1900 as Queer

Immagine1.jpgCos’è “Queer”? E quanto è “Queer” ciascuno di noi? Nell’ambito di “Anteprima Bari Queer Festival 2011” l’Atelier 1900 vi invita ad un appuntamento davvero fuori dal comune.

Attraverseremo insieme un secolo di Moda fra mescolanze Fashion e rimandi Psicologici, per un evento misterioso fino al suo inizio, ma sicuramente glamour e senza frontiere. 

“Queer” è un termine della lingua inglese che tradizionalmente significava “strano”, “insolito”. Il termine a sua volta deriva dal tedesco “quer” che significa “di traverso, diagonalmente”. L’uso del termine nel corso XX secolo ha subito diversi e profondi cambiamenti e il suo uso è tuttora controverso, assumendo diversi significati all’interno di diverse comunità.

Ad ospitare questo controverso quanto originalissimo evento, la Taverna del Maltese in via Nicolai che, come sempre, si distingue come isola felice per prolifiche idee pronte a decollare, lasciando aria e linfa perché crescano in piena libertà espressiva.

Cosa sarà, di preciso, Queer, non è dato saperlo. L’unica certezza sta nella mente partoriente. Sto parlando di Atelier 900. Un Museo dedicato alla Storia della Moda e del Costume con capi di abbigliamento, accessori, complementi d’arredo, libri riviste e documenti, che attraversano oltre duecento anni di Storia, con particolare attenzione al secolo scorso.

Sin dai primi passi nel Capoluogo, il lavoro e la ricerca di Luciano Lapadula e Vito Antonio Lerario, abbracciano la storia della moda, la semiotica, l’antropologia. Nasce quindi spontanea l’attività di costumisti. L’Atelier 1900 offre infatti a chiunque la possibilità di noleggiare Abiti e Accessori attingendo a un parco costumi che vanta centinaia di capi. 

Si inizia alle 23:30, con selezioni musicali a cura di Agostino Scaranello. E nutro la certezza che verremo catapultati oltre il tempo e lo spazio.

Onore et gloria a questa Bari che si muove. Con tanta voglia di fare, creare, giocare con lo stile, mettersi alla prova. Garantendo l’ingresso free a chiunque voglia rendersi partecipe di situazioni “diverse”.

Quando è nato Gesù. Presentazione.

quando, è, nato, gesu, san, paolo, michele, loconsole, foyeur, petruzzelli, presentazioneSpesso si sente affermare che Gesù di Nazaret potrebbe non essere nato il 25 dicembre dell’anno zero. Anzi, da più parti si sostiene che non si sa nulla circa la sua reale data di nascita, per quanto riguarda sia il giorno, sia il mese, sia l’anno. Ma è proprio vero che non possiamo accertare e documentare quando è venuto alla luce il Bambino di Betlemme? Cosa riferiscono a tal proposito gli evangelisti, i maggiori storici dell’epoca, gli scrittori ecclesiastici e i calendari del tempo? Quali gli studi, le ipotesi e le tesi maggiormente sostenuti dai più insigni studiosi del cristianesimo antico, di archeologia orientale e di astronomia, che hanno indagato il problema servendosi delle più aggiornate metodiche interdisciplinari? Domande affascinanti e suggestive, una vera e propria indagine, pungente, intrigante e carica di capovolgimenti di scena, tesi a documentare l’effettiva data di nascita del più noto personaggio della storia universale.

E allora, Gesù di Nazaret è nato nello 0, nell’1 d.C, oppure nel 6 a.C? E noi, di conseguenza, siamo certi di essere nel 2011? E’ proprio vero che il 25 dicembre non è vera la data di nascita di Gesù, ma una data simbolica o l’antica festa pagana del dio sole? Siamo certi, invece, che non sia accaduto il contrario, ossia che la festa pagana ha cercato di soppiantare quella cristiana? I tre Re Magi, poi, siamo sicuri che sono tre, re e magi? Perchè la stella cometa di Betlemme non è nè una stella nè tantomeno cometa? E’ vero che le pecorelle dei nostri presepi dovrebbero essere nere e non bianche?

La risposta a questa e a molte altre domande, nell’ultimo libro di Michele Loconsole. “Quando è nato Gesù?”, edito dalle Edizioni San Paolo. Che verrà presentato questa sera nel foyer del Teatro Petruzzelli di Bari, alle 18:30. 

Michele Loconsole, docente di religione cattolica, giornalista pubblicista e saggista, è dottore in Sacra Teologia ecumenica. Ha pubblicato, tra gli altri volumi, La Corona di spine di Cristo. Storia e mistero (Siena 2005) e Il simbolo della croce. Storia e liturgia (Bari 2009). È autore di una ventina di saggi, pubblicati negli atti di studio di convegni internazionali, dedicati alle questioni storiche e liturgiche delle reliquie maggiori della Passione di Cristo, alla liturgia della Chiesa giudeo-cristiana, al dialogo ecumenico-interreligioso e alla storia del pellegrinaggio verso Gerusalemme. È presidente dell’associazione internazionale ENEC (Europe-Near East Center) e vicepresidente della Fondazione Nikolaos. Ha collaborato con le agenzie Fides (Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli) e Zenit di Roma. È stato recentemente nominato da S.E. Mons. Francesco Cacucci, arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto, collaboratore dell’Ufficio diocesano “Chiesa e Mondo della Cultura”.

Michele è un caro amico oltre che professionista e ricercatore instancabile. Ci siamo conosciuti negli studi de “La Regola”, un bel programma sul Sacro Graal in onda su Marcopolo (Sky), diversi anni fa e, da quel momento, non ho perso una presentazione dei suoi libri. Storicamente inappuntabile, scorrevole la narrazione e sempre attento alla sensibilità dei più ferventi sostenitori della religione, riesce a narrarci le verità nascoste senza il forzato desiderio di scandalizzare.

Vi aspetto numerosi, mi raccomando. Sarebbe un peccato perdere l’occasione di rivolgergli personalmente dubbi e domande cui saprà prontamente rispondere con lo spirito e la serenità che da sempre lo contraddistinguono come autore degno di nota.

I Camp You!

Immagine1.jpgUn week-end tutto digitale per gli amici baresi amanti delle nuove tecnologie e del duepuntozero.

In questo momento, squadre di creativi e informatici sono in pieno fermento per BeMyApp, in Fiera del Levante. Ne parlai già qui e mi auguro molti di voi siano in pole di partenza per creare le applicazioni del futuro, magari proprio in questa splendida manifestazione.

Insomma, ragazzi, rendeteci orgogliosi, in questa tre giorni-genesi, fucina di talenti e sogni digitali.

Domani, però, anche a Triggiano si muove qualcosa. Più di qualcosa. Infatti, per il secondo anno, l’appuntamento con TriviaCamp, conferma la voglia sul territorio di esprimere domande e risposte sull’internet che viviamo. In una non-conferenza densa di argomenti e ospiti d’eccellenza.

L’evento insegue le stesse finalità della rete attraverso l’INCONTRO, lo SCAMBIO, la CONDIVISIONE e, tema fondamentale, la PROMOZIONE di Internet. Si vuol creare una conferenza COLLABORATIVA dando “voce attiva” ad attori e spettatori, attraverso la raccolta degli interventi dei partecipanti stessi, le IDEE e le ESPERIENZE legate alla rete e all’utilità di tutti, ai progetti e alla presentazione dei servizi già in rete.

Gli interventi, denominati per l’evento speech, saranno raccolti in un programma finale ufficiale, in uscita due settimane prima della giornata ufficiale, e avranno un tempo prestabilito di soli 30 minuti compreso un dibattito finale con i partecipanti presenti, denominati Triviacamper.

Grazie alle molte sponsorizzazioni e numerosi patrocini, questa piccola ma significativa manifestazione diventa realtà per la seconda volta e, in qualità di pseudo-madrina, permettetemi di dire che l’orgoglio è davvero immenso. Il mio ringraziamento, dalla pagina di Virgilio, è mirato in particolarmodo a Linkem che con il suo servizio di Wi-Max, ci permetterà di azzerare le distanze portando così anche l’esperienza  e la testimonianza di amici che, grazie ad internet, continuano a realizzare quotidianamente il sogno di una Rete più consapevole e umana.

Dunque vi aspettiamo in Piazza Vittorio Veneto 46 a Triggiano, dove sarete protagonisti e parte attiva di una rivoluzione pacifica all’insegna dell’immenso (e, a volte, un po’ dispersivo) mondo di Internet.

www.triviacamp.it

Grotte horror a Castellana

Immagine1.jpgBrivido, suspance. Chi avrà il coraggio di assistere al MEGLIO della cinematografia horror internazionale in una vera e propria caverna? 

Tutto questo sarà possibile SOLO alle Grotte di Castellana dove, nella Caverna della Fonte, attrezzata come una vera e propria saletta cinematografica (60 posti a sedere), ogni venerdì fino alla prima decina di dicembre dicembre, sarà possibile vedere i film che hanno fatto la storia del genere horror. Un genere che fa sempre più proseliti. I film saranno selezionati dal critico cinematografico Lino Aulenti, con la collaborazione tecnica della Coop. Soc. Fantarca.

Il pubblico assisterà alle proiezioni avvolto dall’atmosfera naturale di giochi di luci, ombre, sensazioni da brivido e audio in perfetto dolby surround…e qualche pipistrello che sonnecchia tra le stalattiti.

Una originale occasione ideata già lo scorso anno per esaltare l’atmosfera straordinaria di quello che è il complesso carsico turistico più grande che abbiamo in Italia, e che da sempre è attento alla promozione al suo interno di eventi culturali di qualità.

Le Grotte segnano il percorso di un antico fiume sotterraneo. Scoperte il 23 gennaio 1938 dallo speleologo di Lodi, Franco Anelli, formano un complesso speleologico grandioso, il più bello conosciuto in territorio italiano. 

Le visitano si effettuano con l’ausilio di una guida, secondo due itinerari: quello breve di circa 1 km, fino alla Caverna del Precipizio, della durata di 50 min, e quello completo, fino alla Grotta Bianca, di circa 3km e della durata di 2 ore. 

Si accede alle Grotte attraverso una scalinata che conduce fino al fondo della Grave, mentre la risalita è assicurata da una coppia di veloci e sicuri ascensori.

Il calendario delle proiezioni:

– Venerdì 25 novembre: Nanny la governante (1965). Regia di Seth Holt. Interpreti: Bette Davis, William Dix, James Villiers, Wendy Craig, Jill Bennett

– Venerdì 2 dicembre: Hellraiser (1987). Regia di Clive Burker. Interpreti: Andrew Robinson, Clare Higgins, Ashley Laurence

– Venerdì 9 dicembre: L’ultima casa a sinistra (1972). Regia di Wes Craven. Interpreti: Sandra Cassel, Lucy Grantham, David Hess, Fred J. Lincoln

Costo biglietto visione film 5 euro – Solo su prenotazione telefonando allo 080/4998211 

ingresso proiezioni ORE 20.30

per info: www.grottedicastellana.it

 

 

Flavia Piccinni e il suo Sbaglio, a Rutigliano

Immagine1.jpgFlavia Piccinni, Premio Campiello Giovani 2005, presenta il suo ultimo romanzo “Lo sbaglio” (Rizzoli) nella suggestiva cornice del Caffè artistico-letterario “Torre Belvedere”. Il prestigioso evento è organizzato dal Presidio del Libro di Rutigliano e dalla Libreria Barcadoro, in collaborazione con il Comune di Rutigliano, la Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo e l’Associazione “Menti a piedi libero”. Il libro racconta la storia di Caterina, che gioca a scacchi e studia farmacia. È una studentessa mediocre ma come giocatrice sa sempre condurre i propri avversari dove vuole, fino a sbagliare la mossa decisiva. Davanti alle sessantaquattro caselle Caterina ha imparato a perdere ogni insicurezza, a rimandare le decisioni sgradevoli e ad accettare le partite della vita in cui per gli altri, i familiari o il fidanzato Riccardo, lei è solo una pedina. Sa bene, Caterina, che una logica spietata impedisce alle cose di cambiare, e che il suo destino è già scritto: nonostante ora sia a un passo dalle Olimpiadi, sua madre ha deciso che dovrà essere una farmacista, nella migliore tradizione di famiglia. Quando però una variabile imprevista irrompe nel suo mondo, tutto sembra andare in frantumi e a nulla servono gli sforzi di nonna Ines, che è arrivata da Taranto illudendosi di poter incollare i cocci. Così, sullo sfondo di una Lucca assonnata e infelice, impietoso specchio della provincia italiana di oggi, Caterina capirà che forse una via d’uscita c’è ma che, proprio come il suo idolo Paul Morphy, l’ultimo scacchista romantico, dovrà osare e rischiare tutto contro ogni logica, senza farsi dominare dalla paura. Perché a volte la vita stessa è una crudele partita a scacchi in cui anche la mossa apparentemente più insignificante può rivelarsi fatale. Flavia Piccinni (Taranto, 1986) ha trascorso l’adolescenza a Lucca. Nel 2005 ha vinto il Premio Campiello Giovani e nel 2007 ha pubblicato “Adesso tienimi” (Fazi). Suoi racconti sono apparsi su “Nuovi Argomenti”, Nazione Indiana e in numerose antologie, fra cui “Voi siete qui” (minimum fax). Vive a Roma. Insieme all’autrice, intervengono: CESARE PORCELLI, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, PAOLA BORRACCI, Responsabile del Presidio del Libro di Rutigliano e la sottoscritta, Vostra local blogger di fiducia. Vi aspetto a Torre Belvedere, Rutigliano, intorno alle 18:30, per condividere questo straordinario momento e la magia di un racconto ricco di colpi di scena e tutto da scoprire. In una location bellissima e suggestiva.

Giardino di aranci fatti in casa

Immagine1.jpgRiprendono da martedì 15 novembre alle 21, al teatro Bravò di Bari le rappresentazioni degli spettacoli in cartellone. In scena Un giardino di aranci fatto in casa di Neil Simon, per la regia di Gianni Ciardo. Repliche fino a venerdì e poi ancora da martedì a venerdì fino al 25 novembre.

Dallo stesso autore di “A piedi nudi nel parco” e “la strana coppia”, un testo arioso e intenso apre la stagione del Bravò.

Una rilessione sul valore degli affetti familiari, spesso la vera forza motrice di ogni realizzazione personale

Una storia delicata e a tratti commovente che mette in scena, attraverso dialoghi serrati, le tipiche animosità di vita familiare che tuttavia ne costituiscono, spesso inconsapevolmente, la linfa vitale. Una famiglia, quella della vivace e indisponente Libby Tucker (Lucrezia Rossetti), spezzata sedici anni prima quando suo padre Herb (Lorenzo D’Armento) ha deciso di separarsi dalla moglie e trasferirsi a Las Vegas per lavorare come sceneggiatore. Spavalda e (apparentemente) sicura di sé, Libby irrompe a Hollywood con il sogno di diventare attrice e la pretesa di un aiuto da parte del padre a introdursi nel mondo delle star saldando così, dal suo punto di vista, un debito morale dopo l’abbandono. Non sa, Libby, di essere come un tornado nella vita di Herb che sta attraversando una crisi creativa e, pigrizia o timore, non solo non riesce a mettere il proprio talento sulla carta, ma sta mandando a rotoli tutto, compresa la relazione con la nuova compagna Steffy Blondell (Tiziana Gerbino), una truccatrice cinematografica. Saggia e sensibile sarà proprio quest’ultima a mediare la delicata situazione tra padre e figlia ricordando a tutti una verità ben nota: “Amare qualcuno significa stare in ansia ogni minuto della tua vita”.

www.teatrobravo.com

 

Jamming Culture alla Taverna

Immagine1.jpgLa storica Taverna del Maltese Vecchia (quella di via Nitti, per intenderci) lancia un’iniziativa che si preannuncia davvero emozionante. Parliamo di jam session vere e pure, dedicate agli amanti della musica, tra intenditori e neofiti.

Una jam session è una riunione (regolare o estemporanea) di musicisti che si ritrovano per una performance musicale senza aver nulla di preordinato, di solito improvvisando su griglie di accordi e temi conosciuti (standards).

Il termine, che probabilmente deriva da “Jamu”, una parola Youruba (africa occidentale) che significa “insieme in concerto”, è nato negli anni venti negli ambienti jazz, e si è poi diffuso anche nel rock.

Una jam session in genere non ha lo scopo di intrattenere il pubblico, ma è un ritrovo di musicisti che hanno così l’opportunità di provare nuovo materiale musicale e mettere alla prova la loro abilità di improvvisatori in confronto con altri strumentisti; a volte è semplicemente un ritrovo sociale.

Alle jam session possono partecipare musicisti di tutti i livelli e possono avvenire in locali privati o pubblici. Ad esempio divennero leggendarie negli anni quaranta le jam session del club di New York City Minton’s Playhouse, che dopo l’orario di chiusura ospitava musicisti come Ben Webster e Lester Young ed i giovani della nuova leva bebop come Thelonious Monk, Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Questi incontri spesso si trasformavano in vere e proprie competizioni fra virtuosi.

Le jam session sono un terreno fertile per l’incontro di musicisti, lo scambio di idee, e sono quindi l’occasione dove sono nate molte collaborazioni musicali.

A partire dagli anni sessanta anche musicisti rock presero l’abitudine di cimentarsi in jam session. Ad esempio il bonus CD dell’ultima versione dell’album Layla di Eric Clapton con uno dei suoi primi gruppi (Derek & The Dominos) include una serie di registrazioni in jam session fra Clapton, i membri della sua band e altri musicisti. Il chitarrista Duane Allman, che partecipò alla jam, fu poi invitato a registrare alcuni brani del disco con Clapton. Un altro esempio è la bonus track “Apple Jam” nel disco del 1970 All Things Must Pass di George Harrison.

L’iniziativa nasce con l’intento di aumentare i contatti e quindi le possibilità di artisti e performer.

Jamming Culture è un evento programmato per tutti i martedì di novembre, e si tratta di una jam session a tutti gli effetti. Rspetto alle jam esisenti sul territorio non ci interessa soltanto un genere. Abbiamo creato uno spazio improvvisativo, sperimentale, aperto e coordinato da una direzione artistica, al quale possono partecipare singoli artisti o gruppi, musicisti, attori, ballerini, fotografi, poeti, 

pittori, fumettisti, writer, giocolieri, scrittori, Dj, Vj, MC, Video Maker, ecc. L’attitudine richiesta è quella di salire sul palco con artisti e performer mai incontrati prima (la direzione artistica si riserva il coordinamento). Per partecipare preghiamo di contattateci attraverso FB aggiungendo uno o tutti i contatti elencati sotto. Si raccomanda la massima puntualità per rispettare la scaletta della serata che sarà comunicata a tutti i partecipanti. 

 

L’ingresso è gratuito.

Per ulteriori chiarimenti, per partecipare, non esitate a contattare i seguenti recapiti.

Officine dell’arte Modugno e Bari

Dario Nitti

Giacomo Scianatico

Gianluca Scagliarini 3316634355 

 

Bari(Bari)

Taverna Vecchia del Maltese

ore 22,00

ingresso a pagamento

1 euro

Info. 347.9540990

Promessi Sposi e Modelle per un giorno.

promessi, sposi, fiera, bari, del, levante, matrimonioDedicata ad uno dei momenti più intensi ed emozionanti della vita di ognuno, la fiera Promessi Sposi si propone di presentare tutto ciò che serve per trasformare il giorno delle proprie nozze in un giorno perfetto. Se i preparativi sono sempre molto frenetici e talvolta anche un po’ stressanti è perché le cose da organizzare sono tante e non sempre è facile conoscere e trovare professionisti capaci ai quali affidarsi. Proprio per questo Promessi Sposi, il salone del matrimonio di Bari, diventa punto di riferimento indispensabile per le giovani coppie in cerca delle migliori soluzioni per realizzare al meglio il proprio matrimonio. 

Promessi Sposi, infatti, offre la possibilità di trovare in un unico luogo tutti i prodotti ed i servizi migliori per organizzare il matrimonio dei propri sogni. Le coppie che visitano la manifestazione fieristica di Bari possono tranquillamente confrontare articoli e prezzi di aziende diverse e trovare una grande varietà di prodotti e servizi capaci di accontentare i gusti di tutti i futuri sposi. Passeggiando tra gli accoglienti saloni della Fiera del Levante si possono ammirare bellissime composizioni floreali, deliziose bomboniere, meravigliosi abiti da cerimonia ma anche proposte di location da favola, di originali menu e di invitanti mete per il viaggio di nozze. Promessi Sposi si conferma, inoltre, un’efficace strategia di marketing regionale diventando per le aziende del settore nuziale della Puglia un importante trampolino di lancio.

Sabato 12 novembre durante l’evento fieristico “Promessi Sposi”, in programma a Bari dal 10 al 13 novembre 2011, come affascinanti indossatrici, vestite di splendidi abiti nuziali le future spose sfileranno in passerella per vincere premi da favola nel corso di “Un Giorno da Modella”, dalle ore 17:00 presso la sala sfilate. Presenta Savino Zaba.

Io sarò in giuria e la vedo durissima. Perché, si sa, sono tutte belle le spose… 

 

Orari di Apertura

16.00 – 21.30 (giovedì, venerdì)

09.30 – 21.30 (sabato, domenica)

Per Informazioni

Tel. 0836 528503

Fax 0836 452300

info@pubblivela.it 

www.promessisposi.info

Risorgimento. A Bari.

Immagine1.jpgL’Ufficio Attività Culturali e Audiovisivi, afferente al Servizio Cultura e Spettacolo della Regione Puglia, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, presenta la mostra di manifesti cinematografici di film che fanno riferimento al periodo del “Risorgimento”.

Con Risorgimento la storiografia si riferisce al periodo della storia d’Italia durante il quale la nazione italiana conseguì la propria unità nazionale, riunendo in un solo nuovo Stato – il Regno d’Italia – gli stati preunitari.

Sin dalla nascita del Regno d’Italia, sono state mosse critiche al processo di unificazione, le quali hanno dato origine ad una storiografia revisionista, di varia ispirazione culturale ed ideale, che contesta in diverso modo la rappresentazione offerta dalla storiografia più diffusa circa i processi politici e militari che condussero all’unità d’Italia, tanto da influenzare, in taluni casi, l’origine di movimenti autonomisti e separatisti, meridionali e settentrionali.

La mostra dei manifesti originali è visitabile, previa prenotazione, presso la Mediateca Regionale in Bari, in via Zanardelli.

Con l’intento di rendere fruibile la stessa mostra sull’intero territorio regionale, è stata allestita in contemporanea una mostra itinerante sul territorio regionale, con le riproduzioni degli stessi manifesti

L’ingresso in tutte le sedi è libero e i visitatori ricevono in omaggio il catalogo fotografico della mostra.

L’utilizzo della mediateca è significativo… anche perché, come per l’Unità d’Italia, Bari ha dovuto attendere lungaggini, burocrazie e traslochi indicibili prima di poter aprire al pubblico la sede definitiva. Che oggi ospita questa bella mostra. non solo per ricordarci il passato ma, anche e soprattutto, per ammonirci sul futuro.

Partecipare vuol dire mantenere la memoria di quel che è stato, proponendoci anche l’utilizzo delle strutture che esistono, ci sono e vanno sicuramente fruite. La città è nostra, rendiamole merito per ogni cosa buona che sa offrirci.

Vieni a ballare in Puglia

Immagine1.jpgL’Associazione Culturale “Terra dei Suoni”, in collaborazione con l’Associazione “Beagle Ballet”, è lieta di presentarvi il quarto Corso di Danze della Tradizione Popolare del Sud Italia e del Mondo! 

Il Corso, tenuto da Spartaco Catacchio, avrà una cadenza settimanale: ogni Mercoledì alle ore 20.30 presso la sede dell’Associazione in Strada Vallisa, 48 a Bari Vecchia (nei pressi di Piazza del Ferrarese e/o la chiesa/auditorium Vallisa).

Argomenti del Corso saranno le tecniche di danza della Pizzica Salentina, della Tammurriata, della Tarantella del Gargano e delle Danze Balcaniche, Ebraiche, Greche, Macedoni, Rom, Russe, Russe, Francesi, Occitane, Irlandesi, e molto altro ancora.

Il primo incontro di mercoledì 9 Novembre 2011 è gratuito e aperto a tutti!

Il Corso ha un costo di 35 euro al mese. Oggettivamente irrisorio. Direi quasi simbolico.

I partecipanti al corso godranno dell’iscrizione all’Associazione al costo ridotto di 10 euro.

Al termine del Corso di Danza ci sarà una serata conclusiva per divertirsi, suonare e cantare insieme ai partecipanti del Corso di Tamburello, Violino, Chitarra e Pianoforte.

 

Per info e Iscrizioni:

info@terradeisuoni.it

Gaetano Romanelli 339.1212683

 

Una splendida occasione per riscoprire il movimento del nostro corpo e le tradizioni attraverso la danza. Nella città di Bari.