Letto, Visto, Ascoltato

Immagine1.jpgGià più volte ho ribadito una sensibile attenzione per l’arte del Grande Schermo. Amo il cinema. Adoro il cinema. E nutro massima stima non solo per chi attivamente produce emozioni in celluloide (attori, registi, sceneggiatori, maestranze tutte…) ma anche (e soprattutto) per chi il cinema sa divulgarlo, riproponendone contenuti e significati, rendendolo fruibile per tutti coloro che vedono, rivedono (o scoprono) volentieri grandi classici finiti-chissà perché-un po’ nel dimenticatoio della memoria. 

Ed è tra evergreen e piccole, immense chicche che giunge alla terza edizione la rassegna di cinema, letteratura e musica “Letto, Visto, Ascoltato organizzata dall’Ass. Sylva Tour and Didactics di Alberobello. L’intento è la valorizzazione del connubio tra immagine, suono e parola; il tentativo è la sperimentazione di nuovi linguaggi come vera forma artistica e comunicativa. Il tema di questa edizione è l’amicizia nelle sue diverse sfaccettature. La rassegna si realizza attraverso l’ osservazione delle immagini, l’ascolto dei passi del libro con il sottofondo della colonna sonora del film.

Gli appuntamenti sono fissati nei giorni 17 e 20 luglio e si terranno nel meraviglioso scenario del Rione Aia Piccola di Alberobello con inizio alle ore 20.30.

Mi sembra una meravigliosa occasione per passare sotto le stelle una magica notte. O più di una. Nell’inconfondibile stile proprio di Tornatore e di quell’immenso tributo alla passione per il Grande Schermo che fu “Nuovo Cinema Paradiso”.

Martedi 17 luglio: Balla coi Lupi di M. Blake

Balla coi Lupi di K. Costner

Venerdi 20 luglio: Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank di Stephen King

Le ali della libertà di F. Darabont

Alberobello(Bari)

Rione Aia Piccola

ore 20.30

ingresso libero

Info. 3804111273

Cinema Surrealista. Con trulli.

57367.jpgDopo l’ondata glamour di Beautiful, non potevo che segnalarvi qualcosa di “leggermente” più intellettuale. Perché, si, la Forrester avrà il suo fascino… ma i capolavori della cinematografia che stimolano l’immaginario e nutrono l’anima sono altri.

Credo su questo non ci sia alcun dubbio.

La PBP promuove nel Laboratorio Urbano di Alberobello il cineclub “PELLICOLE SURREALI”: Dalì, Bonuel, Polansky, Lynch, Jodorowsky introdotti dallo storico e critico cinematografico Lino Aulenti.

Partita già il 9 Maggio, PELLICOLE SURREALI è la prima rassega sul CINEMA SURREALISTA. Ad57367.jpg ospitarla il Laboratorio Urbano “Pudicino” di Alberobello in gestione all’ATS G-Lan di cui fa parte l’Associazione Piccola Bottega Popolare. 

L’idea nasce dalla voglia di dare visibilità a capolavori del cinema legati al movimento surrealista che ne ha influenzato l’evoluzione e la sperimentazione. Infatti il surrealismo non solo prefigura e in parte realizza un nuovo tipo di cinema, ma si interessa attivamente al fatto cinematografico per le analogie che esistono tra il cinema e il sogno, tra i meccanismi della visione filmica e i meccanismi dell’inconscio.

Apripista è stato quello che viene considerato il manifesto del cinema surrealista: UN CHIEN ANDALOU, cortometraggio del 1929 di Luis Bunuel e Salvador Dalì.

Il cineclub continua nei successivi mercoledì di maggio e oggi propone “La Montagna Sacra” di ALEJANDRO JODOROWSKY. Nei prossimi a venire “Repulsion” di ROMAN POLANSKI e “Mulholland Drive” di DAVID LYNCH.

Io adoro il cinema surrealista. E adoro l’iniziativa. Poi, siamo sinceri, al cinema con due euro. per grandi pellicole come queste. Beh. Se non è surrealismo vero e proprio, voi, come lo chiamate? Una buona e valida alternativa alle discoteche unztunz e al bere e mangiare in qualche locale.

 

PELLICOLE SURREALI

Ex Centro Sociale Pudicino

Contrada Pudicino, 16

Alberobello (BA)

 

mercoledì 16 maggio

 

LA MONTAGNA SACRA

sceneggiatura e regia di ALEJANDRO JODOROWSKY

 

Per info:

PBP – Piccola Bottega Popolare

tel. 080.4325680

Anna 333.6008069

Alberobello(Bari)

Ex Centro Sociale Pudicino

ore 20.45

ingresso a pagamento

2,00 euro

Info. 080.4325680

La Puglia è Beautiful

beautiful,bari,polignano,ron,moss,soap,opera,don,diamont,alberobelloPenso fosse appena nato mio fratello. E il fascino degli spavaldi e bellissimi della Forrester mi aveva conquistata. Che già con mia nonna, nel lettone, si vedeva “Febbre d’Amore”. Anche se, all’epoca, non avevo ancora la minima idea di chi fossero il fratelli Bell, autori e gravide menti di intrighi nei palazzi della moda, a base di splendide donne, vestiti costosissimi e gioielli luccicanti.

Non sapevo che il villone dei Forrester fosse casa loro. E-forse-mi accarezzava anche l’idea che tutto si svolgesse veramente, da qualche parte, nel mondo. Brooke Logan era il primo esempio di precaria laureata che si dava da fare (in ogni senso) per sbarcare il lunario. 

Ed è quel fascino  impetuoso e mascelloso di Ridge ad averci incollato per tutto questo tempo alla tv.beautiful,bari,polignano,ron,moss,soap,opera,don,diamont,alberobello Una soap così ben delineata da illudere ancora molte persone che Brooke sia Brooke, e non Katherine Kelly Lang. E che Ridge sia Ridge. E non Ron Moss. Non persone, ma personaggi, schiavi al giogo della fiction, fieri e felici del posto fisso-ormai innegabile-nel cuore degli Italiani in particolare.

Motivo per cui, se sbarcano in Puglia, il delirio generale è assicurato.

Già diversi anni fa mi capitò di incontrare a Bari Katherine Kelly Lang, ospite di un centro depilazione. “Mi capitò” non è propriamente il termine esatto. L’attesa fu lunghissima. La gente spingeva per via Argiro. Le donne gridavano prese da crisi mistica. No, non era la Madonna. Era Brooke, Brooke di Beautiful. Che magrissima (la tv ingrassa, tirate le vostre somme), devastata da una paresi maxillo-facciale per i sorrisi, posava in improbabili foto con altrettanto improbabili fan. E io c’ero. Io che leggo Rimbaud e Baudelaire. C’ero.

beautiful,bari,polignano,ron,moss,soap,opera,don,diamont,alberobelloBeautiful, in fondo, non è sul serio quel prodotto di serie Z che tutti credono. Beautiful è come L’Iliade o L’Odissea. I Bell sono come Omero. E narrano-secondo mezzi e dinamiche più attuali, seppure con fantasiosissime trame-le storie dei Bold&Beautiful (che nell’antica Grecia sarebbero stati Kalòs kai Agathos, Belli e Strafighi).

C’è un po’ di Beautiful nella vita di tutti noi. Ed è quello che ha portato centinaia di persone a volerli toccare con mano, questi Miti moderni, per avere la conferma che siano veri.

La mia Famiglia, proprio ieri, è andata in spedizione speciale ad Alberobello. Posso dirvi che Hope era in abito da sposa (e finalmente…), che Ridge e Brooke erano inavvicinabili, ma che Bill Spencer si è reso disponibile alle fotografie con i fan e, attenzione, pare che sia ancora più bello che in tv. “Bill (e non Don Diamont) è simpatico e gentile”. 

Qualcuno l’ha definito un gigantesco spot promozionale per la Puglia e la Valle d’Itria. Perché i Ponti di Madison County non avevano già fatto abbastanza. E poi siamo sinceri, vogliamo mettere il confronto con Beautiful? Non regge. Non esiste. Non c’è paragone.

Quando ancora questa epifania glamour era solo una proposta fatta al Sindaco Emiliano, qualcunobeautiful,bari,polignano,ron,moss,soap,opera,don,diamont,alberobello scrisse su Facebook una frase che mi rimase impressa: “bellissimo….ma voi ve l’immaginate Brooke e Ridge sul lungomare di Bari n’derr a la lanz con Ridge che cerca di affascinare Brooke mentre arriccia un polpo sullo scoglio e lei stesa sul bagnasciuga che lo aspetta con la Peroni da 3/4 ghiacciata???? che romanticherie…..”

Il polpo di scoglio e la Peroni non ci sono stati. E neanche gli ‘gnmridd nel panino a San Nicola. Nemmeno le sgagliozze. In compenso una pioggia di borsette con la doubleB ha investito gli astanti. Stanchi dall’attesa, stremati dal sole, ma fieri e contenti della conferma: anche la Puglia (come se non l’avessimo mai saputo prima) è Beautiful. Inscritta nella pietra delle Sacre Tavole di Casa Forrester.

 

Le foto nel post sono di Roberto Maggi. Tutti i diritti riservati.

Mostra Nazionale dei Presepi Tradizionali ed Artistici

Immagine1.jpgIl presepio come lo vediamo rappresentare ancor oggi nasce secondo la tradizione dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme coinvolgendo il popolo nella rievocazione che ebbe luogo a Greccio la notte di Natale del 1223, episodio rappresentato poi magistralmente da Giotto nell’affresco della Basilica Superiore di Assisi. Primo esempio di presepe inanimato è invece quello che Arnolfo di Carnbio scolpirà nel legno nel 1280 e del quale oggi si conservano le statue residue nella cripta della Cappella Sistina di S. Maria Maggiore in Roma. Da allora e fino alla metà del 1400 gli artisti producono statue di legno o terracotta che sistemano davanti a una pittura riproducente un paesaggio come sfondo alla scena della Natività, il tutto collocato all’interno delle chiese. Culla di tale attività artistica fu la Toscana ma ben presto il presepe si diffuse nel regno di Napoli ad opera di Carlo III di Borbone e nel resto degli Stati italiani.

Oggi dopo l’affievolirsi della tradizione causata anche dall’introduzione dell’albero di Natale, il presepe è tornato a fiorire grazie all’impegno di religiosi e privati che con associazioni come quella degli amici del presepe, Musei tipo il Brembo di Dalmine vicino Bergamo, Mostre, tipica quella dei 100 Presepi nelle Sale del Bramante di Roma, una tra le prime in Italia, rappresentazioni dal vivo come quelle di Rivisondoli in Abruzzo o Revine nel Veneto e soprattutto gli artigiani napoletani e siciliani in special modo, eredi delle scuole presepiali del passato, hanno ricondotto nelle case e nelle piazze d’Italia la Natività e tutti i personaggi della simbologia cristiana.

Dal 10 dicembre 2011 al 8 gennaio 2012, il Museo del Territorio “Casa Pezzolla” di Alberobello ospita la IX Edizione della Mostra Nazionale dei Presepi Tradizionali ed Artistici.

La mostra prevede la divisione tra sezione tradizionale, sezione artistica e sezione pittorica: alla prima faranno parte le opere che riproporranno la Natività nella sua rappresentazione classica; la sezione artistica, comprenderà le opere dal carattere contemporaneo che si distaccano dalla raffigurazione consueta del presepe; nella sezione pittorica saranno incluse opere che avranno per oggetto la famiglia, l’unione tra i popoli.

La mostra ospiterà presepi provenienti da diverse regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione “Sylva Tour and Didactics” in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Alberobello.

Die Musik Mach Frei

Immagine1.jpgAl via la rassegna di cortometraggi che hanno avuto come tema principale la guerra e il dopoguerra, e che sono stati girati nel territorio pugliese. In occasione della serata, presentata dal giornalista Angelo Iacovazzi, saranno proiettati i seguenti corti:

“UERRA” di Paolo Sassanelli

Bari, estate 1946. La guerra è finita ma non soffiano venti di pace tra Paolo e Luigi. Ferito di striscio in Abissinia Paolo vorrebbe la pensione dal sindacato. Luigi gli ricorda il suo passato da fascista. La discussione si anima e il figlioletto Antonio assiste silenzioso all’umiliazione del padre. Con l’aiuto dei fratelli troverà il modo in cui il padre potrà rivalersi.

“PRIMA DI TUTTO L’UOMO” di Elio Scarciglia

Il Salento, un luogo e un modo di essere. Una terra che vive nei suoi uomini, nelle mani certe di chi lavora, nei sorrisi luminosi, nei colori della pelle bruciata dal sole: raccontare il Salento è un’impresa ardua, significa raccontare emozioni e sensazioni, a volte ineffabili, ma se non si può raccontare il Salento si può evocarlo, rubarne i respiri e racchiuderli, come preziosi tesori. Mille frammenti si incontrano, e solo riuscendo a sentire sulla pelle, nell’aria, si può comprendere questa terra. “Odore di terra” racchiude versi, immagini, suoni. Sono voci e silenzio. “Frinire di cicale e gorgoglii lontani di acqua”. Quasi un viaggio intimo alla scoperta di aspetti che il Salento regala solo al viaggiatore amante. Il Salento raccontato attraverso la poesia della sua luce, le nette ombre e le pietre che parlano di antichi ricordi. Un viaggio sottolineato dall’ispirato testo di Marina Manieri che parla di nonni dal viso consumato dal sole, dal vento e da duri mestieri, di corse fra i campi, tra filari d’uva e maestosi ulivi. Un Salento da sogno con il timore di svegliarsi.

“DACHAULIED” di Rina La Gioia e Christian Palmisano

Storia liberamente ispirata ad un flashback della vita del compositore e musicista viennese della Filarmonica di Monaco, Herbert Zipper. Un viaggio della memoria e per la memoria: dai lager di Dachau alla “Casa rossa” in Alberobello, ex campo di concentramento per internati ebrei ed i perseguitati dal regime.

La location del film ha visto la “Casa rossa” a seguito di “Donne senza nome”, del lontano ’49, a cura del regista Geza von Radvanyi. La “Casa rossa” rappresenta “un bene storico inestimabile del periodo fascista. Negli anni della seconda guerra mondiale, da giugno 1940 al settembre del 1943, con l’entrata in guerra dell’Italia fascista, iniziò a funzionare il campo di internamento ebraico di Alberobello. L’edificio, ex masseria Gigante, fu requisito e destinato a luogo di rifugio per circa duecento internati: inglesi, ebrei tedeschi ed ex polacchi, ebrei italiani, anarchici e antifascisti. Prevalentemente si trattava di professionisti: medici, ingegneri, architetti, pittori, musicisti, scrittori, giornalisti. Quegli anni sono ancora vivi nella memoria di molti cittadini che ebbero occasione di avere contatti con gli internati, molti dei quali hanno lasciato il segno del loro passaggio dalla «Casa rossa» e da Alberobello. Questo campo ebbe vita per circa dieci anni”.

Partendo dall’analisi delle conseguenze della guerra e dagli umori usciti dal conflitto, l’obiettivo della manifestazione è approfondire il legame tra arte e sofferenza durante gli anni di reclusione nei campi di internamento alla luce delle testimonianze raccolte nei corto-doc e comprendere il ruolo della ex Fondazione Gigante, alias Casa Rossa di Alberobello.

Il titolo della rassegna si riferisce al ruolo della musica nelle esperienze di reclusione di due deportati: Charles Abeles deportato nel campo di Alberobello e Herbert Zipper rinchiuso nel campo di Dachau. 

…e, infine, un messaggio a Paolo Sassanelli. Conosciuto dai più per i suoi meriti come attore televisivo: ero in prima fila quando, nei matinee per le scuole, interpretavi in fantastico Aspettando Godot. Eri davvero più giovane, come anche io, e di una bravura spropositata. A tal punto che-al posto dell’immagine di Simon Le Bon-ti guadagnasti un posto in camera mia e tutta la stima da tredicenne appassionata di teatro. Sono certa che, come regista, sarai ancora più talentuoso.

Non perdete la rassegna perché il livello di quelli che chiamo “frutti di Puglia” è veramente altissimo.

Alberobello(Bari)

Piazza ferdinando IV – Casa d’Amore

ore 20.30

ingresso libero

Info. 3804111273

Euro Volley Cup, made in Puglia.

Immagine1.jpgE lo so. Che a Bari c’è la Fiera del Levante. E so anche mi toccherà parlarvene, prima o poi. Ma il signor Virgilio, magari, mi permetterà di scrivere qualche giorno in più appositamente per farlo. Ne sono certa. Qui si parla tanto di musica. Si parla tanto di cibo (sarei anche una buona forchetta, io). Si parla tanto di arte. Si parla tanto di cinema.

Ma lo SPORT? L’abbiamo dimenticato? Qualche lettore mi ha scritto lamentandosi della mia supposta avversione a parlare di sport su queste pagine. E’ verissimo. Sono una sportiva passiva. Di quelle che lo sport non lo praticano (anche se fa bene) e che giustificano i rotolini di ciccia con un laconico “lo sport è contrario alla mia religione”. In verità amo parlare di sport. E questo post ne sarà la conferma. Abbandonate per un momento i panini con il wurstel e la miscela esplosiva tipici della fiera e riscoprite con me il fantastico mondo della pallavolo. Anche perché, questo, sarà un signor evento.

 

Unico, una prima in assoluto che avrà luogo nei palasport di Alberobello, Castellana-Grotte e Sammichele di Bari: dal 16 al 19 settembre avrà6291azione-gioco.jpg luogo la prima edizione della Euro Volley Cup, una vera e propria “Champions League” di pallavolo riservata ai club e rappresentative giovanili under 18 d´Europa. Sette nazioni diverse (nove squadre in totale) hanno aderito all´iniziativa promossa dalla Materdomini Volley.it di Castellana-Grotte, riconosciuta dagli addetti al settore “fucina di talenti del mezzogiorno”: col suo Progetto-Giovani è la prima “Volley Academy” del Sud Italia.

A contendersi il campionato saranno gli albanesi del Tirana, l´ATC Trenčín COP (Slovacchia), il Newcastle (Inghilterra), i turchi dell´Arkas, il Delic-Pol Norwid Czestochowa (Polonia) e i portoghesi dello Sport e Lisboa Benfica oltre ai campioni italiani di Macerata, Trento e Materdomini Volley.it, terza classificata agli ultimi campionati italiani e società organizzatrice. Testimonial della manifestazione è Fefè De Giorgi, plurimedagliato azzurro, ben 330 presenze in nazionale, autorevole esponete della ´Generazione dei Fenomeni´ ed appellato ´L´Eroe dei tre mondi´ per aver vinto tre mondiali in tre continenti diversi. Il figlio 16enne Federico, fresco talento (campione d´Italia Under 18 con la maglia del Macerata), desideroso di emulare i successi del padre, a partire da questa stagione indosserà la maglia della Materdomini Volley.it di Castellana Grotte.

castellana2.jpgIl torneo, che come importanza sarà solo secondo al mondiale di volley che si terrà in Italia nella settimana successiva, sarà una importante vetrina per ammirare e scovare le migliori promesse del panorama europeo e si candida ad essere un appuntamento fisso del calendario pallavolistico internazionale. Consultando il sito ufficiale della manifestazione www.eurovolleycup.eu, gli spettatori avranno la possibilità di conoscere la Puglia con pacchetti turistici mirati e convenienti: sarà possibile partecipare ad escursioni guidate nei giorni del torneo, alloggiare presso B&B selezionati e usufruire del servizio navetta gratuito da e per i campi gara, intrattenersi gustando le specialità tipiche della tradizione pugliese nelle serate del torneo. Tutte le proposte sono completamente modulabili e personalizzabili.

Tante cose, Signori miei. Tante belle cose. E poi, Alberobello, Castellana, Sammichele consentono davvero di staccare la spina per un paio di giorni, e godersi quanto di buono ancora il tempo (meteorologicamente parlando) ha intenzione di offrirci ancora, almeno per il mese di settembre, in meravigliose location.

Perché non approfittarne?

 

P.S.: come al solito una notina a margine. Molti di voi mi segnalano eventi, mi scrivono due righe, mi inviano inviti e poi spariscono nella macchia più profonda. Affinché il vostro evento trovi l’adeguata visibilità su queste pagine, è indispensabile che voi mi circostanziate tutte le cosine da dire con un bel comunicato stampa (o dettagli abbastanza corposi da permettermi di scriverci qualcosa su) e immagini dedicate ad hoc per la diffusione. Il che vuol dire senza diritti rivendicabili da terzi. A me, davvero, piacerebbe accontentare tutti e parlare di ogni singolo evento su Bari e provincia. Ma non si può. Specialmente quando ho troppe poche informazioni, rischiando così di scrivere qualche pesante castroneria che andrebbe a ledere l’immagine mia e di chi si è tanto sforzato per organizzare qualcosa. Grazie. E scusate il ramanzinone. Non accadrà più.

La Notte dei Briganti

 

Immagine1.jpgPer brigantaggio, termine originariamente riferito a fenomeni di banditismo generico, si suole definire una forma d’insurrezione politica e sociale sorta nel Mezzogiorno italiano durante il processo di unificazione dell’Italia e il primo decennio del Regno. Gli autori della resistenza furono infatti definiti, in senso dispregiativo, briganti dai sabaudi. Secondo diversi storici considerando che gli schieramenti tra loro nemici impegnarono notevoli risorse in uno scontro armato all’interno del nuovo Stato italiano, si può definire guerra civile quella che fu allora combattuta.

Il termine brigante è inteso, genericamente, come persona la cui attività è fuorilegge. Sono spesso stati definiti briganti, in senso dispregiativo, combattenti e rivoltosi in determinate situazioni sociali e politiche.

Sylva Tour & Didactis, è un gruppo di giovani animati dalla volontà di valorizzare e rendere fruibile27537_95168945613_1804_n.jpg il patrimonio culturale non solo artistico, ma anche ambientale e paesaggistico del nostro territorio. L’equipe è formata da personale valido e qualificato nel settore storico e turistico, con laureati in Conservazione dei Beni Culturali, Lingue, Scienze Agrarie, Scienze Forestale ed Esperti di Informatica, perché convinti che affidarsi a personale esperto garantisce sempre la perfetta risposta alle più diverse aspettative.

Loro è l’idea e l’organizzazione de “la Notte dei Briganti”, sotto la direzione artizita di Luca De Felice. Presso la Fondazione F. Gigante, alias Casa Rossa è oramai da quattro anni un appuntamento consueto organizzato dall’Associazione Sylva Tour and Didactics di Alberobello. Il  tema della quarta edizione è “Il Bene e il Male”. Lo scopo è il recupero del valore culturale e storico del brigantaggio, fenomeno che ha interessato direttamente, dal 1860 al 1864, la “selva” di Alberobello. Il tema di questa quarta edizione è “Il bene ed il male”. Negli anni a ridosso dell’Unità d’Italia, le complesse dinamiche sociali e politiche hanno contribuito a rendere difficile il giudizio di chi fu parte attiva di questo periodo storico ed il limite tra bene e male si assottiglia, confondendo buoni e cattivi. L’evento si svilupperà in due parti: la rappresentazione storica in costume nei boschi adiacenti “la Casa Rossa” e la festa sull’aia.

 

Ogni 20 minuti gruppi di 45-60 persone saranno accompagnati da una guida per i boschi nelle vicinanze della “Casa Rossa”.

Al termine della rappresentazione sarà offerta ai visitatori una piccola degustazione dei piatti poveri del tempo accompagnati da buon vino.

www.lanottedeibriganti.com

 

28 agosto 2010

c.da Albero della Croce “Fondazione Gigante”

S.P. Alberobello – Mottola km 2,7

 

 

 

Un festival Sovrano

vinicio.jpgE’ tornato ad Alberobello il Sovrano Festival, con due grandi nomi della musica italiana, due autori che pur dando grande spessore al panorama musicale del nostro Paese, possono essere anche annoverati nella schiera dei poeti contemporanei.

Alberobello è celebre per la magia dei simboli sui caratteristici trulli, e tale atmosfera fra tradizione e turismo, non poteva che battezzare una manifestazione così importante e ricca di eventi, con il nome della più maestosa tra le costruzioni nel celebre centro pugliese: il trullo più grande del paese è chiamato Trullo Sovrano. Fatto costruire dalla famiglia Perta nella metà del Settecento, questo edificio a due piani è adibito a museo ed è possibile visitarne l’interno, arredato secondo il gusto d’epoca, ricostruito tramite le testimonianze dei più anziani abitanti alberobellesi.

Negli scorsi anni, il luogo che, dunque, stregò anche d’Annunzio ed Eleonora Duse, è stato ospite del alberobello-2.jpgfestival, diventandone automaticamente mascotte e testimonial.

Quest’anno, però, è proprio destino che il Sovrano Festival non debba presentare i suoi spettacoli nella piazzetta del grande trullo, ma in piazzale Indipendenza con sipario alle ore 21:00.

La piazzetta del Trullo Sovrano non basterebbe ad accogliere la gente che già  in questi giorni sta intasando i telefoni del Comune di Alberobello. Testa prima e Capossela dopo, sono icone e portavoce di questa festa immensa della cultura, con la filosofia del Sovrano festival, il quale, di anno in anno, rinasce  come appuntamento per i cantautori nella loro veste di ”narratori dell’oggi, testimoni forse tra i più autentici delle ipocrisie debordanti che invadono i tempi di noi contemporanei”. In perfetta linea con il leggendario carisma delle costruzioni a cono.

Assaporate il fluido positivo tra storia del luogo e modernità musicale, nel rispetto della tradizione e degli antichi valori di un paese che porta alto il vessillo della Puglia, in tutto il Mondo.

Il biglietto d’ingresso ha un costo di 25€, e non escluderei anche la possibilità di trascorrere un week-end “turistico”, magari passando la notte in un caratteristico B&B tra pareti di calce imbiancate…