Del Racconto la Vita

welby, make, englaro, francesco, lioce, eluana. libertà, vita“Di chi è la mia vita?” Prendendo in prestito il titolo di un film di John Badham del 1981, ci avviciniamo ad una delle serate più delicate e particolari del Festival di cinema e letteratura “Del Racconto, il Film”

Un incontro eccezionale e particolare perché l’ex macello di Putignano è l’unica tappa OFF di una manifestazione che si svolge solitamente nei castelli. Una scelta fatta per valorizzare ulteriormente, se mai ce ne fosse bisogno, un luogo recuperato grazie al programma per le politiche giovanili Bollenti Spiriti con un appuntamento organizzato in collaborazione con il consorzio I_MAKE.

Un incontro delicato perché il titolo della serata è “Del Racconto, la Vita”, ma potrebbe anche essere “Del Racconto, la Dignità”. 

Perché di questo parleremo con i protagonisti di due importanti battaglie che hanno coinvolto l’opinione pubblica negli ultimi anni: Beppino Englaro, padre di Eluana Englaro morta a Udine il 9 febbraio 2009 in stato vegetativo per 17 anni, e Mina Welby, moglie di Piergiorgio Welby morto a Roma il 20 dicembre 2006 ammalato di distrofia muscolare in forma progressiva dall’età di 16 anni.

Con loro discuteremo di testamento biologico in questo appuntamento straordinario. E lo faremo riferendoci a due testi in particolare “Ocean Terminal” edito da Castelvecchi a cura di Francesco Lioce (un inno alla vita nonostante tutto, un flusso di memoria interrotto dieci mesi prima della morte e pubblicato postumo) ed “Eluana. La libertà e la vita” pubblicato da Rizzoli (la battaglia di un padre che voleva fosse riconosciuto alla figlia il diritto di libertà di cura e di terapia fino alla fine). Entrambi i casi hanno diviso l’opinione pubblica, dando vita a dibattiti parlamentari inutili e dannosi. A condurre l’incontro, la giornalista Donatella Lopez. 

Dopo i libri, il film. “Lo scafandro e la farfalla” di Julian Schnabel, la storia di un uomo che finisce in coma a causa di un incidente e che al suo risveglio é paralizzato con solo l’occhio sinistro funzionante.

Inizio ore 19,30

c/o ex macello Putignano

Ingresso è libero e gratuito

Putignano(Bari)

Ex Macello – Via Santa Caterina Da Siena

ore 19.30

ingresso libero

Info. 3426624110

I Giovani Imprenditori e la Brand Reputation

Immagine1.jpgSi è svolto a Bari, il giorno 15 giugno, presso la sede di Confindustria di Bari e Bat, il workshop dal titolo “Le aziende nell’era digitale: i nuovi strumenti per promuovere la BRAND REPUTATION”organizzato dai Giovani Imprenditori di Confindustria Bari e Bat, in collaborazione con la Sezione Terziario Innovativo e Comunicazione e con il contributo di Wind Business.

In occasione della giornata, noi di Virgilio Bari abbiamo contattato Francesco Divella, Consigliere dei Giovani Imprenditori, promotore dell’iniziativa, affinché potesse illustrarci motivazioni e punti chiave del workshop. Chiarendone i fini e rendendone accessibili le funzioni-chiave, anche a chi non è nel mondo del marketing e dell’imprenditoria.

Al workshop hanno partecipato: Francesco Divella (Divella), Mariana Bianco (Torrefazione Caffè Creme), Valentina Novembre e Gianluigi Conese (SEC Mediterranea), la communication designer Mafe De Baggis e Alessandra Bianchini (Wind), Antonio Perfido (E-labora Srl) . Ha moderato Dionisio Ciccarese (direttore di Epolis Bari e Gazzetta dell’Economia).

Perché un workshop per scoprire la comunicazione sul web?

Presto il numero degli smartphone (e quindi dell’accesso a informazioni e contenuti digitali) supererà quello dei terminali fissi. Questa evoluzione al mobile dovrà trovare pronto chiunque abbia intenzione di seguire il passo dell’utenza media. E quindi della propria clientela. Il consumatore reclama un suo diritto a conoscere il prodotto. A poterne discutere. A-perché no-diventare parte attiva nel miglioramento dello stesso. In questo le piattaforme digitali sono immediate e implacabili. Senza uno spazio dedicato da parte dell’azienda si finisce per mancare l’interazione e la conseguente opportunità di miglioramento dell’offerta. Non esclusivamente di sinergia collaborativa parliamo. La crescita di un marchio è legata anche alla possibilità di allargare il proprio orizzonte di vendita ad un mercato che è quello online. Siamo in Puglia. Ma il confine di Internet, penso sia cosa nota, è il resto del Mondo. La gente cerca in internet. Sceglie in internet. Compra, in internet.

E’ una realtà che non si può ignorare.

Quanto sono importanti i numeri della Rete?

L’esperienza personale di Divella vede protagonisti 17.000 iscritti alla pagina ufficiale. Parliamo di Facebook. Anche altri canali social (ad es. Twitter o Youtube) sono in grado di veicolare una campagna su grandi (a volte grandissimi) numeri. La Rete è uno strumento meraviglioso. I numeri, però, non bastano. Vanno gestiti, fidelizzati, visti in proporzione all’attenzione che si riesce a suscitare. Dietro ai numeri, poi, ci sono delle persone. L’attenzione di queste persone significa cura per i contenuti, modalità di comunicazione, e una perfetta padronanza del mezzo social. Siamo in internet. Ed è necessario imparare il codice e il linguaggio di internet (strizzando l’occhio alla netiquette N.d.M.). I risultati, operando in maniera corretta e adeguatamente strategica, non stentano ad arrivare. 

La Rete sostituirà i mezzi tradizionali di promozione?

Internet è un mezzo di comunicazione. Ma anche tv, stampa, radio lo sono. Ognuno con le sue regole, ognuno con il suo modo e maniera. Facebook è stato rivoluzionario in questo senso: ha dato la possibilità a tutti i canali di ritrovarsi in un solo campo d’azione. Senza violarne la natura ma, anzi, enfatizzandone la diffusione del messaggio. Questo workshop non intende formare per sostituire le antiche vie con quelle nuove. L’intento è di integrare una comunicazione classica a quella più immediata e contemporanea della Rete.

Cosa auguriamo ai Giovani Imprenditori che vogliono approcciare la filosofia 2.0?

Volevamo dare un messaggio positivo e uno spunto per accrescere il proprio business. E il mio auspicio è che la presenza in Rete si trasformi in forza motrice dell’imprenditoria territoriale. Questo augurio è rivolto alla Puglia intera. Non solo ai grandi marchi, ma anche alle piccole realtà. Perché l’evoluzione delle aziende in Puglia è sinonimo di un fatturato indispensabile per la crescita dell’economia per l’intera regione.


La Puglia che si connette è una scommessa del presente che ridisegna lo scenario del futuro. Confidiamo nei nostri Giovani Imprenditori per i giorni a venire di una regione che lascerà il segno.

Un’industria che sa evolversi al ritmo delle nuove tecnologie e mezzi di comunicazione, cuore di un territorio che cresce con benefici e risvolti economici positivi per tutti. 

Anche in Rete.

La Nana Bianca del Bravo’

Immagine1.jpgParte all’insegna della musica e della danza il 2012 del Teatro Bravo’. A intrattenere i più piccoli, fino a giovedì 5 gennaio alle 18, La Nana bianca. Le coreografie di Raffaella Tricarico raccontano una storia misteriosa dove i passi dei ballerini Annagiulia Marzulli, Mariangela Masciarelli e Francesco Petaroscia interagiscono con la voce narrante di Lorenzo D’Armento finendo per svelare l’identità di questo essere ambiguo, stretto tra il buio e la luce, tra il Bene e il Male. 

Gli stessi autori si confronteranno poi alle 21, nelle stesse giornate, con un omaggio alla storia del cinema in musica e danza con Fotogrammi, un amarcord sulle note più famose della cinematografia nazionale e internazionale, dal Monello di Charlie Chaplin a La dolce vita di Federico Fellini. Con la Marzulli e la Masciarelli anche Mara Tiofilo.

Inoltre, l’occasione è interessante anche per visitare  la sezione “In mostra al Bravo’”, che ospita fino al 10 gennaio sette dipinti, olio su tela, di Francesco Maurogiovanni. Tratti decisi, linee spezzate, geometriche che lottano con i colori accesi attraverso i quali, dichiara l’autore “ogni differenza tra sogno, incubo e realtà è azzerata e ogni elemento può entrare di diritto nella composizione dell’opera a raccontarne capricci e desideri”.

Maurogiovanni, parente del compianto scrittore e drammaturgo Vito, è un autodidatta nel mondo dell’arte figurativa, ma ha già ricevuto consensi di pubblico e critica. Sue opere sono state esposte nella Galleria La Spadarina di Piacenza (2007) e al Gustave Moreau di Parigi (2008).

Prima o poi, ve lo prometto, pubblicherò una bella intervista al Direttore Artistico del Bravò. Perché, diciamolo, non è facile organizzare cotanti momenti di realizzante arte fatta nel Capoluogo, dalle ceneri di un cinema a luci rosse (ei fu “Il Salottino”).

Complimentoni!

Teatro Bravò

Info. 338.6108857 – 331.6473886

Piripicchio reloaded

Immagine1.jpgVisto lo stratosferico successo  scaturito dalla visione del teaser di “Piripicchio, l’ultima mossa”(e dal mio relativo post), ecco un nuovo imperdibile appuntamento per i numerosissimi fan del grande artista barese.

Da sabato 11 fino a domenica 19 settembre, per tutta la durata della Fiera (vi parlerò anche della Fiera, non temete), nel Cineporto, sarà possibile visitare la mostra «Scatti di pellicola», dedicata al film «Piripicchio, l’ultima mossa», improntato alle fasi salienti della vita di Michele Genovese, in arte Piripicchio, nato a Barletta nel 1907 e morto a Bitonto nel 1980.

Allestita dalla Globalart della pittrice Rosa Didonna, con gli scatti di Angelo Saponara tratti dal libro «L’ultima mossa» edizioni Gelsorosso, e di Francesco Rossini, la rassegna si propone di offrire alcuni fotogrammi dell’intera pellicola firmata dal regista Vito Giuss Potenza, la cui uscita è prevista per novembre nelle sale e la cui distribuzione è curata da Pino Armenise.

Quanto mi stupisce, e lo dico con un leggero velo polemico, è l’incredibile multimedialità e sinergia di forse in quello che chiamerei “l’anno dibrochure_fronte1.jpg Piripicchio”. Arte, letteratura, cinematografia, fotografia, teatro. Tutte insieme per rendere omaggio e tributo all’umanità di Michele Genovese. Mi stupisce perché, a Bari (talvolta, ammettiamolo), ogni realtà si fa i fatterelli suoi, tirando in ballo di rado un esercito così nutrito di superpotenze artistiche. Piripicchio, dunque, non è solo un film, per me. Ma centro di aggregazione catartico. Quasi lo spirito di Genovese aleggiasse, facendo da collante.

Insomma. Cose belle.

 

Il racconto del film prescinde dai canoni della docu-fiction e cala l’attore di strada in un contesto storico importante per la Puglia, a cavallo tra gli anni 70 e gli anni 80, quando il torpore dei secoli lasciava spazio a un vento nuovo. Fra le fotografie esposte si potrà ammirare Nicola Pignataro nei panni del celeberrimo comico di strada ma anche i volti di Vincent (Piero Campanale) e Patty (Vittoriana Grezio), coprotagonisti del film, simboli dell’amore e della voglia di riscatto che traspaiono dalla romanzatura sapientemente costruita dagli autori della sceneggiatura, Antonio Garofalo e Luca Vessio. I quali, insieme con il regista, hanno voluto donare a Piripicchio un volto romantico e un linguaggio che lo celebrasse rendendolo anche sdoganabile nelle sale di tutta Italia.

La mostra è impreziosita inoltre dalle opere d’arte di Maurantonio Mezzina, Rossella Andriani e dai costumi di Francesca Mesto che vestirà le Piripicchie, promoter del film e della manifestazione artistica. Marketing curato da Oasi Creativa. Sito ufficiale del film www.piripicchio.it.

Ora, però, non fatemi fare brutte figure. Staccate gli occhi dalle Piripicchie e fermatevi a contemplare il capolavoro della memoria. Continuando a descrivermi i vostri ricordi su queste pagine.

P.S.: con un certo orgoglio, posso anche sussurrarvi un gossippone. Con Virgilio saremo all’anteprima dedicata ai giornalisti. Non mancheranno indiscrezioni, impressioni “a caldo”, foto degli attori e video esclusivissimi. Il mio personale ringraziamento a Vito Giuss Potenza. Alla sua disponibilità. Alla sua opera. E alla forza di internet. Che mi permette di riportarvi scorci della nostra città a 360°, per viverla sempre al meglio.

 

Apparenze alla Vallisa

apparenze.jpg“Apparenze”, è uno  spettacolo che vede impegnati tre attori.
È un percorso pirandelliano sull’amore e sul tradimento.
Un viaggio che prende avvio da una dimensione “reale” (La morsa).
E si conclude in una “surreale” (All’uscita).
Tre personaggi e travagli di una vita terrena.
L’incontro nell’aldilà condannati a “vivere” il loro destino.
Ci si può ribellare ad esso?

Forse sì. Forse no.
Si è in qualche modo al cospetto di una lunga seduta di analisi alla ricerca dell’io e forse dell’Amore.
Un viaggio, quello della vita e della morte, di tre anime, di tre “apparenze”.
Un uomo, una donna, un filosofo.
Una storia raccontata attraverso due testi poco rappresentati e “minori”, se così si può dire, di Pirandello.
Dov’è, dunque, il confine tra reale e surreale?
Anche se caratterizzato da rovelli intellettuali, come tutta l’opera pirandelliana, lo spettacolo è improntato su una chiave di lettura ironica, 27935.jpgcostantemente presente in Pirandello.

Lo spettacolo è scandito dalle musiche di Vasco Rossi arrangiate da Raffaele Nicolì.

L’accostamento Pirandello-Rossi ha tanto interessato il pubblico e per questo abbiamo domandato al regista cosa l’ha spinto a scegliere le musiche del Vasco per queste due pièce.
«Definire vecchio un testo di Pirandello è ormai un luogo comune. Riadattando qualche passaggio demodé, il testo risulta poi essere di grande attualità, per questo mi è sembrato adatto sottolineare e impreziosire il testo dello scrittore siciliano con le splendide musiche di un poeta contemporaneo».

Per la regia di Francesco Carrassi e la presenza in scena di tre attori intensi. Profondi. Incredibilmente forti nel rendere le mille sfaccettature di questo Pirandello “minore”. Lorenzo D’Armento, Tiziana Gerbino e Fabio Giacobbe.

venerdì 26, sabato 27, domenica 28 Marzo
ore 21,00

Info e Prenotazioni
4fticket via Vallisa 24 – Bari
tel. 080-5216276

Biglietto intero €. 15,00
ridotto per anziani, giovani e “Amici della Vallisa” €. 10,00

Diamo una “scossa” al Mezzogiorno

lascossa.jpgOggi la parola d’ordine delle élite è «dimenticare il Mezzogiorno». È la stagione peggiore del Sud dal dopoguerra: la stagione del declino senza speranza, dell’oblìo senza remore da parte della politica e dei media, del clamoroso fallimento delle strategie di sviluppo delle Regioni meridionali, della fuga in massa dei giovani dall’inferno. Nonostante vecchi annunci roboanti e nuovi Partiti del Sud, nessuno sembra più curarsi davvero della Cenerentola d’Europa. Tra i leader politici prevale una sorta di «rassegnazione etnica» sulla sorte dei Terroni: «non ce la possono fare, meglio abbandonarli al loro destino». Al Sud serve disperatamente una «scossa». Non è più tempo nè di questuare altra (inutile) spesa pubblica, nè di praticare (illuministicamente) la «normalizzazione» del Mezzogiorno. Solo una rivoluzione del coraggio, solo una strategia di rottura può salvare il Sud dalla deriva definitiva dell’economia e delle menti. Ecco sei proposte shock per realizzarla. Per riprenderci il Mezzogiorno, prima che diventi la nuova Petra.

E, per farcelo notare, l’autore Francesco Delzio scrive un libro. Uno “dei” libri. Libri forti, interessanti, carismatici, positivi e propositivi.

Manager, giornalista, saggista e docente universitario – meridionale di nascita e «sudista» per passione – a 35 anni coltiva mestieri, network e battaglie trasversali, interpretando lo spirito di quella Generazione Tuareg che ha descritto nel suo primo fortunatissimo pamphlet, divenuto il manifesto-simbolo dei 30-40enni italiani Oggi è Executive Vice President del Gruppo Piaggio, come Direttore delle Relazioni Esterne e degli Affari Istituzionali.

Dal 2001 al 2008 è stato Direttore dei Giovani Imprenditori di Confindustria – il più giovane della storia dell’organizzazione – e prima ancora giornalista RAI.

Attualmente è anche Presidente dell’Associazione Laureati LUISS e Consigliere d’Amministrazione della stessa Università.

Alle18, nella location della Libreria Laterza, Francesco Delzio autore de «La scossa. Sei proposte shock per la rinascita del Sud», ed. Rubettino., incontrerà chiunque voglia capirne qualcosa di più, facendosi scoprire queste sei proposte. Interverranno Enzo Carpentiere e Lino Patruno. Assolutamente un bell’incontro. Impegnativo ma colloquiale, alla ricerca del “quid” che possa risollevare quella che, un tempo, veniva chiamata “questione meridionale” e che, oggi, tra risorse umane e territoriali, può diventare un giacimento di fortune e grande crescita, non solo per il sud Italia.

 

Nonsolo escort

Immagine1.jpgIl teaser, in effetti, è accattivante: «Non sono una escort ma mi candido lo stesso ». Questo slogan da 48 ore sta incuriosendo tutta Bari. E rintracciarne l’autore non è poi così difficile. Indizio (risolutivo): ha lo stesso cognome della escort più famosa d’Italia, con cui condivide (se non il cachet) almeno l’orientamento politico. Ma sì, è lui. Dietro le due belle gambe che campeggiano per mezza città c’è Fabrizio D’Addario, consigliere comunale del centrodestra, che ha deciso di scendere in campo per le Regionali nelle file di I Pugliesi, la lista che fa capo al candidato Rocco Palese ed è curata da Francesco Schittulli. D’Addario (Fabrizio) l’ha pensata bella: capitalizzare quel cognome, così «scomodo», soprattutto per uno come lui che di mestiere fa il professore universitario e che negli ultimi mesi dev’essere stato amaramente canzonato da amici e conoscenti. «Qualcuno – racconta divertito Fabrizio – mi ha persino chiesto se Patrizia fosse mia sorella».

L’idea di sfruttare l’omonimia è dell’avvocato Enzo Varricchio («Un grande esperto d’arte», dice D’Addario) insieme allo studio di comunicazione Mirizzi-Brunetti. «Abbiamo voluto giocare sul doppio senso del cognome – racconta Fabrizio – ma anche lanciare un messaggio. Negli ultimi mesi il dibattito è stato tutto incentrato su scandali, complotti e cose di questo tipo: la politica associata ad aspetti negativi. Beh, è ora di finirla».

Ma con quelle gambe sparate così, sei metri per tre, non si rischia di apparire misogini? « Tutt’altro – dice D’Addario -: abbiamo usato l’ironia per dire che questo mercimonio non deve sporcare l’immagine delle donne. Il genere femminile non va valutato soltanto sotto il profilo fisico. La politica va fatta con il cervello, e certamente le donne hanno la capacità, le doti e la lungimiranza per ricoprire i più alti incarichi nel luogo pubblico». Il mistero, ormai, è svelato. Ma per quelli che non leggono i giornali, durerà fino a lunedì prossimo, quando sui cartelloni D’Addario ci metterà la faccia. La sua, non quella di Patrizia…