Orecchietta da Guinness

Immagine1.jpgLe orecchiette sono un tipo di pasta tipico della regione Puglia e Basilicata, la cui forma è approssimativamente quella di piccole orecchie, da cui deriva appunto il nome. Nel tarantino e in Valle d’Itria è ancora in uso il sinonimo “chiancarelle” o recchjetedd.

La loro dimensione è di circa 3/4 di un dito pollice, e si presentano come una piccola cupola di colore bianco, con il centro più sottile del bordo e con la superficie ruvida. Ne esiste anche una versione realizzata senza la forma di cupola, meglio conosciuta come “strascinati”. In tutte le varianti, si realizzano utilizzando esclusivamente farina di grano duro, acqua e sale.

Le origini delle orecchiette non sono da ricercarsi in Puglia, ma molto probabilmente nella zona provenzale francese, dove fin dal lontano Medioevo si produceva una pasta simile utilizzando il grano duro del sud della Francia. Si trattava di una pasta molto spessa e a forma di dischi, incavata al centro mediante la pressione del dito pollice: questa forma particolare ne facilitava l’essiccazione, e quindi la conservazione per fronteggiare i periodi di carestia. Sembra anche che ne venissero imbarcate grandi quantità sulle navi che si accingevano ad affrontare lunghi viaggi. In seguito, sarebbero state diffuse in tutta la Basilicata e la Puglia con il loro nome attuale dagli Angioini, dinastia che nel Duecento dominava le terre delle regioni. Secondo insigni studiosi di enogastronomia pugliese – ricordiamo qui solo il più autorevole – le orecchiette avrebbero avuto origine nel territorio di Sannicandro di Bari, durante la dominazione normanno-sveva, tra il XII e il XIII secolo. È infatti possibile, in seguito all’atteggiamento di protezione nei confronti della comunità israelitica locale da parte dei normanno-svevi, la loro derivazione da alcune ricette della tradizione ebraica, come le orecchie di Haman – l’antagonista del libro di Esther – che ritroviamo, ad esempio, in alcuni dolci sefarditi oppure nelle croisettes, un tipo di pasta preparato nelle vallate occitane del Piemonte, lontana parente delle orecchiette di Sannicandro anche nella probabile influenza mediorientale.

Proprio oggi, in onore di questo squisito piatto, la giornata al Parco di Miragica di Molfetta comincia con una kermesse da guinness: l’orecchietta più grande del mondo!  Sotto lo sguardo di giudici internazionali, provette massaie realizzeranno l’esemplare di orecchieta più grande che si sia mai visto. Sullo sfondo di castelli e ponti medievali la regina eterna delle tavole puigliesi conquisterà l’attenzione e un posto del mondo.

Questa giornata prevede il coinvolgimento del pubblico di Miragica in un gioco che incontra il suo punto di forza in una serie di degustazioni. I visitatori e buongustai che  si lanceranno nelle degustazioni dovranno poi individuare l’ingrediente mancante; in palio ci sono gustosi riconoscimenti. Entrambe le giornate prevedono il coinvolgimento di numerosissimi bambini.

L’iniziativa è organizzata con la collaborazione di uno dei più noti pastifici di Puglia e… c’è il secondo round: sabato 14 aprile 2012!

Arthur’s Day

guinness.jpgSono una schifosa nostalgica, cosa volete farci. E quando una segnalazione ha bussato alla mia porta di local-blogger, il primo flash è stato all’Hotel Best Western di Dublino. Dalla mia finestra si vedevano le canne fumanti della fabbrica Guinness. Certo, non sarà romantico come una passeggiata sul Liffey… però aveva un suo perché, svegliarsi all’alba scoprendo che quel fumo all’orizzonte, volesse dire tanto per molti Irlandesi.

Era il 1759 quando Mister Arthur Guinness apriva il birrificio di St.James´s Gate, rendendo quella che era una semplice passione familiare riservata ad amici e dipendenti della sua azienda agricola, un vero mito nel mondo.

Ovviamente, noi Baresi, il mito ce l’abbiamo anche in Puglia, con la sua storia: quando ancora l’Italia non era unita e la Lombardia faceva parte del Regno di Savoia, un membro della famiglia Peroni, trasferitosi a Vigevano, divenne bottigliere ed in poco tempo avviò una piccola attività di produzione di birra. Però una cosa, con l’Irlanda, ci accomuna.

L’amore per il luppolo.

La birra è una delle bevande più antiche prodotte dall’uomo, probabilmente databile al settimo millennio a.C., registrata nella storia scritta dell’antico Egitto e della Mesopotamia. La prima testimonianza chimica nota è datata intorno al 3500-3100 a.C.. Poiché quasi qualsiasi sostanza contenente carboidrati, come ad esempio zucchero e amido, può andare naturalmente incontro a fermentazione, è probabile che bevande simili alla birra siano state inventate l’una indipendentemente dall’altra da diverse culture in ogni parte del mondo. È stato sostenuto che l’invenzione del pane e della birra sia stata responsabile della capacità dell’uomo di sviluppare tecnologie e di diventare sedentario, formando delle civiltà stabili. [cfr. Wikipedia]

E ritornando al caro, vecchio, zio Arthur, direi di prendere in parola gli amici del Joy’s Pub, accettando il loro invito per festeggiarlo in pompa laccone.jpgmagna, nel 250° anniversario della sua prima birra venduta!

Tenetevi liberi, dunque, domani sera, perché vi attende anche un concerto di musica popolare irlandese, cover delle rock band irlandesi
più famose, (U2, the cranberries, the Coors), jazz, country, tutto ad opera dello straordinario duo ” Black Cats” composto da Walter Folliero al Violino ed il mio grandissimo amico Marco Laccone (prima o poi, su queste pagine, dovrò per forza parlarvi anche di lui!).

Più musica, più birra, più premi offerti da mamma Guinness.

Il 24 settembre 2009 ore 21.30, c/o Joy’s Pub, in c.so Sonnino, 118/d, a Bari.

Perché, come diceva Baudlaire (e, più tardi, gli A.R.A.M. Quartet), chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere.