Castaway Depot

Immagine2.jpgIl 4 Giugno 2012 alle ore 18:30 la galleria Doppelgaenger – in Via Verrone a Bari – apre i suoi spazi al pubblico con la mostra personale di Giovanni Ozzola giovane artista fiorentino, appena trentenne ma con alle spalle un curriculum fitto di premi ed esibizioni, in Italia e nel Mondo, da Amsterdam a Tokyo, da Londra a Pechino.

Bari e l’eterno-materno abbraccio del mare, con il quale Giovanni Ozzola sembra aver stretto un profondo legame, accolgono Castaway Depot. Le sue creazioni hanno sempre saputo raccontare magistralmente la luce, il tempo e l’orizzonte, temi che vengono costantemente trattati secondo un’estetica ricca di simbologie, di misticismo ed assai povera di “matematica”: Ozzola tiene particolarmente ad affermare la propria natura di “artista istintivo”.

Sono molte, e nella forma tutte estremamente diverse le une dalle altre, le opere che Ozzola prevede
 di esporre per il primissimo atto di Doppelgaenger. Il comune denominatore è l’esplorazione. Navigare, giovanni_ozzola.jpgesplorare, viaggiare, sono azioni complesse per mezzo delle quali l’uomo, affrontando paure ancestrali, riesce a collocarsi nello spazio e nel tempo. La coscienza di questo cammino diviene mezzo per la conoscenza di sé stessi. Su dodici pietre d’ardesia che compongono un unico lavoro sono state incise le rotte intraprese dai grandi navigatori ed esploratori: da Colombo a Magellano, da Zheng He a Charles Darwin; mappe caratterizzate dalla totale assenza di geografia e nelle quali il viaggio – l’essere partiti e l’aver fatto ritorno – stabilisce sui luoghi una supremazia inesorabile.

In Giovanni Ozzola è forte il desiderio di affrontare luoghi mai conosciuti, di andare verso l’ignoto, di essere naufrago, tutte tappe di un viaggio consapevole.

Conclusione del percorso espositivo è un lavoro fotografico che rappresenta l’orizzonte, ennesimo di una serie inarrestabile e frutto dell’ultima permanenza dell’artista in terra di Bari. Nient’altro che un vuoto, davanti alla costa adriatica, la cui immagine è in grado di suscitare un particolare senso di stordimento ed il diluirsi diventa incipit e conclusione del percorso di conoscenza. Il vuoto alimenta quella sorta di flusso di coscienza joyciano che è l’arte di Giovanni Ozzola e che viene costantemente tradotta in immagini attraverso i media espressivi più vari.

Nella già vasta produzione artistica di Ozzola, abituato a sperimentare le immense possibilità della fotografia e della video-arte, rappresentano un motivo di assoluta novità le incisioni nelle ardesie. E’ la prima volta che l’artista si misura su un’idea che, per quanto istintiva, sembra essere cucita addosso al luogo che le fa da scenario: da un lato Bari, il suo vincolo indissolubile con il mare, dall’altro Palazzo Verrone, con la sua facciata che le varie epoche hanno saputo trasformare in uno splendido ibrido architettonico.

Il mare, il tempo e il loro comune scorrere, legame indissolubile tra l’uomo e la propria natura di esploratore del mondo e di sé stesso.

Giovanni Ozzola nasce nel 1982 a Firenze. Attualmente vive tra Prato e Parigi. Dopo alcuni anni trascorsi a Londra nel 2001 ritorna in Italia, comincia a sviluppare un proprio percorso artistico che lo porta, nel 2001, a partecipare alla mostra Happiness. A Survival Guide for Art and Life, a cura di David Elliott e Pier Luigi Tazzi, al Mori Art Museum di Tokyo. Numerosi gli spazi espositivi in Italia e all’estero che hanno accolto mostre di Giovanni Ozzola, tra questi ricordiamo: On the Edge, Elgiz Museum, Istanbul; MART, Rovereto; Chelsea Art Museum, New York; Galleria Continua, San Gimignano/Le Moulin; Palazzo delle Papesse, Siena; MAN Museo d’Arte, Nuoro; Museo Pecci, Prato; Mori Museum, Tokyo; Galleria Civica di Arte Contemporanea, Trento; Waseda University, Tokyo, Japan; Centre d’Art Bastille, Grenoble, France; Schunck-Glaspaleis, Herleen, The Netherlands; Künstlerhaus Palais Thurn und Taxis, Bregenz, Austria; GC.AC, Monfalcone, Italy; ViaFarini DOCVA, Milano, Italy. Ha vinto numerosi premi, tra cui Premio Cairo per l’arte contemporanea – Milano 2011, Talent Prize – Roma 2010; Premio Terna, categoria Gigawatt – Roma 2008.

Il cuore secondo Giovanni

Immagine1.jpgL’Associazione di Promozione Sociale “Artecrazia” organizza Il cuore secondo Giovanni – Rassegna per voci (quasi) sole presso la centralissima Galleria BLUorG in via Celentano 92/94 a Bari. L’intento è quello di fornire un’interessante panoramica, necessariamente non esaustiva, della scena contemporanea in Puglia. Lontani dai fasti (e dai bilanci) delle stagioni organizzate dai Teatri ufficiali, Il cuore secondo Giovanni, ospita artisti ben noti a chi invece frequenti la realtà off stream, lì dove i genuini fermenti artistici sperimentano soluzioni espressive coraggiose e di sorprendente suggestione. La stagione teatrale di “Artecrazia” è non a caso diretta da Andrea Cramarossa, regista e attore barese che lega il suo nome al Manifesto del Teatro delle Bambole, attivo da un ventennio nel circuito della sperimentazione artistica nazionale.

Ha inaugurato la rassegna Saba Salvemini con Il Vangelo di San Giovanni, emozionante lettura drammatizzata dei Vangeli, una testimonianza di come il teatro possa rispettosamente indagare il sacro nella sua umanità, oltre i dogmatismi e le concettualizzazioni.

I due titoli seguenti sono dedicati alla Memoria della Shoah, prima con l’ottimo Dino Parrotta (Jasenovac, 22 gennaio 2012), poi con la giovane Elisabetta Tonon, impegnata in L’alloggio segreto (5 febbraio 2012), ispirato ai Diari di Anne Frank.

Il 4 marzo 2012 la compagnia del Teatro delle Bambole debutta con la nuova produzione La morsa da Luigi Pirandello, inedita rappresentazione contemporanea di un classico del teatro, per la regia di Andrea Cramarossa. Sempre nel filone della fresca rilettura della tradizione letteraria italiana, il Teatro delle Bambole presenta il 1° aprile 2012 Mater dolorosa dallo Stabat mater di Jacopone da Todi. Coda della rassegna sono le due tappe dello studio artistico condotto da Andrea Cramarossa sul tema della violenza sulle donne: il 29 aprile 2012 con la performance teatrale L’oiseau plane sur l’infarctus de la neige e il 27 maggio 2012 con il debutto dello spettacolo Piccoli giochi – Esperimento di crudeltà teatrali, sempre a cura del Teatro delle Bambole.

Fuori abbonamento altri due eventi di sicuro impatto. Il primo si è tenuto il 5 gennaio 2012 con La Befana delle Bambole (Azione teatrale per piccoli spettatori), un momento tra gioco e poesia dedicato ai bambini di ogni età per l’occasione delle festività natalizie a cura del Teatro delle Bambole. Ospite d’eccellenza de Il cuore secondo Giovanni è poi Lisangela Sgobba con l’affascinante La scelta da Daisaku Ikeda: il 20 maggio 2012 la poliedrica attrice barese ci guida con maestria nell’epopea di Alessandro Magno, accompagnata da un ensemble musicale di tutto rispetto (Domenico Monaco, Epifania N. D’auria e Eufemia Mascolo).

L’inizio degli spettacoli è alle ore 19,00 (salvo se indicato diversamente)

Ulteriori informazioni sono reperibili alla pagina www.facebook.com/Artecrazia o contattando il numero telefonico 347 0591074 o scrivendo agli indirizzi e-mail artecraziapuglia@gmail.com e teatrodellebamboleba@libero.it .

 

Otto. Metti un thriller a Castel del Monte

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Castel del Monte è un luogo magico, mistico. Accentratore di catartiche e universali Forze. Io stessa, ad ogni visita, mi sento incredibilmente attratta da quell’ombelico del Mondo affascinante e ricco di interrogativi ancora tutti privi di risposta. Edificio del XIII secolo costruito dall’imperatore Federico II in Puglia, nell’attuale frazione omonima del comune di Andria, vicino a Santa Maria del Monte. È situato su una collina della catena delle Murge occidentali, a 540 metri s.l.m. I centri urbani più vicini sono Andria (18 km), Ruvo di Puglia e Corato (21 km). È stato inserito nell’elenco dei monumenti nazionali italiani nel 1936 e in quello dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1996. In tanti, in Puglia, si sono occupati di Castel del Monte. Un giorno, magari, mi piacerebbe intervistarne qualcuno su queste pagine ma, oggi, vi parlerò di uno scrittore (e non solo), che ha illuminato di nuovi raggi, la più discussa delle residenze di Federico II di Svevia. “Cosa nasconde il sottosuolo di Castel del Monte, l’enigmatico maniero di Federico II, da quasi otto secoli 41602_131001726929277_1272_n.jpgabbarbicato su una collina solitaria, nel cuore delle Murge? La notte del 17 luglio 1994 Paolo Manfré, un giovane geologo dell’Università di Bari, con l’amico fraterno Mauro Petruzzelli, il geofisico americano Robert Trimble e l’archeologa salentina Alessandra Bianco, decidono di esplorare il sottosuolo del castello. Ciò che troveranno sconvolgerà per sempre le loro vite. In un mix erudito di avventura e thriller, i protagonisti si  muoveranno al confine della conoscenza, districandosi tra antichi codici rinascimentali e sedute di ipnosi regressiva fra Parigi, Chartres e la Puglia al centro di interessi occulti di un pericoloso gruppo internazionale. Un vero e proprio ibrido letterario, un nuovo viaggio di Ulisse verso “Pathmos…quel terribile promontorio del pensiero donde si vedono le tenebre”. Paolo e Sandra attraverseranno l’Inferno, varcheranno le  colonne d’Ercole spinti dall’infinita sete di conoscenza e si lasceranno travolgere dall’abisso della verità per mutare alla fine, la propria esistenza.”

 

ALFREDO DE GIOVANNI nasce a Barletta il 19 febbraio del 1970. Geologo, musicista, autore. Vive a Barletta spostandosi in tutta la Puglia per svolgere la sua missione di cultore della Terra. Ha composto parole e musica di numerosibrani di musica leggera, è autore di brevi racconti ed ha pubblicato contributi per libri fotografici editi da Mario Adda e Castelvecchi.

Otto – L’abisso di Castel del Monte è il suo primo romanzo. Il primo thriller sulla storia e i misteri di Castel del Monte. L’avventura di quattro ricercatori nella notte del 17 luglio 1994.Il primo thriller sulla storia e i misteri di Castel del Monte.

L’avventura di quattro ricercatori nella notte del 17 luglio 1994.Il primo thriller sulla storia e i misteri di Castel del Monte. L’avventura di quattro ricercatori nella notte del 17 luglio 1994. La presentazione, in anteprima nazionale, avverrà giovedi 24 Giugno alle ore 19.30 nella suggestiva cornice dei sotterranei del Castello di Barletta, tra i luoghi eletti del romanzo.