Senti e vedi come suona!

Immagine1.jpgPolignano è protagonista indiscussa delle  torride notti pugliesi. Lo è sempre stata e, credo, sempre lo sarà. L’iniziativa non manca per questo luogo meraviglioso che incanta per natura e storia. L’idea, quindi di approfittarne e godersi anche un po’ di musica, dopo un giorno di tintarella risveglia la voglia di cieli stellati e danze e divertimento… finché le ferie lo consentono.

Senti e vedi come suona è un festival davvero affascinante. La seconda edizione parte proprio oggi, „Dopo il successo della prima edizione, torna nell’estate più calda del sud est barese. Gli artisti emergenti, vincitori del contest Hip Hop si esibiranno live sul palco allestito nella suggestiva cornice di Ponte Lama Monachile a Polignano a Mare. L’appuntamento è per il 3 Agosto dalle 17.30 alle 24.

Qualcuno potrebbe pensare l’hip hop sia roba per “fricchettoni”… il mio consiglio è di avvicinarsi a questa musica senza preconcetti, lasciandosi guidare dai bassi e dalle rime, carpendone la forza.

Alle 22:30 sarà la volta di Stokka & MadBuddy, due tra gli artisti di punta della scena Hip Hop italiana, il cui ultimo album ‘#ByPass’, ha debuttato al primo posto della classifica iTunes. Dalle 18 inoltre, sarà possibile apprezzare il live paint, che vedrà protagonisti noti writer della scena pugliese e nazionale. LaCasaDelRap.com, il primo sito italiano sul rap e media partner ufficiale dell’evento, realizzerà un video recap, online nelle settimane successive all’evento.

La manifestazione si aprirà con la puntata numero 100 di SENTI COME SUONA, il programma radiofonico condotto dai Rap Pushaz in onda ogni martedì dalle 20 alle 21 su Radio Incontro dal quale è nato l’evento live giunto alla seconda edizione.

Tutti gli eventi saranno trasmessi in diretta su Radio Incontro (93.9 FM) e su www.93900.it.

 

PROGRAMMA RIASSUNTIVO

 

 

    ORE 17:30

    SENTI COME SUONA RADIO SHOW – PUNTATA 100

    LIVE PAINT E GRAFFITI AREA

 

    ORE 19

    LIVE SESSION CON GLI ARTISTI EMERGENTI VINCITORI DEL CONTEST:

    MAD JOHN (Bari)

    MIRINO, MOUSE, SHOCK (Polignano a Mare)

    FAMA (Verona)

    HELLDEE (Torino)

    SOULSTERS (Pescara)

    A seguire live di MARVELMEX (Latina) + 7PECCATI (Bari) e RAP PUSHAZ (Polignano a Mare).

 

    ORE 22:30

    Per la prima volta in Puglia

    STOKKA & MADBUDDY LIVE“

Cinema Surrealista. Con trulli.

57367.jpgDopo l’ondata glamour di Beautiful, non potevo che segnalarvi qualcosa di “leggermente” più intellettuale. Perché, si, la Forrester avrà il suo fascino… ma i capolavori della cinematografia che stimolano l’immaginario e nutrono l’anima sono altri.

Credo su questo non ci sia alcun dubbio.

La PBP promuove nel Laboratorio Urbano di Alberobello il cineclub “PELLICOLE SURREALI”: Dalì, Bonuel, Polansky, Lynch, Jodorowsky introdotti dallo storico e critico cinematografico Lino Aulenti.

Partita già il 9 Maggio, PELLICOLE SURREALI è la prima rassega sul CINEMA SURREALISTA. Ad57367.jpg ospitarla il Laboratorio Urbano “Pudicino” di Alberobello in gestione all’ATS G-Lan di cui fa parte l’Associazione Piccola Bottega Popolare. 

L’idea nasce dalla voglia di dare visibilità a capolavori del cinema legati al movimento surrealista che ne ha influenzato l’evoluzione e la sperimentazione. Infatti il surrealismo non solo prefigura e in parte realizza un nuovo tipo di cinema, ma si interessa attivamente al fatto cinematografico per le analogie che esistono tra il cinema e il sogno, tra i meccanismi della visione filmica e i meccanismi dell’inconscio.

Apripista è stato quello che viene considerato il manifesto del cinema surrealista: UN CHIEN ANDALOU, cortometraggio del 1929 di Luis Bunuel e Salvador Dalì.

Il cineclub continua nei successivi mercoledì di maggio e oggi propone “La Montagna Sacra” di ALEJANDRO JODOROWSKY. Nei prossimi a venire “Repulsion” di ROMAN POLANSKI e “Mulholland Drive” di DAVID LYNCH.

Io adoro il cinema surrealista. E adoro l’iniziativa. Poi, siamo sinceri, al cinema con due euro. per grandi pellicole come queste. Beh. Se non è surrealismo vero e proprio, voi, come lo chiamate? Una buona e valida alternativa alle discoteche unztunz e al bere e mangiare in qualche locale.

 

PELLICOLE SURREALI

Ex Centro Sociale Pudicino

Contrada Pudicino, 16

Alberobello (BA)

 

mercoledì 16 maggio

 

LA MONTAGNA SACRA

sceneggiatura e regia di ALEJANDRO JODOROWSKY

 

Per info:

PBP – Piccola Bottega Popolare

tel. 080.4325680

Anna 333.6008069

Alberobello(Bari)

Ex Centro Sociale Pudicino

ore 20.45

ingresso a pagamento

2,00 euro

Info. 080.4325680

Mercoledì Letterari con Yolande

Yolanda, Mukagasana, Tutsi, Hutu, Ruanda, la, morte, non, mi, ha, voluta, villa, camilla, mercoledì, letterariIl genocidio del Ruanda fu uno dei più sanguinosi episodi della storia del XX secolo. Dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994, per circa 100 giorni, vennero massacrate sistematicamente (a colpi di armi da fuoco, machete e bastoni chiodati) tra 800.000 e 1.000.000 persone. Il genocidio, ufficialmente, viene considerato concluso alla fine dell’Opération Turquoise, una missione umanitaria voluta e intrapresa dai francesi, sotto autorizzazione ONU.

Le vittime furono prevalentemente Tutsi. L’idea di una differenza di tipo razziale fra gli Hutu e i Tutsi è legata al primo colonialismo belga in Africa. I coloni belgi si basarono sulla semplice osservazione dell’aspetto fisico degli appartenenti ai diversi gruppi. Essi osservarono che i Twa (un terzo gruppo etnico dell’area) erano di bassa statura (come i pigmei), gli Hutu erano di media altezza, e i Tutsi erano molto alti e snelli. Inoltre, i Tutsi tendono ad avere il naso, e l’intero volto, più sottile. La divisione tra Tutsi e Hutu non fu fatta dai colonizzatori belgi, ma esisteva già, nonostante la monarchia belga abbia aumentato le discordie interne,creando apposite carte d’identità per gli hutu e per i tutsi. I Tutsi erano una maggioranza rispetto agli Hutu, mentre i Twa costituivano un altro gruppo ancora meno numeroso. Anticamente si poteva passare da un gruppo ad un altro, ci si poteva sposare tra gruppi diversi. La differenza era prevalentemente di tipo sociale: i Tutsi erano più ricchi degli Hutu e nell’ultimo gradino della scala sociale vi erano i Twa. Ma non era definitivo, chiunque poteva migliorare la propria condizione.

I colonizzatori belgi fecero l’errore di considerare questi gruppi come delle divisioni razziali.

Così facendo i gruppi si irrigidirono e non fu più possibile cambiare gruppo. I Tutsi divennero i ricchi al potere, gli Hutu i poveri che dovevano subire tutto. Dopo sanguinose rivolte e massacri, gli Hutu, con l’accordo dei belgi, presero il potere e iniziò la lunga persecuzione dei Tutsi. Molti di loro fuggirono nei Paesi limitrofi, soprattutto in Uganda. Nel periodo del genocidio gli Hutu era il gruppo di popolazione maggiore. Erano Hutu anche i due gruppi paramilitari principalmente responsabili dell’eccidio: Interahamwe e Impuzamugambi.

“Tra gli Hutu e i Tutsi non c’è mai stata differenza. Ma nel 1994 io donna Tutsi mi sono seduta davanti alle rovine della mia casa. Il primo vicino non c’era più, era stato assasinato dagli Hutu. Il secondo sterminato con la sua famiglia. Ho visto la stessa cosa anche per il terzo vicino. Ho scritto questo libro perchè non accada più.”

Yolande Mukagasana è stata candidata al Premio Nobel per la Pace 2011. Nata nel 1954 in Rwanda, è sopravvissuta a al genocidio dei Tutsi del 1994. Yolande perse in quell”occasione il marito e i figli riuscendosi a salvare in maniera miracolosa anche attraverso l’aiuto di una donna Hutu. L’agghiacciante e commovente racconto di quella incredibile storia è reso fedelmente nel libro “La morte non mi ha voluta”.

Nel libro, l’infermiera tusti, racconta la sua fuga, l’uccisione del marito e dei figli, le violenze subite e a cui ha assistito, senza mai incitare se stessa e gli altri alla vendetta. La morte non l’ha voluta e le ha lasciato anzi il compito di testimoniare la storia atroce del suo popolo e le forti responsabilità dell’Europa. Un racconto crudo, amaro, dove c’è tuttavia spazio per la pietà. A Yolande Mukagasana e a Jacqueline Mukansonera, la donna hutu che l’ha nascosta a rischio della propria vita, l’Associazione Proeuropa ha assegnato il premio Internazionale Alexander Langer 1998.

Dopo il genocidio Yolande si rifugia in Belgio dove, nel 1999, ottiene la cittadinanza. E’ qui che inizia la sua attività di scrittrice e di attivista cercando di portare, a livello internazionale, l’attenzione sulla tragedia che ha colpito e continua a colpire il Rwanda.

Di Yolande, e della sua durissima storia, si parlerà all’interno di uno degli splendidi appuntamenti dei Mercoledì Letterari presso Villa Camilla. Una piccola postilla. Ero davvero molto giovane quando i Mercoledì Letterari erano l’imperdibile appuntamento per noi studenti delle scuole medie e superiori. Quando questi incontri riuscivano ad aprirci una finestra su nuove culture e mondi, dandoci la possibilità di crescere, come fruitori della letteratura ma, anche e soprattutto, come esseri umani.

Ecco, giusto per dirvi di spronare i ragazzi in età scolare avanzata alla scoperta e ri-scoperta non solo dei libri, ma del confronto che può scaturirne in una prospettiva evolutiva.

Per ulteriori info sull’evento che, ripeto, mi sembra veramente un’imperdibile possibilità per adulti e ragazzi

Villa Camilla in Via Ciasca 2, Bari

tel. 080.5045504 – eventi&cultura@villacamillabari.it – www.villacamillabari.it

Il venticello del Barbiere

Immagine1.jpg“Ah che bel vivere,che bel piacere per un barbiere di qualità! Ah bravo Figaro bravo bravissimo fortunatissimo per verità! Tutti mi chiedono tutti mi vogliono donne, ragazzi, vecchi, fanciulle, qua la parrucca… presto la barba… qua la sanguigna… Figaro… Figaro…son qua, son qua… Ohimè che furia, ohimè che folla, uno alla volta per carità”.

Dite la verità, avete provato l’irrefrenabile impulso di canticchiarla? Niente paura, non vi ha dato di volta il cervello, perché il Barbiere di Siviglia, melodramma in due atti su libretto di Cesare Sterbini, con le sue melodie eleganti, i suoi ritmi trascinanti e il suo superbo stile di composizione, senza tema di smentita, la più grande opera buffa italiana, eternamente fresca nella sua vena comica e nella sua inventiva. 

“Nell’ipotetica, e impossibile a risolversi, gara su quale sia l’opera più famosa del mondo – scrive Vincenzo Raffaele Segreto – certo Barbiere di Siviglia si troverebbe ad occupare uno dei primi posti: e come è facile capire, nella fortunata storia di un’opera che porta molto giovanilmente i suoi quasi duecento anni, si sono andati accumulando altre, tante storie che, magari, di veridico hanno ben poco”.

Rossini era notoriamente pigro. Rimandava il completamento dei lavori commissionatigli fino all’ultimo momento, e spesso “prendeva in prestito” della musica dalle sue altre opere, per risparmiarsi la fatica di scriverne di nuova. La famosa ouverture del Barbiere era stata precedentemente utilizzata in altre due sue opere; eppure, il Barbiere di Siviglia fu scritta ad una velocità supersonica: undici giorni diceva lui, sicuramente dal “concepimento” alla stesura finale non passarono più di venti giorni. Strabiliante se consideriamo che al tempo un buon amanuense era in grado di copiare in venti giorni proprio il numero totale delle pagine del manoscritto rossiniano.

Come spesso capita nello strano mondo della lirica, Il Barbiere, alla sua prima rappresentazione – il 20 Febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma – fu un fiasco strepitoso. Il giovane Gioachino, con quell’opera, aveva osato sfidare il grande Paisiello,mettendo in scena, mentre era ancora vivo il famoso compositore napoletano, un’opera che lo stesso aveva già musicato. Il confronto con Paisiello era temuto, tanto che nel libretto fu pubblicato un “Avvertimento al pubblico” in cui si affermava che: “Il Signor Maestro Gioachino Rossini, onde non incorrere nella taccia d’una temeraria rivalità con l’immortale autore che l’ha preceduto, ha espressamente richiesto che Il Barbiere di Siviglia fosse di nuovo interamente versificato, e che vi fossero aggiunte parecchie nuove situazioni di pezzi musicali, che erano d’altronde reclamate dal moderno gusto teatrale, cotanto contagiato dall’epoca in cui scrisse la sua musica il rinomato Paisiello.” Questo non evito che gli ammiratori del Paisiello boicottassero la “prima”, inveendo e rumoreggiando per l’intera esecuzione. A ciò bisogna aggiungere le mille disavventure che capitarono durante l’intera rappresentazione, lasciando esterrefatto lo stesso Maestro pesarese, che dal cembalo dirigeva l’opera.

Si narra che alla prima rappresentazione di questo capolavoro, in scena ne successero di tutti i colori: il basso Vitarelli, Don Basilio per l’occasione, al suo ingresso in scena inciampo e cadde battendo la faccia. All’aria della calunnia gli usciva ancora il sangue dal naso e dovette cantare tamponandosi il naso tra una frase e l’altra. Un gatto, che aveva residenza stabile presso il Teatro Argentina, apparve d’improvviso sul palcoscenico nel bel mezzo del finale e si mise a miagolare e a strusciarsi sulle gambe dei cantanti, fra le matte risate del pubblico! Al termine della rappresentazione, Rossini, imbestialito, si sottrasse alla folla degli spettatori, e torno da solo a piedi in Via dei Leutari.

Ma già alla seconda rappresentazione il pubblico romano ebbe ad inchinarsi alla musica immortale del Barbiere, cosi come, a malincuore, ebbero a fare gli ammiratori del Paisiello. Forse non tutti sanno che, fino al tardo ottocento, l’aria di Rosina cantata durante la lezione di musica era quasi sempre lasciata scegliere dalla stessa cantante che rappresentava Rosina, anche perché questo cambio non interferisce per nulla con lo svolgersi dell’intreccio. Anche nel nostro secolo diverse cantanti si sono concesse il vezzo del cambio dell’aria, celebre è la cavatina del Tancredi, noto cavallo di battaglia di una grande cantante ancora in attività: Marilyn Horne. Ed ecco il testo di un’altra delle arie più simpatiche:

La calunnia è un venticello

 

un’auretta assai gentile

che insensibile sottile

leggermente dolcemente

incomincia a sussurrar.

 

Piano piano terra terra,

sotto voce, sibilando

va scorrendo, va ronzando;

nelle orecchie della gente

s’introduce destramente,

e le teste ed i cervelli

fa stordire e fa gonfiar.

 

Dalla bocca fuori uscendo

lo schiamazzo va crescendo:

prende forza a poco a poco,

scorre già di loco in loco,

sembra il tuono, la tempesta

che nel sen della foresta,

va fischiando, brontolando,

e ti fa d’orror gelar.

 

Alla fin trabocca, e scoppia,

si propaga si raddoppia

e produce un’esplosione

come un colpo di cannone,

un tremuoto, un temporale,

un tumulto generale

che fa l’aria rimbombar.

 

E il meschino calunniato

avvilito, calpestato

sotto il pubblico flagello

per gran sorte va a crepar.

Grande appuntamento con l’opera, domani, presso il teatro Petruzzelli: alle ore 20.30, infatti, ci sarà la rappresentazione della famosissima opera in due atti di Gioacchino Rossini ‘Il Barbiere di Siviglia’.

Le vicissitudini amorose del conte d’Almaviva, della bella Rosina, del tutore Don Bartolo e del factotum Figaro verranno portate sul palco in uno degli spettacoli più riusciti dell’intero panorama operistico italiano.

Gira la moda. Con Carlà.

Immagine1.jpgAbbiamo fatto un sacco di pratica sin da bambine: armate di foglio, carboncino e tanta vanità affidavamo alla ruota magica di Gira la Moda la creazione dello stile perfetto per il nostro alter ego di carta.
Ma quante di noi ancora si ritrovano in difficoltà davanti al guardaroba, che non gira più come la ruota colorata della nostra infanzia lasciandoci in preda alla solita e ricorrente domanda: “Che cosa mi metto?”
Il 7 ottobre a partire dalle ore 18, My Tea Cup vi riporta virtualmente all’interno del tanto amato gioco con un ospite d’eccezione, che girerà la ruota della moda aiutandovi a trovare il look più adatto al vostro DNA: la style Coach Carla Gozzi, conduttrice del programma Tv “Ma come ti vesti?”, supportata da make up artists e hair stylists sarà artefice del vostro cambiamento, guidandovi tra le proposte moda selezionate per l’Autunno Inverno 2011/12.
E come dice Carlà “Buon Cin”!

Questo l’invito per l’esclusivo evento firmato My Tea Cup, Fashion-shop (e non solo) del quale già fui fortunata e felice ospite un po’ di tempo fa per il 12Camp. Dove il fashion non è solo tendenza e un fracco di soldi da spendere, ma anche modus vivendi, strizzando l’occhio alla moda accessibile.

Una splendida occasione per scoprirsi (e ri-scoprirsi), in grado di interpretare moda e modi, mantenendo comunque stile e personalità.

L’evento è ideato e prodotto da My Tea Cup_Event Management di Flavia De Filippis e Stefania Ianniello con la collaborazione di Simona Scafura nell’ambito di un progetto di stage.

Sponsor:

– Beautè Parrucchieri- Viale Ennio 56, Bari
Presentazione collezione Matrix F/W 2011/12
– Martini Drink
– Class Salon Education Style- C.so Vittorio Emanuele 14, Bari
– La Nuova Tecnografica- SP 231 Km0,30 Modugno (Bari)
– Fabio Ingegno Fotografia

Designer Partnership:

– Gli Albertini- handmade jewels by Alberta Ostillio
– Fiorella Polito- handmade jewels
in esposizione nel Temporary IN Shop dal 7/10/2011 al 7/11/2011

Per info: press@myteacup.it
080 2071334

La Vigna di Dioniso

Immagine1.jpgLa mostra La vigna di Dioniso, è ospitata presso la sede di Bari della Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, a Palazzo Simi, in veste completamente rinnovata e arricchita da nuovi materiali rispetto all’edizione già realizzata nel 2010 nel Museo Nazionale Archeologico di Taranto, nell’ambito delle iniziative collegate al 49° Convegno di Studi sulla Magna Grecia, con l’apporto scientifico della stessa Soprintendenza, dell’Università degli Studi del Salento, dell’Università degli Studi di Bari, dell’Università degli Studi di Salerno e del Centro Jean Bèrard.

Dioniso rappresentava quell’energia naturale che, per effetto del calore e dell’umidità, portava i frutti delle piante alla piena maturità. Era dunque visto come una divinità benefica per gli uomini da cui dipendevano i doni che la natura stessa offriva tra questi: l’agiatezza, la cultura, l’ordine sociale e civile. Ma poiché questa energia tendeva a scomparire durante l’inverno, l’immaginazione degli antichi tendeva a concepire talvolta un Dioniso sofferente e perseguitato.

In particolare Dioniso, quale divinità della vegetazione, era legato soprattutto alla pianta della vite (quindi alla vendemmia ed al vino) ed all’edera. Uno dei suoi attributi era infatti il sacro Tirso, un bastone con attorcigliati pampini ed edera; altro suo attributo è il kantharos, una coppa per bere caratterizzata da due alte anse che si estendono in altezza oltre l’orlo. Dioniso viene spesso rappresentato nelle arti come vestito di pelle di leopardo, su di un carro di trionfo assieme alla sua compagna Arianna, solitamente si accompagna in gioiose processioni con bestie feroci, satiri e sileni. Le sue sacerdotesse erano le menadi, o baccanti, donne in preda alla frenesia estatica ed invasate dal dio.

Quale divinità della forza vitale, dell’impulso, dell’ebbrezza e dell’estasi divenne oggetto dell’analisi del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche che contrappose lo Spirito dionisiaco allo Spirito apollineo.

Negli eleganti spazi al piano terra dello storico edificio, la narrazione si sviluppa continua con diverse sezioni tematiche, illustrate dai reperti (ceramiche figurate di importazione corinzia, attica a figure nere e a figure rosse, ceramiche figurate di produzione italiota, ceramica a vernice nera, ceramica indigena; armature e contenitori in bronzo, monete, votivi in terracotta) provenienti dai principali siti archeologici del territorio regionale, in particolare da Taranto, Rutigliano, Ceglie del Campo, Cavallino. L’intera esposizione è supportata da un ricco apparato illustrativo e didattico.

la Scelta di Ikeda, in galleria.

 

lisangela,sgobba,ikeda,la,scelta,bluorgAlessandro e Filippo Timoteo, due giovani cresciuti insieme, educati all’arte del buon governo da Aristotele. 

Maestro eccelso, di inestimabile valore per due giovani che lasceranno il segno nella storia dell’umanità: uno, Alessandro Magno, l’uomo, il condottiero, l’imperatore che fece dell’unità e del coraggio la forza motrice di una conquista senza eguali e Filippo Timoteo, sconosciuto forse alle pagine della storia, ma attore protagonista nella vicenda umana di Alessandro, al suo fianco sin dalla più tenera età come compagno di studi, di vita, di battaglia, suo medico e soprattutto suo amico. Quell’amico capace nel momento cruciale della lotta per la conquista, di salvare Alessandro, sfidando la sorte e mettendo in gioco la sua stessa vita.

Il più nobile fra i sentimenti raccontato con sapienza e grande umanità dalla penna del filosofo, scrittore e poeta giapponese, Daisaku Ikeda nel libro “La scelta di Alessandro”, è il punto di partenza per raccontare in scena attraverso i mille volti del suono, il valore dell’amicizia e il potere che essa possiede per trasformare in benefica medicina, i veleni che insidiano lo splendore del cuore.

 

Daisaku Ikeda è una figura intellettuale particolarmente prolifica, nota anche al di fuorilisangela,sgobba,ikeda,la,scelta,bluorg dell’associazione religiosa di cui è presidente, in particolare per le sue proposte di dialoghi filosofici con esponenti di diverse culture e discipline scientifiche, tra questi René Simard e Guy Bourgeault, Majid Tehranian, Michail Gorbačëv e Aurelio Peccei, fondatore del Club di Roma e tra i primi teorici dello sviluppo sostenibile. Daisaku Ikeda è noto anche per le dettagliate proposte di pace, articolate in riflessioni che spaziano dal campo spirituale a quello ecologico, economico e politico, che ogni anno presenta all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che l’ha insignito di un Peace Award.

Oltre ad aver fondato diversi istituti culturali, Daisaku Ikeda è stato insignito di diversi premi e lauree honoris causa in riconoscimento alle sue numerose attività da parte di istituzioni di tutto il mondo. In Italia ha ricevuto l’Anello dottorale dall’Università di Bologna Alma Mater nel giugno 1994. Ikeda è stato anche in lizza per il premio Nobel per la pace. Dal 1983 ogni anno rende pubblica una proposta di pace che, oltre a riguardare temi sempre attuali e globali come il nazionalismo, il disarmo nucleare, la povertà, l’analfabetismo e le crisi ambientali, propone delle possibili soluzioni. Autore prolifico, i suoi libri sono tradotti in molte lingue.

Piano e percussioni di Domenico Monaco, al violoncello  Epifania Nicoletta D’Auria, al Contrabbasso Eufemia Mascolo, per la splendida voce recitante Lisangela Sgobba, nota attrice barese, già molto conosciuta come speaker ufficiale di Telenorba da diversi anni.

Atmosfere da non perdere, dunque, c/o la galleria BluOrG, in via Celentano 92, venerdì h21:00.

info e prenotazioni: 080.9904379

 

 

La Ballata dell’Esteta

 

Immagine1.jpg “La Ballata dell’Esteta”,è uno spettacolo di prosa inedita, scritta da Gabriella Olivieri e rappresentata dal gruppo teatrale La Corte di Psiche. In 50 minuti si intrecciano le esperienze di otto personaggi, a cui è stato dato il medesimo appuntamento in un bar, dalla stessa persona: un misterioso Barone, di cui ciascuno dei personaggi narra, per quel che lo ha potuto conoscere.

Le otto figure raccontando le loro storie, finiscono per comporre, come tasselli, un mosaico che li vede indissolubilmente legati tra loro grazie alla mediazione di questa nona persona assente, ma incredibilmente presente.

L’opera è stata scritta in memoria di Michele Visaggi, un componente della compagnia, scomparso a seguito di un incidente stradale un anno fa. La sua messa in scena è anche l’occasione per presentare l’associazione onlus “aMichi di Michele Visaggi” fondata da Francesco, fratello di Michele e dagli amici di Michele. Questa nasce con lo scopo di sensibilizzare, specialmente i ragazzi, alla sicurezza stradale e ad un corretto comportamento alla guida, attraverso una chiave di lettura diversa da quelle di analoghe associazioni. Infatti il mezzo utilizzato da questa onlus, per diffondere il messaggio della guida sicura, sarà l’arte, in ogni sua forma: teatro, cinema, pittura, fotografia, ecc. È stata attribuita questa mission all’Associazione in quanto il giovane Michele era un38866.jpg appassionato di questo tipo di comunicazione: “Questo penso che sia l’unico modo per vivere il ricordo di una persona. Perciò io e i suoi amici, con questa Associazione, portiamo avanti l’attività di mio fratello che era molto legato all’arte e diamo un messaggio a chi ci circonda – afferma Francesco Vissaggi – cerchiamo di far capire loro che questi eventi tragici che succedono, possono accadere a tutti e dunque bisogna stare attenti. Bisogna sensibilizzare e far capire quali sono le conseguenze di determinate superficialità. Le famiglie, inoltre, devono sopravvivere sopportando questo dolore. Riuscire a trasformare tale sofferenza in un attività capace di aiutare gli altri è un motivo che stimola ad andare avanti”.

“La Ballata dell’Esteta” è l’opera con la quale viene presentata l’Associazione, ma anche Michele stesso. Infatti il Barone, che tutti conoscono ma che nessuno ha mai visto, rappresenta proprio il giovane ragazzo. Sia lui che la figura rispecchiano ognuno dei personaggi, perché in loro c’è qualche aspetto che li riguarda. Gabriella Olivieri, autrice di questa prosa, è stata una carissima amica del ragazzo e ne conosceva molto bene il suo carattere.

“ Per la realizzazione di questo spettacolo, con il quale presentiamo la nostra associazione – afferma Visaggi – ringrazio l’associazione “Ciao Vinny” che ci ha aiutato nel muovere i primi passi, la dottoressa Rinella, Capogabinetto del Comune di Bari, il signor Lupo della Fondazione Petruzzelli, l’A.S. Bari, che ha partecipato al ricordo della scomparsa di Michele e la Società Promostudio il cui supporto nelle persone di Luca Rutigliano e Riki Stillavato è stata determinante”.

 

Biglietto d’ingresso:

Gratuito previa prenotazione

 

Numeri prenotazione: 3403716397 – 3498222632

 

Bari

Teatro Piccinni

ore 21.30

ingresso con prenotazione

Info. 3403716397 – 3498222632

 

Evento Sposi a Castellana

 

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Appuntamento  con Evento Sposi questo weekend a Castellana Grotte. Riflettori puntati sulla manifestazione dedicata al mondo del matrimonio in un intenso fine settimana, che sarà ospitato nell’incantevole cornice della Sala Ricevimenti Parco La Serra.

Un’importante vetrina dedicata al giorno del , allestita in modo da non lasciare al caso nessun particolare dell’organizzazione del momento più bello di una vita insieme. Un evento dedicato alle coppie che hanno scelto di coronare il loro sogno d’amore e che sono alla ricerca di consigli e idee utili per pianificare un matrimonio da favola.

All’interno di Parco La Serra, location prestigiosa in cui ambientare un ricevimento indimenticabile che si trova in Contrada Santo Stefano, è stato predisposto su un’ampia area espositiva un lussuoso percorso tematico, che comprende tre grandi saloni suddivisi in trentacinque stand espositivi dedicati a tutti i momenti fondamentali dellorganizzazione della cerimonia nuziale. In questo modo gli sposi potranno comodamente visionare magnifiche soluzioni per allestimenti floreali, prendere contatti con i curatori del reportage fotografico e dellanimazione musicale, osservare gli splendidi lavori di importanti aziende locali produttrici di abiti da sposa e da sposo, scegliere le abili mani a cui affidarsi per l’open bar, valutare l’automobile a bordo della quale entrare nella favola, provare dal vivo le capacità di esperti coiffeur e make-up artists, stabilire la splendida meta in cui trascorrere unindimenticabile luna di miele, selezionare il gustoso ricordo da donare agli invitati al termine del ricevimento, vagliare le opportunità di personalizzazione di una pratica lista nozze.

Ma ad Evento Sposi nulla è lasciato al caso. Per questo altri tre servizi essenziali saranno i protagonisti dellesposizione: l’arredamento, per allestire il nido damore dei sogni; il corredo, tutto il nécessaire per intraprendere una vita insieme; incantevoli strutture ricettive della zona capaci di ospitare gli sposi e i loro invitati prima e dopo il giorno fatidico. Per terminare la festa col botto, inoltre, non può mancare un fornitore di fuochi d’artificio specializzato nel rendere ogni evento spettacolare. Per rimanere al passo con i tempi ad Evento Sposi sarà presente anche l’ultimo arrivato nel settore dell’organizzazione dei matrimoni: il wedding planner, la figura professionale che fornisce un prezioso supporto per organizzare nei minimi termini il giorno delle nozze accompagnando passo dopo passo gli sposi nelle scelte più difficili, e proprio per questo alleggerendoli dalle inevitabili preoccupazioni di un giorno carico di aspettative.

L’ingresso ad Evento Sposi è libero e l’apertura è prevista sabato 8 gennaio dalle 17,00 alle 21,00 e domenica 9 dalle 10,00 alle 21,00.

Evento Sposi è una manifestazione organizzata da LM Communication.