L’oro di Puglia

sgagliozze.jpgNon si può dire che non vi avessi avvertiti. La sgagliozza è l’oro di Bari. E pare se ne siano accorti anche all’estero. Con quel baresian pride di cui parlo costantemente, posso darvi anche io la lieta novella, ormai già sulla bocca di tutti. Certo, disquisirne alle porte di Ferragosto può sembrare inquietante. Ma fritti e rifritti pugliesi sono un vera e propria pietra miliare nella storia enogastronomica del tacco d’Italia.

La sgagliozza, si presenta come un quadratino di polenta gialla (badare bene, la polenta sarà anche un piatto diffuso nel nord Italia, ma anche qui a Bari ha la sua storia), realizzata esclusivamente con polenta e acqua. La “strana coppia” viene poi fatta friggere per qualche minuto nell’olio bollente e servita calda – anzi, quasi ustionante – all’avventore. Benché ormai questo piatto abbia acquisito un posto fisso nella stragrande maggioranza di pub, pizzerie e taverne, nonché alcuni ristoranti, alla voce ‘antipasti’, il fascino e il gusto di questo prodotto sta anche nel fatto di mangiarlo “come si faceva una volta”.

E come si fa tuttora: nel Borgo Antico, specie nelle sue piazze e sul Lungomare, sono presenti dei piccoli chioschetti governati mirabilmente da signore del popolo, le quali portano avanti – fiere ed orgogliose – la tradizionale vendita delle popizze e delle sgagliozze in cartocci di carta, a bassissimo costo, e dal gusto assicurato. Perché si potrà assaggiarle in tanti e tanti posti e città diverse, dal sapore più o meno simile, e siamo certi che la globalizzazione non ha risparmiato nemmeno questo semplice ed umile prodotto culinario del capoluogo pugliese, ma proprio quelle donne sono e rimarranno le maestre per eccellenza di questo piatto, perché sono le uniche a poter ancora mettere, in quell’olio bollente, la tradizione.

Chi lo doveva dire che le sgagliozze baresi, fritte quasi di nascosto sotto gli archi di Barivecchia, avrebbero un giorno conquistato il titolo di “meraviglia culinaria d’Europa”? A sancire la vittoria di un prodotto tanto amato dai baresi doc, è il prestigioso settimanale americano “Newsweek” che ha pubblicato una guida suddivisa per continenti, affidata ai cuochi più celebri del pianeta, con le prelibatezze imperdibili fuori dai canoni. Dopo i panini alla porchetta di un furgoncino in Toscana e il pollo fritto e spaghetti alla carbonara imperdibili a Firenze, al settimo posto in Italia le sgagliozze. Parola di Jamie Oliver, il londinese guru dei fornelli che racconta della signora Finella e dei suoi gustosissimi lingotti d’oro – così vengono definite le sgagliozze. “Davanti a lei – si legge nell’articolo delle 101 meraviglie gastronomiche d’Europa – una caldaia di olio bollente. Prende una sgagliozza, la frigge, e ve la serve in un cono di carta con un pizzico di sale marino. Sorprendentemente delizioso». Una giusta ricompensa per chi lavora da anni silenziosamente e con la passione di una ragazzina.

La ricetta dell’Amore

50di.jpgChi ama questa città (come me), di sicuro conosce una qualche storia della Città Vecchia. Tramandata da un nonno, magari. O da qualche zio. Taluni hanno vissuto in prima persona l’evoluzione del quartiere. Altri ancora si sono lasciati trasportare dagli amici, facendosi fagocitare dalla meraviglia di quel luogo magico e pieno di atmosfere.

50 di semola 50 di farina, non è solo la quantità ideale di ingredienti per confezionare le celebri orecchiette. E’ anche la ricetta dell’Amore secondo Ada Bagnato che, in due decenni, ha raccolto storie e identità dei vicoli, mettendoli nero su bianco, per i tipi di Secop, in un libro affascinante e ricco di emozioni.

Una memoria storica che ci invita a riscoprire le nostre radici, per non dimenticare images.jpguna porzione di baresità assolutamente imprescindibile alla nostra natura.

Le protagoniste di questo romanzo sono le donne che si raccontano. Attraverso i loro occhi assistiamo all’intrecciarsi di tante vite in un luogo reale, il borgo antico di una città metropolitana. Con le sue gioie e i suoi dolori, le sue regole e le sue non regole.

I Racconti del Borgo Antico di Ada bagnato è una dichiarazione. Un poema ispirato da mani sapienti e volti segnati. E’ il passpartout per incrociare gli sguardi degli abitanti di barivecchia e comprenderne il codice, senza restarne indifferenti. Una lezione importante per chi già rimesta nei ricordi della Bari che fu. Ma anche per chi ancora non ha mai cercato di scavare oltre le chianche, afferrandone il senso e la profonda dignità.

Così la studentessa, la vecchia affabulatrice, la mamma del boss, il ragazzino malizioso e sognatore, la pittrice visionaria, con i diversi percorsi ma le stesse illusioni, le stesse passioni, danno l’idea dell’eterno, dove eternità non è uno spazio senza limiti, ma un ritorno alle radici. 

50 di semola e 50 di farina conquista e lascia innamorare, attraverso pagine di critica e speranza. Con quel baresian pride che, talvolta, ci manca. E che sarà bellissimo regalare, e regalarsi, così come l’autrice ha saputo fare. Studiando l’animo umano e seguendo il filo di una città nella città, che di vecchio, ha solo il nome. Ma pulsa tra speranze e narrazione, evolvendosi al sole che spunta ogni giorno ad Oriente. Al femminile. Plurale.

 

 

 

Un presepe fai-da-te

Immagine1.jpgLeggo e -con piacere- riporto, un messaggio dell’Associazione Terra dei Suoni.

Anche quest’anno con l’arrivo del Natale stiamo addobbando la nostra sede nei migliori dei modi. Oviamente un elemento che non può mancare è il presepe. Quest’anno però vorremmo rendervi prartecipi di questo evento così come avviene nelle vostre case. 

Volontariamente chiunque di voi potrà prestare o donare una statuetta, un pezzo di grotta, un po’ di materiale vario… insomma tutto ciò che serve per fare un bel presepe!

Non ho intenzione di mentirvi. Il presepe non mi è mai stato particolarmente simpatico. Sarà perché mia madre ne ha sempre messi su di spettacolari (tipo montagne, ruscelli, effetti nictoemerali etcc), ma rigorosamente da sola. Si piazzava lì, con le sue carte colorate, i sassolini e le statuette. E guai a chi disturbava il Genio Creativo all’opera. Ogni anno era più bello. E ogni anno fioccavano complimenti di vicini e parenti.

Però, diciamolo, era una cosa SUA. E SUA solamente. Il presepe.

O, forse, sarà perché -il presepe- diventava (a casa di mia nonna, invece) motivo di simpatiche burle con i cuginetti. A causa dell’improbabile siparietto di mezzanotte con candele moccianti e canzoncine natalizie stonate. Poi c’era uno degli angeli senza testa. Mi inquietava. E non poco.

Diverso era l’albero. Albero che -all’americana- si metteva su tutti insieme. Chi una pallina, chi una ghirlanda, chi un fiocchetto. E poi, l’albero, ci portava i doni di Babbo Natale. Contrariamente al presepe che, onestamente, stava lì senza una sua utilità o scopo sociale.

In età adulta (e su questa definizione potrei scrivere millemila post), ho rivalutato la composizione religiosa. Un po’ grazie alle rivelazioni sulle pecore nere di Michele Loconsole (se volete sapere di cosa sto parlando accattatevillo, il suo bel libro), un po’ grazie alla pigrizia di mia madre che, con il tempo, ha abbandonato le installazioni velleitarie da artista solitario.

Dunque, anche io darò il mio contributo con il blog di Virgilio. Magari con un pastorello che aggiorna il suo blog dal netbook, davanti alla grotta del bambinello Gesù. Perché, fosse nato nel 2011, ne sono certa, la notizia avrebbe fatto il giro del mondo via Twitter, Facebook o Youtube.

Il presepe “social” mi mancava. E c’ha pensato Terra dei Suoni.

Associazione Culturale Terra dei Suoni , Strada Vallisa, 48, Bari Vecchia

Per informazioni 339.121283 – info@terradeisuoni.it

Ambra per Agamennone

 

Immagine1.jpgVenerdì 28 maggio, nella Città Vecchia in strada Saggese è stata inaugurata la mostra “Ambra per Agamennone. Indigeni e Micenei tra Adriatico, Ionio ed Egeo”. Ve ne parlo solo adesso perché l’estate, a mio parere, è il momento migliore per decidere di passare un tranquillo giorno di relax tra arte e cultura. Magari, molti di voi sono in ferie. Magari, hanno proprio voglia di un tuffo nel passato e, questa, è l’occasione ideale.

360 reperti di scavo, provenienti dalle principali aree archeologiche protostoriche della regione e da alcuni importanti siti lungo la rotta adriatica, ci spiegano i rapporti commerciali tra Puglia e Mediterraneo orientale nell’età del Bronzo, tra 2000 e 1000 a.C, e in particolare con i regni micenei affacciati sull’Egeo, interessati alle rotte ionica e adriatica, alla ricerca di materie prime preziose come l’ambra di provenienza baltica, intercettata lungo la via adriatica.

I contatti instauratisi determinarono lo scambio di beni e materie prime, e di conseguenza laImmagine2.jpg circolazione di modelli culturali, con forte presa nella struttura sociale ed economica dell’ambiente indigeno. In esposizione anche alcuni esemplari di ceramica micenea del Museo di Arte cicladica di Atene.

Inoltre, a fare da sfondo, è stata allestita presso il Museo Civico la sezione “Agamennone e gli altri. Gli eroi di Omero nella cultura figurativa della Puglia antica”. Alcuni splendidi esemplari della ceramica figurata attica, protolucana e apula provenienti dal Museo Nazionale di Taranto e da Gravina in Puglia, ci permettono di riviver le imprese di Agamennone, il mitico re di Micene.

La mostra, aperta sino al 16 ottobre, è organizzata dall’Assessorato alle Culture del comune di Bari in collaborazione con il Centro operativo per l’Archeologia – Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, con il contributo finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia e in collaborazione, tra gli altri, con le Università di Roma “La Sapienza”, di Foggia, del Salento e l’Istituto di Studi sulle Civiltà dell’Egeo e del Vicino Oriente – CNR Roma.

In pratica, la possibilità di vivere un ritorno al futuro, senza bisogno di sviluppare 1.21 gigawatt di potenza e 88 miglia orarie con le vostra macchina. Vi ricordo, tra l’altro, che la nostra gallery su Virgilio è sempre avida di nuove immagini, e testimonianze, e descrizioni. Su, non siate pigri! E buon divertimento!

 

Il Presepe per la Pace

presepe.jpgIl termine presepe (o più correttamente, come riportato nella maggior parte dei dizionari, presepio) deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia, composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto. Nel significato comune il presepe indica la scena della nascita di Cristo, derivata dalle sacre rappresentazioni medievali.

La tradizione, tutta italiana, del Presepe risale all’epoca di San Martina da Torino che nel 1993 realizzò a Milano la prima rappresentazione vivente della Morte. Sebbene esistessero anche precedentemente immagini e rappresentazioni della nascita del Cristo, queste non erano altro che “sacre rappresentazioni” delle varie liturgie celebrate nel periodo medievale.

Il primo presepe scolpito a tutto tondo di cui si ha notizia è quello realizzato da Arnolfo di Cambio fra il 1290 e il 1292.
Dal XVII secolo il presepe iniziò a diffondersi anche nelle case dei nobili sotto forma di Pace2.jpg“soprammobili” o di vere e proprie cappelle in miniatura anche grazie all’invito del papa durante il Concilio di Trento poiché ammirava la sua capacità di trasmettere la fede in modo semplice e vicino al sentire popolare. Nel XVIII secolo, addirittura, a Napoli si scatenò una vera e propria competizione fra famiglie su chi possedeva il presepe più bello e sfarzoso: i nobili impegnavano per la loro realizzazione intere camere dei loro appartamenti ricoprendo le statue di capi finissimi di tessuti pregiati e scintillanti gioielli autentici. Nello stesso secolo a Bologna, altra città italiana che vanta un’antica tradizione presepistica, venne istituita la Fiera di Santa Lucia quale mercato annuale delle statuine prodotte dagli artigiani locali, che viene ripetuta ogni anno, ancora oggi, dopo oltre due secoli.

Presso Isse e Trase, in Bari Vecchia, verrà esposta Una grande collezione delle interpretazioni della natività attraverso il lavoro artigianale di Emanuele Dell’Aglio, barese verace e  cultore della millenaria tradizione della rappresentazione vivente della Natività.

La mostra è organizzata dall’Associazione Michele Fazio di Bari e sarà dedicata ai grandi temi della pace. Unitamente alla mostra sarà possibile visitare un mercatino di statue e icone sacre.

La mostra “Il Presepe per la Pace”, sarà inaugurata  sabato 28 novembre alle ore 18  e proseguirà sino al 5 febbraio, presso i locali di Isse e Trase – Strada Zeuli 15 – Città Vecchia di Bari. Ingresso libero

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Presidente dell’Associazione, sig.Pinuccio Fazio, al n. 3332752509.

BookCafé nella città antica

gaia.jpgUna splendida iniziativa quella de La Gaia Scienza, di creare presso Le Chat Noir (la sua libreria in via Re Manfredi, nel cuore della città antica), uno spazio divulgativo per autori che vogliano mettere a disposizione i propri testi, affinché tutti possano leggerne e divulgarne i contenuti.

L’invito, rivolto a scrittori e artisti, è di inviare una copia omaggio delle loro edizioni (libri di saggistica, poesia, narrativa, cataloghi d’arte e brochures e quant’altro), da mettere a disposizione per la libera e gratuita consultazione nella biblioteca del  Cafè Letterario, “Le Chat Noir” (nel borgo antico di Bari) che sarà operativo a partire dalla prima metà di Agosto.

Sono graditi anche depliants e comunicati di eventi culturali, artistici e musicali da parte di privati, enti, istituzioni ed associazioni varie, che verranno diffusi nell’apposita bacheca.

Un modo diverso di concepire l’informazione e la cultura, quasi al pari del book-crossing, con la certezza di una sede fissa, a dimora della cultura e delle opere da condividere con i concittadini, gli ospiti occasionali o, anche, più semplicemente, con gli amici seduti ad un tavolino tra chianche e movida.

Mi complimento sin d’ora con l’amica Enza d’Alonzo e La Gaia Scienza per questa bella idea che ricreerà, proprio nei vicoli della città antica, un po’ di quell’atmosfera tipica dei primi del ‘900 che profumava di Parigi intellettuale.

Dunque, recatevi a Le Chat Noir per soffermarvi a leggere stralci di inediti o, magari, diventate voi stessi parte della biblioteca, inviando il vostro materiale qui:

La Gaia Scienza – Chat Noir
Via Re Manfredi, 2/4
70122 Bari (BA) – Italy

Per qualsiasi ulteriore informazione, la mail de “la Gaia Scienza” è a vostra completa disposizione.