Risorgimento. A Bari.

Immagine1.jpgL’Ufficio Attività Culturali e Audiovisivi, afferente al Servizio Cultura e Spettacolo della Regione Puglia, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, presenta la mostra di manifesti cinematografici di film che fanno riferimento al periodo del “Risorgimento”.

Con Risorgimento la storiografia si riferisce al periodo della storia d’Italia durante il quale la nazione italiana conseguì la propria unità nazionale, riunendo in un solo nuovo Stato – il Regno d’Italia – gli stati preunitari.

Sin dalla nascita del Regno d’Italia, sono state mosse critiche al processo di unificazione, le quali hanno dato origine ad una storiografia revisionista, di varia ispirazione culturale ed ideale, che contesta in diverso modo la rappresentazione offerta dalla storiografia più diffusa circa i processi politici e militari che condussero all’unità d’Italia, tanto da influenzare, in taluni casi, l’origine di movimenti autonomisti e separatisti, meridionali e settentrionali.

La mostra dei manifesti originali è visitabile, previa prenotazione, presso la Mediateca Regionale in Bari, in via Zanardelli.

Con l’intento di rendere fruibile la stessa mostra sull’intero territorio regionale, è stata allestita in contemporanea una mostra itinerante sul territorio regionale, con le riproduzioni degli stessi manifesti

L’ingresso in tutte le sedi è libero e i visitatori ricevono in omaggio il catalogo fotografico della mostra.

L’utilizzo della mediateca è significativo… anche perché, come per l’Unità d’Italia, Bari ha dovuto attendere lungaggini, burocrazie e traslochi indicibili prima di poter aprire al pubblico la sede definitiva. Che oggi ospita questa bella mostra. non solo per ricordarci il passato ma, anche e soprattutto, per ammonirci sul futuro.

Partecipare vuol dire mantenere la memoria di quel che è stato, proponendoci anche l’utilizzo delle strutture che esistono, ci sono e vanno sicuramente fruite. La città è nostra, rendiamole merito per ogni cosa buona che sa offrirci.

Veramente Faux

Immagine1.jpgDal tema del falso nell’arte, rivisitato nelle sue mille sfumature, nasce “Faux”, un progetto artistico rappresentato in una mostra fotografica dell’artista coratina Adele Samarelli, curata da Fausta Maria Bolettieri in collaborazione con l’Ass. Culturale “La Corte, fotografia e ricerca”.

La mostra sarà ospitata nella cornice prestigiosa quella del Castello Svevo di Bari, oggi sede di mostre temporanee: Modigliani, Chagall, Pollock, Giaquinto sono alcuni dei celebri nomi che nel corso degli anni hanno visto le proprie opere ospiti di questo luogo d’arte e storia.

E sono proprio le opere di questi artisti che vengono rivisitate in chiave “fotografica moderna” dalla giovane artista

“L’estetica classica – dice Adele Samarelli – insegna che ogni forma d’arte si fonda sul principio della Mimesi, ossia l’imitazione della realtà. Cosa accade quando ci si addentra in un processo di mimesi della mimesi stessa? E se ancora, come Platone insisteva nell’affermare,  le cose già di per sé sono copie imperfette e contraffate dell’Idea, e le immagini artistiche non sono altro che una “copia della copia”, cosa potrebbe risultare da una “copia della copia della copia”? Se l’arte è diseducativa e distruttrice, la contraffazione dell’arte quale aggettivo dispregiativo si sarebbe aggiudicata dai giudizi del grande maestro dell’estetica prima?”

FAUX si fonda quindi su un meccanismo di ironizzazione, su un piano iperbolico di rielaborazione, di ognuna di quelle teorie che, prima della rivoluzione del ready- made ad opera di Duchamp, hanno fatto della fotografia solo un clone senz’anima della realtà, “impoverendo il genio artistico” ( Baudelaire ).

 

In mostra i “falsi” di:

 

J. POLLOCK -“ Giovane donna con trecce”

 

GIAQUINTO -“ Circe”

 

CANTATORE -“ Giovane donna in bianco”

 

M. CHAGALL – “Gli innamorati in blu”

 

NATAN ISACVIC AL’TMAN -“ Ritratto di poetessa Anna Achmatova”

 

LEON BAKST -“La cena”

 

B. RAMENGHI ‘BAGNACAVALLO IL VECCHIO’ -“ Madonna con bambino”

 

A. MODIGLIANI -“ Ritratto di donna in nero. Ritratto di Elvira Ventre”

 

JEANE HEBUTERNE -“Autoritratto”“

La Vigna di Dioniso

Immagine1.jpgLa mostra La vigna di Dioniso, è ospitata presso la sede di Bari della Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, a Palazzo Simi, in veste completamente rinnovata e arricchita da nuovi materiali rispetto all’edizione già realizzata nel 2010 nel Museo Nazionale Archeologico di Taranto, nell’ambito delle iniziative collegate al 49° Convegno di Studi sulla Magna Grecia, con l’apporto scientifico della stessa Soprintendenza, dell’Università degli Studi del Salento, dell’Università degli Studi di Bari, dell’Università degli Studi di Salerno e del Centro Jean Bèrard.

Dioniso rappresentava quell’energia naturale che, per effetto del calore e dell’umidità, portava i frutti delle piante alla piena maturità. Era dunque visto come una divinità benefica per gli uomini da cui dipendevano i doni che la natura stessa offriva tra questi: l’agiatezza, la cultura, l’ordine sociale e civile. Ma poiché questa energia tendeva a scomparire durante l’inverno, l’immaginazione degli antichi tendeva a concepire talvolta un Dioniso sofferente e perseguitato.

In particolare Dioniso, quale divinità della vegetazione, era legato soprattutto alla pianta della vite (quindi alla vendemmia ed al vino) ed all’edera. Uno dei suoi attributi era infatti il sacro Tirso, un bastone con attorcigliati pampini ed edera; altro suo attributo è il kantharos, una coppa per bere caratterizzata da due alte anse che si estendono in altezza oltre l’orlo. Dioniso viene spesso rappresentato nelle arti come vestito di pelle di leopardo, su di un carro di trionfo assieme alla sua compagna Arianna, solitamente si accompagna in gioiose processioni con bestie feroci, satiri e sileni. Le sue sacerdotesse erano le menadi, o baccanti, donne in preda alla frenesia estatica ed invasate dal dio.

Quale divinità della forza vitale, dell’impulso, dell’ebbrezza e dell’estasi divenne oggetto dell’analisi del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche che contrappose lo Spirito dionisiaco allo Spirito apollineo.

Negli eleganti spazi al piano terra dello storico edificio, la narrazione si sviluppa continua con diverse sezioni tematiche, illustrate dai reperti (ceramiche figurate di importazione corinzia, attica a figure nere e a figure rosse, ceramiche figurate di produzione italiota, ceramica a vernice nera, ceramica indigena; armature e contenitori in bronzo, monete, votivi in terracotta) provenienti dai principali siti archeologici del territorio regionale, in particolare da Taranto, Rutigliano, Ceglie del Campo, Cavallino. L’intera esposizione è supportata da un ricco apparato illustrativo e didattico.

L’Italia dei libri [e la blogger in Fiera]

 

 

250_1314696443064.jpgNon è solo la realtà, la cronaca a scandire il tempo. Il ticchettio dell’essere umano è regolato anche dagli ingranaggi di un romanzo, dai nastri di una poesia, persino di una favola. Dentro quella cassa di risonanza più robusta e resistente del mogano che chiamiamo letteratura.

Allora la Fondazione per il libro la musica e la cultura, con il patrocinio del Ministero per i beni e le Attività culturali, Direzione Generale per le biblioteche, gli istituti culturali e il diritto d’autore, ha organizzato la mostra 1861-2011. L’Italia dei Libri presentata al Salone internazionale del libro di Torino e che da lunedì scorso fino al 20 settembre allestirà i corridoi e l’auditorium della Biblioteca Nazionale di Bari, in via Pietro Oreste, 45. Niente male per Bari che si colloca subito dopo la città piemontese, dal 1988 padrona di casa della più grande manifestazione italiana dedicata all’editoria e alla lettura, tra le più importanti in Europa. Si vede che la letteratura non tiene alla geografia come fanno altre subdole istituzioni. Ma tiene al tempo sì, con il tempo si confronta, si contestualizza, si fa presente, passato e futuro.

Tenuta a battesimo dal 12 al 16 maggio all’Oval del Lingotto Fiere nell’ambito del 24° Salone del Libro, e presentata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale lo scorso 22 giugno, la mostra, dal 5 al 20 settembre 2011, farà tappa a Bari presso la Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti Volpi.

Il percorso espositivo si districa in cinque grandi filoni: i 15 SuperLibri, i 15 Personaggi, i 150 Grandi Libri, gli Editori e i Fenomeni Editoriali.

Lunedì 4 luglio 2011 ha preso il via presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino il tour italiano della mostra “1861-2011. L’Italia dei Libri”.

Tenuta a battesimo dal 12 al 16 maggio all’Oval del Lingotto Fiere nell’ambito del 24° Salone del Libro, e presentata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale lo scorso 22 giugno, la mostra, dal 5 al 20 settembre 2011, farà tappa a Bari presso la Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti Volpi.

Il percorso espositivo si districa in cinque grandi filoni: i 15 SuperLibri, i 15 Personaggi, i 150 Grandi Libri, gli Editori e i Fenomeni Editoriali

 

I 15 SuperLibri e i 15 Personaggi sono esposti con schede, volti e voci dei protagonisti, documenti filmati e spezzoni delle principali trasposizioni cinematografiche o televisive tratte dalle opere principali, oggetti-simbolo (la camicia rossa di Ippolito Nievo, l’elmetto di Allegrie di naufragi, la bicicletta di Don Camillo, la collana rubata del Pasticciaccio brutto de via Merulana, il kalashnikov di Gomorra…).

Due postazioni touchscreen permettono di navigare fra le schede digitali complete delle altre tre sezioni della mostra. Le immagini di tutti i 150 Grandi Libri scorrono su uno schermo nell’area espositiva.

La Biblioteca Nazionale Universitaria ha arricchito la mostra con preziosi volumi originali delle proprie collezioni: dalla copia del Castello di Udine autografata da Carlo Emilio Gadda alla rarissima prima edizione di “Se questo è un uomo” di Primo Levi, pubblicato a Torino da De Silva nel 1947.

La memoria è l’impianto solido della civiltà, nel tempo che trascina gli eventi. La letteratura è la metastoria del tempo, una lancia che oltrepassa cortine di polvere e accende la memoria. La letteratura è la trincea che si difende dall’oblio e nel suo andirivieni di epoche, stili e contesti ci rende assolutamente infiniti. 

FdL2011-button.pngP.S.: a proposito di memoria… non mi sono dimenticata della prestigiosissima campionaria che risponde al nome di Fiera del levante! Anzi! In primis, adesso saprete che la sottoscritta vi accompagnerà in Fiera con la sua voce, in quanto speaker ufficiale dell’evento. Ma, cosa importantissima, cercherà-dove e quando possibile- di resocontarvi live quanto accade, le novità e gli stand degni di nota! Per cui occhio e… orecchio, al vostro blog preferito!

 

Hollywood. Storia vera secondo Romina.

Immagine1.jpgDopo un mese di esposizione presso il Cineporto di Lecce, dal 22 luglio al 2 settembre 2011 si è spostata al Cineporto di Bari la mostra fotografica  “Hollywood. A true story” di Romina Carrisi.L’artista, attraverso le sue opere, cerca la bellezza della verità;

Romina Yolanda Carrisi, nata a Cellino San Marco, in provincia di Brindisi, il 1° giugno del 1987 dall’unione tra Albano Carrisi e Romina Power, sin dai primi mesi di vita viene esposta ad obiettivi di macchine fotografiche, inconsapevole che un giorno sarebbe diventato non solo il suo lavoro, ma anche la sua salvezza.

La giovane figlia d’arte ha intrapreso di recente la strada della fotografia per descrivere la realtà di Los Angeles, la cosiddetta città delle luci che sempre più spesso però ospita cuori e sogni infranti.  Nelle sue foto molta solitudine e fragilità.

La sua passione per la fotografia comincia inconsapevolmente al liceo dove, durante le classi di fotografia, impara anche a sviluppare le sue stampe nella camera oscura. Inizia così un percorso di una passione “distratta”, anche perché Romina è impegnata a rincorrere un altro sogno: la recitazione.  Nelle sue prime opere, la Carrisi fotografa in maniera naturale ma artistica, attimi e persone che voleva ricordare. Ma quegli attimi e persone diventano anche le prime immagini da dimenticare. Così, cresce sempre più l’impegno a ricercare la bellezza della verità attraverso le sue fotografie. Nei suoi scatti, i soggetti preferiti sono gli anziani e la sua famiglia, ma anche sconosciuti, a cui ruba con l’obiettivo attimi di straordinaria ordinarietà.

 

Organizzata da Apulia Film Commission e dai Cineporti di Bari e Lecce, la kermesse è sostenuta da Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo, Provincia di Lecce e Fiera del Levante.

L’uomo. Lo spazio.

Immagine1.jpgSono aperte le selezioni, sezione fotografia e videoarte, per la II Edizione di Terra di Sud, collettiva d’arte contemporanea che si terrà in località Cala Porto dal 16 al 21 Agosto a Giovinazzo (Bari). Sulla scia dell’entusiamo e dell’ottima affluenza di pubblico riscossi nella precedente edizione, gli organizzatori, Marco Caccavo e Santo Restivo, riscommettono sulla capacità del territorio giovinazzese di farsi veicolo e promotore d’Arte intesa come dialogo e riscoperta della diversità. Quest’anno il tema sarà “L’uomo, lo spazio. Un muto dialogo tra affinità ed estraneità elettiva”.

Per l’uomo, il dialogo con lo spazio circostante non è evitabile; anzi, l’esterno è per definizione ciò che definisce il soggetto, ponendosi in rapporto con l’Io. Il muto intreccio tra questi due attori dialogici è lo spunto per la II edizione di Terra di Sud. Gli artisti indagheranno l’interazione uomo-mondo circostante, intendendo con quest’ultimo il mondo naturale, il mondo della tecnica e il mondo dell’altro inteso come differenza, utilizzando i mezzi espressivi della fotografia e del video.

La mostra, che gode del patrocinio del Comune di Giovinazzo, avrà come cornice la suggestiva Cala Porto, fulcro del passeggio nei giorni di festa patronale, ornata dalle foto degli artisti partecipanti e accompagnata da video d’arte proiettati sul Torrione aragonese che sovrasta il porticciolo. Il testo critico sarà redatto da Marco Caccavo, critico d’arte e collaboratore del trimestrale d’arte contemporanea d’Ars di Milano, che altresì presenterà i lavori esposti durante la serata inaugurale. Alle opere pervenute e non selezionate per l’esposizione, sarà tuttavia garantita visibilità in quanto saranno proiettate presso il book-bar musicale Librati di Ezio Albanese, sito in via Crocifisso 10 (Giovinazzo, Bari) all’interno della serata “Anteprima Terra di Sud” che si terrà il 14 Agosto a partire dalle ore 22.00. La collettiva sarà debitamente pubblicizzata tramite comunicati stampa inviati alle principali testate cittadine e regionali, riviste di settore, portali web e tramite l’affissione di manifesti pubblicitari. L’organizzazione si accollerà integralmente i costi delle spese per inviti, manifesti pubblicitari, flyers, brochures, pubblicità in genere e catering per il vernissage.

Il giorno 16 Agosto, alle ore 21.00, si terrà la serata inaugurale alla presenza degli Artisti, delle Autorità e del pubblico.

 

Per informazioni sulle modalità di partecipazione e richieste bando integrale:

 

profilo Facebook Terra di Sud o inviare mail agli indirizzi:

 

arteterradisud@gmail.com

marcocav82@hotmail.com 

 

Giovinazzo(Bari)

Località Cala Porto

ore 20.00

ingresso libero

Info. 3498618262

A Regola d’Arte

cna, liuteria, cartapesta, ceramica, a, regola, di, arteLa CNA – Confederazione Nazionale dell ’Artigianato e della Piccola e Media Impresa – sezione di Bari in collaborazione con la Camera di Commercio e CNA Beni Culturali Puglia, presenta la rassegna “A REGOLA D’ARTE”. La rassegna intende porre l’attenzione su alcune delle “emergenze” poco note del complesso panorma dell’artigianato pugliese, nel tentativo di porre rimedio ad una lettura stereotipata delle nostre produzioni, impoverita da anni di riduzione a “mercatino”.

Sono stati scelti tre casi significativi: LIUTERIA attività in genere associata ad altre regioni dell’Italia che forse per la prima viene messa in luce in un contesto pugliese grazie al lavoro di ricerca di “Liuteria Scarli” che qui presenta maestranze locali passate e presenti nell’obiettivo di diffondere il patrimonio storico della nostra regione e far conoscere la produzione contemporanea dei Maestri che collaborano con essa. CARTAPESTA in particolare le opere di un gruppo di giovani di Putignano – patria del carnevale in Puglia – che si sono cimentati in innovative realizzazioni nell’ambito del progetto “Cantieri Creativi”, realizzato dal CNA insieme alla Fondazione del Carnevale e altri partners. CERAMICA attraverso le opere dell’artista Mimmo Vestita, che propone una rivisitazione in chiave moderna della produzione classica colta dell’epoca ellenistica classica, caratterizzata da un innovativo uso delle pigmentazioni, oltre a prototipi assolutamente nuovi.

Il tutto per entrare anche a contatto con forme d’arte (e di lavoro altamente specializzato), in grado non solo di trasformare in eccellenza mondiale i nostri artigiani ma, soprattutto, di aprire nuove strade per i giovani volenterosi al fine di costruirsi una via professionale “diversa” ma, sicuramente, più eccitante e affascinante.

Affinché certi mestieri, specialmente in Puglia, non vadano scomparendo.

A Regola d’Arte vi aspetta nell’Atrio del palazzo della Camera di Commercio di Bari, in Corso Cavour n.2

L’abiura di Ciccollela

thumbs.php.jpegNelle sale espositive dell’associazione artistico culturale ART IN PROGRESS, in via Tenente Ragno 50 a Molfetta, apre al pubblico la mostra Abiura di un libero pittore, dellartista e maestro molfettese Nico Ciccollela. Artista eclettico formatosi dapprima nell’arte dell’oreficeria presso l’Istituto Statale d’Arte di Corato e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Bari nella sezione pittura.

L’occasione è ideale per conoscere meglio la personalità e le nuove opere di questartista rinnegato. I lavori, realizzati secondo i canoni e le tecniche dellarte pop contemporanea, si contraddistinguono per la forte carica espressiva dei soggetti raffigurati e per la freschezza e la vivacità dei colori impressi sulle tele. Una ventina i ritratti di personalità che hanno in qualche modo segnato e influenzato il mondo politico, scientifico e culturale.

Scrive nel suo sito:  La domanda più ricorrente di chi osserva le mie opere è “quale tecnica usi?”… ed è numerica.jpgproprio a questa domanda che non so rispondere … Sicuramente deriva dalle esperienze più remote dell’arte: mi hanno sempre affascinato la pittura rupestre primitiva come traccia indelebile che sfida il tempo, gli affreschi medievali come espressione essenziale di un’arte fatta di apparenti semplici geometrie e la sintesi di Modigliani. Sono ora dunque ad un punto di unione tra l’affresco, la pittura murale e la conoscenza delle tecniche muratorie. Incidere, tracciare, scavare, tecniche espressive capaci di lasciare un segno che attraversa il tempo … geometria, numerologia, strumenti indispensabili alla conoscenza. Il resto è pura e semplice pittura.

Galileo, Che Guevara, Jim Morrison, Giordano Bruno, Oscar Wilde, Arthur Rimbaud, Charles Baudelaire e tanti altri, tutti magistralmente riadattati e rivisitati ma tutti accumunati da uno stesso percorso; prima ostacolati e poco capiti, poi celebrati e onorati da una società che li aveva persino spinti a rinnegare e abiurare se stessi. Ed anche il Ciccolella in questa sua personale, intenzionalmente abiura se stesso ma, a differenza di Galileo, la sua è una sconfessione libera, voluta e pensata; la sua è difatti unAbiura di un libero pittore.

Ci capita spesso di fare chilometri e chilometri per vernissages dei grandi esponenti dell’elite pittorica internazionale, quando abbiamo a portata di mano maestri dello stesso talento e levatura.

Il mio consiglio è quello di lasciarsi trasportare tra colori ed emozioni, in una sindrome di Stendhal, assolutamente da non perdere.

ABIURA DI UN LIBERO PITTORE Personale pittorica di Nico Ciccolella.

Dal 10 al 30 Luglio 2011 Associazione ART in PROGRESS Via Tenete Ragno, 50 – Molfetta (BA)

Orari Dal lunedì al sabato: 10:00 – 13:00 e 17:30 – 21:00 Domenica e festivi: 18:00 – 21:00

Info: artinprogress@live.com 349 6910025

Whaleless. In Fluxus.

Immagine1.jpgWHALELESS Secondo appuntamento per il ciclo Proud to Present, esposizioni dedicate a presentare progetti curatoriali fra i più interessanti del panorama artistico italiano ed internazionale, che il Maggio scorso ha proposto le serigrafie di studio StudioCromie è un progetto curato da Giovanni Cervi con il supporto di Res Pira nato nel 2005 come intreccio fra arte ed ecologia.

La balena è un simbolo potente, perché è innocua, perché quella della caccia alle balene è unindustria che si autoalimenta, non produce niente e rovina il mare. Inquinamento, pratiche di pesca insostenibili e sonar dultima generazione sono solo alcune delle cause che stanno mettendo a rischio di estinzione le balene, in pericolo i nostri mari e tutto lecosistema.

Lidea lanciata in rete era quella di immaginare un mondo whaleless, senza balene, e ben presto è diventato un vero e proprio network di artisti, creativi e addetti ai lavori attraverso il passaparola e i vari sistemi di socializzazione web, costituendosi come progetto itinerante che negli anni ha coinvolto gallerie ed istituzioni di tutto il mondo da Londra a Firenze, da La Rochelle a Roma, Berlino, Milano e Reggio Emilia e adesso Bari.

Giovani artisti di livello internazionale in rivolta contro lo sfruttamento indiscriminato del mare e degli oceani, ciascuno con il proprio segno e attraverso il proprio immaginario artistico.

Frammenti di fantastiche narrazioni con Aurélien Police (Francia) e il suo immaginario alchemico, con Cliff Walace (Inghilterra) e la sua provocatoria Santa Beluga. Ciou (Francia), Jennybird (USA), Karin Andersen (Germania), Mimi S (Germania), Angie Mason (USA), Elena Rapa (Italia), Lostfish (Francia), Nicoz Balboa (Italia), approfondiscono la simbiosi uomo-natura. E poi ancora Kokomoo con il suo tratto surreale, largentina Fernanda Veron, fotografa digitale dallimmaginario potente e onirico, Lisa Mei Ling Fong (Usa) ha rappresentato il suo mondo cetaceo attraverso piccoli assemblaggi, Alessia Cocca (Italia) evocativa e conturbante, Lina Stigsson (Svezia/Olanda), Cesko (Italia), Bombo (Italia) e il suo universo di carta, Comoseta (Francia), Marco Cazzato (Italia), Morg (Italia), Peggy Van Reeth (Belgio), Zoe Lacchei (Italia) oltre a Ryan Meyers (USA), Bethany Marchman (USA) con unopera dedicata a Gasper, beluga morto in un acquario americano nel 2007.

UNA PARTE DEI PROVENTI DELLA VENDITA DELLE OPERE SARÀ DESTINATA ALLISTITUTO DI RICERCA TETHYS (www.tethys.org). Un piccolo gesto, prezioso sul piano della diffusione di consapevolezza e sensibilità.

http://www.fabricafluxus.com/events/2011-2/whaleless

 

Via Marcello Celentano 39 – Bari

Castel del Monte e De Chirico

Immagine1.jpgDopo il successo registrato dall’iniziativa dedicata all’arte italiana tra Settecento e Ottocento nel 2010, si apre la nuova stagione culturale di Castel del Monte con la suggestiva mostra-evento De Chirico a Castel del Monte. Il labirinto dell’anima. Promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Bari, Barletta – Andria – Trani e Foggia – Direzione di Castel del Monte, con il sostegno del Comune di Andria e la partnership di Banca Carime, sempre attenta a sostenere iniziative di particolare livello culturale, la mostra si annuncia per l’Italia meridionale come appuntamento culturale di eccellenza della primavera-estate 2011. Prodotta da Alef – cultural project management di Milano e curata dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma, l’esposizione propone al pubblico venti opere dell’illustre Maestro della Metafisica esposte in quattro sale del piano terra e nel cortile ottagonale del Castello, fatto costruire da Federico II di Svevia intorno al 1240. Un’occasione unica per i visitatori di Castel del Monte per accostarsi all’artista più autorevole del pensiero metafisico, per la prima volta emblematicamente ospitato nella prestigiosa cornice architettonica pugliese. Ancora oggi avvolto da un alone di mistero, Castel del Monte diventa infatti luogo eletto per accogliere non semplicemente un’esposizione ma una mostra-evento che trascolora nell’installazione. 

La mostra-evento, curata  da Victoria Noel-Johnson, Curator della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico eimages.jpg
da Michela Tocci, Direttore di Castel del Monte presenta una serie di opere specificamente scelte per i loro soggetti: i protagonisti sono colti in piena meditazione metafisica, spesso isolati in stanze claustrofobiche o all’interno  di architetture prive di logica. Tali rappresentazioni, apparentemente “chiuse”, dialogano costantemente con l’esterno: finestre o porte si aprono su una piazza d’Italia o su un paesaggio; il mare o un bosco appaiono all’interno di una stanza; su di una lavagna sono tracciati i calcoli di costellazioni stellari. Ugualmente l’esterno si relaziona con l’interno in modo sorprendente e straordinario, evidenziando come nel mondo dechirichiano la logica sia capovolta. 

Il Viandante deve navigare i meandri dell’universo con l’utilizzo di una bussola, ovvero la contemplazione metafisica. Obiettivo principale di De Chirico a Castel del Monte. Il labirinto dell’anima è dunque quello di creare un’esperienza metafisica per il visitatore, facendo in modo che si perda, che esplori, per potersi ritrovare dentro le opere del Maestro e negli spazi del Castello: un labirinto ‘metafisico’ collocato all’interno di un labirinto reale.

Per la nuova edizione dell’Estate Federiciana, appuntamento culturale che ormai da tempo risponde con successo alle aspettative di un pubblico molto variegato, sarà l’esposizione-evento dedicata a Giorgio de Chirico a offrire molteplici temi di ispirazione per conferenze, concerti, letture sceniche, secondo un calendario disponibile consultando i siti www.casteldelmonte.beniculturali.it e www.dechiricocasteldelmonte.com. Un’interessante novità sarà, invece, rappresentata dall’attivazione di laboratori didattici per i piccoli visitatori, in risposta all’esigenza, sempre più diffusa, di accostare all’arte anche i giovani fruitori dei musei.

– MERCOLEDI’ 29 giugno, ore 18.00: “De Chirico filosofo” – Relazione del prof. Riccardo Dottori, Docente di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Roma – Tor Vergata

 

– GIOVEDI’ 30 giugno, ore 20.00: “Ombre Luminose” Da Mozart a Glass – Giuseppe Carabellese, Violoncello – Francesca Carabellese, Violino – Daniela Carabellese, Violino – Cecilia Zonno, Viola

 

Concerto organizzato con la collaborazione dell’Associazione Nel Gioco del Jazz

 

Ingresso è libero fino ad esaurimento posti. 

 

Andria(Barletta-Andria-Trani)

Castel del Monte

Mercoledì ore 18.00, Giovedì ore 20.00

ingresso libero

Info. 080 5286238