Spegnamo le luci. Accendiamo la Terra.

erth, hour, wwf, palazzo, di, città, bari, puglia, castel, del, monte, ecologiaSi rinnova anche quest’anno l’appuntamento Earth Hour, la giornata mondiale dedicata alla sostenibilità ambientale: il 31 Marzo, dalle 20.30 alle 21.30, cittadini, comuni, scuole ed istituzioni daranno vita all’evento mondiale che nel 2011 ha coinvolto quasi 2 miliardi di persone, con 135 Paesi e circa 5200 città partecipanti.

In Italia quest’anno l’evento è patrocinato da: Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, Ministero dell’Ambiente della tutela del territorio e del Mare, Ministero dello Sviluppo Economico, Conferenza delle Regioni e Provincie Autonome, Comune di Roma Capitale, Regione Lombardia, Regione Toscana, Provincie di Caserta, Milano, Firenze, Siena, Perugia, Bologna, Napoli, ANCI, Associazione Comuni Virtuosi, Coordinamento Agende 21 Locali, FAI, FIAB, Federciclismo. Hanno aderito inoltre 230 Amministrazioni Comunali, tra grandi città capoluogo e piccoli centri sul territorio.

Tra i monumenti che verranno spenti ricordiamo la Cupola della Basilica di San Pietro, Castel Sant’Angelo e Ponte degli Angeli a Roma, il Pirellone e il Teatro alla Scala a Milano, Palazzo Ducale e Piazza San Marco a Venezia, Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio, Duomo e Battistero a Firenze, il Duomo, Piazza del Plebiscito e il Maschio Angioino di Napoli.

In Puglia Castel del Monte al buio. A Taranto si svolgerà l’evento principale del WWF in Puglia. Il comune spegnerà la Fontana Rosa dei Venti e la piazza Maria Immacolata. Il WWF di Taranto organizzerà l’accensione di 100 lumini e musica in piazza plug and play. A Bari  il comune ha aderito con lo spegnimento di Palazzo di Città e sarà presente un banchetto del WWF. A Lecce è previsto lo spegnimento di Piazza S. Oronzo; nella medesima piazza il WWF Salento allestirà un banchetto informativo, dei totem illustrativi ed è in organizzazione una animazione della serata. Nella provincia di Barletta – Andria – Trani aderiscono: Bisceglie che con una lettera dell’amministrazione comunale ha assicurato lo spegnimento di Piazza Diaz e del Teatro Garibaldi; Canosa di Puglia, città nella quale saranno spente le luci esterne della Cattedrale di San Sabino e dell’antistante Piazza Vittorio Veneto; Andria che spegnerà Piazza Catuma, Castel del Monte, Monumento ai Caduti e Piazza Municipio.

Il Comune di Maglie (LE) ha deliberato l’adesione ad Earth Hour 2012 attraverso lo spegnimento di Piazza Aldo Moro. Il comune ha inoltre aderito al concorso internazionale City Challenge con il progetto di bike sharing finanziato dal Ministero dell’Ambiente. Il WWF Terra d’Otranto sarà presente in piazza Aldo Moro con lo stand Earth Hour assieme a Fiab “Il Ciclone” Onlus che organizzerà “Accoglienza del buio alla luce di bicicletta”. A Bitetto (BA) il comune spegnerà le luci del Convento del Beato Giacomo e si è impegnato a diffondere il messaggio virtuoso dell’iniziativa a tutta la cittadinanza e ai dirigenti scolastici presenti sul territorio. Il WWF Bari sarà presente con un banchetto informativo. L’Amministrazione comunale di Cassano prenderà parte alla grande iniziativa mondiale del WWF spegnendo tra le 20.30 e 21.30 di sabato 31 marzo le luci di piazza Garibaldi. A Monopoli (BA) sarà spenta Piazza Vittorio Emanuele e Piazza Milite Ignoto.

L’evento sarà salutato dal segnale acustico dei fischietti. In collaborazione con Associazione Amici di San Salvatore di Monopoli il gruppo WWF locale disporrà in Piazza Vittorio Emanuele Bici “ecologiche” e allestirà una postazione informativa.

I testimonial 2012 sono la Nazionale Italiana di Rugby, Paola Saluzzi, Roberto Bolle, i Tetes de Bois, Niccolò Fabi ed Elisa, Francesco Totti, Marco Mengoni e Massimiliano Rosolino e tanti altri ancora.

Castel del Monte e De Chirico

Immagine1.jpgDopo il successo registrato dall’iniziativa dedicata all’arte italiana tra Settecento e Ottocento nel 2010, si apre la nuova stagione culturale di Castel del Monte con la suggestiva mostra-evento De Chirico a Castel del Monte. Il labirinto dell’anima. Promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Bari, Barletta – Andria – Trani e Foggia – Direzione di Castel del Monte, con il sostegno del Comune di Andria e la partnership di Banca Carime, sempre attenta a sostenere iniziative di particolare livello culturale, la mostra si annuncia per l’Italia meridionale come appuntamento culturale di eccellenza della primavera-estate 2011. Prodotta da Alef – cultural project management di Milano e curata dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma, l’esposizione propone al pubblico venti opere dell’illustre Maestro della Metafisica esposte in quattro sale del piano terra e nel cortile ottagonale del Castello, fatto costruire da Federico II di Svevia intorno al 1240. Un’occasione unica per i visitatori di Castel del Monte per accostarsi all’artista più autorevole del pensiero metafisico, per la prima volta emblematicamente ospitato nella prestigiosa cornice architettonica pugliese. Ancora oggi avvolto da un alone di mistero, Castel del Monte diventa infatti luogo eletto per accogliere non semplicemente un’esposizione ma una mostra-evento che trascolora nell’installazione. 

La mostra-evento, curata  da Victoria Noel-Johnson, Curator della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico eimages.jpg
da Michela Tocci, Direttore di Castel del Monte presenta una serie di opere specificamente scelte per i loro soggetti: i protagonisti sono colti in piena meditazione metafisica, spesso isolati in stanze claustrofobiche o all’interno  di architetture prive di logica. Tali rappresentazioni, apparentemente “chiuse”, dialogano costantemente con l’esterno: finestre o porte si aprono su una piazza d’Italia o su un paesaggio; il mare o un bosco appaiono all’interno di una stanza; su di una lavagna sono tracciati i calcoli di costellazioni stellari. Ugualmente l’esterno si relaziona con l’interno in modo sorprendente e straordinario, evidenziando come nel mondo dechirichiano la logica sia capovolta. 

Il Viandante deve navigare i meandri dell’universo con l’utilizzo di una bussola, ovvero la contemplazione metafisica. Obiettivo principale di De Chirico a Castel del Monte. Il labirinto dell’anima è dunque quello di creare un’esperienza metafisica per il visitatore, facendo in modo che si perda, che esplori, per potersi ritrovare dentro le opere del Maestro e negli spazi del Castello: un labirinto ‘metafisico’ collocato all’interno di un labirinto reale.

Per la nuova edizione dell’Estate Federiciana, appuntamento culturale che ormai da tempo risponde con successo alle aspettative di un pubblico molto variegato, sarà l’esposizione-evento dedicata a Giorgio de Chirico a offrire molteplici temi di ispirazione per conferenze, concerti, letture sceniche, secondo un calendario disponibile consultando i siti www.casteldelmonte.beniculturali.it e www.dechiricocasteldelmonte.com. Un’interessante novità sarà, invece, rappresentata dall’attivazione di laboratori didattici per i piccoli visitatori, in risposta all’esigenza, sempre più diffusa, di accostare all’arte anche i giovani fruitori dei musei.

– MERCOLEDI’ 29 giugno, ore 18.00: “De Chirico filosofo” – Relazione del prof. Riccardo Dottori, Docente di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Roma – Tor Vergata

 

– GIOVEDI’ 30 giugno, ore 20.00: “Ombre Luminose” Da Mozart a Glass – Giuseppe Carabellese, Violoncello – Francesca Carabellese, Violino – Daniela Carabellese, Violino – Cecilia Zonno, Viola

 

Concerto organizzato con la collaborazione dell’Associazione Nel Gioco del Jazz

 

Ingresso è libero fino ad esaurimento posti. 

 

Andria(Barletta-Andria-Trani)

Castel del Monte

Mercoledì ore 18.00, Giovedì ore 20.00

ingresso libero

Info. 080 5286238

Di baci rubati e amorose passioni. Su tela.

 

Immagine1.jpgRientrati dal torrido Ferragosto? Stanchi e sfatti da cene, cenette, pranzi, pranzetti, notti brave, aperitivi, creme doposole, discoteche e sagre? Prendiamo respiro. E cibiamo l’anima con questa meravigliosa e rilassantissima mostra che sto per proporvi, tra Baci Rubati e Amorose Passioni.

Un percorso appassionante che dall’amore cortese conduce all’amore proibito, foriero di drammi, vissuto da eroine romantiche, vittime e artefici di destini contrastati. Un filo che si intreccia all’arte poetica del grande Federico II di Svevia presentato dall’arte tutta italiana di autori come Giaquinto, De Matteis, Hayez, il Piccio, Cremona e Previati. Fino al 1 novembre 2010, il suggestivo maniero di Castel del Monte, patrimonio mondiale dell’Umanità, riapre le sue porte alla grandi mostre d’arte con un appuntamento promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali proponendo lainf_05a.jpeg ricerca di un nesso fra la cultura di Federico II, fecondo e illuminato mecenate in tanti settori dell’arte e del sapere, e il tema delle amorose passioni.  Centrali nella mostra sono il tema dell’amore estraneo al matrimonio, proibito e per questo appassionato, e la figura femminile, eroina nella produzione lirica e melodrammatica ottocentesca, vittima di passioni contrastate, spinte fino alle estreme conseguenze – finanche la morte volontaria o subita – e protagonista di drammi in musica che hanno reso nota, con Rossini, Donizetti e Verdi, l´opera italiana nel mondo. Il percorso espositivo presenta opere che raccontano la concezione d´amore nel melodramma e la sua trasposizione nelle arti figurative, a partire dal primo Settecento fino agli esiti di fine Ottocento. Favole mitologiche e drammi pastorali in cui l’amore è irrazionale, fantasmatico, nella visione settecentesca sono presentate assieme alla visione ottocentesca dell´amore come colpevole passione in cui le donne divengono vittime predilette di un medioevo feroce e insensibile alla loro amorosa fragilità e alla sezione dei baci rubati – baci adulterini, preludio all´esplosione di un sentimento non ammesso dall´ordine sociale e negato con la reclusione o la condanna.

castle(3).jpgUna carrellata di protagoniste di passioni intense e colpevoli, uscita dai pennelli di Francesco Hayez, Piccio, Tranquillo Cremona, Gateano Previati, testimonia la potenza inarrestabile dell´amore, il “delirio divino” platonico, sentimento che fortifica e disorienta, croce e delizia per ognuno, tema che percorre tutta la letteratura, ma che si fa centrale nella cultura duecentesca e in quella ottocentesca, in questa occasione idealmente accostate in uno dei luoghi più suggestivi del patrimonio architettonico nazionale, Castel del Monte.

 

Andria, Castel del Monte, fino al 1 novembre 2010. Orari: dal 16 luglio al 30 settembre 2010: ore 10.15 – 19.45, dal 1 ottobre al 1 novembre 2010: ore 9.15 – 18.45. La biglietteria chiude mezz’ora prima

 

Ingressi: Intero: € 6.00 Ridotto: € 4.50 Fino a 18 anni e oltre 65 anni: € 2.00

 

Info

Castel del Monte – tel: +39.0883.569997

info@bacirubaticasteldelmonte.com

www.bacirubaticasteldelmonte.com

 

Otto. Metti un thriller a Castel del Monte

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Castel del Monte è un luogo magico, mistico. Accentratore di catartiche e universali Forze. Io stessa, ad ogni visita, mi sento incredibilmente attratta da quell’ombelico del Mondo affascinante e ricco di interrogativi ancora tutti privi di risposta. Edificio del XIII secolo costruito dall’imperatore Federico II in Puglia, nell’attuale frazione omonima del comune di Andria, vicino a Santa Maria del Monte. È situato su una collina della catena delle Murge occidentali, a 540 metri s.l.m. I centri urbani più vicini sono Andria (18 km), Ruvo di Puglia e Corato (21 km). È stato inserito nell’elenco dei monumenti nazionali italiani nel 1936 e in quello dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1996. In tanti, in Puglia, si sono occupati di Castel del Monte. Un giorno, magari, mi piacerebbe intervistarne qualcuno su queste pagine ma, oggi, vi parlerò di uno scrittore (e non solo), che ha illuminato di nuovi raggi, la più discussa delle residenze di Federico II di Svevia. “Cosa nasconde il sottosuolo di Castel del Monte, l’enigmatico maniero di Federico II, da quasi otto secoli 41602_131001726929277_1272_n.jpgabbarbicato su una collina solitaria, nel cuore delle Murge? La notte del 17 luglio 1994 Paolo Manfré, un giovane geologo dell’Università di Bari, con l’amico fraterno Mauro Petruzzelli, il geofisico americano Robert Trimble e l’archeologa salentina Alessandra Bianco, decidono di esplorare il sottosuolo del castello. Ciò che troveranno sconvolgerà per sempre le loro vite. In un mix erudito di avventura e thriller, i protagonisti si  muoveranno al confine della conoscenza, districandosi tra antichi codici rinascimentali e sedute di ipnosi regressiva fra Parigi, Chartres e la Puglia al centro di interessi occulti di un pericoloso gruppo internazionale. Un vero e proprio ibrido letterario, un nuovo viaggio di Ulisse verso “Pathmos…quel terribile promontorio del pensiero donde si vedono le tenebre”. Paolo e Sandra attraverseranno l’Inferno, varcheranno le  colonne d’Ercole spinti dall’infinita sete di conoscenza e si lasceranno travolgere dall’abisso della verità per mutare alla fine, la propria esistenza.”

 

ALFREDO DE GIOVANNI nasce a Barletta il 19 febbraio del 1970. Geologo, musicista, autore. Vive a Barletta spostandosi in tutta la Puglia per svolgere la sua missione di cultore della Terra. Ha composto parole e musica di numerosibrani di musica leggera, è autore di brevi racconti ed ha pubblicato contributi per libri fotografici editi da Mario Adda e Castelvecchi.

Otto – L’abisso di Castel del Monte è il suo primo romanzo. Il primo thriller sulla storia e i misteri di Castel del Monte. L’avventura di quattro ricercatori nella notte del 17 luglio 1994.Il primo thriller sulla storia e i misteri di Castel del Monte.

L’avventura di quattro ricercatori nella notte del 17 luglio 1994.Il primo thriller sulla storia e i misteri di Castel del Monte. L’avventura di quattro ricercatori nella notte del 17 luglio 1994. La presentazione, in anteprima nazionale, avverrà giovedi 24 Giugno alle ore 19.30 nella suggestiva cornice dei sotterranei del Castello di Barletta, tra i luoghi eletti del romanzo.

Ueffilo e Nick The Nightfly

nick.jpgIl 2009 del Ueffilo Jazz Club, sempre in collaborazione con Jazzitalia, si chiude con un evento veramente unico: lunedì 28 dicembre, in esclusiva per la Puglia, lo stage del cinquecentesco club gioiese sarà calcato da una delle voci radiofoniche più conosciute in assoluto: Nick The Nightfly, accompagnato da un combo formato da alcune delle “stelle” del jazz italiano: Amedeo Ariano alla batteria, Dario Rosciglione al basso, Daniele Scannapieco al sax tenore, Claudio Filippini al pianoforte.
Nick The Nightfly conduce da oltre 20 anni Monte Carlo Nights il primo programma radiofonico di nuove musiche e tendenze. Nick è nato a Glasgow, in Scozia, ma vive in Italia dal 1982.
In passato ha pubblicato alcuni singoli fino ad arrivare al suo ultimo bellissimo cd: “DONT FORGET”, pubblicato in Italia dalla RTI music.
Ha suonato e cantato insieme a Giorgia, Carmen Consoli, Terence Trent DArnby, Edoardo Bennato, David Knopfler, Dulce Pontes, Solis String Quartet, Tommy Emanuell, Ron, Feel Good Productions, Trilok Gurtu, Cousteau, US3, Ludovico Einaudi, Sarah Jane Morris, Massimo Moriconi, Saturnino, Doctor Tre e una vera perla per Nick è stata di suonare una sua canzone insieme al grande Pat Metheny in diretta a Capital Nightfly.
E’ il direttore artistico del Blue Note di Milano.
Ha consegnato alla storia un consistente numero di compilation di particolare pregio e spessore e la sua ultima selezione “BUENA VIDA”, già si attesta ai vertici delle charts di mezza Europa.
Nel 2010 sarà licenziato il suo lavoro discografico di inediti: Nice One.

Io, Nick, l’ho sempre adorato e, certamente, non mancherò.

Doppio set (19,30/21,30). Food and Music: 25 euro.
Il Ueffilo – Cantina a Sud è in Gioia del Colle(Ba)-via Donato Boscia 21.
Info e prevendite: 339/8613434 – 080/3430946 – Centro Musica : 080 – 521.17.77
web: www.ueffilo.com. info@ueffilo.com

Primo set: ore 19,30
Secondo set: ore 21,30

Nick The Nightfly 5tet
Unica data Regionale

Nick The Nightfly – voce
Amedeo Ariano – batteria
Dario Rosciglione – basso
Daniele Scannapieco – sax
Claudio Filippini – pianforte

 

Scene del Mito in peucetia

vaso_troia.jpg« A nord si trovano le popolazioni chiamate in greco Peucezi e Dauni, ma gli indigeni chiamano Apulia tutta le regione dopo la Calabria e Apuli la popolazione.” »

(Strabone – Geografia VI, 3, 1 – Traduzione di Nicola Biffi.)

 

La Peucezia è il nome che, nel periodo antecedente alla nascita di Roma, veniva attribuito a buona parte dell’odierna provincia di Bari, abitata appunto dai Peuceti, una delle tre tribù degli Iapigi. I centri principali furono Butuntum, Canosa, e Silvium. L’attuale capoluogo Barium fu poco importante. In seguito il territorio che costituisce la parte centro-settentrionale della Puglia, ossia tutta la “Peucezia” e la “Daunia”, venne chiamato con il termine “Apulia”. Il sud dell’Apulia fu invece la “Messapia” o Calabria.

Al centro delle Murge, nell’agro di Gioia del Colle, a metà strada tra Bari e Taranto, la collina di Monte Sannace custodisce una delle più ricche cache_194d8721736f745d388d69d112de08bc_96b84cba52aa83191ff52382283f90ce.jpgzone archeologiche del territorio pugliese: l’antica città di Thuriae, ovvero Turi. Nel corso della prima età del Ferro si svilupparono a Turi piccoli villaggi di capanne che, a seguito di una crescita demografica, avvenuta tra il VII-VI secolo a.C., cominciarono ad evolversi in un grande abitato peuceta, esteso su una superficie di circa 25 ettari. L’abitato peuceta, circondato da diverse cerchie murarie, era formato da un’acropoli, dove erano ubicati gli edifici pubblici e di culto e dove risiedeva l’aristocrazia locale, e dall’abitato vero e proprio, dove risiedeva gran parte della popolazione. L’abitato peuceta è da identificare verosimilmente con la Thuriae citata da Tito Livio. Dell’abitato peuceta e delle relative necropoli sono giunte testimonianze di grande interesse, custodite nei Musei di Bari, Taranto e Conversano, e resti strutturali di antiche abitazioni, visibili in via Castellana Grotta. Nel Museo Archeologico di Bari si possono ammirare alcuni importanti corredi tombali ed un pregevole cratere attico a figure nere, rinvenuto nel 1932 in via Fiume. Altri reperti sono esposti nel Museo Civico di Conversano. Nel territorio di Turi sono inoltre documentati altri piccoli insediamenti peuceti in località Trisore, presso masseria Moretto e a Frassineto, vicino alla Masseria Ospedale.

Dal primo agosto, l’antica Thuriae, si vede protagonista in una mostra importantissima, che ridarà luce e splendore ad alcuni fra i più rilevanti reperti  risalenti al VI secolo a.C., vasi figurati importati dalla Grecia che illustrano episodi del mito connessi alle vicende e agli eroi della guerra di Troia.

Secondo la tradizione della mitologia greca, il conflitto ebbe inizio a causa del rapimento di Elena, la regina di Sparta, ritenuta la donna più bella del mondo, da parte di Paride, principe troiano. Il marito di Elena, Menelao, grazie all’aiuto del fratello Agamennone radunò un incredibile esercito, formato dai maggiori comandanti dei regni greci e dai loro sudditi, muovendo così guerra contro Troia. Il conflitto durò all’incirca dieci anni, con gravi perdite da ambo i lati. Fra le vittime più celebri l’invincibile Achille, principe di Ftia, ed Ettore, figlio del re Priamo e campione della resistenza troiana. La città venne infine conquistata e distrutta; ma l’Iliade finisce in verità con la cerimonia funebre per Ettore figlio di Priamo e con la cremazione del corpo e la raccolta delle ossa in un’urna d’oro.

E tutta l’avventura ed il mito, vissuti sulle pagine dei libri, studiando Omero ed i suoi versi, trovano una nuova (e antica al tempo stesso) veste.

I vasi corinzi dal Monte Sannace, vi guideranno con le loro immagini presso Palazzo Simi, in strada Lamberti a Bari. L’ingresso è gratuito ed è aperto dalle 9:30 alle 18:30.

I dieci anni della guerra di Troia, in una macchina del tempo facilmente raggiungibile anche con una bella passeggiata nella nostra splendida città.

I castelli sul mare

casteldelmonte.jpgIl Mediterraneo, un mare da dominare. L’Italia (con le sue isole) un lungo approdo da proteggere. I castelli, l’emblema d’un potere da esercitare: dall’amalgama di questi tre elementi scaturisce una storia fluida. Storia di fortezze acquatiche che cambiano aspetto col mutare delle condizioni politiche e tecnologiche, adattandosi gradualmente alle armi da fuoco. Storia di Repubbliche marinare, di merci da scambiare, di imperi terraquei da consolidare e di assalti saraceni (o ottomani) da schivare. Storia di grandi battaglie e scaramucce quotidiane, di personaggi famosi e povera gente. E di pellegrini, crociate, pirati: è tutto un universo che si muove lungo le rotte mediterranee, all’ombra di imponenti fortificazioni marittime, nel segno di rocche appartenenti a sistemi castellari ben difendibili. Normanni e Svevi, Angioini e Aragonesi, Spagnoli e Turchi, Fiorentini e Veneziani.

la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province di Bari e Foggia intende organizzare ed ospitare nelle sale di Castel del Monte una Mostra, corredata da un video, che attraverso le fotografie di Nicola Amato e Sergio Leonardi, si propone come un affascinante itinerario lungo le coste italiane, alla scoperta dei più importanti e suggestivi castelli sul mare, dall’Adriatico allo Jonio, al Tirreno.
Un percorso che ha il mare, appunto, come elemento comune a siti spesso distanti sia geograficamente che cronologicamente e che ha svolto un ruolo determinante come veicolo di incontro e confronto fra la nostra penisola e territori e popoli diversi per razza, cultura, religione.

Una Mostra che intende raccontare le ragioni economiche e le dinamiche storico-sociali che, fra Medioevo ed Età Moderna, hanno condotto alla costruzione dei grandi castelli sul mare. Una Mostra che coniuga storia, architettura, arte, natura, a conferma di quanto l’Italia col suo patrimonio culturale ed ambientale possa offrire ancora oggi, a distanza di secoli dalla costruzione di architetture militari oggi destinate ad utilizzi che spesso consentono un’ampia e variegata fruizione da parte del pubblico.
Dall’Arsenale di Venezia al Forte San Giorgio di Genova al Maschio Angioino di Napoli, ai castelli di Rapallo, Ischia, Porto Santo Stefano, Siracusa, Otranto, Trani, Barletta, Manfredonia, al Castel Genovese dell’Asinara, ad altri ancora, la Mostra, concepita come manifestazione itinerante, consentirà di conoscere ed apprezzare il valore di un territorio dalle tante e variegate risorse, forse sconosciuto anche a tanti italiani, svelando il fascino della nostra terra anche ai turisti, e comunicando certo forti suggestioni.

La Mostra, curata da Michela Tocci, Direttore di Castel del Monte, resterà aperta fino al 30 settembre 2009.

INFO 0883 569997 – www.casteldelmonte.beniculturali.it