Baricentrale

baricentrale.jpgMio nonno è morto da un po’ di anni. Ma già da quando mamma era piccina (ed è passato qualche lustro), si parlava di una soluzione alternativa per la linea ferroviaria. Quella lingua di binari come il muro di Berlino a dividere il Capoluogo. Con la differenza che, i binari, non li puoi abbattere a martellate.

Il sindaco di Bari Michele Emiliano, l’assessore comunale all’Urbanistica Elio Sannicandro, e gli assessori regionali all’Urbanistica, Angela Barbanente, e ai Trasporti Guglielmo Minervini, hanno presentato questa mattina alla stampa il concorso di progettazione “Baricentrale”, destinato a riqualificare le aree ferroviarie che – da nord a sud – attraversano l’intera città tagliandola fisicamente in due e che con il riassetto del nodo ferroviario saranno liberate definitivamente dai binari.
Il concorso di idee è un invito rivolto ai progettisti affinché propongano un’idea generale per la trasformazione delle aree ferroviarie centrali della città all’interno di un nuovo disegno urbanistico complessivo che punti alla ricucitura e all’integrazione dei quartieri i divisi dal fascio di binari.
Le aree oggetto di concorso ricadono nella cosiddetta sella centrale, come definita nel Documento programmatico preliminare (DPP) al nuovo Piano urbanistico generale (PUG). Esse sono individuate come la chiave strategica per riorganizzare il nodo ferroviario metropolitano barese e ricucire il tessuto della città, a partire da un nuovo sistema per l’accessibilità e la mobilità finalmente integrato nella città stessa.
Le aree centrali entrano in gioco nella trasformazione urbanistica di Bari a partire da tre straordinarie occasioni:
– l’intesa raggiunta tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Puglia e Comune di Bari per la ristrutturazione del nodo ferroviario di Bari con l’approvazione del progetto preliminare ed il finanziamento della tratta Bari-sud con il raccordo a collo d’oca da via Amendola a San Giorgio;
– l’acquisizione da parte del Comune di Bari della ex Caserma “Rossani”;
– l’accordo tra Regione, Comune, Ferrovie dello Stato e Ferrovie concesse per individuare le aree già disponibili o che saranno rese disponibili a seguito della riorganizzazione del nodo ferroviario di Bari.
Circostanza quest’ultima che, come è stato rimarcato nel corso della conferenza stampa, rappresenta il risultato di un lunghissimo confronto tra i soggetti a vario titolo interessati dal progetto di riqualificazione (proprietari e gestori delle aree ferroviarie ed enti locali).
L’Amministrazione comunale avvia così un percorso partecipativo di progettazione per la trasformazione della sella centrale secondo una visione unitaria, da perseguire attraverso il Concorso di idee con due distinti obiettivi:
1. Riorganizzare il nodo trasportistico, attraverso la connessione delle reti ferroviarie esistenti e unitamente ad un ripensamento della parte centrale della città secondo nuovi criteri di mobilità sostenibile e di miglioramento della qualità urbana;
2. Integrare i quartieri centrali della città, attraverso una ricucitura fisica ed urbanistica che utilizzi le aree ferroviarie e le polarità esistenti (come la ex Rossani, il Conservatorio e la ex Manifattura), tutti elementi funzionali ad una nuova fruibilità pubblica e alla riqualificazione ambientale e culturale della città consolidata.
L’area di intervento interessata si estende complessivamente per circa 78 ettari su una lunghezza di oltre 3 km. Un’area di straordinaria importanza, nel cuore della città, che, liberata dai binari e restituita alla fruizione pubblica, può trasformare radicalmente il volto di Bari. Si pensi ad esempio alle possibilità che si verrebbero a determinare per un quartiere come il Libertà, da sempre carente di spazi e servizi pubblici.
Per poter andare verso un processo concreto di attuazione, il masterplan che si chiede ai progettisti di disegnare attraverso il Concorso, è stato diviso in 6 comparti (da C1 a C6) più strettamente legati alla riorganizzazione ferroviaria, con caratteristiche funzionali e prospettive di gestione distinte del processo di trasformazione urbana.
A questa parte di intervento si aggiunge un settimo comparto, quello della ex Caserma Rossani (C7), per la quale il concorso chiede possibili idee generali finalizzate alla connessione urbanistica nel nuovo disegno complessivo, partendo dal presupposto di creare un parco urbano attrezzato capace di ospitare attività culturali e ricreative.
In particolare per le aree ferroviarie (comparti da C1 a C6), i progettisti dovranno dimostrare la sostenibilità economica considerando gli interventi di trasformazione urbana funzionali e connessi con gli interventi di trasformazione infrastrutturale, a partire dallo studio di dettaglio sviluppato dal Comune, di intesa con la Regione, per la riorganizzazione del nodo ferroviario. Questi elementi sono riportati coerentemente in tutti gli atti di pianificazione prodotti negli ultimi anni, ovvero il Piano Metropolitano della Mobilità, il Piano Strategico della Metropoli Terra di Bari, il Piano Regionale dei Trasporti, il Documento Programmatico Preliminare al nuovo Piano Urbanistico Generale della città di Bari.
L’assessore all’Urbanistica Elio Sannicandro ha sottolineato la coerenza del Concorso con la programmazione territoriale e urbanistica avviata ormai otto anni orsono dall’Amministrazione comunale, e ne ha evidenziato l’approccio teso a qualificare il rapporto tra infrastrutture e assetto del territorio puntando su una progettazione di qualità.
La chiave di questo progetto, secondo il sindaco Michele Emiliano, sta proprio nella sostenibilità economica dell’intervento: “le aree che andranno a liberarsi hanno un grande potenziale, e riqualificarle significherà metterle a valore. Dunque per poter conseguire il risultato del Concorso fondamentale sarà garantire l’equilibrio tra sostenibilità e tutela della qualità dell’ambiente urbano e della vivibilità dei residenti. Per questa ragione il progetto che risulterà vincitore sarà condiviso con i cittadini, perché si tratta del più grande intervento mai ipotizzato in città, capace di cambiare sensibilmente la vita di tutti i baresi”.
Il Concorso di idee, a procedura ristretta e sarà attuato in due fasi:
1° fase: preselezione su base curriculare dei progettisti da invitare per elaborare la proposta progettuale;
2° fase: ammissione alla fase concorsuale fino ad un massimo di 10 partecipanti; elaborazione, consegna e valutazione delle proposte.
Il bando di Concorso, elaborato dalla Ripartizione all’Urbanistica e all’Edilizia privata del Comune di Bari con la consulenza dell’architetto Francesco Garofalo (che annovera in questo specifico campo anche importanti esperienze professionali relative ai concorsi per il MAXXI di Roma e per la trasformazione delle aree urbane della “Variante 200” di Torino) oltre che dell’ing. Mario Ciurnelli e dell’ing. Vito Labarile, mette a disposizione un premio di 50.000 € per il progetto vincitore, mentre ad ognuno dei rimanenti partecipanti le cui proposte progettuali abbiano raggiunto un punteggio minimo di almeno punti 60/100, sarà corrisposto un rimborso spese di € 20.000,00.
L’intera procedura concorsuale si concluderà entro un periodo di circa 9 mesi dalla avvenuta pubblicazione del Bando sulla Gazzetta Ufficiale (6 giugno 2012).

Il bando completo di allegati e tutte le info sono disponibili su www.baricentrale.net

Un po’ mi spaventa. Anche solo l’idea, di questo grande cambiamento. Un po’ mi incuriosisce la possibilità che la situazione del traffico possa migliorare. Che la città non sia più divisa dai binari. Che anche la fruizione pedonale della zona possa diventare più agibile. Chissà come andrà a finire. Adesso sono proprio curiosa.

Il Tempo delle ciliegie

ciliegie-macro.jpgIl tempo delle ciliegie è sempre tempo di festa. A Conversano e Turi, trenta chilometri a sud-est di Bari, dove la produzione è particolarmente intensa si concentra il numero più alto di manifestazioni. Più che di sagre, si tratta di vere e proprie feste organizzate da metà maggio a fine giugno. La Ciliegia Ferrovia ha  la caratteristica di essere “grossa”, terminante a punta e di possere un penducolo lungo.

Le prime notizie della Ciliegia Ferrovia si hanno nel 1935. Il primo albero nacque da un nòcciolo di ciliegie vicino ad un casello ferroviario delle Ferrovie Sud-Est a circa 900 metri dalla periferia di Sammichele di Bari. Gli abitanti di questo paese la chamarono “Ferrovì” perché l’albero era nato a pochi metri dai binari, lungo il carraio che porta alla Masseria Sciuscio. Per alcuni anni l’albero fu curato dal casellante ferroviario dell’epoca Rocco Giorgio.

In giugno, in pieno periodo di raccolta del prelibato frutto rosso, si tiene la “Sagra della ciliegia Ferrovia”, organizzata dalla Pro Loco e dall’Amministrazione comunale di Turi per far conoscere i prodotti tipici della nostra terra, tra i quali vi sono anche i buonissimi dolci realizzati con la ‘pasta di mandorla’, da “gustare” con gli occhi e l’olfatto, i vini, l’olio, le ‘zampine’ di vitello tritato e aromi vari. Ma è proseguita  fino al 15 giugno, anche  a Conversano, nel barese, la festa delle ciliegie. Un ricco cartellone di eventi enogastronomici, concerti e manifestazioni che animano l’elegante piazza Largo di Corte, vero e proprio balcone da cui ammirare l’azzurro del vicinissimo mare Adriatico all’orizzonte. Ma è tutto il centro storico medievale dell’antica Norba a essere una gemma ben conservata e ancora poco conosciuta di un territorio che ha moltissimo da offrire. Nel raggio di pochi chilometri, infatti, si trovano le celebri grotte di Castellana, i trulli di Alberobello e l’incantevole Polignano a Mare. La festa delle ciliegie conversanese celebra la pregiata e prelibata ciliegia Ferrovia che ha proprio nella cittadina pugliese e nella vicina Turi le sue due capitali. conversano_1.jpg

Gioia degli occhi e delizia del palato, da anni ormai la Ferrovia è la ciliegia più richiesta sul mercato italiano e su quello europeo. Un ulteriore riconoscimento per questa varietà è il marchio Dop che la ciliegia Ferrovia di Turi ha da poco ottenuto. Nelle annate migliori nel solo territorio di Conversano si producono quarantamila quintali di ciliegie Ferrovia. E in occasione della festa non esiste rivendita di frutta, ristorante o pizzeria della cittadina pugliese che non abbia ciliegie da offrire ai clienti. Una festa in cui la degustazione e l’acquisto di cestini di ciliegie a prezzi popolari diviene anche l’occasione per scoprire l’artigianato locale i prodotti tipici e autentici tesori della storia dell’arte e dell’architettura come la Cattedrale romanica e il Castello normanno dei conti D’Aragona così come la chiesa e il convento di Santa Maria dell’Isola, nelle campagne conversanesi.

Talvolta da bambina mi capitava di salterellare per la casa ridacchiando tutta soddisfatta per i miei orecchini nuovi.Avete presenti due ciliegie unite per l’estremità superiore del picciolo?
Bene,io le mettevo a cavallo dell’orecchio,da sopra,in modo da averne una davanti ed una dietro il lobo di ciascun orecchio. Nonna me ne porgeva due coppie. Ed io ne porgevo due coppie a lei.

Mi sentivo,nella mia ingenuità di bimba, come una piccola principessa. Provare, non vi costerà niente e, ne sono sicura, vi riporterà nel passato all’istante.