Ciccolini per Debussy

 

Immagine1.jpgAldo Ciccolini è nato a Napoli dove ha studiato pianoforte con Paolo Denza e composizione con Achille Longo. Successivamente completa i suoi studi pianistici con Marguerite Long ed Alfred Cortot a Parigi. Eredita, da professori interposti, gli insegnamenti di Ferruccio Busoni e di Liszt. Debuttò al Teatro San Carlo nel 1941 all’età di 16 anni. Nel 1949 vinse il concorso internazionale Marguerite-Long-Jacques-Thibaud a Parigi. Collabora con Wilhelm Furtwängler, Ernest Ansermet, André Cluytens, Dimitri Mitropoulos, Charles Münch, Lorin Maazel, Carlos Kleiber, Georges Prêtre, Jean Martinon, Pierre Monteux, senza dimenticare Elisabeth Schwarzkopf.

Divenne cittadino francese nel 1969 e insegnò al Conservatoire de Paris dal 1970 al 1988 dove forma con rigore e generosità le nuove generazioni, Akiko Ebi, Géry Moutier, Jean-Yves Thibaudet, Artur Pizzaro, Marie-Josèphe Jude, Domenico Piccichè, Nicholas Angelich, scopre la vocazione di pedagogo alla quale non ha mai rinunciato. Ciccolini è un interprete celebre e promotore della musica per pianoforte dei compositori francesi Maurice Ravel, Claude Debussy e Erik Satie, così come di compositori meno conosciuti come Déodat de Séverac, Jules Massenet, Charles Henri Valentin Alkan, Mario Castelnuovo-Tedesco e Alexis de Castillon. È anche conosciuto per le sue interpretazioni della musica di Franz Liszt.

Ha effettuato più di cento registrazioni per la EMI-Pathé Records ed altre case discografiche, tra cui le integrali delle sonate per pianoforte di Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven, l’opera per pianoforte di Claude Debussy, di Leos Janacek (Abeille Music), i Notturni di Frédéric Chopin e opere per pianoforte solo di Edouard Grieg (Cascavelles)

Prix Edison del Académie Charles Cros, Premio della National Academy of Recordings Arts negli USA, tre volte Grand Prix du Disque in Francia e Medaglia d’Oro all’Arte ed alla Cultura ricevuta dal Presidente della Repubblica Italiana. Il 23 Novembre 2005 a Roma ha ricevuto il Premio Vittorio De Sica.

Torna a suonare per la Camerata dopo 42 anni. Reputato come grande interprete dei francesi, nel suo repertorio figurano anche autori come Mozart, Beethoven, Chopin e Grieg, che rilegge con maestria da vero fuoriclasse. In programma musiche di Mozart e Debussy.

Uno spettacolo in note ed emozione, da non perdere. Per regalarsi una carezza musicale che profuma d’altri tempi…

 

 

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Grimmless

GRIMMLESS_28_01.jpgStefano Ricci e Gianni Forte sono  stati definiti i due enfants  terribles della scena  drammaturgica italiana contemporanea e invitati in veste di ambasciatori della nuova creatività Made in Italy su prestigiosi palcoscenici internazionali.

La compagnia ricci/forte si è conquistata,allestimento dopo allestimento,un pubblico di fan degno di una rock band, suscitando l’attenzione e l’entusiasmo di una platea variegata ed eterogenea,dalle casalinghe agli intellettuali, e riuscendo a catturare l’interesse anche degli spettatori più giovani.Grimmless debutta dopo il recente successo della performance site specific SOME DISORDERED CHRISTMAS INTERIOR GEOMETRIES,con oltre quattromila spettatori accorsi, proposta dall’8 al 15 dicembre 2010 in esclusiva per il Silos aggregatore di idee della Fondazione Alda Fendi Esperimenti di Roma, il cui livello ipogeo corrisponde in parte all’antica Basilica Ulpia di età romana.

Fiabe crudeli, fiabe seriali, fiabe low cost, fiabe part time:sono quelle logore e ammalianti che ci raccontiamo per anestetizzare il nostro oggi precario e senza peso specifico. Tra critica e fascinazione, ruota intorno all’universo dei racconti che cullano l’infanzia il nuovo progetto performativo di ricci/forte, compagnia tra le più acclamate del nuovo teatro italiano di ricerca. Il titolo è Grimmless: ovvero senza le fiabe dei fratelli Grimm, senza doratura e bambagia per edulcorare la scabra scorza di giustificazioni mai sufficienti di cui ci circondiamo. La compagnia ricci/forte sceglie per il debutto la Puglia, regione che vive un periodo di grande fermento e vivacità culturale ed è sempre più crocevia dei linguaggi dell’innovazione, dall’arte al teatro.

La prima nazionale dello spettacolo è il 28 gennaio a Santeramo in Colle (Ba) e in seguito Grimmless viene presentato su due importanti palcoscenici: dal 4 al 6 febbraio al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino e dal 29 marzo al 2 aprile al Teatro India di Roma. Grimmless. Ovvero una spregiudicata disamina del presente per smascherare i meccanismi delle fiabe che ci raccontiamo ogni giorno per sopravvivere all’urto delle piccole grandi violenze quotidiane. Un progetto politico sulla fantasia per analizzare i dati di una crisi incancrenita e permanente, evocando le bolle di sapone di un magico lieto fine che riporti un briciolo di ossigeno in un polmone qualunque, rinsecchito di desiderio.

Il progetto di Grimmless è stato selezionato nell’ambito dell’intervento “Sviluppo delle attività di teatro e danza in Puglia – Produzione di nuovi spettacoli in prima nazionale”, fra le azioni strutturali del POFESR 2007/2013 programmate dalla Regione Puglia e affidate al Teatro Pubblico Pugliese.

Cucina etnica a Corato.

 

Immagine1.jpgPasquale Procacci Leone ha fatto di una passione un’idea imprenditoriale. Dopo undici anni da avvocato penalista, ha deciso di realizzare il suo sogno creando Anice Verde, una realtà unica nel suo genere per la Puglia. Un modo nuovo di pensare il catering; una creatività tutta particolare nella progettazione e realizzazione degli eventi gastronomici; corsi di cucina mirati e di alta qualità: sono questi gli elementi che contraddistinguono Anice Verde. I padroni di casa si avvalgono anche della preziosa collaborazione di chef di fama internazionale, come il noto pasticcere Maurizio Santin o Claudio Schiano. Per Anice Verde Claudio Schiano ha fatto in modo che le idee di Pasquale Procacci diventassero realtà grazie all’ esperienza maturata al fianco della Laurenzi Consulting, prima società di consulenza enogastronomica romana.

Nei consueti appuntamenti di Anice Verde non poteva mancare il corso di Cucina etnica. La giornata di formazione con lo chef Pasquale Procacci Leone sarà un viaggio tra le ricette tradizionali. Si parte dalla Thailandia che si caratterizza per i suoi sapori e la sua straordinaria varietà di ingredienti, che la fanno apparire come una delle più interessanti culture enogastronomiche del continente asiatico, si passerà alle pietanze indiane con piatti particolari e del tutto unici nel loro genere. Il percorso dei sapori del mondo sosterà in Giappone per conoscere le sue verdure e il suo pesce fresco, per poi proseguire in Messico con la sua mescolanza di profumi, odori e sapori riuniti in pietanze di assoluta bontà.

La crociera etnica prosegue per la Grecia dove lo chef Pasquale Procacci Leone insegnerà ad utilizzare gli ingredienti basilari tipici della tradizione mediterranea. Ultimi due scali della crociera Anice Verde in Libano, con le sue ricette mediorientali e in Africa per insegnare a realizzare ricette tradizionali con spezie ed erbe aromatiche. Un corso che incontra tutti i gusti e che ci condurrà alla scoperta delle culture e tradizioni più affascinanti.

La lezione pratica, permetterà a tutti i partecipanti di cimentarsi in cucina realizzando con le proprie mani le pietanze più squisite.

L’appuntamento con la cucina etnica di Pasquale Procacci Leone, è mercoledì 26 gennaio 2011 alle ore 16, nella sede di Anice Verde, in via Salaria 3 a Corato.

Per informazioni e prenotazioni tel. 080.872.56.79 – 340.25.65.409 – info@aniceverde.com – www.aniceverde.com

 

 

 

Battiti d’Ali

 

Immagine1.jpgAll’interno dello splendido Castello di Gioia del Colle, nelle sale del Museo Archeologico, è possibile visitare la mostra “Battiti d’ali. Storie di bambini nella Puglia antica” curata dall’Archeologa Angela Ciancio che – in virtù del grande successo di pubblico riscosso – resterà probabilmente aperta sino alla prossima estate.

I reperti – in gran parte provenienti dagli scavi relativi all’area archeologica di Monte Sannace, ma anche da Taranto, Ascoli Satriano, Arpi, Minervino Murge, Canosa, Conversano, Gravina, Brindisi ed Egnazia – raccontano la condizione dell’infanzia nella società antica, a partire dal VII secolo a.C. sino alla piena età romana.

L’allestimento è suddiviso in più sezioni, seguendo la divisione tematica relativa a nascita e primi anni di vita; morti premature e cura per la sepoltura; gioco; divinità bambine; cittadini “virtuali” e piccoli schiavi.

Le teche esposte ospitano corredi tombali, giocattoli, amuleti, oggetti votivi, terrecotte, ceramiche figurate, ma anche frammenti di affreschi, bronzetti, ritratti marmorei ed epigrafi sviluppando le tante piccole storie personali che contribuiscono poi a comporre il quadro generale del periodo storico e delle condizioni generali di vita della popolazione pugliesi dell’epoca.

 

Indirizzo: Piazza dei Martiri – 70023

 

Telefono: (+39)0803481305

Fax: (+39)0803481305

Nota: L’iniziativa è frutto della collaborazione del Museo Nazionale di Gioia del Colle con il Museo Archeologico Nazionale di Taranto e si avvale del contributo di diversi altri musei archeologici, statali, civici e provinciali.

 

Bif&st!

 

bifest.jpgCominciamo col dare i numeri: 150 film di lungometraggio e 158 fra documentari e cortometraggi, per un totale di 308 titoli, 70 dei quali circa verranno replicati; 8 Lezioni di cinema; 8 incontri con i libri sul cinema e con gli attori e le attrici emergenti; 8 conferenze stampa multiple per i film del giorno; 2 convegni; 1 spettacolo teatral-musicale molto atteso, Epta, di Nicola Piovani; 2 laboratori con 10 seminari in 5 giorni; 1 mostra di strepitose fotografie della “rivelazione” Riccardo Ghilardi. Se non abbiamo calcolato male arriviamo a 407 diversi appuntamenti (196 dei quali a ingresso libero) negli 8 giorni di durata del Bif&st, dal 22 al 29 gennaio, in pieno inverno, ma a Bari, dove il clima è più mite che altrove. Troppo? Forse.

Da più parti si è cominciato a parlare del Bif&st come del Sundance italiano, un festival americano molto prestigioso che si svolge, al freddo e al gelo dell’Utah, esattamente nelle stesse date. Con lo stesso obiettivo: mostrare ed esaltare il cinema indipendente americano come il Bif&st mostra ed esalta il cinema indipendente italiano ma che, come quello fondato da Robert Redford a Park City, si propone di ampliare gli orizzonti del pubblico guardando al resto del cinema indipendente mondiale. Andando alla scoperta di novità (di qualità) provenienti da Paesi quali l’Olanda, l’Ungheria o la Bulgaria da dove giungono film sorprendenti che trovano la loro giusta collocazione nel Teatro Petruzzelli. Nella cui maestosa sala si vedranno anche opere molto attese di Paesi produttivamente forti, come gli Stati Uniti (con Morning Glory e Secretariat) o la Gran Bretagna (con il film inaugurale del Bif&st, quel Discorso del re già in corsa per molte nomination agli Oscar, con London Boulevard e con un meraviglioso film-documento dedicato a quel mostro sacro della Formula 1 che fu Ayrton Senna) o la Francia (con Vento di primavera) o la Germania (con l’ultimo film diretto da Margarethe von Trotta, La sorella).

E l’Italia? E’ ben rappresentata lei pure con il film di Giuseppe Tornatore dedicato alla Titanus del grande produttore Goffredo Lombardo, L’ultimo gattopardo, e con un film indipendente, produttivamente poverissimo (costato solo 300 mila euro) ma interpretato da un grande cast del quale fanno parte Franco Nero e Claudia Cardinale, insieme al giovanissimo Andrea Fachinetti, figlio di Ornella Muti, diretti da Pasquale Squitieri che con Father torna ad occuparsi di mafia.

Ci sarebbe molto altro da dire ma, più delle parole, conteranno le immagini dei tanti film in programma nelle sei sale del Multicinema Galleria, nel Teatro Kursaal che ospita 8 imperdibili Lezioni di Cinema e la più completa “personale” finora dedicata a Tornatore, nella Sala Giuseppina che mette in fila 32 “Percorsi di cinema” in compagnia di 33 fra i registi italiani più prestigiosi, e nel Cinema ABC interamente consacrato ai film prodotti da un nostro attivissimo concittadino, il barese Domenico Procacci.

Tutto il resto: i migliori 16 film italiani dell’anno 2010, i migliori 16 documentari, i migliori 22 cortometraggi e tanto altro ancora, affinché ciascuno possa crearsi il proprio percorso nella gran massa di titoli che fanno del Bif&st uno dei festival più ricchi del mondo (solo quanto a offerta di film) e al quale vi danno il loro più cordiale benvenuto Nichi Vendola, Silvia Godelli, Michele Emiliano, Oscar Iarussi; insieme a Ettore Scola, a Felice Laudadio e a quanti, con il loro lavoro, a Roma e a Bari, l’hanno reso possibile anche quest’anno.

Buona visione!

http://www.bifest.it

 

Live Music IV al Joy’s

 

irish_song.jpgSi chiama “Live Music IV” la rassegna di eventi musicali dal vivo che il Joy’s Pub ha organizzato a partire da novembre fino alla stagione primaverile. Il Joy’s, suggestivo e accogliente irish pub di Marco Protano, da sempre sensibile alle migliori proposte artistiche e socio-culturali, si conferma essere una cornice perfetta per gli appuntamenti con la musica.

La rassegna, di altissima qualità, intreccia diversi generi musicali, dentro e fuori dagli schemi più conosciuti. Sotto la direzione artistica di Umberto Calentini, il Joy’s Pub si trasformerà in una tela bianca pronta ad essere colorata di note e sonorità particolari.

Il prossimo appuntamento, fissato per il 21 gennaio è con i That´s All Folk, Il trio dei That’s all Folkjoy_5C_s_pub_esterno124.jpg che propone un concerto ispirato alla storica band dei Dubliners, la vera anima dublinese del folk irlandese. Un repertorio che spazia dalle più celebri e divertenti canzoni da osteria, come “The Wild Rover” o “Whiskey in the Jar”, alle note più drammatiche dei temi dell’immigrazione dei lavoratori irlandesi in Inghilterra, come nel celeberrimo brano “The rocky road to Dublin”.

Affianco al ricco repertorio dei Dubliners, il trio propone anche brani di altri grandi esponenti del folk irlandese, tra cui i Chieftains e Bob Geldof, rispolverando, nel frattempo, ball abilissime gighe e reels della tradizone popolare.spazieranno dalle più celebri e divertenti canzoni da osteria, a gighe e reel della tradizione popolare. Ingresso libero, info 328.711.00.49.

 

 

Sud Generation

1.jpgDalla sua costituzione il Museo Pascali ha sempre avuto particolare attenzione verso i  giovani artisti  emergenti o affermate professionalità dell’arte in Puglia.

La mostra “SUD GENERATION” nell’ambito della rassegna annuale ‘Il Museo e il suo territorio’ ha per obiettivo l’indagine e la promozione di qualificati artisti pugliesi.

Sono nove gli artisti invitati ad esporre quest’anno, ognuno espressione di un linguaggio e di una poetica differente per interpretare un concetto di SUD al di fuori degli streotipi e delle convenzioni. Partendo da una comune matrice culturale territoriale, gli artisti mostreranno il personale grado di espansione  verso altri territori e linguaggi da esplorare con la forza dell’immagine, della percezione, della diversità, problematizzando le dinamiche attuali legate alle più avanzate ricerche dell’arte visiva e multimediale.

Sono presenze costanti nel panorama più qualificato  dell’arte contemporanea in Puglia  Giampieropolignanomare.mostra.sud.generation.jpg Milella, Cristiano De Gaetano, Cristina Bari, Guillermina De Gennaro, Patrizia Piarulli, Daniela Corbascio, Francesco Schiavulli sino ai più giovani Raffaele Fiorella e Pierpaolo Miccolis, molte le opere site-specific o inedite. Alcuni di loro praticano quella categoria della post-modernità definita territorio ibrido, il meticciamento di forme e culture naturali e artificiali riscontrabile  nelle opere di Daniela Corbascio. La predominanza della materia prescelta, in questo caso l’ardesia delle lavagne scolastiche in Giampiero Milella si innesta a formule di pensiero multiplo nelle quali l’aspetto installativo si allea a quello concettuale e tautologico. Guillermina De Gennaro concentra il suo lavoro su metafore velate  per dare espressione alla malinconia, al ricordo, ad emotive  presenze biografiche.

Raffaele Fiorella intende scandagliare il presente, un mondo fatto di ombre o di esseri solitari e autoreclusi in gabbie abitative. La diversità e il sociale compaiono nelle fotografie  di Cristina Bari, la sua ultima ricerca sugli ospiti del Carcere Minorile di Bari genera emozioni contrastanti. Di sesso, eros con una punta di noir l’opera in video di Patrizia Piarulli, giocata sempre con toni leggeri ed autoironici. Cristiano De Gaetano, punta sul tema familiare e domestico, una ritrattistica estrapolata dagli album casalinghi rielaborata in forme bi-dimensionali e dalla caratteristiche stranianti e inquietanti. Francesco Schiavulli si muove border-line tra scultura  installazioni e performance, la marginalità fisica e mentale è il suo logos antropologico e linguistico. Infine il più giovane di tutti, Pierpaolo Miccolis, presenta i suoi ultimi acquerelli dai quali emerge una tragicità  di forte impatto visivo ed emozionale su una tematica scottante :”Sex end food”.

INFO:

 

FONDAZIONE MUSEO PINO PASCALI

centro storico, Polignano a Mare (Bari).

 

La mostra rimarrà aperta fino al 13 febbraio  2011

dal mercoledi al sabato orario 18/21 – domenica 11/13 – 18/21 (lun-mart. chiuso)

tel.080.4249534 -segreteria@museopinopascali.it  www.museopinopascali.it

Sulle tracce dei pirati

Prosegue con successo presso la Biblioteca Comunale di Capurso “G. D’Addosio” la rassegna“Il Libro Parlante” promossa e sostenuta dall’Assessorato alle Politiche Giovanili, Culturali e per lo Sport e Marketing Territoriale del Comune di Capurso nella persona dell’Assessore Michele Laricchia, ed a cura di Marisabel Prigigallo, consigliera comunale delegata al coordinamento della Biblioteca “G.D’Addosio”

L’appuntamento del nuovo sarà questa sera (ore 19,00) con uno tra i più interessanti ed acclamati libri del 2010: “Nei mari dei pirati” di Nicolò Carnimeo.

Lo dimostrano le cronache più recenti: i pirati sono sempre esistiti e sono ancora fra noi, ma questa volta non siamo in un romanzo d’avventura, e men che meno al cinema. La pirateria è una guerra silenziosa: si stima che negli ultimi venticinque anni nelle sole acque del Sudest asiatico siano state attaccate più di diciassettemila navi, con una media di settecento all’anno. Tutto ciò ha costi economici e sociali altissimi. I nuovi predoni del mare dispongono di armi sofisticate e tecnologia satellitare, prosperano nelle acque di quelle nazioni in cui vi è forte instabilità causata da guerre e carestie, come in Somalia, oppure dove i governi sono deboli e corrotti, come in Nigeria e Indonesia, ma tutti i mari del mondo ne sono infestati e chiunque può diventarne vittima, magari durante una crociera nel mar Rosso o ai Caraibi oppure nell’incantevole soggiorno low cost di un villaggio turistico in Borneo.

 

Nel seguire le tracce della pirateria moderna, dal sequestro del veliero da crociera francese Ponant, a quello della gigantesca petroliera Sirius Star, alle «navi fantasma» depredate dalle mafie orientali del mar della Cina, questo appassionante reportage, scritto da un esperto di «cose di mare», ci porta in luoghi lontani ed esotici, ci fa conoscere i nuovi spietati bucanieri e chi ogni giorno li combatte. La guerra ai pirati del terzo millennio è appena iniziata e nessuno può sentirsi al sicuro: oggi anche una tranquilla vacanza in barca a vela può diventare un incubo. (tratto dalla sinossi edita da Longanesi).

Nicolò Carnimeo docente di Diritto della Navigazione e dei Trasporti presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Bari, ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche. E’ giornalista, scrive stabilmente per la Gazzetta del Mezzogiorno (dove cura una rubrica settimanale: l’Angolo del Mare) e poi per altre testate giornalistiche nazionali tra cui la Rivista di Geopolitica Limes dove siede nel Comitato di Redazione.

L’incontro sarà moderato da Enrica Simonetti, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno. Gli interventi musicali saranno a cura di Mauro Stallone (chitarra) e Mariangela Di Capua (voce) con un repertorio di brani evocatori del mare. Spetterà alla stessa vocalist il reading di alcuni passi salienti del libro di Carnimeo.

Ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Evaporazione di segni

 

Immagine1.jpgLa Galleria Muratcentoventidue prosegue il suo programma espositivo con Evaporazione di segni mostra personale di Elena Arzuffi, a cura di Antonella Marino. L’artista , conosciuta e apprezzata dagli addetti ai lavori, presenta un’ambientazione, una serie di foto e alcuni video.

Di lei così scrive la curatrice:

Fragilità, intimità, densità, fluidità, impotenza, quotidianità, esilio, silenzio, semplificazione, evaporazione…

Il piccolo decalogo può forse aiutarci ad entrare, suggerendo un’ atmosfera, nel delicato universo poetico di Elena Arzuffi. Un universo denso appunto, insieme sottilissimo e complesso, che si dà per tracce, indizi, domande aperte rivolte allo spettatore. E che miscela con abilità disegno, fotografia e video-animazioni in cui un raffinato tratto grafico si fonde a prelievi dal reale.

Questo spessore sfaccettato è evidente nella duplice installazione alla galleria Muratcentoventidue. Qui l’artista di origine bergamasca ( vive a Milano) rilegge alcuni suoi lavori recenti conferendo loro nuova significazione. Così nella prima sala siamo accolti da un rimando di immagini stranianti: nitide foto di una bimba che cerca di imparare a volare su una sedia, insieme a banali oggetti casalinghi… Paragrafi di una quotidianità sospesa, così come le sincopate sequenze che scorrono con levità su un monitor. Nella seconda stanza troviamo invece un’ enigmatica ambientazione domestica. Una poltrona, un televisore sintonizzato su canali meteo, dei giornali, alcune immagini foto-grafiche e video di brumose passeggiate solitarie, ci mostrano un’assenza che allude ad una presenza: quella di un uomo chiuso su se stesso, ossessionato dalle previsioni del tempo, che vive solo con il suo cane.

Tocca a noi dunque ricomporre questi indizi sparsi, tirare il filo di un discorso che affronta i temi del disagio del vivere, la difficoltà di comunicare, il senso afasico di vuoto, partendo da proprie inquietudini e fragilità per parlare a tutti, o perlomeno a molti.

Partecipe della caduta epocale delle grandi narrazioni, la Arzuffi attinge infatti ad una sfera di emozioni, esperienze, idiosincrasie private, servendosi di allusioni, sguardi laterali, inquadrature spesso sfocate o frammentate, che richiamano un orizzonte di pensiero e una temperatura psicologica molto più ampi. E lo fa scegliendo come cifra stilistica ma anche etica “il potenziale critico della leggerezza”. Consapevole, come precisa sulle orme di Calvino Luca Cerizza ( nel recentissimo L’uccello e la piuma, et al ed, 2010) che “la leggerezza non è questione di evasione e disimpegno, quanto di percezione e densità: è la capacità di fare il massimo con il minimo… di rivelare la complessità del mondo con l’invenzione più sintetica”. Ed insieme, come rivela l’intensità rarefatta del percorso di Elena Arzuffi, forma di resistenza all’ingolfo segnico ingannevole e superficiale dell’immaginario mediatico.

 

 

Con il patrocinio di:

Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo

Provincia di Bari Assessorato alla Cultura

Comune di Bari Assessorato alle Culture

 

 

 

Orario di apertura

Dal martedì al sabato, dalle 17.00 alle 20.00 e per appuntamento

Info

393.8704029 – 392.5985840

info@muratcentoventidue.com

www.muratcentoventidue.com

 

 

Dr. Why nella Terra di Mezzo

 

Immagine1.jpgIl Dr.Why è un gioco multimediale che dà la possibilità ai clienti dei locali serali di vivere l’emozione dei quiz televisivi multirisposta tipo “Chi vuol esser milionario”.

Il divertimento raggiunge i massimi livelli perché le squadre sono costantemente in lotta contro il tempo e contro gli altri tavoli.

La gestione della serata è curata da un presentatore, che legge le domande, commenta i risultati e offre omaggi ai migliori giocatori.

Una serata Dr. Why è normalmente strutturata in una partita di qualificazione, e da successivi spareggi, più brevi, fino all’elezione della migliore squadra della serata. L’esito della partita è quindi in discussione fino all’ultima risposta.

Uno dei punti forti del gioco è il sofisticato sistema di calcolo che assegna o toglie punti ai giocatori in modo che non ci si può mai rilassare, perchè il risultato non è mai scontato.

Le domande spaziano sugli argomenti più vari, storia, geografia, astronomia, sport, cinema, musica, cultura generale, e prevedono ognuna cinque risposte, di cui almeno una giusta. Alle domande “normali” si alternano, nel corso della serata, alcune domande simpaticamente definite “pazze” dove contano l’astuzia e il colpo d’occhio e premiano con un punteggio più alto di quelle tradizionali.

 

Per tutti gli appassionati del gioco e per tutti quelli che amano mettersi alla prova, arriva un nuovo speciale appuntamento presso il pub birreria Terra di Mezzo di Bari. Ogni lunedì, serata dedicata all’entusiasmante “Dr. Why” Questo gioco, il cui format è diffuso ormai in diversi locali italiani, come all’estero, sta riscuotendo un notevole successo. Una nuova occasione per tutti coloro che vogliono e passare una serata diversa dal solito, divertendosi in allegria ma anche imparando qualcosa di nuovo. Appuntamento tutti i lunedì, a partire dalle ore 21.

 

TERRA DI MEZZO

Via Di Tullio, 14-16 – Bari

Infotel: 0805573692