U’ megghie paise

virglio.jpgHo sempre pensato alla mia città come ad un luogo di festa.
Una sorta di gigantesca pista da ballo su cui condividere gioie e dolori, scandendo con i passi il ritmo di una musica che tutti possano sentire.

Bari è esattamente questo.

Un Capoluogo denso di emozioni e stimoli sensoriali.

In tutti questi anni la mia missione è stata proprio di convogliare in un blog le sensazioni di questa pista da ballo, così che (attraverso la splendida piattaforma che mi ha ospitato) trasmettesse il proprio mood e quel groove inconfondibile a tutto il Mondo per mezzo della Rete.
Il magico “non-luogo” in grado di comunicare anche con chi è lontano.

A quanto pare l’avventura dei local-blogger è giunta al termine. Qualcuno ritiene superfluo che le città abbiano un portavoce. Qualcuno ritiene inutile (forse) il lavoro che abbiamo fatto comunicando con i cittadini e le istituzioni. Qualcuno ha deciso di chiudere la divisione, strappandoci dai nostri lettori e revocandoci il ruolo di aedi moderni di eventi, storie e manifestazioni.

Altri ci hanno creduto. Ed è a loro che giunge il mio ringraziamento più sentito.
In primis a Giovy, che mi segnalò come “sguardo curioso” agli amici di Bitness.
In secondo luogo proprio a Bitness, l’Agenzia che mi arruolò in quel del ParmaWork Camp. Massimo e Tiziana hanno coordinato le nostre teste e fatto diventare realtà la professione di un team eterogeneo di anime sparse per l’Italia, affrontando i mostri di problemi tecnici, i ritardi, i dubbi, le crisi mistiche e le paranoie.

Se oggi siamo dei blogger migliori, il merito è soprattutto loro.

Non dimentico i colleghi local. Gli amici, più che altro. Questi occhi sgranati su mille realtà da longitudini e latitudini diverse dalla mia. Coloro che mi hanno concesso di viaggiare con la fantasia anche in posti dove non sono mai stata.

Il local-blog si chiude qui. Ma la festa in pista continua. Per tutti coloro che ancora vorranno comunicare nel grande calderone di Internet la pulsanti vitalità di una città ricca di spirito. Bari che vive e sopravvive, che si muove e lavora ma che-al tempo stesso-gode ogni singolo piacere dell’esistenza, dal cibo all’amore, dall’arte al divertimento.

Potrete continuare a seguirmi su Non è Successo Niente, il mio blog personale, o via Twitter.

“La festa ormai è finita”, ma gli amici restano. Come mi auguro voglia rimanere in pista il calore e il desiderio di evoluzione della mia Bari che non si rassegna ai tempi assurdi della politica e alle ingiustizie di un provincialismo che-sempre più spesso-ci veste troppo stretto.

Sim l’ megghj du condinend, non dimenticatelo mai.

 


Le voci della Fiera

Immagine1.jpgC’è aria di festa. C’è aria di Fiera. E di polemiche. E scandali. E scontento. Magari ne parleremo a bocce ferme, quando tutto si sarà freddato, inclusi gli animi. La Fiera è sempre una gran cosa, e il Barese la attende come un bambino il Natale. O si ama o si odia. Nessuna via di mezzo.

Io la mia piccola parte potrò farla. Per la seconda volta sarò la voce ufficiale di questa Campionaria, dal Centro Direzionale e, scusate, sento sempre un forte spirito patriottico nel rivestire questo ruolo che- un tempo-fu di Gianni Roman o Giusy Frallonardo.

Non sarò sola, con me il collega Vito Zingaro, già compagno di scorribande in sala radio lo scorso anno. Perché la Fiera è costante emozione e le voci che ne scandiscono gli eventi sono in carne ed ossa. Non so se le nuove generazioni ci pensino ancora, ma siamo lì, vi diamo il buongiorno, auguriamo una buona serata. Prima che le macchine vengano rimosse ne scandiamo i numeri e le lettere. E aiutiamo i bambini dispersi nella caotica folla a ritrovare la mamma e il papà.

Capita il momento bizzarro in cui veniamo messi in difficoltà da qualche ospite prestigioso dal nome foto.JPGesotico. E quotidianamente una valanga di annunci impegna il nostro tempo e la nostra professione.

Insomma, siamo lì. Viviamo la Fiera da una Torre d’Avorio modesta. Scrutiamo le genti in fila verso Le Nazioni da scoprire. E di quella festa che annunciamo ogni giorno viviamo solo le parole.

E origlierò i desideri dei baresi già in subbuglio “perché la Fiera è un diritto. E dovrebbe essere gratuita.” o perché “le storiche merendine. Che Fiera sarà se non dovessero venderne?”. E poi pop-corn e zucchero filato, e grossi affari. E la Crisi che ci spaventa tutti ma non abbastanza da lasciarci scappare il prezzone imperdibile “offerta Fiera”.

Perché la Fiera è la mia vacanza nel lavoro. Perché quando mi trasformo nella sua Voce per passione e dovere porto un pezzetto di Bari dentro di me.

E lo so che non si tratta di una notizia. E che questo post è decisamente autoreferenziale e promozionale. Ma ci sono cose che mi piace scrivere alla mia città.

E quelle buttate giù con il cuore che sorride-credo-sono sempre le migliori.

Né Sante né Streghe

nsns.jpgFossi un politicante (con un minimo di morale), a questo punto dovrei pormi il dubbio del “conflitto d’interesse” nel postarvi questa notizia e commentarvi l’evento del titolo. Si. Perché “Né Sante né Streghe – Dialoghi di donne contemporanee” , mi vede coinvolta in prima persona e, spero, vorrete scusarmi, se manifesterò anche più entusiasmo del solito, parlandovene.

Ma veniamo al dunque.

Proprio questo pomeriggio, su iniziativa dell’Assessorato comunale alle Pari Opportunità, alle 18,30, nella Biblioteca comunale (Palazzo San Domenico) si terrà l’incontro culturale dal titolo “Né Sante né Streghe – Dialoghi di donne contemporanee”. Intervengono l’assessore comunale alle Pari Opportunità Angela Redavid, l’antropologa Paola Borracci, la scrittrice e giornalista Manila Benedetto, la presidente della Università della Terza Età – Consigliere Comune di Noicattaro Maria Zaccaro, e la vostra local blogger, esperta in new media, Marileda Maggi; modera Teresa Leone. Performance teatrale di Cristina Angiuli e Vito Latorre in “Il Bell’indifferente” di Jean Cocteau per la regia di Lino De Venuto e mostra delle opere dell’artista Aurelia Leone.

Donne-che-parlano-di-donne. “Che novità”, direte. Dovrò smentirvi. Perché “Né Sante né streghe”, sarà l’occasione per capirle meglio, queste locandina(3) (1).jpgdonne. Per scoprirne qualche lato segreto, oscuro, criptico. O per restare rapiti dalla loro candida semplicità. Mentre la sabbia del tempo ne scandisce mutamenti, immagini caleidoscopiche e rivoluzioni emotive e culturali. Una sinergia di arte pittorica e scenica. Il mondo dello show-biz si perderà tra sociologia e letteratura e tutto, spero, al fine, diverrà specchio dei giorni che viviamo. Da donne. Con le donne. Per le donne.

Un pomeriggio che ruoterà intorno all’universo femminile, con digressioni sull’interazione, di questo microcosmo senza etichette o posizioni. Con la voglia di aprire un dibattito stimolante su quanto, ancora, le donne debbano essere. E possano fare.

Vi aspetto numerosi nella meravigliosa cornice di Rutigliano. Non mancate.

Danzando sulle ali di Iside

danza.jpgAppena rientrata dalla mia vacanza Egiziana, per puro caso, ho ricevuto una segnalazione interessante. Ho pensato fosse un caso poi, mi son detta “guarda, un segno del destino”. Nelle notti d’Oriente, in quel nord Africa, sotto le stelle cadenti del Mar Rosso, quanto mi ha rapita è stata la magica atmosfera dei colori, dei profumi, della musica, delle danze.

“C’è qualcosa di arcaico ed ancestrale”, mi sono detta, “qualcosa di affascinante e magnetico, che supera ogni tipo di pulita accademia nello studio del linguaggio del corpo, peccato si debba arrivare così lontano per respirarne le emozioni”.

Come spesso accade, mi sbagliavo. Infatti, la segnalazione in questione, veniva da Le Ali di Iside, Associazione Culturale barese, diretta dalla splendida Marilena De Letteriis, in arte, Iside.

Di Marilena, ve lo prometto, parlerò meglio e più approfonditamente in un post dedicato (perché lo merita e perché il discorso sulla danza etnica necessita forzatamente di uno spazio più ampio). Oggi, mi “limiterò” a riportarvi questa splendida iniziativa che come un vento caldo trascinerà, nel capoluogo, il ritmo tribale della danza africana nelle vostre vene. Domani, 19 settembre, in via Amendola 166/5, dalle 20:30 (vi consiglio di presentarvi un po’ prima), presso l’Associazione Le Ali di Iside, si terrà una lezione gratuita di danza africana, tenuta dal M.stro Moda, originario del Mozambico. Per mettersi alla prova su culture da scoprire e approfondire ma, anche, per darsi l’opportunità di lanciarsi verso nuove vibrazioni per il fisico e per l’anima. Un viaggio inatteso per luoghi e tradizioni, attraverso il linguaggio del corpo in quella che, credetemi, può diventare una vera e propria filosofia di vita.

Per professionisti che vogliano ampliare il loro bagaglio di conoscenze, per i dilettanti con l’intenzione di aprire i propri orizzonti.

Le ali di Iside è questo ma molto altro ancora, il mio consiglio è di entrare nell’ottica di una nuova dimensione, grazie alla dedizione ed alla professionalità di marilena de Letteriis e degli insegnanti scelti per i molteplici corsi dell’Associazione.

Potrete contattare il centro culturale al telefono 0805461368 o via mail arabianmary[at]yahoo.it. Anche se, ve l’ho promesso, di Iside, la madre di Horus nata fra gli ulivi di Puglia, al secolo Marilena De Letteriis, torneremo a parlare su queste pagine.

Buon divertimento nella scoperta dell’Africa e comunicatemi, mi raccomando, le vostre impressioni su questa incredibile esperienza, se deciderete di passare un sabato sera “diverso”, seguendo il mio consiglio.

www.lealidiiside.net