Selene per Wolfenbüttel. A Molfetta.

Ernesto Augusto era figlio di Giorgio di Brunswick-Lüneburg e di Anna Eleonora di Assia-Darmstadt. Nel 1658 sposò Sofia del Palatinato a Heidelberg. Come quarto figlio in linea di successione, aveva una piccolissima possibilità di succedere al padre nel governo del Ducato e, per questo, nel 1662, venne nominato Vescovo di Osnabrück; In accordo con i trattati della Pace di Vestfalia, tutti i vescovi di Osnabrück dovevano essere eletti dai duchi di Brunswick-Lüneburg.

Immagine1.jpgNella Biblioteca Augusta di Wolfenbüttel, a Molfetta, c’è un manoscritto contenente una grande quantità di musica, ricopiata per volere di Augusto di Brunswick-Lüneburg, fondatore della stessa Biblioteca, grande esperto di musica, di scacchi e di enigmistica e cultore di Selene, la Dea della Luna dei greci antichi.

In ogni caso, alla morte di due dei suoi fratelli maggiori, Ernesto Augusto ereditò una parte dei territori del padre nel 1679, detta Calenberg (incluso il Principato di Gottinga). Il primo ministro di Ernesto Augusto, il conte Johann Friedrich II von Alvensleben, aveva progettato un’unione tra Hannover e Danimarca, e credendo il principe ereditario danese Federico (futuro Federico IV) malaticcio e che sarebbe morto di lì a poco (cosa che non fu), propose al duca di Brunswick il matrimonio tra il suo secondogenito Federico Augusto e la principessina Cristiana Carlotta di Danimarca (1679-1709), (primogenita di re Cristiano V), toccando così alla morte di Federico IV il regno di Danimarca al casato di Hannover.

Queste musiche, praticamente sconosciute, sono opera di musicisti, tra cui molti italiani, tutti legati alla corte dell’Imperatore Leopoldo I, lui stesso musicista e presente come tale nell’antologia.

Il Manoscritto di Wolfenbüttel è un esempio perfetto di encomio del Sovrano: Il Principe della Luna (Luna-Lünemburg) illumina Leopoldo I duplicando le musiche da lui amate, e nasconde tra queste un’Aria dell’Imperatore.

Tra gli autori presenti nel manoscritto ci sono alcuni italiani particolarmente frequentati alla corte di Leopoldo: il programma presenta alcune loro opere, altre di Antonio Draghi (anch’egli attivo a Vienna in quegli anni) e una Cantata scritta per l’occasione da Alessandro Ciccolini, che dal 2010 dedica ogni anno una nuova composizione ad Orfeo Futuro.

Il Principe della Luna è un work in progress di Orfeo Futuro che, oltre all’esecuzione di alcune musiche del Manoscritto di Wolfenbüttel, prevede per la stagione 2013-14, la produzione di un’azione scenica sullo straordinario filo rosso che lega questo libro alla pittura di Velasquez e alla nascita delle moderne teorie del teatro.

Anima Mea, che per il secondo anno di seguito rientra nella Rete dei Festival di Musica antica in Puglia sostenuta dal Progetto Puglia Sounds, dal 21 settembre al 16 ottobre porterà musica di qualità in siti architettonici di straordinario valore storico e culturale tra Molfetta ed Acquaviva delle Fonti. “Ogni luogo ha un suo significato e la scelta non è stata casuale, ogni concerto è contestualizzato sulla base dei suoi repertori”, continua De Padova.

Si chiude domani nella chiesa di San Domenico di Molfetta con “Il Principe della Luna”, un concerto dell’Ensemble di casa Orfeo Futuro, diretto da Alessandro Ciccolini, tra i migliori violinisti barocchi d’Europa, che anche quest’anno propone una propria Cantata, accanto a musiche inedite legate alla corte dell’Imperatore Leopoldo I.

Molfetta(Bari)

Chiesa di San Domenico

ore 20:30

ingresso libero

Info. 800 96 01 37

Al Jarreau

Untitled 2.jpgAl Jarreau, nome d’arte di Alwyn Lopez Jarreau (Milwaukee, 12 marzo 1940) è un cantante statunitense. Figlio di un pastore della Chiesa Avventista del Settimo Giorno, ebbe le prime esperienze canore in un coro ecclesiastico. Durante gli anni del college cantò in un coro dilettantistico chiamato The Indigos e si diplomò nel 1962.

Le prime vere esperienze professionali sono legate ad un trio capitanato da George Duke; da allora Jarreau decise di intraprendere la carriera di cantante professionista.

Al Jarreau è l’unico cantante ad aver vinto tre Grammy Award in tre diverse categorie: jazz, pop, and R&B. Cantante moderno, cantante capace di esplorare con la voce tutte le timbriche, su ritmi swing, pop, jazz e R&B.

Nel 1962 si laurea in psicologia. Successivamente consegue un master in Riabilitazione vocale e si trasferisce a S. Francisco come assistente sociale ma sente che la musica è la sua passione predominante. Nel 1965 a Los Angeles si esibisce in piccoli jazz club e nello stesso periodo registra il suo primo album “1965” per la Bainbridge. Nessuno però lo nota e dovranno passare dieci anni perché venga inciso un secondo album. Nel 1968 si unisce musicalmente con il chitarrista Julio Martinez, diventando l’attrazione dei night club di Sausalito. Alla fine degli anni 60 inizia a farsi notare nei locali della città cantando con un trio composto tra l’altro dal pianista George Duke.

Nel 1975 durante una esibizione al Bla Bla Cafè di Los Angeles viene notato da un Talent della Warner Bros. Records e pubblica l’albun “We Got By” che in breve tempo riceve positiva accoglienza dalla critica e fa conoscere Jarreau al pubblico del jazz americano. Nel 1976 esce il secondo album “Glow” dove viene confermato il suo talento come uno dei più interessanti cantante dell’area soul jazz. Con il terzo album “Look to the Rainbow” vince il primo Grammy come miglior cantante jazz. Nel 1978 il successo continua con l’uscita dell’album “All Fly Home”.

Nel 1981 “Breakin’ away” pubblica l’album che lo porterà a vincere il Grammy come miglior cantante pop.

Nel 1984 altri trionfi per “High crime”, e nel 1985 il live “In London” registrato alla Wenbley Arena e “L is for Lovers” prodotto da Nile Rodgers (chitarrista degli Chic).

Nel 1985 partecipa ad USA for Africa, un supergruppo di 45 celebrità della musica pop tra cui Michael Jackson, Lionel Richie, Stevie Wonder e Bruce Springsteen, cantando We Are the World prodotta da Quincy Jones e incisa a scopo benefico.

Nel 1992 esce il disco “Heaven and Earth” con cui vince il Grammy come miglior cantante R&B.

Nel 1994 con l’album “Tenderness” ripropone classici della musica come “Your song” di Elton John, “Mas que nada” di Jorge Ben,”She’s leaving home” dei Beatles con una rivisitazione personale.

Nel 2011 Al Jarreau è ospite nel nuovo album di Eumir Deodato con due brani, “Double face” e “I want you more” i due brani e l’intero album sono prodotti dal team Italiano Nicolosi productions / Novecento il brano “Double face” entra nelle classifiche e playlist di moltissime radio in Europa ed in USA. Il 9 dicembre 2011 appare come ospite nello show televisivo di Checco Zalone “Resto Umile World Show”, mentre il 16 febbraio 2012, nel corso della terza serata del Festival di Sanremo dedicata all’Italia nel mondo, si esibisce dal vivo cantando il brano “Parla più piano” con i Matia Bazar.

Molfetta(Bari)
Anfiteatro di Ponente
ore 21.00
ingresso a pagamento
Info. 080/5211908

Info. 080.4441006

Orecchietta da Guinness

Immagine1.jpgLe orecchiette sono un tipo di pasta tipico della regione Puglia e Basilicata, la cui forma è approssimativamente quella di piccole orecchie, da cui deriva appunto il nome. Nel tarantino e in Valle d’Itria è ancora in uso il sinonimo “chiancarelle” o recchjetedd.

La loro dimensione è di circa 3/4 di un dito pollice, e si presentano come una piccola cupola di colore bianco, con il centro più sottile del bordo e con la superficie ruvida. Ne esiste anche una versione realizzata senza la forma di cupola, meglio conosciuta come “strascinati”. In tutte le varianti, si realizzano utilizzando esclusivamente farina di grano duro, acqua e sale.

Le origini delle orecchiette non sono da ricercarsi in Puglia, ma molto probabilmente nella zona provenzale francese, dove fin dal lontano Medioevo si produceva una pasta simile utilizzando il grano duro del sud della Francia. Si trattava di una pasta molto spessa e a forma di dischi, incavata al centro mediante la pressione del dito pollice: questa forma particolare ne facilitava l’essiccazione, e quindi la conservazione per fronteggiare i periodi di carestia. Sembra anche che ne venissero imbarcate grandi quantità sulle navi che si accingevano ad affrontare lunghi viaggi. In seguito, sarebbero state diffuse in tutta la Basilicata e la Puglia con il loro nome attuale dagli Angioini, dinastia che nel Duecento dominava le terre delle regioni. Secondo insigni studiosi di enogastronomia pugliese – ricordiamo qui solo il più autorevole – le orecchiette avrebbero avuto origine nel territorio di Sannicandro di Bari, durante la dominazione normanno-sveva, tra il XII e il XIII secolo. È infatti possibile, in seguito all’atteggiamento di protezione nei confronti della comunità israelitica locale da parte dei normanno-svevi, la loro derivazione da alcune ricette della tradizione ebraica, come le orecchie di Haman – l’antagonista del libro di Esther – che ritroviamo, ad esempio, in alcuni dolci sefarditi oppure nelle croisettes, un tipo di pasta preparato nelle vallate occitane del Piemonte, lontana parente delle orecchiette di Sannicandro anche nella probabile influenza mediorientale.

Proprio oggi, in onore di questo squisito piatto, la giornata al Parco di Miragica di Molfetta comincia con una kermesse da guinness: l’orecchietta più grande del mondo!  Sotto lo sguardo di giudici internazionali, provette massaie realizzeranno l’esemplare di orecchieta più grande che si sia mai visto. Sullo sfondo di castelli e ponti medievali la regina eterna delle tavole puigliesi conquisterà l’attenzione e un posto del mondo.

Questa giornata prevede il coinvolgimento del pubblico di Miragica in un gioco che incontra il suo punto di forza in una serie di degustazioni. I visitatori e buongustai che  si lanceranno nelle degustazioni dovranno poi individuare l’ingrediente mancante; in palio ci sono gustosi riconoscimenti. Entrambe le giornate prevedono il coinvolgimento di numerosissimi bambini.

L’iniziativa è organizzata con la collaborazione di uno dei più noti pastifici di Puglia e… c’è il secondo round: sabato 14 aprile 2012!

L’abiura di Ciccollela

thumbs.php.jpegNelle sale espositive dell’associazione artistico culturale ART IN PROGRESS, in via Tenente Ragno 50 a Molfetta, apre al pubblico la mostra Abiura di un libero pittore, dellartista e maestro molfettese Nico Ciccollela. Artista eclettico formatosi dapprima nell’arte dell’oreficeria presso l’Istituto Statale d’Arte di Corato e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Bari nella sezione pittura.

L’occasione è ideale per conoscere meglio la personalità e le nuove opere di questartista rinnegato. I lavori, realizzati secondo i canoni e le tecniche dellarte pop contemporanea, si contraddistinguono per la forte carica espressiva dei soggetti raffigurati e per la freschezza e la vivacità dei colori impressi sulle tele. Una ventina i ritratti di personalità che hanno in qualche modo segnato e influenzato il mondo politico, scientifico e culturale.

Scrive nel suo sito:  La domanda più ricorrente di chi osserva le mie opere è “quale tecnica usi?”… ed è numerica.jpgproprio a questa domanda che non so rispondere … Sicuramente deriva dalle esperienze più remote dell’arte: mi hanno sempre affascinato la pittura rupestre primitiva come traccia indelebile che sfida il tempo, gli affreschi medievali come espressione essenziale di un’arte fatta di apparenti semplici geometrie e la sintesi di Modigliani. Sono ora dunque ad un punto di unione tra l’affresco, la pittura murale e la conoscenza delle tecniche muratorie. Incidere, tracciare, scavare, tecniche espressive capaci di lasciare un segno che attraversa il tempo … geometria, numerologia, strumenti indispensabili alla conoscenza. Il resto è pura e semplice pittura.

Galileo, Che Guevara, Jim Morrison, Giordano Bruno, Oscar Wilde, Arthur Rimbaud, Charles Baudelaire e tanti altri, tutti magistralmente riadattati e rivisitati ma tutti accumunati da uno stesso percorso; prima ostacolati e poco capiti, poi celebrati e onorati da una società che li aveva persino spinti a rinnegare e abiurare se stessi. Ed anche il Ciccolella in questa sua personale, intenzionalmente abiura se stesso ma, a differenza di Galileo, la sua è una sconfessione libera, voluta e pensata; la sua è difatti unAbiura di un libero pittore.

Ci capita spesso di fare chilometri e chilometri per vernissages dei grandi esponenti dell’elite pittorica internazionale, quando abbiamo a portata di mano maestri dello stesso talento e levatura.

Il mio consiglio è quello di lasciarsi trasportare tra colori ed emozioni, in una sindrome di Stendhal, assolutamente da non perdere.

ABIURA DI UN LIBERO PITTORE Personale pittorica di Nico Ciccolella.

Dal 10 al 30 Luglio 2011 Associazione ART in PROGRESS Via Tenete Ragno, 50 – Molfetta (BA)

Orari Dal lunedì al sabato: 10:00 – 13:00 e 17:30 – 21:00 Domenica e festivi: 18:00 – 21:00

Info: artinprogress@live.com 349 6910025

Darwin e i dinosauri a Molfetta

 

 

Immagine1.jpg“Salve a tutti. Sono Charles Robert Darwin. Per tutti i vostri contemporanei sono il più grande naturalista di tutti i tempi, quello che ha scoperto la selezione naturale, quello che ha tolto l’uomo dal centro della creazione, quello che ha detto – e non è del tutto vero – che discendiamo dalla scimmia. Secondo mio papà… invece, sono bravo solo a cacciare i topi.”

(tratto da L. Novelli, Darwin e la vera storia dei dinosauri)

Charles Robert Darwin è stato un biologo, geologo, zoologo e botanico britannico, celebre per aver formulato la teoria dell’evoluzione delle specie animali e vegetali per selezione naturale agente sulla variabilità dei caratteri (origine delle specie), e per aver teorizzato la discendenza di tutti i primati (uomo compreso) da un antenato comune (origine dell’uomo). Pubblicò la sua teoria sull’evoluzione delle specie nel libro L’origine delle specie (1859), che è rimasto il suo lavoro più noto. Raccolse molti dei dati su cui basò la sua teoria durante un viaggio intorno al mondo sulla nave HMS Beagle, e in particolare durante la sua sosta alle Isole Galápagos.

 

Darwin, i dinosauri, la paleontologia, i fossili, le Galapagos, l’evoluzione e l’estinzione…Il 12 febbraio di ogni anno ricorre il compleanno dello scienziato Darwin. Essendo poi nato nel 1809 nel 2009 ha compiuto la bellezze di 200 anni!!! I mini-Darwin ci aiuteranno a capire qualcosa sull’evoluzione e sulle cause dell’estinzione di ieri e di oggi. I dinosauri non sono gli unici a essersi estinti… Ci divertiremo con i nostri bambini a capire tra fossili da portare a casa, giochi e vulcani. Gli argomenti trattati e le modalità cambiano secondo l’età del gruppo. Questo laboratorio ha partecipato al Salone Internazionale del Libro 2009. Attività: tracce dal passato, estinzione brutta storia, frutta perduta, cronodetective.

I ragazzi porteranno a casa gli oggetti-esperimenti creati durante il laboratorio per continuare a giocare e per coinvolgere anche la famiglia.

Durata: 60 minuti con gruppo classe oppure max 20 ragazzi. Ingresso gratuito. Si inizia alle ore 16:00, presso la libreria LIBRERIA MOBYDICK VIA CAVALLOTTI, 41 MOLFETTA

Classi   consigliate: III-V scuola primaria

Età consigliate: 5-7; 6-10; 8-12 anni

I laboratori scientifici sono a cura di Editoriale Scienza

LIBRI DI RIFERIMENTO: tutti i libri che parlano di evoluzione, Darwin,

paleontologia, fossili, animali a rischio di estinzione e dinosauri.

 

I Dispersi ritrovati

dispersi.jpgE’ un po’ che non vi parlo di cinema. Ed è un peccato. Perché Bari e provincia sono molto sensibili al fascino indiscreto della pellicola. Allora mi sono detta, cerchiamo qualcosa di interessante da proporre ai lettori di Virgilio e, grazie ad una segnalazione imperdibile del mio amico Angelo “Tenshiro”(detto anche il dott. Dharma), ho scovato qualcosa di veramente “diverso” e sopra le righe. Di qiesto gli sono grata e, penso, con me anche tutti voi amanti del cinema d’autore.

Ogni anno, ogni mese e ogni giorno, molti film di grande sensibilità artistica non raggiungono i canali distributivi italiani, alcuni motivi sono la mancanza di coraggio e il volersi affidare ad obsolete logiche di mercato da parte della distribuzione nostrana.

La rassegna “I Dispersi” negli ultimi tre anni, presso l’associazione culturale La Scheggia di Milano con i promotori Hideout e Italiansubs, ha fatto da ponte perché molti di questi film venissero visti e condivisi, alcuni ne hanno anche avuto la visibilità e la promozione necessarie perché attirassero l’attenzione delle case di distribuzione.

Ora, per la prima volta, questa rassegna arriva in Puglia, presso l’Arci il Cavallo di Troia di Molfetta ed in collaborazione con Substrati – Culturen105096062860560_7632.jpg dal Sottosuolo. Sarà un best delle edizioni precedenti svolte a Milano. Quattro titoli, ma sarebbero potuti essere molti di più, che nella loro essenza si prefiggono il compito di far conoscere altre realtà, altri modi di vedere il cinema, anche quando questo ci viene negato. In modo che “I Dispersi” vengano ritrovati da più occhi assetati di cinema di qualità.

Il cartellone ha un fascino notevole e, dunque, passo a proporvelo, strasicura troverete un posto in agenda per dedicarvi almeno ad una di queste serate incredibili, a partire da oggi, inizio ore 21:00 presso il Circolo Arci Il Cavallo di Troia – Via Giovene, 25 – Molfetta (BA)

12 aprile 2010
Chapter 27
di J.P. Schaefer (Canada / Usa, 2007) con Jared Leto e Lindsay Lohan – 84 min
Mark David Chapman è l’uomo che, nel 1980, uccise John Lennon. Il film racconta la follia dei suoi ultimi tre giorni prima dell’omicidio. Dirige l’esordiente Jarrett Schaefer, mentre protagonisti sono due giovani star che si dividono tra cinema e musica: Jared Leto (ingrassato di 20kg per l’occasione) e Lindsay Lohan.

19 aprile 2010
Eagle vs Shark 
di Taika Cohen (Nuova Zelanda, 2007), con Loren Horsley e Jemaine Clement – 88 min
Un piccolo film indipendente proveniente dalla Nuova Zelanda che ha creato molta curiosità al Sundance Festival grazie ai suoi personaggi tragicomici. Lily è cassiera che sogna di fare la cantante, Jarrod un nerd che lavora in un negozio di videogiochi. L’amore che nascerà permetterà loro di riscattarsi.

26 aprile 2010
The Fall 
di Tarsem Singh (Usa, 2006) con Catinca Untaru, Justine Waddell Lee Pace – 117 min
Tarsem ebbe il suo momento di gloria, e contemporaneamente di baratro, nel 2000 quando diresse The Cell con Jennifer Lopez. Un film ricco di immaginazione e belle costruzioni visive, ma contemporaneamente mancante di qualunque carica comunicativa. Sei anni dopo, il regista di origini indiane ha finalmente trovato una storia da raccontare, anzi più di una, e lo ha fatto con una maestria tutta da scoprire. Orso di Cristallo al Festival di Berlino 2007. Film raccomandato da David Fincher e Spike Jonze, due tra i registi più innovativi degli ultimi anni.

03 maggio 2010
The Tracey Fragments
di Bruce McDonald (Canada, 2007), con Ellen Page e Julian Richings – 77 min
Un film interamente girato in split screen e premiato nei festival di Berlino e Torino. Ellen Page, la giovane interprete di Juno, è un’adolescente alle prese con una famiglia disagiata e con la scomparsa del più giovane fratello, per un’opera vera e sincera che sfrutta il linguaggio per mostrare il disagio di una generazione. Premio Manfred-Salzgeber al Festival di Berlino per il regista e presentazione del film al Torino al Film Festival.

 

Pur soffrendo molto il non poter essere presente alla proiezione di Chapter 27, farò di tutto per non mancare le successive!

Questi ragazzi hanno stoffa!

ispiam.jpgL’edificio scolastico dell’I.P.S.I.A.M. «AMERIGO VESPUCCI» di Molfetta, risale, come costruzione, intorno agli anni ’90. La scuola, però, vanta quasi un secolo di vita avendo iniziato la sua attivita’ nel 1919. E’ ben inserita nel territorio e si e’ mostrata sempre attenta alle trasformazioni socio-economiche in atto nella societa’ molfettese e alle innovazioni dell’istruzione professionale. Nell’ultimo decennio, sensibile alle richieste del mercato del lavoro ha inserito specializzazioni inerenti il settore industriale e artigianale quali elettrico, elettronico, meccanico e moda.

E proprio per celebrare i dieci anni di attività dell’indirizzo di studi “Moda e Abbigliamento”, ha allestito un’esposizione dei migliori abiti creati e realizzati dalle sue allieve. Giusta cornice della mostra sono la Chiesa della Morte ed il Torrione Passari, ubicati nello splendido centro storico di Molfetta.

Il mondo della moda è affascinante, e da sempre attira giovani che vogliono diventare i modella_passerella1.jpgprotagonisti delle passerelle. Creare vestiti e modelli è il sogno di molti. Ma la creatività non basta. Per diventare stilisti bravi ed affermati occorrono competenze specifiche e tanta esperienza. E’ necessario fare la gavetta, studiare e armarsi di tanta buona volontà. Ci sono scuole e percorsi formativi specifici dove poter acquisire le competenze che servono per diventare professionisti nel magico mondo della moda. L’Amerigo Vespucci è un luogo ideale, e le “opere” in esposizione, saranno il primo passo da freschi professionisti dell’abbigliamento, che questi giovani compiranno davanti agli occhi di un pubblico più che vasto.

Il mio consiglio, e di prestare grande attenzione ai loro nomi, perché, chissà, tra loro, potrebbero anche nascondersi i prossimi Dolce&Gabbana, Valentino, Giorgio Armani, Donatella Versace… e voi (cosa splendida e meravigliosa), potrete dire “vidi i lavori di questo grande artista quando ancora faceva scuola”.

Lo scenario è affascinante, la location a dir poco magica. E l’entusiasmo nelle mani dei creatori, assolutamente tangibile. In metri di filo e stoffa, che prendono vita.

L’esposizione sarà aperta al pubblico fino a lunedì 18 gennaio, tutti i giorni secondo la seguente scansione oraria: dal lunedì al sabato (10,30/12,30 – 18,00/21,00); domenica e festivi (10,30/13,00 – 18,00/21,30).
Info: 080/3344522.

L’ingresso è libero. Per cui, accorrete numerosi!!!

Dove l’Oriente incontra l’Europa

enec.jpgIn più occasioni, nel corso di varie esperienze, ho avuto la fortuna di imbattermi in quella meravigliosa persona che è Michele Loconsole. Il Prof. Loconsole che, ormai, dopo tanti anni ( era l’epoca de “La Regola“, sul Canale Marcopolo di Sky), per me è semplicemente Michele.

Un vero amico, un grande studioso, uno dei docenti più amati dai ragazzi, ricercatore insuperabile. Il caso e la sorte hanno voluto ci si vedesse a Roma, per la prima volta.La Capitale mi permise di fare la sua conoscenza, il Capoluogo pugliese, poi, fece il resto.

Ricevo con gioia una mail di Michele, un paio di giorni fa, che mi comunica la sua nuova e prestigiosa carica, in qualità di presidente  dell’ENEC (Europe-Near East Centre).

Al di là della ridondanza e del lato puramente formale, dopo un numero spropositato di anni al servizio di splendide iniziative e conferenze, dibattiti e libri memorabili, non solo sono felice per lui ma, soprattutto, per il futuro dell’ENEC che vedrà, con questa elezione, un Presidente vivace, presente, propositivo e positivo. Ma, cos’è l’Enec?

L’EUROPE – NEAR EAST CENTRE (ENEC) è una associazione internazionale per conoscere, incontrare e sostenere il Vicino Oriente: popoli e nazioni, culture e religioni che ancora oggi interagiscono con la civiltà europea, in particolare con l’Italia, tramite storico sin dall’antichità di ogni itinerario da e per il Vicino Oriente. Particolarmente attento alle comunità cristiane, minoritarie in un’area caratterizzata dal fenomeno dell’emigrazione, promuove la solidarietà con interventi caritativi e iniziative imprenditoriali per lo sviluppo di quei popoli, ponendosi come strumento di amicizia e collaborazione fra i popoli europei ed orientali, ebrei, cristiani e musulmani, mediante convegni, mostre e viaggi.

Offre consulenze per programmi di studi, ricerche e formazione sulla storia e le prospettive delle religioni, della cultura e del turismo, dell’arte e della musica, dell’economia e della politica del Levante mediterraneo. Il simbolo dell’ENEC si ispira ai quattro colori del tempio secondo il testo biblico (bianco, oro, rosso, porpora). Il disco tripartito ripete la forma dei planisferi medievali del tipo a “tau” in cui la terra, orientata a est, è suddivisa in tre aree. L’anello che circonda il disco simbolizza l’oceano. Il tau all’interno rimanda al simbolo di S.Francesco. Nel punto d’incrocio dei bracci del tau vi è la croce cosmica, rosso-oro, di Gerusalemme.

Il suo attuale Presidente, nato a Bari nel ‘64, è docente di religione, saggista e giornalista pubblicista. loconsolem.jpgDottore in Sacra Teologia ecumenica, è vicepresidente della Fondazione Nikolaos e dell’Associazione Puglia d’ Oriente. Relatore in diversi convegni nazionali e internazionali sui temi del dialogo tra le civiltà, le culture e le religioni e della storia antica del cristianesimo orientale, ha pubblicato, tra gli altri, La Corona di spine di Cristo. Storia e mistero, Siena 2005, I Misteri degli orientali. I sacramenti bizantini comparati con la liturgia romana e i riti giudaici, Siena 2006, La Puglia e l’Oriente. Storia di un rapporto inclusivo, Bari 2006, La Sindone: tra storia e Mistero, Grottaminarda (Av) 2008, e più recentemente Il simbolo della croce. Storia e liturgia, Bari 2009.

Si occupa da tempo di turismo culturale, religioso e scolastico, relativamente alla storia, alle culture e alle tradizioni della Puglia e del Levante mediterraneo. Formatore nell’ambito della Scuola secondaria, è iscritto nell’Albo degli esperti per l’IRRE Puglia.
Attivo nel campo della pubblicistica religiosa – anche on line – ha curato per l’Agenzia Fides della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Vaticano) la rubrica sul dialogo interreligioso  “Vi fu detto, ma io vi dico…”. Conduce la trasmissione religiosa Il Verbo e la Parola, per l’emittente televisiva Antenna Sud.
Membro dell’Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo (AISG), ha tenuto corsi di lingua ebraica presso l’ENEC. Cura, insieme ad altri membri dell’Associazione, le edizioni del Calendario comparato ebraico, cristiano e islamico dal 1998.

Con la guida di Michele Loconsole e la preziosa consulenza del Prof. Franco Cardini (anche lui grande, bella, eredità de “La Regola”) io per prima aderirò alle iniziative ENEC. E vi invito, nella ferma convinzione di quel che dico, ad iscrivervi e sostenere l’ENEC, come risorsa fondamentale del nostro territorio in sinergia con i popoli (e le loro storie) che, con noi, condividono cultura, radici, dinamiche storico-sociali.

Non ho mai seguito una conferenza di Michele che fosse in qualche modo noiosa o letto un suo libro che non meritasse attenzione.

La mia esortazione al tesseramento è rivolta in particolare agli studenti. Dei licei, ma anche dei professionali e tecnici. Ed agli stessi docenti che vogliano dare una marcia in più alla propria formazione.

Andiamo oltre le apparenze di una Bari festaiola e ridanciana e valorizziamo, insieme, le grandi risorse intellettuali del territorio.

Grazie Michele. Grazie ENEC.

info:ENEC Europe – Near East Centre
Associazione internazionale per le relazioni col Vicino Oriente
c/o Basilica della Madonna dei Martiri
Viale dei Crociati
70056 Molfetta (BA)

tel. +39 347 8297974
E-mail: info@enec.it

www.enec.it