Die Musik Mach Frei

Immagine1.jpgAl via la rassegna di cortometraggi che hanno avuto come tema principale la guerra e il dopoguerra, e che sono stati girati nel territorio pugliese. In occasione della serata, presentata dal giornalista Angelo Iacovazzi, saranno proiettati i seguenti corti:

“UERRA” di Paolo Sassanelli

Bari, estate 1946. La guerra è finita ma non soffiano venti di pace tra Paolo e Luigi. Ferito di striscio in Abissinia Paolo vorrebbe la pensione dal sindacato. Luigi gli ricorda il suo passato da fascista. La discussione si anima e il figlioletto Antonio assiste silenzioso all’umiliazione del padre. Con l’aiuto dei fratelli troverà il modo in cui il padre potrà rivalersi.

“PRIMA DI TUTTO L’UOMO” di Elio Scarciglia

Il Salento, un luogo e un modo di essere. Una terra che vive nei suoi uomini, nelle mani certe di chi lavora, nei sorrisi luminosi, nei colori della pelle bruciata dal sole: raccontare il Salento è un’impresa ardua, significa raccontare emozioni e sensazioni, a volte ineffabili, ma se non si può raccontare il Salento si può evocarlo, rubarne i respiri e racchiuderli, come preziosi tesori. Mille frammenti si incontrano, e solo riuscendo a sentire sulla pelle, nell’aria, si può comprendere questa terra. “Odore di terra” racchiude versi, immagini, suoni. Sono voci e silenzio. “Frinire di cicale e gorgoglii lontani di acqua”. Quasi un viaggio intimo alla scoperta di aspetti che il Salento regala solo al viaggiatore amante. Il Salento raccontato attraverso la poesia della sua luce, le nette ombre e le pietre che parlano di antichi ricordi. Un viaggio sottolineato dall’ispirato testo di Marina Manieri che parla di nonni dal viso consumato dal sole, dal vento e da duri mestieri, di corse fra i campi, tra filari d’uva e maestosi ulivi. Un Salento da sogno con il timore di svegliarsi.

“DACHAULIED” di Rina La Gioia e Christian Palmisano

Storia liberamente ispirata ad un flashback della vita del compositore e musicista viennese della Filarmonica di Monaco, Herbert Zipper. Un viaggio della memoria e per la memoria: dai lager di Dachau alla “Casa rossa” in Alberobello, ex campo di concentramento per internati ebrei ed i perseguitati dal regime.

La location del film ha visto la “Casa rossa” a seguito di “Donne senza nome”, del lontano ’49, a cura del regista Geza von Radvanyi. La “Casa rossa” rappresenta “un bene storico inestimabile del periodo fascista. Negli anni della seconda guerra mondiale, da giugno 1940 al settembre del 1943, con l’entrata in guerra dell’Italia fascista, iniziò a funzionare il campo di internamento ebraico di Alberobello. L’edificio, ex masseria Gigante, fu requisito e destinato a luogo di rifugio per circa duecento internati: inglesi, ebrei tedeschi ed ex polacchi, ebrei italiani, anarchici e antifascisti. Prevalentemente si trattava di professionisti: medici, ingegneri, architetti, pittori, musicisti, scrittori, giornalisti. Quegli anni sono ancora vivi nella memoria di molti cittadini che ebbero occasione di avere contatti con gli internati, molti dei quali hanno lasciato il segno del loro passaggio dalla «Casa rossa» e da Alberobello. Questo campo ebbe vita per circa dieci anni”.

Partendo dall’analisi delle conseguenze della guerra e dagli umori usciti dal conflitto, l’obiettivo della manifestazione è approfondire il legame tra arte e sofferenza durante gli anni di reclusione nei campi di internamento alla luce delle testimonianze raccolte nei corto-doc e comprendere il ruolo della ex Fondazione Gigante, alias Casa Rossa di Alberobello.

Il titolo della rassegna si riferisce al ruolo della musica nelle esperienze di reclusione di due deportati: Charles Abeles deportato nel campo di Alberobello e Herbert Zipper rinchiuso nel campo di Dachau. 

…e, infine, un messaggio a Paolo Sassanelli. Conosciuto dai più per i suoi meriti come attore televisivo: ero in prima fila quando, nei matinee per le scuole, interpretavi in fantastico Aspettando Godot. Eri davvero più giovane, come anche io, e di una bravura spropositata. A tal punto che-al posto dell’immagine di Simon Le Bon-ti guadagnasti un posto in camera mia e tutta la stima da tredicenne appassionata di teatro. Sono certa che, come regista, sarai ancora più talentuoso.

Non perdete la rassegna perché il livello di quelli che chiamo “frutti di Puglia” è veramente altissimo.

Alberobello(Bari)

Piazza ferdinando IV – Casa d’Amore

ore 20.30

ingresso libero

Info. 3804111273

Die Musik Mach Freiultima modifica: 2011-08-08T12:23:00+00:00da admin
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