AcquArium. Naturali corrispondenze.

Immagine1.jpgIl Chiostro di Palazzo San Domenico di Rutigliano, sede delle Officine U.f.o, accoglie la mostra di arte contemporanea “AcquArium – naturali corrispondenze” delle artiste pugliesi Mariantonietta Bagliato e Anna Maria Battista, a cura di Giuliana Schiavone, visitabile dal 21 al 28 marzo.

Realizzata col patrocinio della Regione Puglia – Assessorato alle Politiche Giovanili e Cittadinanza Sociale e dei Comuni di Rutigliano e Casamassima, la mostra è un omaggio artistico ai due elementi naturali aria/acqua, condotto attraverso una sinergica combinazione di dimensioni creative e medium materici particolarmente evocativi.

Stoffa e cera rappresentano infatti i codici espressivi privilegiati, adottati rispettivamente dalle artiste
M. Bagliato e A. Battista, i cui percorsi di creazione artistica autonomi ma intrinsecamente paralleli danno vita a risultati compositivi originali, mai scontati o prevedibili, densi di rimandi culturali e significati profondi che emergendo ora in una facies intenzionalmente ludica e irruenta, ora più delicatamente nascosta, invitano puntualmente lo spettatore a riflettere sulla propria dimensione individuale e collettiva.

Due elementi, due materiali, due artiste accomunate dunque da un modus operandi che scaturisce da una tensione creativa, da uno streben interiore che anela a bloccare il fluido e sfuggente moto dell’esistenza e dei meccanismi della memoria per sottrarre al tempo e declinare in una sostanza tangibile un bagliore di consapevolezza e di identità. L’arte diviene così una testimonianza plastica ed estetica dell’essere, materializzata nel passaggio di stato della materia, nel dialogo sospeso tra e aria, elemento etereo e mutevole, e acqua, principio archetipico e fluido, pro-memoria silenzioso, superficie riflettente in cui il Sé possa riconoscersi e ritrovarsi.

Impresse nel colore e nella consistenza tattile del tessuto o accolte dagli strati cerosi nella loro eterea e amniotica essenza, le forme del reale si ridestano invitando l’essere umano al recupero di livelli di coscienza, memorie, frammenti di vita emotiva a lungo assopiti.

Giuliana Schiavone, storica dell’arte, racconta del titolo per l’esposizione:

“Il titolo della mostra di arte contemporanea AcquArium-naturali corrispondenze allude alla dialettica esistente tra i due elementi naturali aria e acqua, stati della materia, principi archetipici che nella loro fluida o eterea consistenza sono metafora dello sfuggente moto del tempo e dell’esistenza.  Al fine di esprimere tale simbiotica e naturale corrispondenza, di baudelairiana reminiscenza, il progetto si avvale di due dimensioni creative accomunate dall’uso di medium materici particolarmente evocativi e densi di rimandi semantici. La stoffa e la cera rappresentano i codici espressivi individuati dalle bravissime artiste Mariantonietta Bagliato e Anna Maria Battista, entrambe di origini pugliesi e accomunate da un modus operandi originale, in grado di dare origine a opere che proprio attraverso la voce della materia tentano di strappare al fluido moto dell’esistenza umana un eco di pienezza e di identità. Il suggestivo chiostro di Palazzo San Domenico è stato scelto ab originis come contenitore architettonico ideale per accogliere il dialogo tra i due linguaggi artistici che ora in una facies ludica e disincantata, ora più intima e amniotica risvegliano memorie, frammenti di un Sè che il frenetico brusio del quotidiano spesso stordisce”. 

La mostra è stata realizzata con la collaborazione di Alice Arti espressive e delle Officine U.f.o. di Rutigliano, mentre il catalogo della mostra è stato pubblicato da Edizioni Daphne Museum col totale sostegno dell’Associazione culturale G.a.p. di Roma; il testo critico è a cura dello storico e critico d’arte Cecilia Paolini.

 

“AcquArium – naturali corrispondenze” 

Mostra di arte contemporanea di Mariantonietta Bagliato e Anna Maria Battista

a cura di Giuliana Schiavone

Location: Officine U.f.o. | Palazzo San Domenico – Via Leopoldo Tarantini 28 Rutigliano (Ba)

Periodo: 21 marzo – 28 marzo 2012

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 17,00 alle 19,30 chiuso la domenica

Ingresso libero

catalogo: Daphne Museum

Distorsioni. Visioni alterate o alternative.

Immagine1.jpgNon colui che ignora l’alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia sarà l’analfabeta del futuro.

Laslo Moholy-Nagy

Studiando la tecnica e l’arte fotografica ci si rende conto di come il mondo e la realtà, percepiti solitamente come oggettivi, siano vissuti e guardati in modo differente da ogni persona che vuol fare Fotografia. 

Il dato oggettivo viene meno lasciando spazio a quello soggettivo e questo porta spesso il fruitore, chi ha a che fare con l’opera, a guardare in modo differente determinati stralci di vita, concetti, pensieri e storie. 

Questi modi differenti di guardare, che possono essere chiamati alternativi o alterati sono stati tema di studio da parte dei volenterosi e capaci ragazzi che hanno seguito il Corso di Fotografia Base del Frame Lab e i cui scatti resteranno in esposizione per un mese. 

Lo “scontro” con questo tema fotografico, a termine di un percorso formativo, mette il fotografo di fronte al grande compito di chi vuole fare fotografia: guardare dove gli altri non vedono. 

Perché la fotografia non è rappresentazione, è piuttosto rivelazione. 

Il tema della distorsione costringe ad una continua osservazione e rielaborazione del dato materiale, mettendolo in relazione con punti di vista differenti ed estremi ed apre a più livelli di lettura. Ad un primo, squisitamente tecnico e “deformante” se ne aggiungono altri, meno immediati e più concettuali, tutti orientati verso l’unico scopo: guardare e fotografare il circostante in modo distorto, unico, completamente soggettivo, alterato o alternativo per l’appunto. 

Riflessi, visioni forzate, inusuali e anticonvenzionali affollano gli scatti e l’immaginario dei 20 ragazzi che prendono parte alla loro prima collettiva fotografica presso il Concept Store Insight.

Luogo di perdizione e laboratorio di idee, brand innovativi che si ispirano all’ electro-streetswear e luogo dove lasciar spazio alla fantasia per creare nuovi look, mode e tendenze; la donna e l’ uomo di Insight sono coolhunter, ed in questo store si abbattono i confini tradizionali della moda sconfiggendo tutti quei concetti convenzionali che separano la moda maschile da quella femminile.

Insight ha creato uno spazio, un art room, dove poter dar voce e importanza a giovani artisti emergenti appassionati di design, pittura ,scultura, poesia attraverso l’organizzazione di mostre, workshop ed eventi culturali.

Tra quei 20 ragazzi, con le loro visioni all’Insight ci sono anche io. Ed è stata una splendida emozione poter scoprire le cose sotto una nuova… prospettiva. Mettere a fuoco il terzo occhio. Riportare l’icona del tuo mondo in uno scatto e manipolarlo tra luci e colori.

Il mio personale e pubblico ringraziamento è per la guida insostituibile e impagabile di due maestri meravigliosi: Francesco Lonigro e Davide De Cillis. Perché il cuore può farsi traghettare dall’esperienza solo quando un forte spessore umano veicola passione e professionalità. 

Fino al 24 Marzo, potrete viaggiare attraverso le pupille digitali di questi 20 neofiti della fotografia. Dove i sogni sono diventati, in qualche modo, reali.

http://www.facebook.com/frame.lab

http://www.facebook.com/insightconceptstore

 

Una stanza tutta per sè

silvana, duho, Quello che adoro della mia città, è quel suo essere multiforme e trasformista. 

Dunque, i punti di ritrovo di una Bari che vive di notte, diventano così anche gallerie d’arte, luoghi per reading, o palcoscenico fuori dal comune per assaporare il piacere della novità.

Ed è stata una bella scoperta Silvana Đuho con la sua mostra “Una stanza tutta per sè”, presso lo Stile Libero, in via Andrea da Bari. Silvana Duho nasce nel 1970 a Dubrovnik, Croazia. Completa gli studi presso l’Accademia delle Belle Arti di Bari nel 2000. Esponendo tra Italia e Croazia e inanellando numerosi riconoscimenti.

” – naturalmente si trattava soltanto di una fantasia – che mi faceva vedere i fiori di lillà sui muretti dei giardini, e le farfalle color di zolfo che svolazzavano qua e là e la polvere del polline nell’ aria. Era quel momento tra le due luci, quando i colori vengono intensificati e il porpora e l’oro bruciano sui vetri delle finestre come il battito di un cuore eccitabile; quando chissà perchè la bellezza del mondo rivelato, la bellezza del mondo che dovrà così presto soccombere, ha due tagli, uno di gioia, l’altro di angoscia, che ci dividono il cuore. Tutto era vago, eppure intenso…”

Ed è l’ispirazione tratta proprio da queste parole, di Virginia Woolf, a guidarci verso una finestra che si affaccia sull’ignoto. Ispirandoci a immaginarla, questa stanza. Diventando noi stessi parte della materia plasmata nelle opere della Đuho. Dettagli in resina, scampoli di sogni ritagliati tra memoria e futuro. Nel continuo divenire delle emozioni amalgamate di sogno e realtà. Rivalutando la nostra natura mutevole eppure immobile, cristallizzata nel tempo, protagonista e fautrice di ogni cosa che verrà.

Come ha giustamente sottolineato la prof.ssa Giustina Coda “è un progetto etico in cui la memoria diventa emozione, attraversamento dell’ io tra le cose nel tentativo di disporre di sé nello spazio e nel tempo in piena libertà.”

Che poi, aggiungo, non bisogna neanche essere cultori dell’Arte per farsi coinvolgere da una piacevole Sindrome di Stendahl, in certi frangenti. Perché la comunicazione visiva appartiene alle vie remote dell’anima. Che poco dipendono dalla competenza. Un’opera comunica. E lo fa aprioristicamente dal nostro background culturale.

Motivo per cui, sono felice di potervi sollecitare a visitare l’esposizione. Assemblando e scomponendo la vostra stanza, sulla via giustamente tracciata dall’artista.

Fino al 28 Dicembre, presso lo Stile Libero.

Blooms of Daphne

Immagine1.jpgDiciannove artisti, diciannove sguardi diversi sulle forme di una contemporaneità in perenne trasformazione. Chiude l’anno con una grande collettiva dedicata alle mille possibilità creative della metamorfosi la Fabrica Fluxus Art Gallery di Bari (via Marcello Celentano 39, www.fabricafluxus.com), che inaugura sabato 17 dicembre alle ore 19.00: la mostra “Blooms of Daphne”, a cura di Francesco Paolo Del Re e Roberta Fiorito, propone al pubblico fino al 14 gennaio un percorso ammaliante e vertiginoso attraverso le opere di Nicola Alessandrini, Alessio Bogani, Arrington De Dionyso, FIDIA Falaschetti, Ferencz Kilian, Lucamaleonte, Pierpaolo Miccolis, Luigi Massari, Nunzio Paci, Riot Queer, Thomas Raimondi, Elena Rapa, Marco Rea, Denis Riva, Teresa Romano, Patrizia Emma Scialpi, Fernanda Veron, Red Zdreus e YoIrene (Studio Arturo). 

Per rendere omaggio al solstizio d’inverno, momento simbolico del passaggio di stato di una natura che si risveglia e muta, seguendo il ritmo naturale delle giornate che cominciano ad allungarsi, i curatori Francesco Paolo Del Re e Roberta Fiorito fanno sbocciare sulle pareti della galleria Fabrica Fluxus di Bari i visionari boccioli che, a distanza di millenni e attraverso le culture, ingemmano i rami dell’alloro di Dafne, la fanciulla che nell’antico mito greco si tramutò in albero per sfuggire agli assalti appassionati del dio Apollo, divenendo la madre di tutte le metamorfosi.

I diciannove ‘figli di Dafne’ della mostra barese raccontano le possibili metamorfosi del nuovo millennio. “In risposta alle criticità della vita contemporanea – scrive Francesco Paolo Del Re – il divenire dell’umanità sviluppa particolari forme di adattamento, possibilità di superare con la fantasia e il sogno difficoltà e ostacoli dell’esistente. Come reagire? Non è più tempo di rivoluzioni. Ad articolate strategie di cambiamento a lungo termine e a progetti rivoluzionari che hanno storicamente mostrato il fallimento della loro utopia, si oppongono metamorfosi tattiche, espedienti di felicità provvisoria, insubordinazioni alla fissità di una forma data. Modi di liberazione di un potenziale di consumo della forma. Sbocciano forme inedite, insurrezionali, spregiudicate, inebrianti di metamorfosi, interventi tattici di resistenza contro l’oppressione del reale”.

Cercando di interpretare la liquidità di un sentire, il progetto espositivo descrive, attraverso i linguaggi del disegno, dell’illustrazione, della pittura, dell’incisione, della scultura, della fotografia e del collage, atti ed effetti delle mutazioni contemporanee, per ipotizzare traiettorie per interventi tattici di metamorfosi. Nell’accostamento dei due termini metamorfosi e tattica, l’uno proveniente dalla sfera letteraria e immaginativa e l’altro dal lessico militare, trova spazio la possibilità di cogliere un fruscio dell’aria, un sentimento di stupore aleggiante tra le fronde del bosco dell’oggi.

“Da Ovidio agli avatar della comunicazione digitale – prosegue Del Re – il gioco della trasformazione si fa complesso e i passaggi di stato fanno riverberare gli echi di un sentimento di meraviglia. Le divisioni tra i regni della natura crollano, la diversità delle culture collide, l’osmosi accelera e forza genealogie e percorsi evolutivi, alla ricerca di salti esperienziali capaci di trasformare la realtà in sogno, il dolore in euforia, il dogma in fiction. E l’uomo, quell’arcaico e futuribile vettore di meraviglia che cammina su due zampe e crede di poter inventare un ordine nel caos e nell’imponderabile, scopre affinità, contagi, traslazioni, geminazioni, ambivalenze, polisemie di desiderio. Diventando altro, mutando forma e affidandosi alle possibilità di un incessante morphing identitario”. 

Non è tutto. Nella seconda sala di Fabrica Fluxus si snoda, infatti, un secondo percorso espositivo, che propone al pubblico le opere di alcuni degli artisti più amati : Karin Andersen, Mariantonietta Bagliato, Ciou, Alessia Cocca, Claudia Giannuli, Ester Grossi, Jennybird Alcantara, Lisa Mei, Ling Fong, Lostfish, Bethany Marchman, Dario Molinaro, Michael Rotondi, Paola Sala e Marco Testini.

INAUGURAZIONE: 17 dicembre 2011 ore 19.00

INFORMAZIONI: +39 080.5236319 – fabricafluxus@gmail.com – www.fabricafluxus.com

La bellezza per Sybille

Immagine1.jpgLa galleria Muratcentoventidue-Artecontemporanea, dal 9 settembre 2011, mette in mostra la personale di Sybille Kroos “Beauty Within The Banal”.

Muratcentoventidue è un’associazione culturale nata nel 2007 per iniziativa di Emanuele Gonnella e Angela Gonnella per promuovere la ricerca artistica e diffondere la conoscenza dell’arte contemporanea, in particolare per offrire piu’ spazio ai giovani ed alla sperimentazione con l’obiettivo di favorire la crescita di una realtà artistica giovane attraverso esposizioni mirate a sperimentare potenzialità di nuovi percorsi artistici nei diversi linguaggi dell’arte, promuovendo esperienze che utilizzano nuove tecniche e nuovi materiali come video, fotografia digitale, videoinstallazioni, assemblaggi, apparecchi elettronici.

Ma parliamo della protagonista assoluta.

La formazione artistica di Sybille Kroos avviene all’Accademia di Düsseldorf come allieva di A. R. Penk, uno degli esponenti più autorevoli della corrente dei “Nuovi Selvaggi”, nella cui pittura si ritrovano filtrati i moduli formali dell’espressionismo storico con una visionarietà maggiore ed una disillusione tutta postmoderna.

Nella pittura della Kroos sono infatti i colori , accesi, spalmati con decisione e generosità sulla tela, a costituire la forma dell’oggetto spesso approssimativamente abbozzato, e, se questo rappresenta la continuità con la tradizione, è nella scelta dei soggetti che si esprime la sua personalità, nella sua particolare assonanza con la quotidianità di un universo tutto al femminile: piccoli animali , affettuosamente rappresentati, fiori, corpi femminili, cibi si ripetono nelle sue tele.

Stilisticamente vicina alla Pop Art, Sybille Kroos sembra quindi deliziarsi della visione degli oggetti più banali che trasforma in colore puro. Tutto sembra allora divenire possibile all’interno della cornice del quadro perché per lei la pittura è libera dalle convenzioni e del tutto personale.

Via Gioacchino Murat, 122/b – 70123

(+39)3938704029

www.muratcentoventidue.com

info@muratcentoventidue.com

Ma che bel Castello…

Immagine1.jpgIl progetto Il Castello trae la propria ispirazione dall’omonimo romanzo di Franz Kafka, ed è un adattamento teatrale dell’opera curato e diretto da Giorgio Barberio Corsetti, che avrà la forma di spettacolo itinerante.Le diverse tappe, o stazioni, raccontano le peripezie di K: l’arrivo al villaggio, la conquista e la perdita di una instabile posizione, gli incontri con gli abitanti del villaggio e gli ambigui emissari del Castello.

Il castello (titolo originale tedesco: Das Schloß) di Franz Kafka, pubblicato postumo nel 1926, rappresenta l’opera più ambiziosa e importante dello scrittore praghese. Oscuro ed a volte surreale, Il castello parla di alienazione, burocrazia e della frustrazione, apparentemente interminabile, dell’uomo che tenta di opporsi al sistema.

La Regia è di Barberio Corsetti: Nato a Roma nel 1951, è uno dei rappresentanti più significativi del442px-Kafka_Das_Schloss_1926.jpg teatro in Italia, nelle vesti di regista, autore e attore. La sua avventura professionale inizia nel 1976 con la fondazione, insieme ad Alessandra Vanzi e Marco Solari, della compagnia “La Gaia Scienza”, che prende il nome dal saggio di regia con cui egli, appena l’anno precedente, si era diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Il successo e l’attenzione della critica, per un’intensa serie di spettacoli che va da La rivolta degli oggetti a Cuori strappati, portano Barberio Corsetti a sciogliere il gruppo nel 1984, dopo l’esperienza solista di Animali sorpresi distratti, e a fondarne uno che porta il suo nome: sarà l’anno dell’affermazione definitiva alla Biennale di Venezia con Il ladro di anime. 

 

IL CASTELLO – Trittico, verrà ospitato nella meravigliosa cornice proprio di un Catello, quello di Barletta, in concomitanza a stages teatrali e momenti di alta formazione per professionisti di settore. Il castello è sito nella piazza omonima all’interno del quartiere Santa Maria, a nord-est della città. Risulta essere un punto strategico nella vita cittadina, nonché un forte cardine urbanistico: il tessuto urbano di Barletta si è infatti sviluppato a partire dalla doppia polarità ecclesiastica e militare data dalla vicinanza della concattedrale di Santa Maria Maggiore e dal castello.

LABORATORIO DI DRAMMATURGIA:
– corso gratuito rivolto ad un massimo 15 allievi;
– per iscrizioni inviare breve curriculum vitae alla mail promotion@faitana.it entro il 26/8.

LABORATORIO DI SCENOGRAFIA:
– corso gratuito rivolto ad un massimo 8 allievi;
– per iscrizioni inviare breve curriculum vitae alla mail promotion@faitana.it entro il 28/8.

INCONTRO COL REGISTA:
– gratuito;
– rivoldo agli allievi dei Laboratori.

Scenografie Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti; disegno luci e direzione tecnica Massimo Troncanetti; progetto video e fonica Igor Renzetti; costumi Francesco Esposito; music

con Ivan Franek, Mary Di Tommaso, Julien Lambert, Fortunato Leccese, Fabrizio Lombardo, Alessandro Riceci, Patrizia Romeo

adattamento e regia Giorgio Barberio Corsetti

 

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INFO E BIGLIETTERIA:
Tel. 080.2463510 – 320.7408122 
promotion@faitana.it
Bookshop presso il Castello di Barletta

L’uomo. Lo spazio.

Immagine1.jpgSono aperte le selezioni, sezione fotografia e videoarte, per la II Edizione di Terra di Sud, collettiva d’arte contemporanea che si terrà in località Cala Porto dal 16 al 21 Agosto a Giovinazzo (Bari). Sulla scia dell’entusiamo e dell’ottima affluenza di pubblico riscossi nella precedente edizione, gli organizzatori, Marco Caccavo e Santo Restivo, riscommettono sulla capacità del territorio giovinazzese di farsi veicolo e promotore d’Arte intesa come dialogo e riscoperta della diversità. Quest’anno il tema sarà “L’uomo, lo spazio. Un muto dialogo tra affinità ed estraneità elettiva”.

Per l’uomo, il dialogo con lo spazio circostante non è evitabile; anzi, l’esterno è per definizione ciò che definisce il soggetto, ponendosi in rapporto con l’Io. Il muto intreccio tra questi due attori dialogici è lo spunto per la II edizione di Terra di Sud. Gli artisti indagheranno l’interazione uomo-mondo circostante, intendendo con quest’ultimo il mondo naturale, il mondo della tecnica e il mondo dell’altro inteso come differenza, utilizzando i mezzi espressivi della fotografia e del video.

La mostra, che gode del patrocinio del Comune di Giovinazzo, avrà come cornice la suggestiva Cala Porto, fulcro del passeggio nei giorni di festa patronale, ornata dalle foto degli artisti partecipanti e accompagnata da video d’arte proiettati sul Torrione aragonese che sovrasta il porticciolo. Il testo critico sarà redatto da Marco Caccavo, critico d’arte e collaboratore del trimestrale d’arte contemporanea d’Ars di Milano, che altresì presenterà i lavori esposti durante la serata inaugurale. Alle opere pervenute e non selezionate per l’esposizione, sarà tuttavia garantita visibilità in quanto saranno proiettate presso il book-bar musicale Librati di Ezio Albanese, sito in via Crocifisso 10 (Giovinazzo, Bari) all’interno della serata “Anteprima Terra di Sud” che si terrà il 14 Agosto a partire dalle ore 22.00. La collettiva sarà debitamente pubblicizzata tramite comunicati stampa inviati alle principali testate cittadine e regionali, riviste di settore, portali web e tramite l’affissione di manifesti pubblicitari. L’organizzazione si accollerà integralmente i costi delle spese per inviti, manifesti pubblicitari, flyers, brochures, pubblicità in genere e catering per il vernissage.

Il giorno 16 Agosto, alle ore 21.00, si terrà la serata inaugurale alla presenza degli Artisti, delle Autorità e del pubblico.

 

Per informazioni sulle modalità di partecipazione e richieste bando integrale:

 

profilo Facebook Terra di Sud o inviare mail agli indirizzi:

 

arteterradisud@gmail.com

marcocav82@hotmail.com 

 

Giovinazzo(Bari)

Località Cala Porto

ore 20.00

ingresso libero

Info. 3498618262

Street Art legalizzata

Immagine1.jpgSono state presentate ieri mattina dal sindaco Michele Emiliano le linee guida per la regolamentazione della street art e delle arti riguardanti il graffitismo. Per l’occasione, sotto il ponte di corso Cavour, di fronte al Liceo scientifico Scacchi, un gruppo di writers ha dato dimostrazione di come sia possibile trasformare una parete urbana grigia o diventata oggetto del vandalismo grafico in una parete rigenerata dai colori e dalla creatività degli artisti.

“Il patto che vorremmo stipulare con gli artisti – ha dichiarato alla stampa il sindaco Michele Emiliano – consiste nella proposta di adozione dei muri affinché possano esprimere la loro creatività e, allo stesso tempo, ne diventino responsabili. Peraltro, se riusciamo a sottrarre i writers dallo stato di ansia per le condizioni di illegalità in cui normalmente disegnano, la performance sarà certamente più consapevole. In questo modo abbelliamo la città. Ovviamente avremo bisogno anche di molto talento ma la sfida sta proprio nel coinvolgimento di tutti, soprattutto nelle strade più degradate di Bari”.

Infatti, parte così il progetto “CAP 70110 – City Art Project”, nato grazie alla collaborazione tra l’amministrazione comunale e l’associazione V-Roots, costituita da un gruppo di giovani baresi, con lo scopo di favorire l’incontro tra la città e i fenomeni artistici metropolitani. Il progetto CAP 70100, il cui logo è stato realizzato dagli artisti della stessa associazione, prevede proprio la possibilità per i writers di disporre di alcuni “muri legali”, sui quali poter disegnare ed esprimere le proprie capacità artistiche.

Il progetto CAP, termine che in gergo dei graffitari raffigura il tappino della bomboletta spray, permetterà così di conciliare il lavoro degli artisti, finora spesso compiute in maniera illegale, e la riqualificazione di spazi della città grigi o deturpati, in modo da contrastare i fenomeni di vandalismo.

“Ciò che vogliamo – ha detto il curatore per conto del sindaco dei progetti relativi all’arte e cultura legati all’ambiente urbano Vittorio Parisi, intervenuto assieme all’assessore ai Lavori pubblici Marco Lacarra e il consigliere del sindaco per le arti visive Vito Labarile – è che questa arte sia un veicolo di comunicazione costante con la gente. Assieme alla possibilità di esprimerci artisticamente, con la regolamentazione dell’attività di street art si potrà dar vita, a costi zero, a progetti di riqualificazione di tutti quegli spazi che altrimenti verserebbero nel degrado”.

Attraverso le linee guida, approvate il 14 luglio scorso, la giunta municipale ha chiesto alla ripartizione Culture di predisporre un regolamento per l’intero settore e di istituire un albo dei writers della città di Bari. In questo modo, gli artisti avranno facoltà di richiedere la disponibilità dei muri o dei beni presenti nell’elenco appositamente redatto. Sempre secondo le linee guida, non potranno essere incluse nella lista dei “muri legali” le zone o edifici del centro storico, nonché aree vincolate in base alle leggi vigenti sulla tutela del patrimonio ambientale. Enti pubblici e privati e cittadini potranno mettere a disposizione i propri spazi, presentando all’amministrazione un’apposita autorizzazione.

I membri dell’associazione V-Roots hanno già individuato delle pareti urbane, il cui utilizzo verrà valutato dalla ripartizione Culture e Patrimonio: tra questi il muro di cinta del giardino “Don Tonino Bello” in via M Luther King, i muri di sostegno del ponte di via Lucarelli, le pareti che costeggiano strada Massimi Losacco, le pareti del sottopassaggio del prolungamento di via Camillo Rosalba o le pareti dei ponti in via Nazionale a Palese.

La concessione del muro avrà durata annuale ed è rinnovabile: i writers saranno responsabili del bene fino al termine della concessione e, in accordo con gli artisti, il Comune avrà la facoltà di sottrarre lo spazio concesso per sopravvenuti motivi di interesse pubblico oppure in caso di opere offensive, discriminatorie e contrarie al decoro o alla pubblica decenza.

Su ciascuna parete, di proprietà comunale o privata, verrà applicata una apposita targa metallica che ne certificherà la destinazione.

L’ora delle Muse

Immagine1.jpg“L’ora delle Muse“ è un ciclo di incontri che ha come filo conduttore le Muse: creature depositarie della memoria, del sapere e rappresentanti dell’ideale supremo dell’Arte, di cui erano patrone. 
Gli incontri de “L’ora delle Muse” saranno organizzati da Studio Akmé e ogni incontro sarà dedicato ad una Musa, che si svelerà attraverso diverse performance. 

Dopo il primo appuntamento dedicato ad Euterpe, musa della Musica, il 21 Luglio alle ore 21 si terrà il secondo evento che avrà come protagonista Urania,  in collaborazione con il Comitato Pro- Annunziata Rutigliano, la Rettoria Maria SS. del Carmine e l’Associazione Protezione Civile di Rutigliano. 

Urania (dal greco antico Οὐρανία, Ouranos, «cielo») è una figura della mitologia greca, figlia di Zeus e di Mnemosine.

Era la musa dell’astronomia e della geometria. Viene rappresentata vestita di un abito azzurro, coronata di stelle, mentre sostiene con le mani un globo che sembra misurare o avendo vicino a sé sempre un globo posto su di un treppiedi e diversi strumenti matematici. Fu, secondo Pausania il Periegeta , la madre del cantore Lino.

Secondo Catullo, fu la madre di Imene, il dio delle nozze, il cui padre era Bacco.

Il luogo scelto è la chiesa rurale dell’Annunziata in contrada Annunziata Rutigliano (Ba). L’Annunziata, posta su uno speroneurania, ora, delle, muse, adia, associazione, protezione, civile, rutigliano, polignano roccioso nella lama San Giorgio, è uno dei luoghi simbolo dell’identità territoriale rutiglianese e oggetto, in questo periodo, di interventi di recupero e luogo privilegiato perché lontano dai rumori e dalle luci della città. 
Durante la serata si osserveranno i corpi celesti anche attraverso i telescopi. L’osservazione sarà curata dall’associazione A.D.I.A. di Polignano a Mare (Ba), da anni impegnata nella divulgazione e osservazione astronomica. 

Per info e prenotazioni: martedì e giovedì dalle 19 alle 20.30 presso la sede di Studio Akmé in via Noicattaro, 28 a Rutigliano; o scrivete a studioakme@gmail.com; oppure telefonate al 320.6119904 (Clelia Menelao)/ 340.3431590 (Rosangela Valenzano) dalle 10 alle 12 dal lunedì al venerdì. In caso di maltempo l’osservazione sarà rinviata il 28 Luglio alle 21.

Per partecipare all’evento è necessaria la prenotazione entro il 16 Luglio 2011.

Studio Akmé: Teresa Leone – Clelia Menelao – Rosangela Valenzano

L’abiura di Ciccollela

thumbs.php.jpegNelle sale espositive dell’associazione artistico culturale ART IN PROGRESS, in via Tenente Ragno 50 a Molfetta, apre al pubblico la mostra Abiura di un libero pittore, dellartista e maestro molfettese Nico Ciccollela. Artista eclettico formatosi dapprima nell’arte dell’oreficeria presso l’Istituto Statale d’Arte di Corato e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Bari nella sezione pittura.

L’occasione è ideale per conoscere meglio la personalità e le nuove opere di questartista rinnegato. I lavori, realizzati secondo i canoni e le tecniche dellarte pop contemporanea, si contraddistinguono per la forte carica espressiva dei soggetti raffigurati e per la freschezza e la vivacità dei colori impressi sulle tele. Una ventina i ritratti di personalità che hanno in qualche modo segnato e influenzato il mondo politico, scientifico e culturale.

Scrive nel suo sito:  La domanda più ricorrente di chi osserva le mie opere è “quale tecnica usi?”… ed è numerica.jpgproprio a questa domanda che non so rispondere … Sicuramente deriva dalle esperienze più remote dell’arte: mi hanno sempre affascinato la pittura rupestre primitiva come traccia indelebile che sfida il tempo, gli affreschi medievali come espressione essenziale di un’arte fatta di apparenti semplici geometrie e la sintesi di Modigliani. Sono ora dunque ad un punto di unione tra l’affresco, la pittura murale e la conoscenza delle tecniche muratorie. Incidere, tracciare, scavare, tecniche espressive capaci di lasciare un segno che attraversa il tempo … geometria, numerologia, strumenti indispensabili alla conoscenza. Il resto è pura e semplice pittura.

Galileo, Che Guevara, Jim Morrison, Giordano Bruno, Oscar Wilde, Arthur Rimbaud, Charles Baudelaire e tanti altri, tutti magistralmente riadattati e rivisitati ma tutti accumunati da uno stesso percorso; prima ostacolati e poco capiti, poi celebrati e onorati da una società che li aveva persino spinti a rinnegare e abiurare se stessi. Ed anche il Ciccolella in questa sua personale, intenzionalmente abiura se stesso ma, a differenza di Galileo, la sua è una sconfessione libera, voluta e pensata; la sua è difatti unAbiura di un libero pittore.

Ci capita spesso di fare chilometri e chilometri per vernissages dei grandi esponenti dell’elite pittorica internazionale, quando abbiamo a portata di mano maestri dello stesso talento e levatura.

Il mio consiglio è quello di lasciarsi trasportare tra colori ed emozioni, in una sindrome di Stendhal, assolutamente da non perdere.

ABIURA DI UN LIBERO PITTORE Personale pittorica di Nico Ciccolella.

Dal 10 al 30 Luglio 2011 Associazione ART in PROGRESS Via Tenete Ragno, 50 – Molfetta (BA)

Orari Dal lunedì al sabato: 10:00 – 13:00 e 17:30 – 21:00 Domenica e festivi: 18:00 – 21:00

Info: artinprogress@live.com 349 6910025