Il “botto” facciamolo in Piazza!

Immagine1.jpgVolevo salutare il 2011 su questo blog con un post intimista. Poi, mi sono detta, ci sono luoghi e sedi più consoni. Nel frattempo, decidevo con mio fratello il menu di Vigilia. Un qualcosa di tranquillo. Sereno. Raccolto. Meno inquietante dello scorso anno, quando mi ritrovai al pronto soccorso del policlinico con un terribile ascesso. Prima di me, in arrivo a fiotti, diversi feriti da petardi, tricche-e-tracche, miccette, bombette e trullallero.

Tutti con un codice dal colore più intenso del mio. Che ce l’avevo in bocca,”l’esplosione” del Capodanno.

E benché la scelta sia stata ben poco popolare, concordo con quanto annunciato dal Sindaco Emiliano sul suo profilo FaceBook:  ”A furor di popolo (qui sono decine e decine le sollecitazioni) ho deciso di adottare l’ordinanza che vieta i botti di Capodanno al fine di tutelare la sicurezza delle persone e di altri esseri viventi”. 

Il botto, a quanto pare, lo faranno una grande festa. In piazza. A due passi da casa mia.

Una grande festa in piazza per salutare l’inizio del nuovo anno. A Bari il Capodanno comincia all’insegna della grande musica, dello spettacolo e della solidarietà.

Il 31 dicembre i riflettori si accenderanno in piazza della Libertà a partire dalle 22.30; a scaldare il pubblico ci saranno due band nate e cresciute sul territorio barese: gli Z.E.D., recenti vincitori del premio dedicato alla memoria di Mimmo Bucci, e la 20th Century band, specializzata in cover anni ’80 e colonne sonore di grandi film. A condurre la serata la coppia-rivelazione della comicità barese: Boccasile e Maretti, che intratterranno il pubblico e coinvolgeranno gli artisti con le loro gag.

I protagonisti assoluti della festa più lunga del mondo saranno gli Elio e le Storie Tese che saliranno sul palco subito dopo la mezzanotte con un concerto straordinario: un evento esclusivo, in anteprima assoluta, in cui la band offrirà il meglio del suo repertorio condito dagli inimitabili siparietti che caratterizzano i loro show. Il “simpatico complessino” sarà sul palco per salutare il capodanno con “collegamenti” che andranno da Londra a Rio De Janeiro.

Lo spettacolo in piazza proseguirà sino all’alba con l’animazione dei dj-set di Angelo Salomone e Marco Greco che accompagneranno il pubblico in un “giro del mondo” di suoni e festeggiamenti.

Come da tradizione il Comune di Bari, insieme alla BNL, organizza anche quest’anno al Palamartino la Cena degli Abbracci, il tradizionale cenone di solidarietà per consentire a tutti, anche a chi è in difficoltà di festeggiare in allegria e compagnia l’arrivo del 2012.

A tal proposito, parlano quindi di solidarietà, sono felice di potervi dire che moltissime associazioni hanno ricevuto richiesta da parte di volontari pronti a donare il proprio tempo del Capodanno in favore di chi è meno fortunato. Felici delle offerte sono stati in particolare i reparti ospedalieri Oncologici. 

Perché quando stiamo lì a lamentarci di quanto sia stato terribile, questo 2011, non mettiamo in conto il bicchiere mezzo pieno che stringeremo tra le mani per festeggiare l’avvento del 2012.

C’è chi, il bicchiere, è costretto per cause di forza maggiore a vederlo completamente vuoto. Nonostante tutto affronta ogni singolo giorno con la speranza di una nuova alba del sorriso.

In alto i calici. Libiamo. Libiamo. Libiamo. Anche al 2011 che ci lascia. E che ci ha voluto bene, nonostante tutto.

Auguri dalla Vostra Local Blogger Marileda.

Quell’eretico di Caparezza

Immagine1.jpg…figlio di una maestra e di un operaio che suonava in un gruppo musicale, Michele cominciò a cantare da bambino. Studiò ragioneria presso l’istituto tecnico di Molfetta, anche se avrebbe voluto fare il fumettista. Dopo il diploma decise di occuparsi di pubblicità e vinse una borsa di studio per l’Accademia di Comunicazione di Milano, ma ben presto abbandonò il mondo pubblicitario per dedicarsi a tempo pieno alla musica.

Iniziò la sua carriera come rapper col nome di “Mikimix”, componendo canzoni melodiche e musica minimale, ma con scarsa valenza artistica e con poco successo. Conduce in televisione Segnali di fumo, programma musicale di VideoMusic in compagnia di Paola Maugeri. Dopo alcune serate nei locali di Milano esordì al Festival di Castrocaro. Partecipò nel 1995 a Sanremo Giovani, con la canzone Succede solo nei film ed al Festival di Sanremo 1997, nella categoria nuove proposte con E la notte se ne va, pubblicando successivamente un album dal nome La mia buona stella, prodotto dalla casa discografica Sony.

Ritornato a Molfetta, continuò a comporre nel suo garage. Si fece crescere capelli e pizzetto e cambiò il nome in Caparezza (testa riccia in dialetto molfettese, nome assegnatogli a causa della sua riccia e vaporosa acconciatura) e realizzò nel 1999 tre demo dai titoli Ricomincio da Capa, Con Caparezza… nella monnezza e Zappa. Il suo primo album, ?!, fu pubblicato nel 2000, riprendendo 12 su 14 tracce dai demo. Il livello delle composizioni ebbe il favore del pubblico sebbene la parte musicale non fosse ancora curata come nel lavoro successivo, Verità supposte (2003), quello che lo farà approdare al successo. Nel 2006 arriva il terzo album, Habemus Capa.

Un tour fatto di oltre 50 date, il suo,  che farà tappa a Bari il prossimo 29 dicembre: è questa la data nella quale al Palaflorio arriverà l’irriverente e trascinante musica del cantante molfettese Michele Salvemini, in arte Caparezza, con il suo ‘Eretico Tour’. In una chiusura di 2011 che si prospetta scoppiettante, il riccioluto cantante nostrano trascinerà la folla barese con alcuni dei pezzi più suonati dell’ultimo periodo come ‘Goodbye Malinconia’ o l’ultimo singolo ‘Legalize the premier’ per passare poi a grandi successi del passato come ‘Vengo dalla luna’ o ‘Vieni a ballare in Puglia’.

Il costo dei biglietti, in vendita sul circuito Bookingshow, è di 18 euro

Mostra Nazionale dei Presepi Tradizionali ed Artistici

Immagine1.jpgIl presepio come lo vediamo rappresentare ancor oggi nasce secondo la tradizione dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme coinvolgendo il popolo nella rievocazione che ebbe luogo a Greccio la notte di Natale del 1223, episodio rappresentato poi magistralmente da Giotto nell’affresco della Basilica Superiore di Assisi. Primo esempio di presepe inanimato è invece quello che Arnolfo di Carnbio scolpirà nel legno nel 1280 e del quale oggi si conservano le statue residue nella cripta della Cappella Sistina di S. Maria Maggiore in Roma. Da allora e fino alla metà del 1400 gli artisti producono statue di legno o terracotta che sistemano davanti a una pittura riproducente un paesaggio come sfondo alla scena della Natività, il tutto collocato all’interno delle chiese. Culla di tale attività artistica fu la Toscana ma ben presto il presepe si diffuse nel regno di Napoli ad opera di Carlo III di Borbone e nel resto degli Stati italiani.

Oggi dopo l’affievolirsi della tradizione causata anche dall’introduzione dell’albero di Natale, il presepe è tornato a fiorire grazie all’impegno di religiosi e privati che con associazioni come quella degli amici del presepe, Musei tipo il Brembo di Dalmine vicino Bergamo, Mostre, tipica quella dei 100 Presepi nelle Sale del Bramante di Roma, una tra le prime in Italia, rappresentazioni dal vivo come quelle di Rivisondoli in Abruzzo o Revine nel Veneto e soprattutto gli artigiani napoletani e siciliani in special modo, eredi delle scuole presepiali del passato, hanno ricondotto nelle case e nelle piazze d’Italia la Natività e tutti i personaggi della simbologia cristiana.

Dal 10 dicembre 2011 al 8 gennaio 2012, il Museo del Territorio “Casa Pezzolla” di Alberobello ospita la IX Edizione della Mostra Nazionale dei Presepi Tradizionali ed Artistici.

La mostra prevede la divisione tra sezione tradizionale, sezione artistica e sezione pittorica: alla prima faranno parte le opere che riproporranno la Natività nella sua rappresentazione classica; la sezione artistica, comprenderà le opere dal carattere contemporaneo che si distaccano dalla raffigurazione consueta del presepe; nella sezione pittorica saranno incluse opere che avranno per oggetto la famiglia, l’unione tra i popoli.

La mostra ospiterà presepi provenienti da diverse regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione “Sylva Tour and Didactics” in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Alberobello.

Il fuoco dei Prometheo

Immagine1.jpgE’ una settimana convulsa e densa di eventi, qusta. Perché la Vostra Local Blogger non si limita a scrivere annaspando nei refusi (ma, CRIBBIO, avvertitemi quando incespico nella stessa parola per due volte in mezza riga!). Presenzio, macino chilometri, mangio, bevo e tento di essere sempre “sul pezzo”.

Come “sul pezzo” è la band emergente di cui voglio parlarvi.

In primis, non prendete impegni per questa sera. Perché appena abbandonati armi e bagagli lavorativo-familiari, dovrete fiondarvi al Pellicano, in via Quarto 11b. 

Manco dal Pellicano da almeno una decina d’anni. E subirò il trauma di ricordi tra pogate e fidanzatini adolescenziali della memoria, solo ed esclusivamente per godermi la prima esibizione di una formazione rinnovata e più carica che mai. 

Dedicato a tutti gli amanti del rock progressive, e anche a chi non conoscendolo avrà l’occasione di ascoltarlo per la prima volta, arriva il concerto dei PROMETHEO.

Progressive band,nasce nel 2009 come progetto musicale con l’intento di mettere a frutto le diverse competenze dei componenti del gruppo. E’, infatti, nel genere del rock progressive che stili derivanti da differenti percorsi di studio e ascolto si fondono, creando quello che oggi è il sound della band.

La produzione artistica dei PROMETHEO spazia dalle cover dei più famosi gruppi italiani e internazionali che costituiscono la storia del Progressive (PFM, JETHRO TULL, KING CRIMSON, AREA) a pezzi inediti che ad essi si ispirano.

I PROMETHEO sono: Alessandro Memmi (chitarra ed effettistica), Antonello Fino (voce e synth), Claudio Caputo (tastiere,synth ed effetti), Fabrizio Fiore (batteria), Orazio Angelini (flauto traverso e cori) e Stefano Rossello (basso). Come nella migliore mitologia, vi aiuteranno a ri-scoprire, il sacro fuoco del sound progressive.

A voi, adesso, il compito di decretare il successo di una serata che ha tutti i presupposti per lanciare la band nel firmamento dei gruppi emergenti. E l’entusiasmo dei giovanissimi, si sa, andrebbe sempre premiato.

101 modi per farli soffrire

Immagine1.jpgLe donne troppo spesso dimenticano che il maschio è un animale imperfetto e che, anche quando è innamorato, tradisce, ferisce e ha sempre qualcosa da farsi perdonare. Qualsiasi donna ricorda, nel suo passato sentimentale, almeno una ferita da parte di un uomo e avrà desiderato, anche solo per pochi attimi, di ricambiare il favore. Non basta essere stronze. Bisogna imparare a essere cattive. Questo manuale vuole dare una risposta alla sete di vendetta della femmina ferita, attraverso consigli pratici, tecniche utili e qualche trucco poco educato per riuscire a farlo soffrire, colpendolo là dove fa più male in 101 modi crudeli e spietati, ma meritati.

“101 modi per far soffrire gli uomini” non è un vademecum di torture medievali. Solo il sapiente frutto di una vita vissuta intensamente (e Messa a disposizione attraverso sapienti consigli da praticare al momento opportuno) dall’autrice, Daniela Farnese, nata a Napoli e divisa tra Padova e Milano. 

Ha un passato da attrice teatrale e una laurea in Lingue e Letterature orientali. Lavora da anni come organizzatrice di eventi e scrive per riviste, radio e portali web (Donna Moderna, Grazia, L’Unità). Dal 2003 cura il seguitissimo blog www.dottoressadania.it, in cui parla di satira, sesso e amore. Ad aprile 2011 ha esordito  su Sky con il programma Il punto D. Robe grosse. Insomma. 

Una gran bella donna, Daniela. Ironica. Intelligente. Trinomio assolutamente improponibile, lo so, cari PRESENTAZIONE LIBRO 101 MODI(1).JPGmaschietti in lettura del post. Perché delle femmine così avete un po’ paura. E, forse, fate bene.

Ne sa una più del diavolo. Ma con questo libro, diventerà la migliore alleata di entrambi i sessi, statene certi.

Come ha già dichiarato in numerose interviste l’autrice, è un libro bivalente. Perché, sì, rivela i segreti per arrecare atroci sofferenze alla parte “forte” della mela, rivelandosi però di grande aiuto per tutti gli uomini che-da certe “trappole”-vogliono restare immuni.

Martedì 20 Dicembre 2011, ore 19.00, Daniela Farnese presenta il suo libro “Centouno modi per far soffrire gli uomini” (Newton Compton) nella suggestiva cornice del Caffè artistico – letterario “Torre Belvedere”, Contrada Belvedere, Rutigliano (Ba).

Il prestigioso evento è organizzato dal Presidio del Libro di Rutigliano e dalla Libreria Barcadoro, in collaborazione con il Comune di Rutigliano, la Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo e l’Associazione “Menti a piede libero”.

L’ncontro con l’autrice è a cura di Paola Borracci, Responsabile del Presidio del Libro di Rutigliano e una “certa” Marileda Maggi, speaker Radio Bari e local blogger Virgilio. 

I 101 modi sbarcano in Puglia, questa settimana. I vi ho avvertiti, poi non lamentatevi se vi permettete ancora il lusso di soffrire per amore. La Crisi (sentimentale) c’è, per molti. Purtroppo.

Soffiamola via con un sorriso tra le pagine. 

Una stanza tutta per sè

silvana, duho, Quello che adoro della mia città, è quel suo essere multiforme e trasformista. 

Dunque, i punti di ritrovo di una Bari che vive di notte, diventano così anche gallerie d’arte, luoghi per reading, o palcoscenico fuori dal comune per assaporare il piacere della novità.

Ed è stata una bella scoperta Silvana Đuho con la sua mostra “Una stanza tutta per sè”, presso lo Stile Libero, in via Andrea da Bari. Silvana Duho nasce nel 1970 a Dubrovnik, Croazia. Completa gli studi presso l’Accademia delle Belle Arti di Bari nel 2000. Esponendo tra Italia e Croazia e inanellando numerosi riconoscimenti.

” – naturalmente si trattava soltanto di una fantasia – che mi faceva vedere i fiori di lillà sui muretti dei giardini, e le farfalle color di zolfo che svolazzavano qua e là e la polvere del polline nell’ aria. Era quel momento tra le due luci, quando i colori vengono intensificati e il porpora e l’oro bruciano sui vetri delle finestre come il battito di un cuore eccitabile; quando chissà perchè la bellezza del mondo rivelato, la bellezza del mondo che dovrà così presto soccombere, ha due tagli, uno di gioia, l’altro di angoscia, che ci dividono il cuore. Tutto era vago, eppure intenso…”

Ed è l’ispirazione tratta proprio da queste parole, di Virginia Woolf, a guidarci verso una finestra che si affaccia sull’ignoto. Ispirandoci a immaginarla, questa stanza. Diventando noi stessi parte della materia plasmata nelle opere della Đuho. Dettagli in resina, scampoli di sogni ritagliati tra memoria e futuro. Nel continuo divenire delle emozioni amalgamate di sogno e realtà. Rivalutando la nostra natura mutevole eppure immobile, cristallizzata nel tempo, protagonista e fautrice di ogni cosa che verrà.

Come ha giustamente sottolineato la prof.ssa Giustina Coda “è un progetto etico in cui la memoria diventa emozione, attraversamento dell’ io tra le cose nel tentativo di disporre di sé nello spazio e nel tempo in piena libertà.”

Che poi, aggiungo, non bisogna neanche essere cultori dell’Arte per farsi coinvolgere da una piacevole Sindrome di Stendahl, in certi frangenti. Perché la comunicazione visiva appartiene alle vie remote dell’anima. Che poco dipendono dalla competenza. Un’opera comunica. E lo fa aprioristicamente dal nostro background culturale.

Motivo per cui, sono felice di potervi sollecitare a visitare l’esposizione. Assemblando e scomponendo la vostra stanza, sulla via giustamente tracciata dall’artista.

Fino al 28 Dicembre, presso lo Stile Libero.

Blooms of Daphne

Immagine1.jpgDiciannove artisti, diciannove sguardi diversi sulle forme di una contemporaneità in perenne trasformazione. Chiude l’anno con una grande collettiva dedicata alle mille possibilità creative della metamorfosi la Fabrica Fluxus Art Gallery di Bari (via Marcello Celentano 39, www.fabricafluxus.com), che inaugura sabato 17 dicembre alle ore 19.00: la mostra “Blooms of Daphne”, a cura di Francesco Paolo Del Re e Roberta Fiorito, propone al pubblico fino al 14 gennaio un percorso ammaliante e vertiginoso attraverso le opere di Nicola Alessandrini, Alessio Bogani, Arrington De Dionyso, FIDIA Falaschetti, Ferencz Kilian, Lucamaleonte, Pierpaolo Miccolis, Luigi Massari, Nunzio Paci, Riot Queer, Thomas Raimondi, Elena Rapa, Marco Rea, Denis Riva, Teresa Romano, Patrizia Emma Scialpi, Fernanda Veron, Red Zdreus e YoIrene (Studio Arturo). 

Per rendere omaggio al solstizio d’inverno, momento simbolico del passaggio di stato di una natura che si risveglia e muta, seguendo il ritmo naturale delle giornate che cominciano ad allungarsi, i curatori Francesco Paolo Del Re e Roberta Fiorito fanno sbocciare sulle pareti della galleria Fabrica Fluxus di Bari i visionari boccioli che, a distanza di millenni e attraverso le culture, ingemmano i rami dell’alloro di Dafne, la fanciulla che nell’antico mito greco si tramutò in albero per sfuggire agli assalti appassionati del dio Apollo, divenendo la madre di tutte le metamorfosi.

I diciannove ‘figli di Dafne’ della mostra barese raccontano le possibili metamorfosi del nuovo millennio. “In risposta alle criticità della vita contemporanea – scrive Francesco Paolo Del Re – il divenire dell’umanità sviluppa particolari forme di adattamento, possibilità di superare con la fantasia e il sogno difficoltà e ostacoli dell’esistente. Come reagire? Non è più tempo di rivoluzioni. Ad articolate strategie di cambiamento a lungo termine e a progetti rivoluzionari che hanno storicamente mostrato il fallimento della loro utopia, si oppongono metamorfosi tattiche, espedienti di felicità provvisoria, insubordinazioni alla fissità di una forma data. Modi di liberazione di un potenziale di consumo della forma. Sbocciano forme inedite, insurrezionali, spregiudicate, inebrianti di metamorfosi, interventi tattici di resistenza contro l’oppressione del reale”.

Cercando di interpretare la liquidità di un sentire, il progetto espositivo descrive, attraverso i linguaggi del disegno, dell’illustrazione, della pittura, dell’incisione, della scultura, della fotografia e del collage, atti ed effetti delle mutazioni contemporanee, per ipotizzare traiettorie per interventi tattici di metamorfosi. Nell’accostamento dei due termini metamorfosi e tattica, l’uno proveniente dalla sfera letteraria e immaginativa e l’altro dal lessico militare, trova spazio la possibilità di cogliere un fruscio dell’aria, un sentimento di stupore aleggiante tra le fronde del bosco dell’oggi.

“Da Ovidio agli avatar della comunicazione digitale – prosegue Del Re – il gioco della trasformazione si fa complesso e i passaggi di stato fanno riverberare gli echi di un sentimento di meraviglia. Le divisioni tra i regni della natura crollano, la diversità delle culture collide, l’osmosi accelera e forza genealogie e percorsi evolutivi, alla ricerca di salti esperienziali capaci di trasformare la realtà in sogno, il dolore in euforia, il dogma in fiction. E l’uomo, quell’arcaico e futuribile vettore di meraviglia che cammina su due zampe e crede di poter inventare un ordine nel caos e nell’imponderabile, scopre affinità, contagi, traslazioni, geminazioni, ambivalenze, polisemie di desiderio. Diventando altro, mutando forma e affidandosi alle possibilità di un incessante morphing identitario”. 

Non è tutto. Nella seconda sala di Fabrica Fluxus si snoda, infatti, un secondo percorso espositivo, che propone al pubblico le opere di alcuni degli artisti più amati : Karin Andersen, Mariantonietta Bagliato, Ciou, Alessia Cocca, Claudia Giannuli, Ester Grossi, Jennybird Alcantara, Lisa Mei, Ling Fong, Lostfish, Bethany Marchman, Dario Molinaro, Michael Rotondi, Paola Sala e Marco Testini.

INAUGURAZIONE: 17 dicembre 2011 ore 19.00

INFORMAZIONI: +39 080.5236319 – fabricafluxus@gmail.com – www.fabricafluxus.com

Rec’n’Play Contest

Immagine1.jpgÈ stata presentata la scorsa settimana, a Palazzo di Città, la seconda edizione di “Rec’n’Play Contest”, il concorso per band musicali emergenti composte prevalentemente da studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Bari. 

Ad illustrare i dettagli dell’iniziativa, organizzata dall’associazione “Zerottanta” in collaborazione con il liceo scientifico “A. Scacchi”, l’assessore alle Politiche educative e giovanili Fabio Losito, il dirigente scolastico del liceo Giovanni Magistrale e Umberto Calentini e Gaia Zero per la Zerottanta Produzioni. 

Si tratta di un concorso che, sulla scia del successo ottenuto nella prima edizione, si ripropone come talent scout di giovani gruppi musicali, composti almeno per metà da studenti, coinvolgendo questa volta tutti gli istituti scolastici secondari di secondo grado di Bari. 

Terminata la fase di preselezione, nella quale i musicisti saranno giudicati in base al materiale presentato per l’iscrizione, si potrà accedere alle fasi finali: una giuria di qualità, costituita da musicisti, critici ed esperti del settore, valuterà la qualità delle band durante alcune esibizioni dal vivo. 

Il gruppo vincitore parteciperà a un festival di rilevanza nazionale e potrà realizzare un videoclip professionale, a cura di Zerottanta e degli studenti del laboratorio interclasse di formazione al videoclip, avviato contestualmente nel liceo Scacchi. 

“Attraverso questo contest – ha dichiarato Fabio Losito – non solo cerchiamo di sostenere la diffusione della cultura musicale sul territorio, soprattutto della musica che non trova facilmente spazio sui media, ma intendiamo offrire ai ragazzi l’opportunità di vivere un’esperienza collettiva finalizzata a ottenere un risultato comune”. 

Rec’n’Play infatti, oltre a essere un contest musicale, si pone l’obiettivo di ridurre il divario esistente tra le discipline scolastiche e quelle artistiche per formare i ragazzi attraverso laboratori di comunicazione, di management degli eventi culturali, di grammatica e sintassi cinematografica e di musica d’insieme.

Per partecipare al concorso è sufficiente inviare la propria proposta audio o video all’indirizzo di posta elettronica recnplaycontest@gmail.com entro lunedì 16 gennaio 2012. Ad ogni gruppo dovrà essere obbligatoriamente abbinata la scuola di Bari cui i componenti sono regolarmente iscritti. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito del Comune di Bari (area tematica Asilo, Scuola e Politiche giovanili) e sul sito www.liceoscacchibari.it. 

Il progetto Rec’n’Play è stato realizzato con il sostegno del Comune di Bari e di Puglia Sounds (PO FESR Puglia 2007-2013 Asse IV), nell’ambito del protocollo d’intesa siglato tra i due enti per la promozione della cultura musicale tra le giovani generazioni del territorio.

Presepe Vivente a Mola

Immagine1.jpgNella suggestiva cornice del frantoio ipogeo, la cui pietra è depositaria di antica sapienza, l’associazione Rosa di Jericho riproporrà il presepe vivente a Mola di Bari. 

Operativa già dal 2006 sul territorio molese, l’associazione Rosa di Jericho è stata costituita l’11 febbraio del 2008 con l’intento di promuovere la cultura, l’arte in tutte le sue forme e la storia locale.

Il  nome dell’associazione non è casuale, la rosa di Jericho è una pianta del deserto molto particolare perché può rimanere secca anche per diversi anni, poi basta un po’ d’acqua per farla ritornare verde e rigogliosa,  le sue foglie  si allargano  mostrando tutto il loro splendore.

Partendo da un suggestivo resoconto dei fatti antecedenti la nascita di Cristo, in particolare l’annunzio da parte dell’arcangelo Gabriele prima a Zaccaria, padre di Giovanni il Battista, ed in seguito a Maria, l’evento si snoderà tra i vicoli tiepidi della cittadina molese nelle immediate vicinanze del frantoio. 

Tra allestimenti scenografici di magistrale costruzione e un proliferare di prodotti enogastronomici, sembrerà di essere giunti, come Giuseppe e Maria, a Betlemme, di camminare tra botteghe di falegnami, case di contadini, osterie e tanto altro ancora. 

La rappresentazione “Gli apparve un angelo del Signore”, tratta dal vangelo di Luca, si terrà sulla piazzetta antistante il frantoio ipogeo di via S. Pasquale nei pressi di Via Regina Margherita, domenica 11 dicembre alle ore 20:00.

Mentre il 23, dalle 19:00, avrà luogo “A Betlemme di Giudea” rievocazione della nascita di Gesù.

Il Natale nella nostra tradizione è un momento molto sentito da grandi e piccini, e poterlo vivere direttamente è ancora più coinvolgente. Dopo tanti anni di assenza , Rosa di Jericho ha voluto riportare a Mola il presepe vivente ricreando scene tipiche di quello napoletano, tradizionalmente più vicino alla cultura della nostra terra. Sviluppato in tre eventi quali l’annunciazione, il viaggio verso Betlemme e la  natività ed infine l’arrivo dei magi con un percorso che ha toccato numerose vie del paese per poi concludersi nel Castello e nel suo fossato.

Il tutto in abiti del ‘700 creati traendo ispirazione dal tradizionale presepe napoletano.