Uno scatto per le pari opportunità

Immagine1.jpgPotrei fare degli auguri anticipati. Potrei esortarvi all’eccesso e al divertimento. A regalarvi mimose. 

Ma, sinceramente, questa cosa della Festa della Donna, in fondo, non l’ho mai sentita per davvero. Anzi. Mi sembra l’assurdità più colossale sbattersi tra pizze, discoteche, improbabili streap-tease e disquisizioni su “mimosa sì, mimosa no” per “festeggiare”.

Festeggiare COSA? Che la festa della donna, ricordiamolo, è prima di tutto una giornata internazionale per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. 

E’ un giorno di riflessione. E non di bagordi. Non il martedì grasso delle femmine, non il capodanno dei muscoli guizzanti al nostro servizio. 

Però posso segnalarvi un bel concorso fotografico. Un po’ perché ne hanno prorogato la scadenza. Un po’ perché la fotografia è diventata il mio hobby preferito. Un po’ perché l’idea mi sembra veramente interessante. 

Scade il 30 aprile 2012 il termine ultimo per partecipare al concorso fotografico: “Uno scatto per le pari opportunità”, indetto dalla Commissione consiliare speciale per le Pari Opportunità del Comune di Bari.

L’iniziativa ha lo scopo di diffondere, attraverso il mezzo fotografico, il messaggio delle pari opportunità, non limitandolo alla differenza uomo-donna ma estendendolo a qualsiasi soggetto che veicoli il valore delle differenze. Il concorso, aperto alla cittadinanza tutta, premierà l’immagine più significativa che sarà stampata su uno stendardo da affiggere sul prospetto di un edificio cittadino.

Sono ammessi a partecipare tutti i cittadini, anche minorenni, purché autorizzati dai genitori esercenti la potestà genitoriale. 

Fra le foto selezionate, la Commissione sceglierà a suo insindacabile giudizio la foto vincitrice che sarà trasformata in un Banner affisso in luogo a stabilirsi di pertinenza del Comune di Bari. 

Il risultato del concorso sarà pubblicato sul sito del Comune di Bari. Dov’è possibile trovare anche il bando nella sua interezza.

In conclusione, se dovete regalare un fiore alle vostre donne, tramutatelo in un gesto gentile. Attenzioni. Rispetto. E supporto.

Saranno graditi più di mille e una rose rosse.

Una risata seppellirà Facebook

Immagine2.jpgLe satire che il censore capisce vengono giustamente proibite, disse Karl Kraus. E non so quanto giustamente (o ingiustamente), la scure della censura abbia colpito (riformulo: sfiorato) anche il sagace disegnatore Nico Pillinini sulle pagine del più noto dei social network. 

Armato di matita e chine da sempre, ha realizzato le vignette per il Satiyricon de «La Repubblica» fino alla sua chiusura, sotto la direzione di Forattini prima e Bucchi dopo, insieme a Vauro, Altan, Ellekappa, Disegni, Vincino e altri suoi colleghi. Dal 1983 è redattore de «La Gazzetta del Mezzogiorno», ha un suo blog www.nicopillinini.blogspot.com, ha collaborato con «Articoloventuno». Ha pubblicato, tra gli altri, con “Gong” de «La Gazzetta dello Sport», «Sportsud»,  Tango ed “Emme” de «L’Unità», «Corriere dello Sport», il settimanale «Oggi».

E mentre solo qualche direttore, in rarissimi casi, ha ritenuto opportuno smussare gli angoli del suo pungente e verace sarcasmo, l’implacabile piattaforma sociale di Facebook intende minacciarlo con un cartellino giallo, prima dell’inevitabile espulsione. 

I fatti: nel Giorno della Memoria, Pillinini pubblica un’immagine forte sul suo profilo. Fortissima. Un bambino palestinese carbonizzato e il baloon con didascalia memento “Ebrei, per ricordare i forni non c’è bisogno di fare questo!”.  L’orrore quotidiano è più inquietante della semplice “memoria” e qualcuno-dalla pronta coda di paglia-tra i 5000 iscritti, non deve aver gradito l’amara ironia concettuale. Segnalando immediatamente come offensivo il contenuto all’autorità competente della Corte di Mark Zuchemberg.

Il messaggio è chiaro. In soldoni dice: hai sette giorni per cambiare rotta, o ti inabissiamo il profilo con la Concordia. In maniera preventiva, Pillinini apre un secondo account (Nico Pillinini Sheriff), dove ri-posta prontamente tutto quanto censurato altrove.

Raggiungiamo Pillinini telefonicamente,che ci rilascia la sua visione dell’accaduto:

-io non so cosa sia passato per la mente del malato che ha denunciato la vignetta… la gente, messa davanti a situzioni reali o verosimili, reagisce in maniera insensata.  Citando qualcuno che non ricordo: “se il riflesso nello specchio deforma, bisognerebbe domandarsi se sia colpa dello specchio o…”-

 Ci scappa una risata. A Bari diremmo “l’mal’pinzìr a’l’mal’pinzan’t” (i pensieri cattivi sono delle persone cattive). 

-Magari talune lobbies si sono sentite punte sul vivo. Denunciandomi come indecente, rimanendo vigliaccamente anonime, invece di cercare il dialogo attraverso i commenti. Che non censuro mai. Ci mancherebbe… non censuro e non mi autocensuro.-

Certo, un pensiero, buono o cattivo che sia, riflesso su 5000 followers pesa quanto un chilo di piombo. E non di piume.

 -In ogni caso, non c’è multinazionale o organizzazione in grado di fermare la libertà di pensiero. La libertà supera qualsiasi argine. Inarrestabile. E la satira, in particolar modo, è libertà di pensiero. Altrimenti non è satira. Non è pensiero. Non esiste.- 

Senza salto della quaglia, parlando di censura e di satira, il pensiero vola leggero all’ex-premier Silvionico,pillinini,giorno,della,memoria,censura,that's,all,folks,satira,facebook Berlusconi, protagonista assoluto dell’ultimo libro di Nico Pillinini.

Ultima raccolta in ordine di tempo. Dopo Burlesconi (2003), Bandana Republic (2004), Ecce Gnomo (2006) e Supernan (2009), serie interrotta soltanto da Il Giulivo (2007), raccolta di vignette durante la presidenza del consiglio Romano Prodi, tutti editi dalla Dedalo di Bari, arriva nelle librerie l’ultima raccolta delle vignette di Nico Pillinini That’s all, Folks!, che tradotto significa Questo è tutto, Gente (come per dire “è finita l’era Berlusconi”), per i tipi de il Grillo Editore. Con la prefazione brillante di Dario Vergassola.

Domando se la caduta di Berlusconi influirà sulla produzione satirica (lo stesso Vergassola, alla festa del PD di Bari, disse ironicamente “molti, troppi comici perderanno il posto di lavoro, senza Silvio!”).

 -Sto lavorando a qualcosa di “tecnico”. Come il Governo Monti. Sarà una satira “tecnica”. Molto.-

Nel frattempo, il multimediale disegnatore, annuncia fuochi d’artificio anche sul canale youtube  ININILLIP.

Vi invito ad iscrivervi, fosse solo per godervi il messaggio di Pillinini a Umberto Bossi. Merita.

A quanto pare, questo sceriffo impertinente con gli occhi di ghiaccio, ha parecchio piombo da sparare e, censura o non censura, Facebook o non Facebook, farà brillare ancora molte corrosive battute della sua pistola.

Alla faccia dei censori. E dell’inquisizione.

La Vigna di Dioniso

Immagine1.jpgLa mostra La vigna di Dioniso, è ospitata presso la sede di Bari della Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, a Palazzo Simi, in veste completamente rinnovata e arricchita da nuovi materiali rispetto all’edizione già realizzata nel 2010 nel Museo Nazionale Archeologico di Taranto, nell’ambito delle iniziative collegate al 49° Convegno di Studi sulla Magna Grecia, con l’apporto scientifico della stessa Soprintendenza, dell’Università degli Studi del Salento, dell’Università degli Studi di Bari, dell’Università degli Studi di Salerno e del Centro Jean Bèrard.

Dioniso rappresentava quell’energia naturale che, per effetto del calore e dell’umidità, portava i frutti delle piante alla piena maturità. Era dunque visto come una divinità benefica per gli uomini da cui dipendevano i doni che la natura stessa offriva tra questi: l’agiatezza, la cultura, l’ordine sociale e civile. Ma poiché questa energia tendeva a scomparire durante l’inverno, l’immaginazione degli antichi tendeva a concepire talvolta un Dioniso sofferente e perseguitato.

In particolare Dioniso, quale divinità della vegetazione, era legato soprattutto alla pianta della vite (quindi alla vendemmia ed al vino) ed all’edera. Uno dei suoi attributi era infatti il sacro Tirso, un bastone con attorcigliati pampini ed edera; altro suo attributo è il kantharos, una coppa per bere caratterizzata da due alte anse che si estendono in altezza oltre l’orlo. Dioniso viene spesso rappresentato nelle arti come vestito di pelle di leopardo, su di un carro di trionfo assieme alla sua compagna Arianna, solitamente si accompagna in gioiose processioni con bestie feroci, satiri e sileni. Le sue sacerdotesse erano le menadi, o baccanti, donne in preda alla frenesia estatica ed invasate dal dio.

Quale divinità della forza vitale, dell’impulso, dell’ebbrezza e dell’estasi divenne oggetto dell’analisi del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche che contrappose lo Spirito dionisiaco allo Spirito apollineo.

Negli eleganti spazi al piano terra dello storico edificio, la narrazione si sviluppa continua con diverse sezioni tematiche, illustrate dai reperti (ceramiche figurate di importazione corinzia, attica a figure nere e a figure rosse, ceramiche figurate di produzione italiota, ceramica a vernice nera, ceramica indigena; armature e contenitori in bronzo, monete, votivi in terracotta) provenienti dai principali siti archeologici del territorio regionale, in particolare da Taranto, Rutigliano, Ceglie del Campo, Cavallino. L’intera esposizione è supportata da un ricco apparato illustrativo e didattico.

Ottaviano per la Festa della Musica

Immagine1.jpgUno degli eventi annuali di cultura e spettacolo più importanti ed attesi dell’anno in tutta Europa, la Festa della Musica si celebra ogni anno il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate.

La Fête de la Musique, la Festa della Musica Europea non costituisce un festival, bensì una grande manifestazione popolare gratuita, una festa aperta a tutti i partecipanti amatori o professionisti, che desiderano esibirsi di fronte ad un vasto pubblico, sempre curioso e disponibile. I musicisti sono invitati ad esibirsi gratuitamente e tutte le manifestazioni sono gratuite per il pubblico, all’aperto, per le strade, le piazze, i giardini, oppure in luoghi tradizionalmente adibiti ad altre attività come i cortili di chiese, musei, castelli, etc.

La festa offre inoltre la possibilità di proporre dei concerti negli ospedali o nelle prigione, di sviluppare incontri e scambi.

In occasione della Festa della Musica, evento che si svolge a livello europeo il 21 giugno di ogni anno per celebrare il solstizio d’estate, a Castel del Monte si terrà un concerto intitolato ” Oltre i confini “, promosso dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari, BAT e Foggia – Direzione di Castel del Monte con la partnership di Banca Carime.

Il concerto,organizzato con la collaborazione dell’Associazione Nel Gioco del Jazz, prevede un excursus musicale da Haendel a Bizet a Ravel a Sakamoto, affidato a due artisti di grande livello come Roberto Ottaviano al Sax e Pietro Laera al Pianoforte.

Roberto Ottaviano, Sassofonista Jazz di fama mondiale, si è esibito nei più importanti Teatri del mondo, mentre Pietro Laera, allievo del grande Pianista Aldo Ciccolini e vincitore di numerosi premi internazionali, ha tenuto concerti a Parigi, Firenze, Napoli, Torino. 

Il concerto è il primo degli Eventi abbinati alla Mostra ” de Chirico a Castel del Monte, “Il labirinto dell’anima” che, aperta al pubblico il 17 aprile, ha già superato i 60.000 visitatori.

Inizio del concerto alle 20.00 di martedì 21 giugno, con ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Sei un Carnevale?

Immagine1.jpgEro sinceramente combattuta sul come esordire alla vigilia della Festa della Donna. In realtà ho preferito mantenermi sulla leggerezza. Con qualcosa che ci faccia divertire, che ricordi ancora questo Carnevale che sta prendendo il volo, che sottolinei quella voglia di spensieratezza che-con i tempi che corrono-non fa mi male.

 

Al Demodé torna quello che è stato definito “l’evento dell’anno”!!! Per il 3° anno consecutivo… uno staff incredibile nella location più gettonata di Bari è pronta ad accogliere tutta la gioventù (e non più) barese, mantenendo un fee d’ingresso cheap e seratone freak a base di maschere e buona musica.

Il Carnevale Universitario con la “C” maiuscola in assoluto vedrà piu di 2000 persone…tutti rigorosamente in maschera…musica di ogni genere e a 360°…divertimento puro…e risultato assicurato!!! SOLITA FORMULA UNIVERSITARIA al 100%…ingresso a soli 5€**. Solita doppia situazione musicale…house & happy area…hip hop & r’n’b area. Novità: .in preserata a partire dalle ore 22.30 e fino alle ore 24.00 live LE STELLE DI HOKUTO in concerto per rivivere le indimenticabili sigle dei ns cartoni animati prferiti di sempre!!!

De “Le Stelle di Hokuto” vi ho già abbondantemente parlato (basterà cercare nel blog) e, siamo sinceri, il revival a base di cartoons e sigle relative fa un po’ presa su tutti… anche agli universitari stagionati come la sottoscritta. A partire dalle ore 22.30 con le loro fenomenali “cover-hit” dei piu famosi cartoni animati ke hanno condizionato la ns infanzia…e nn solo quella

Una cosa molto carina mi sembra la LINEA ROSA: in occasione della festa della donna 1 ingresso omaggio alla prime 100 coppie di donne che chiameranno il 331.2053841. L’ Area HOUSE & HAPPY vedrà protagonisti Ciccio DB, Tommy Moretti e Gigi Nicolì. In voce Diony Mc e Friky Riky. Mentre l’ Area HIP HOP – RNB avrà in alternanza Big Fab, Don Danny e Mr Panz€€ny con Shogun e Bart mc ad animare la situazione.

La serata inizia alle 22:00 e Ingresso 5€ per tutti coloro che arriveranno al locale entro le 00.00, muniti di invito e vestiti a maschera

Richiedi il tuo invito ai numeri

347.1142674 Tommy

328.8724537 Donato

 

 

Mentre pensate a come travestirvi, vi lascio una poesia di Gianni Rodari a farvi compagnia.

 

Se comandasse Arlecchino

il cielo sai come lo vuole?

A toppe di cento colori

cucite con un raggio di sole.


Se Gianduia diventasse

ministro dello Stato,

farebbe le case di zucchero

con le porte di cioccolato.


Se comandasse Pulcinella

la legge sarebbe questa:

a chi ha brutti pensieri

sia data una nuova testa.

 

Appuntamento a mercoledì-

 

Rutigliano, presìdio del libro

 

Immagine1.jpgI Presìdi del libro nascono nel 2001 come idea di promozione del libro “dal basso” discussa tra diversi editori al Salone del libro di Torino e poi in vari incontri a Milano, Roma.

L’Associazione Presìdi del libro viene costituita all’inizio del 2002 da otto editori pugliesi: Adda, Besa, B. A. Graphis, Cacucci, Dedalo, Editori Laterza, Manni, Progedit. Per analogia, qualche mese dopo è stata creata l’Associazione del Piemonte a cui sono seguite nuove Associazioni regionali in Sardegna, Emilia, Campania. Alla fine del 2003, l’Associazione ha deciso di aprirsi a tutti coloro che sono interessati alla lettura, insegnanti o studenti, librai o bibliotecari, professionisti o casalinghe.

Accanto agli editori che restano come persone fisiche, sono entrati coloro che hanno animato i Presìdi del libro locali e si sono distinti nel promuovere l’attività e i fini dell’Associazione. Alla stessa ha aderito come socia anche la Regione Puglia.

L’Associazione ha sede a Bari presso la Biblioteca per la Cultura e per le Arti Santa Teresa dei Maschi – De Gemmis.

 

Anche a Rutigliano, adesso, un “Presidio del Libro”.

La prima iniziativa promossa è la presentazione dell’ultimo libro di Vittorio Stagnani, “I racconti della pentola. Storie per donzelle e cavalieri diVittorio Stagnani a Rutigliano.jpg gola” (Progedit). L’appuntamento, realizzato in collaborazione con l’assessorato comunale alla Cultura e al Turismo, l’assessorato regionale al Mediterraneo, la Pro Loco e l’associazione “Menti a piede libero”, è in programma Venerdì 4 Marzo alle ore 19,30 al caffé letterario “Torre Belvedere”.

Con l’autore interverranno la responsabile del neonato “Presidio” di Rutigliano, Paola Borracci, l’autrice e conduttrice televisiva Sabrina Merolla, il sindaco di Rutigliano Roberto Romagno, l’assessore comunale al Turismo Gianvito Defilippis e la presidente della Pro Loco di Rutigliano Giuliana D’Alba; moderatore l’editore Gino Dato.

L’incontro (primo di una serie che qui, su VirgilioBlog, la vostra local preferita si impegna a segnalare con una certa regolarità), non solo si preannuncia molto ineressante, ma è il segno tangibile della voglia costruttiva su Bari e provincia di promuovere la cultura come momento di aggregazione e stimolo ad una costante crescita intellettuale sul territorio.

Insomma, prendete in considerazione l’idea di un tardo pomeriggio tutto da scoprire.

Il libro parlante

 

Immagine1.jpgL’Assessorato alle Politiche Giovanili, Culturali e per lo Sport e Marketing Territoriale del Comune di Capurso nella persona dell’Assessore Michele Laricchia, presenta “Il Libro Parlante” rassegna curata da Marisabel Prigigallo, consigliera comunale delegata al coordinamento della Biblioteca “G.D’Addosio”, luogo che  sarà teatro di cinque incontri di particolare pregio e spessore culturale.

Cinque autori pugliesi, scrittori che a vario titolo presenteranno e parleranno della loro opera: che sia un romanzo, una raccolta di racconti o di poesie, un saggio. Ogni serata prevede, insieme all’intervento dello scrittore, la presenza di un “provocatore”, intermezzi musicali e soprattutto la lettura di alcuni passi dell’opera. E proprio il reading vuole essere una delle peculiarità dell’iniziativa. Una costante sarà la presenza della “libraia” Valeria Davoli che ad ogni appuntamento darà voce alle novità editoriali prendendo spunto dall’opera oggetto dell’incontro.

Sono partiti venerdì 1 ottobre ) con il romanzo “Bugie d’amore”(Aliberti editore) di Lorenzo Laporta, giovane (classe 1981) poeta e scrittore tarantino.

L’incontro è stato animato da Annalisa Rossi, docente e paleografa. Reading letterario a cura dell’attrice Ketty Volpe.

Venerdì 8 ottobre,  l’interlocutore del “provocatore” di turno, Vito Prigigallo, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, è stato lo scrittorecapurso.jpgbarese Onofrio Pagone che parlerà della sua raccolta di racconti “Per un giorno”, edito dalla Progedit. Sette storie, tutte vere eppure trasfigurate e rielaborate fino a diventare immaginarie: non più vere ma verosimili, filtrate dalla fantasia e dai sentimenti. Alcuni passi del libro di Pagone saranno letti dall’attrice barese Ketty Volpe.

Il tam-tam dei social network, in particolare Facebook, ha consacrato al successo il racconto di Raffaello Mastrolonardo: “Lettera a Léontine”(Tea Edizioni), presentato venerdì 15 ottobre (ore 19,00). Con l’autore, Alceste Ayroldi (docente e critico musicale) con una selezione di video di alcune dei brani musicali che formano parte integrante del tessuto dell’opera letteraria. Durante la serata è previsto anche uno spazio dedicato all’artista barlettano Giuseppe De Nittis, ampiamente richiamato nel romanzo.

il-libro-parlante.jpgQuesto venerdì 22 ottobre sarà la volta del saggio tecnico curato da Alfredo Borzillo: “Turismo in Puglia”, edito dalla casa editrice Nicholaus. Un prezioso compendio tecnico per quanti vogliano addentrarsi nelle questioni di una delle attività entrate nell’area delle scelte fondamentali del Paese. Un’opera a quattro mani indirizzata agli addetti ai lavori ma non solo, realizzata da due tecnici del settore di provata e autorevole esperienza, Alfredo Borzillo e Vittorio Palumbieri. Sarà ancora la voce recitante dell’attrice Ketty Volpe a dare corpo alle parole del saggio.

L’evento sarà presentato da Roberto Violante, editore e giornalista.

La prima edizione di “Il Libro Parlante”si chiuderà il 29 ottobre (inizio sempre alle 19,00) con la presentazione dell’opera poetica di Lino Angiuli: “L’Appello della Mano”, (Aragno Editore), con interventi di reading di Lino Di Turi.

Spinto dalla premura d’individuare percorsi con cui fronteggiare le lacerazioni della modernità, Angiuli fa ricorso alle materie prime della pietas e di un tellurico vitalismo.

Anche in questo caso tutti gli appuntamenti sono ad ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

 

 

c/o Biblioteca D’Addosio,  Largo San Francesco, Capurso

Telefono: (+39)0804553017

Sito web: www.comune.capurso.bari.it

E-mail: biblioteca@comune.capurso.bari.it

 

Il mese della Memoria

Immagine1.jpgIl lavoro rende liberi: l’atroce beffa sovrascritta quel tempo sul cancello d’ingresso del lager di Auschwitz-Birkenau non c’è più. Ce ne è solo
una ricostruzione artefatta. Una mano e una mente altrettanto feroci l’hanno strappata con violenza dal catalogo simbolico della memoria
collettiva, costringendoci a ricordare che la bestia razzista rinasce, alligna ancora nel cuore oscuro dell’umanità. È una ferita lacerante, questa, per noi esseri umani, per noi testimoni di civiltà, che abbiamo fatto della Memoria della Shoah un impegno quotidiano, un messaggio e un monito che parli attraverso le generazioni. Se la scritta in ferro battuto fabbricata dalla mano di una vittima del campo tornerà in qualche modo a campeggiare lì in alto, dove corre l’occhio del mondo, la nostra ferita interiore non sarà però rimarginata, e continuerà a inquietare i nostri
sentimenti e la nostra ragione. Deve essere così: piangiamo dentro, con la rabbia e nel silenzio che ricopre di sussurri indicibili i milioni di morti, ma con impegno tumultuoso continuiamo a lottare per la civiltà. Quest’anno, il 2010, alla fine del primo decennio del terzo millennio, abbiamo scelto un pianoforte, una mano, la musica, quale logo del Mese della Memoria, e quale simbolo per indicare all’umanità la via per uscire dal giogo della barbarie e per traguardare l’orizzonte della salvezza. La musica, che aveva accompagnato il cammino dei deportati verso le camere a gas, questa volta riscatterà sé stessa e risparmierà le vittime, segnando una nuova speranza di luce: quella stessa speranza a cui oggi noi ci appelliamo, di fronte all’orrore del razzismo rinascente, di fronte alla negazione ricorrente dei diritti fondamentali di tutti gli uomini e le donne del mondo, in una Europa in cui resuscitano i fantasmi più oscuri dell’intolleranza e del fanatismo che pensavamo essere stati definitivamente sconfitti. Senza Memoria non c’è Futuro, non c’è civiltà. Questo è il monito che ancora una volta vogliamo lanciare a tutti gli uomini e a tutte le donne, giovani o anziani, potenti o umili, che vogliono guardare avanti e che hanno a cuore le sorti del mondo.


Silvia Godelli

Assessore al Mediterraneo, Regione Puglia


Il 18 gennaio, presso la Presidenza della Regione Puglia, sono state presentate le innumerevoli iniziative, organizzate dall’Associazione “Presìdi Immagine2.jpgdel Libro”, che andranno a costituire il “Mese della Memoria – Incontri sulla Shoah”.
L’Assessore al Mediterraneo della Regione Puglia Silvia Godelli ha spiegato che la Memoria della Shoah deve essere un impegno quotidiano, un messaggio e un monito che parli attraverso le generazioni e ha aggiunto che quest’anno è stato scelto come logo un pianoforte, una mano, la musica, quale simbolo per indicare all’umanità la via per uscire dal giogo della barbarie.
In programma dal 20 gennaio al 1° marzo, il Mese della Memoria, quindi, punta sulla musica e sulla letteratura.
Tra incontri, seminari di studi, laboratori, reading, documentari, concerti e spettacoli teatrali, spiccano il concerto di Antonella Ruggero (5 febbraio, Kursal Santalucia, Bari) e l’incontro con Shlomo Venezia (13 febbraio, Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci”, Bisceglie) ebreo italiano sopravvissuto all’olocausto.

Qui, potrete trovare il programma di questa interessante e lunga kermesse, dedicata alla Memoria.