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05/05/2010

Che la Festa abbia inizio!


Immagine1.jpgCome si direbbe dalle nostre parti, la Festa di San Nicola non è una sagra, non è una fiera... ji'è nu gibiller'!!! Il Gibillero, una festa caotica, ma gradevole. Quanto di più devastante per gli ingorghi automobilistici, quanto di più costruttivo per il turismo, quanto di più affascinante per il folklore.

E, ve la dirò tutta, poco importa se, questa santo sia o meno nostro, o dei russi, o dell'oriente.  San Nicola è un bene internazionale, ponte tra i popoli, fonte dell'abbondanza e proprietà dell'umanità tutta.

E' toccante ecumenismo nel segno del pellegrinaggio di Fede, ma anche gastronomia e profumi dalle bancarelle della città vecchia. Bari si veste dell'abito buono per accogliere il Santo e, in questa occasione, pure i marinai che furono mariuoli per trafugare le miracolose ossa, vengono storicamente perdonati ed accolti come eroi nel porto sicuro di questa città.

La storia di S. Nicola la si può trovare un po' dappertutto. Non vi proporrò i soliti copia&incollasagra-di-maggio-2010-b.jpgdell'occasione. Di Nicola mi sembra giusto far presente che affonda le sue radici nelle terre del Cristo, per riproporsi, con quella pelle d'ebano, nell'attuale immagine multirazziale di una religione nuova e moderna. Che ci regala un santo non più etereo e candido di neve, ma scuro e solare come le distese arate del Tavoliere. Imponente, rassicurante, un po' Babbo Natale (eh si, è lui il Santa Claus della CocaCola... con un calo di melanina, chissà perché), un po' saggio africano.

Nicola (anzi, NicAUla, come vorrebbe la giusta pronuncia) è l'amico di tutti. Ed il nome più usato per battezzare i nascituri. E gli stadi da Mondiale.  E' la preghiera ricorrente nel cuore di ogni donna (e uomo) barese, che domanda una grazia rivolgendo gli occhi al mare.

Perché è santo del mare, anche. Venuto dal mare, padrone del mare e artefice del destino di chi in mare si avventura.

Questa festa è il cuore di una cittadinanza che vive e che arde di un calore vero e sincero. Migliaia di genti per le vie, suoni e colori da suq indiano, luci, girandole e palloncini. Profumo di gnimiridd, e pulp arrustut e salsizz'ndu'panin. Traghettati su fiumi di Peroni. E cartocci di polenta fritta come pepite di oro roventi.

La grandezza del nostro Santo ed il suo grande miracolo è la festa stessa. Per questo capoluogo che sente la crisi come l'Italia intera, ma non si piega alla disoccupazione, alla delinquenza, all'inquinamento, alla precarietà. La Festa di San Nicola è il nostro Capodanno Cinese. Un giorno di rinascita e di speranza dove anche le autorità chinano il capo al passaggio del Santo di Myra e non c'è forza o governo che possa placare il sano e genuino entusiasmo dei Baresi di Bari. Che sanno cantare, ballare, brindare e sperare con i fuochi pirotecnici degli sguardi volti al futuro.

Ché ogni cosa saprà sistemarsi, se Nicola vorrà.

 

 

Nota: mi sono lasciata un po' prendere dall'entusiasmo. Vorrete-spero-perdonarmi. Venerdì saprò essere più tecnica e dettagliata con tutti gli appuntamenti che la Festa offrirà in un densissimo weekend. Spero di avervi fatto vivere un po' dell'atmosfera che si respira tra palco e realtà della festa più bella che il Mediterraneo abbia mai visto nei secoli.

Commenti

bè, è un casìno, ma ne vale la pena ciao a tutta Bari.........

Scritto da: roberto | 06/05/2010

cmq. vorrei fare nuove amicizie femminili; se c'è qualcuna interessata può scrivermi a roberto.bianco899@virgilio.it grazie roberto

Scritto da: roberto | 06/05/2010

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