Del Racconto la Vita

welby, make, englaro, francesco, lioce, eluana. libertà, vita“Di chi è la mia vita?” Prendendo in prestito il titolo di un film di John Badham del 1981, ci avviciniamo ad una delle serate più delicate e particolari del Festival di cinema e letteratura “Del Racconto, il Film”

Un incontro eccezionale e particolare perché l’ex macello di Putignano è l’unica tappa OFF di una manifestazione che si svolge solitamente nei castelli. Una scelta fatta per valorizzare ulteriormente, se mai ce ne fosse bisogno, un luogo recuperato grazie al programma per le politiche giovanili Bollenti Spiriti con un appuntamento organizzato in collaborazione con il consorzio I_MAKE.

Un incontro delicato perché il titolo della serata è “Del Racconto, la Vita”, ma potrebbe anche essere “Del Racconto, la Dignità”. 

Perché di questo parleremo con i protagonisti di due importanti battaglie che hanno coinvolto l’opinione pubblica negli ultimi anni: Beppino Englaro, padre di Eluana Englaro morta a Udine il 9 febbraio 2009 in stato vegetativo per 17 anni, e Mina Welby, moglie di Piergiorgio Welby morto a Roma il 20 dicembre 2006 ammalato di distrofia muscolare in forma progressiva dall’età di 16 anni.

Con loro discuteremo di testamento biologico in questo appuntamento straordinario. E lo faremo riferendoci a due testi in particolare “Ocean Terminal” edito da Castelvecchi a cura di Francesco Lioce (un inno alla vita nonostante tutto, un flusso di memoria interrotto dieci mesi prima della morte e pubblicato postumo) ed “Eluana. La libertà e la vita” pubblicato da Rizzoli (la battaglia di un padre che voleva fosse riconosciuto alla figlia il diritto di libertà di cura e di terapia fino alla fine). Entrambi i casi hanno diviso l’opinione pubblica, dando vita a dibattiti parlamentari inutili e dannosi. A condurre l’incontro, la giornalista Donatella Lopez. 

Dopo i libri, il film. “Lo scafandro e la farfalla” di Julian Schnabel, la storia di un uomo che finisce in coma a causa di un incidente e che al suo risveglio é paralizzato con solo l’occhio sinistro funzionante.

Inizio ore 19,30

c/o ex macello Putignano

Ingresso è libero e gratuito

Putignano(Bari)

Ex Macello – Via Santa Caterina Da Siena

ore 19.30

ingresso libero

Info. 3426624110

I Giovani Imprenditori e la Brand Reputation

Immagine1.jpgSi è svolto a Bari, il giorno 15 giugno, presso la sede di Confindustria di Bari e Bat, il workshop dal titolo “Le aziende nell’era digitale: i nuovi strumenti per promuovere la BRAND REPUTATION”organizzato dai Giovani Imprenditori di Confindustria Bari e Bat, in collaborazione con la Sezione Terziario Innovativo e Comunicazione e con il contributo di Wind Business.

In occasione della giornata, noi di Virgilio Bari abbiamo contattato Francesco Divella, Consigliere dei Giovani Imprenditori, promotore dell’iniziativa, affinché potesse illustrarci motivazioni e punti chiave del workshop. Chiarendone i fini e rendendone accessibili le funzioni-chiave, anche a chi non è nel mondo del marketing e dell’imprenditoria.

Al workshop hanno partecipato: Francesco Divella (Divella), Mariana Bianco (Torrefazione Caffè Creme), Valentina Novembre e Gianluigi Conese (SEC Mediterranea), la communication designer Mafe De Baggis e Alessandra Bianchini (Wind), Antonio Perfido (E-labora Srl) . Ha moderato Dionisio Ciccarese (direttore di Epolis Bari e Gazzetta dell’Economia).

Perché un workshop per scoprire la comunicazione sul web?

Presto il numero degli smartphone (e quindi dell’accesso a informazioni e contenuti digitali) supererà quello dei terminali fissi. Questa evoluzione al mobile dovrà trovare pronto chiunque abbia intenzione di seguire il passo dell’utenza media. E quindi della propria clientela. Il consumatore reclama un suo diritto a conoscere il prodotto. A poterne discutere. A-perché no-diventare parte attiva nel miglioramento dello stesso. In questo le piattaforme digitali sono immediate e implacabili. Senza uno spazio dedicato da parte dell’azienda si finisce per mancare l’interazione e la conseguente opportunità di miglioramento dell’offerta. Non esclusivamente di sinergia collaborativa parliamo. La crescita di un marchio è legata anche alla possibilità di allargare il proprio orizzonte di vendita ad un mercato che è quello online. Siamo in Puglia. Ma il confine di Internet, penso sia cosa nota, è il resto del Mondo. La gente cerca in internet. Sceglie in internet. Compra, in internet.

E’ una realtà che non si può ignorare.

Quanto sono importanti i numeri della Rete?

L’esperienza personale di Divella vede protagonisti 17.000 iscritti alla pagina ufficiale. Parliamo di Facebook. Anche altri canali social (ad es. Twitter o Youtube) sono in grado di veicolare una campagna su grandi (a volte grandissimi) numeri. La Rete è uno strumento meraviglioso. I numeri, però, non bastano. Vanno gestiti, fidelizzati, visti in proporzione all’attenzione che si riesce a suscitare. Dietro ai numeri, poi, ci sono delle persone. L’attenzione di queste persone significa cura per i contenuti, modalità di comunicazione, e una perfetta padronanza del mezzo social. Siamo in internet. Ed è necessario imparare il codice e il linguaggio di internet (strizzando l’occhio alla netiquette N.d.M.). I risultati, operando in maniera corretta e adeguatamente strategica, non stentano ad arrivare. 

La Rete sostituirà i mezzi tradizionali di promozione?

Internet è un mezzo di comunicazione. Ma anche tv, stampa, radio lo sono. Ognuno con le sue regole, ognuno con il suo modo e maniera. Facebook è stato rivoluzionario in questo senso: ha dato la possibilità a tutti i canali di ritrovarsi in un solo campo d’azione. Senza violarne la natura ma, anzi, enfatizzandone la diffusione del messaggio. Questo workshop non intende formare per sostituire le antiche vie con quelle nuove. L’intento è di integrare una comunicazione classica a quella più immediata e contemporanea della Rete.

Cosa auguriamo ai Giovani Imprenditori che vogliono approcciare la filosofia 2.0?

Volevamo dare un messaggio positivo e uno spunto per accrescere il proprio business. E il mio auspicio è che la presenza in Rete si trasformi in forza motrice dell’imprenditoria territoriale. Questo augurio è rivolto alla Puglia intera. Non solo ai grandi marchi, ma anche alle piccole realtà. Perché l’evoluzione delle aziende in Puglia è sinonimo di un fatturato indispensabile per la crescita dell’economia per l’intera regione.


La Puglia che si connette è una scommessa del presente che ridisegna lo scenario del futuro. Confidiamo nei nostri Giovani Imprenditori per i giorni a venire di una regione che lascerà il segno.

Un’industria che sa evolversi al ritmo delle nuove tecnologie e mezzi di comunicazione, cuore di un territorio che cresce con benefici e risvolti economici positivi per tutti. 

Anche in Rete.

Perché Cassano è Cassano

antonio-cassano56.jpgRaramente mi sbraccio in post da opinionista dell’ultim’ora. Questa volta, però, lo sono per davvero. Un po’ perché pubblico in ritardo rispetto alla notizia. Un po’ perché c’è una situazione della quale si parla si parla si parla, anche troppo, ma che non può essere ignorata. Non scenderò nei dettagli poiché non è in questa sede compito mio dare sfogo a comunicati stampa e agenzie.

Ma Cassano è Cassano. E non si tocca. Che letta in questo modo suonerebbe come la famosa FIGA DI GAS  a Conversano. Quindi leggete la frase in maniera criteriata, perpiacere. Perché qui si tratta di una roba seria.

Cecchi Paone decide di fare coming-out per conto di alcuni giocatori d’azzurro vestito. Che novità. E’ dai tempi dei principi nelle favole che il celestino tira tanto checca. Ma, a noi, checcimporta? No. Sul serio. I politici dovrebbero politicare. Il magistrati dovrebbero magistrare. I giocatori dovrebbero giocare. Portare a casa il risultato, tenere alta la maglia nel segno del Sacro Gioco del Football, in punta di tacchetti. Io, cara stampa, sento le urla incontrollabili dei vicini durante le partite. Sento uno spirito asessuato che grida vittoria. E che non guarda sotto le coperte di nessuno. perché al sesso, siamo sinceri, chi ci pensa durante la partita della Nazionale?.

Bon. Torniamo ad Antonio. Auguri e buon onomastico. Tra l’altro.

Se un giornalista ti chiede cosa pensi dei tuoi compagni simpatizzanti omo (ammesso e non concesso ce ne siano davvero. Perché Cecchi Paone non incarna il Verbo dell’Omesessualità scesa in terra…), forse rispondi quel che senti… quel che la ragione di stato ti detta nel preciso istantemomento. Sei lì, l’ufficio stampa è in bagno a smaltire l’aperitivo. E ti senti punto nell’orgoglio. Inoltre, sincerissimi, cari i miei etero, quel tasto è dolente per tutti voi. Non si tratta di omofobia, ma di maschio orgoglio etero. “No, spero non ci siano fro*i, in squadra. E se ci fossero a me non interessano.”

Non vogliatemene, davvero, sul serio. Integralisti della forma e occasionali della sostanza.

Ho amici-professionisti stimati-che minacciano di coprirsi il b-side con pentole in acciaio inox, in presenza di rappresentanti gay. Perché è poco maschio, mostrarsi disponibili. Troppo disponibili. Tolleranti. Troppo tolleranti. Ed è nello sviluppo genetico di questa specie di mammiferi cui apparteniamo, imporre questo pride estremo, come per esclamare “sì. Ok. I gay. Ma io certe cose solo con mia moglie.” Perché si è sposato, Antonio Cassano. E si è sposato in chiesa.

Un dettaglio da non trascurare. La chiesa non ammette unioni omosessuali. Carnali o filosofiche che siano. E quando ti sposi in chiesa, mio caro lettore, firmi un contratto con il tuo Dio e con il Vaticano.

Cassano è un uomo che ha saputo seguire l’evoluzione anche troppo repentina dallo status di una cività maschilista e schiacciata da luoghi comuni come “gay è male”. Non è omofobo, non è razzista. Non è insensibile alle minoranze con problemi di accettazione. 

Non dimentichiamo che è stato il terrunciello. Il ragazzo problematico. Il calciatore impossibile da gestire. Il cozzalo arricchito dal suo piede di oro.

Molte cose ancora è stato, Cassano. Per quella stampa che ne ha fatto carne da macello come in un film dell’orrore, aspettando la Cassanata che riempisse le prime pagine, in un loop da remixare pur di creare il caso ad ogni costo.

Chi non ha peccato scagli la prima pietra. Sono una donna istruita, emancipata. Incredibilmente ampia di vedute. Ma, io, avrei risposto-quasi-come lui. No. Non ci vado con le lesbiche. Non credo possa piacermi. Non mi interessa. Sono eterosessuale e voglio rimanerlo il più a lungo possibile.

Non vedo dolo in questa Cassanata. Non leggo cattiveria e malizia. Ma solo l’utilizzo incauto e maldestro di un vocabolario d’uso comune. E’ Antonio Cassano e gioca a calcio. Fosse stato Umberto Eco avrebbe scritto Il Nome della Rosa.

Se vogliamo crocifiggere un gicatore per l’habitat che ne ha guidato l’improbabile formazione umanistica, fate pure. Mentre permettiamo ad un Cecchi Paone, con il suo pilastro culturale di violentare il più antico diritto dell’uomo che è quello alla privacy, anche nelle scelte sessuali.

Perché Cassano è Cassano. Nel bene o nel male, un pezzo della nostra città. E’ l’orgoglio del genio e della sregolatezza. Un pibe meraviglioso e pirotecnico.  E non è una Cassanata a definire l’uomo che in molti conoscono come esempio unico di altruismo e generosità, ma la condotta generale di un barese che sa sbagliare e che-come ha comunicato questa mattina diramando un messaggio-sa anche chiedere scusa, correggendo il tiro e rivedendone la forma. Ma restando sempre coerente con se stesso.

Baricentrale

baricentrale.jpgMio nonno è morto da un po’ di anni. Ma già da quando mamma era piccina (ed è passato qualche lustro), si parlava di una soluzione alternativa per la linea ferroviaria. Quella lingua di binari come il muro di Berlino a dividere il Capoluogo. Con la differenza che, i binari, non li puoi abbattere a martellate.

Il sindaco di Bari Michele Emiliano, l’assessore comunale all’Urbanistica Elio Sannicandro, e gli assessori regionali all’Urbanistica, Angela Barbanente, e ai Trasporti Guglielmo Minervini, hanno presentato questa mattina alla stampa il concorso di progettazione “Baricentrale”, destinato a riqualificare le aree ferroviarie che – da nord a sud – attraversano l’intera città tagliandola fisicamente in due e che con il riassetto del nodo ferroviario saranno liberate definitivamente dai binari.
Il concorso di idee è un invito rivolto ai progettisti affinché propongano un’idea generale per la trasformazione delle aree ferroviarie centrali della città all’interno di un nuovo disegno urbanistico complessivo che punti alla ricucitura e all’integrazione dei quartieri i divisi dal fascio di binari.
Le aree oggetto di concorso ricadono nella cosiddetta sella centrale, come definita nel Documento programmatico preliminare (DPP) al nuovo Piano urbanistico generale (PUG). Esse sono individuate come la chiave strategica per riorganizzare il nodo ferroviario metropolitano barese e ricucire il tessuto della città, a partire da un nuovo sistema per l’accessibilità e la mobilità finalmente integrato nella città stessa.
Le aree centrali entrano in gioco nella trasformazione urbanistica di Bari a partire da tre straordinarie occasioni:
– l’intesa raggiunta tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Puglia e Comune di Bari per la ristrutturazione del nodo ferroviario di Bari con l’approvazione del progetto preliminare ed il finanziamento della tratta Bari-sud con il raccordo a collo d’oca da via Amendola a San Giorgio;
– l’acquisizione da parte del Comune di Bari della ex Caserma “Rossani”;
– l’accordo tra Regione, Comune, Ferrovie dello Stato e Ferrovie concesse per individuare le aree già disponibili o che saranno rese disponibili a seguito della riorganizzazione del nodo ferroviario di Bari.
Circostanza quest’ultima che, come è stato rimarcato nel corso della conferenza stampa, rappresenta il risultato di un lunghissimo confronto tra i soggetti a vario titolo interessati dal progetto di riqualificazione (proprietari e gestori delle aree ferroviarie ed enti locali).
L’Amministrazione comunale avvia così un percorso partecipativo di progettazione per la trasformazione della sella centrale secondo una visione unitaria, da perseguire attraverso il Concorso di idee con due distinti obiettivi:
1. Riorganizzare il nodo trasportistico, attraverso la connessione delle reti ferroviarie esistenti e unitamente ad un ripensamento della parte centrale della città secondo nuovi criteri di mobilità sostenibile e di miglioramento della qualità urbana;
2. Integrare i quartieri centrali della città, attraverso una ricucitura fisica ed urbanistica che utilizzi le aree ferroviarie e le polarità esistenti (come la ex Rossani, il Conservatorio e la ex Manifattura), tutti elementi funzionali ad una nuova fruibilità pubblica e alla riqualificazione ambientale e culturale della città consolidata.
L’area di intervento interessata si estende complessivamente per circa 78 ettari su una lunghezza di oltre 3 km. Un’area di straordinaria importanza, nel cuore della città, che, liberata dai binari e restituita alla fruizione pubblica, può trasformare radicalmente il volto di Bari. Si pensi ad esempio alle possibilità che si verrebbero a determinare per un quartiere come il Libertà, da sempre carente di spazi e servizi pubblici.
Per poter andare verso un processo concreto di attuazione, il masterplan che si chiede ai progettisti di disegnare attraverso il Concorso, è stato diviso in 6 comparti (da C1 a C6) più strettamente legati alla riorganizzazione ferroviaria, con caratteristiche funzionali e prospettive di gestione distinte del processo di trasformazione urbana.
A questa parte di intervento si aggiunge un settimo comparto, quello della ex Caserma Rossani (C7), per la quale il concorso chiede possibili idee generali finalizzate alla connessione urbanistica nel nuovo disegno complessivo, partendo dal presupposto di creare un parco urbano attrezzato capace di ospitare attività culturali e ricreative.
In particolare per le aree ferroviarie (comparti da C1 a C6), i progettisti dovranno dimostrare la sostenibilità economica considerando gli interventi di trasformazione urbana funzionali e connessi con gli interventi di trasformazione infrastrutturale, a partire dallo studio di dettaglio sviluppato dal Comune, di intesa con la Regione, per la riorganizzazione del nodo ferroviario. Questi elementi sono riportati coerentemente in tutti gli atti di pianificazione prodotti negli ultimi anni, ovvero il Piano Metropolitano della Mobilità, il Piano Strategico della Metropoli Terra di Bari, il Piano Regionale dei Trasporti, il Documento Programmatico Preliminare al nuovo Piano Urbanistico Generale della città di Bari.
L’assessore all’Urbanistica Elio Sannicandro ha sottolineato la coerenza del Concorso con la programmazione territoriale e urbanistica avviata ormai otto anni orsono dall’Amministrazione comunale, e ne ha evidenziato l’approccio teso a qualificare il rapporto tra infrastrutture e assetto del territorio puntando su una progettazione di qualità.
La chiave di questo progetto, secondo il sindaco Michele Emiliano, sta proprio nella sostenibilità economica dell’intervento: “le aree che andranno a liberarsi hanno un grande potenziale, e riqualificarle significherà metterle a valore. Dunque per poter conseguire il risultato del Concorso fondamentale sarà garantire l’equilibrio tra sostenibilità e tutela della qualità dell’ambiente urbano e della vivibilità dei residenti. Per questa ragione il progetto che risulterà vincitore sarà condiviso con i cittadini, perché si tratta del più grande intervento mai ipotizzato in città, capace di cambiare sensibilmente la vita di tutti i baresi”.
Il Concorso di idee, a procedura ristretta e sarà attuato in due fasi:
1° fase: preselezione su base curriculare dei progettisti da invitare per elaborare la proposta progettuale;
2° fase: ammissione alla fase concorsuale fino ad un massimo di 10 partecipanti; elaborazione, consegna e valutazione delle proposte.
Il bando di Concorso, elaborato dalla Ripartizione all’Urbanistica e all’Edilizia privata del Comune di Bari con la consulenza dell’architetto Francesco Garofalo (che annovera in questo specifico campo anche importanti esperienze professionali relative ai concorsi per il MAXXI di Roma e per la trasformazione delle aree urbane della “Variante 200” di Torino) oltre che dell’ing. Mario Ciurnelli e dell’ing. Vito Labarile, mette a disposizione un premio di 50.000 € per il progetto vincitore, mentre ad ognuno dei rimanenti partecipanti le cui proposte progettuali abbiano raggiunto un punteggio minimo di almeno punti 60/100, sarà corrisposto un rimborso spese di € 20.000,00.
L’intera procedura concorsuale si concluderà entro un periodo di circa 9 mesi dalla avvenuta pubblicazione del Bando sulla Gazzetta Ufficiale (6 giugno 2012).

Il bando completo di allegati e tutte le info sono disponibili su www.baricentrale.net

Un po’ mi spaventa. Anche solo l’idea, di questo grande cambiamento. Un po’ mi incuriosisce la possibilità che la situazione del traffico possa migliorare. Che la città non sia più divisa dai binari. Che anche la fruizione pedonale della zona possa diventare più agibile. Chissà come andrà a finire. Adesso sono proprio curiosa.

Orientamente. Formazione. Lavoro.

Immagine1.jpgMartedì 29 maggio, dalle ore 9.00 alle ore 17.00, presso il Politecnico di Bari in via Orabona n.4, si terrà la IX edizione del Job Meeting Bari.

L’acceso alla manifestazione – che per l’ampia varietà degli espositori presenti si rivolge a laureati e laureandi di tutte le aree disciplinari – è gratuito.

E’ consigliata la registrazione su www.jobmeeting.it .

Anche quest’anno l’Informagiovani del Comune di Bari parteciperà all’evento, presentando  un workshop sulla creazione d’impresa: “ORIENTAMENTO ALLA CREAZIONE DI IMPRESA, BUSINESS PLAN E ACCESSO AI FINANZIAMENTI”. Il seminario sarà tenuto dalla Dott.ssa Maria Rosaria Longo, referente dello Sportello Creazione d’Impresa dell’Informagiovani del Comune di Bari.

Giunto nel 2011 alla sua VIII edizione, Job Meeting BARI ha fatto registrare ancora una volta una significativa affluenza di laureati e laureandi di tutte le aree disciplinari e di tutte le Università pugliesi. Per i circa 2.500 visitatori giunti presso il Politecnico di Bari, la manifestazione ha rappresentato la giusta occasione per incontrare aziende locali e nazionali, usufruire gratuitamente di servizi di orientamento e consulenza professionale e informarsi sulle opportunità di formazione superiore.

Per tutta la durata di Job Meeting, presso uno spazio appositamente allestito, operatori della rete Informagiovani del Comune di Bari hanno offerto un servizio gratuito di correzione CV. Esaminando una copia cartacea del curriculum vitae, hanno dispensato ai visitatori utili suggerimenti  per migliorarlo, rendendolo più chiaro ed efficace.

Nel pomeriggio, numerosi visitatori  hanno partecipato alle iniziative collaterali di orientamento e consulenza professionale organizzate da Cesop Communication e i suoi partner.

Durante il Job Meeting Bari sarà inoltre possibile: 

Incontrare aziende italiane e internazionali di tutti i settori merceologici.

Informarsi sui programmi di formazione avanzata di prestigiose Business School.

Usufruire GRATUITAMENTE di momenti formativi e servizi di consulenza alla carriera (correzione CV, trovare lavoro nel non profit, come affrontare il colloquio di selezione, incontri sulle nuove professioni, ecc.) pensati ad hoc per laureandi, neolaureati e giovani professionisti e realizzati con il contributo di protagonisti del mondo delle professioni, delle imprese e dell’orientamento.

Per l’elenco aggiornato delle aziende, per approfondire la conoscenza di molti degli espositori presenti e delle loro offerte professionali, per conoscere il programma delle iniziative collaterali previste, è possibile consultare il sito http://www.jobmeeting.it/

All’ingresso, sarà consegnata gratuitamente a tutti i visitatori una copia della guida di orientamento professionale Job Meeting Magazine.

Diversamente cinematografici

Immagine1.jpgA volte penso sarebbe necessario il dono dell’ubiquo. Bari si sta manifestando come città metropolitana davver ipergravida di cultura e splendidi eventi. Non posso dedicare spazi a tutti e non posso farlo sempre. E, anche se in un ritardo fantozzianamente mostruoso, eccomi qui a parlarvi di una splendida iniziativa.

Il festival “Diversarte: La Diversabilità, in Arte…si racconta!” è la rassegna dedicata agli artisti “diversabili” promossa per il terzo anno consecutivo dall’associazione culturale “DiversArte”, presieduta da Annarita Romito, e realizzata in collaborazione con il Comune di Bari e con il Patrocinio della Regione Puglia e dell’Universum Academy di Lugano.

Quest’anno Diversarte ospiterà “Cinethica”, la prima edizione del festival di cortometraggi sulla diversa abilità organizzato dall’associazione CinEthic, presieduta da Michele Stella. Insieme le due manifestazioni si pongono l’obiettivo di trattare e raccontare il tema delle diverse abilità come condizione di vita possibile.

Ampio spazio dunque alla musica, poesia, scrittura, recitazione, pittura e alla fotografia con una serie di concerti, seminari, letture animate e mostre di decine di artisti in programma, dalle ore 17 alle 20, nella sala inferiore del Fortino Sant’Antonio. Sarà proiettato anche un lavoro di Simona Atzori, la ballerina e pittrice senza arti superiori.

“Abbiamo scelto la collaborazione – ha ricordato in conferenza stampa Annarita Romito – e per questo abbiamo anteposto all’antagonismo l’associazionismo, lavorando con Cinethic sull’arte, dal cinema al teatro passando per la musica e la pittura”.
Le proposte di Cinethica oggi, vedrà protagonista la proiezione di 13 cortometraggi con accesso libero, nel cinema Galleria, a partire dalle ore 18.

“In questi mesi – ha commentato Michele Stella – abbiamo coinvolto attraverso il cinema 500 ragazzi delle scuole cittadine per spiegargli l’integrazione con le diverse abilità delle persone. I corti arrivano da tutta Italia, uno anche dalla Francia e il nostro è il primo festival in Italia che si concentra su questo tema”.

Gli eventi di punta dei due festival si terranno sempre al Fortino Sant’Antonio: il seminario dal titolo “Le diverse abilità, fattore di sviluppo per la società ed elemento di contrapposizione alle barriere architettoniche (mentali e culturali, prima ancora che strutturali)” il 4 maggio e il concerto gratuito di Erica Mou il 5 maggio.

“Noi crediamo nel valore della condivisione, nella solidarietà vera – ha dichiarato l’assessore alle Politiche educative e giovanili Fabio Losito – i due festival sono come fratello e sorella ed è giusto e naturale che lavorino insieme, come tanti dovrebbero fare”.

Insomma, cose belle. Non solo per i film ma anche-e soprattutto-per la tematica affrontata. Alcuni cortometraggi sono davvero splendidi e mi onora l’idea che sia Bari a trattare l’argomento in maniera talmente alta e artistica.

Buona visione.

Il futuro del welfare nelle città metropolitane

welfare, bari, onlus, politiche, sociali, enel, cuore, pin, progetti, reintegrazione, sociale, famiglieMercoledì 2 e giovedì 3 maggio l’Assessorato al Welfare del Comune di Bari, in collaborazione con il Consorzio Meridia e la Fondazione Giovanni Paolo II onlus, promuove due giornate di studio sul tema del futuro del welfare nelle città metropolitane. Sarà l’occasione per riflettere su strumenti, metodologie e nuove politiche per le famiglie e per l’inclusione socio-lavorativa a partire dalle esperienze del Programma nazionale P.I.P.P.I. e del progetto PIN.

Si confronteranno sul tema esperti nazionali e locali, tra cui Maria Cecilia Guerra (sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), Raffaele Tangorra (direttore generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), Elena Gentile (assessore al Welfare della Regione Puglia) e Ludovico Abbaticchio (assessore al Welfare del Comune di Bari).

Bari, in questi ultimi anni, è riconosciuta come città capoluogo impegnata in prima linea sui temi della tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. Infatti P.I.P.P.I. (Programma di Intervento per la Prevenzione all’Istituzionalizzazione) è un progetto sperimentale di ricerca/intervento, multidisciplinare ed integrato, rivolto a 100 famiglie italiane che mostrano difficoltà nella cura e nell’educazione dei propri figli, in età compresa tra 0 e 11 anni e a grave rischio di allontanamento. L’intervento si inserisce in un più ampio Programma Nazionale, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Università di Padova e dieci città italiane. L’iniziativa nel capoluogo pugliese è cofinanziata dall’Assessorato al Welfare del Comune di Bari, dalla Fondazione Enel Cuore e realizzata in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II onlus.

Il progetto PIN è stato avviato invece nel mese di agosto dell’anno 2009 con l’obiettivo di favorire percorsi di reintegrazione sociale di 20 persone transitate nel circuito delle dipendenze. Il progetto, promosso dal Comune di Bari – Assessorato al Welfare e gestito dall’ATI costituita da Consorzio Meridia e Comunità Terapeutica Lorusso Cipparoli, è stato finalizzato a favorire l’occupabilità di 20 persone “svantaggiate”, a contribuire ad una piena integrazione socio sanitaria nella presa in carico dei bisogni di soggetti “deboli”, a favorire il recupero sociale e l’autonomia di persone transitate nel circuito delle dipendenze.

Durante le due giornate saranno allestite la mostra “ODA – Oli d’artista” e la mostra di abiti di alta sartoria “Cangiari: la cooperazione sociale per cambiare la Locride”.

È stato richiesto l’accreditamento degli Ordini degli Assistenti sociali della Regione Puglia, delle Università di Scienze della Formazione e di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari e il patrocinio dell’ANEP – Associazione Nazionale Educatori Professionali.

Durante le due giornata saranno distribuiti materiali di approfondimento e cartelle stampa

2 e 3 MAGGIO

Giornate di studio

IL FUTURO DEL WELFARE

NELLE CITTA’ METROPOLITANE

@Villa Romanazzi Carducci

Via Capruzzi 326 (Bari)

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Comunicazione Meridia – Consorzio di Cooperative Sociali S. C. S. onlus

Tel/Fax 080.572.77.52 – 080.528.23.18

www.consorziomeridia.it

Comunicazione e ufficio stampa Fondazione Giovanni Paolo II onlus

comunicazione@fgp2.it | www.fondazionegiovannipaolo2.it

Libera Puglia. Dalle mafie.

Immagine1.jpgDal 1996 ogni 21 marzo, primo giorno di primavera e quindi simbolo della speranza che si rinnova, Libera – Associazioni nomi e numeri contro le mafie porta nelle piazze italiane l’impegno per ricordare le vite spezzate a causa della criminalità organizzata: un elenco che supera le 900 persone.

Laboratori, musica e poesia in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. A Bari, in occasione del primo giorno di primavera, Libera Puglia in collaborazione con Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari, Arci Comitato territoriale di Bari, e le associazioni locali I Malovoglia, Jamming Culture 17 e Kreattiva, organizza ‘’In direzione ostinata e legale’’: un programma ricco di iniziative in cui grandi e bambini sono protagonisti del percorso condiviso verso la legalità democratica in cui è impegnata la rete di Libera, sia a livello nazionale che territoriale.

“Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è nata il 25 marzo 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall’Eurispes tra le eccellenze italiane.

”Più di 40 sono le persone oneste che hanno perso la vita nella nostra regione a causa delle mafie” – dice Alessandro Cobianchi, referente di Libera in Puglia, coordinatore della Carovana e responsabile dell’area Legalità e antimafia sociale dell’Associazione ricreativa e culturale italiana (ARCI), secondo cui, in Europa, il fenomeno delle mafie è a volte ancora sottovalutato.

Ecco il  programma:

 

Ore 15.30 – Raduno dei partecipanti in via Argiro (angolo C.so Vittorio Emanuele)

 

Ore 15.40 – Laboratori per le scuole nei luoghi dell’Impegno a cura delle Associazioni aderenti a LIBERA

 

Ore 17.00 – Percorso in via Argiro  (direzione Corso Vittorio Emanuele)

MUSICA – POESIA – RACCONTI – TESTIMONIANZE per la MEMORIA

Manifestazione pubblica animata dai JAMMING CULTURE 17

Animazione di strada a cura de I Malavoglia

 

Ore 17.45 – Intervento di Michele Emiliano – Sindaco di Bari

 

Ore 18.00 – La memoria condivisa: lettura dei nomi delle VITTIME INNOCENTI DI MAFIA di Puglia. Intervengono:  Familiari delle Vittime insieme a Alessandro Cobianchi ,  Referente LIBERA Puglia

Barinbici

bike,sharing,bicicletta,comune,bari,nolo,mobilitàOra, premettendo che sto all’attività fisica come una balena alla danza classica, non sarei di sicuro la persona più adatta a parlarvi degli spostamenti in bicicletta. Però la bici mi piace. Ah, se mi piace.

E’ un mezzo romantico, affascinante, un po’ retro, con quel sapore di antico e moderno al tempo stesso. E poi, diciamolo, andare in bicicletta fa tanto bene. Bene alla salute. Bene alla lotta contro l’inquinamento (Bari sta diventando una camera a gas per lo smog). Bene per divertirsi pedalando lungo le vie fino ai giardinetti. Insomma, è una roba bella. Per persone belle.

Il Comune di Bari in collaborazione con la Provincia, al fine di semplificare gli spostamenti in città con un mezzo di trasporto non inquinante, alternativo all’automobile e senza alcun problema di parcheggio, ha potenziato il servizio “Barinbici” gestito dall’Amtab. Sono state attivate, infatti, sette nuove postazioni di bike sharing posizionate nei pressi della Chiesa Russa, del cimitero (in via Tommaso Fiore), del comando di Polizia Municipale (in via Aquilino), dei Park & Ride – linea A e B (in corso Vittorio Veneto e in corso Trieste) e della segreteria del Politecnico (in via Amendola) e in piazza Risorgimento.

Il potenziamento del servizio, avvenuto nei giorni scorsi, ha portato a ventuno le stazioni attualmente attive sul territorio cittadino. A breve, inoltre, saranno operative altre dieci postazioni in piazza Garibaldi, presso la Manifattura Tabacchi, il Multipark (in corso Italia), il porto di Bari (in corso De Tullio), il mercato di Santa Scolastica (in via Papa Giovanni XXIII), la pineta San Francesco, la spiaggia “Pane e Pomodoro”, la piazzetta San Pasquale, il Palazzo della Provincia (in via Spalato) e in piazza Madonnella.

“L’amministrazione comunale – ha commentato il consigliere incaricato del sindaco alla Mobilità Antonio Decaro – sta dimostrando che, ciò che era impensabile solo fino a qualche anno fa, cioè rendere Bari una città a misura di ciclista, è possibile. Le richieste dei cittadini di ampliare il servizio, dimostra che quanto è stato fatto finora in favore della mobilità ciclopedonale è un percorso virtuoso e di crescita per tutti. Mi auguro che la scelta di puntare sempre di più sul bike sharing venga premiata dagli stessi cittadini attraverso la cura e l’attenzione di questo patrimonio collettivo”.

Al termine del completamento dei lavori, il Comune e la Provincia di Bari illustreranno alla stampa le nuove iniziative sul bike sharing messe a punto in questi giorni in città.

L’unico appunto che-ahimé-tocca fare, è che i turisti lamentano di non poter fruire del servizio. Fortunatamente, gli stranieri che amano questo mezzo di locomozione, sono davvero tanti. Perché non aprire anche a loro la possibilità di godersi il nostro splendido capoluogo pedalando su due ruote???

Il dubbio permane. Così come anche mi domando cosa spinga gli incivili a vandalizzare costantemente le postazioni di bike sharing. Ma questa, come diceva Michael Ende, è un’altra storia. E andrà raccontata un’altra volta.

 

 

 

 

Uno scatto per le pari opportunità

Immagine1.jpgPotrei fare degli auguri anticipati. Potrei esortarvi all’eccesso e al divertimento. A regalarvi mimose. 

Ma, sinceramente, questa cosa della Festa della Donna, in fondo, non l’ho mai sentita per davvero. Anzi. Mi sembra l’assurdità più colossale sbattersi tra pizze, discoteche, improbabili streap-tease e disquisizioni su “mimosa sì, mimosa no” per “festeggiare”.

Festeggiare COSA? Che la festa della donna, ricordiamolo, è prima di tutto una giornata internazionale per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. 

E’ un giorno di riflessione. E non di bagordi. Non il martedì grasso delle femmine, non il capodanno dei muscoli guizzanti al nostro servizio. 

Però posso segnalarvi un bel concorso fotografico. Un po’ perché ne hanno prorogato la scadenza. Un po’ perché la fotografia è diventata il mio hobby preferito. Un po’ perché l’idea mi sembra veramente interessante. 

Scade il 30 aprile 2012 il termine ultimo per partecipare al concorso fotografico: “Uno scatto per le pari opportunità”, indetto dalla Commissione consiliare speciale per le Pari Opportunità del Comune di Bari.

L’iniziativa ha lo scopo di diffondere, attraverso il mezzo fotografico, il messaggio delle pari opportunità, non limitandolo alla differenza uomo-donna ma estendendolo a qualsiasi soggetto che veicoli il valore delle differenze. Il concorso, aperto alla cittadinanza tutta, premierà l’immagine più significativa che sarà stampata su uno stendardo da affiggere sul prospetto di un edificio cittadino.

Sono ammessi a partecipare tutti i cittadini, anche minorenni, purché autorizzati dai genitori esercenti la potestà genitoriale. 

Fra le foto selezionate, la Commissione sceglierà a suo insindacabile giudizio la foto vincitrice che sarà trasformata in un Banner affisso in luogo a stabilirsi di pertinenza del Comune di Bari. 

Il risultato del concorso sarà pubblicato sul sito del Comune di Bari. Dov’è possibile trovare anche il bando nella sua interezza.

In conclusione, se dovete regalare un fiore alle vostre donne, tramutatelo in un gesto gentile. Attenzioni. Rispetto. E supporto.

Saranno graditi più di mille e una rose rosse.