Dodici Baresi per una Musa

bici.jpgNell’ambito delle attività del progetto MUSA – Mobilità urbana sostenibile e attrattori culturali, il Comune di Bari e l’ISFORT – Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti indicono una selezione per individuare i 12 cittadini baresi che parteciperanno alla consulta cittadina chiamata ad esprimersi su alcune ipotesi di intervento relative alla sosta e alla circolazione nel quartiere murattiano.

MUSA nasce con l’intento di favorire e coinvolgere le Pubbliche Amministrazioni nella pianificazione di efficaci ed innovative politiche per la gestione della mobilità urbana e degli attrattori culturali. L’obiettivo è quello di creare stabili relazioni e scambio di buone pratiche tra amministrazioni delle aree urbane per produrre un concreto miglioramento dell’ambiente urbano e conseguentemente per migliorare la qualità della vita dei cittadini. 

MUSA coinvolge i Comuni delle quattro Regioni dell’Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), con attività specifiche su otto aree pilota: Bari, Lecce, Cosenza, Reggio Calabria, Salerno, Pozzuoli-Area Flegrea, Siracusa, Distretto di Taormina. 

A queste otto Amministrazioni pilota si aggiungono circa 200 Amministrazioni raggiunte dalle azioni di informazione-formazione e dal supporto specialistico on demand (Comuni, Province e Unioni di Comuni rilevanti per la mobilità urbana e/o per i loro attrattori culturali) e altre Amministrazioni delle Regioni Convergenza, da coinvolgere attraverso il portale web e le attività di comunicazione. 

L’iniziativa attingerà ai fondi del Progetto Europeo PON Governance e Azioni di Sistema FSE 2007-2013, attraverso l’affidamento al RTI composto da Isfort, Fondazione Cittalia, Anci ComuniCare e Cles.

Il modello di intervento comprende diverse azioni:

a) rafforzamento delle competenze specifiche interne alle Amministrazioni locali;

b) coinvolgimento dei cittadini, attraverso strumenti di dialogo e partecipazione attiva, nell’interscambio della conoscenza e dei fabbisogni tra soggetti pubblici e privati presenti sul territorio;

c) scambio di buone pratiche con le realtà virtuose nazionali ed europee;

d) realizzazione di attività di promozione territoriale degli attrattori culturali, finalizzate a stimolare la capacità delle pubbliche amministrazioni di assicurarne la fruizione attraverso sistemi di trasporto sostenibili;

e) creazione di una rete stabile di soggetti preposti all’implementazione dei Piani di mobilità sostenibile.

Il carattere innovativo di MUSA risiede nella scelta di regolare la mobilità e renderla a misura del cittadino, attraverso l’applicazione di meccanismi di rete e partenariali tali da portare all’elaborazione di piani del traffico ampiamente condivisi e destinati a elevare la qualità della vita nelle città e a valorizzare le potenzialità di sviluppo connesse a una gestione sostenibile degli attratori culturali.

Il progetto fornirà strumenti tecnici specifici per rafforzare la capacità delle Amministrazioni locali di governare i processi di mobilità urbana, in particolare attraverso la redazione di Piani integrati della Mobilità (PUM) costruiti sui fabbisogni di trasporto del cittadino/lavoratore/utente e dell’industria turistica locale.

La procedura, a carattere sperimentale, è finalizzata a studiare i risultati di un metodo partecipato in cui cittadini e associazioni sono direttamente coinvolti nella definizione di misure innovative per la mobilità sostenibile sul territorio comunale.
L’impegno richiesto ai partecipanti è inferiore alle due ore e l’incontro si svolgerà dalle ore 18 alle 20 di un giorno feriale stabilito dai responsabili di progetto d’accordo con i partecipanti.

I cittadini interessati alla selezione, per la quale non sono richieste specifiche competenze o conoscenze, possono candidarsi compilando la richiesta all’indirizzo http://goo.gl/CYfeO indicando nome e cognome, residenza, cap, età, condizione lavorative e contatti telefonici.
Sarà possibile inviare la propria candidatura fino a giovedì 12 luglio.

L´ISFORT provvederà a contattare i 12 partecipanti selezionati.

Conversano Città dei Bimbi

conversano, città, dei, bimbi, attività, ludiche, estate, spettacoli, musica, Oreste, castagna, mingo, de, pasqualeL’estate, ammettiamolo, è periodo di mare, di sole, di ombrelloni, di gite fuoriporta. Ma è anche la stagione dei bimbi che, finita la scuola, hanno sempre bisogno di una valvola di sfogo e attività ricreative in grado di caricare tutta la loro creatività e il loro entusiasmo.

Dal 24 al 30 giugno , la Città di Conversano si trasforma in “Città dei Bimbi” per ospitare il Grande Festival dei Piccoli ideato dall’Assessorato alle Politiche Culturali e realizzato in collaborazione con le istituzioni scolastiche cittadine e le associazioni culturali e sportive locali. 

Per l’intera settimana, il borgo antico ospiterà laboratori artigianali, gastronomici, circensi, attività sportive all’aria aperta, escursioni in natura, visite guidate, incontri e seminari per i genitori e gli educatori, spettacoli tearali, musicali, proiezioni cinematografiche…interamente dedicate ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie. 

Il Festival, che ha ottenuto importanti Patrocini, avrà come testimonial ufficiale l’attore Mingo e come ospite d’onore l’attore e  l’autore televisivo, Oreste Castagna.

L’inaugurazione ufficiale si è già tenuta domenica 24 giugno alle ore 19 in Anfiteatro Belvedere. Ed è stata una grande festa dei bambini.

Le iscrizioni ai laboratori e alle molteplici attività del Festival saranno raccolte nei gazebo allestiti in Corso Domenico Morea  a partire da venerdì 22 giugno (ore 18.30/21), nonchè nei giorni di sabato 23 (ore 10.30/12.30; 18.30/21), domenica 24(ore 9/10) e comunque prima dell’inizio delle attività. 

–>qui<– il programma dettagliato per programmare le attività cui partecipare con i vostri adorati marmocchi!

 

Summer Music Village

summer-music-village.jpgDal 23 giugno al 5 agosto arriva a Bari il Summer Music Village. Il lungomare Imperatore Augusto chiude al traffico per aprirsi alla musica, ai festival, ai film, all’animazione e agli stand, dando vita ad un grande contenitore culturale all’aperto, inedito per il capoluogo pugliese. Il progetto nasce dalla volontà dell’Amministrazione comunale di valorizzare e qualificare il lungomare come luogo di socialità e incontro, punto di riferimento principale per un’autentica estate barese all’insegna della musica e dello spettacolo.
L’iniziativa è stata presentata oggi, a Palazzo di Città, dal sindaco Michele Emiliano, dall’assessore al Marketing territoriale Gianluca Paparesta, dal consigliere incaricato alla Mobilità Antonio Decaro, dal coordinatore del Summer Music Village Koblan Amissah, dal presidente dell’Autorità portuale di Bari Franco Mariani e dai rappresentanti delle istituzioni e dei partner privati coinvolti.
“La città è come un essere vivente – ha detto il sindaco Emiliano – con delle potenzialità straordinarie, ma anche delle brutte abitudini. Non abbiamo mai pensato che queste brutte abitudini potessero essere superate solo con l’utilizzo della Polizia municipale o dell’Amiu. Pensiamo invece che la crescita di una comunità passi attraverso una strategia che vede la cultura come elemento centrale. Utilizzare il lungomare come luogo di ritrovo durante l’estate è una scelta già fatta dai cittadini di tutti quartieri, che tradizionalmente amano trascorrere le serate più calde sul mare. Ovviamente, in passato, avevano interpretato questa scelta in autonomia, determinando non poche difficoltà. Con questa iniziativa offriamo una programmazione ricca di eventi e spettacoli, facendo rispettare le regole al fine di rendere il lungomare fruibile e vivibile per chiunque. L’unità di intenti è fondamentale. Ci auguriamo che le sinergie tra istituzioni locali, enti culturali e soggetti privati possano consentire di abbassare i costi, migliorare le performance artistiche e sostenere l’attività del commercio di tutta la città, in particolare di Bari Vecchia. Più riempiremo di cose buone gli spazi di aggregazione, più risolveremo anche le questioni di ordine pubblico che abbiamo vissuto negli anni passati”.
“Per la prima volta – ha dichiarato l’assessore Paparesta – in città sorgerà un vero e proprio villaggio estivo dedicato alla musica e allo spettacolo. Tanti gli eventi in programma, legati non solo ai tradizionali festival ma a tante nuove proposte culturali e di intrattenimento. Ogni giorno, a partire dal 23 giugno, ci sarà un evento diverso, proprio nel luogo preferito da tanti baresi, il lungomare. Ci tengo a sottolineare che, accanto all’organizzazione del Summer Music Village, saranno comunque promossi eventi ed attività in tutte le altre circoscrizioni cittadine”.
Cuore pulsante del Summer Music Village sarà un grande palco allestito nel piazzale Cristoforo Colombo, nei pressi dell’ingresso principale del Porto di Bari. Uno spazio che rappresenta il trait d’union ideale fra i crocieristi di passaggio e la magia del centro storico, fra la movida barese e la suggestione del lungomare. Intorno ai grandi eventi ospitati sul palco sorgeranno le strutture del villaggio, i posti a sedere, i bar, l’area dedicata ai gazebo espositivi, l’area kindergarten, l’area showcase e cinema, lo spazio dedicato ai meeting e dibattiti. Si tratta, infatti, di un polo d’attrazione culturale cittadino che ospiterà un ampio programma di attività, fra le quali spiccano alcuni tra i festival consolidati dell’estate barese: la Festa dei Popoli (23 e 24 giugno), Di Voce in Voce (28 e 29 giugno), Bari in Jazz (dal 3 al 6 luglio), L’Acqua in Testa (13 e 14 luglio), Menu Kebab (20 e 21 luglio).
Molti i concerti di artisti italiani e internazionali per una programmazione che spazierà dalla musica d’autore a quella tradizionale, dal jazz al rock, dal soul al reggae. Tra gli ospiti Ambrogio Sparagna con lo spettacolo “Vola Vola Vola”, che vedrà la partecipazione straordinaria di Francesco De Gregori (29 giugno), gli Afterhours (26 giugno), Sharon Jones & The Dap-Kings (14 luglio), Maria Joao, Raiz & Radicanto (28 giugno), i Radiodervish (17 luglio), la Rimbamband, l’Orchestra della Notte della Taranta diretta da Ludovico Einaudi (30 giugno) e molti altri ancora.

Fra le altre attività ci sarà spazio per l’ultimo appuntamento stagionale di Lezioni di Rock (25 giugno) dedicata a Bob Marley e promossa da Puglia Sounds, a cura dei giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo, e per la programmazione di pellicole cinematografiche e per le attività di sensibilizzazione sociale e di ecosostenibilità.
Il Summer Music Village, dunque, rappresenta un’importante novità per la città di Bari, un tentativo di mettere a sistema e ottimizzare la vivace offerta culturale estiva barese con un elevato standard tecnico e qualitativo, in una location altamente strategica.
La programmazione del Summer Music Village arricchisce l’estate barese 2012, resa prestigiosa anche da altri eventi, come i concerti di Chick Corea (8 luglio) e del trio composto da Keith Jarrett, Gary Peacock e Jack DeJohnette (27 luglio) al Teatro Petruzzelli.
Con la prima edizione del Summer Music Village la città compie decisamente un nuovo passo in avanti verso la candidatura di Bari come Capitale Europea della Cultura nel 2019. Un’operazione resa possibile da una virtuosa sinergia tra pubblico e privato, in cui la volontà delle istituzioni di valorizzare e utilizzare al meglio il lungomare barese incontra la necessità di organizzatori e festival locali di unire le forze e ottimizzare i costi.
Main sponsor del Summer Music Village sarà la Birra Peroni, che consolida così la sua tradizionale partnership con il festival Bari in Jazz. Gli altri quattro festival (Festa dei Popoli, Di Voce in Voce, L’Acqua in Testa e Menu Kebab) si sono invece riuniti nel Summer Music Network, rete promossa da Puglia Sounds – Po Fesr Puglia 2007/2013 Asse IV – Investiamo Nel Vostro Futuro.

Il Comune di Bari ringrazia le istituzioni e i partner che hanno sostenuto il progetto, in particolare la Provincia di Bari, la Regione Puglia, la Camera di Commercio di Bari, l’Autorità portuale, il Summer Music Network, Puglia Sounds, Birra Peroni, TIM, Ferrarelle, Autoclub Concessionaria Bari, MSC Crociere, Esecuzione Verde, Antenna Sud e Radio Città Futura Bari.

La Luce di San Giovanni

bari, solstizio, 21, giugno, estate, cattedrale, rosone, mosaico, evento, sole, luceIl solstizio d’estate ha affascinato generazioni di romantici e aficionados del soprannaturale. Ma anche semplici curiosi dei fenomeni generati dal connubio tra architettura e raggi del sole (o della luna).

Molte le strutture che amoreggiano con gli astri e con la loro luce, proprio nella data della Festa di san Giovanni. Giovanni detto il Battista, così chiamato perché reintrodusse il battesimo, un antico rito ebraico di purificazione attraverso l’acqua. Il Battista era un profeta, che annunciò l’arrivo imminente del regno di Dio.

E mentre, nel mio quartier generale romano, si banchettava e musicava in onore del Santo di zona, nella mia adorata Bari si verificava l’affascinante gioco di luci che vede protagonista la Cattedrale.

La Luce, allora, è il simbolo al centro di questa ricorrenza.

Noi sappiamo che il termine Luce, si presta ad essere interpretato sotto molti aspetti, quali creatività, saggezza, bellezza, intuizione, calore, amore, attrazione magnetica, conoscenza. In ogni caso, un insieme di virtù che potremmo definire l’unità di misura del progresso reale di ogni uomo nella scala iniziatica, che è poi espressione del proprio sviluppo coscienziale. In realtà stiamo parlando di Cultura, che non va confusa con erudizione. Cultura, è molto di più, è il culto della Luce.

Un antico precetto recita che «ogni forma è il simbolo della realtà che la produce», ed il simbolo è una bari, solstizio, 21, giugno, estate, cattedrale, rosone, mosaico, evento, sole, luceforma, un contenitore al pari di un tempio, di una cattedrale, di un libro; ed ogni forma è femminile e ricettiva, uno spazio che accoglie. Ogni simbolo si qualifica dalla luce che contiene, la propria natura solare, ma il contenuto è limitato dalla capacità di chi l’osserva.

La più grande meridiana del Sud Italia ha salutato l’estate in un tripudio di luce. Ieri, alle 17,10, a Bari vecchia, come ogni anno, il sole ha fatto capolino attraverso il rosone della facciata principale per coincidere perfettamente con l’altro rosone musivo riprodotto sul pavimento della navata centrale e che ha le stesse dimensioni di quello della facciata.

Il particolarissimo fenomeno è dovuto alla posizione in cui fu costruita la Cattedrale, con la facciata rivolta a Occidente, come del resto avveniva per molte chiese dell’epoca (l’XI secolo), secondo la tradizione dei protocristiani.  

Un fenomeno che si ripete da mille anni nella cattedrale barese, anche se per molto tempo non è stato visibile, in quanto proprio quella parte del pavimento era coperta dalle panche che ospitano i devoti, e che don Franco Lanzolla, il parroco della cattedrale, da alcuni anni ha invece voluto celebrare con una manifestazione che coinvolge tutta la città, e anche i turisti che in questo periodo visitano Bari arrivando anche con le numerose navi da crociera. Tanti sono infatti i baresi e non solo baresi che nel giorno del solstizio (naturalmente quando c’è il sole, perché quando è nuvoloso il fenomeno non è visibile) si riversano in cattedrale affascinati dall’evento. 

Un momento scenografico. Cinematografico. Indubbiamente mistico, nella sua affascinante ed esplosiva  manifestazione. Che a me-l’ultima delle romantiche-ricorda incredibilmente il finale di LadyHawke. Quando la Luce vince sulle Tenebre, riportando armonia, serenità, e quel lieto fine che tutti si attendono da sempre.

Del resto, come disse qualcuno: “La Luce è per chiunque, basta solo desiderarla”.

L’EstatÈ dei Ragazzi

estate-dei-ragazzi-2012.pngÈ stato presentato, a Palazzo di Città, il cartellone de “L’EstatÈ dei Ragazzi”: da lunedì 11 giugno, fino al 9 settembre prossimo, tutte le circoscrizioni cittadine attraverso un ricco programma di attività gratuite per i ragazzi. All’incontro con la stampa sono intervenuti l’assessore al Welfare Ludovico Abbaticchio, il presidente della cooperativa sociale Progetto città onlus – che si occuperà del coordinamento delle iniziative – Andrea Mori e il direttore della ripartizione Servizi sociali Angelo De Maria.
Attraverso la rete dei C.A.P. – Centri aperti polivalenti per minori e dei C.A.F. – Centri di ascolto per le famiglie comunali e grazie all’impegno condiviso delle cooperative e delle imprese sociali del terzo settore, tanti saranno gli eventi rivolti ai bambini, agli adolescenti e alle loro famiglie nel periodo di chiusura delle scuole.
“Si tratta di un calendario programmato nei minimi dettagli con le realtà del terzo settore – ha dichiarato Ludovico Abbaticchio – costruito in modo tale che i minori possano trovare risposte qualificate ai loro bisogni durante la stagione estiva. Spero che l’impegno continuo di questa Amministrazione nei confronti delle fasce più deboli della cittadinanza possa essere confermato anche il prossimo anno, data l’entità dei tagli che il Governo ci impone. Noi continueremo certamente a fare la nostra parte, ma è necessario l’impegno di tutti”.
Molte, dunque, le iniziative de “L’EstatÈ dei Ragazzi”: dai Centri estivi, proposti durante le ore mattutine, ai Campi scuola con laboratori e attività tematiche, dagli Spazi Giovani, rivolti agli adolescenti, all’Estate in famiglia, grazie alla quale genitori e figli potranno incontrarsi, giocare insieme e partecipare a gite e soggiorni vacanza.
Numerosi anche gli eventi come feste, spettacoli e attività ludiche di ogni genere, aperti a tutta la cittadinanza e rivolti, in particolare, ai residenti di ciascuna delle nove circoscrizioni.
“Durante questa lunga estate – ha detto Andrea Mori – la città diverrà, di fatto, dei ragazzi. Attraverso il lavoro di squadra delle cooperative e delle imprese sociali che gestiscono i servizi affidati dal Comune, saremo in grado di offrire ai più piccoli innumerevoli spunti per divertirsi e socializzare garantendo un importante sostegno ai più grandi”.
Ad aprire e chiudere la programmazione due eventi speciali: la nuova edizione di “Parchi Aperti”, che a partire da oggi e per tutti i pomeriggi estivi proporrà diverse attività di animazione nei parchi 2 Giugno e Don Tonino Bello; e le “Olimpiadi dei quartieri”, che sabato 8 settembre vedrà sfidarsi minori e adulti di tutti i quartieri della città in diverse discipline legate ai giochi tradizionali e a quelli di strada, per una chiusura col botto.
Il programma delle attività è stato definito dalle cooperative sociali affidatarie dei servizi – Progetto Città, Fondazione Giovanni Paolo II, Gea, Operamica, Occupazione e Solidarietà, Esedra, Itaca, Caps, Crea – di concerto con i servizi socio-educativi delle circoscrizioni.

I Giovani Imprenditori e la Brand Reputation

Immagine1.jpgSi è svolto a Bari, il giorno 15 giugno, presso la sede di Confindustria di Bari e Bat, il workshop dal titolo “Le aziende nell’era digitale: i nuovi strumenti per promuovere la BRAND REPUTATION”organizzato dai Giovani Imprenditori di Confindustria Bari e Bat, in collaborazione con la Sezione Terziario Innovativo e Comunicazione e con il contributo di Wind Business.

In occasione della giornata, noi di Virgilio Bari abbiamo contattato Francesco Divella, Consigliere dei Giovani Imprenditori, promotore dell’iniziativa, affinché potesse illustrarci motivazioni e punti chiave del workshop. Chiarendone i fini e rendendone accessibili le funzioni-chiave, anche a chi non è nel mondo del marketing e dell’imprenditoria.

Al workshop hanno partecipato: Francesco Divella (Divella), Mariana Bianco (Torrefazione Caffè Creme), Valentina Novembre e Gianluigi Conese (SEC Mediterranea), la communication designer Mafe De Baggis e Alessandra Bianchini (Wind), Antonio Perfido (E-labora Srl) . Ha moderato Dionisio Ciccarese (direttore di Epolis Bari e Gazzetta dell’Economia).

Perché un workshop per scoprire la comunicazione sul web?

Presto il numero degli smartphone (e quindi dell’accesso a informazioni e contenuti digitali) supererà quello dei terminali fissi. Questa evoluzione al mobile dovrà trovare pronto chiunque abbia intenzione di seguire il passo dell’utenza media. E quindi della propria clientela. Il consumatore reclama un suo diritto a conoscere il prodotto. A poterne discutere. A-perché no-diventare parte attiva nel miglioramento dello stesso. In questo le piattaforme digitali sono immediate e implacabili. Senza uno spazio dedicato da parte dell’azienda si finisce per mancare l’interazione e la conseguente opportunità di miglioramento dell’offerta. Non esclusivamente di sinergia collaborativa parliamo. La crescita di un marchio è legata anche alla possibilità di allargare il proprio orizzonte di vendita ad un mercato che è quello online. Siamo in Puglia. Ma il confine di Internet, penso sia cosa nota, è il resto del Mondo. La gente cerca in internet. Sceglie in internet. Compra, in internet.

E’ una realtà che non si può ignorare.

Quanto sono importanti i numeri della Rete?

L’esperienza personale di Divella vede protagonisti 17.000 iscritti alla pagina ufficiale. Parliamo di Facebook. Anche altri canali social (ad es. Twitter o Youtube) sono in grado di veicolare una campagna su grandi (a volte grandissimi) numeri. La Rete è uno strumento meraviglioso. I numeri, però, non bastano. Vanno gestiti, fidelizzati, visti in proporzione all’attenzione che si riesce a suscitare. Dietro ai numeri, poi, ci sono delle persone. L’attenzione di queste persone significa cura per i contenuti, modalità di comunicazione, e una perfetta padronanza del mezzo social. Siamo in internet. Ed è necessario imparare il codice e il linguaggio di internet (strizzando l’occhio alla netiquette N.d.M.). I risultati, operando in maniera corretta e adeguatamente strategica, non stentano ad arrivare. 

La Rete sostituirà i mezzi tradizionali di promozione?

Internet è un mezzo di comunicazione. Ma anche tv, stampa, radio lo sono. Ognuno con le sue regole, ognuno con il suo modo e maniera. Facebook è stato rivoluzionario in questo senso: ha dato la possibilità a tutti i canali di ritrovarsi in un solo campo d’azione. Senza violarne la natura ma, anzi, enfatizzandone la diffusione del messaggio. Questo workshop non intende formare per sostituire le antiche vie con quelle nuove. L’intento è di integrare una comunicazione classica a quella più immediata e contemporanea della Rete.

Cosa auguriamo ai Giovani Imprenditori che vogliono approcciare la filosofia 2.0?

Volevamo dare un messaggio positivo e uno spunto per accrescere il proprio business. E il mio auspicio è che la presenza in Rete si trasformi in forza motrice dell’imprenditoria territoriale. Questo augurio è rivolto alla Puglia intera. Non solo ai grandi marchi, ma anche alle piccole realtà. Perché l’evoluzione delle aziende in Puglia è sinonimo di un fatturato indispensabile per la crescita dell’economia per l’intera regione.


La Puglia che si connette è una scommessa del presente che ridisegna lo scenario del futuro. Confidiamo nei nostri Giovani Imprenditori per i giorni a venire di una regione che lascerà il segno.

Un’industria che sa evolversi al ritmo delle nuove tecnologie e mezzi di comunicazione, cuore di un territorio che cresce con benefici e risvolti economici positivi per tutti. 

Anche in Rete.

stART HUB

Immagine1.jpgVi segnalo un importante evento in programma proprio oggi a Bari: dopo un tour di tre mesi che ha toccato quattro regioni (Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Lazio) arriva finalmente in Puglia il progetto stART HUB, ideato dall’associazione Fabrica Fluxus Lab e vincitore del bando Principi Attivi 2010 – Giovani Idee per una Puglia Migliore promosso dalla Regione Puglia.

A partire dalle 19 apre le porte al pubblico la mostra “Reveries” (curata da Fabrica Fluxus Lab, Roberta Fiorito e Nico Murri, con opere degli artisti Mariantonietta Bagliato, Raffaele Fiorella, Claudia Giannuli, Pierpaolo Miccolis, Dario Molinaro, Giuseppe Paolillo, Christina Calbari, Alessia Cocca, Fernanda Veron e Wallenberg – visitabile fino al 23 giugno), allestita in due diverse sedi espositive, ovvero Fabrica Fluxus Art Gallery (via Celentano 39) e Art Core Contemporary Art Project (via De Rossi 94), legate fra loro dal filo rosso di una suggestiva performance urbana dell’artista Wallemberg, che porta l’arte direttamente per le strade, tra la gente, coinvolgendo i passanti e contaminando gli spazi della città.

Nel tragitto Wallenberg riflette, con spirito ludico e raffinato, sul contenuto del lavoro proposto nelle tappe precedenti. Ergendosi a messia pop-up interagirà con luoghi e pubblico occasionale, in un misto di atmosfere naive e surreali. La performance si concluderà presso ArtCore Contemporary Art Project, intorno alle 20.00 con l’inaugurazione della mostra.

“Reveries” è un termine inglese arcaico che indica uno stato di sogno in dormiveglia ed é metafora del sognare a occhi aperti con suggestioni premonitrici. In quanto termine non più in uso di una lingua viva, si fa testimonianza di una realtà passata che parla come eco del tempo che ha conosciuto: è, in un certo qual modo, il fantasma della parola sogno. Partendo da questa suggestione, sono state affidate dieci valigie a dieci artisti, affidando a ciascuno di loro il compito di farsi portavoce di quello che sarebbe il sentimento “umano” dinnanzi a una ipotetica minaccia di estinzione, fantasticando su cosa si potrebbe riporre in una valigia – simbolo della migrazione verso un destino più favorevole- da lasciare in eredità ad un’altra civiltà. La fantasticheria dell’artista diventa prezioso lascito che potrebbe consentire a un’umanità futura di conoscere i nostri sogni, le nostre paure, le nostre ambizioni e i nostri fallimenti.

Il 2012 è, nella vulgata pop di antiche e catastrofiche profezie, l’anno della fine del mondo. Ma lungi dal voler speculare su alcuna delle svariate -e spesso strambe- teorie apocalittiche sulla scomparsa imminente del nostro pianeta, ne abbiamo piuttosto considerato il fascino ed il significato simbolico quanto mai attuale. Sembra piuttosto evidente che il mondo stia affrontando una rivoluzione, che parecchi degli schemi sui quali sembrava poggiarsi stiano drasticamente crollando, e si avverte ora più che mai l’urgenza di un cambiamento su più fronti, da quello politico a quello economico, dalla salvaguardia ambientale a quella “sociale”. L’arte -ora come sempre- è la cartina di tornasole di questi momenti critici. L’artista ha spesso fornito una testimonianza del suo tempo prima degli altri, anticipando con l’occhio e la mano il racconto della sua epoca.

La Puglia terra d’arte guarda al futuro, dimostrando una forte vocazione alla valorizzazione della creatività giovanile e dei linguaggi del contemporaneo: ad affermare con forza questo messaggio e a promuoverlo con un ciclo di iniziative a livello nazionale è l’associazione Fabrica Fluxus Lab, promotrice del progetto stART HUB, vincitore del concorso Principi Attivi 2010 – Giovani Idee per una Puglia Migliore promosso dalla Regione Puglia.

Il tema della mostra? Niente di meglio, in un 2012 incrinato dalla crisi e presago di catastrofi, che riflettere sulla fine del mondo…

Un 2012 che titilla le fantasie più remote di artisti e partecipanti, sul quale già scrissi un articolo su Hera Magazine. Per cui, a me, particolarmente caro. Come dicevano i R.E.M. “It’s the end of the time as we know it”. I feel fine. E voi?

Perché Cassano è Cassano

antonio-cassano56.jpgRaramente mi sbraccio in post da opinionista dell’ultim’ora. Questa volta, però, lo sono per davvero. Un po’ perché pubblico in ritardo rispetto alla notizia. Un po’ perché c’è una situazione della quale si parla si parla si parla, anche troppo, ma che non può essere ignorata. Non scenderò nei dettagli poiché non è in questa sede compito mio dare sfogo a comunicati stampa e agenzie.

Ma Cassano è Cassano. E non si tocca. Che letta in questo modo suonerebbe come la famosa FIGA DI GAS  a Conversano. Quindi leggete la frase in maniera criteriata, perpiacere. Perché qui si tratta di una roba seria.

Cecchi Paone decide di fare coming-out per conto di alcuni giocatori d’azzurro vestito. Che novità. E’ dai tempi dei principi nelle favole che il celestino tira tanto checca. Ma, a noi, checcimporta? No. Sul serio. I politici dovrebbero politicare. Il magistrati dovrebbero magistrare. I giocatori dovrebbero giocare. Portare a casa il risultato, tenere alta la maglia nel segno del Sacro Gioco del Football, in punta di tacchetti. Io, cara stampa, sento le urla incontrollabili dei vicini durante le partite. Sento uno spirito asessuato che grida vittoria. E che non guarda sotto le coperte di nessuno. perché al sesso, siamo sinceri, chi ci pensa durante la partita della Nazionale?.

Bon. Torniamo ad Antonio. Auguri e buon onomastico. Tra l’altro.

Se un giornalista ti chiede cosa pensi dei tuoi compagni simpatizzanti omo (ammesso e non concesso ce ne siano davvero. Perché Cecchi Paone non incarna il Verbo dell’Omesessualità scesa in terra…), forse rispondi quel che senti… quel che la ragione di stato ti detta nel preciso istantemomento. Sei lì, l’ufficio stampa è in bagno a smaltire l’aperitivo. E ti senti punto nell’orgoglio. Inoltre, sincerissimi, cari i miei etero, quel tasto è dolente per tutti voi. Non si tratta di omofobia, ma di maschio orgoglio etero. “No, spero non ci siano fro*i, in squadra. E se ci fossero a me non interessano.”

Non vogliatemene, davvero, sul serio. Integralisti della forma e occasionali della sostanza.

Ho amici-professionisti stimati-che minacciano di coprirsi il b-side con pentole in acciaio inox, in presenza di rappresentanti gay. Perché è poco maschio, mostrarsi disponibili. Troppo disponibili. Tolleranti. Troppo tolleranti. Ed è nello sviluppo genetico di questa specie di mammiferi cui apparteniamo, imporre questo pride estremo, come per esclamare “sì. Ok. I gay. Ma io certe cose solo con mia moglie.” Perché si è sposato, Antonio Cassano. E si è sposato in chiesa.

Un dettaglio da non trascurare. La chiesa non ammette unioni omosessuali. Carnali o filosofiche che siano. E quando ti sposi in chiesa, mio caro lettore, firmi un contratto con il tuo Dio e con il Vaticano.

Cassano è un uomo che ha saputo seguire l’evoluzione anche troppo repentina dallo status di una cività maschilista e schiacciata da luoghi comuni come “gay è male”. Non è omofobo, non è razzista. Non è insensibile alle minoranze con problemi di accettazione. 

Non dimentichiamo che è stato il terrunciello. Il ragazzo problematico. Il calciatore impossibile da gestire. Il cozzalo arricchito dal suo piede di oro.

Molte cose ancora è stato, Cassano. Per quella stampa che ne ha fatto carne da macello come in un film dell’orrore, aspettando la Cassanata che riempisse le prime pagine, in un loop da remixare pur di creare il caso ad ogni costo.

Chi non ha peccato scagli la prima pietra. Sono una donna istruita, emancipata. Incredibilmente ampia di vedute. Ma, io, avrei risposto-quasi-come lui. No. Non ci vado con le lesbiche. Non credo possa piacermi. Non mi interessa. Sono eterosessuale e voglio rimanerlo il più a lungo possibile.

Non vedo dolo in questa Cassanata. Non leggo cattiveria e malizia. Ma solo l’utilizzo incauto e maldestro di un vocabolario d’uso comune. E’ Antonio Cassano e gioca a calcio. Fosse stato Umberto Eco avrebbe scritto Il Nome della Rosa.

Se vogliamo crocifiggere un gicatore per l’habitat che ne ha guidato l’improbabile formazione umanistica, fate pure. Mentre permettiamo ad un Cecchi Paone, con il suo pilastro culturale di violentare il più antico diritto dell’uomo che è quello alla privacy, anche nelle scelte sessuali.

Perché Cassano è Cassano. Nel bene o nel male, un pezzo della nostra città. E’ l’orgoglio del genio e della sregolatezza. Un pibe meraviglioso e pirotecnico.  E non è una Cassanata a definire l’uomo che in molti conoscono come esempio unico di altruismo e generosità, ma la condotta generale di un barese che sa sbagliare e che-come ha comunicato questa mattina diramando un messaggio-sa anche chiedere scusa, correggendo il tiro e rivedendone la forma. Ma restando sempre coerente con se stesso.

Baricentrale

baricentrale.jpgMio nonno è morto da un po’ di anni. Ma già da quando mamma era piccina (ed è passato qualche lustro), si parlava di una soluzione alternativa per la linea ferroviaria. Quella lingua di binari come il muro di Berlino a dividere il Capoluogo. Con la differenza che, i binari, non li puoi abbattere a martellate.

Il sindaco di Bari Michele Emiliano, l’assessore comunale all’Urbanistica Elio Sannicandro, e gli assessori regionali all’Urbanistica, Angela Barbanente, e ai Trasporti Guglielmo Minervini, hanno presentato questa mattina alla stampa il concorso di progettazione “Baricentrale”, destinato a riqualificare le aree ferroviarie che – da nord a sud – attraversano l’intera città tagliandola fisicamente in due e che con il riassetto del nodo ferroviario saranno liberate definitivamente dai binari.
Il concorso di idee è un invito rivolto ai progettisti affinché propongano un’idea generale per la trasformazione delle aree ferroviarie centrali della città all’interno di un nuovo disegno urbanistico complessivo che punti alla ricucitura e all’integrazione dei quartieri i divisi dal fascio di binari.
Le aree oggetto di concorso ricadono nella cosiddetta sella centrale, come definita nel Documento programmatico preliminare (DPP) al nuovo Piano urbanistico generale (PUG). Esse sono individuate come la chiave strategica per riorganizzare il nodo ferroviario metropolitano barese e ricucire il tessuto della città, a partire da un nuovo sistema per l’accessibilità e la mobilità finalmente integrato nella città stessa.
Le aree centrali entrano in gioco nella trasformazione urbanistica di Bari a partire da tre straordinarie occasioni:
– l’intesa raggiunta tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Puglia e Comune di Bari per la ristrutturazione del nodo ferroviario di Bari con l’approvazione del progetto preliminare ed il finanziamento della tratta Bari-sud con il raccordo a collo d’oca da via Amendola a San Giorgio;
– l’acquisizione da parte del Comune di Bari della ex Caserma “Rossani”;
– l’accordo tra Regione, Comune, Ferrovie dello Stato e Ferrovie concesse per individuare le aree già disponibili o che saranno rese disponibili a seguito della riorganizzazione del nodo ferroviario di Bari.
Circostanza quest’ultima che, come è stato rimarcato nel corso della conferenza stampa, rappresenta il risultato di un lunghissimo confronto tra i soggetti a vario titolo interessati dal progetto di riqualificazione (proprietari e gestori delle aree ferroviarie ed enti locali).
L’Amministrazione comunale avvia così un percorso partecipativo di progettazione per la trasformazione della sella centrale secondo una visione unitaria, da perseguire attraverso il Concorso di idee con due distinti obiettivi:
1. Riorganizzare il nodo trasportistico, attraverso la connessione delle reti ferroviarie esistenti e unitamente ad un ripensamento della parte centrale della città secondo nuovi criteri di mobilità sostenibile e di miglioramento della qualità urbana;
2. Integrare i quartieri centrali della città, attraverso una ricucitura fisica ed urbanistica che utilizzi le aree ferroviarie e le polarità esistenti (come la ex Rossani, il Conservatorio e la ex Manifattura), tutti elementi funzionali ad una nuova fruibilità pubblica e alla riqualificazione ambientale e culturale della città consolidata.
L’area di intervento interessata si estende complessivamente per circa 78 ettari su una lunghezza di oltre 3 km. Un’area di straordinaria importanza, nel cuore della città, che, liberata dai binari e restituita alla fruizione pubblica, può trasformare radicalmente il volto di Bari. Si pensi ad esempio alle possibilità che si verrebbero a determinare per un quartiere come il Libertà, da sempre carente di spazi e servizi pubblici.
Per poter andare verso un processo concreto di attuazione, il masterplan che si chiede ai progettisti di disegnare attraverso il Concorso, è stato diviso in 6 comparti (da C1 a C6) più strettamente legati alla riorganizzazione ferroviaria, con caratteristiche funzionali e prospettive di gestione distinte del processo di trasformazione urbana.
A questa parte di intervento si aggiunge un settimo comparto, quello della ex Caserma Rossani (C7), per la quale il concorso chiede possibili idee generali finalizzate alla connessione urbanistica nel nuovo disegno complessivo, partendo dal presupposto di creare un parco urbano attrezzato capace di ospitare attività culturali e ricreative.
In particolare per le aree ferroviarie (comparti da C1 a C6), i progettisti dovranno dimostrare la sostenibilità economica considerando gli interventi di trasformazione urbana funzionali e connessi con gli interventi di trasformazione infrastrutturale, a partire dallo studio di dettaglio sviluppato dal Comune, di intesa con la Regione, per la riorganizzazione del nodo ferroviario. Questi elementi sono riportati coerentemente in tutti gli atti di pianificazione prodotti negli ultimi anni, ovvero il Piano Metropolitano della Mobilità, il Piano Strategico della Metropoli Terra di Bari, il Piano Regionale dei Trasporti, il Documento Programmatico Preliminare al nuovo Piano Urbanistico Generale della città di Bari.
L’assessore all’Urbanistica Elio Sannicandro ha sottolineato la coerenza del Concorso con la programmazione territoriale e urbanistica avviata ormai otto anni orsono dall’Amministrazione comunale, e ne ha evidenziato l’approccio teso a qualificare il rapporto tra infrastrutture e assetto del territorio puntando su una progettazione di qualità.
La chiave di questo progetto, secondo il sindaco Michele Emiliano, sta proprio nella sostenibilità economica dell’intervento: “le aree che andranno a liberarsi hanno un grande potenziale, e riqualificarle significherà metterle a valore. Dunque per poter conseguire il risultato del Concorso fondamentale sarà garantire l’equilibrio tra sostenibilità e tutela della qualità dell’ambiente urbano e della vivibilità dei residenti. Per questa ragione il progetto che risulterà vincitore sarà condiviso con i cittadini, perché si tratta del più grande intervento mai ipotizzato in città, capace di cambiare sensibilmente la vita di tutti i baresi”.
Il Concorso di idee, a procedura ristretta e sarà attuato in due fasi:
1° fase: preselezione su base curriculare dei progettisti da invitare per elaborare la proposta progettuale;
2° fase: ammissione alla fase concorsuale fino ad un massimo di 10 partecipanti; elaborazione, consegna e valutazione delle proposte.
Il bando di Concorso, elaborato dalla Ripartizione all’Urbanistica e all’Edilizia privata del Comune di Bari con la consulenza dell’architetto Francesco Garofalo (che annovera in questo specifico campo anche importanti esperienze professionali relative ai concorsi per il MAXXI di Roma e per la trasformazione delle aree urbane della “Variante 200” di Torino) oltre che dell’ing. Mario Ciurnelli e dell’ing. Vito Labarile, mette a disposizione un premio di 50.000 € per il progetto vincitore, mentre ad ognuno dei rimanenti partecipanti le cui proposte progettuali abbiano raggiunto un punteggio minimo di almeno punti 60/100, sarà corrisposto un rimborso spese di € 20.000,00.
L’intera procedura concorsuale si concluderà entro un periodo di circa 9 mesi dalla avvenuta pubblicazione del Bando sulla Gazzetta Ufficiale (6 giugno 2012).

Il bando completo di allegati e tutte le info sono disponibili su www.baricentrale.net

Un po’ mi spaventa. Anche solo l’idea, di questo grande cambiamento. Un po’ mi incuriosisce la possibilità che la situazione del traffico possa migliorare. Che la città non sia più divisa dai binari. Che anche la fruizione pedonale della zona possa diventare più agibile. Chissà come andrà a finire. Adesso sono proprio curiosa.

La ricetta dell’Amore

50di.jpgChi ama questa città (come me), di sicuro conosce una qualche storia della Città Vecchia. Tramandata da un nonno, magari. O da qualche zio. Taluni hanno vissuto in prima persona l’evoluzione del quartiere. Altri ancora si sono lasciati trasportare dagli amici, facendosi fagocitare dalla meraviglia di quel luogo magico e pieno di atmosfere.

50 di semola 50 di farina, non è solo la quantità ideale di ingredienti per confezionare le celebri orecchiette. E’ anche la ricetta dell’Amore secondo Ada Bagnato che, in due decenni, ha raccolto storie e identità dei vicoli, mettendoli nero su bianco, per i tipi di Secop, in un libro affascinante e ricco di emozioni.

Una memoria storica che ci invita a riscoprire le nostre radici, per non dimenticare images.jpguna porzione di baresità assolutamente imprescindibile alla nostra natura.

Le protagoniste di questo romanzo sono le donne che si raccontano. Attraverso i loro occhi assistiamo all’intrecciarsi di tante vite in un luogo reale, il borgo antico di una città metropolitana. Con le sue gioie e i suoi dolori, le sue regole e le sue non regole.

I Racconti del Borgo Antico di Ada bagnato è una dichiarazione. Un poema ispirato da mani sapienti e volti segnati. E’ il passpartout per incrociare gli sguardi degli abitanti di barivecchia e comprenderne il codice, senza restarne indifferenti. Una lezione importante per chi già rimesta nei ricordi della Bari che fu. Ma anche per chi ancora non ha mai cercato di scavare oltre le chianche, afferrandone il senso e la profonda dignità.

Così la studentessa, la vecchia affabulatrice, la mamma del boss, il ragazzino malizioso e sognatore, la pittrice visionaria, con i diversi percorsi ma le stesse illusioni, le stesse passioni, danno l’idea dell’eterno, dove eternità non è uno spazio senza limiti, ma un ritorno alle radici. 

50 di semola e 50 di farina conquista e lascia innamorare, attraverso pagine di critica e speranza. Con quel baresian pride che, talvolta, ci manca. E che sarà bellissimo regalare, e regalarsi, così come l’autrice ha saputo fare. Studiando l’animo umano e seguendo il filo di una città nella città, che di vecchio, ha solo il nome. Ma pulsa tra speranze e narrazione, evolvendosi al sole che spunta ogni giorno ad Oriente. Al femminile. Plurale.