’autrice, intervengono: CESARE PORCELLI, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, PAOLA BORRACCI, Responsabile del Presidio del Libro di Rutigliano e la sottoscritta, Vostra local blogger di fiducia. Vi aspetto a Torre Belvedere, Rutigliano, intorno alle 18:30, per condividere questo straordinario momento e la magia di un racconto ricco di colpi di scena e tutto da scoprire. In una location bellissima e suggestiva.

Giusi presenta Cristina

 

Immagine1.jpgGiusi Dangelico è nata a Bari 36 anni fa ma da 8 anni vive ormai a Verona. Ha scritto i libri “Entra”, “Ellenica” “Ti presento Cristina” che ha sempre presentato solo a Verona, Roma e Milano. Per la prima volta li presenterà nella sua città e ha scelto un posto molto esclusivo come il Caffé Letterario d’Arte DOLCEAMARO noto per aver ospitato molto scrittori vincitori del premio letterario Campiello e altri di equivalente importanza e notorietà.

 

“Entra” che vede quattro giovani amici ribellarsi a una vita rigorosa e spirituale per dedicarsi ai piaceri della vita. Un medico andrà a studiare chirurgia estetica a Rio, una inguaribile bugiarda diventerà un’attrice di novelas a Sao Paulo, mentre una moglie tradita vivrà fra Grecia e Italia completamente rapita dalla storia e civiltà di Atene.  “Ellenica” é il secondo libro dedicato a una nonna greca con un passato molto duro e che insegna a suo nipote italiano che i valori nella vita sono sempre gli stessi, ma che oggi a nostro discapito non li riteniamo più necessari.

Infine con “Ti presento Cristina”, l’autrice torna a parlare di Brasile e di diverse tipologie di brasiliane conosciute, fra cui una modella appena ventenne sposata con un ultracinquantenne che ha trovato “l’America” in Italia. Una scrittrice, Sofia, scopre di essere stata ingannata attraverso una giornalista da Lorenzo, un professionista cinquantenne che frequenta giovanissime modelle straniere. La giornalista Cristina è l’ennesima vittima di Lorenzo e lo odia particolarmente perché la riconduce in un passato oscuro, tuttavia proprio tramite lui si spalanca un cancello pieno di amicizie, incontri e avvenimenti che cambiano in meglio la vita di Sofia.

Giusi Dangelico si avvale delle testimonianze dirette e indirette di modelle, titolari di agenzia di moda e stilisti, affinché anche questo libro, come quelli precedenti, si basi su storie reali. Il libro ha un duplice messaggio: quello di cercare di ottenere il meglio anche da esperienze negative e quello di non giudicare una categoria di professionisti sulla base di preconcetti sociali.

 

L’ultimo libro di Giusi Dangelico, é stato già definito un pò….scabroso…e siete tutti invitati a scoprirne il perchè! Una parte dei ricavati della vendita  andranno all’Abeo (Associazione Bambino Emopatico Oncologico onlus). Che mi sembra già un valido motivo per conoscere l’Autrice.

 

 

 

Caffé d’Arte Dolceamaro

Via San Francesco d’Assisi 11

Bari (Bari)

h19:30

 

Né Qui Né Altrove

 

Immagine1.jpgUltima settimana di eventi e spettacoli per “30 anni Suonati”, la manifestazione dedicata alla TAVERNA VECCHIA DEL MALTESE che questo weekend festeggia ufficialmente i trent’anni dalla sua fondazione.

 

Oggi, mercoledì 22 dicembre alle ore 21:00, Gianrico Carofiglio ci espone la sua visione della notte barese presentando il volume Né Qui Né Altrove; ad intervistarlo ci sarà Maddalena Tulanti, vicedirettore del Corriere del Mezzogiorno.

 

Gianrico Carofiglio (Bari 1961) ha esordito con il romanzo Testimone inconsapevole (2002), a cuine-qui-ne-altrove.jpg sono seguiti Ad occhi chiusi (2003), Il passato è una terra straniera (2004) e Ragionevoli dubbi (2006). Nel 2007 pubblica il saggio L’arte del dubbio e, insieme al fratello Francesco, il graphic novel Cacciatori nelle tenebre. Il 2008 è l’anno di Né qui né altrove, mentre nel 2009 esce il dialogo Il paradosso del poliziotto. Nel 2010 pubblica il romanzo Le perfezioni provvisorie, la raccolta di racconti Non esiste saggezza (Rizzoli) e il saggio La manomissione delle parole (Rizzoli).

 

Né Qui Né Altrove (Editori laterza): «E tutto si era svolto in quella trama di strade squadrate e regolari nelle quali, in certi pomeriggi deserti d’estate, quando c’era il maestrale, e l’aria era nitida, ogni angolo sembrava il punto di fuga verso un infinito pieno di promesse». Rivedersi dopo oltre vent’anni con amici che non hai più cercato. Di giorno basterebbero pochi minuti per un saluto di circostanza, ma di notte è un’altra cosa. Di notte Bari può catturare e trasformarsi in un irreale cinema della memoria. Dove presente e passato, ricordi e invenzione si confondono, e l’età da cui le illusioni fuggono può ancora sfiorare il tempo in cui tutto era possibile.

 

Bari

Taverna Vecchia del Maltese

ore 21.00

ingresso libero

Info. 347.9540990

 

Diamo una “scossa” al Mezzogiorno

lascossa.jpgOggi la parola d’ordine delle élite è «dimenticare il Mezzogiorno». È la stagione peggiore del Sud dal dopoguerra: la stagione del declino senza speranza, dell’oblìo senza remore da parte della politica e dei media, del clamoroso fallimento delle strategie di sviluppo delle Regioni meridionali, della fuga in massa dei giovani dall’inferno. Nonostante vecchi annunci roboanti e nuovi Partiti del Sud, nessuno sembra più curarsi davvero della Cenerentola d’Europa. Tra i leader politici prevale una sorta di «rassegnazione etnica» sulla sorte dei Terroni: «non ce la possono fare, meglio abbandonarli al loro destino». Al Sud serve disperatamente una «scossa». Non è più tempo nè di questuare altra (inutile) spesa pubblica, nè di praticare (illuministicamente) la «normalizzazione» del Mezzogiorno. Solo una rivoluzione del coraggio, solo una strategia di rottura può salvare il Sud dalla deriva definitiva dell’economia e delle menti. Ecco sei proposte shock per realizzarla. Per riprenderci il Mezzogiorno, prima che diventi la nuova Petra.

E, per farcelo notare, l’autore Francesco Delzio scrive un libro. Uno “dei” libri. Libri forti, interessanti, carismatici, positivi e propositivi.

Manager, giornalista, saggista e docente universitario – meridionale di nascita e «sudista» per passione – a 35 anni coltiva mestieri, network e battaglie trasversali, interpretando lo spirito di quella Generazione Tuareg che ha descritto nel suo primo fortunatissimo pamphlet, divenuto il manifesto-simbolo dei 30-40enni italiani Oggi è Executive Vice President del Gruppo Piaggio, come Direttore delle Relazioni Esterne e degli Affari Istituzionali.

Dal 2001 al 2008 è stato Direttore dei Giovani Imprenditori di Confindustria – il più giovane della storia dell’organizzazione – e prima ancora giornalista RAI.

Attualmente è anche Presidente dell’Associazione Laureati LUISS e Consigliere d’Amministrazione della stessa Università.

Alle18, nella location della Libreria Laterza, Francesco Delzio autore de «La scossa. Sei proposte shock per la rinascita del Sud», ed. Rubettino., incontrerà chiunque voglia capirne qualcosa di più, facendosi scoprire queste sei proposte. Interverranno Enzo Carpentiere e Lino Patruno. Assolutamente un bell’incontro. Impegnativo ma colloquiale, alla ricerca del “quid” che possa risollevare quella che, un tempo, veniva chiamata “questione meridionale” e che, oggi, tra risorse umane e territoriali, può diventare un giacimento di fortune e grande crescita, non solo per il sud Italia.

 

Donne e altri animali feroci

Immagine1.jpgCosa hanno in comune delle vacche, dei cani, una capra, un coniglio nero e uno spaghetto? E donne, vecchi e santi? Alla fin fine sono tutti animali feroci (sì, anche uno spaghetto) come narra Manila Benedetto nel suo Donne e altri animali feroci, pubblicato da poco per i tipi della Coniglio Editore.

Dieci racconti (anzi nove più uno) che, sullo sfondo comune di delitti, si addentrano nelle vicende quotidiane e presentano la realtà che spesso soggiace ad eventi misteriosi. Il libro è costruito come un cd, con la musica che ricorre nelle pagine, e con un bonus track finale (l’ultimo racconto, appunto). E come un cd bisogna ascoltarlo: la musicalità delle parole scelte e il tema portante – donne assassine e animali feroci, alla fine si mescolano e non sai più chi sia l’una e chi l’altro – ne fanno un prezioso pamphlet sulla dinamica della vita che, spesso, passa per la morte.

Questo e molto altro ancora è Donne e altri animali feroci. La nuova fatica letteraria di Manila Benedetto, scrittrice, giornalista, poetessa, anima grande e amica mia. Lo dico anche con una punta di orgoglio. E vantandomene come un bimbo che sfoggia felice la coccarda da primo della classe.

Giovane, giovanissima, Manila. Incredibile e piena di risorse. Una inesauribile fonte di emozioni, soprattutto.Con quel nome esotico che ci riporta al cielo controverso delle Filippine, con gli estremi di una vita al limite tutta da mordere e amare.

Nel mondo editoriale sono approdata con leggerezza d’animo-racconta dal suo sito internet- ed ho pubblicato  “Donne e altri animali feroci” (Coniglio editore, 2009), “Nessuno mi ha mai battezzata” (Enrico Folci Editore, 2008), “Pelle Sporca” (Besa, 2005), fatto parte di “Rac-corti” (Giulio Perrone Editore LAB, 2008), “Lo strano percorso” (Eumeswil, 2007), “Eroticamente” (Valter Casini editore, 2007), “San Gennoir” (Kairos ed., 2006), “Vertigine” (Luca Pensa ed., 2006),  “Schegge Carnali” (La Tela Nera, 2005), “Pace e Libertà” (La Comune, 2005), “Tua, con tutto il corpo” (Lietocolle, 2005), “La notte dei blogger” (Einaudi, 2004). Un mio testo anche nel libro “Dall’altra parte del cancello” di Simone Cristicchi (Mondadori, 2007)
Sono conosciuta in rete come Princess Proserpina (www.pproserpina.net), dal cui blog è stato tratto il piccolo libro “Confessioni di una folle” (Jumper, 2004).

Si è sempre definita una donna parecchio stronza. In realtà è solo una tra le più promettenti e prolifiche penne di Puglia. Ma non riferiteglielo. Sicuramente non ci crederebbe e, forse, si vestirebbe da Ursula Dufour (una delle sue creature di carta) facendovi fare una brutta fine.

Per comprendere il Manila-pensiero, non posso darvi ulteriori dettagli. Non io, che Manila Benedetto la amo profondamente come persona, oltre che come donna. Ma, se vi ho incuriositi, potrete incontrarla live, nel corso della presentazione di “Donne e altri animali feroci”, oggi, venerdì 18 dicembre alle ore 19.00, presso la Caffetteria Espresso (via Marconi, di fronte al palazzo comunale) a Castellana Grotte.

La serata sarà informale e simpatica, presenta Vito D’Alessandro, reading di Donato Caputo
interventi di Serena Greco, Antonino Piepoli e Mino Cardone.
Si concluderà con l’aperitivo e la degustazione dei vini delle Tenute Patruno Perniola di Gioia del Colle, con la presenza del produttore.

Ci sarà anche Legambiente con il banchetto di raccolta RiDono.

Non aspettatevi eventi glamour e mondani. Tuffatevi semplicemente nel Mondo di Manila e fatevi sedurre delle sue luci e ombre. Senza timore di rimanerne invischiati fino al midollo.

Fidatevi.

Presentazione

C g na ma scì, sciamanin, c nan g na ma scì, nan g n sim scien

Se dobbiamo andare, partiamo. Se dobbiamo restare non andiamocene.

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Credevo non esistesse frase di maggiore effetto per iniziare questa avventura. Del resto la mia città io l’amo. Amo i suoi colori, i suoi profumi. Le mani veloci delle operose femmine nei bassi, i polpacci dei calciatori biancorossi, la fiorente imprenditoria ed il porto turistico e commerciale. La movida notturna e diurna ed il composto brulicare di attività culturali che merita quotidianamente visibilità, partecipazione, ed il giusto incentivo morale per guardare sempre oltre. Verso quell’orizzonte sul Lungomare, dove lama celeste del cielo e cobalto sulle acque saluta l’Oriente; calamita per sognatori, artisti e marinai che, la nostra Storia, non solo l’hanno vissuta ma anche tramandata, di generazione in generazione. Mi chiamo Marileda Maggi, barese di Bari e, da oggi, a quanto pare, sarà mio piacere e dovere guidarvi per le strade dell’amato Capoluogo, tra chianche ed asfalto, tradizione e modernità,  emulando le gesta dei cantori Arabi o degli aedi Federiciani. Per oltre dieci anni mi  sono occupata di approfondimento storico e cronaca di costume, tra radio e giornali di mezza Italia e, finalmente, “ritorno in patria” sotto la custodia dell’Abate Elia, all’ombra dello Jarc’ Vasce. 

Vi aspetto numerosissimi su queste pagine virtuali e, perdonate la citazione dal “Mago di Oz”:

non c’è posto più bello di casa mia!– 

Marileda Maggi