Putignano… in maschera.

Immagine1.jpgLe radici del Carnevale di Putignano sono, come è noto, antichissime.

Riti, ancor oggi esistenti, come la “Festa delle Propaggini”, “La Festa dell’Orso”, il “Funerale di Carnevale” hanno elementi di forte analogia con le funzioni originarie del carnevale mediterraneo: il rovesciamento dei ruoli sociali, la rottura temporanea delle regole sociali, i riti agresti propiziatori della Magna Grecia con Dioniso e Bacco. Anche il momento medioevale collegato alle origini del Carnevale putignanese, e quindi la traslazione delle reliquie di Santo Stefano da Monopoli a Putignano sotto l’egida dei Cavalieri di Malta il 26 dicembre 1394, è ulteriore conferma di come il Carnevale di Putignano sia un evento che coniuga autenticamente il binomio “Cultura e Mediterraneo”.

 

Sul piano organizzativo e sociale, il Carnevale di Putignano è a tutti gli effetti una Festa nel senso antico del termine: un’intera comunità contribuisce in diversa misura a produrre uno spettacolo nuovo ogni anno che rinnova una tradizione antichissima e ancora vitale.

Non è un caso che a Putignano il trascorrere del tempo si misura con le edizioni del Carnevale; anche per questo radicamento a Putignano nonprogramma-carnevale-di-putignano-2011-b.jpg c’è pagamento di un prezzo di ingresso alla sfilata, la visione e partecipazione sono libere e il Carnevale ha la funzione della Festa intesa come salutare interruzione dei ritmi e delle regole del vivere quotidiano.

”Carnevale di Putignano” 2011, il programma della 617^ edizione

Il Carnevale è una festa di partecipazione fondata sulla sfida delle regole, sulla sovversione delle gerarchie, sullo sberleffo “irriguardoso”. È questa qualità, da sempre eversiva, che lo rende ancora oggi un’occasione di grande interesse: uno “strumento” decisivo per rinnovare il senso della comunità e della festa propiziatoria. Da qui partono le coordinate di indirizzo e di metodo della Fondazione Carnevale di Putignano per l’edizione numero 617. L’idea è quella di un “opificio diffuso” destinato a produrre non solo gli ingredienti materiali dell’evento, ma anche lo spirito, il senso, la dimensione collettiva che lo dovranno animare. Non un edificio, ma un circolo virtuoso di cantieri/laboratorio, impegnati da un lato nel rinnovare la festa e la partecipazione, dall’altro nel riqualificare gli obiettivi e gli investimenti.

 

Laboratori di coreografia e cartapesta

Con l’obiettivo di incrementare in modo deciso il rapporto fra Fondazione Carnevale e nuove generazioni, prendono vita laboratori d’arti sceniche in sinergia con il sistema scolastico locale. Il contesto è quello della stagione di “Teatro Ragazzi” nel quale la Fondazione partecipa con il Comune di Putignano e il Teatro Pubblico Pugliese alla produzione di itinerari formativi finalizzati allo sviluppo di competenze teatrali, con particolare attenzione alle tecniche proprie del Carnevale come la coreografia e l’arte della cartapesta. Ecco il coinvolgimento di due stimate professioniste, entrambe di origini putignanesi: Olimpia Pascale, direttrice dell’omonima scuola di danza, che guiderà un laboratorio coreografico per il Primo Circolo Didattico “G. Minzele”; Antonella Dibello, scultrice/pittrice, reduce dalla prestigiosa collaborazione con Ermanno Olmi, su commissione del quale ha realizzato elementi scenografici per “Il villaggio di cartone”: film di prossima uscita. A quest’ultima andrà il compito di guidare un laboratorio dedicato alla lavorazione della cartapesta, rivolto ad un gruppo di ragazzi della Scuola Media “Stefano da Putignano”.

 

La Passione a Conversano

Immagine4.jpgAppuntamento il 30 a Conversano per la tradizionale rappresentazione de La Passione Vivente, intitolata Jesus Rex Judaeorum.

Le “narrazioni della Passione”, in latino Passio, hanno origine dai Vangeli. L’uso sottende la radice etimologica, dal verbo latino patior, “soffrire”. In seguito il termine si è esteso per indicare il racconto del supplizio subito dai martiri.

Con passione di Gesù si intendono la sofferenza e l’agonia di Gesù Cristo che hanno portato alla sua crocifissione, evento centrale per la religione cristiana. Il vangelo secondo Giovanni, però, presenta alcune discrepanze con la tradizione sinottica. Innanzitutto a proposito della data della morte: di giovedì, durante la vigilia della Pasqua ebraica, nel momento in cui si sacrificano gli agnelli secondo la tradizione giudaica; Gesù sarebbe dunque stato immolato come gli agnelli della Pasqua ebraica. Inoltre, alcuni studiosi hanno creduto inverosimile il processo davanti al sinedrio di notte (per altri sarebbe stato necessario per tenerlo nascosto alla folla), ritenendo più probabile la versione giovannea. Secondo Giovanni una riunione del sinedrio è realmente avvenuta, ma molti giorni prima della morte di Gesù e non in sua presenza: durante questa riunione i sacerdoti decisero di metterlo a morte per ragioni di stato, mentre dopo l’arresto avvenne solo un interrogatorio da parte del sommo sacerdote prima di condurlo, all’alba, da Pilato. Secondo questi stessi studiosi, i sinottici avrebbero dunque operato solo una semplificazione e non una vera e propria distorsione dei fatti storici (cfr. Introduzione al Vangelo secondo Giovanni, in La Bibbia di Gerusalemme, Edizioni Dehoniane, Trento 2009).

Comunque, sia, gli avvenimenti della Passione vengono ancora oggi celebrati dai cristiani di tutto il mondo nella cosiddetta “Settimana Santa” (la settimana che precede la Pasqua).

A Conversano, nella suggestiva cornice della città vecchia, oltre cinquecento personaggi interpretati da attori professionisti e figuranti in costumi d’epoca, per la regia di Lucio Giordano. La Passione Vivente si svilupperà su un percorso di cinque km. Si partirà con la rappresentazione dell’ultima cena sulla Rampa Villa. All’interno dei giardini di Villa Garibaldi, verrà inscenato il tradimento di Giuda nell’orto degli ulivi. Di qui, il corteo degli attori, scendendo lungo Via XXIV Maggio, giungerà in Via Matteotti per raggiungere la postazione del Sinedrio. In Piazza della Conciliazione, sarà inscenato il processo a Gesù con Ponzio Pilato. Nei pressi della torre dodecagonale sarà collocata la postazione con i ladroni e una guarnigione di soldati a cavallo. Il conclusivo momento della crocifissione sarà tradizionalmente ambientato in Piazza Castello.

Un grande tributo alla storia del Cristianesimo e a “quell’uomo chiamato Gesù” che, ancora, tanto inchiostro fa spendere a uomini e donne di scienza e… di Fede. Da non perdere!