Blooms of Daphne

Immagine1.jpgDiciannove artisti, diciannove sguardi diversi sulle forme di una contemporaneità in perenne trasformazione. Chiude l’anno con una grande collettiva dedicata alle mille possibilità creative della metamorfosi la Fabrica Fluxus Art Gallery di Bari (via Marcello Celentano 39, www.fabricafluxus.com), che inaugura sabato 17 dicembre alle ore 19.00: la mostra “Blooms of Daphne”, a cura di Francesco Paolo Del Re e Roberta Fiorito, propone al pubblico fino al 14 gennaio un percorso ammaliante e vertiginoso attraverso le opere di Nicola Alessandrini, Alessio Bogani, Arrington De Dionyso, FIDIA Falaschetti, Ferencz Kilian, Lucamaleonte, Pierpaolo Miccolis, Luigi Massari, Nunzio Paci, Riot Queer, Thomas Raimondi, Elena Rapa, Marco Rea, Denis Riva, Teresa Romano, Patrizia Emma Scialpi, Fernanda Veron, Red Zdreus e YoIrene (Studio Arturo). 

Per rendere omaggio al solstizio d’inverno, momento simbolico del passaggio di stato di una natura che si risveglia e muta, seguendo il ritmo naturale delle giornate che cominciano ad allungarsi, i curatori Francesco Paolo Del Re e Roberta Fiorito fanno sbocciare sulle pareti della galleria Fabrica Fluxus di Bari i visionari boccioli che, a distanza di millenni e attraverso le culture, ingemmano i rami dell’alloro di Dafne, la fanciulla che nell’antico mito greco si tramutò in albero per sfuggire agli assalti appassionati del dio Apollo, divenendo la madre di tutte le metamorfosi.

I diciannove ‘figli di Dafne’ della mostra barese raccontano le possibili metamorfosi del nuovo millennio. “In risposta alle criticità della vita contemporanea – scrive Francesco Paolo Del Re – il divenire dell’umanità sviluppa particolari forme di adattamento, possibilità di superare con la fantasia e il sogno difficoltà e ostacoli dell’esistente. Come reagire? Non è più tempo di rivoluzioni. Ad articolate strategie di cambiamento a lungo termine e a progetti rivoluzionari che hanno storicamente mostrato il fallimento della loro utopia, si oppongono metamorfosi tattiche, espedienti di felicità provvisoria, insubordinazioni alla fissità di una forma data. Modi di liberazione di un potenziale di consumo della forma. Sbocciano forme inedite, insurrezionali, spregiudicate, inebrianti di metamorfosi, interventi tattici di resistenza contro l’oppressione del reale”.

Cercando di interpretare la liquidità di un sentire, il progetto espositivo descrive, attraverso i linguaggi del disegno, dell’illustrazione, della pittura, dell’incisione, della scultura, della fotografia e del collage, atti ed effetti delle mutazioni contemporanee, per ipotizzare traiettorie per interventi tattici di metamorfosi. Nell’accostamento dei due termini metamorfosi e tattica, l’uno proveniente dalla sfera letteraria e immaginativa e l’altro dal lessico militare, trova spazio la possibilità di cogliere un fruscio dell’aria, un sentimento di stupore aleggiante tra le fronde del bosco dell’oggi.

“Da Ovidio agli avatar della comunicazione digitale – prosegue Del Re – il gioco della trasformazione si fa complesso e i passaggi di stato fanno riverberare gli echi di un sentimento di meraviglia. Le divisioni tra i regni della natura crollano, la diversità delle culture collide, l’osmosi accelera e forza genealogie e percorsi evolutivi, alla ricerca di salti esperienziali capaci di trasformare la realtà in sogno, il dolore in euforia, il dogma in fiction. E l’uomo, quell’arcaico e futuribile vettore di meraviglia che cammina su due zampe e crede di poter inventare un ordine nel caos e nell’imponderabile, scopre affinità, contagi, traslazioni, geminazioni, ambivalenze, polisemie di desiderio. Diventando altro, mutando forma e affidandosi alle possibilità di un incessante morphing identitario”. 

Non è tutto. Nella seconda sala di Fabrica Fluxus si snoda, infatti, un secondo percorso espositivo, che propone al pubblico le opere di alcuni degli artisti più amati : Karin Andersen, Mariantonietta Bagliato, Ciou, Alessia Cocca, Claudia Giannuli, Ester Grossi, Jennybird Alcantara, Lisa Mei, Ling Fong, Lostfish, Bethany Marchman, Dario Molinaro, Michael Rotondi, Paola Sala e Marco Testini.

INAUGURAZIONE: 17 dicembre 2011 ore 19.00

INFORMAZIONI: +39 080.5236319 – fabricafluxus@gmail.com – www.fabricafluxus.com

Noi… figli delle stelle

figli_1.jpgSiamo così presi, talvolta, a rimirare il dito mentre punta improbabili meteore nate dall’humus televisivo, da dimenticarci degli astri di casa nostra. Quei ragazzi che, esattamente come in Fame, studiano copioni, partecipano a provini, seguono stage e scuole di formazione, per avvicinare il mito di Brodway, e di quella Chorus Line, croce e delizia di chiunque si avventuri nel mondo del musical, per diventarne protagonista.

Questi talenti made in Puglia, hanno un nome e si esibiscono con canti e danze che, nulla hanno da invidiare, ai colleghi d’Oltreoceano.

La Compagnia Stabile del Musical, è nata nella stagione 2002/2003 da un’idea di Adolfo Marazita, che ricopre il ruolo di unico organizzatore. E’ composta da 18 artisti professionisti tra cantanti, attori, ballerini ed acrobati ed ha al suo attivo cinque anni di attività. In questo lungo periodo si sono consolidate professionalità ed esperienza, fortemente riscontrate durante le oltre 100 rappresentazioni tenute nelle precedenti stagioni invernali ed estive.

Dopo i grandi consensi di pubblico, a Rosamarina e a Brindisi, la Compagnia si appresta a portare nella piazza di Binetto  “Noi…Figli delle Stelle”, pronta a trascinare il pubblico nei favolosi anni ’70 ’80, raccontandoli in Musical.

Per i nostalgici, ma anche no (corsi e ricorsi storici di mode e modi, vogliono anche i più giovani presi dal fascino del revival).6135_1120717012170_1054382948_30298813_2299967_n.jpg

Per la sceneggiatura di Silvia Cuccovillo, ls storia si svolge nell’arco di un decennio (1978-1989)…le vicende di un gruppo di amici diciottenni, alle prese con la maturità, i primi amori e divertenti colpi di scena per ritrovarsi poi dopo alcuni anni, cresciuti ed ognuno con la propria esperienza di vita. Il tutto fa da filo conduttore alle canzoni ed alla musica di quegli anni senza tralasciare riferimenti alle vicende che hanno attraversato la storia di quel periodo.

Direi che, l’evento, è assolutamente da non perdere.

In primis perché poter godere del talento dei nostri professionisti non è cosa da tutti i giorni. In seconda battuta, perché vi insinuo il tarlo della crisi, sottolineando che la performance sarà libera e gratuita per tutti coloro che vorranno recarsi a Binetto , in occasione della Festa Patronale di San Crescenzio che, appunto, ospiterà nel suo programma “Noi… Figli delle Stelle”.

Fino al 31 di agosto, il Comitato Feste della Parrocchia Santa Maria Assunta, ogni sera vi stupirà con sagre, concerti, teatro, intrattenimento per i più piccoli e gastronomia locale.

Concludendo in bellezza, poi, tra fuochi pirotecnici mozzafiato ed esibizioni bandistiche.

Se anche voi, vi sentite un po’ …figli delle stelle, non potrete certamente mancare!

(Io, nel mentre, vado a cercare in soffitta i miei pantaloni “a zampa”, chissà dove li ho messi)