Il Magico Bosco

Immagine1.jpgDopo il grande successo della prima edizione, Il Magico Bosco, la rassegna culturale organizzata dal Parco Naturale Selva Reale per i più piccoli e patrocinata dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia, è ripartita domenica 9 settembre con tantissime novità e fantastiche avventure. Fino al 31 maggio 2013 i bambini vivranno una stagione all’insegna della magia, del divertimento, della fantasia e anche di grandi collaborazioni. Non mancheranno letture animate, spettacoli teatrali e di burattini, laboratori manipolativi e creativi, escursioni guidate e tantissime feste organizzate direttamente da fate, folletti e gnomi.

Le attività si svolgeranno tutte le domeniche mattine, dalle 11 alle 13, e durante le festività che piacciono tanto ai piccini come Halloween, Befana, Carnevale e Pasquetta; in occasione delle giornate mondiali dedicate all’Infanzia, al gioco, alla tutela degli animali e dell’ambiente. E a grande richiesta, per dare inizio alle festività natalizie, tornerà Roverello – l’elfo postino che raccoglierà le letterine per portarle direttamente a Babbo Natale. E tutti insieme, nel bosco, grandi e piccoli conosceranno atmosfere oniriche.

La rassegna è nata con l’idea di preservare i sogni, l’innocenza e la magia, che solo i bambini hanno il dono di tramandare, per tutelarli, almeno per qualche ora, dall’invadenza della tecnologia. Attraverso momenti ludico-creativi e grazie a operatori esperti e qualificati verranno indirettamente sensibilizzati al rispetto per la natura e per il mondo intero.

La prenotazione è obbligatoria. Tutte le attività si svolgeranno al raggiungimento del numero minino di partecipanti. Per il terzo appuntamento, quello di domenica 23 settembre 2012, ci sarà la Festa del Raccolto in concomitanza con l’Equinozio d’autunno.

 

L’ingresso alle manifestazioni, che iniziano alle ore 11 presso il Parco Naturale Selva Reale, costa 7 euro.

 

INFO: 0808971011

Perché Cassano è Cassano

antonio-cassano56.jpgRaramente mi sbraccio in post da opinionista dell’ultim’ora. Questa volta, però, lo sono per davvero. Un po’ perché pubblico in ritardo rispetto alla notizia. Un po’ perché c’è una situazione della quale si parla si parla si parla, anche troppo, ma che non può essere ignorata. Non scenderò nei dettagli poiché non è in questa sede compito mio dare sfogo a comunicati stampa e agenzie.

Ma Cassano è Cassano. E non si tocca. Che letta in questo modo suonerebbe come la famosa FIGA DI GAS  a Conversano. Quindi leggete la frase in maniera criteriata, perpiacere. Perché qui si tratta di una roba seria.

Cecchi Paone decide di fare coming-out per conto di alcuni giocatori d’azzurro vestito. Che novità. E’ dai tempi dei principi nelle favole che il celestino tira tanto checca. Ma, a noi, checcimporta? No. Sul serio. I politici dovrebbero politicare. Il magistrati dovrebbero magistrare. I giocatori dovrebbero giocare. Portare a casa il risultato, tenere alta la maglia nel segno del Sacro Gioco del Football, in punta di tacchetti. Io, cara stampa, sento le urla incontrollabili dei vicini durante le partite. Sento uno spirito asessuato che grida vittoria. E che non guarda sotto le coperte di nessuno. perché al sesso, siamo sinceri, chi ci pensa durante la partita della Nazionale?.

Bon. Torniamo ad Antonio. Auguri e buon onomastico. Tra l’altro.

Se un giornalista ti chiede cosa pensi dei tuoi compagni simpatizzanti omo (ammesso e non concesso ce ne siano davvero. Perché Cecchi Paone non incarna il Verbo dell’Omesessualità scesa in terra…), forse rispondi quel che senti… quel che la ragione di stato ti detta nel preciso istantemomento. Sei lì, l’ufficio stampa è in bagno a smaltire l’aperitivo. E ti senti punto nell’orgoglio. Inoltre, sincerissimi, cari i miei etero, quel tasto è dolente per tutti voi. Non si tratta di omofobia, ma di maschio orgoglio etero. “No, spero non ci siano fro*i, in squadra. E se ci fossero a me non interessano.”

Non vogliatemene, davvero, sul serio. Integralisti della forma e occasionali della sostanza.

Ho amici-professionisti stimati-che minacciano di coprirsi il b-side con pentole in acciaio inox, in presenza di rappresentanti gay. Perché è poco maschio, mostrarsi disponibili. Troppo disponibili. Tolleranti. Troppo tolleranti. Ed è nello sviluppo genetico di questa specie di mammiferi cui apparteniamo, imporre questo pride estremo, come per esclamare “sì. Ok. I gay. Ma io certe cose solo con mia moglie.” Perché si è sposato, Antonio Cassano. E si è sposato in chiesa.

Un dettaglio da non trascurare. La chiesa non ammette unioni omosessuali. Carnali o filosofiche che siano. E quando ti sposi in chiesa, mio caro lettore, firmi un contratto con il tuo Dio e con il Vaticano.

Cassano è un uomo che ha saputo seguire l’evoluzione anche troppo repentina dallo status di una cività maschilista e schiacciata da luoghi comuni come “gay è male”. Non è omofobo, non è razzista. Non è insensibile alle minoranze con problemi di accettazione. 

Non dimentichiamo che è stato il terrunciello. Il ragazzo problematico. Il calciatore impossibile da gestire. Il cozzalo arricchito dal suo piede di oro.

Molte cose ancora è stato, Cassano. Per quella stampa che ne ha fatto carne da macello come in un film dell’orrore, aspettando la Cassanata che riempisse le prime pagine, in un loop da remixare pur di creare il caso ad ogni costo.

Chi non ha peccato scagli la prima pietra. Sono una donna istruita, emancipata. Incredibilmente ampia di vedute. Ma, io, avrei risposto-quasi-come lui. No. Non ci vado con le lesbiche. Non credo possa piacermi. Non mi interessa. Sono eterosessuale e voglio rimanerlo il più a lungo possibile.

Non vedo dolo in questa Cassanata. Non leggo cattiveria e malizia. Ma solo l’utilizzo incauto e maldestro di un vocabolario d’uso comune. E’ Antonio Cassano e gioca a calcio. Fosse stato Umberto Eco avrebbe scritto Il Nome della Rosa.

Se vogliamo crocifiggere un gicatore per l’habitat che ne ha guidato l’improbabile formazione umanistica, fate pure. Mentre permettiamo ad un Cecchi Paone, con il suo pilastro culturale di violentare il più antico diritto dell’uomo che è quello alla privacy, anche nelle scelte sessuali.

Perché Cassano è Cassano. Nel bene o nel male, un pezzo della nostra città. E’ l’orgoglio del genio e della sregolatezza. Un pibe meraviglioso e pirotecnico.  E non è una Cassanata a definire l’uomo che in molti conoscono come esempio unico di altruismo e generosità, ma la condotta generale di un barese che sa sbagliare e che-come ha comunicato questa mattina diramando un messaggio-sa anche chiedere scusa, correggendo il tiro e rivedendone la forma. Ma restando sempre coerente con se stesso.

Mostra Nazionale dei Presepi Tradizionali ed Artistici

Immagine1.jpgIl presepio come lo vediamo rappresentare ancor oggi nasce secondo la tradizione dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme coinvolgendo il popolo nella rievocazione che ebbe luogo a Greccio la notte di Natale del 1223, episodio rappresentato poi magistralmente da Giotto nell’affresco della Basilica Superiore di Assisi. Primo esempio di presepe inanimato è invece quello che Arnolfo di Carnbio scolpirà nel legno nel 1280 e del quale oggi si conservano le statue residue nella cripta della Cappella Sistina di S. Maria Maggiore in Roma. Da allora e fino alla metà del 1400 gli artisti producono statue di legno o terracotta che sistemano davanti a una pittura riproducente un paesaggio come sfondo alla scena della Natività, il tutto collocato all’interno delle chiese. Culla di tale attività artistica fu la Toscana ma ben presto il presepe si diffuse nel regno di Napoli ad opera di Carlo III di Borbone e nel resto degli Stati italiani.

Oggi dopo l’affievolirsi della tradizione causata anche dall’introduzione dell’albero di Natale, il presepe è tornato a fiorire grazie all’impegno di religiosi e privati che con associazioni come quella degli amici del presepe, Musei tipo il Brembo di Dalmine vicino Bergamo, Mostre, tipica quella dei 100 Presepi nelle Sale del Bramante di Roma, una tra le prime in Italia, rappresentazioni dal vivo come quelle di Rivisondoli in Abruzzo o Revine nel Veneto e soprattutto gli artigiani napoletani e siciliani in special modo, eredi delle scuole presepiali del passato, hanno ricondotto nelle case e nelle piazze d’Italia la Natività e tutti i personaggi della simbologia cristiana.

Dal 10 dicembre 2011 al 8 gennaio 2012, il Museo del Territorio “Casa Pezzolla” di Alberobello ospita la IX Edizione della Mostra Nazionale dei Presepi Tradizionali ed Artistici.

La mostra prevede la divisione tra sezione tradizionale, sezione artistica e sezione pittorica: alla prima faranno parte le opere che riproporranno la Natività nella sua rappresentazione classica; la sezione artistica, comprenderà le opere dal carattere contemporaneo che si distaccano dalla raffigurazione consueta del presepe; nella sezione pittorica saranno incluse opere che avranno per oggetto la famiglia, l’unione tra i popoli.

La mostra ospiterà presepi provenienti da diverse regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione “Sylva Tour and Didactics” in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Alberobello.

Halloween alternativo di urban trekking

 

Immagine1.jpgBari è una delle città che aderiscono alla settima Giornata nazionale del Trekking Urbano che ha come obiettivo la riscoperta dei borghi storici più belli d’Italia. Quest’anno l’appuntamento è per la notte di Ognissanti, domenica 31 ottobre, la più adatta per compiere il magico viaggio per i vicoli e le strade dei centri storici, alla ricerca di luoghi segreti e monumenti dimenticati.

Siena, Arezzo, Bologna, Ferrara, Matera, Palermo, Perugia, Pisa, Urbino, sono alcune delle 33 città che in tutta Italia hanno aderito all’iniziativa organizzando visite guidate e tante piccole sorprese alla scoperta nostro ricco patrimonio artistico-architettonico.
Ma cos’è il trekking urbano? È un turismo che privilegia i luoghi della vita quotidiana dei cittadini proponendo nuovi percorsi all’insegna del divertimento e dell’avventura.

Il progetto del trekking urbano nasce a Siena nel 2002 ed è diventato occasione di scoperta dei luoghi più nascosti e dei monumenti dimenticati delle città italiane.

A Bari l’iniziativa, a cura di Paola Bozzani, è intitolata “Vedere, sentire, toccare, gustare, annusare… tra i vicoli del borgo antico” ed è organizzata dagli assessorati alle Culture e al Marketing Territoriale del Comune in collaborazione con l’associazione Badathea.
Due gli itinerari guidati per i vicoli della città vecchia con partenza da piazza del Ferrarese: il primo alle 19, il secondo alle 21. I gruppi di camminatori si soffermeranno in particolare su alcuni palazzi della nobiltà barese del ‘500 e ‘600 fino ad arrivare a Palazzo Zeuli conosciuto dai baresi come palazzo jis e tras, la cui corte si trasformerà per l’occasione in un suggestivo palcoscenico. L’associazione Badathea di Bari, infatti, con la direzione artistica di Nicola Valenzano, animerà la serata con una performance teatrale ispirata ai cinque sensi. A conclusione dell’iniziativa è prevista una degustazione di prodotti tipici.

Per motivi organizzativi, e al fine di consentire a tutti i partecipanti la migliore fruizione, è previsto un massimo di 45 persone per ogni visita. Le prenotazioni si possono effettuare dal 25 al 28 ottobre telefonando, dalle 9 alle 13, ai numeri 080 5776214/15.