Looking for E. B.

Immagine1.jpgLa Galleria Muratcentoventidue, Via G. Murat 122/b, prosegue il suo programma espositivo con “Looking for E.B.”, mostra personale di Elena Bellantoni a cura di Eleonora Farina.

Costruire la trama di una vita, ricostruire la trama di una famiglia. E’ questo ciò che compie E.B., protagonista dell’ultimo video dell’artista romana Elena Bellantoni (1975). Definendo sé stessa, dà senso e significato al nucleo familiare e al ruolo che in esso occupa. Looking for E.B. getta lo spettatore dentro un mondo emotivo scomodo, nel quale l’audio è incalzante, la definizione degli oggetti minuziosa, i movimenti di E.B. quasi spaventati e allo stesso tempo guardinghi.

E in questa situazione di disagio, in cui la giovane donna, ripiegata su sé stessa, si stringe la testa tra le mani, in quel momento due bambine cominciano a dispiegare il filo di una maglia (topos ricorrente nel lavoro dell’artista, come già in Fil Rouge del 2008).

La simpatia (intesa come ‘patire insieme’) nei confronti della protagonista si instaura grazie alla doppia proiezione video, dove i close-up sottolineano gesti ripetuti e quasi riflessi – creando quindi un legame indissolubile tra lei e il contesto femminile del quale fa parte – ma dove risulta evidente che è sua l’inquietudine del confrontarsi col sé, in quanto persona e in quanto donna. Da una parte E.B. si muove all’interno di una farmacia, tra bottiglie, provette e polveri di ogni genere; dall’altra il gruppo femminino occupa un ambiente che non ha alcuna demarcazione spaziale se non quella creata dalla luce intensa. Come in gran parte della produzione della Bellantoni, la scoperta e la delimitazione di un luogo diventano messa in atto del sé e al contempo determinazione della propria posizione (ed è infatti quasi sempre lei l’attrice/protagonista dei suoi lavori video).

La presenza di E.B. all’interno di una collettività femminile e di un sistema-famiglia precostituito è e sarà sempre differenziata da una vivida macchia blu (il colore dei medicinali con i quali durante la Controriforma si combatteva l’isteria, e la stregoneria, delle donne) sulla camicia bianca.

Stesso blu su fondo bianco è la cifra caratteristica delle cinque grandi tele che accompagnano il video. In netta contrapposizione a quest’ultimo, le immagini risultano infatti poco nitide e prive di dettagli, quasi come se E.B. fosse riuscita a completare la sua trama e attraverso i dipinti ricordasse ora con serenità momenti del passato.

Fino ad un certo punto è importante essere consapevoli dei rimandi alla storia personale dell’artista stessa; e non è forse neanche necessario sapere che Looking for E.B. è il secondo capitolo di una trilogia (iniziata nel 2011 con La ragazza dello Spielplatz) e che E.B. potrebbe stare anche per Effi Briest, personaggio nato dalla penna dello scrittore e farmacista Theodor Fontane. La trama che la Bellantoni propone allo spettatore va ben oltre tutto questo: è infatti quella di una vita al femminile, dove la sua identità di artista/protagonista risulta definita solo ed esclusivamente in una coraggiosa relazione con l’altro – da sé (come in Ich bin… du bist del 2010).

 

Erase in Muratcentoventidue

Immagine1.jpgMuratcentoventidue-Artecontemporanea è un’Associazione Culturale nata nel 2007 per iniziativa di Emanuele Gonnella e Angela Gonnella per promuovere la ricerca artistica e diffondere la conoscenza dell’arte contemporanea, in particolare per offrire più spazio ai giovani e alla sperimentazione, con l’obiettivo di favorire la crescita di una realtà artistica giovane attraverso esposizioni mirate a sperimentare le potenzialità di nuovi percorsi artistici nei diversi linguaggi dell’arte, promuovendo esperienze che utilizzano nuove tecniche e nuovi materiali, come video, fotografia digitale, videoinstallazioni, assemblaggi, apparecchi elettronici.

 

La galleria Muratcentoventidue Artecontemporanea prosegue il programma espositivo con la prima mostra personale in Italia di Margarida Paiva .
La mostra intitolata Erase riunisce tre video, di una giovane e apprezzata videoartista portoghese , che vive e lavora a Oslo, nel cui curriculum figurano numerose partecipazioni a mostre e festival internazionali.
Le sue opere video sono costituite da storie astratte in un approccio narrativo non sequenziale , ma fatto di frammenti di immagini e parole conmargarida.jpg cui costruisce nuove storie.
I personaggi di queste storie sono soprattutto donne ed i temi presentano spesso un elemento di
ansia e solitudine. L’artista esplora gli stati più riposti della mente facendo scorrere in un unico piano temporale pensieri, emozioni, ricordi.
Erase (2009) è un poesia per immagini che tocca temi quali la perdita e lo smarrimento. Riflette sul concetto di nonbelonging , il sentirsi come un fantasma e la difficoltà a comunicare con gli altri . 
Who lives in my head? (2009) è un video sperimentale che, con l´uso della ripetizione, esplora le
compulsioni di follia e la sensazione di paura. Si guarda al ruolo della donna ribelle e folle in certa filmografia.
Untitled Stories(2007) è basato su storie quotidiane messe insieme in un monologo interrotto raccontato dalla voce di una donna. In tal modo, il video esplora i mondi della memoria come una sorta di stream-of-consciousness in cui diversi livelli temporali sono collegati dalla voce di questo personaggio femminile.

La galleria ha aderito alla Giornata del Contemporaneo, manifestazione promossa dall’Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI) con lo scopo di promuovere l’arte contemporanea in Italia.
La sesta edizione della Giornata del Contemporaneo si terrà il 9 ottobre.

GIORNATA DEL CONTEMPORANEO
9 OTTOBRE 2010
Promossa da Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani

Muratcentoventidue-Artecontemporanea 
Via G. Murat 122/b 70123 Bari

Orario di apertura
Dal martedì al sabato dalle 17.00 alle 20.00 e per appuntamento
Info
393.8704029 – 392.5985840
info@muratcentoventidue.com
www.muratcentoventidue.com