Selene per Wolfenbüttel. A Molfetta.

Ernesto Augusto era figlio di Giorgio di Brunswick-Lüneburg e di Anna Eleonora di Assia-Darmstadt. Nel 1658 sposò Sofia del Palatinato a Heidelberg. Come quarto figlio in linea di successione, aveva una piccolissima possibilità di succedere al padre nel governo del Ducato e, per questo, nel 1662, venne nominato Vescovo di Osnabrück; In accordo con i trattati della Pace di Vestfalia, tutti i vescovi di Osnabrück dovevano essere eletti dai duchi di Brunswick-Lüneburg.

Immagine1.jpgNella Biblioteca Augusta di Wolfenbüttel, a Molfetta, c’è un manoscritto contenente una grande quantità di musica, ricopiata per volere di Augusto di Brunswick-Lüneburg, fondatore della stessa Biblioteca, grande esperto di musica, di scacchi e di enigmistica e cultore di Selene, la Dea della Luna dei greci antichi.

In ogni caso, alla morte di due dei suoi fratelli maggiori, Ernesto Augusto ereditò una parte dei territori del padre nel 1679, detta Calenberg (incluso il Principato di Gottinga). Il primo ministro di Ernesto Augusto, il conte Johann Friedrich II von Alvensleben, aveva progettato un’unione tra Hannover e Danimarca, e credendo il principe ereditario danese Federico (futuro Federico IV) malaticcio e che sarebbe morto di lì a poco (cosa che non fu), propose al duca di Brunswick il matrimonio tra il suo secondogenito Federico Augusto e la principessina Cristiana Carlotta di Danimarca (1679-1709), (primogenita di re Cristiano V), toccando così alla morte di Federico IV il regno di Danimarca al casato di Hannover.

Queste musiche, praticamente sconosciute, sono opera di musicisti, tra cui molti italiani, tutti legati alla corte dell’Imperatore Leopoldo I, lui stesso musicista e presente come tale nell’antologia.

Il Manoscritto di Wolfenbüttel è un esempio perfetto di encomio del Sovrano: Il Principe della Luna (Luna-Lünemburg) illumina Leopoldo I duplicando le musiche da lui amate, e nasconde tra queste un’Aria dell’Imperatore.

Tra gli autori presenti nel manoscritto ci sono alcuni italiani particolarmente frequentati alla corte di Leopoldo: il programma presenta alcune loro opere, altre di Antonio Draghi (anch’egli attivo a Vienna in quegli anni) e una Cantata scritta per l’occasione da Alessandro Ciccolini, che dal 2010 dedica ogni anno una nuova composizione ad Orfeo Futuro.

Il Principe della Luna è un work in progress di Orfeo Futuro che, oltre all’esecuzione di alcune musiche del Manoscritto di Wolfenbüttel, prevede per la stagione 2013-14, la produzione di un’azione scenica sullo straordinario filo rosso che lega questo libro alla pittura di Velasquez e alla nascita delle moderne teorie del teatro.

Anima Mea, che per il secondo anno di seguito rientra nella Rete dei Festival di Musica antica in Puglia sostenuta dal Progetto Puglia Sounds, dal 21 settembre al 16 ottobre porterà musica di qualità in siti architettonici di straordinario valore storico e culturale tra Molfetta ed Acquaviva delle Fonti. “Ogni luogo ha un suo significato e la scelta non è stata casuale, ogni concerto è contestualizzato sulla base dei suoi repertori”, continua De Padova.

Si chiude domani nella chiesa di San Domenico di Molfetta con “Il Principe della Luna”, un concerto dell’Ensemble di casa Orfeo Futuro, diretto da Alessandro Ciccolini, tra i migliori violinisti barocchi d’Europa, che anche quest’anno propone una propria Cantata, accanto a musiche inedite legate alla corte dell’Imperatore Leopoldo I.

Molfetta(Bari)

Chiesa di San Domenico

ore 20:30

ingresso libero

Info. 800 96 01 37

AcquArium. Naturali corrispondenze.

Immagine1.jpgIl Chiostro di Palazzo San Domenico di Rutigliano, sede delle Officine U.f.o, accoglie la mostra di arte contemporanea “AcquArium – naturali corrispondenze” delle artiste pugliesi Mariantonietta Bagliato e Anna Maria Battista, a cura di Giuliana Schiavone, visitabile dal 21 al 28 marzo.

Realizzata col patrocinio della Regione Puglia – Assessorato alle Politiche Giovanili e Cittadinanza Sociale e dei Comuni di Rutigliano e Casamassima, la mostra è un omaggio artistico ai due elementi naturali aria/acqua, condotto attraverso una sinergica combinazione di dimensioni creative e medium materici particolarmente evocativi.

Stoffa e cera rappresentano infatti i codici espressivi privilegiati, adottati rispettivamente dalle artiste
M. Bagliato e A. Battista, i cui percorsi di creazione artistica autonomi ma intrinsecamente paralleli danno vita a risultati compositivi originali, mai scontati o prevedibili, densi di rimandi culturali e significati profondi che emergendo ora in una facies intenzionalmente ludica e irruenta, ora più delicatamente nascosta, invitano puntualmente lo spettatore a riflettere sulla propria dimensione individuale e collettiva.

Due elementi, due materiali, due artiste accomunate dunque da un modus operandi che scaturisce da una tensione creativa, da uno streben interiore che anela a bloccare il fluido e sfuggente moto dell’esistenza e dei meccanismi della memoria per sottrarre al tempo e declinare in una sostanza tangibile un bagliore di consapevolezza e di identità. L’arte diviene così una testimonianza plastica ed estetica dell’essere, materializzata nel passaggio di stato della materia, nel dialogo sospeso tra e aria, elemento etereo e mutevole, e acqua, principio archetipico e fluido, pro-memoria silenzioso, superficie riflettente in cui il Sé possa riconoscersi e ritrovarsi.

Impresse nel colore e nella consistenza tattile del tessuto o accolte dagli strati cerosi nella loro eterea e amniotica essenza, le forme del reale si ridestano invitando l’essere umano al recupero di livelli di coscienza, memorie, frammenti di vita emotiva a lungo assopiti.

Giuliana Schiavone, storica dell’arte, racconta del titolo per l’esposizione:

“Il titolo della mostra di arte contemporanea AcquArium-naturali corrispondenze allude alla dialettica esistente tra i due elementi naturali aria e acqua, stati della materia, principi archetipici che nella loro fluida o eterea consistenza sono metafora dello sfuggente moto del tempo e dell’esistenza.  Al fine di esprimere tale simbiotica e naturale corrispondenza, di baudelairiana reminiscenza, il progetto si avvale di due dimensioni creative accomunate dall’uso di medium materici particolarmente evocativi e densi di rimandi semantici. La stoffa e la cera rappresentano i codici espressivi individuati dalle bravissime artiste Mariantonietta Bagliato e Anna Maria Battista, entrambe di origini pugliesi e accomunate da un modus operandi originale, in grado di dare origine a opere che proprio attraverso la voce della materia tentano di strappare al fluido moto dell’esistenza umana un eco di pienezza e di identità. Il suggestivo chiostro di Palazzo San Domenico è stato scelto ab originis come contenitore architettonico ideale per accogliere il dialogo tra i due linguaggi artistici che ora in una facies ludica e disincantata, ora più intima e amniotica risvegliano memorie, frammenti di un Sè che il frenetico brusio del quotidiano spesso stordisce”. 

La mostra è stata realizzata con la collaborazione di Alice Arti espressive e delle Officine U.f.o. di Rutigliano, mentre il catalogo della mostra è stato pubblicato da Edizioni Daphne Museum col totale sostegno dell’Associazione culturale G.a.p. di Roma; il testo critico è a cura dello storico e critico d’arte Cecilia Paolini.

 

“AcquArium – naturali corrispondenze” 

Mostra di arte contemporanea di Mariantonietta Bagliato e Anna Maria Battista

a cura di Giuliana Schiavone

Location: Officine U.f.o. | Palazzo San Domenico – Via Leopoldo Tarantini 28 Rutigliano (Ba)

Periodo: 21 marzo – 28 marzo 2012

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 17,00 alle 19,30 chiuso la domenica

Ingresso libero

catalogo: Daphne Museum

Festa a Capurso per la Madonna del Pozzo

 

Immagine1.jpgA Capurso, in provincia di Bari, si tiene nell’ultimo week end di agosto, l’annuale Festa della Madonna del Pozzo.

E’ l’avvenimento turistico religioso più importante non solo di Capurso ma anche di tutti i paesi vicini. I festeggiamenti iniziano dalla sera del venerdì precedente alla festa con la processione del quadro della Madonna che fu rinvenuto in un pozzo in località Piscino, nella seconda metà della XVII secolo. Si svolge l’ultima domenica di Agosto, nel 2005, ricorre il suo terzo centenario, quando nel 1705 un prete di Capurso, Don Domenico Tanzella, gravemente malato, ebbe in visione la promessa che sarebbe guarito se avesse bevuto dell’acqua attinta in una antica cisterna, chiamata Pozzo della Madonna e se avesse fatto voto di erigere una chiesa con annesso convento. Obbedì è fu guarito.

L’ultima domenica di agosto del medesimo anno il Sacerdote volle rendersi conto del miracolo e sisantuari7.jpg recò con il fratello ed altri due amici a visitare il pozzo della Madonna distante circa mezzo miglio dal paese. Scesero nel pozzo con una scala a pioli e nella difficoltà della discesa le candele caddero nell’acqua ma continuarono ad ardere e a far luce. Spronati ed incuriositi dall’ulteriore prodigio cominciarono a perlustrare la parete e, sulla parete a mezzogiorno, vedono effigiata un’immagine mariana di stile bizantino che li guarda sorridente. Dopo aver pregato tentò di staccare la sacra immagine che si distaccò improvvisamente cadendo in acqua, prima galleggiò e poi si consegnò nelle mani del Sacerdote.

Commosso trasse fuori la sacra immagine e la portò nella cappella che stava facendo edificare in un suo podere.

Nel 1746, sotto Carlo Di Borbone, al posto della prima cappella venne costruito l’attuale Santuario ad una navata a croce latina e l’annesso convento che fu affidato ai Frati Francescani.

I Papi ed i Re borbonici fecero a gara per arricchire il Santuario di titoli e di doni preziosi.

Il 20 Maggio del 1852 l’Immagine miracolosa fu solennemente incoronata e nello stesso anno Pio IX  elevò il Santuario all’onore di Basilica Minore.

Nel 1853 fu proclamata Reale Basilica da Re Ferdinando II.Il paese diventa meta obbligata di molti fedeli che arrivano da ogni parte per per venerare la protettrice di Capurso. La cittadina si riempie di bancarelle che espongono e vendono i prodotti più vari, di luminarie, di madonnari e di giocolieri. Le processioni del venerdì, della domenica del carro trionfale a tre piani trainato dai fedeli e la processione del lunedì sono tutte caratterizzate dal lancio di palloni areostatici dai fuochi d’artificio e dall’immancabile banda musicale. La festa sacra procede in sintonia con gli odori e i sapori tipici della sagra paesana dove è possibile degustare numerose specialità dagli ghjemerìedde -involtini d’interiora d’agnello- alle salzizze -salcicce- formaggi freschi e stagionati, pane e focaccia.

 

La manifestazione si terrà dal 27 al 30 agosto 2010

www.comune.capurso.bari.it