Un film cambierà il mondo!

Immagine1.jpgPuò un film cambiare il mondo? Forse sì, soprattutto se è capace di far giungere nel profondo il proprio messaggio, trasmettere nel modo più efficace un valore e un ideale fondante per la costruzione di una società migliore. O anche, più semplicemente, se può essere considerato un’opera d’arte nel senso pieno del termine, un prodotto unico e irripetibile, un termine di paragone nella definizione del bello da tramandare alle attuali e future generazioni. 

Nasce da qui l’idea di riproporre al grande pubblico e sul grande schermo una short list di dieci dei più grandi capolavori della settima arte – il cinema appunto -, accuratamente selezionati da critici ed esperti del settore, quali Claudia Attimonelli, Giovanni Attolini, Antonella Gaeta, Carlo Gentile, Oscar Iarussi, Lorenzo Procacci Leone, Lino Patruno, Angela Bianca Saponari, Giancarlo Visitilli e Paola Zaccaria. La rassegna intitolata “I 10 film che hanno cambiato il mondo” proporrà pellicole del calibro di “Arancia meccanica” di Kubrik, “La voce della luna” e “8 ½”, entrambi di Fellini, “C’era una volta il West” di Leone, “Underground” di Kusturica e “Pulp Fiction” di Tarantino, per citarne alcune (programma completo consultabile alla pagina www.cinemarmenise.it/scheda-film.asp?id=151).

Le proiezioni sono previste ogni martedì alle 18,30 e alle 21 a partire dal 17 gennaio sino al 20 marzo 2012 presso il cinema Armenise di Bari (costo biglietto d’ingresso 4 euro). In occasione dello spettacolo serale, il critico o l’esperto che ha selezionato il lungometraggio in programma introdurrà l’opera al fine di contestualizzarla all’interno del proprio periodo storico e introdurre alcune chiavi di lettura per poter meglio percepire temi e linguaggi durante la visione. 

« In un periodo in cui il mondo della cinematografia – dichiara Pino Armenise, direttore del cinema omonimo – sta subendo un forte calo nelle vendite di pellicole a favore del digitale, il cinema di città deve ritagliarsi un proprio spazio per offrire un prodotto diverso, ricercato e autentico rispetto ai grandi fast food dell’entertainment. Un prodotto che, seppur è talvolta messo sullo scaffale nei grandi magazzini dello spettacolo, viene apprezzato se presentato in modo adeguato o consigliato da un interlocutore di fiducia. Solo così è possibile far conoscere anche a un pubblico più giovane capolavori del cinema, come intendiamo fare con questa rassegna. Un’operazione culturale, quindi, ma non troppo, che ci auguriamo incontri l’apprezzamento del pubblico per poter essere riproposta anche negli anni a venire».

 

Fiorella Mannoia a Sud.

Immagine1.jpgNel 2009 ci disse Ho imparato a sognare, grazie a un indimenticabile album di cover. L’anno scorso ci ha stregato con Il tempo e l’armonia, cd e dvd live capaci di fondere musica ed immagini in uno spettacolo di grande intensità. E quest’anno guarda a Sud con un disco di inediti.

Un album che disegna una parte del mondo, il Sud, con le sue meraviglie, i suoi dolori, le mille contraddizioni di terre e popoli diversi ma uniti dallo stesso spirito. Dodici brani nati da collaborazioni ormai consolidate come quella con Ivano Fossati, altre nuove e inaspettate come quella con Frankie Hi-Nrg.

Fiorella Mannoia presenta al pubblico il suo nuovo progetto discografico, da lei voluto e amato.

”Ho maturato l’idea del disco dopo aver letto il libro di Pino Aprile ‘Terroni’. Sono rimasta scioccata dal fatto che quello che abbiamo letto nei libri di scuola e’ lontano da quello che e’ veramente successo intorno all’unita’ d’Italia. Volevo nel mio piccolo fare qualcosa per ridare al Sud un po’ della dignità che le era stata tolta. Poi naturalmente lo sguardo si e’ allargato al tutto il Sud del mondo, a tutti quei paesi saccheggiati, violati, saccheggiati e abbandonati a se stessi come l’Africa, terra di conquista per eccellenza. Non pretendo di cambiare le cose, ma cercare attraverso la musica di rappresentarne la gioia, la disperazione, la nostalgia, e la migrazione dei popoli”

Il suo ritorno con “Sud” è un ritorno fatto di inediti, alcuni scritti per sua mano, altri per mano di artisti come, Ivano Fossati, Paolo Buonvino, Luca Barbarossa, ed è proprio del cantautore romano il pezzo di lancio “Luce”, brano che vede anche la presenza vocale di Faisal Thaer, cantante palestinese. A proposito di Luce, Fiorella Mannoia commenta: “E’ un pezzo sulla compassione. Il primo verso dice ‘non c’e’ figlio che non sia mio figlio’: basterebbe questo per ritrovare questo sentimento ormai perduto”.

Come la maggior parte dei suoi pezzi, dei suoi album, anche i testi di quest’ ultimo disco sono legati molto alla solidarietà, all’emozione e alla voce di un popolo, molte volte non ascoltato.

Influenze italiane, straniere, della tradizione locale, un mix di culture che la Mannoia ha voluto, per dare all’album quel senso precipuo che è l’unione tra le diversità e non l’esclusione, l’emarginazione sociale.

Una novità speciale di “Sud” è la presenza di sonorità partenopee, quelle di “Quanne vuo bene”, con testo di Titina De Filippo, un omaggio a Napoli che la Mannoia racconta così: “La famiglia De Filippo non ha mai voluto darla a nessuno. Quando hanno saputo che sarei stata io a cantarla, hanno accettato. È’ un onore per me”.

 

ore 18:30. Incontro con Fiorella Mannoia

Bari(Bari), La Feltrinelli, ore 18.30, ingresso libero

Info. 080 5207511

Associazioni per la Cultura. A Bari.

Immagine1.jpgÈ stata presentata ieri mattina a Palazzo di Città la FED.A.C. (Federazione delle Associazioni per la Cultura), la nuova realtà culturale che ha riunito venti associazioni cittadine attive nel campo delle arti figurative, della danza, della musica e del teatro. Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Michele Emiliano, l’assessore al marketing territoriale Gianluca Paparesta e il presidente della federazione Giuseppe Maurizio Ferrandino. La Federazione, nata per promuovere obiettivi e iniziative culturali, intende proporsi come interlocutore di riferimento delle istituzioni per la realizzazione di politiche culturali e, ferma restando l’autonomia delle associazioni aderenti, promotore per la promozione di iniziative a più ampio raggio.

“La rete che avete costituito – ha dichiarato il sindaco di Bari – è importantissima. Sembra l’incarnazione della strategia che il Comune di Bari ha messo in piedi da due anni. Durante tutto questo periodo abbiamo ascoltato tutti senza avere preferenze nei confronti di qualcuno in particolare. Questa città ha bisogno di farsi promozione e noi stiamo cercando di farlo attraverso la realizzazione di spazi e contenitori culturali. Ascoltare tutti non è semplice ma questa voglia di partecipare deve partire dal basso: abbiamo compreso quindi che è ingiusto scegliere qualcuno a discapito di altri. Ecco perché accolgo con molto piacere la nascita della vostra federazione che, ad esempio, potrebbe diventare uno degli strumenti fondamentali per vincere la sfida della candidatura di Bari a Capitale europea della Cultura del 2019”.

La sinergia tra le associazioni fondatrici della FED.A.C. favorirà anche grandi economie di scala per iImmagine1.jpg servizi, lo scambio di sconti riservati ai soci delle altre associazioni e la definizione di calendari di eventi concordati che evitino controproducenti sovrapposizioni e che invece possano favorire l’interazione tra forme artistiche di diversa natura.

“Abbiamo sentito l’esigenza dio fare rete e di proporre il progetto di una Federazione delle Associazioni Culturali – ha aggiunto Ferrandino – proprio perché il mondo dell’associazionismo non può prescindere dall’essere esempio di aggregazione e, specialmente in un momento di crisi come quello attuale, è necessario creare un fronte comune tra tutti coloro che credono nel valore della cultura come ‘cibo della parte più nobile dell’uomo’, della sua intelligenza, della sua educazione, del suo senso etico-morale e, di conseguenza, della civile convivenza”.

Fulcro del progetto sarà il portale della Federazione http://www.fedac.it/, attualmente in fase di allestimento, che funzionerà da cassa di risonanza per contribuire al successo delle iniziative organizzate dalle singole associazioni grazie a una maggiore visibilità sui media e alla possibilità di raggiungere un target pari almeno alla sommatoria dei soci di tutte le associazioni.

Tra i fondatori, la federazione annovera le seguenti associazioni culturali: Agorà Mediterranea, Auditorium Diocesano Vallisa, Badathea, Breathing Art Company, Centro d’Arte 89, Descarga Cubana, El Mundo del Caribe, Ellea – Linea d’arte, Federico II Eventi, Florilegium Vocis, Grupo Habana, I luoghi della musica, Il Sipario, La bottega dell’armonia, Mirarte, Mousikè, Ri-belle, Soul Dance, Teatro Osservatorio e Terrae.

L’obiettivo della FED.A.C. è raccogliere tante altre adesioni che operano non solo in città ma su tutto il territorio pugliese: per aderire è sufficiente inviare una mail a  info@fedac.it.

Quando la radio è Kreattiva

Immagine1.jpgVenti scuole medie coinvolte in tutti i quartieri della città di Bari, quindici operatori e circa 600 studenti protagonisti: sono i numeri con i quali riparte Radio Kreattiva, la web radio antimafia nata nel 2005, in streaming con un palinsesto completo sul sito www.radiokreattiva.net  e operativa nelle scuole dallo scorso novembre.

Sulla scorta del successo registrato nel 2011, la web-radio prosegue il suo cammino, forte del consenso ricevuto dagli enti locali (il progetto è interamente sostenuto dal Comune di Bari) e testimoniato dai premi nazionali collezionati nell’anno scolastico 2010/2011: il premio nazionale “Libero Grassi” per la sceneggiatura di uno spot radiofonico antiracket intitolato “Divorzia dal pizzo, sposa la tua libertà” realizzato dalla scuola “Aldo Moro” di Santo Spirito e il Premio “Tom Benetollo” assegnato dalla Provincia di Roma al Comune di Bari proprio per il progetto “Radio Kreattiva”.

Dal San Paolo al Murat, passando per Bari vecchia, il Libertà, Madonnella e Santo Spirito, non c’è ormai scuola della città che in questi anni non abbia incontrato il lavoro coordinato da Paolo Lattanzio e Domenico Navarra, con gli operatori che ogni settimana intervengono nelle scuole. E se i riconoscimenti e le partnership di carattere più istituzionale danno alla radio la possibilità di crescere di mese in mese, non è da meno il contributo venuto di recente da artisti che hanno scelto di metter la loro voce e la loro faccia sul marchio “Radio Kreattiva”.

On line la video intervista nella quale Caparezza si presenta come vero e proprio testimonial della radio, così come esclusivo il “regalo” che Walino, il rapper barese ospite più volte lo scorso anno delle lunghe maratone di Radio Kreattiva, ha deciso di fare all’emittente. Poche settimane fa Walino ha infatti registrato una canzone inedita scritta dai bambini della scuola “Levi” del quartiere Libertà: gli studenti hanno avuto il privilegio di lavorare in uno studio di registrazione – lo studio SuperWatt dello stesso rapper barese – e di cantare assieme a lui. Il ritornello è stato scritto da Walino, Giuan e Lady Cat Free e dice: “crescere senza problemi né paure, vogliamo correre e giocare per strade sicure. Vogliamo che questa città ci ascolti, perché noi siamo il futuro e non vogliamo più pagare i vostri conti”.

Sulla scia quindi delle esperienze di pochi mesi fa, Radio Kreattiva si accinge a riprendere il suo cammino. “L’amministrazione comunale ha inteso sviluppare un progetto che rappresenta motivo d’orgoglio per tutta la città – osserva l’assessore alle Politiche educative e giovanili Fabio Losito, da sempre convinto sostenitore di Radio Kreattiva – l’innovatività che lo caratterizza può contribuire a quel necessario cambiamento delle metodologie educative alla luce delle enormi potenzialità rappresentate dagli strumenti tecnologici a disposizione delle nuove generazioni. Combattere il fenomeno mafioso sul terreno del confronto culturale è una delle scelte che ha fortemente caratterizzato l’azione amministrativa del centro sinistra”.

Apprezzamento per il lavoro della web-radio arriva anche dall’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata, anima dalla quale l’associazione Kreattiva non potrebbe prescindere: “Riprende Radio Kreattiva, il progetto più longevo e che ha dato maggiori soddisfazioni all’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata – dichiarano Stefano Fumarlo e Angelo Pansini -. Dopo i risultati positivi delle passate edizioni e i premi nazionali dello scorso anno, bisogna raccogliere un’ulteriore sfida, quella della consacrazione nazionale della prima web-radio antimafia. Siamo certi che, grazie all’impegno e alla voglia di crescere degli studenti e degli operatori, raggiungeremo questo obiettivo. In bocca al lupo!”.

Tante le novità di questa nuova edizione: intanto la strutturazione di un palinsesto a tutti gli effetti che, tutti i giorni fino a giugno, avrà sempre nuovi contenuti e approfondimenti a cura dei ragazzi delle scuole.

Le trasmissioni di Radio Kreattiva si potranno ascoltare in streaming e saranno articolate in rubriche giornaliere che affronteranno – attraverso le voci dei bambini – gli argomenti trattati in classe: l’ecomafia, le mafie internazionali, i beni confiscati e le biografie di personaggi impegnati nel combattere la mafia. Non mancheranno i talk show radiofonici e video, i notiziari, le sit com, i reportage e le interviste.

Ogni mese, poi, Radio Kreattiva si sposterà nei diversi quartieri della città, raccogliendo più scuole e accogliendo ospiti, musica, interviste e racconti. In questa direzione quindi uno degli obiettivi della Radio è quello di radicarsi sempre più e di imporsi tanto a livello locale quanto su scala nazionale, costituendo, dal centro alle periferie della città, degli osservatori della legalità, dei presìdi dell’antimafia coordinati innanzi tutto dai ragazzi.

 

Il dialetto a Teatro

Immagine1.jpgNell’epoca in cui Internet regna sovrano, dove le comunicazioni avvengono attraverso mail, sms e social network che, da una parte sono il risultato di un miglioramento certo ma dall’altra ci strappano la soddisfazione di esprimerci guardandoci negli occhi, portare in scena una commedia in dialetto può sembrare anacronistico.

Non è così: il dialetto fa parte del bagaglio culturale che ognuno di noi porta sulle spalle ed è l’impronta che segna il nostro far parte di un certo luogo, di un certo tempo e che ci assimila e ci pone nel posto preciso della nostra storia personale. Il dialetto rappresenta la nostra etichetta, le nostre radici, la nostra carta d’identità. Il dialetto tranese è la nostra lingua: attraverso essa esprimiamo i nostri modi di dire, i pensieri, i nostri sentimenti, i nostri stati d’animo. E’ il mezzo che ci unisce nel confronto, nel dialogo, nello scambio di idee. Il dialetto52572.jpg attuale è diverso dalla lingua ereditaria dei nostri nonni. Tante espressioni si sono addolcite nel corso del tempo, mentre tanti modi di dire si sono persi. Del resto, le trasformazioni del dialetto sono quasi naturali, oggi si parla un dialetto più vicino all’italiano che tende a tralasciare gli antichi termini. Il dialetto inteso come lingua è il mezzo che identifica tutto: i soprannomi, i rioni, le località.

Il dialetto dà nuova forma alle parole, riesce a rendere l’idea prima ancora di ridurla in termini precisi, a volte armonizza e a volte indurisce. Il dialetto è l’espressione di un popolo, è come un abito fatto su misura, è come una spugna che assorbe fatti, episodi, luoghi, persone e che restituisce fatti, episodi, luoghi, persone con profilo e identità precisi ma soprattutto con un’anima e, nel nostro caso, con la nostra anima tranese.

Amare il dialetto, tramandarlo, usarlo nel nostro quotidiano, insegnarlo ai nostri figli, significa amare noi stessi, significa essere possessori di una grande eredità: l’eredità della nostra storia.

Teatro Impero Trani – Via Mario Pagano, 192

Info. 3468259618


Più Jamming per tutti

Immagine1.jpgA partire dagli anni sessanta anche musicisti rock presero l’abitudine di cimentarsi in jam session. Ad esempio il bonus CD dell’ultima versione dell’album Layla di Eric Clapton con uno dei suoi primi gruppi (Derek & The Dominos) include una serie di registrazioni in jam session fra Clapton, i membri della sua band e altri musicisti. Il chitarrista Duane Allman, che partecipò alla jam, fu poi invitato a registrare alcuni brani del disco con Clapton. Un altro esempio è la bonus track “Apple Jam” nel disco del 1970 All Things Must Pass di George Harrison.

In questo spirito si sviluppa l’evento organizzato dalla Taverna del Maltese Vecchia.

Jamming Culture è un evento molto diverso dal solito anche se, a tutti gli effetti, si tratta di una jam session. Rispetto alle jam comunemente intese, gli artisti possono essere di diversa tipologia, in quanto, Jamming Culture accende i riflettori sul processo di “ristrutturazione artistica”.

Una jam session è una riunione (regolare o estemporanea) di musicisti che si ritrovano per una performance musicale senza aver nulla di preordinato, di solito improvvisando su griglie di accordi e temi conosciuti (standards).

Il termine, che probabilmente deriva da “Jamu”, una parola Youruba (africa occidentale) che significa “insieme in concerto”, è nato negli anni venti negli ambienti jazz, e si è poi diffuso anche nel rock.

Una jam session in genere non ha lo scopo di intrattenere il pubblico, ma è un ritrovo di musicisti che hanno così l’opportunità di provare nuovo materiale musicale e mettere alla prova la loro abilità di improvvisatori in confronto con altri strumentisti; a volte è semplicemente un ritrovo sociale.

Alle jam session possono partecipare musicisti di tutti i livelli e possono avvenire in locali privati o pubblici. Ad esempio divennero leggendarie negli anni quaranta le jam session del club di New York City Minton’s Playhouse, che dopo l’orario di chiusura ospitava musicisti come Ben Webster e Lester Young ed i giovani della nuova leva bebop come Thelonious Monk, Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Questi incontri spesso si trasformavano in vere e proprie competizioni fra virtuosi.

Le jam session sono un terreno fertile per l’incontro di musicisti, lo scambio di idee, e sono quindi l’occasione dove sono nate molte collaborazioni musicali.

Di fatto Jamming Culture è l’invito aperto a provare uno spazio improvvisativo, sperimentale, coordinato da una direzione artistica. Ribadendo tutte le tipologie di artisti e performer possono partecipare: musicisti, attori, ballerini, fotografi, poeti, pittori, fumettisti, writer, giocolieri, scrittori, Dj, Vj, MC, Video Maker, ecc. L’attitudine richiesta è quella di salire sul palco con artisti e performer mai incontrati prima (la direzione artistica si riserva il coordinamento).

Per partecipare preghiamo di contattateci attraverso FB aggiungendo uno o tutti i contatti elencati sotto. Si raccomanda la massima puntualità per rispettare la scaletta della serata che sarà comunicata a tutti i partecipanti alle 21.30.

Per ulteriori chiarimenti, per partecipare, non esitate a contattarci:
Darius Nite  su  facebook
Gianluca Scagliarini 3316634355
JAMMING CULTURE la pagina facebook
Bari(Bari)
Taverna Vecchia del Maltese, ogni martedì
ore 22.00

Il cuore secondo Giovanni

Immagine1.jpgL’Associazione di Promozione Sociale “Artecrazia” organizza Il cuore secondo Giovanni – Rassegna per voci (quasi) sole presso la centralissima Galleria BLUorG in via Celentano 92/94 a Bari. L’intento è quello di fornire un’interessante panoramica, necessariamente non esaustiva, della scena contemporanea in Puglia. Lontani dai fasti (e dai bilanci) delle stagioni organizzate dai Teatri ufficiali, Il cuore secondo Giovanni, ospita artisti ben noti a chi invece frequenti la realtà off stream, lì dove i genuini fermenti artistici sperimentano soluzioni espressive coraggiose e di sorprendente suggestione. La stagione teatrale di “Artecrazia” è non a caso diretta da Andrea Cramarossa, regista e attore barese che lega il suo nome al Manifesto del Teatro delle Bambole, attivo da un ventennio nel circuito della sperimentazione artistica nazionale.

Ha inaugurato la rassegna Saba Salvemini con Il Vangelo di San Giovanni, emozionante lettura drammatizzata dei Vangeli, una testimonianza di come il teatro possa rispettosamente indagare il sacro nella sua umanità, oltre i dogmatismi e le concettualizzazioni.

I due titoli seguenti sono dedicati alla Memoria della Shoah, prima con l’ottimo Dino Parrotta (Jasenovac, 22 gennaio 2012), poi con la giovane Elisabetta Tonon, impegnata in L’alloggio segreto (5 febbraio 2012), ispirato ai Diari di Anne Frank.

Il 4 marzo 2012 la compagnia del Teatro delle Bambole debutta con la nuova produzione La morsa da Luigi Pirandello, inedita rappresentazione contemporanea di un classico del teatro, per la regia di Andrea Cramarossa. Sempre nel filone della fresca rilettura della tradizione letteraria italiana, il Teatro delle Bambole presenta il 1° aprile 2012 Mater dolorosa dallo Stabat mater di Jacopone da Todi. Coda della rassegna sono le due tappe dello studio artistico condotto da Andrea Cramarossa sul tema della violenza sulle donne: il 29 aprile 2012 con la performance teatrale L’oiseau plane sur l’infarctus de la neige e il 27 maggio 2012 con il debutto dello spettacolo Piccoli giochi – Esperimento di crudeltà teatrali, sempre a cura del Teatro delle Bambole.

Fuori abbonamento altri due eventi di sicuro impatto. Il primo si è tenuto il 5 gennaio 2012 con La Befana delle Bambole (Azione teatrale per piccoli spettatori), un momento tra gioco e poesia dedicato ai bambini di ogni età per l’occasione delle festività natalizie a cura del Teatro delle Bambole. Ospite d’eccellenza de Il cuore secondo Giovanni è poi Lisangela Sgobba con l’affascinante La scelta da Daisaku Ikeda: il 20 maggio 2012 la poliedrica attrice barese ci guida con maestria nell’epopea di Alessandro Magno, accompagnata da un ensemble musicale di tutto rispetto (Domenico Monaco, Epifania N. D’auria e Eufemia Mascolo).

L’inizio degli spettacoli è alle ore 19,00 (salvo se indicato diversamente)

Ulteriori informazioni sono reperibili alla pagina www.facebook.com/Artecrazia o contattando il numero telefonico 347 0591074 o scrivendo agli indirizzi e-mail artecraziapuglia@gmail.com e teatrodellebamboleba@libero.it .

 

I Libri maledetti. E il loro “mercante”.

Immagine1.jpgLeggere libri è sempre bello. Parlarne, con l’autore poi, è ancora meglio.

Oggi l’appuntamento è particolarmente ghiotto. Infatti vi propongo un doppio incontro con Marcello Simoni e il suo libro “Il Mercante di Libri Maledetti” :alle 17, presso la Sala Consiliare del Comune di Rutigliano e alle 19,30 nella splendida location del Caffè artistico – letterario “Torre Belvedere” (Contrada Belvedere, www.torrebelvedere.it). 

Il prestigioso evento è organizzato dal Presidio del Libro di Rutigliano e dal Comune di Rutigliano, in collaborazione con la Libreria Barcadoro, la Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo e l’Associazione “Menti a piede libero”. Con l’autore interverranno l’Assessore comunale alla Cultura e al Turismo Vito Grazio Defilippis, il giornalista Gianni Capotorto e la Responsabile del Presidio del Libro Paola Borracci. Ingresso libero.

L’autore è Marcello Simoni (Comacchio, 1975). Ex archeologo, laureato in Lettere, svolge attualmente il lavoro di bibliotecario. Ha pubblicato diversi saggi storici, ha partecipato all’antologia 365 racconti horror per un anno, a cura di Franco Forte (2011). Altri suoi racconti sono usciti per la rivista letteraria “Writers Magazine Italia”. Il mercante di libri maledetti è il suo primo romanzo, già pubblicato con successo in Spagna nel 2010 con il titolo “El secreto de los cuatro ángeles”.

Il libro, ça va sans dire, è già un best seller. Ma ne riassumeremo trama e atmosfere brevemente, perlocandina libro.jpg non strapparvi il gusto di scoprirlo. È il mercoledì delle ceneri dell’anno 1205 quando padre Vivïen de Narbonne è costretto a fuggire, braccato da un manipolo di cavalieri che indossano strane maschere. Il monaco possiede qualcosa di molto prezioso, che non è disposto a cedere ai suoi inseguitori.
Sono passati tredici anni da quel terribile giorno, quando Ignazio da Toledo, un mercante di reliquie, riceve da un nobile veneziano l’incarico di mettersi sulle tracce di un libro rarissimo, l’Uter Ventorum. Si dice che contenga antichi precetti della cultura talismanica orientale, e permetta di evocare gli angeli e la loro divina sapienza. Inizia così l’avventuroso viaggio di Ignazio tra Italia, Francia e Spagna, sulle tracce di un manoscritto che qualcuno pare abbia smembrato in quattro parti e accuratamente nascosto. Solo chi è in grado di risolvere complicati enigmi, e di decifrare strani messaggi disseminati nel percorso che conduce al libro, potrà trovarlo e accedere ai suoi segreti. Ma Ignazio non è l’unico a volerlo. Ci sono personaggi loschi e ambigui che intendono entrarne in possesso, anche con l’inganno e con la forza. Chi riuscirà per primo a scoprire dove si trova? E cosa saranno pronti a rischiare, tutti coloro che lo inseguono, per svelare per primi i suoi arcani misteri?

Potrete approfondire leggendolo. Il mio consiglio, però, è di farvi incuriosire direttamente dall’incontro con l’Autore. Un momento per rendere tangibile la carta stampata e, perché no, farvi autografare una copia da Simoni in persona.

I miei personali complimenti vanno alla dott.ssa Borracci che, come sempre, nell’organizzare imperdibili situazioni, si rivela insuperabile. Portando a compimento, anche questa volta, un gran bel colpo da maestro.

Tributo a Faber

Immagine1.jpg“Ma tu che vai…ma tu rimani”.

Era Inverno ed il freddo divenne gelo. E “fu la notte” quando alle 2.30 Fabrizio De Andrè lasciò un vuoto incolmabile, oggi ancor più di ieri.

Era l’11 gennaio 1999.

Una serata speciale, a 13 anni dalla sua scomparsa (in anticipo di tre giorni…), per ricordare uno dei più grandi cantautori della storia della musica italiana (e non solo).

Una serata a cura dei Maltesi, che gli rendono omaggio. E con loro tutti coloro i quali vorranno cantare le sue canzoni: il modo migliore per farlo sentire ancora vivo. Tutto iniziò il 9 ottobre 2009: Dario e Francesco decidono di sfidare le leggi della natura (e di Maria De Filippi…) proponendo al pubblico della Taverna Vecchia del Maltese a Bari una serata-concerto dedicata a Francesco De Gregori.

In scaletta trova posto un brano che il Principe “regalò” al suo amico genovese con cui passò un’estate intera in Sardegna, tra colossali bevute e non quantificabili pacchetti di sigarette consumati: stiamo parlando di “Le storie di ieri”, canzone poi inserita nel disco Volume 8 di FABRIZIO DE ANDRE’.

Da quel momento, Dario scopre di aver avuto in dono da un Dio dei Baresi (perchè a quello degli Inglesi lui non crede mai…) una voce praticamente identica a quella del Cantautore genovese.

Così, decide di metter su una band al fine di riproporne il repertorio, specie quello raccolto nel dvd registrato al Teatro Brancaccio di Roma il 13 e 14 febbraio 1998 (che Dario ormai conosce a memoria) dove De André raggiunge la massima perfezione interpretativa nonché musicale.

Il gruppo annovera importanti esibizioni nei più suggestivi luoghi della Puglia (e non solo), riscontrando grande successo tra il pubblico. Ricordiamo su tutti la serata del 23 settembre 2011 a Bari, dinanzi al Lungomare di Piazza Diaz, per la Festa Nazionale del Partito Democratico (1500 persone presenti) e il concerto del 30 dicembre 2011 presso l’ Auditorium Diocesano “Vallisa”, nella città vecchia.

Il nome “I Maltesi” deriva proprio dal luogo in cui questa avventura musicale è nata: quella Taverna, di cui sopra, che tanto ha dato alla storia del gruppo e in cui questi otto ragazzacci provano i brani, si incontrano, suonano.

In fondo diciamolo, c’è un po’ di  De Andrè nella vita di tutti noi. Una canzone, un verso. Gli occhi di un grande amore che profuma di mare. Di Bari o di Genova, non fa grande differenza, se la musica arriva diritto all’anima.

Andria(Barletta-Andria-Trani)

Circolo ARCI ARTIFICIO

ore 21.30

ingresso libero

Info. 3930103624

Auguri in musica e teatro

Immagine1.jpgArriva l’Epifania, che tutte le feste si porta via!

Ed eccola questa simpatica nonnetta, con dolcetti e carbone, pronta sulla sua scopa a farci uscire da un calderone di tavolate, presepi, alberi, lucette e stelle filanti.

A seguire, un piccolo elenco di modi “alternativi”, per salutare questa vacanza lunga e faticosissima (ebbene, sì, anche le vacanze possono essere faticose!).

Nella sua calza, tanti eventi culturali, musicali, teatrali, artistici.

Che succederebbe, ad esempio,  se due attori/conduttori salissero su di un palco senza avere la più pallida idea di quello che succederà? Come reagirebbe il pubblico presente se si trovasse ad assistere ad uno spettacolo che nessuno ha mai scritto, con il rischio costante di esserne coinvolto senza sapere come e capirne il perché? Be’, le risposte adesso sono lì, a disposizione di tutti. Sarà sufficiente recarsi al Tatì, il nuovo locale di Bari in Via Albanese 41e lasciar fare alla ormai consolidatissima coppia comica composta da Fabiano Marti e Mauro Pulpito. Il resto verrà da sé…e sarà puro divertimento, in una serata ricca di risate certe, ma piena zeppa di punti interrogativi piuttosto inquietanti! Info e prenotazioni – 080/3219880 – 3337845761 

Per i più romantici, invece, o anche semplicemente amanti del cinema e delle colonne sonore, allo Sheraton vi attende il Concerto degli Auguri, “Film’s Love’s Themes”. Le più belle colonne sonore del Cinema e…. , per la direzione di Francesco Lentini. Info. 080 568 2111

Se voleste, invece, mantenere ancora uno sprazzo di spirito natalizio, vi attende il Presepe Vivente per le strade del borgo antico di Casamassima, dalle h. 18.30. L’evento, promosso dall’Oratorio Giovanile “Pier Giorgio Frassati” della Chiesa Matrice e patrocinato dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Bari e dal Comune di Casamassima, per il sesto anno porterà in scena la solennità delle sacre scritture di 2000 anni fa: episodi di vita quotidiana e altri di carattere religioso, rievocheranno le suggestive atmosfere della Betlemme che accolse la nascita di Gesù. Gli oltre 180 figuranti in costume, saranno protagonisti di 30 rappresentazioni, alcune delle quali a copione recitate, che si snoderanno per le vie e gli scorci del borgo antico, in un percorso durante il quale ai visitatori, accompagnati da guide, saranno proposti anche spunti di riflessione sui valori cristiani e civili. Lodevole l’impegno, l’entusiasmo e lo sforzo economico degli organizzatori e dei partecipanti che hanno reso la manifestazione motivo di richiamo in tutta la Regione e parte del sud Italia decretando la manifestazione “Presepe di Puglia 2010” nel concorso “Andar per presepi” indetto dalla Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo e Turismo.

Affiancherà l’evento, per la seconda volta, il concorso fotografico nazionale a partecipazione gratuita: una giuria di esperti sceglierà, tra le fotografie riguardanti scene e particolari del presepe vivente, la vincitrice che diventerà oggetto della campagna promozionale dell’evento per il prossimo anno.

Chiuderei con una proposta che, particolarmente, mi sta a cuore. Dopo i grandi successi di Zelig Off su Italia Uno, Raffaello Tullo, Renato Ciardo, Vittorio Bruno, Nicolò Pantaleo e Francesco Pagliarulo saranno i cinque “suonatori sognatori” che giocheranno con le canzoni, le note, i rumori, i suoni, gli strumenti, l’immaginazione, il corpo, le parole e la propria genuina follia. Sul palco rivivranno numerosi maestri come Buscaglione, Carosone, Gaber, Mozart, Rossini. Più un inaspettato Richard Galliano. Per non parlare di Jerry Lewis,Charlie Chaplin, Jacques Lecoq, in una sorta di cartone animato, immune dai limiti del “possibile”. Surreale e poetica sarà l’atmosfera, esilarante il gioco dei contrasti fra i personaggi, travolgente l’energia in uno spettacolo in cui le note si dilateranno e si potranno persino ascoltare e guardare. 

Loro fanno ridere. Di gusto e con un garbo d’altri tempi. Non è poco, credetemi. Info. 080.5212484, al Teatro FOrMa.

Detto questo, alla Vostra Befana digitale, non resta che inforcare la sua scopa e tornare a casa. Non prima, ovviamente, di aver fatto i migliori auguri a tutti gli incredibili lettori e colleghi di Virgilio Città.

Auguri!!!