Selene per Wolfenbüttel. A Molfetta.

Ernesto Augusto era figlio di Giorgio di Brunswick-Lüneburg e di Anna Eleonora di Assia-Darmstadt. Nel 1658 sposò Sofia del Palatinato a Heidelberg. Come quarto figlio in linea di successione, aveva una piccolissima possibilità di succedere al padre nel governo del Ducato e, per questo, nel 1662, venne nominato Vescovo di Osnabrück; In accordo con i trattati della Pace di Vestfalia, tutti i vescovi di Osnabrück dovevano essere eletti dai duchi di Brunswick-Lüneburg.

Immagine1.jpgNella Biblioteca Augusta di Wolfenbüttel, a Molfetta, c’è un manoscritto contenente una grande quantità di musica, ricopiata per volere di Augusto di Brunswick-Lüneburg, fondatore della stessa Biblioteca, grande esperto di musica, di scacchi e di enigmistica e cultore di Selene, la Dea della Luna dei greci antichi.

In ogni caso, alla morte di due dei suoi fratelli maggiori, Ernesto Augusto ereditò una parte dei territori del padre nel 1679, detta Calenberg (incluso il Principato di Gottinga). Il primo ministro di Ernesto Augusto, il conte Johann Friedrich II von Alvensleben, aveva progettato un’unione tra Hannover e Danimarca, e credendo il principe ereditario danese Federico (futuro Federico IV) malaticcio e che sarebbe morto di lì a poco (cosa che non fu), propose al duca di Brunswick il matrimonio tra il suo secondogenito Federico Augusto e la principessina Cristiana Carlotta di Danimarca (1679-1709), (primogenita di re Cristiano V), toccando così alla morte di Federico IV il regno di Danimarca al casato di Hannover.

Queste musiche, praticamente sconosciute, sono opera di musicisti, tra cui molti italiani, tutti legati alla corte dell’Imperatore Leopoldo I, lui stesso musicista e presente come tale nell’antologia.

Il Manoscritto di Wolfenbüttel è un esempio perfetto di encomio del Sovrano: Il Principe della Luna (Luna-Lünemburg) illumina Leopoldo I duplicando le musiche da lui amate, e nasconde tra queste un’Aria dell’Imperatore.

Tra gli autori presenti nel manoscritto ci sono alcuni italiani particolarmente frequentati alla corte di Leopoldo: il programma presenta alcune loro opere, altre di Antonio Draghi (anch’egli attivo a Vienna in quegli anni) e una Cantata scritta per l’occasione da Alessandro Ciccolini, che dal 2010 dedica ogni anno una nuova composizione ad Orfeo Futuro.

Il Principe della Luna è un work in progress di Orfeo Futuro che, oltre all’esecuzione di alcune musiche del Manoscritto di Wolfenbüttel, prevede per la stagione 2013-14, la produzione di un’azione scenica sullo straordinario filo rosso che lega questo libro alla pittura di Velasquez e alla nascita delle moderne teorie del teatro.

Anima Mea, che per il secondo anno di seguito rientra nella Rete dei Festival di Musica antica in Puglia sostenuta dal Progetto Puglia Sounds, dal 21 settembre al 16 ottobre porterà musica di qualità in siti architettonici di straordinario valore storico e culturale tra Molfetta ed Acquaviva delle Fonti. “Ogni luogo ha un suo significato e la scelta non è stata casuale, ogni concerto è contestualizzato sulla base dei suoi repertori”, continua De Padova.

Si chiude domani nella chiesa di San Domenico di Molfetta con “Il Principe della Luna”, un concerto dell’Ensemble di casa Orfeo Futuro, diretto da Alessandro Ciccolini, tra i migliori violinisti barocchi d’Europa, che anche quest’anno propone una propria Cantata, accanto a musiche inedite legate alla corte dell’Imperatore Leopoldo I.

Molfetta(Bari)

Chiesa di San Domenico

ore 20:30

ingresso libero

Info. 800 96 01 37

Covoni. Tradizioni. In festa a Noci.

Immagine1.jpgIl covone (generalmente inteso come di grano) è un fascio di steli di grano falciati alla base, con in sommità le spighe. Il termine “covone” potrebbe derivare, secondo varie teorie, dall’antico tedesco kufa, “mucchio”, o anche da “covo”, oppure da “cavo”, dato che il fascio sarebbe raccolto nel cavo (o cavità) delle braccia. Ed è proprio il covone che si celebra in quel della terra di Noci.

L’associazione ‘Terre delle Noci’ organizza la manifestazione “Covoni e Tradizioni” nei giorni 6-7-8 luglio alla Masseria Sorresso a Noci, con il patrocinio di Regione Puglia, Provicia di Bari, Comune di Noci, GAL dei Trulli, e delle associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Copagri.

Dopo la grande partecipazione di pubblico del 2011 viene riproposta la rievocazione della trebbiatura quest’anno associata alla tradizione gastronomica della pecora in pignata.

Inaugrazione venerdì 6 luglio alle ore 18.00 con relazioni sul tema.

Ogni sera sarà possibile assistere alla lavorazione della trebbiatura che sarà riproposta ogni mezz’ora preannunciata dal suono della sirena, degustare specialità di carne e in particolare la pecora in pignata, oltre alle altre tipicità del territorio, visitare una ricca esposizione di attrezzi e foto d’epoca; ci sarà spazio anche per i bambini che con la guida di educatrici potranno cimentarsi in giochi e attività.

L’ingresso a tutte le attività, fissate per venerdì 6 luglio e sabato 7 luglio alle 18 e domenica 8 luglio alle 17, è gratuito.

INFO: 3687091183

Vi lascio con una leggenda, proprio riguardante i covoni… se vedete un covone di fieno, prendetene un filo ed esprimete un desiderio: si avvererà (immagino schiere di contadini che esprimono desideri che si esaudiscono in continuazione….)

Presw per la cultura

Immagine1.jpg29 giorni conta il mese più breve dell’anno, nella sua quadriennale versione bisestile. Non si tratta infatti di un taglio del Governo Monti e non ci saranno sit-in di camionisti e poco gasolio in giro per questi 2 giorni in meno; si tratta solo di una mera coincidenza astrale e gregoriana.

Il circolo, nonostante l’età media del nucleo forte s’aggiri intorno ai 28 anni, fase della vita in cui è di vitale importanza impegnarsi per non finire nel girone degli sfigati partorito sapientemente dalla sapiente mente del sottosegretario Martone, s’è impegnato anche stavolta a rendere le vostre serate culturalmente valide, sobriamente lontane dai fasti del bunga bunga.

Si parte con il primo dei 4 appuntamenti de “I Dispersi verso Occidente”, la rassegna cinematografica a cura dell’Associazione Culturale La Scatola Blu che ci/vi farà conoscere quei film che i distributori italiani hanno furbescamente ignorato per far spazio ai discendenti più vivi del neorealismo italiano, ovvero i cinepanettone.

Questi gli appuntamenti:

Domenica 12 febbraio, Hunger, di Steve McQueen 

Lunedì 20 febbraio, Cold Souls, di Sophie Barthes 

Domenica 26 febbraio, Bunny and the Bull, di Paul King

I film saranno proiettati in lingua originale, con sottotitoli in italiano.

 

Cinema e letteratura, eterno dilemma. Per sicurezza vi proponiamo entrambe le scelte. Continua il ciclo di presentazioni ed incontro con gli autori di Orizzonte Libri:

Martedì 14 febbraio. giorno consacrato ai consumistici e chissà-quanto-sentiti scambi di regali fra innamorati, nulla è meglio di “Storie di sesso e di ringhiera” di Teresa Petruzzelli, edizioni Aisara.

Un’umanità variegata e pittoresca è protagonista di questo romanzo. Nel quartiere popolare di una non meglio precisata città italiana, in una casa di ringhiera lontana dal centro cittadino isolata tra il nulla e la polvere, alcuni personaggi vivono un’esistenza che sembra ripetersi sempre uguale a sé stessa e cercano, ognuno a suo modo, di sbarcare il lunario. La signora Maria fa le pulizie da una ricca signora romena; Piero, ex studente universitario mai laureatosi, vive di lavoretti saltuari, si relaziona solo col suo gatto isterico ed è refrattario a qualsiasi contatto umano, eccezion fatta per Gino, il quale inventa avventure di sesso con donne affascinanti nel tentativo di risvegliare il desiderio, completamente sopito in Piero; Antonietta affitta camere a studentesse universitarie e dirige l’emittente Radiossessione; le sorelle Gessica e Marion, africane, si prostituiscono sulla statale e cantano nel coro gospel della chiesa.

Martedì 28 febbraio, quasi uno spot per la prossima edizione di Saperi e sapori, sarà la volta di “Piante spontanee nella cucina tradizionale molese”,  a cura di Vito Bianco, Rocco Mariani e Pietro Santamaria, edizione Levante. 

Asparago pungente, bietola comune, boccione maggiore e boccione minore, borragine, cardogna, cicoria selvatica, finocchio marino e finocchio selvatico, grespini, lambascione, ortiche, portulaca, ruchetta selvatica e ruchetta violacea, salicornia europea e succiamele delle fave sono le specie spontanee tipiche della cucina tradizionale della zona di Mola di Bari descritte in un nuovo libro di storie, curiosità e ricette. A Mola di Bari e in tutta la Puglia rappresentavano ingredienti base della cosiddetta cucina povera. Oggi alimentano un forte interesse naturalistico, gastronomico e medicinale, tanto che alcuni di questi prodotti sono riportati nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.

Capitolo musica. Domenica 19 febbraio sarà la volta del set acustico dei Novaetere. Prendete un po’ di pop, un po’ di alternative-rock, di folk e una buona base jazz, mescolateli con energia, eclettismo, un tocco di esoterismo ed ecco, i Novaetere. Quattro ragazzi baresi che nella sperimentazione di nuove soluzioni musicali e nuovi generi cercano un elemento mancante nell’universo multiforme del Rock per tramutare le emozioni umane in puro suono e schiudere all’ascoltatore mondi inesplorati.

Sino a metà febbraio, sarà possibile prendere visione e firmare le proposte di legge del comitato “L’Italia sono anch’io”. Le proposte prevedono la cittadinanza italiana per i figli di cittadini immigrati regolari e il diritto di voto attivo e passivo per gli stranieri con regolare permesso di soggiorno da almeno 5 anni.

Non vi resta che approfittare del ricco mese di febbraio!

 

http://www.arcivalenzano.it

Associazioni per la Cultura. A Bari.

Immagine1.jpgÈ stata presentata ieri mattina a Palazzo di Città la FED.A.C. (Federazione delle Associazioni per la Cultura), la nuova realtà culturale che ha riunito venti associazioni cittadine attive nel campo delle arti figurative, della danza, della musica e del teatro. Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Michele Emiliano, l’assessore al marketing territoriale Gianluca Paparesta e il presidente della federazione Giuseppe Maurizio Ferrandino. La Federazione, nata per promuovere obiettivi e iniziative culturali, intende proporsi come interlocutore di riferimento delle istituzioni per la realizzazione di politiche culturali e, ferma restando l’autonomia delle associazioni aderenti, promotore per la promozione di iniziative a più ampio raggio.

“La rete che avete costituito – ha dichiarato il sindaco di Bari – è importantissima. Sembra l’incarnazione della strategia che il Comune di Bari ha messo in piedi da due anni. Durante tutto questo periodo abbiamo ascoltato tutti senza avere preferenze nei confronti di qualcuno in particolare. Questa città ha bisogno di farsi promozione e noi stiamo cercando di farlo attraverso la realizzazione di spazi e contenitori culturali. Ascoltare tutti non è semplice ma questa voglia di partecipare deve partire dal basso: abbiamo compreso quindi che è ingiusto scegliere qualcuno a discapito di altri. Ecco perché accolgo con molto piacere la nascita della vostra federazione che, ad esempio, potrebbe diventare uno degli strumenti fondamentali per vincere la sfida della candidatura di Bari a Capitale europea della Cultura del 2019”.

La sinergia tra le associazioni fondatrici della FED.A.C. favorirà anche grandi economie di scala per iImmagine1.jpg servizi, lo scambio di sconti riservati ai soci delle altre associazioni e la definizione di calendari di eventi concordati che evitino controproducenti sovrapposizioni e che invece possano favorire l’interazione tra forme artistiche di diversa natura.

“Abbiamo sentito l’esigenza dio fare rete e di proporre il progetto di una Federazione delle Associazioni Culturali – ha aggiunto Ferrandino – proprio perché il mondo dell’associazionismo non può prescindere dall’essere esempio di aggregazione e, specialmente in un momento di crisi come quello attuale, è necessario creare un fronte comune tra tutti coloro che credono nel valore della cultura come ‘cibo della parte più nobile dell’uomo’, della sua intelligenza, della sua educazione, del suo senso etico-morale e, di conseguenza, della civile convivenza”.

Fulcro del progetto sarà il portale della Federazione http://www.fedac.it/, attualmente in fase di allestimento, che funzionerà da cassa di risonanza per contribuire al successo delle iniziative organizzate dalle singole associazioni grazie a una maggiore visibilità sui media e alla possibilità di raggiungere un target pari almeno alla sommatoria dei soci di tutte le associazioni.

Tra i fondatori, la federazione annovera le seguenti associazioni culturali: Agorà Mediterranea, Auditorium Diocesano Vallisa, Badathea, Breathing Art Company, Centro d’Arte 89, Descarga Cubana, El Mundo del Caribe, Ellea – Linea d’arte, Federico II Eventi, Florilegium Vocis, Grupo Habana, I luoghi della musica, Il Sipario, La bottega dell’armonia, Mirarte, Mousikè, Ri-belle, Soul Dance, Teatro Osservatorio e Terrae.

L’obiettivo della FED.A.C. è raccogliere tante altre adesioni che operano non solo in città ma su tutto il territorio pugliese: per aderire è sufficiente inviare una mail a  info@fedac.it.

Maggio all’Infanzia

Immagine1.jpgIl festival Maggio all’Infanzia torna per il terzo anno ormai a Bari con oltre quaranta appuntamenti fra spettacoli e iniziative di piazza, che si terranno a partire da oggi con l’avvio del prologo all’IPM “N.Fornelli” e che si concluderanno con un epilogo alla fine del mese. Clou del festival saranno le quattro giornate, dal 19 al 22 maggio, dedicate al meglio del “teatro ragazzi” italiano e arricchite da eventi paralleli in diversi spazi della città.

Sostenuto dall’assessorato alle Culture e al Marketing del comune di Bari e dall’assessorato alla Cultura e al Turismo della regione Puglia, con il contributo del Teatro Pubblico Pugliese, il festival diretto da Cecilia Cangelli del Teatro Kismet e proposto dalla Fondazione Città Bambino, quest’anno si avvale della sponsorizzazione del Volkswagen Zentrum Bari.

Sarà proprio il Volkswagen Zentrum Bari ad ospitare, da sabato 14 maggio, la mostra “Il maggio all’infanzia in foto”, il racconto in fotografie del festival nato a Gioia del Colle e che ha poi trovato casa nel capoluogo.

Tra le attività che faranno da prologo al “Maggio all’Infanzia”, un workshop speciale organizzato dalla Cooperativa Get, con l’illustratrice Silvia Pompei, disegnatrice della celebre serie dei “Simpson”, ospite a Bari dal 10 al 13 maggio tra il Cineporto di Bari e l’Accademia del Cinema ragazzi Enziteto.

L’apertura della quattro giorni sarà segnata da un grande evento cui parteciperanno oltre 600 bambini delle scuole di Bari: “Il corteo dei giganti”, esito di un laboratorio dedicato proprio alla costruzione dei grandi fantocci, attraverserà giovedì 19 maggio dalle ore 11 tutto il centro murattiano a partire da piazza Ferrarese per arrivare in piazza Umberto. I bambini e gli studenti delle scuole “Balilla”, “San Francesco D’Assisi”, “Cirillo”, “Re David”, “Montello”, “Tommaso Fiore” e “Massari Galilei” hanno lavorato nel corso di tutto l’anno scolastico, guidati da Cristina Bari e Karin Gasser, e realizzato quaranta giganti coloratissimi che sfileranno ad apertura del festival.

Il festival animerà quest’anno il Teatro Kismet e il Teatro Piccinni, ma si sposterà anche nell’istituto comprensivo “Falcone–Borsellino” al quartiere Stanic, dove andrà in scena uno spettacolo speciale rivolto a docenti e operatori dell’infanzia, al teatro Traetta di Bitonto (in programma venerdì 21 alle ore 21 il “Sogno di una notte di mezza estate” di Factory compagnia trans adriatica), alla Casa di Pulcinella e nell’auditorium comunale di Adelfia. Qui eccezionalmente sarà presentato al pubblico “Di questo sogno che chiamiamo vita”, il lavoro nato all’interno del carcere minorile “N.Fornelli” di Bari, con l’ormai ex detenuto Ignazio Dimastropasqua.

Fiabe e racconti saranno poi il filo conduttore dei tanti spettacoli in programma al Kismet da giovedì 19: “Il viaggio di Arjun” del Kismet, “Cenepentola” debutto del Crest, “La repubblica dei bambini” speciale progetto Briciole/Teatro sotterraneo, “Sognando Brema” del Cerchio di Gesso con Teatro dei Cipis, “Pinocchio” del Teatro delle Apparizioni, “L’Avaro” dei napoletani Le Nuvole, “Hansel e Gretel” di Cassepipe/Eventeatro (vincitore di Scenario Infanzia 2010), sono solo alcuni dei titoli in programma.

Il palco del Teatro Piccinni sarà animato, invece, nella giornata di domenica da due appuntamenti: la mattina, in collaborazione con Puglia Sounds, si terrà lo spettacolo concerto “Il gigante egoista”, curato dall’associazione MusicaInGioco, con i bambini partecipanti al progetto musicale ispirato a “El sistema” del m° Abreu. Una giovanissima orchestra, preparata dai docenti del conservatorio e guidata dal m° Andrea Gargiulo, musicherà il racconto “Il gigante egoista” di Oscar Wilde, letto e animato da Teresa Ludovico. La sera, sempre al Piccinni, sarà la volta di uno dei più acclamati spettacoli di teatro ragazzi proposti in Italia: “Romanzo d’infanzia” di Abbondanza/Bertoni, messa in scena in cui il linguaggio del teatro-danza si propone in una formula fruibile dai bambini.

Per le attività all’aperto, spazi del “Maggio” saranno piazza Ferrarese, piazza Mercantile, dal 19 al 22 maggio, e il Parco 2 Giugno dove, nel week end del 14 e 15 maggio, si terranno spettacoli musicali, laboratori ed eventi con l’associazione MusicaInGioco e la compagnia Il Duende. Le piazze del centro storico, invece, si animeranno, da giovedì 19, con l’esplosiva Battaglia dei cuscini della Compagnia Il Melarancio, con la performance in esclusiva nazionale degli Osadia, compagnia di artisti di strada formatasi a Barcellona, parrucchieri dello spettacolo: nella performance “Animal and Fauna” coinvolgeranno il pubblico nella “trasformazione” delle teste in vere e proprie sculture. Da venerdì 20 maggio e per tutte le giornate del festival, arriva da Monaco Mokica, il bar bimbo mobile in cui tutti i bambini potranno diventare bravi pasticceri e si aggiunge anche il Ludobus dell’Associazione Giovanni Paolo II di Bari. E anche per questa edizione protagonista della piazza del “Maggio all’infanzia” sarà Otto Panzer, il più grande direttore di circo di tutti i tempi, che da venerdì 20 a domenica 22 coinvolgerà il pubblico nelle sue pazzesche avventure. Domenica mattina sarà proprio Otto Panzer a dirigere Gli Sbandati, una vivacissima parata di percussioni dei bambini, a cura dell’associazione “Tra il dire il fare” di Ruvo, coordinata da Tommaso Scarimbolo e Vincenzo Cantatore.

Progetto speciale proposto all’interno del festival, la mostra relativa al progetto “Boxing Bari, Bassano, Londra, Maastricht”, che sarà inaugurata giovedì 19 al Museo Nuova era e si protrarrà fino al 19 giugno. I partecipanti al progetto, divisi in coppie (un anziano e un bambino), hanno dato vita ad una sorta di “processo di trasmissione della memoria” attraverso la narrazione.

Durante una serie di incontri fra marzo e aprile, l’artista Lara Platman ha scattato delle foto e i bambini, a loro volta, sono stati invitati a fotografare, a raccogliere oggetti e ad annotare su un diario suggestioni ispirate dai racconti. L’esposizione finale, allestita negli spazi di Nuova Era, unisce il lavoro di Lara Platman e la documentazione dei protagonisti del progetto.

BoxingBariBassanoLondraMaastricht è un progetto nato a Bassano del Grappa e quest’anno realizzato a Bari, Londra e Maastricht.

Come annunciato, il mese del “Maggio all’infanzia” non si esaurisce con gli spettacoli in programma domenica 22, ma continua con un epilogo dedicato soprattutto ai progetti sociali e di formazione del Kismet.

Giovedì 26 all’interno della scuola “Falcone e Borsellino” sarà presentata la conclusione del progetto Linguaggi dell’integrazione teatrale, realizzato grazie al sostegno del Comune di Bari – Assessorato all’istruzione e alle politiche giovanili.

Il giorno dopo al Kismet si terrà la presentazione finale, esito del laboratorio di pratica teatrale condotto da Lello Tedeschi, Della follia del sentimento. Nessun luogo è lontano è, invece, il titolo dello spettacolo che si terrà il 28 nell’aula magna della scuola “Dante Alighieri” di Bitritto, dimostrazione finale del laboratorio condotto dall’attrice Gianna Grimaldi, realizzato nell’ambito del progetto “Musica e Teatro nella didattica Speciale”.

Infine, sempre il 28 maggio, nella sede del Formedil (Ente Scuola Provinciale per la Formazione Professionale in Edilizia della Provincia di Bari) sarà presentato il “Giardino di primavera”: laboratori, letture e spettacoli per i più piccoli.

Il prezzo per gli spettacoli al Kismet, al Traetta e alla Casa di Pulcinella è di 3 euro; per quelli al Piccinni di 6.

Al botteghino del Piccinni sarà possibile acquistare in prevendita i biglietti per gli spettacoli che si terranno nello stesso teatro comunale, mentre per quel che riguarda l’intera programmazione i punti vendita saranno quelli abituali: il Kismet,  il sito ww.bookingshow.com e il Box office della Feltrinelli libri&musica

Le attività all’aperto saranno completamente gratuite.

Immaginario Giappone

Immagine1.jpgQuesta era una segnalazione che non potevo mancare. In realtà s’è iniziato ieri, con la rassegna, ma so già che mi perdonerete perché, come me, ancora satolli di uova, pastiere, lasagne etccetcc… in puro e pugliesissimo stile pasquale.

 

E’ iniziata al cinema ABC Centro di cultura cinematografica di Bari, sala gestita dall’Agis e capofila del Circuito “D’Autore”, la rassegna “Immaginario Giappone: magie e poesie dallo Studio Ghibli”: tre giornate di proiezioni dedicate alla scoperta del mondo immaginato, colorato, diretto dai registi Isao Takahata, Goro e Hayao Miyazaki.

Hayao Miyazaki è il mio preferito, è un autore di fumetti, animatore, sceneggiatore, regista e produttore giapponese di anime di fama internazionale, grazie anche all’Oscar ottenuto per il film La città incantata nel 2003 ed al Leone d’Oro alla carriera ricevuto alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2005. Fondatore dello Studio Ghibli insieme al suo collega e mentore Isao Takahata, è il padre del regista Gorō Miyazaki.

Tra le tematiche ricorrenti dei film di Miyazaki troviamo la relazione dell’uomo con la natura, vista come contrapposizione anche feroce, ma che può ritornare ad essere armoniosa. Molto presente è la dimensione spirituale, presentando nei propri lavori creature mitiche e ultraterrene spesso prese dal pantheon della mitologia nipponica, soprattutto shintoista.

Insomma, non parliamo di “cartoni animati”, ma di vere e proprie opere d’arte che meritano una pagina nella storia del cinema, e che già hanno conquistato milioni di appassionati. Capolavori dell’animazione per il grande schermo da vivere intensamente, per storie e sentimenti espressi.

A cura dell’Agis Puglia e Basilicata, con i patrocini di Comune e Regione, la rassegna è realizzata grazie alla collaborazione della Lucky red di188177_114655191948922_2997536_n.jpg Andrea Occhipinti e nasce con l’obiettivo di destinare l’intero ricavato alla Croce Rossa Italiana per il fondo “Emergenza Giappone” (il costo del biglietto d’ingresso sarà di 3,50 euro).

Oggi la proiezione di “Porco Rosso” e “Il castello errante di Howl” entrambi di Hayao Miyazaki (rispettivamente alle 18 e alle 20,30) e si conclude giovedì 28 con “Ponyo sulla scogliera” di H. Miyazaki e “I racconti di Terramare” di Goro Miyazaki (sempre alle 18 e alle 20.30).

Le proiezioni delle 20.30 in tutte le tre giornate saranno precedute dalla lettura di un racconto legato alla cultura giapponese, proposto dalla regista pugliese Teresa Ludovico, attiva da più di dieci anni con i suoi spettacoli in diversi teatri di Tokyo.

Il mio consiglio è perseguite nella visione se siete già dei fan, o iniziate nel caso in cui voleste sperimentare qualcosa di davvero fenomenale e “diverso”.

 

La Cultura del Giardino

Immagine1.jpgNon finirò mai di dirlo.

Amo la mia città, per sempre l’amerò. Con le sue mille contraddizioni, con i problemi da risolvere, con i sogni da realizzare.

Ed un sogno, mio ma anche di moltissime altre persone, è quello di portarla all’antico splendore. Quello di cui mi parlavano i miei nonni, ricordando il *maggio barese* (memo: devo parlarvi, prima o poi, più prima che poi, proprio del Maggio Barese), quando la il capoluogo era un giardino in festa, fatto di profumi e colori, e petali e piazze ghirlandate di fronde come parchi naturali.

Sarà per la sua posizione al livello del mare, o per l’eccessiva frenesia dei tempi che viviamo, BariImmagine2.jpg è un po’ la vecchia, cara Signora che, per riscoprire certi suoi affascinanti lati, ha bisogno di persone preparate e assertive che ne portino a galla le necessità, gli interventi da apportare, il tutto in adeguate location.

E’ la volta, questa, di una bella iniziativa che parte dal Centro Euromediterraneo di Cultura Biofila, Accademia Pugliese delle Scienze, Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali, Accademia dei Georgofili Sez. Sud Est e Società Botanica Italiana Sez. Puglia.

Per la diffusione della Cultura del Giardino è il titolo di un convegno che vedrà protagonisti i giardini mercoledì 26 maggio, presso Villa La Rocca, in via Celso Ulpiani n°27, introdotto dal Presidente Accademia Pugliese delle Scienze, Prof. Vittorio Marzi, e la Prof.ssa Franca Tommasi, Presidente Società Botanica Italiana sez. Puglia.

Immagine3.jpgGli interventi riguarderanno  una PROPOSTA DI REALIZZAZIONE DI UN GIARDINO ATTORNO AL SACRARIO DEI  CADUTI   D’OLTREMARE, per relazione del Gen. Letterio Munafò, Vice Presidente Nazionale per la Società Italiana per la Protezione  dei   Beni Culturali;

GIARDINI A  BARI : SITUAZIONE ATTUALE E PROSPETTIVE, con la Dott.ssa Erminia Traversa, Dirigente Settore Giardini Pubblici del Comune di Bari;

e, infine, PER LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DEL GIARDINO: LA BIBLIOTECA-GIARDINO, l’interessante proposta di riflessione della Dott.ssa Anna R. Somma, Coordinatrice Centro Euromediterraneo di Cultura Biofila.

A trarre le conclusioni di questo originale e sicuramente interessante spaccato su una forma di cultura sconosciuta ai più, il punto di vista storico del Prof. Vito Antonio Leuzzi e la Proiezione sul giardino di Villa la Rocca, a cura del del Prof. Vittorio Marzi.

Del resto, la cultura (ed il culto), del giardino, sono stati affascinante motivo di interesse per intere popolazioni attraverso i secoli. Un piacere (ed un dovere), un po’ perduti nel tempo ma da riscoprire volentieri nella meravigliosa cornice di Villa La Rocca. Mille e mille ancora sono i giardini narrati, tra letteratura e cinematografia, che ci hanno permesso di sognare, amare, apprezzare, lembi di verde pronti ad ospitare emozioni, poesia, cultura, immagini… intelletto.

Come l’intelletto di una Bari che, sapientemente, è in grado di rivalutarsi e riproporsi sfoggiando variopinti ed odorosi lembi di natura, reinventati magistralmente da architetti dell’arte botanica.

Partecipate numerosi, ore 17:30.

Balafon

balafon.jpg

Con l’espressione cinema africano ci si riferisce in genere ai film prodotti nell’Africa subsahariana. Come per altri settori della cultura e dell’arte, infatti, il Nordafrica ha una tradizione propria, più strettamente legata a quelle del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente.

Benché il cinema sia giunto in Africa fin dalla fine del XIX secolo, e il continente africano sia stato usato come ambientazione cinematografica fin dai primi del secolo successivo, la produzione cinematografica africana (come peraltro quella letteraria) ha iniziato a svilupparsi solo dopo la Seconda guerra mondiale, nel periodo immediatamente precedente la progressiva decolonizzazione del continente..

A partire dal 13 novembre il Cinema Armenise di Bari ospiterà il Cinema Africano.
Con venticinque pellicole in e fuori concorso torna, per la XIX edizione, il Balafon Film Festival, festival di arte e cultura africana e della diaspora nera.
Quest’anno si avrà una leggera prevalenza del cinema sudafricano e nigeriano, i più attivi nel settore ma anche significativi, soprattutto nel caso del Sudafrica, per l’influenza storico-culturale dell’Apartheid.
Le pellicole saranno proiettate in lingua originale e sottotitolate in italiano.
Alla presentazione della rassegna il Direttore Artisctico Koblan Amissah ha voluto specificare che “Non è un festival per immigrati, ma di cinema africano. Distinguo utile a comprendere che parlare di intercultura, o meglio, della conoscenza profonda di altre realtà socio-culturali può essere fonte di ricchezza per tutti. Soprattutto di questi tempi”.

Al termine del festival, Balafon uscirà dai confini cittadini per portare il cinema nero a Lecce, Brindisi, Foggia e Taranto.

il 26 ottobre si è tenuto  il primo appuntamento di Aspettando Balafon, dal tema “Dopo la tempesta”, giusto un piccolo antipasto, prima della full immersion nel cinema Africano di novembre.

Per quanto, ancora non sia disponibile il programma in rete, vi consiglio di contattare l’associazione culturale Abusuan, dove potranno darvi tutte le indicazioni del caso. Già che ci sono, approfitto per “markettare” anche la bellissima associazione, sempre gravida di iniziative lodevoli e, dove, tra un reading ed una proiezione, sanno sempre soddisfare anche il palato con manicaretti a prezzi modici e veramente “social”.

 

www.abusuan.com

info@abusuan.com