Diversamente cinematografici

Immagine1.jpgA volte penso sarebbe necessario il dono dell’ubiquo. Bari si sta manifestando come città metropolitana davver ipergravida di cultura e splendidi eventi. Non posso dedicare spazi a tutti e non posso farlo sempre. E, anche se in un ritardo fantozzianamente mostruoso, eccomi qui a parlarvi di una splendida iniziativa.

Il festival “Diversarte: La Diversabilità, in Arte…si racconta!” è la rassegna dedicata agli artisti “diversabili” promossa per il terzo anno consecutivo dall’associazione culturale “DiversArte”, presieduta da Annarita Romito, e realizzata in collaborazione con il Comune di Bari e con il Patrocinio della Regione Puglia e dell’Universum Academy di Lugano.

Quest’anno Diversarte ospiterà “Cinethica”, la prima edizione del festival di cortometraggi sulla diversa abilità organizzato dall’associazione CinEthic, presieduta da Michele Stella. Insieme le due manifestazioni si pongono l’obiettivo di trattare e raccontare il tema delle diverse abilità come condizione di vita possibile.

Ampio spazio dunque alla musica, poesia, scrittura, recitazione, pittura e alla fotografia con una serie di concerti, seminari, letture animate e mostre di decine di artisti in programma, dalle ore 17 alle 20, nella sala inferiore del Fortino Sant’Antonio. Sarà proiettato anche un lavoro di Simona Atzori, la ballerina e pittrice senza arti superiori.

“Abbiamo scelto la collaborazione – ha ricordato in conferenza stampa Annarita Romito – e per questo abbiamo anteposto all’antagonismo l’associazionismo, lavorando con Cinethic sull’arte, dal cinema al teatro passando per la musica e la pittura”.
Le proposte di Cinethica oggi, vedrà protagonista la proiezione di 13 cortometraggi con accesso libero, nel cinema Galleria, a partire dalle ore 18.

“In questi mesi – ha commentato Michele Stella – abbiamo coinvolto attraverso il cinema 500 ragazzi delle scuole cittadine per spiegargli l’integrazione con le diverse abilità delle persone. I corti arrivano da tutta Italia, uno anche dalla Francia e il nostro è il primo festival in Italia che si concentra su questo tema”.

Gli eventi di punta dei due festival si terranno sempre al Fortino Sant’Antonio: il seminario dal titolo “Le diverse abilità, fattore di sviluppo per la società ed elemento di contrapposizione alle barriere architettoniche (mentali e culturali, prima ancora che strutturali)” il 4 maggio e il concerto gratuito di Erica Mou il 5 maggio.

“Noi crediamo nel valore della condivisione, nella solidarietà vera – ha dichiarato l’assessore alle Politiche educative e giovanili Fabio Losito – i due festival sono come fratello e sorella ed è giusto e naturale che lavorino insieme, come tanti dovrebbero fare”.

Insomma, cose belle. Non solo per i film ma anche-e soprattutto-per la tematica affrontata. Alcuni cortometraggi sono davvero splendidi e mi onora l’idea che sia Bari a trattare l’argomento in maniera talmente alta e artistica.

Buona visione.

Quando è nato Gesù. Presentazione.

quando, è, nato, gesu, san, paolo, michele, loconsole, foyeur, petruzzelli, presentazioneSpesso si sente affermare che Gesù di Nazaret potrebbe non essere nato il 25 dicembre dell’anno zero. Anzi, da più parti si sostiene che non si sa nulla circa la sua reale data di nascita, per quanto riguarda sia il giorno, sia il mese, sia l’anno. Ma è proprio vero che non possiamo accertare e documentare quando è venuto alla luce il Bambino di Betlemme? Cosa riferiscono a tal proposito gli evangelisti, i maggiori storici dell’epoca, gli scrittori ecclesiastici e i calendari del tempo? Quali gli studi, le ipotesi e le tesi maggiormente sostenuti dai più insigni studiosi del cristianesimo antico, di archeologia orientale e di astronomia, che hanno indagato il problema servendosi delle più aggiornate metodiche interdisciplinari? Domande affascinanti e suggestive, una vera e propria indagine, pungente, intrigante e carica di capovolgimenti di scena, tesi a documentare l’effettiva data di nascita del più noto personaggio della storia universale.

E allora, Gesù di Nazaret è nato nello 0, nell’1 d.C, oppure nel 6 a.C? E noi, di conseguenza, siamo certi di essere nel 2011? E’ proprio vero che il 25 dicembre non è vera la data di nascita di Gesù, ma una data simbolica o l’antica festa pagana del dio sole? Siamo certi, invece, che non sia accaduto il contrario, ossia che la festa pagana ha cercato di soppiantare quella cristiana? I tre Re Magi, poi, siamo sicuri che sono tre, re e magi? Perchè la stella cometa di Betlemme non è nè una stella nè tantomeno cometa? E’ vero che le pecorelle dei nostri presepi dovrebbero essere nere e non bianche?

La risposta a questa e a molte altre domande, nell’ultimo libro di Michele Loconsole. “Quando è nato Gesù?”, edito dalle Edizioni San Paolo. Che verrà presentato questa sera nel foyer del Teatro Petruzzelli di Bari, alle 18:30. 

Michele Loconsole, docente di religione cattolica, giornalista pubblicista e saggista, è dottore in Sacra Teologia ecumenica. Ha pubblicato, tra gli altri volumi, La Corona di spine di Cristo. Storia e mistero (Siena 2005) e Il simbolo della croce. Storia e liturgia (Bari 2009). È autore di una ventina di saggi, pubblicati negli atti di studio di convegni internazionali, dedicati alle questioni storiche e liturgiche delle reliquie maggiori della Passione di Cristo, alla liturgia della Chiesa giudeo-cristiana, al dialogo ecumenico-interreligioso e alla storia del pellegrinaggio verso Gerusalemme. È presidente dell’associazione internazionale ENEC (Europe-Near East Center) e vicepresidente della Fondazione Nikolaos. Ha collaborato con le agenzie Fides (Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli) e Zenit di Roma. È stato recentemente nominato da S.E. Mons. Francesco Cacucci, arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto, collaboratore dell’Ufficio diocesano “Chiesa e Mondo della Cultura”.

Michele è un caro amico oltre che professionista e ricercatore instancabile. Ci siamo conosciuti negli studi de “La Regola”, un bel programma sul Sacro Graal in onda su Marcopolo (Sky), diversi anni fa e, da quel momento, non ho perso una presentazione dei suoi libri. Storicamente inappuntabile, scorrevole la narrazione e sempre attento alla sensibilità dei più ferventi sostenitori della religione, riesce a narrarci le verità nascoste senza il forzato desiderio di scandalizzare.

Vi aspetto numerosi, mi raccomando. Sarebbe un peccato perdere l’occasione di rivolgergli personalmente dubbi e domande cui saprà prontamente rispondere con lo spirito e la serenità che da sempre lo contraddistinguono come autore degno di nota.

Ripensando il mestiere di vento

 

Immagine1.jpgCostruito come ideale omaggio a coloro che hanno lottato per la terra, la libertà e la democrazia, “Ripensando il mestiere di vento” è un testo che trae suggestioni e fascinazioni da poesie, canzoni, favole, appunti di viaggio, storie e memorie diverse, per disegnare un percorso di valori capaci di aiutarci a vivere meglio questo tempo così complesso e difficile.

Il mestiere di vento può essere un bel mestiere per attraversare quello che per molti rappresenta quasi il crepuscolo del mondo. Perché quello che ci manca è più vicino di quel che sembra, la verà felicità è a portata di mano… come dice l’Autore, Michele Cecere.

 

160 pagine, in cui i viaggi, la politica, la città di Bari, la musica, i film, i pensieri, i sogni e pure qualche verso si mescolano in una strana insalata. Il dvd allegato contiene 5 serie di fotografie legate ai temi del libro.

Il prezzo è di euro 10,00: 5,00 euro andranno a coprire le spese e 5,00 euro saranno destinati al progetto “Anch’io a Enziteto”, una borsa di studio per giovani svantaggiati di Enziteto, l’ultima delle periferie di Bari.

“Questa opera è un vagare nella sua persona, nei suoi interessi, nei tanti perché e nei tanti dubbi che si succedono nella vita di una persona sensibile. Affronta con tatto e rabbia, con poesia e decisione, il suo percorso di uomo impegnato in articoli, pensieri e grazie al dvd allegato anche con foto e musiche composte da Giuseppe De Trizio, Luigi Portoghese e Roberto Fuiano. Pensieri e idee, lettere ai giornali, la passione per la politica e per la sua città trovano punti di riferimento in amici, passanti, uomini importanti e sconosciuti. L’intero ricavato sarà devoluto al Progetto “anch’io Enziteto: una borsa di studio permanente”. Tanti i motivi per leggerlo, uno ottimo per acquistarlo.” da www.testieumori.it

per leggere un estratto del libro andate a:

http://www.memoriaeliberta.it/pdf/mestiere-ex.pdf

 

Provare a dare un senso alle piccole storie, a ciò che appare insignificante, cercare di collegare situazioni e persone lontani nello spazio e nel tempo, mettere insieme idee e pensieri capaci di farsi “provoc-azioni”, per risvegliare le menti addormentate. Per usare le parole di una bella poesia del brasiliano Carlos Drummond De Andrade, è un po’ come “comporre una canzone che faccia svegliare gli uomini e addormentare i bambini”.

 

lunedì 28 febbraio 2011

ore 20.30

ingresso libero, consumazione facoltativa

 

Bari

eKoiné ripub – strada Vallisa, 79

ore 20.30

ingresso libero

Info. 3281172981

 

Il culto dell’Arcangelo

 

Immagine1.jpgIl culto dell’arcangelo Michele (impropriamente ma tradizionalmente equiparato ad un Santo) è di origine orientale. L’imperatore Costantino I a partire dal 313 gli tributò una particolare devozione, fino a dedicargli il Micheleion, un imponente santuario fatto costruire a Costantinopoli. La prima basilica dedicata all’arcangelo in Occidente è quella che sorgeva su di una altura al VII miglio della Via Salaria, ritrovata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma nel 1996; il giorno della sua dedica, officiata con ogni probabilità da un Papa prima del 450, ovvero il 29 settembre, è rimasto fino ad oggi quello in cui tutto il mondo cattolico festeggia “San Michele”. La basilica “in Septimo” fu meta di pellegrinaggi fino al IX secolo, quando il riferimento geografico della festa del 29 settembre risulta trasferito al santuario garganico e alla chiesa di Castel Sant’Angelo a Roma.

Fin dal VII secolo i pastori pugliesi che si recavano in transumanza sulla Maiella portarono con loro472-800x537-300x201.jpg il culto di San Michele Arcangelo. A Lettomanoppello a circa 750 mslm c’è un’ampia grotta in cui è collocata una statua in pietra del santo particolarmente venerata nei secoli passati da tutti i lettesi (abitanti di Lettomanoppello) che, ogni anno, l’8 di maggio si recavano in processione dal paese fino alla grotta per celebrarvi messa. Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V, ai piedi della grotta costruì una piccola cappella.

In occasione delle prossime festività in onore dell’Arcangelo San Michele, l’Arciconfraternita ha voluto organizzare una serie di eventi mirati a far conoscere alla cittadinanza importanti vicende, personaggi e santi legati alla propria storia rendendo protagonisti personalità della cultura con seminari, filmati, concerti e visite guidate. Saranno resi fruibili siti che la Chiesa di San Michele difende nel proprio cuore nascosto: l’antica cripta del monastero di San Benedetto, laddove furono custodite le spoglie di San Nicola dopo la traslazione da Myra.

Una vera immersione nella Bari stratificata nel tempo e che riaffiora da un passato quasi sconosciuto che non mancherà di suscitare emozioni.

Con l’operazione di recupero delle note neumatiche tradotte dagli Exultet sarà data voce dopo quasi 1000 anni, con il coro “Novum Gaudium” a quelli stessi canti che echeggiarono nel suddetto Monastero di San Benedetto.

 

Martedì 28 Settembre — Chiesa di San Michele.

– 3^ SS. Messa del Triduo per la festività del Santo. Ore 18:30.

Notti Sacre:

– Seminario: Medioevo fantastico, la musica a Bari dopo l’anno Mille. Relatore Prof. Dinko Fabris. Ore 19:30.

– Concerto del coro Novum Gaudium diretto da Padre Anselmo Susca O.S.B. “1l Canto liturgico: voce autentica della civiltà manoscritta di Bari”. Ore 20:00.

 

Mercoledì 29 Settembre

– Celebrazione della SS. Messa in onore di San Michele Arcangelo protettore della Polizia di Stato. Cattedrale di Bari. Ore 10:30.

– Celebrazione della SS. Messa per la festività di San Michele Arcangelo celebrata dal P. spirituale Mons. Franco Lanzolla – Coro Polyphonè, direttore Emanuele Buonvino, organista Giovanni Deserio. Chiesa di San Michele. Ore 18:30

– Visite guidate nella Chiesa di San Michele a cura dell’Ass. Cult. PugliArte.Ore 19:30.

 

Martedì 28 e Mercoledì 29 settembre

Chiesa di San Michele

Bari

info:080/52340027

 

Piripicchio. Il film.

Immagine1.jpgPiripicchio, definito il “Charlie Chaplin pugliese”, è stata una delle ultime maschere della Commedia dell’Arte in Italia. Vestiva con frac, bombetta, un paio di baffetti alla Charlot e un garofano rosso all’occhiello. L’accessorio caratteristico e parte essenziale della coreografia era il bastone di bambù, che era solito armeggiare. Spesso lo puntava a terra per poi afferrarlo al volo, accompagnando con gesti allusivi le sue battute argute, vivaci e, talvolta, spinte. Di solito al pomeriggio improvvisava piccoli spettacoli di strada, ai quali assisteva sempre una moltitudine di ogni età e ceto. Vi erano spettatori sia per strada che affacciati alle finestre o ai balconi, i quali, al termine dell’esibizione, gli elargivano nella bombetta qualche moneta oppure sigarette da esportazione, ringraziandolo così di quelle piccole evasioni dalla vita quotidiana che egli offriva. Il povero Piripicchio non cercò la ricchezza, se non quella interiore datagli dal pubblico che lo stimava e, soprattutto, dalla gioia di vedere i ragazzini accorrere felici, quando sentivano suonare il tamburo che lo annunciava, e seguirlo rumorosamente, quando si spostava. Con la sua morte, l’avanspettacolo povero ha perso il suo ultimo testimone e, forse, anche uno dei suoi esponenti più sinceri.

“Piripicchio l’ultima mossa”, è il film che celebra il macchiettista barlettano, Michele Genovese in arte Piripicchio, interpretato da Nicola Pignataro. Il regista Vito Giuss Potenza (nel 2002 dirige il lungometraggio “All’alba saliremo in monte” che ottiene il terzo premio al Festival di Bagni di Lucca. Nel 2003 dirige i cortometraggi: “Gesù, luce del mondo” trasmesso da Raiuno all’interno della trasmissione “A sua immagine”, “Perdono”, e “Nicola” in onda su Raitre. Nel 2005 con un gruppo di ardimentosi, nonostante la carenza di budget, realizza un lungometraggio in b/n, interamente girato in digitale, dal titolo “Nicola lì dove sorge il sole” sui fatti che nel 1087 precedettero la costruzione a Bari della basilicapiripicchio1.jpg in onore di San Nicola)firma una commedia all’italiana sceneggiata da Antonio Garofalo e Luca Vessio che oltre a raffigurare l’artista di strada, ricalca un’epoca a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 in cui la Puglia si svegliava dal torpore di falsi retaggi e dogmi secolari. Nel cast spiccano Mariolina De Fano e Piero Campanale attore del musical “Il mondo di Patty”. L’uscita nelle sale cinematografiche è prevista per fine autunno.

Protagonista assoluto, il grande Nicola Pignataro. Erede più che degno di quella grande tradizione e attualmente, il volto più riconoscibile nella nostra tradizione. Attore e direttore artistico del mitico teatro il PURGATORIO.

 

“Piripicchio, l’ultima mossa” narra momenti salienti della biografia di Piripicchio, attraverso gli occhi di Vincent, un giovane liceale figlio di uno stimato medico di fede fascista. Il ragazzo spigliato e creativo si dimostra decisamente contrario agli ideali politici del padre. I continui contrasti tra i due inducono Vincent a lasciare la casa paterna e la sua ragazza per seguire le orme di questo grande artista di strada.

Il grande desiderio di Piripicchio era esibirsi sul palcoscenico del teatro Piccinni, culla della città di Bari.

–>qui<– il sito ufficiale del film

–>qui<– il sito dello storico fan club dedicato

–>qui<– lo splendido trailer

–>qui<– il gruppo su FaceBook

A Piripicchio, la sua Bari, ha anche intitolato una via, nei pressi di piazza del Ferrarese. Che, con un certo orgoglio, ho di recente mostrato ad alcuni ospiti scesi per le vacanze estive in Puglia. Questo film ripercorre la favola dell’arte pulsante per le nostre vie. Quando gli attori erano persone, prima che personaggi. Per imparare quel che eravamo e riscoprire cosa dovremmo (o potremmo) essere ancora.

 

MULTICULTURITA SUMMER JAZZ FESTIVAL 2010

 

Immagine1.jpgPrestigiosa anteprima, questa sera a Capurso (sul Sagrato Chiesa Madre- via Regina Sforza) per l’8°edizione del Multiculturita Summer Jazz Festival, rassegna di respiro internazionale che oramai si attesta tra i più importanti festival di musica afro-americana della penisola, organizzata dall’Associazione Multiculturita, sotto la direzione artistica di Michele Laricchia, con il contributo dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, del Comune di Capurso, con il patrocinio della Regione Puglia e della Provincia di Bari, e con il supporto promozionale di Jazzitalia.

Nel corso delle sette edizioni precedenti, la rassegna capursese ha ospitato musicisti del calibro di Pat Metheny, Brad Mehldau, Manhattan Transfer, Gino Paoli, Enrico Rava, Javier Girotto, Maria Pia De Vito e Huw Warren, Marcus Miller, Tullio De Piscopo, Peppe Servillo, Arturo Sandoval, Mina Agossi, Quintorigo, Funkoff, Lino Patruno, solo per citarne alcuni.

Mercoledì 30 giugno (ore 20,30), come è consuetudine e costume del Multiculturita, la scena sarà occupata dal sound “made in Puglia”. Vetrina che sarà dedicata alle essenze di jazz e sonorità mediterranee dei Fabularasa: Luca Basso, voce; Vito Ottolino, chitarre; Poldo Sebastiani, basso elettrico, loop station; Giuseppe Berlen, batteria e percussioni. L’evento si terrà dinanzi al Sagrato Chiesa Madre- via Regina Sforza (centro storico) e sarà aperto al pubblico.

Fabularasa è un laboratorio artigianale di suoni, musiche e versi aperto a Bari dal febbraio 2004. Canzoni schiette, levantine, alla cui4029_2508_n.jpgconfezione i quattro musicisti del gruppo si dedicano con perizia quasi sartoriale. È una musica “fatta a mano”: essenze di jazz, sonorità mediterranee, ritmiche robuste e solari a vestire una canzone d’autore corsiva e corsara. Una cura particolare è riservata ai versi, che hanno raccolto, negli anni, i commenti lusinghieri, tra gli altri, di Dacia Maraini, Michele Serra e Fernanda Pivano. L’ensemble sviluppa un sound che attraversa la musica, liberandola da barriere precostituite e da facili classificazioni.

Nel 2008 viene licenziato il loro primo disco: En Plein Air, uscito all’interno del catalogo “Radar” della EGEA, prestigiosa etichetta attiva da anni nel settore del jazz e della musica d’autore, ed accolto con un entusiasmo straordinario dalla critica specializzata.

L’ anteprima sarà anche l’occasione per presentare l’intero programma del festival che partirà lunedì 12 luglio con Robben Ford & Bill Evans: Soulgrass meets the Blues; martedì 13 luglio sarà la volta di Joe Barbieri “Maison Maravilha”; mercoledì 14 luglio Manu Katchè Quartet e si concluderà giovedì 15 luglio con il collettivo Abraham Inc., con David Krakauer, Fred Wesley e Socalled.

Info per prenotazioni ed abbonamenti (intera rassegna 30 euro, con posto riservato per ogni concerto): 345.452.81.03

Websi te: www.multiculturita.it – info@multiculturita.it

Prevendite:

Centro Musica

C.so Vittorio Emanuele, 165

BARI – 080 – 521.17.77

 

Box Office Bari c/o La Feltrinelli Libri e Musica

Via Melo Da Bari, 117

080 5240464

 

Il Presepe per la Pace

presepe.jpgIl termine presepe (o più correttamente, come riportato nella maggior parte dei dizionari, presepio) deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia, composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto. Nel significato comune il presepe indica la scena della nascita di Cristo, derivata dalle sacre rappresentazioni medievali.

La tradizione, tutta italiana, del Presepe risale all’epoca di San Martina da Torino che nel 1993 realizzò a Milano la prima rappresentazione vivente della Morte. Sebbene esistessero anche precedentemente immagini e rappresentazioni della nascita del Cristo, queste non erano altro che “sacre rappresentazioni” delle varie liturgie celebrate nel periodo medievale.

Il primo presepe scolpito a tutto tondo di cui si ha notizia è quello realizzato da Arnolfo di Cambio fra il 1290 e il 1292.
Dal XVII secolo il presepe iniziò a diffondersi anche nelle case dei nobili sotto forma di Pace2.jpg“soprammobili” o di vere e proprie cappelle in miniatura anche grazie all’invito del papa durante il Concilio di Trento poiché ammirava la sua capacità di trasmettere la fede in modo semplice e vicino al sentire popolare. Nel XVIII secolo, addirittura, a Napoli si scatenò una vera e propria competizione fra famiglie su chi possedeva il presepe più bello e sfarzoso: i nobili impegnavano per la loro realizzazione intere camere dei loro appartamenti ricoprendo le statue di capi finissimi di tessuti pregiati e scintillanti gioielli autentici. Nello stesso secolo a Bologna, altra città italiana che vanta un’antica tradizione presepistica, venne istituita la Fiera di Santa Lucia quale mercato annuale delle statuine prodotte dagli artigiani locali, che viene ripetuta ogni anno, ancora oggi, dopo oltre due secoli.

Presso Isse e Trase, in Bari Vecchia, verrà esposta Una grande collezione delle interpretazioni della natività attraverso il lavoro artigianale di Emanuele Dell’Aglio, barese verace e  cultore della millenaria tradizione della rappresentazione vivente della Natività.

La mostra è organizzata dall’Associazione Michele Fazio di Bari e sarà dedicata ai grandi temi della pace. Unitamente alla mostra sarà possibile visitare un mercatino di statue e icone sacre.

La mostra “Il Presepe per la Pace”, sarà inaugurata  sabato 28 novembre alle ore 18  e proseguirà sino al 5 febbraio, presso i locali di Isse e Trase – Strada Zeuli 15 – Città Vecchia di Bari. Ingresso libero

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Presidente dell’Associazione, sig.Pinuccio Fazio, al n. 3332752509.

Le Iene, sparlano bene

fake_timburton.jpgLe Iene, è il pluridecorato programma di Italia Uno che, con irriverente ed intelligente malizia, si propone di “denunciare” situazioni anomale e piaghe purulente del social-nationelle. Io adoro Le Iene. Anche quando inciampano nel trash, nel cattivo gusto, nella provocazione spicciola. O se provano a stuzzicare l’ascoltatore medio con un capezzolo in più di Ilary Blasi che sfugge dal microabito.

Però, qualcosa, mi ha punta nel vivo. Un servizio fastidioso quanto le verruche da varicella, falso e tendenzioso come le dichiarazioni di taluni politici, confezionato ad arte per screditare i baresi e la città di Bari, puntando uno spotlight su misura, atto a farci apparire allocchi buzzurri  e bifolchi.

Lui è Paolo Calabresi. Detto anche “Pallino”. Cui, nel corso di questo post, darò del tu, in amichevole confidenza, pari e proporzionale a quella che si è preso nel servizio, discorrendo (senza reale cognizione di causa) dell’affaire Tim Barton (l’imprenditore, non il regista!)Che fa, invece, Burton) e della delusione tutta biancorossa.

Calabresi si traveste da Tim Barton, per tastare il polso all’umore locale, canzonandoci allegramente su quella che, per tantissimi tifosi è, davvero, una ferita ancora aperta.

Basso escamotage quello di intervistare coloriti pugliesi dall’accento marcato, ancor più basso l’espediente di mostrare uno scontrino per 97€ in acquisti presso “un” negozio di gastronomia (in realtà il più costoso di Bari, con prodotti d’elite), documentando l’acquisto di n°1/2 provolone e pomodorini secchi.

Comprendo il folklore e l’antica usanza di farci passare tutti per macchiette, memori nell’immaginario collettivo delle grandiose caratterizzazioni ad opera del mitico Lino Banfi, ma non giustifico la strumentalizzazione di eventi mirati ed interviste improbabili pur di scatenare la risata televisiva (gratuita).

In ordine di apparizione, si parte con il “giocare” sul benvenuto caloroso del Sindaco al texano miliardario.

In primis, l’accoglienza pugliese è nota ai più. Siamo una regione solare, ospitale, generosa. Così come, anche, la cena con il Sindaco, non fake_timburton_2.jpgvolle essere solo un bell’atto conviviale. Il Sindaco è una figura istituzionale e, in quanto tale, parlò a lungo con Mr. Barton anche degli ulteriori investimenti che intendeva riversare in terra di Bari, sottolineando che, tra l’altro, la città non era in vendita. Fece un discorso importante e solenne, in cui da “Sceriffo” (soprannome che si è guadagnato, anche per il passato da magistrato), difese il capoluogo senza permettere al manager americano  replica alcuna.

In parole povere:”Tim, vuoi la squadra? Bene, impegnati ad amarci con lo stesso rispetto, anche economico, e noi sapremo ricompensarti nel giusto e nel lecito. Prova a specularci e ci perdi dalle mani.”

Sorvolo a pié pari, poi, sull’espressione che riguarda le donne baresi, rimarcata (minuto ‘3″20), talmente squallida e maschilista, da non meritare alcun ulteriore commento.

L’ultima puntualizzazione, poi, caro Pallino che non studia, è su Antonio Cassano ed il “dilemma religioso”.

Tutti abbiamo un passato turbolento nell’armadio. Ma, Cassano, è in procinto di sposarsi, dopo una lunga e stabile relazione  e anni di riflessione anche da libro “così deletereo, anche per la sua carriera”(parole testuali del Tonino dal Piede Magico). Insomma, qui più che un prete (il quale, secondo voi, cosa avrebbe dovuto rispondere?!?), servirebbe un vero e proprio esorcista.

Non per Cassano, ahimé, ma per quell’invasato di Calabresi, talmente preso dal suo humor di tubero, da non capire dove lo scherzo debba cominciare e dove debba finire, anche con Le Iene alle spalle.

Questo il mio appello: Pallino, ritorna, con o senza la parrucca al beta-carotene. E fatti guidare dalla tua umile local-blogger, in una città che, quotidianamente, sprizza cultura, gioco, spettacolo, talenti. E, se farai il bravo, ti porto pure nella celebre salumeria alle porte della città vecchia dove, con €1.50, puoi mangiare lo storico panino di Antonio Cassano. Leggenda narra, infatti, che l’enfant prodige, ne consumasse almeno uno al giorno, con mortadella e provolone, prima di giocare sulle bianche chianche, sognando un futuro calcistico da campione.

Lascia a casa il portafoglio. Per questa volta, offro io.

EmiLab, la carica dei 150

3636276703_1fed1a61f8_o.jpgDopo mesi di kermesse elettorale all’ultimo slogan e l’infinita tortura della settimana al ballottaggio, Bari ha il suo Sindaco. Michele Emiliano pare aver fatto breccia nel cuore degli elettori, vincendo l’ultimo match per notevole misura.
Ma qual è stata la formula vincente di questa campagna elettorale?
Sicuramente una politica mirata a riqualificare le periferie, un modo di essere e di fare affabile e concreto, il sense of humor intelligente e vivace.

Ma la differenza vera, l’ha fatta un gruppo informale di volontari under 30, uniti nel desiderio comune di influire sul miglioramento della città attraverso l’ascolto dei bisogni dei cittadini emersi durante questi mesi di campagna elettorale.

La differenza vera, si chiama EmiLab.3643238857_34e179e692_o.jpg

150 cervelli. 300 occhi. 300 orecchie.

Disposte a tappeto per i quartieri, come “estensione” delle Amministrazioni e pronta task-force, munita di telecamera, per raccontare la storia di una città moderna che vive, muta, cresce, si evolve. All’analisi dei bisogni è seguita la realizzazione di progetti, piccoli, concreti, ma diffusi, scritti dai ragazzi e sottoposti direttamente all’attenzione dell’Amministrazione Comunale. EmiLab si è organizzato per quartieri e ogni zona ha ha visto un coordinatore assegnato al processo di ascolto e analisi dei bisogni dei cittadini.

Bari VA AVANTI, NON TORNA INDIETRO
.

Un progetto ambizioso, quasi di stampo americano. Che ricorda tanto il “senso di patria” dei sostenitori di Obama, nella corsa alla Casa Bianca. Qualcuno, su questa campagna elettorale, già ha voluto scrivere una tesi di laurea.
Non a caso, si parla di “fenomeno Emiliano“, “effetto Emiliano“, “strategia Emiliano“, quasi fossero dinamiche da Risiko! o moduli calcistici.

L’onda anomala dei 150, ha contribuito ad accrescere il mito del Sindaco kalòs kai àgathos (giusto e bello), concretizzandosi poi nella cronaca quotidiana di un Michele Emiliano pronto a stringere la mano per le strade, che elargisce ai cittadini il suo numero mobile, che festeggia con i suoi ragazzi la vittoria in piazza, sostenuto da artisti, attori, musicisti, scrittori e personalità pugliesi.

Il tutto, rigorosamente, in maniera volontaria. E gratuita.
Nessuno di questi ragazzi ha percepito denaro, nessuno dei partecipanti  è stato spinto o arruolato sotto il mercenariato dello scambio-per-interesse. Semplicemente spronati dalla voglia di credere nell’ideale,con l’obbiettivo di guidare il candidato alla meta, hanno rappresentato il cardine di una città dal cuore pulsante; bianco-rosso, come i colori della neo-promossa squadra di calcio, bianco-rosso come i colori della maglietta  di  EmiLab.

3412602810_6cd17d73df_o.jpgParlando con Dino Amenduni, coordinatore e responsabile del progetto EmiLab, una domanda è sorta spontanea: “ma, adesso che le elezioni sono terminate… cosa sarà di questi 150 ragazzi?“.

Dino è sereno, per niente preoccupato, forte anche  dell’esperienza acquisita in questi mesi di passione: “il futuro di EmiLab è solo ed esclusivamente nelle nostre mani. Il lavoro a stretto contatto ci ha insegnato quanto sia fondamentale fare gruppo e, la vittoria, è l’importante spinta che cementerà la nostra unione. Parteciperemo a pubblici bandi di concorso,  proponendoci  anche ai privati, indipendentemente dal colore dell’Amministrazione Comunale. Speriamo di aver proposto un modo diverso di Italia di fare comunicazione politica, sciolto dall’ appartenenza partitica e dai tesseramenti“.

Fuori dalla logica generazionale, che vorrebbe una gioventù bruciata, figlia dei reality, ispirata da tronisti&veline, questi giovani fanno la differenza. E Bari, anche con loro, andrà avanti.

 

FOTO: EmiLab su Flickr