Looking for E. B.

Immagine1.jpgLa Galleria Muratcentoventidue, Via G. Murat 122/b, prosegue il suo programma espositivo con “Looking for E.B.”, mostra personale di Elena Bellantoni a cura di Eleonora Farina.

Costruire la trama di una vita, ricostruire la trama di una famiglia. E’ questo ciò che compie E.B., protagonista dell’ultimo video dell’artista romana Elena Bellantoni (1975). Definendo sé stessa, dà senso e significato al nucleo familiare e al ruolo che in esso occupa. Looking for E.B. getta lo spettatore dentro un mondo emotivo scomodo, nel quale l’audio è incalzante, la definizione degli oggetti minuziosa, i movimenti di E.B. quasi spaventati e allo stesso tempo guardinghi.

E in questa situazione di disagio, in cui la giovane donna, ripiegata su sé stessa, si stringe la testa tra le mani, in quel momento due bambine cominciano a dispiegare il filo di una maglia (topos ricorrente nel lavoro dell’artista, come già in Fil Rouge del 2008).

La simpatia (intesa come ‘patire insieme’) nei confronti della protagonista si instaura grazie alla doppia proiezione video, dove i close-up sottolineano gesti ripetuti e quasi riflessi – creando quindi un legame indissolubile tra lei e il contesto femminile del quale fa parte – ma dove risulta evidente che è sua l’inquietudine del confrontarsi col sé, in quanto persona e in quanto donna. Da una parte E.B. si muove all’interno di una farmacia, tra bottiglie, provette e polveri di ogni genere; dall’altra il gruppo femminino occupa un ambiente che non ha alcuna demarcazione spaziale se non quella creata dalla luce intensa. Come in gran parte della produzione della Bellantoni, la scoperta e la delimitazione di un luogo diventano messa in atto del sé e al contempo determinazione della propria posizione (ed è infatti quasi sempre lei l’attrice/protagonista dei suoi lavori video).

La presenza di E.B. all’interno di una collettività femminile e di un sistema-famiglia precostituito è e sarà sempre differenziata da una vivida macchia blu (il colore dei medicinali con i quali durante la Controriforma si combatteva l’isteria, e la stregoneria, delle donne) sulla camicia bianca.

Stesso blu su fondo bianco è la cifra caratteristica delle cinque grandi tele che accompagnano il video. In netta contrapposizione a quest’ultimo, le immagini risultano infatti poco nitide e prive di dettagli, quasi come se E.B. fosse riuscita a completare la sua trama e attraverso i dipinti ricordasse ora con serenità momenti del passato.

Fino ad un certo punto è importante essere consapevoli dei rimandi alla storia personale dell’artista stessa; e non è forse neanche necessario sapere che Looking for E.B. è il secondo capitolo di una trilogia (iniziata nel 2011 con La ragazza dello Spielplatz) e che E.B. potrebbe stare anche per Effi Briest, personaggio nato dalla penna dello scrittore e farmacista Theodor Fontane. La trama che la Bellantoni propone allo spettatore va ben oltre tutto questo: è infatti quella di una vita al femminile, dove la sua identità di artista/protagonista risulta definita solo ed esclusivamente in una coraggiosa relazione con l’altro – da sé (come in Ich bin… du bist del 2010).

 

Bari… does.

Immagine1.jpgLa pausa estiva di metà agosto lascia il passo al consueto appuntamento settimanale dell’Associazione Culturale “…does” presso la spiaggia di Pane&Pomodoro, ogni mercoledì dalle 19.30. L’incontro metropolitano ad ingresso gratuito(con il patrocinio del Comune e della Provincia di Bari)unisce arte, market di artigianato locale, vintage, performance, dj set e live band allo splendido panorama serale che ci regala la spiaggia più amata dei cittadini baresi.

Dopo un anno, ritorna l’incontro metropolitano fra arte, vintage, creazioni, performance e live show che tutti attendevano con ansia! L’appuntamento settimanale che dà spazio alle migliori menti creative della nostra terra! 

Un viaggio in un regno incantato, dove tutto è possibile.

Sfere infuocate, nuvole di sapone, personaggi da sembianze particolari, profumi provenienti da ogni angolo di Mondo, sfumature di colori e giochi di luce. Questo è …does.

Uno spazio, un contenitore, una scatola in cui ognuno è libero di esprimere e manifestare i propri punti di vista, dando libero sfogo ad ogni singolo pensiero o immagine che non ha riscontro nella realtà.

…does, concetto/evento itinerante che si occupa della promozione e divulgazione dell’arte in tutte le sue forme di espressione, delle creazioni di giovani designer/stilisti emergenti e della rivalutazione di abbigliamento, accessori e oggettistica degli anni 60/70/80 con esposizioni organizzate all’interno dell’evento stesso. E’ un movimento di interesse comune in grado di soddisfare tutti gli appassionati del settore, un circuito dove dar spazio a tutti di conoscere e far conoscere l’arte, di riportare in auge oggetti del passato oramai dimenticati e di promuovere in uno spazio “libero” i propri prodotti e le proprie creazioni.

All’interno dell’evento esposizioni ed estemporanee di:

Fotografia – Pittura – Scultura – Performance – Fumetti – Graffiti – Video art – Arte di strada – Grafica – Illustrazioni – Installazioni.

Saranno presenti inoltre, esposizioni di abbigliamento e accessori vintage, creazioni, modernariato.

15 espositori locali presentano al pubblico barese i propri lavori: oggettistica creata a mano, accessori in pelle, vinili, fumetti, t-shirt, gioielli, esposizioni di pittura e scultura. Il tutto accompagnato da performance in stile CIRCUS e dalla selezione musicale di dj e vj made in Bari. Presente anche un’area bar a pochi metri dal mare e un ampio percorso pedonale con pista ciclabile.

stART HUB

Immagine1.jpgVi segnalo un importante evento in programma proprio oggi a Bari: dopo un tour di tre mesi che ha toccato quattro regioni (Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Lazio) arriva finalmente in Puglia il progetto stART HUB, ideato dall’associazione Fabrica Fluxus Lab e vincitore del bando Principi Attivi 2010 – Giovani Idee per una Puglia Migliore promosso dalla Regione Puglia.

A partire dalle 19 apre le porte al pubblico la mostra “Reveries” (curata da Fabrica Fluxus Lab, Roberta Fiorito e Nico Murri, con opere degli artisti Mariantonietta Bagliato, Raffaele Fiorella, Claudia Giannuli, Pierpaolo Miccolis, Dario Molinaro, Giuseppe Paolillo, Christina Calbari, Alessia Cocca, Fernanda Veron e Wallenberg – visitabile fino al 23 giugno), allestita in due diverse sedi espositive, ovvero Fabrica Fluxus Art Gallery (via Celentano 39) e Art Core Contemporary Art Project (via De Rossi 94), legate fra loro dal filo rosso di una suggestiva performance urbana dell’artista Wallemberg, che porta l’arte direttamente per le strade, tra la gente, coinvolgendo i passanti e contaminando gli spazi della città.

Nel tragitto Wallenberg riflette, con spirito ludico e raffinato, sul contenuto del lavoro proposto nelle tappe precedenti. Ergendosi a messia pop-up interagirà con luoghi e pubblico occasionale, in un misto di atmosfere naive e surreali. La performance si concluderà presso ArtCore Contemporary Art Project, intorno alle 20.00 con l’inaugurazione della mostra.

“Reveries” è un termine inglese arcaico che indica uno stato di sogno in dormiveglia ed é metafora del sognare a occhi aperti con suggestioni premonitrici. In quanto termine non più in uso di una lingua viva, si fa testimonianza di una realtà passata che parla come eco del tempo che ha conosciuto: è, in un certo qual modo, il fantasma della parola sogno. Partendo da questa suggestione, sono state affidate dieci valigie a dieci artisti, affidando a ciascuno di loro il compito di farsi portavoce di quello che sarebbe il sentimento “umano” dinnanzi a una ipotetica minaccia di estinzione, fantasticando su cosa si potrebbe riporre in una valigia – simbolo della migrazione verso un destino più favorevole- da lasciare in eredità ad un’altra civiltà. La fantasticheria dell’artista diventa prezioso lascito che potrebbe consentire a un’umanità futura di conoscere i nostri sogni, le nostre paure, le nostre ambizioni e i nostri fallimenti.

Il 2012 è, nella vulgata pop di antiche e catastrofiche profezie, l’anno della fine del mondo. Ma lungi dal voler speculare su alcuna delle svariate -e spesso strambe- teorie apocalittiche sulla scomparsa imminente del nostro pianeta, ne abbiamo piuttosto considerato il fascino ed il significato simbolico quanto mai attuale. Sembra piuttosto evidente che il mondo stia affrontando una rivoluzione, che parecchi degli schemi sui quali sembrava poggiarsi stiano drasticamente crollando, e si avverte ora più che mai l’urgenza di un cambiamento su più fronti, da quello politico a quello economico, dalla salvaguardia ambientale a quella “sociale”. L’arte -ora come sempre- è la cartina di tornasole di questi momenti critici. L’artista ha spesso fornito una testimonianza del suo tempo prima degli altri, anticipando con l’occhio e la mano il racconto della sua epoca.

La Puglia terra d’arte guarda al futuro, dimostrando una forte vocazione alla valorizzazione della creatività giovanile e dei linguaggi del contemporaneo: ad affermare con forza questo messaggio e a promuoverlo con un ciclo di iniziative a livello nazionale è l’associazione Fabrica Fluxus Lab, promotrice del progetto stART HUB, vincitore del concorso Principi Attivi 2010 – Giovani Idee per una Puglia Migliore promosso dalla Regione Puglia.

Il tema della mostra? Niente di meglio, in un 2012 incrinato dalla crisi e presago di catastrofi, che riflettere sulla fine del mondo…

Un 2012 che titilla le fantasie più remote di artisti e partecipanti, sul quale già scrissi un articolo su Hera Magazine. Per cui, a me, particolarmente caro. Come dicevano i R.E.M. “It’s the end of the time as we know it”. I feel fine. E voi?

Festival dell’Arte Russa

Immagine1.jpgPer il sesto anno consecutivo torna a Bari il “Festival dell’Arte Russa”, la manifestazione dedicata all’arte, alla cultura e alla creatività russa in programma dal 17 al 22 maggio e organizzata dalla Fondazione Nikolaos e dalla Fondazione Russa delle Iniziative sociali e culturali presieduta da Svetlana Medvedeva e diretta da Tatiana Shumova, con il sostegno del Comune di Bari, della Regione Puglia e dai ministeri della Cultura e degli Esteri della Federazione russa.
Il calendario prevede tanti eventi che, dalla lirica alla danza, dall’artigianato alla pittura, dal cinema all’arte, animeranno la settimana del “Giardino Estivo delle Arti”.
Ieri mattina la cerimonia di apertura del festival, nella sala Murat, in piazza del Ferrarese, con l’inaugurazione della mostra di opere “Il Viaggio: Emozioni e Spirito in cammino”, inteso non solo come spostamento fisico nello spazio ma soprattutto come evoluzione e crescita interiore, realizzato da cinque artisti dell’Accademia di Belle Arti di Bari e da altrettanti artisti dell’istituto V.I. Suricov di Mosca. SI tratta di un’esperienza molto interessante, iniziata lo scorso anno a dicembre durante il secondo Festival dell’Arte Italiana a Mosca – Suggestioni di Puglia “Giardino invernale delle Arti” (la mostra sarà aperta tutti giorni, dalle ore 10 alle ore 23).
Tutte le iniziative sono ad ingresso libero.
Di seguito il programma completo degli eventi:

Venerdì 18 maggio
– alle ore 10.00, nell’Auditorium della Vallisa, la “Rassegna cinematografica russa” con la proiezione del primo film “Gli ultimi giochi delle bambole”, un lungometraggio per ragazzi, con la regia di Georghij Negashev, che sarà presente alla proiezione; segue dibattito con il regista.
– alle ore 12.00, nel Portico dei Pellegrini della Basilica, la tradizionale mostra artigianale russa: questa edizione prevede una mostra fotografica, “Pagine della storia della Cattedrale di Cristo Salvatore”, monumento nazionale e simbolo della rinascita spirituale della Russia (propone la riproduzione del materiale fotografico e figurativo della collezione esistente), l’esposizione dei paramenti sacri, preziosi oggetti ricamati in oro facenti parte di una collezione privata, realizzati nell’antica Russia e arrivati ai nostri giorni, e la mostra dell’oreficeria di Vladimir Mikhailov, “Immagini ortodosse nei gioielli: bellezza, tradizione e fede”, collezione orafa originale di simboli ortodossi, opere straordinarie realizzate con oro e argento e decorate di intarsi in pietre (la mostra sarà aperta tutti giorni, da venerdì 18 a 22 maggio, dalle ore 9 alle 13).
– alle ore 20.30, nell’Auditorium della Vallisa, proiezione del lungometraggio “Felice di essere vivo”, con la regia di Pjotr Buslov, sul periodo più drammatico della vita di Vladimir Vysotskij, eroe dell’Unione Sovietica degli anni ’70, a seguire l’incontro con il protagonista Sergey Bezrukov.
Sabato 19 Maggio
– alle ore 21.00, il Festival si sposta in piazza dell’Orologio, a Polignano a Mare (Bari), dove si esibirà in concerto il Coro patriarcale della Cattedrale di Cristo Salvatore con un repertorio sacro di brani operistici e musica popolare; a seguire il balletto nazionale russo del corpo di ballo della città di Kostroma.
Domenica 20 maggio
– alle ore 18.30, nell’Auditorim della Vallisa, proiezione del film drammatico “La Madre altrui”, con la regia di Denis Rodimin, sulla storia di una donna, Malika, che si reca a Mosca per cercare la figlia scomparsa; a seguire l’incontro con la protagonista Evghenia Dobrovolskaya.
– alle ore 20.30, in piazza del Ferrarese, esibizione del balletto nazionale russo del corpo di ballo della città di Kostroma e del gruppo folkloristico “Ryazanochka” della città di Ryazan, fondato nel 1973 sotto la direzione di Viktor Stadnichuk: il repertorio comprende composizioni di diversi autori, canzoni russe e cosacche, canti natalizi e del carnevale russo.
Lunedì 21 maggio
– alle ore 12.30, nella sala Murat, l’inaugurazione della mostra “Plein air”, a cura dell’Accademia di Belle Arti di Bari e dell’Istituto V.I. Surikov di Mosca.
– Alle ore 18.30, nell’Auditorium della Vallisa, ultimo incontro con il cinema russo con la proiezione del cortometraggio “Senza termini di prescrizione”, con la regia di Roman Svetlov, sulla Russia ai tempi della grande guerra patriottica, del documentario “Anna Dostoevskaya. Una lettera al marito”, con la regia di Igor Nurislamov, e del cartone animato “L’incontro”, con la regia di Natalia Fedčenko; a seguire l’incontro con il regista Roman Fokin e la sceneggiatrice Natalia Loskutova.
Martedì 22 maggio, alle ore 12, nella sala Murat, chiude il Festival dell’Arte Russa a Bari con l’evento di chiusura della Mostra “Plein Air”, a cura dell’Accademia di Belle Arti di Bari e dell’Istituto V.I. Surikov di Mosca.

Una stanza tutta per sè

silvana, duho, Quello che adoro della mia città, è quel suo essere multiforme e trasformista. 

Dunque, i punti di ritrovo di una Bari che vive di notte, diventano così anche gallerie d’arte, luoghi per reading, o palcoscenico fuori dal comune per assaporare il piacere della novità.

Ed è stata una bella scoperta Silvana Đuho con la sua mostra “Una stanza tutta per sè”, presso lo Stile Libero, in via Andrea da Bari. Silvana Duho nasce nel 1970 a Dubrovnik, Croazia. Completa gli studi presso l’Accademia delle Belle Arti di Bari nel 2000. Esponendo tra Italia e Croazia e inanellando numerosi riconoscimenti.

” – naturalmente si trattava soltanto di una fantasia – che mi faceva vedere i fiori di lillà sui muretti dei giardini, e le farfalle color di zolfo che svolazzavano qua e là e la polvere del polline nell’ aria. Era quel momento tra le due luci, quando i colori vengono intensificati e il porpora e l’oro bruciano sui vetri delle finestre come il battito di un cuore eccitabile; quando chissà perchè la bellezza del mondo rivelato, la bellezza del mondo che dovrà così presto soccombere, ha due tagli, uno di gioia, l’altro di angoscia, che ci dividono il cuore. Tutto era vago, eppure intenso…”

Ed è l’ispirazione tratta proprio da queste parole, di Virginia Woolf, a guidarci verso una finestra che si affaccia sull’ignoto. Ispirandoci a immaginarla, questa stanza. Diventando noi stessi parte della materia plasmata nelle opere della Đuho. Dettagli in resina, scampoli di sogni ritagliati tra memoria e futuro. Nel continuo divenire delle emozioni amalgamate di sogno e realtà. Rivalutando la nostra natura mutevole eppure immobile, cristallizzata nel tempo, protagonista e fautrice di ogni cosa che verrà.

Come ha giustamente sottolineato la prof.ssa Giustina Coda “è un progetto etico in cui la memoria diventa emozione, attraversamento dell’ io tra le cose nel tentativo di disporre di sé nello spazio e nel tempo in piena libertà.”

Che poi, aggiungo, non bisogna neanche essere cultori dell’Arte per farsi coinvolgere da una piacevole Sindrome di Stendahl, in certi frangenti. Perché la comunicazione visiva appartiene alle vie remote dell’anima. Che poco dipendono dalla competenza. Un’opera comunica. E lo fa aprioristicamente dal nostro background culturale.

Motivo per cui, sono felice di potervi sollecitare a visitare l’esposizione. Assemblando e scomponendo la vostra stanza, sulla via giustamente tracciata dall’artista.

Fino al 28 Dicembre, presso lo Stile Libero.

L’uomo. Lo spazio.

Immagine1.jpgSono aperte le selezioni, sezione fotografia e videoarte, per la II Edizione di Terra di Sud, collettiva d’arte contemporanea che si terrà in località Cala Porto dal 16 al 21 Agosto a Giovinazzo (Bari). Sulla scia dell’entusiamo e dell’ottima affluenza di pubblico riscossi nella precedente edizione, gli organizzatori, Marco Caccavo e Santo Restivo, riscommettono sulla capacità del territorio giovinazzese di farsi veicolo e promotore d’Arte intesa come dialogo e riscoperta della diversità. Quest’anno il tema sarà “L’uomo, lo spazio. Un muto dialogo tra affinità ed estraneità elettiva”.

Per l’uomo, il dialogo con lo spazio circostante non è evitabile; anzi, l’esterno è per definizione ciò che definisce il soggetto, ponendosi in rapporto con l’Io. Il muto intreccio tra questi due attori dialogici è lo spunto per la II edizione di Terra di Sud. Gli artisti indagheranno l’interazione uomo-mondo circostante, intendendo con quest’ultimo il mondo naturale, il mondo della tecnica e il mondo dell’altro inteso come differenza, utilizzando i mezzi espressivi della fotografia e del video.

La mostra, che gode del patrocinio del Comune di Giovinazzo, avrà come cornice la suggestiva Cala Porto, fulcro del passeggio nei giorni di festa patronale, ornata dalle foto degli artisti partecipanti e accompagnata da video d’arte proiettati sul Torrione aragonese che sovrasta il porticciolo. Il testo critico sarà redatto da Marco Caccavo, critico d’arte e collaboratore del trimestrale d’arte contemporanea d’Ars di Milano, che altresì presenterà i lavori esposti durante la serata inaugurale. Alle opere pervenute e non selezionate per l’esposizione, sarà tuttavia garantita visibilità in quanto saranno proiettate presso il book-bar musicale Librati di Ezio Albanese, sito in via Crocifisso 10 (Giovinazzo, Bari) all’interno della serata “Anteprima Terra di Sud” che si terrà il 14 Agosto a partire dalle ore 22.00. La collettiva sarà debitamente pubblicizzata tramite comunicati stampa inviati alle principali testate cittadine e regionali, riviste di settore, portali web e tramite l’affissione di manifesti pubblicitari. L’organizzazione si accollerà integralmente i costi delle spese per inviti, manifesti pubblicitari, flyers, brochures, pubblicità in genere e catering per il vernissage.

Il giorno 16 Agosto, alle ore 21.00, si terrà la serata inaugurale alla presenza degli Artisti, delle Autorità e del pubblico.

 

Per informazioni sulle modalità di partecipazione e richieste bando integrale:

 

profilo Facebook Terra di Sud o inviare mail agli indirizzi:

 

arteterradisud@gmail.com

marcocav82@hotmail.com 

 

Giovinazzo(Bari)

Località Cala Porto

ore 20.00

ingresso libero

Info. 3498618262

A Regola d’Arte

cna, liuteria, cartapesta, ceramica, a, regola, di, arteLa CNA – Confederazione Nazionale dell ’Artigianato e della Piccola e Media Impresa – sezione di Bari in collaborazione con la Camera di Commercio e CNA Beni Culturali Puglia, presenta la rassegna “A REGOLA D’ARTE”. La rassegna intende porre l’attenzione su alcune delle “emergenze” poco note del complesso panorma dell’artigianato pugliese, nel tentativo di porre rimedio ad una lettura stereotipata delle nostre produzioni, impoverita da anni di riduzione a “mercatino”.

Sono stati scelti tre casi significativi: LIUTERIA attività in genere associata ad altre regioni dell’Italia che forse per la prima viene messa in luce in un contesto pugliese grazie al lavoro di ricerca di “Liuteria Scarli” che qui presenta maestranze locali passate e presenti nell’obiettivo di diffondere il patrimonio storico della nostra regione e far conoscere la produzione contemporanea dei Maestri che collaborano con essa. CARTAPESTA in particolare le opere di un gruppo di giovani di Putignano – patria del carnevale in Puglia – che si sono cimentati in innovative realizzazioni nell’ambito del progetto “Cantieri Creativi”, realizzato dal CNA insieme alla Fondazione del Carnevale e altri partners. CERAMICA attraverso le opere dell’artista Mimmo Vestita, che propone una rivisitazione in chiave moderna della produzione classica colta dell’epoca ellenistica classica, caratterizzata da un innovativo uso delle pigmentazioni, oltre a prototipi assolutamente nuovi.

Il tutto per entrare anche a contatto con forme d’arte (e di lavoro altamente specializzato), in grado non solo di trasformare in eccellenza mondiale i nostri artigiani ma, soprattutto, di aprire nuove strade per i giovani volenterosi al fine di costruirsi una via professionale “diversa” ma, sicuramente, più eccitante e affascinante.

Affinché certi mestieri, specialmente in Puglia, non vadano scomparendo.

A Regola d’Arte vi aspetta nell’Atrio del palazzo della Camera di Commercio di Bari, in Corso Cavour n.2

Trailer Park

 

Immagine1.jpg

Prima di tutto i convenevoli. Buon 2011 a tutti Voi! E, in particolare agli amici del Pronto Soccorso del Policlinico di Bari. Che mi hanno salvata, la notte del 31, da un quasi ascesso e relativo dolore lancinante. Grazie! Grazie! Grazie! Non solo per la salvifica punturina e terapia successiva, ma anche per aver lavorato (e duramente) mentre tutti gli altri festeggiavano!

Detto questo, passiamo al dovere. Perché Bari è costantemente gravida di iniziative e, magari, anche a voi potrebbe essere sfuggita la bella iniziativa c/o Margherita. Io, ad esempio, anche percorrendo quotidianamente c.so Vittorio Emanuele, non c’avevo proprio fatto caso.

Un archistar trasformerà il Margherita in “BAC”. Acronimo di “Bari Arte Contemporanea”. È del londinese David Chipperfield il progetto per realizzare nel teatro sul mare un contenitore permanente di arti contemporanee. Il mandato gli è già stato commissionato nei mesi scorsi dalla Fondazione campana Morra Greco, intenzionata ad aprire una succursale in Puglia.

Dal 4 dicembre al 6 marzo 2011, si terrà al Teatro Margherita di Bari, l’appuntamento con la mostra Trailer Park.

La rassegna presenterà opere di oltre venti artisti italiani e stranieri, che il noto critico tedesco Joerg Heiser ha selezionato dalla collezione della prestigiosa Fondazione Morra Greco di Napoli. La mostra si colloca all’interno di un percorso avviato dal Comune di Bari e annuncia futuri sviluppi di collaborazione per la conversione del Margherita in Centro per le Arti contemporanee.

Ospita opere importanti di artisti internazionali come Jimmy Durham, Rodney Graham, e Manfred Pernice, nonché di artisti italiani di rilievo come Lorenzo Scotto di Luzio e Giulia Piscitelli. Un’opera commissionata all’artista austriaco Marko Lulic – un pannello per affissioni in stile hollywoodiano che sarà installato sul tetto del teatro e che potrà essere visto da una grande distanza – offrirà una riflessione, condita da un misto di audacia ed ironia, sulla possibilità di adibire in futuro l’edificio a museo.

Finalmente uno spazio per l’arte contemporanea in una città che ha bisogno di modernità e di rinnovamento. Ottima l’idea di ricorrere ad un architetto internazionale per dare un segnale ed un tono ben preciso al progetto: un vero disegno per collocare Bari sulla mappa dell’arte contemporanea in Italia ed in Europa. Plauso al promotore del progetto e a tutti quelli che offriranno sostegno.

Data Evento: dal 04-12-2010 al 06-03-2011

Luogo: Teatro Margherita – Piazza IV novembre, Bari – Bari – (Bari – BA)

Sito Web: http://www.comune.bari.it/

 

I Mostri in mostra

Immagine1.jpgEscono dalle remote regioni dell’incubo, dai meandri dell’immaginario collettivo. Fuori dal cinema e dalla letteratura di genere. Liberi, davvero, circolano nelle città all’orlo del collasso. Si confondono tra le folle e le tribù metropolitane e si mostrano in tutto il loro oscuro splendore a chi ha occhi buoni per vederli. Rivendicano il diritto di un’esistenza che fuoriesca dai limiti delle narrazioni preordinate, abbattendo ogni distinzione tra reale e fittizio, scena e fuori scena.

Un gruppo di giovani artisti provenienti dagli ambiti dell’arte urbana, della fotografia, della scultura e dell’illustrazione, sono stati chiamati a rivisitare alcuni mostri e “topoi mostruosi” cinematografici. Mariantonietta Bagliato, Zaelia Bishop, Alessio Bogani, Claudio Evangelista, Claudia Giannuli, Lucamaleonte, Alice Pasquini (AliCè), Riot Queer, Mauro Santucci, Studio Arturo e Red Zdreus hanno riletto una piccola parte del cinema horror per riportare in vita questi “Easy going monsters, mostri alla mano”, i mostri della porta accanto appunto, che vivono intorno a noi, nel nostro immaginario. Incarnano i desideri e le paure della società contemporanea ed il cinema li ha consacrati quali emblemi culturali.

Ogni artista è stato chiamato a scegliere un film horror e a confrontarsi con il mostro protagonista. Mostro su mostro, il percorso espositivoNext-door-monsters-locandina-resized1.jpgpresenta una singolare carrellata di mostruosità, permettendo di tracciare, in più, le coordinate per una piccola, frammentaria, incompiuta, insurrezionale, anti-accademica storia dell’horror, ripensata in modo creativo, a partire dal vissuto e dalle memorie di voraci consumatori-artisti.

Da “La moglie di Frankestein” a “Donnie Darko”, da “Il mostro della laguna nera” a “It”, da “Che fine ha fatto Baby Jane?” a “The toxic avenger”, da “Carrie. Lo sguardo di Satana” a “Non aprite quella porta”, NEXT-DOOR MONSTERS promette l’esperienza artistica più agghiacciante della vita del popolo dei vernissage, mescolando, in un mix da incubo, i linguaggi della fotografia, della scultura, della street art, dell’illustrazione, dell’installazione e della pittura.

Presentata in anteprima a giugno a Roma, negli spazi dell’atelier creativo e spazio espositivo Laboratori Sotterranei, la mostra NEXT-DOOR MONSTERS, a cura di Francesco Paolo Del Re e Roberta Fiorito inaugura venerdì 8 ottobre presso la Galleria Fabrica Fluxus di Bari (via Marcello Celentano 39), in collaborazione con il Collettivo Fabrica Fluxus, e sarà visitabile fino al 31 ottobre.

 

 

Io sono figlio. In viaggio con Toscani.

Immagine1.jpgIl conformismo è il peggior nemico della creatività. Chiunque sia incapace di prendersi dei rischi non può essere creativo.

Questo, ma molto altro ancora è Oliviero Toscani. Conosciuto internazionalmente come pubblicitario dietro i più famosi giornali e marchi del mondo, creatore di immagini corporate e campagne pubblicitarie per Esprit, Chanel, Fiorucci, Prenatal. Come fotografo di moda ha collaborato e collabora tuttora per i giornali Elle, Vogue, GQ, Harper’s Bazaar, Esquire, Stern. Dal 1982 al 2000 (18 anni), si è occupato della pubblicità della Benetton, sviluppando anche la sua presenza online; ha creato anche Playlife, ramo sportivo della Benetton. Nel 1990, ha fondato il giornale Colors. Nel 1993, ha fondato Fabrica, centro internazionale per le arti e la ricerca della comunicazione moderna, la cui sede è stata progettata dall’architetto giapponese Tadao Ando. Fabrica ha prodotto progetti editoriali, libri, programmi televisivi, mostre ed esposizioni per: ONU, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, La Repubblica, Arte, Mtv, Rai, Mediaset, e film che hanno vinto tre premi della giuria a Cannes e al Festival del Cinema di Venezia.

Domenica, 23 Maggio, è stata inaugurata una splendida mostra, presso la “Galleria Spaziogiovani” (sulla Muraglia del centro storico). Una galleria che non solo si fregia di ospitare-fino a domani-le opere del Maestro, ma che anche si rivela costamente luogo di espressione per artisti locali-e non-che vogliano atraverso retrospettive indubbiamente interessanti e affascinanti, conquistare il pubblico barese, nella splendida cornice della città vecchia, nel suo affacciarsi sul mare, stagliandosi verso nuovi orizzonti dell’Arte.

“Io Sono Figlio”-mostra fotografica di Oliviero Toscani-è un vaggio nelle storie dei bambini abbandonati – organizzata dall’associazione Aibi Italia,Amici dei Bambini sarà a Bari per una settimana. l’Ai.bi lancia l’idea di celebrare una giornata dedicata al diritto ad avere una famiglia e sta cercando parlamentari disposti a presentare una proposta di legge perché venga istituita ufficialmente.  La mostra fotografica è composta da 28 immagini di ragazzi e bambini adottati che raccontano la loro storia.

La mostra resterà aperta  da Domenica 23 maggio fino a Sabato 29 Maggio tutte le mattine dalle ore 10.00 alle 12.00 e i pomeriggi dalle ore 17.00 alle 21.00