Sapori al buio. In Fiera.

Immagine1.jpgStuzzicare i sensi del gusto, dell’olfatto, del tatto, dell’udito con antipasti, primi, secondi, dolce, vini e bevande… Giocare a riconoscere le cose, a distinguere oggetti comuni senza la vista, a godere di sapori e profumi senza lasciarsi influenzare dagli stimoli visivi.

Parlare col vicino senza i condizionamenti dell’immagine, dell’apparenza. 

Metti una sera a cena: un gruppo di food startupper, un’associazione di non vedenti, al buio più completo, alla Fiera del Levante. Il risultato? “Sapori al buio”, una cena-evento che si svolge nella completa oscurità, per condurre gli ospiti in un mondo “altro”.

Nata da un’idea di ProgettArci, organizzata da Cartaelatte, Fooding Social Club, CucinaMancina e Gnammo, “Sapori al buio” è un invito a giocare con i quattro sensi, senza lasciarsi influenzare dagli stimoli visivi.

Rispettivamente, il 10 e il 13 settembre, nel padiglione 129 della Fiera del Levante, gli ospiti potranno assaggiare i cibi dell’oscurità – contrasti di consistenze, forme e odori – progettati da food designers e serviti ai tavoli da un team di camerieri non vedenti.

Il ricavato dell’iniziativa – promossa da Fiera del Levante, Bollenti Spiriti (Regione Puglia), Hub Bari e Qiris – sarà interamente devoluto in beneficenza all’Associazione di non vedenti ProgettArci.

Bari(Bari)

padiglione 129 della Fiera del Levante

ore 20:00 

ingresso con prenotazione

Info. 328/1728410

Al Jarreau

Untitled 2.jpgAl Jarreau, nome d’arte di Alwyn Lopez Jarreau (Milwaukee, 12 marzo 1940) è un cantante statunitense. Figlio di un pastore della Chiesa Avventista del Settimo Giorno, ebbe le prime esperienze canore in un coro ecclesiastico. Durante gli anni del college cantò in un coro dilettantistico chiamato The Indigos e si diplomò nel 1962.

Le prime vere esperienze professionali sono legate ad un trio capitanato da George Duke; da allora Jarreau decise di intraprendere la carriera di cantante professionista.

Al Jarreau è l’unico cantante ad aver vinto tre Grammy Award in tre diverse categorie: jazz, pop, and R&B. Cantante moderno, cantante capace di esplorare con la voce tutte le timbriche, su ritmi swing, pop, jazz e R&B.

Nel 1962 si laurea in psicologia. Successivamente consegue un master in Riabilitazione vocale e si trasferisce a S. Francisco come assistente sociale ma sente che la musica è la sua passione predominante. Nel 1965 a Los Angeles si esibisce in piccoli jazz club e nello stesso periodo registra il suo primo album “1965” per la Bainbridge. Nessuno però lo nota e dovranno passare dieci anni perché venga inciso un secondo album. Nel 1968 si unisce musicalmente con il chitarrista Julio Martinez, diventando l’attrazione dei night club di Sausalito. Alla fine degli anni 60 inizia a farsi notare nei locali della città cantando con un trio composto tra l’altro dal pianista George Duke.

Nel 1975 durante una esibizione al Bla Bla Cafè di Los Angeles viene notato da un Talent della Warner Bros. Records e pubblica l’albun “We Got By” che in breve tempo riceve positiva accoglienza dalla critica e fa conoscere Jarreau al pubblico del jazz americano. Nel 1976 esce il secondo album “Glow” dove viene confermato il suo talento come uno dei più interessanti cantante dell’area soul jazz. Con il terzo album “Look to the Rainbow” vince il primo Grammy come miglior cantante jazz. Nel 1978 il successo continua con l’uscita dell’album “All Fly Home”.

Nel 1981 “Breakin’ away” pubblica l’album che lo porterà a vincere il Grammy come miglior cantante pop.

Nel 1984 altri trionfi per “High crime”, e nel 1985 il live “In London” registrato alla Wenbley Arena e “L is for Lovers” prodotto da Nile Rodgers (chitarrista degli Chic).

Nel 1985 partecipa ad USA for Africa, un supergruppo di 45 celebrità della musica pop tra cui Michael Jackson, Lionel Richie, Stevie Wonder e Bruce Springsteen, cantando We Are the World prodotta da Quincy Jones e incisa a scopo benefico.

Nel 1992 esce il disco “Heaven and Earth” con cui vince il Grammy come miglior cantante R&B.

Nel 1994 con l’album “Tenderness” ripropone classici della musica come “Your song” di Elton John, “Mas que nada” di Jorge Ben,”She’s leaving home” dei Beatles con una rivisitazione personale.

Nel 2011 Al Jarreau è ospite nel nuovo album di Eumir Deodato con due brani, “Double face” e “I want you more” i due brani e l’intero album sono prodotti dal team Italiano Nicolosi productions / Novecento il brano “Double face” entra nelle classifiche e playlist di moltissime radio in Europa ed in USA. Il 9 dicembre 2011 appare come ospite nello show televisivo di Checco Zalone “Resto Umile World Show”, mentre il 16 febbraio 2012, nel corso della terza serata del Festival di Sanremo dedicata all’Italia nel mondo, si esibisce dal vivo cantando il brano “Parla più piano” con i Matia Bazar.

Molfetta(Bari)
Anfiteatro di Ponente
ore 21.00
ingresso a pagamento
Info. 080/5211908

Info. 080.4441006

La Domina di Cinzia Coratelli

Immagine1.jpgTormentata, triste, sola, grassa, bella, nuda, felice, calva, la donna, quell’altra metà del cielo, quella nota stonata nel mondo fallocentrico delle cose umane è stata sempre l’incarnazione artistica e poetica del Desiderio. Per definizione etimologica la parola “donna” deriva dal significato latino di “padrona”, la DOMINA era parimente la signora come la cortigiana. L’auto-idolatria che riempie le opere di Cinzia Coratelli passa attraverso una serie di contornazioni di stati d’animo e sentimenti, dai tratti apparentemente autobiografici, leggibili come un urlante manifesto iconografico alla donna.

Nel corso della storia la figura femminile è stata raccontata in tutte le sue variopinte sfaccettature: angelo, demonio, madre, amica, amante,… Certo è che la raffigurazione si è sempre preposta l’intento di coglierne la bellezza, come se questa irraggiungibile meta, veicolabile solo attraverso le fattezze femminili, fosse destinata ad eterne procrastinazioni, parallele all’evolversi del Moderno e al cambiamento del gusto, predisposizione innata nell’uomo.Nel percorso dell’artista Cinzia Coratelli la donna risulta una proiezione emblematica e fisica della generazione, una trasposizione tangibile della natura, fonte di vita capace lei sola di creare un contatto mistico con il creato. 

Citazioni post-impressioniste ricalcano i volti e i corpi delle opere dell’artista, personificazioni di costumi e memoriali scissi tra i profili di donne d’oggi e i richiami alla donna di sempre.Un subordinato e “ab-soluto” excursus vede la donna al centro di tutte le arti e le correnti letterarie, una volta un’angelica Beatrice, un’altra una carnale Elena Muti. Tutte psicologie da imeros e aidos medeiane che assoggettano il gentil sesso in maniera sempre simile e nettamente diversa fra tutte.

Cinzia Coratelli non è semplicemente una poliedrica artista dalla spiccata sensibilità declinata al femminile, ma molto molto di più. E’ una donna dalla forza inarrestabile che imprime l’essere donna in colore e personalità. Ho l’onore e la fortuna di conoscerla e di aver condiviso con lei conversazioni interessanti e ricche di spirito e simpatia.

La mostra di Cinzia è lo spunto per una riflessione più approfondita sull’essere femmina e femminile, senza campanilismi sessuali azzardati, senza luoghi comuni esagerati, senza lasciarsi cadere della melma di un comune dire fare e pensare in rosa shocking. Assolutamente imperdibile.

La mostra sarà visitabile fino al 24 luglio. Al Visconti – via Sagarriga Visconti n.3 BARI

Per info:

Sabrina Delliturri 329/3946289 

salivi2006@hotmail.

20th Century FuTour

Immagine1.jpgLa storia è andata più o meno così: un bel pomeriggio, quelli della 20th Century Band, hanno trovato per strada una DeLorean abbandonata. Convinti che fosse solo una riproduzione della vera macchina del tempo progettata da Doc, hanno iniziato a giocare con i pulsanti presenti sul cruscotto, quand’ecco che si sono trovati sospesi in aria a volare alla velocità di 88 miglia orarie. Succede in casa 20th Century e, come sempre per loro, non è nulla di ordinario: la Delorean, infatti, non li ha portati in giro nel “normale” passato o nel futuro, bensì a spasso tra le più belle pellicole dei film anni’80!

Così sono stati costretti ad entrare nelle produzioni cinematografiche che tutti voi ricorderete: “Pretty woman”, “Ghostbusters”, “Dirty Dancing”, “Flashdance”, “Rocky”, “Footloose”, “The Blues Brothers” e tante altre. Ovviamente la gentilissima autovettura li ha trasportati anche sui set di celebri serie televisive: da Happy days a Beverly Hills, senza tralasciare A-team e Baywatch. Se già le loro condizioni mentali non erano tanto stabili prima di questo avvenimento, figuratevi dopo un viaggio del genere: sono tornati in preda a delle vere e proprie crisi di identità.

Ormai c’è tra di loro chi è fermamente convinto di essere l’incarnazione di Vivian Ward (protagonista del film Pretty Woman), chi giurerebbe di essere Jessica Rabbit e ancora chi è sicuro di essere Mitch Buchannon o, peggio, CJ (rispettivamente il muscoloso bagnino e la superdotata guardiaspiaggia di “Baywatch”)… la missione del gruppo, quindi, è quella di raccontare al pubblico il  bizzarro pellegrinaggio tramite le indimenticabili colonne sonore delle pellicole in cui sono stati catapultati, accompagnate dalla proiezione su maxi schermo delle scene più belle dei film da cui sono state tratte.

La 20th Century Band nasce nel Dicembre 2007 con la volontà di creare un progetto innovativo e travolgente in grado di affiancare un vero e proprio spettacolo ad una scaletta di alto livello tecnico. Di qui la scelta di eseguire le cover delle colonne sonore più note e popolari dei film anni ‘80. Grazie ad un perfetto connubio tra le competenze artistiche di prosa e danza, e quelle musicali derivanti dalle precedenti esperienze dei componenti della band, è stato possibile trasformare questo progetto in uno show mai visto prima.

La 20th Century band propone uno spettacolo che ricrea l’atmosfera elettrica tipica degli “Eighties”, grazie agli abiti di scena, alle coreografie, ai video proiettati sul maxi schermo e alla rivisitazione degli sketch più divertenti dei film di cui si interpreta la colonna sonora. 

La passione per i film cult degli anni ’80 e l’irrefrenabile entusiasmo che accomunano i sei componenti della band diventeranno i requisiti fondamentali per riportare alla memoria dello spettatore quello che è stato il decennio più esilarante di tutti i tempi. 

Nel repertorio della 20th Century band spiccano brani dal tipico sound rock, soul, funky quali: “The Power of Love” (da Ritorno al Futuro), “Ghostbusters” (dall’omonimo film), “The Time Of My Life” (da Dirty Dancing), “Maniac” (da Flashdance), “Footloose” (dall’omonimo film),“The Eye of the Tiger”  (da Rocky IV), “You Can Leave Your Hat On” (da 9 Settimane e ½), “Shout” (da Animal House) e tante altre colonne sonore dei film che hanno segnato un’epoca. 

L’immortalità dei brani scelti e dei film da cui sono tratti permetterà di coinvolgere un pubblico di qualsiasi età, conciliando le aspettative dei più giovani con quelle di chi ha vissuto l’adolescenza negli anni ‘80 e perciò li ricorda con un pizzico di nostalgia. 

La 20th Century Band vi aspetta DOMENICA 8 APRILE all’Hangar Pub di Casamassima, per l’atteso live speciale di Pasqua!!! Salite con loro a bordo della mitica DeLorean e viaggiate attraverso le pellicole più memorabili e le colonne sonore che hanno segnato un’epoca, vi faranno scatenare e cantare a squarciagola con il nuovo spettacolo “Ritorno Al FuTour”!!!