Più Jamming per tutti

Immagine1.jpgA partire dagli anni sessanta anche musicisti rock presero l’abitudine di cimentarsi in jam session. Ad esempio il bonus CD dell’ultima versione dell’album Layla di Eric Clapton con uno dei suoi primi gruppi (Derek & The Dominos) include una serie di registrazioni in jam session fra Clapton, i membri della sua band e altri musicisti. Il chitarrista Duane Allman, che partecipò alla jam, fu poi invitato a registrare alcuni brani del disco con Clapton. Un altro esempio è la bonus track “Apple Jam” nel disco del 1970 All Things Must Pass di George Harrison.

In questo spirito si sviluppa l’evento organizzato dalla Taverna del Maltese Vecchia.

Jamming Culture è un evento molto diverso dal solito anche se, a tutti gli effetti, si tratta di una jam session. Rispetto alle jam comunemente intese, gli artisti possono essere di diversa tipologia, in quanto, Jamming Culture accende i riflettori sul processo di “ristrutturazione artistica”.

Una jam session è una riunione (regolare o estemporanea) di musicisti che si ritrovano per una performance musicale senza aver nulla di preordinato, di solito improvvisando su griglie di accordi e temi conosciuti (standards).

Il termine, che probabilmente deriva da “Jamu”, una parola Youruba (africa occidentale) che significa “insieme in concerto”, è nato negli anni venti negli ambienti jazz, e si è poi diffuso anche nel rock.

Una jam session in genere non ha lo scopo di intrattenere il pubblico, ma è un ritrovo di musicisti che hanno così l’opportunità di provare nuovo materiale musicale e mettere alla prova la loro abilità di improvvisatori in confronto con altri strumentisti; a volte è semplicemente un ritrovo sociale.

Alle jam session possono partecipare musicisti di tutti i livelli e possono avvenire in locali privati o pubblici. Ad esempio divennero leggendarie negli anni quaranta le jam session del club di New York City Minton’s Playhouse, che dopo l’orario di chiusura ospitava musicisti come Ben Webster e Lester Young ed i giovani della nuova leva bebop come Thelonious Monk, Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Questi incontri spesso si trasformavano in vere e proprie competizioni fra virtuosi.

Le jam session sono un terreno fertile per l’incontro di musicisti, lo scambio di idee, e sono quindi l’occasione dove sono nate molte collaborazioni musicali.

Di fatto Jamming Culture è l’invito aperto a provare uno spazio improvvisativo, sperimentale, coordinato da una direzione artistica. Ribadendo tutte le tipologie di artisti e performer possono partecipare: musicisti, attori, ballerini, fotografi, poeti, pittori, fumettisti, writer, giocolieri, scrittori, Dj, Vj, MC, Video Maker, ecc. L’attitudine richiesta è quella di salire sul palco con artisti e performer mai incontrati prima (la direzione artistica si riserva il coordinamento).

Per partecipare preghiamo di contattateci attraverso FB aggiungendo uno o tutti i contatti elencati sotto. Si raccomanda la massima puntualità per rispettare la scaletta della serata che sarà comunicata a tutti i partecipanti alle 21.30.

Per ulteriori chiarimenti, per partecipare, non esitate a contattarci:
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Gianluca Scagliarini 3316634355
JAMMING CULTURE la pagina facebook
Bari(Bari)
Taverna Vecchia del Maltese, ogni martedì
ore 22.00