Ma che bel Castello…

Immagine1.jpgIl progetto Il Castello trae la propria ispirazione dall’omonimo romanzo di Franz Kafka, ed è un adattamento teatrale dell’opera curato e diretto da Giorgio Barberio Corsetti, che avrà la forma di spettacolo itinerante.Le diverse tappe, o stazioni, raccontano le peripezie di K: l’arrivo al villaggio, la conquista e la perdita di una instabile posizione, gli incontri con gli abitanti del villaggio e gli ambigui emissari del Castello.

Il castello (titolo originale tedesco: Das Schloß) di Franz Kafka, pubblicato postumo nel 1926, rappresenta l’opera più ambiziosa e importante dello scrittore praghese. Oscuro ed a volte surreale, Il castello parla di alienazione, burocrazia e della frustrazione, apparentemente interminabile, dell’uomo che tenta di opporsi al sistema.

La Regia è di Barberio Corsetti: Nato a Roma nel 1951, è uno dei rappresentanti più significativi del442px-Kafka_Das_Schloss_1926.jpg teatro in Italia, nelle vesti di regista, autore e attore. La sua avventura professionale inizia nel 1976 con la fondazione, insieme ad Alessandra Vanzi e Marco Solari, della compagnia “La Gaia Scienza”, che prende il nome dal saggio di regia con cui egli, appena l’anno precedente, si era diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Il successo e l’attenzione della critica, per un’intensa serie di spettacoli che va da La rivolta degli oggetti a Cuori strappati, portano Barberio Corsetti a sciogliere il gruppo nel 1984, dopo l’esperienza solista di Animali sorpresi distratti, e a fondarne uno che porta il suo nome: sarà l’anno dell’affermazione definitiva alla Biennale di Venezia con Il ladro di anime. 

 

IL CASTELLO – Trittico, verrà ospitato nella meravigliosa cornice proprio di un Catello, quello di Barletta, in concomitanza a stages teatrali e momenti di alta formazione per professionisti di settore. Il castello è sito nella piazza omonima all’interno del quartiere Santa Maria, a nord-est della città. Risulta essere un punto strategico nella vita cittadina, nonché un forte cardine urbanistico: il tessuto urbano di Barletta si è infatti sviluppato a partire dalla doppia polarità ecclesiastica e militare data dalla vicinanza della concattedrale di Santa Maria Maggiore e dal castello.

LABORATORIO DI DRAMMATURGIA:
– corso gratuito rivolto ad un massimo 15 allievi;
– per iscrizioni inviare breve curriculum vitae alla mail promotion@faitana.it entro il 26/8.

LABORATORIO DI SCENOGRAFIA:
– corso gratuito rivolto ad un massimo 8 allievi;
– per iscrizioni inviare breve curriculum vitae alla mail promotion@faitana.it entro il 28/8.

INCONTRO COL REGISTA:
– gratuito;
– rivoldo agli allievi dei Laboratori.

Scenografie Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti; disegno luci e direzione tecnica Massimo Troncanetti; progetto video e fonica Igor Renzetti; costumi Francesco Esposito; music

con Ivan Franek, Mary Di Tommaso, Julien Lambert, Fortunato Leccese, Fabrizio Lombardo, Alessandro Riceci, Patrizia Romeo

adattamento e regia Giorgio Barberio Corsetti

 

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INFO E BIGLIETTERIA:
Tel. 080.2463510 – 320.7408122 
promotion@faitana.it
Bookshop presso il Castello di Barletta

Più compost per tutti.

Immagine1.jpgScommetto che non avete mai sentito parlare di compost . Inizialmente credevo anche io si trattasse di qualche diavoleria dell’arte moderna… poi, con calma e sangue freddo, il sito dell’AMIU e una campagna di sensibilizzazione mirata proprio a diffondere questo sistema di riciclaggio ecologissimo, mi hanno fatto capire di cosa stessimo parlando. 

Ora, certo che no. Parlare di munnezza al lunedì mattina non è proprio il massimo dell’iniziativa… ma se avete un po’ di buon senso, pazienza, e senso dell’ecologico, lo troverete anche divertente e bello da condvidere anche con i più piccoli.

Il compostaggio domestico. Un trattamento dei rifiuti fatto in casa.

Forse dovremmo pensare alla sorte dei nostri rifuti quando ci rechiamo, più o meno volentieri, a gettare l’immondizia. Abbiamo mai pensato, ci siamo mai seriamente messi per qualche minuto a capire qual’è il percorso di ciò che buttiamo nei cassonetti una volta che li abbiamo riempiti con ciò che consideriamo ormai inutile?

Tralasciando materiali come il vetro, che sappiamo venire fuso per ricavarne nuovi contenitori, oppureImmagine2.jpg l’alluminio e il metallo in generale, che subisce la stessa sorte, cosa accade alle nostre bucce della frutta che mangiamo? Oppure alle foglie dei carciofi? O alle lische del pesce? O alle croste del formaggio? O alle patate marce? O al pane ammuffito (che comunque sarebbe meglio non lasciar ammuffire!) Oppure a…

Sono centinaia i rifiuti alimentari domestici che gettiamo nell’immondizia e che invece sarebbero pressochè ORO se reimparassimo a riciclarli e riutilizzarli. Come si riutilizzano i rifiuti alimentari e comunque biologici? La risposta è semplice e “difficile” nello stesso tempo, semplice perchè in fondo non è complicato capire che ogni rifiuto di questo tipo una volta correttamente trattato torna a formare la preziosissima “terra grassa” – così si chiama in gergo – sulla quale cresce di tutto, difficile invece (se di difficoltà si può parlare) perchè ancora non esiste una macchina dove butti i rifiuti e automaticamente nel giro di pochi minuti ti regala terra. Ma questa difficoltà è solo apparente, la Natura è così efficiente che non c’è affatto bisogno di macchine per produrre la terra, la terra produce sè stessa e per farlo usa un processo che ha del magico, la decomposizione. Questa semplice parola racchiude il segreto di tutta la straordinaria capacità della vita di rinnovare sè stessa e perpetuarsi in un mondo relativamente piccolo come il nostro.

È possibile recuperare gli scarti vegetali che produciamo in casa in modo semplice: bastano 3 mesi ed il gioco è fatto.

Il compostaggio domestico è la procedura utilizzata per gestire in proprio la frazione organica dei rifiuti. Per la produzione viene normalmente utilizzata la compostiera, un contenitore capace di favorire l’ossigenazione e la conservazione del calore durante l’inverno.

Esistono compostiere di produzione industriale, ma anche autoprodotte con materiale di recupero. Il materiale che si ottiene in 3/4 mesi di compostaggio (più tempo in inverno, meno in estate) può essere usato come fertilizzante per l’orto o il giardino.

Il terriccio comunemente reperibile in commercio è infatti prodotto con un compostaggio industriale, ma i procedimenti ed i risultati sono equivalenti. La diffusione del compostaggio domestico permette di ridurre in modo significativo peso e volume dei rifiuti, con relativi risparmi ambientali ed economici legati al trasporto e allo smaltimento.

Immagine3.jpgIn pratica, ci versate dentro tutti i vostri bei rifiuti organici da cucina, e otterrete un fertilizzante gratuito, efficacissimo, ed ecologico al 100%!

Richiedere una compostiera non è difficile. In tal senso, ringrazio il comitato SanGiorgio Mare che, come sempre, è presente sul territorio diffondendo materiale utile alla comunità di Bari tutta (e non solo del quartiere): qui, sul loro blog ufficiale, la modulistica necessaria. 

Non tutti sanno che i rifiuti biologici, qualunque sia la loro provenienza, se lasciati in un luogo caldo e umido non solo si decompogono, ma il risultato finale di questa decomposizione, quello che rimane al termine di qualunque decomposizione e che permane sempre tale nella struttura chimico-fisica nonostante il trascorrere del tempo è TERRICCIO, Humus in gergo, quello, per intenderci, che compriamo nelle serre e nei supermercati nei sacchi per piantarci i nostri bei fiorellini.

Per ovviare quindi a questa incredibile e gravissima lacuna conoscitiva invito tutti quelli che hanno esperienza di compostaggio a spiegare dettagliatamente come si pratica e si svolge questa arte, un’arte in cui in fondo è facile, divertente e persino appassionante divenire esperti, un’arte che un giorno forse potrebbe significare la nostra stessa sopravvivenza.