Piripicchio reloaded

Immagine1.jpgVisto lo stratosferico successo  scaturito dalla visione del teaser di “Piripicchio, l’ultima mossa”(e dal mio relativo post), ecco un nuovo imperdibile appuntamento per i numerosissimi fan del grande artista barese.

Da sabato 11 fino a domenica 19 settembre, per tutta la durata della Fiera (vi parlerò anche della Fiera, non temete), nel Cineporto, sarà possibile visitare la mostra «Scatti di pellicola», dedicata al film «Piripicchio, l’ultima mossa», improntato alle fasi salienti della vita di Michele Genovese, in arte Piripicchio, nato a Barletta nel 1907 e morto a Bitonto nel 1980.

Allestita dalla Globalart della pittrice Rosa Didonna, con gli scatti di Angelo Saponara tratti dal libro «L’ultima mossa» edizioni Gelsorosso, e di Francesco Rossini, la rassegna si propone di offrire alcuni fotogrammi dell’intera pellicola firmata dal regista Vito Giuss Potenza, la cui uscita è prevista per novembre nelle sale e la cui distribuzione è curata da Pino Armenise.

Quanto mi stupisce, e lo dico con un leggero velo polemico, è l’incredibile multimedialità e sinergia di forse in quello che chiamerei “l’anno dibrochure_fronte1.jpg Piripicchio”. Arte, letteratura, cinematografia, fotografia, teatro. Tutte insieme per rendere omaggio e tributo all’umanità di Michele Genovese. Mi stupisce perché, a Bari (talvolta, ammettiamolo), ogni realtà si fa i fatterelli suoi, tirando in ballo di rado un esercito così nutrito di superpotenze artistiche. Piripicchio, dunque, non è solo un film, per me. Ma centro di aggregazione catartico. Quasi lo spirito di Genovese aleggiasse, facendo da collante.

Insomma. Cose belle.

 

Il racconto del film prescinde dai canoni della docu-fiction e cala l’attore di strada in un contesto storico importante per la Puglia, a cavallo tra gli anni 70 e gli anni 80, quando il torpore dei secoli lasciava spazio a un vento nuovo. Fra le fotografie esposte si potrà ammirare Nicola Pignataro nei panni del celeberrimo comico di strada ma anche i volti di Vincent (Piero Campanale) e Patty (Vittoriana Grezio), coprotagonisti del film, simboli dell’amore e della voglia di riscatto che traspaiono dalla romanzatura sapientemente costruita dagli autori della sceneggiatura, Antonio Garofalo e Luca Vessio. I quali, insieme con il regista, hanno voluto donare a Piripicchio un volto romantico e un linguaggio che lo celebrasse rendendolo anche sdoganabile nelle sale di tutta Italia.

La mostra è impreziosita inoltre dalle opere d’arte di Maurantonio Mezzina, Rossella Andriani e dai costumi di Francesca Mesto che vestirà le Piripicchie, promoter del film e della manifestazione artistica. Marketing curato da Oasi Creativa. Sito ufficiale del film www.piripicchio.it.

Ora, però, non fatemi fare brutte figure. Staccate gli occhi dalle Piripicchie e fermatevi a contemplare il capolavoro della memoria. Continuando a descrivermi i vostri ricordi su queste pagine.

P.S.: con un certo orgoglio, posso anche sussurrarvi un gossippone. Con Virgilio saremo all’anteprima dedicata ai giornalisti. Non mancheranno indiscrezioni, impressioni “a caldo”, foto degli attori e video esclusivissimi. Il mio personale ringraziamento a Vito Giuss Potenza. Alla sua disponibilità. Alla sua opera. E alla forza di internet. Che mi permette di riportarvi scorci della nostra città a 360°, per viverla sempre al meglio.

 

Piripicchio. Il film.

Immagine1.jpgPiripicchio, definito il “Charlie Chaplin pugliese”, è stata una delle ultime maschere della Commedia dell’Arte in Italia. Vestiva con frac, bombetta, un paio di baffetti alla Charlot e un garofano rosso all’occhiello. L’accessorio caratteristico e parte essenziale della coreografia era il bastone di bambù, che era solito armeggiare. Spesso lo puntava a terra per poi afferrarlo al volo, accompagnando con gesti allusivi le sue battute argute, vivaci e, talvolta, spinte. Di solito al pomeriggio improvvisava piccoli spettacoli di strada, ai quali assisteva sempre una moltitudine di ogni età e ceto. Vi erano spettatori sia per strada che affacciati alle finestre o ai balconi, i quali, al termine dell’esibizione, gli elargivano nella bombetta qualche moneta oppure sigarette da esportazione, ringraziandolo così di quelle piccole evasioni dalla vita quotidiana che egli offriva. Il povero Piripicchio non cercò la ricchezza, se non quella interiore datagli dal pubblico che lo stimava e, soprattutto, dalla gioia di vedere i ragazzini accorrere felici, quando sentivano suonare il tamburo che lo annunciava, e seguirlo rumorosamente, quando si spostava. Con la sua morte, l’avanspettacolo povero ha perso il suo ultimo testimone e, forse, anche uno dei suoi esponenti più sinceri.

“Piripicchio l’ultima mossa”, è il film che celebra il macchiettista barlettano, Michele Genovese in arte Piripicchio, interpretato da Nicola Pignataro. Il regista Vito Giuss Potenza (nel 2002 dirige il lungometraggio “All’alba saliremo in monte” che ottiene il terzo premio al Festival di Bagni di Lucca. Nel 2003 dirige i cortometraggi: “Gesù, luce del mondo” trasmesso da Raiuno all’interno della trasmissione “A sua immagine”, “Perdono”, e “Nicola” in onda su Raitre. Nel 2005 con un gruppo di ardimentosi, nonostante la carenza di budget, realizza un lungometraggio in b/n, interamente girato in digitale, dal titolo “Nicola lì dove sorge il sole” sui fatti che nel 1087 precedettero la costruzione a Bari della basilicapiripicchio1.jpg in onore di San Nicola)firma una commedia all’italiana sceneggiata da Antonio Garofalo e Luca Vessio che oltre a raffigurare l’artista di strada, ricalca un’epoca a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 in cui la Puglia si svegliava dal torpore di falsi retaggi e dogmi secolari. Nel cast spiccano Mariolina De Fano e Piero Campanale attore del musical “Il mondo di Patty”. L’uscita nelle sale cinematografiche è prevista per fine autunno.

Protagonista assoluto, il grande Nicola Pignataro. Erede più che degno di quella grande tradizione e attualmente, il volto più riconoscibile nella nostra tradizione. Attore e direttore artistico del mitico teatro il PURGATORIO.

 

“Piripicchio, l’ultima mossa” narra momenti salienti della biografia di Piripicchio, attraverso gli occhi di Vincent, un giovane liceale figlio di uno stimato medico di fede fascista. Il ragazzo spigliato e creativo si dimostra decisamente contrario agli ideali politici del padre. I continui contrasti tra i due inducono Vincent a lasciare la casa paterna e la sua ragazza per seguire le orme di questo grande artista di strada.

Il grande desiderio di Piripicchio era esibirsi sul palcoscenico del teatro Piccinni, culla della città di Bari.

–>qui<– il sito ufficiale del film

–>qui<– il sito dello storico fan club dedicato

–>qui<– lo splendido trailer

–>qui<– il gruppo su FaceBook

A Piripicchio, la sua Bari, ha anche intitolato una via, nei pressi di piazza del Ferrarese. Che, con un certo orgoglio, ho di recente mostrato ad alcuni ospiti scesi per le vacanze estive in Puglia. Questo film ripercorre la favola dell’arte pulsante per le nostre vie. Quando gli attori erano persone, prima che personaggi. Per imparare quel che eravamo e riscoprire cosa dovremmo (o potremmo) essere ancora.