Strumenti di tortura fra Medioevo e Inquisizione

Immagine1.jpgI metodi e gli strumenti di tortura servivano in passato, e tuttora sono utilizzati in alcuni stati, principalmente per ricavare informazioni da persone catturate da una fazione nemica oppure imprigionate; essi si basano sul controverso assunto, in base al quale il dolore fisico o il terrore psicologico, dovrebbe indurre la persona sottoposta alla tortura a confessare i crimini da lui commessi oppure le informazioni di cui dispone.

Nell’ambito delle manifestazioni collaterali per il XVI Corteo Storico Corrado IV di Svevia, per la prima volta a Casamassima una mostra che penetra uno dei lati più oscuri e da brividi della mente umana: dal 5 al 14 ottobre, infatti, presso palazzo Monacelle, si terrà la mostra intitolata “Strumenti di tortura tra Medioevo e Inquisizione”.

Sin dall’antichità in tutte le culture la tortura è stata praticata per estorcere verità nascoste, diffondendosi in Europa soprattutto nel Medio Evo con l’invenzione di pratiche e strumenti sempre più nuovi e sadici, sino all’età moderna.

Estremamente crudeli e sadici, i più famosi erano la frusta, i tratti di corda, la vergine di Norimberga, il contatto con i tizzoni ardenti, la goccia cinese (gocce d’acqua che cadono ripetutamente sulla fronte della vittima, e, secondo leggende popolar-letterarie, fino a portare alla perforazione del cranio o comunque a un forte disagio psicofisico) e l’allungamento (eseguito grazie ad apposite macchine).

La mostra in oggetto è un excursus tra gli strumenti di tortura di piccole e grandi dimensioni più diffusi nel corso dei secoli, alcuni particolarmente inquietanti, e su cui primeggia la leggendaria e affascinante Vergine di Norimberga, indubbiamente il più sofisticato.

La ricerca e la realizzazione degli strumenti di tortura in mostra sono opera del fabbro-artista Giuseppe Potenzieri Pace da Palo del Colle. La storia lo affascina al punto di ricreare anche armi, scudi, candelabri, icone, idoli in pietra, scaturiti da una attenta ricerca e dalla maestria del suo operato.

Molti di questi oggetti arricchiscono la mostra curata dalla Pro Loco di Casamassima, offrendo un panorama completo di quello che fu il più affascinante dei periodi storici, il Medioevo.

 

Questi gli orari di ingresso alla mostra:dal 6 al 14 ottobre ore 18.00 – 20.30

L’ingresso è libero. Per le visite scolastiche la mostra è aperta anche la mattina.

INFO: 0804530059 – 320 9793597

Uno scatto per le pari opportunità

Immagine1.jpgPotrei fare degli auguri anticipati. Potrei esortarvi all’eccesso e al divertimento. A regalarvi mimose. 

Ma, sinceramente, questa cosa della Festa della Donna, in fondo, non l’ho mai sentita per davvero. Anzi. Mi sembra l’assurdità più colossale sbattersi tra pizze, discoteche, improbabili streap-tease e disquisizioni su “mimosa sì, mimosa no” per “festeggiare”.

Festeggiare COSA? Che la festa della donna, ricordiamolo, è prima di tutto una giornata internazionale per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. 

E’ un giorno di riflessione. E non di bagordi. Non il martedì grasso delle femmine, non il capodanno dei muscoli guizzanti al nostro servizio. 

Però posso segnalarvi un bel concorso fotografico. Un po’ perché ne hanno prorogato la scadenza. Un po’ perché la fotografia è diventata il mio hobby preferito. Un po’ perché l’idea mi sembra veramente interessante. 

Scade il 30 aprile 2012 il termine ultimo per partecipare al concorso fotografico: “Uno scatto per le pari opportunità”, indetto dalla Commissione consiliare speciale per le Pari Opportunità del Comune di Bari.

L’iniziativa ha lo scopo di diffondere, attraverso il mezzo fotografico, il messaggio delle pari opportunità, non limitandolo alla differenza uomo-donna ma estendendolo a qualsiasi soggetto che veicoli il valore delle differenze. Il concorso, aperto alla cittadinanza tutta, premierà l’immagine più significativa che sarà stampata su uno stendardo da affiggere sul prospetto di un edificio cittadino.

Sono ammessi a partecipare tutti i cittadini, anche minorenni, purché autorizzati dai genitori esercenti la potestà genitoriale. 

Fra le foto selezionate, la Commissione sceglierà a suo insindacabile giudizio la foto vincitrice che sarà trasformata in un Banner affisso in luogo a stabilirsi di pertinenza del Comune di Bari. 

Il risultato del concorso sarà pubblicato sul sito del Comune di Bari. Dov’è possibile trovare anche il bando nella sua interezza.

In conclusione, se dovete regalare un fiore alle vostre donne, tramutatelo in un gesto gentile. Attenzioni. Rispetto. E supporto.

Saranno graditi più di mille e una rose rosse.

Il “botto” facciamolo in Piazza!

Immagine1.jpgVolevo salutare il 2011 su questo blog con un post intimista. Poi, mi sono detta, ci sono luoghi e sedi più consoni. Nel frattempo, decidevo con mio fratello il menu di Vigilia. Un qualcosa di tranquillo. Sereno. Raccolto. Meno inquietante dello scorso anno, quando mi ritrovai al pronto soccorso del policlinico con un terribile ascesso. Prima di me, in arrivo a fiotti, diversi feriti da petardi, tricche-e-tracche, miccette, bombette e trullallero.

Tutti con un codice dal colore più intenso del mio. Che ce l’avevo in bocca,”l’esplosione” del Capodanno.

E benché la scelta sia stata ben poco popolare, concordo con quanto annunciato dal Sindaco Emiliano sul suo profilo FaceBook:  ”A furor di popolo (qui sono decine e decine le sollecitazioni) ho deciso di adottare l’ordinanza che vieta i botti di Capodanno al fine di tutelare la sicurezza delle persone e di altri esseri viventi”. 

Il botto, a quanto pare, lo faranno una grande festa. In piazza. A due passi da casa mia.

Una grande festa in piazza per salutare l’inizio del nuovo anno. A Bari il Capodanno comincia all’insegna della grande musica, dello spettacolo e della solidarietà.

Il 31 dicembre i riflettori si accenderanno in piazza della Libertà a partire dalle 22.30; a scaldare il pubblico ci saranno due band nate e cresciute sul territorio barese: gli Z.E.D., recenti vincitori del premio dedicato alla memoria di Mimmo Bucci, e la 20th Century band, specializzata in cover anni ’80 e colonne sonore di grandi film. A condurre la serata la coppia-rivelazione della comicità barese: Boccasile e Maretti, che intratterranno il pubblico e coinvolgeranno gli artisti con le loro gag.

I protagonisti assoluti della festa più lunga del mondo saranno gli Elio e le Storie Tese che saliranno sul palco subito dopo la mezzanotte con un concerto straordinario: un evento esclusivo, in anteprima assoluta, in cui la band offrirà il meglio del suo repertorio condito dagli inimitabili siparietti che caratterizzano i loro show. Il “simpatico complessino” sarà sul palco per salutare il capodanno con “collegamenti” che andranno da Londra a Rio De Janeiro.

Lo spettacolo in piazza proseguirà sino all’alba con l’animazione dei dj-set di Angelo Salomone e Marco Greco che accompagneranno il pubblico in un “giro del mondo” di suoni e festeggiamenti.

Come da tradizione il Comune di Bari, insieme alla BNL, organizza anche quest’anno al Palamartino la Cena degli Abbracci, il tradizionale cenone di solidarietà per consentire a tutti, anche a chi è in difficoltà di festeggiare in allegria e compagnia l’arrivo del 2012.

A tal proposito, parlano quindi di solidarietà, sono felice di potervi dire che moltissime associazioni hanno ricevuto richiesta da parte di volontari pronti a donare il proprio tempo del Capodanno in favore di chi è meno fortunato. Felici delle offerte sono stati in particolare i reparti ospedalieri Oncologici. 

Perché quando stiamo lì a lamentarci di quanto sia stato terribile, questo 2011, non mettiamo in conto il bicchiere mezzo pieno che stringeremo tra le mani per festeggiare l’avvento del 2012.

C’è chi, il bicchiere, è costretto per cause di forza maggiore a vederlo completamente vuoto. Nonostante tutto affronta ogni singolo giorno con la speranza di una nuova alba del sorriso.

In alto i calici. Libiamo. Libiamo. Libiamo. Anche al 2011 che ci lascia. E che ci ha voluto bene, nonostante tutto.

Auguri dalla Vostra Local Blogger Marileda.

Ottaviano per la Festa della Musica

Immagine1.jpgUno degli eventi annuali di cultura e spettacolo più importanti ed attesi dell’anno in tutta Europa, la Festa della Musica si celebra ogni anno il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate.

La Fête de la Musique, la Festa della Musica Europea non costituisce un festival, bensì una grande manifestazione popolare gratuita, una festa aperta a tutti i partecipanti amatori o professionisti, che desiderano esibirsi di fronte ad un vasto pubblico, sempre curioso e disponibile. I musicisti sono invitati ad esibirsi gratuitamente e tutte le manifestazioni sono gratuite per il pubblico, all’aperto, per le strade, le piazze, i giardini, oppure in luoghi tradizionalmente adibiti ad altre attività come i cortili di chiese, musei, castelli, etc.

La festa offre inoltre la possibilità di proporre dei concerti negli ospedali o nelle prigione, di sviluppare incontri e scambi.

In occasione della Festa della Musica, evento che si svolge a livello europeo il 21 giugno di ogni anno per celebrare il solstizio d’estate, a Castel del Monte si terrà un concerto intitolato ” Oltre i confini “, promosso dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari, BAT e Foggia – Direzione di Castel del Monte con la partnership di Banca Carime.

Il concerto,organizzato con la collaborazione dell’Associazione Nel Gioco del Jazz, prevede un excursus musicale da Haendel a Bizet a Ravel a Sakamoto, affidato a due artisti di grande livello come Roberto Ottaviano al Sax e Pietro Laera al Pianoforte.

Roberto Ottaviano, Sassofonista Jazz di fama mondiale, si è esibito nei più importanti Teatri del mondo, mentre Pietro Laera, allievo del grande Pianista Aldo Ciccolini e vincitore di numerosi premi internazionali, ha tenuto concerti a Parigi, Firenze, Napoli, Torino. 

Il concerto è il primo degli Eventi abbinati alla Mostra ” de Chirico a Castel del Monte, “Il labirinto dell’anima” che, aperta al pubblico il 17 aprile, ha già superato i 60.000 visitatori.

Inizio del concerto alle 20.00 di martedì 21 giugno, con ingresso libero fino ad esaurimento posti.

La Festa per San Nicola

sannicolastatua.jpgBari si prepara a vivere e a condividere con turisti e pellegrini il 924° anniversario della Traslazione delle ossa di San Nicola: da sempre infatti il mese di maggio è consacrato al culto del santo di Myra. Anche quest’anno è ricco e variegato il calendario di manifestazioni civili e celebrazioni religiose.

 

La festa di San Nicola, patrono della città di Bari, si svolge ogni anno, nella prima decade di maggio, tra le vie del centro storico ed il bel lungomare del capoluogo pugliese.

Le decine di migliaia di “pellegrini” che arrivano a Bari, spesso a piedi, nei giorni della Sagra, e la straordinaria  partecipazione dei Baresi alle numerose manifestazioni, che il Comitato Feste Patronali programma, d’intesa con la Basilica di San Nicola e il Comune di Bari, fanno della festa nicolaiana uno dei più importanti appuntamenti religiosi, e socio culturali del Sud d’Italia.

Una tre giorni di feste, spettacoli e celebrazioni liturgiche per ricordare l´arrivo a Bari, il 9 maggio del 1087, delle reliquie del santo.

Già il giorno della vigilia, prima dell´inizio delle celebrazioni ufficiali, si svolgono in città una serie di riti tradizionali, come l´ offerta del pane alla basilica ed il corteo storico che rievoca l´arrivo delle preziose reliquie.

Il primo giorno di festa si apre, invece, con la solenne messa celebrata dall´arcivescovo di Bari, dopodiché la statua del santo viene trasportata in mare a bordo di un´imbarcazione.

Al calare della sera, l´icona del santo patrono fa ritorno sulla terra ferma attraverso una solenne processione che percorre le vie principali della città, addobbate a festa ed ornate da festose luminarie.

Il clou della festa si raggiunge l´ultimo giorno, allorquando, dopo la celebrazione della santa messa, si procede all´estrazione, alla presenza delle autorità civili e religiose, della Manna, ovvero del liquido che fu ritrovato vicino alle reliquie del santo.

La solenne cerimonia termina con l´atteso spettacolo di fuochi pirotecnici. Il giorno dopo, a chiusura della festa, la statua del santo fa il suo ritorno nella Basilica.

Di seguito il programma completo della sagra di maggio 2011, promossa dal Comitato San Nicola in collaborazione con la Basilica Pontificia di San Nicola e con il sostegno del Comune di Bari

 

CELEBRAZIONI RELIGIOSE

Giovedì 28 aprile
Ore 18
– Basilica di San Nicola – S. Rosario e S. Messa celebrata dal Rettore della Basilica,
P. Damiano Bova op – Sorteggio dei due motopescherecci che porteranno la statua e il
quadro di S. Nicola a mare – Processione con la statua del Santo.

29 aprile-7 maggio
Ore 18
– Basilica di San Nicola – Solenne Novenario: Rosario, S. Messa, omelia e preghiere di S. Nicola.

Giovedì 5 maggio
Ore 18
– Basilica di San Nicola – Novena di San Nicola con gli ammalati – S. Rosario –
Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Rettore, P. Damiano Bova – Preghiere di San
Nicola e saluto agli ammalati.

Domenica 8 maggio
Ore 4,30
– Apertura della Basilica – Celebrazione S. Messa – ogni ora dalle 5 fino alle 13.
Ore 6,45 – Processione con la statua del Santo per le vie della Città.
Ore 10 – Molo San Nicola – Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Bari-Bitonto e Delegato Pontificio per la Basilica di S. Nicola, S. Ecc. Mons. Francesco Cacucci –
Imbarco della statua.
Ore 12 – Basilica di San Nicola e Molo San Nicola – Supplica alla Madonna del Rosario.
Ore 18 – Molo San Nicola – Concelebrazione Eucaristica presieduta da don Franco Lanzolla, Parroco della Cattedrale di Bari.

Ore 18 e ore 20 Basilica di San Nicola – Celebrazione della S. Messa.
Ore 20 Molo San Nicola – Sbarco della statua – Cerimonia di accoglienza e saluto del S. Em.za Card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per la causa dei Santi e dell’Arcivescovo di Bari-Bitonto S. Ecc.za Mons. Francesco Cacucci -Processione fino a Piazza  del Ferrarese.

Lunedì 9 maggio
924° Anniversario della Traslazione (1087-2011)
7,30; 9,30; 12 – Basilica di San Nicola – Celebrazione della S. Messa.
Ore 11,30 – Piazza del Ferrarese – Celebrazione della S. Messa.
Ore 17 – Piazza del Ferrarese – Celebrazione della S. Messa.
Ore 18,30 – Basilica di San Nicola – Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S. Em.za Card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per la Causa dei Santi – Prelievo della Manna.

Martedì 10 maggio
Ore 9 e 19 – Piazza del Ferrarese – Sante Messe.

Mercoledì 11 maggio
Ore 10 – Piazza del Ferrarese – Partenza della statua per Giuliano (CE).

Lunedì 16 maggio
Ore 9 – Partenza della statua per Perano (CH).

Mercoledì 18 maggio
Ore 9
– Partenza della statua per Tornareccio (CH).

Giovedì 19 maggio
Ore 9 –
Partenza della statua per Casalanguida (CH).

Domenica 22 maggio
Festa della Traslazione per gli ortodossi russi
Ore 6-17 Basilica di San Nicola – Pellegrinaggio degli ortodossi alla tomba del Santo.
Ore 9 Celebrazione della Divina Liturgia di Vescovi ortodossi russi.

Lunedì 23 maggio
Ore 9 – Partenza della statua per Bonea (BN).

Mercoledì 25 maggio
Ore 9
– Partenza della statua per Bari; arrivo alla Cattedrale alle ore 17,30.

Lunedì 30 maggio
Ore 17,30
Basilica Cattedrale – Processione fino al Porto – Celebrazione della S. Messa – Processione fino alla Basilica di San Nicola.

MANIFESTAZIONI CIVILI

Giovedì 28 aprile
Ore 21 – Molo Sant’Antonio – Spettacolo pirotecnico della Ditta B. Bruscella di Modugno.

5-23 maggio
“Spazio giovani” (via Venezia 43): “Nicol(h)aus” – Mostra collettiva di arte contemporanea, con Corrado Dalisi e Michele Damiani.

Sabato 7 maggio
Ore 18 – Baia San Giorgio – Processione con il quadro del Santo – S. Messa celebrata dal Rettore
P. Damiano Bova – Imbarco del quadro di San Nicola sul motopeschereccio e partenza per Bari.
Ore 20,30 P.za Federico II di Svevia – Partenza del Corteo storico.

Domenica 8 maggio
Ore 9,30 –
Molo Sant’Antonio:all’arrivo della statua spettacolo pirotecnico della Ditta B. Bruscella.
Ore 12 – Gran Concerto Bandistico “Biagio Abbate” della Città di Bisceglie per le strade del Borgo Antico.
Ore 16 – Lungomare Nazario Sauro – Esibizione della Pattuglia Acrobatica Italiana “Frecce Tricolori” per San Nicola e i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Ore 17-20 Vie e piazze della Città – Esecuzioni musicali del Gran Concerto Bandistico “Biagio
Abbate” della Città di Bisceglie.
Ore 22,30 Molo Sant’Antonio – Spettacolo pirotecnico della Ditta Bartolomeo Bruscella di Modugno (BA), sponsorizzato dalla Banca Popolare di Bari.

Lunedì 9 maggio
Ore 9-13
Strade e piazze di Bari Vecchia – Esecuzioni degli artisti di strada “Terra dei suoni”
di Bari.
Ore 22,30 Molo Sant’Antonio – Spettacolo pirotecnico di chiusura della Ditta Bartolomeo Bruscella di Modugno (BA).

Venerdì 13 maggio
Ore 20,30
Basilica di San Nicola – Prima assoluta del Concerto-meditazione “Nicola: ponte tra Oriente e Occidente”, eseguito da “Frammenti di luce” e diretto da don Maurizio Liegi.

Martedì 17 maggio
Basilica di San Nicola – Manifestazione canora di un coro russo

14-23 maggio portico dei pellegrini
Mostra di icone contemporanee della scuola di Yaroslavl e scrignetti della fabbrica di miniature
di lacca Fedoskino (Regione di Mosca) e merletti della Regione di Ryazan della Federazione russa.

 

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del Comitato S. Nicola

http://www.comitatosannicola.org/

 

 

Sei un Carnevale?

Immagine1.jpgEro sinceramente combattuta sul come esordire alla vigilia della Festa della Donna. In realtà ho preferito mantenermi sulla leggerezza. Con qualcosa che ci faccia divertire, che ricordi ancora questo Carnevale che sta prendendo il volo, che sottolinei quella voglia di spensieratezza che-con i tempi che corrono-non fa mi male.

 

Al Demodé torna quello che è stato definito “l’evento dell’anno”!!! Per il 3° anno consecutivo… uno staff incredibile nella location più gettonata di Bari è pronta ad accogliere tutta la gioventù (e non più) barese, mantenendo un fee d’ingresso cheap e seratone freak a base di maschere e buona musica.

Il Carnevale Universitario con la “C” maiuscola in assoluto vedrà piu di 2000 persone…tutti rigorosamente in maschera…musica di ogni genere e a 360°…divertimento puro…e risultato assicurato!!! SOLITA FORMULA UNIVERSITARIA al 100%…ingresso a soli 5€**. Solita doppia situazione musicale…house & happy area…hip hop & r’n’b area. Novità: .in preserata a partire dalle ore 22.30 e fino alle ore 24.00 live LE STELLE DI HOKUTO in concerto per rivivere le indimenticabili sigle dei ns cartoni animati prferiti di sempre!!!

De “Le Stelle di Hokuto” vi ho già abbondantemente parlato (basterà cercare nel blog) e, siamo sinceri, il revival a base di cartoons e sigle relative fa un po’ presa su tutti… anche agli universitari stagionati come la sottoscritta. A partire dalle ore 22.30 con le loro fenomenali “cover-hit” dei piu famosi cartoni animati ke hanno condizionato la ns infanzia…e nn solo quella

Una cosa molto carina mi sembra la LINEA ROSA: in occasione della festa della donna 1 ingresso omaggio alla prime 100 coppie di donne che chiameranno il 331.2053841. L’ Area HOUSE & HAPPY vedrà protagonisti Ciccio DB, Tommy Moretti e Gigi Nicolì. In voce Diony Mc e Friky Riky. Mentre l’ Area HIP HOP – RNB avrà in alternanza Big Fab, Don Danny e Mr Panz€€ny con Shogun e Bart mc ad animare la situazione.

La serata inizia alle 22:00 e Ingresso 5€ per tutti coloro che arriveranno al locale entro le 00.00, muniti di invito e vestiti a maschera

Richiedi il tuo invito ai numeri

347.1142674 Tommy

328.8724537 Donato

 

 

Mentre pensate a come travestirvi, vi lascio una poesia di Gianni Rodari a farvi compagnia.

 

Se comandasse Arlecchino

il cielo sai come lo vuole?

A toppe di cento colori

cucite con un raggio di sole.


Se Gianduia diventasse

ministro dello Stato,

farebbe le case di zucchero

con le porte di cioccolato.


Se comandasse Pulcinella

la legge sarebbe questa:

a chi ha brutti pensieri

sia data una nuova testa.

 

Appuntamento a mercoledì-

 

Adelfia in festa per S.Trifone

 

Immagine1.jpgIl culto di San TRIFONE ebbe origine presumibilmente nel 1656 a seguito di una epidemia di colera, dalla quale il paese restò immune. Effettivamente in quell’anno la peste colpì circa un terzo delle nostre popolazioni. Quella data è probabile e può essere confermata dai documenti di archivio parrocchiale. San TRIFONE, insieme a San Rocco, è indicato come protettore del paese di Adelfia.

La Festa Patronale in onore di San TRIFONE, in Adelfia-Montrone (Ba), si celebra ogni anno dall’ 1 all’ 11 Novembre. Vi è inoltre un ulteriore giorno (solitamente la Domenica seguente), detto dal popolo adelfiese: “San Trefon ‘iinde a ua’ ‘nnicchie” (“San TRIFONE nella nicchia”) durante il quale si festeggia la posa del Santo Patrono nella nicchia della chiesa di San Nicola (ove è riposta la statua e la reliquia). I giorni principali di questa meravigliosa Festa Patronale ricorrono dal 9 al 11 Novembre dove migliaia di pellegrini si riversano, da ogni parte d’Italia e del mondo, per festeggiare l’evento religioso e laico. Nella serata del 9 Novembre la Festa si apre con il lancio della mongolfiera all’arrivo del quadro (foto in basso) vicino la cassarmonica e continua sino a notte fonda con l’alternarsi sul palco di vari concerti di prestigiose Bande.

 

Dalla notte del giorno 1 Novembre e per tutte le seguenti, sino a quella dell’8, il sonno dei Montronesi è allietato dalle note prodotte instancabilmente dalla: “Bassa musica” di Adelfia, meglio conosciuta nel paese come  “ ‘u TAMMURRE ” (“il Tamburo”) e, particolarmente, dall’intramontabile “Marcie du ciuccie” (“Marcia dell’asino”).

Alle ore 4 viene sparato un colpo secco (da un mortaio di diametro 12/13 cm.) detto: il “colpo di cannone”, sparato da Trifone BRUNO jr, a devozione del Santo e a ricordo del padre Cav. Trifone BRUNO (articolo in PIROTECNIA), valente ed intraprendente pirotecnico di Adelfia, costantemente coperto di gloria ed allori nelle varie ed innumerevoli “sparate” effettuate anche all’estero.

Sancisce l’inizio della giornata clou. Svegliati dal “colpo di cannone” molti fedeli accorrono presso la chiesa di San Nicola per assistere alla prima messa officiata verso le ore 4.30. In mattinata alle ore 10 circa hanno inizio i primi concerti bandistici. L’uscita di San Trifone dalla chiesa (verso le ore 11.30) è preceduta dalla “riffa” ossia un susseguirsi di offerte, anche molte sostanziose, da parte di cittadini e fedeli in genere che vogliono avere l’onore di portare in spalla la statua. Nel frattempo una delle Bande musicali che seguirà la processione si dirige alla Casa Comunale per “scortare” le Autorità civili verso la Chiesa Matrice, da dove accompagnerà San Trifone per tutto il paese e per tutta la durata. Nel rientrare, poco prima dell’ingresso della processione nel centro storico, nelle vicinanze dell’arco dell’orologio il Sindaco consegna al Santo le chiavi del paese.

In questi momenti nella vicina Piazza del Mercato i bambini (vestiti da San Trifone) che devono partecipare alla processione, accompagnati dai genitori, si radunano; alcuni di questi percorreranno le strade del paese a piedi altri, invece, su cavalli bardati a festa. Questa lunga e suggestiva processione, formata anche da devoti che cantano inni in onore di San Trifone, si snoda lungo le vie di Adelfia-MONTRONE. Nel primo pomeriggio il popolo di Adelfia ed i pellegrini attendono con ansia la Gara Pirotecnica che ha una durata di circa 3 ore.

 

La devozione, aiutata cospicuamente anche da coloro che sono emigrati e tornano dall’estero appositamente per i festeggiamenti, fa sì che tutto sia allestito ai massimi livelli; momento caratteristico, a questo proposito, è quello della “riffa”, ossia un susseguirsi di offerte, anche molto generose, fatte da coloro che vogliono aggiudicarsi l’onore di portare la statua di san Trifone in spalla attraverso le vie del paese.

I botti, i fuochi artificiali sono forse la parte più spettacolare di quanto accade ad Adelfia in queste giornate concitate; non pensate a spettacoli di pirotecnia “normali”: qui la tradizione dei maestri pirotecnici è sentitissima, qui si misurano persone che hanno fatto dell’arte pirotecnica la loro vita, si alternano “bombe” a “controbombe con cannuoli”; “bombe stutate” a “controbombe con la croce al centro”; i colori ed i botti sono fantasmagorici, la piazza decreta con competenza ed entusiasmo il migliore.

E poi la musica, una musica che già dalla notte del primo novembre comincia a farsi sentire, con “u tamurre” (il tamburo) che percorre le vie di Adelfia e la “Marcie du ciuccie” (Marcia dell’asino) che è quasi l’inno sonoro della manifestazione; la musica dei corpi bandistici inoltre percorre tutte le vie di Montrone e “marchia” indelebilmente lo svolgersi della festa, accompagnando il volo di spettacolari e variopinte mongolfiere o sottolineando lo splendore delle luminarie.

Se poi si calcola che la festa di san Trifone è anche un’enorme “sagra” dell’ agnello alla brace, che inonda col suo profumo le vie della cittadina ed è l’occasione per assaggiare il vino nuovo, che scorre abbondante a scaldare ed allietare gli animi, allora il quadro è completo e non ci resta che dire “Ci vediamo ad Adelfia, a San Trifone”!

 

 

 

La Cavalcata di Sant’Oronzo

Immagine1.jpgLa cavalcata di sant’Oronzo è la festa più attesa e importante di Ostuni. Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto, sono giorni dedicati al santo: un corteo di cavalli e cavalieri bardati a festa, sfila per le vie cittadine a scorta del protettore della città. Le origini della cavalcata erano incerte fino a pochi anni addietro. Si possono oggi far risalire, con buon margine di sicurezza, alla seconda metà del diciassettesimo secolo, precisamente al 1657. La peste invase il Salento risparmiando Ostuni ed altre città di Terra d’Otranto. Il miracolo venne attribuito a sant’Oronzo ed ogni 26 agosto gli ostunesi vollero recarsi in processione al santuario eretto in suo onore. Lì prelevavano la statua in cartapesta raffigurante il santo, e la portavano a spalla nella piazza del paese. Spesso gli addobbi sono tramandati di generazione in generazione così come i gesti e i piccoli indispensabili segreti. L’intero nucleo familiare si dedica alla vestizione, spesso aiutato da parenti e amici. Uno degli addobbi più importanti, è costituito dal bellissimo mantello arabescato con centinaia di paillettes applicate una ad una con certosina pazienza. La vestizione continua con finimenti e fregi di vario tipo e grandezza. Anche il cavaliere indossa l’uniforme costituita dal chepì e da una casacca che ricordano i motivi del mantello del cavallo e da pantaloni bianchi. La vestizione del cavaliere è anch’essa molto accurata e ricorda per certi aspetti, quella del torero.

Gli ultimi dettagli, i guanti bianchi, il frustino ed ecco cavallo e cavaliere diventare un’unica entità. Il nostro cavaliere con la sua cavalcatura, si avvia come tutti gli altri, verso il punto di incontro, piazza Cattedrale, inerpicandosi lungo l’omonima salita. Una volta arrivati in piazza cattedrale, cavalli e cavalieri attendono che la statua di sant’Oronzo venga portata fuori dalla chiesa madre.Recenti e più approfondite ricerche condotte dallo storico locale Luigi Greco, hanno permesso di stabilire che l’iniziativa non fu presa in prima persona da Pietro Sansone ma dai vaticali, una sorta di camionisti dell’epoca, che trasportavano le merci su carri trainati da cavalli. I vaticali, devoti al loro protettore come tutti gli ostunesi, fecero un accordo con il loro datore di lavoro: avrebbero accantonato parte del guadagno loro dovuto, fino a raggiungere la somma di 4.000 ducati necessaria per la costruzione della statua.

Quando questa giunse ad Ostuni, fu scortata a cavallo proprio dai vaticali che, grazie al loro solerte lavoro, contribuirono alla crescitaImmagine2.jpgeconomica che contraddistinse la seconda metà del settecento. Negli anni dunque, questa nuova classe sociale, la borghesia, aveva preso il posto della ormai decadente aristocrazia ostunese i cui componenti in origine, partecipavano anch’essi alla processione, ma a cavallo per distinguersi dalla gente comune. La statua è preceduta dal vescovo con i prelati della diocesi, e dalle autorità. Apre il corteo un trio di suonatori che esegue un antico ritornello accompagnandosi con piffero e tamburi. In coda alla statua, la tradizionale banda, precede i cavalieri che spesso eseguono piroette, così come anticamente si era soliti far avanzare i cavalli, esibendosi in suggestive coreografie. La cavalcata di sant’Oronzo, nell’attuale configurazione, ebbe inizio nel 1803. In realtà la giusta definizione è “Cavalcata dei Devoti”. Questa intitolazione si deve ad un gruppo di cittadini che il 26 agosto di quell’anno, si recarono presso la casa del notaio Giuseppe Gaetano Tanzarella. Il simulacro lascia la bellissima Cattedrale costruita nella seconda metà del XV° secolo, a spese e con la manodopera degli ostunesi. La statua in argento ha preso il posto nel tempo, di quella in cartapesta

Festa a Capurso per la Madonna del Pozzo

 

Immagine1.jpgA Capurso, in provincia di Bari, si tiene nell’ultimo week end di agosto, l’annuale Festa della Madonna del Pozzo.

E’ l’avvenimento turistico religioso più importante non solo di Capurso ma anche di tutti i paesi vicini. I festeggiamenti iniziano dalla sera del venerdì precedente alla festa con la processione del quadro della Madonna che fu rinvenuto in un pozzo in località Piscino, nella seconda metà della XVII secolo. Si svolge l’ultima domenica di Agosto, nel 2005, ricorre il suo terzo centenario, quando nel 1705 un prete di Capurso, Don Domenico Tanzella, gravemente malato, ebbe in visione la promessa che sarebbe guarito se avesse bevuto dell’acqua attinta in una antica cisterna, chiamata Pozzo della Madonna e se avesse fatto voto di erigere una chiesa con annesso convento. Obbedì è fu guarito.

L’ultima domenica di agosto del medesimo anno il Sacerdote volle rendersi conto del miracolo e sisantuari7.jpg recò con il fratello ed altri due amici a visitare il pozzo della Madonna distante circa mezzo miglio dal paese. Scesero nel pozzo con una scala a pioli e nella difficoltà della discesa le candele caddero nell’acqua ma continuarono ad ardere e a far luce. Spronati ed incuriositi dall’ulteriore prodigio cominciarono a perlustrare la parete e, sulla parete a mezzogiorno, vedono effigiata un’immagine mariana di stile bizantino che li guarda sorridente. Dopo aver pregato tentò di staccare la sacra immagine che si distaccò improvvisamente cadendo in acqua, prima galleggiò e poi si consegnò nelle mani del Sacerdote.

Commosso trasse fuori la sacra immagine e la portò nella cappella che stava facendo edificare in un suo podere.

Nel 1746, sotto Carlo Di Borbone, al posto della prima cappella venne costruito l’attuale Santuario ad una navata a croce latina e l’annesso convento che fu affidato ai Frati Francescani.

I Papi ed i Re borbonici fecero a gara per arricchire il Santuario di titoli e di doni preziosi.

Il 20 Maggio del 1852 l’Immagine miracolosa fu solennemente incoronata e nello stesso anno Pio IX  elevò il Santuario all’onore di Basilica Minore.

Nel 1853 fu proclamata Reale Basilica da Re Ferdinando II.Il paese diventa meta obbligata di molti fedeli che arrivano da ogni parte per per venerare la protettrice di Capurso. La cittadina si riempie di bancarelle che espongono e vendono i prodotti più vari, di luminarie, di madonnari e di giocolieri. Le processioni del venerdì, della domenica del carro trionfale a tre piani trainato dai fedeli e la processione del lunedì sono tutte caratterizzate dal lancio di palloni areostatici dai fuochi d’artificio e dall’immancabile banda musicale. La festa sacra procede in sintonia con gli odori e i sapori tipici della sagra paesana dove è possibile degustare numerose specialità dagli ghjemerìedde -involtini d’interiora d’agnello- alle salzizze -salcicce- formaggi freschi e stagionati, pane e focaccia.

 

La manifestazione si terrà dal 27 al 30 agosto 2010

www.comune.capurso.bari.it

 

I cinquecento di San Rocco

Immagine1.jpgLo so, porto un ritardo incredibile. Ma, vi prego, credetemi. Tener testa alle centinaia di eventi per tutta la Puglia in questa estate 2010 è una vera impresa titanica. Allora, provo a rimettermi in carreggiata. Cercando di farvi guadagnare almeno l’ultimo giorno (e sera), di una MERAVIGLIOSA rievocazione storica che-giustappunto-mi stava per sfuggire come sabbia tra le mani.

 

Conversano, quest’anno, festeggia i cinquecento anni della fondazione della chiesa di San Rocco. Fu costruita nell’anno del Signore 1510, a devozione del fondatore Giacomo Moro, per invocare la protezione del Santo di Montpellier sulla città e scongiurare la peste. Oggi tra antiche e nuove pestilenze, la festa rappresenta, nell’intenzione dei suoi organizzatori, il rinnovato amore e attenzione per la propria terra: espressione di fede sincera, ma anche strumento di conoscenza, di ricerca e radicamento delle tradizioni. La peste, in modo particolare, diventa il filo conduttore degli eventi che si svilupperanno nei cinque giorni intorno alla figura del Santo.

Così la Festa di San Rocco in Contea racconterà ai fedeli e visitatori, nella magia delle atmosfere rievocative, le ragioni che vollero edificata la4872291225_8eb7f712fc.jpg chiesetta delle suppliche al Pellegrino guaritore. Tra cantori, araldi e sbandieratori aspettatevi di trascorrere momenti e atmosfere magiche dei fatti e misfatti del borgo antico della cittadina.

La Festa di San Rocco in Contea è Ideato e organizzato dall’associazione culturale I Collegia in collaborazione con il Comitato Festa di San Rocco ed è patrocinato dal Comune di Conversano, dalla Provincia di Bari e dalla Regione Puglia.

Questo il programma del giorno. L’ultimo di questa bellissima rievocazione storica.

 

Mercoledì 18 agosto:

Anfiteatro Belvedere: Giochi della Contea, elezione delle contrade vincitrici delle gare storiche quali cavallucci e bambole, nelle fauci del giullare, la sorte a dadi, la giostra dei sacchi, la fune che cammina, messer foco nella gola, la giostra delle insegne e tra le bocche di fuoco.

ore 20.30, Borgo Antico: annuncio itinerante;

ore 21.30, Largo San Rocco: Saluto d’Armi; alle corti nobiliari scortate e accompagnate nell’Anfiteatro Belvedere per l’inizio de I Giochi de la Contea;

ore 24.00, Borgo Antico: La notte de la Contea nell’ambito della quale è prevista la premiazione per il concorso “Conversano tra Terre, Torri, Giardini e Ciliegeti in fiore”.