A Testa in Sud

 

Immagine1.jpgLe Associazioni Prometeo, L´Urlo, Novart di Acquaviva delle Fonti (BA) organizzano, il 30, 31 Agosto e il 1° Settembre p.v., con il patrocinio del Comune di Acquaviva delle Fonti e la collaborazione dei Presìdi del Libro, il Festival Letterario ´A Testa in Sud´ -Libri da una diversa prospettiva-. Il festival è ideato per valorizzare le eccellenze pugliesi e per riflettere sulla Puglia e sul Meridione come laboratori culturali attivi e interessanti, presentando alcu ni prodotti culturali locali “da una diversa prospettiva”, cioè partendo dalla valorizzazione dell´esistente invece che dall´analisi delle carenze del Mezzogiorno d´Italia. Gli incontri si terranno nell´Atrio di Palazzo De Mari alle 20.30 con ingresso gratuito. In caso di pioggia il Festival si terrà nel Salone delle Feste di Palazzo De Mari.

Il programma:

Lunedì 30 Agosto, ´Dal Sud per informare: giornalisti senza bavaglio´:

– Davide Carlucci, giornalista e autore di Un paese di baroni (ed. Chiarelettere) e A Milano comanda la ´Ndrangheta (ed. Ponte alle Grazie)

– Beppe Lopez, giornalista e autore di romanzi e saggi, fra cui Giornali e democrazia (Glocal) e Il principe nel groviglio (Zines)

– Pino Aprile, giornalista e autore di saggi, fra cui Elogio dell´imbecille (Piemme) e Terroni (Piemme)

– Gianni Lannes, giornalista e autore di Nato: colpito e affondato. La tragedia insabbiata di Francesco Padre (la meridiana)

– Giuliano Foschini, giornalista e autore di Quindici passi (Fandango)

Modera la giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Enrica Simonetti

Martedì 31 Agosto ´Educare per far crescere il Sud´:

– Rosa Pinto e Adele Dentice, autrici di Mare negato (Aracne), con l´artista Michele Pinto

– Teresa Petruzzelli, autrice di Le storie di bimba (Progedit) con l´illustratore Andrea Dentuto

– Antonella Lattanzi, autrice di Devozione (Einaudi)

– Saverio Abbruzzese, autore di Un posto per parlare. L’ascolto a scuola (la meridiana)

– L´editore Elvira Zaccagnino per la Casa Editrice la meridiana

Modera Achille Signorile, avvocato e scrittore

Verrà allestito un laboratorio di scrittura creativa per bambini a cura di Porzia Poli e uno stand con le opere di alcuni illustratori per l´infanzia.

 

Mercoledì 1° Settembre ´Scrivere e pubblicare a Sud´:

– l´editore Gino Dato della Casa Editrice Progedit con l´autore Ettore Catalano, Letteratura del Novecento in Puglia

– l´editore Vito Lacirignola della Casa Editrice Stilo con l´autore Daniele Maria Pegorari, Les Barisiens. Letteratura di una capitale di periferia 1850 – 2010 e con Giovanni Turi, curatore per la Casa Editrice Stilo de Il tempo del risveglio

– l´editore Roberta Magarelli della Casa Editrice Florestano con l´autore Cristò, Come pescare, cucinare e suonare la Trota

– Stefano Savella per Puglialibre -libri a km zero-, blog e rivista cartacea specializzati nella letteratura pugliese

Modera Ferdinando Pappalardo, professore universitario

 

Durante le tre serate verrà allestito uno stand della libreria Stella di Acquaviva delle Fonti con i testi dei relatori e una zona di lettura all´aperto con l´ausilio della Biblioteca comunale.

 

Per informazioni: http://www.atestainsud.blogspot.com/

La partecipazione è gratuita.

 

 

Perdonatemi un pensiero. Una cosa assolutamente avulsa dal contesto. Ma necessaria. Nella notte tra il 27 e il 28, il mio papà è mancato dopo una lunga malattia.

La sofferenza è indescrivibile anche se in molti (maligni), hanno pensato  fosse una maniera insensibile di porsi, quella di fare comunque radio e di non fermarmi con l’attività di local blogger (oltre che di collaboratrice per altre testate).

Mio papà è stato (ed è ancora) un medico stimato da tutta Bari e Provincia. Ha dedicato oltre trentatré anni alla ricerca scientifica, ai suoi pazienti, alla sua città, senza mai fermarsi o arrendersi. Ecco. Il punto è questo. Il modo migliore per ricordarlo non sarà scriverne il nome a caratteri cubitali ma continuare, nel mio piccolo, a fornire dei servizi con l’amore e la passione che ha saputo insegnarmi.

 

 

La Cavalcata di Sant’Oronzo

Immagine1.jpgLa cavalcata di sant’Oronzo è la festa più attesa e importante di Ostuni. Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto, sono giorni dedicati al santo: un corteo di cavalli e cavalieri bardati a festa, sfila per le vie cittadine a scorta del protettore della città. Le origini della cavalcata erano incerte fino a pochi anni addietro. Si possono oggi far risalire, con buon margine di sicurezza, alla seconda metà del diciassettesimo secolo, precisamente al 1657. La peste invase il Salento risparmiando Ostuni ed altre città di Terra d’Otranto. Il miracolo venne attribuito a sant’Oronzo ed ogni 26 agosto gli ostunesi vollero recarsi in processione al santuario eretto in suo onore. Lì prelevavano la statua in cartapesta raffigurante il santo, e la portavano a spalla nella piazza del paese. Spesso gli addobbi sono tramandati di generazione in generazione così come i gesti e i piccoli indispensabili segreti. L’intero nucleo familiare si dedica alla vestizione, spesso aiutato da parenti e amici. Uno degli addobbi più importanti, è costituito dal bellissimo mantello arabescato con centinaia di paillettes applicate una ad una con certosina pazienza. La vestizione continua con finimenti e fregi di vario tipo e grandezza. Anche il cavaliere indossa l’uniforme costituita dal chepì e da una casacca che ricordano i motivi del mantello del cavallo e da pantaloni bianchi. La vestizione del cavaliere è anch’essa molto accurata e ricorda per certi aspetti, quella del torero.

Gli ultimi dettagli, i guanti bianchi, il frustino ed ecco cavallo e cavaliere diventare un’unica entità. Il nostro cavaliere con la sua cavalcatura, si avvia come tutti gli altri, verso il punto di incontro, piazza Cattedrale, inerpicandosi lungo l’omonima salita. Una volta arrivati in piazza cattedrale, cavalli e cavalieri attendono che la statua di sant’Oronzo venga portata fuori dalla chiesa madre.Recenti e più approfondite ricerche condotte dallo storico locale Luigi Greco, hanno permesso di stabilire che l’iniziativa non fu presa in prima persona da Pietro Sansone ma dai vaticali, una sorta di camionisti dell’epoca, che trasportavano le merci su carri trainati da cavalli. I vaticali, devoti al loro protettore come tutti gli ostunesi, fecero un accordo con il loro datore di lavoro: avrebbero accantonato parte del guadagno loro dovuto, fino a raggiungere la somma di 4.000 ducati necessaria per la costruzione della statua.

Quando questa giunse ad Ostuni, fu scortata a cavallo proprio dai vaticali che, grazie al loro solerte lavoro, contribuirono alla crescitaImmagine2.jpgeconomica che contraddistinse la seconda metà del settecento. Negli anni dunque, questa nuova classe sociale, la borghesia, aveva preso il posto della ormai decadente aristocrazia ostunese i cui componenti in origine, partecipavano anch’essi alla processione, ma a cavallo per distinguersi dalla gente comune. La statua è preceduta dal vescovo con i prelati della diocesi, e dalle autorità. Apre il corteo un trio di suonatori che esegue un antico ritornello accompagnandosi con piffero e tamburi. In coda alla statua, la tradizionale banda, precede i cavalieri che spesso eseguono piroette, così come anticamente si era soliti far avanzare i cavalli, esibendosi in suggestive coreografie. La cavalcata di sant’Oronzo, nell’attuale configurazione, ebbe inizio nel 1803. In realtà la giusta definizione è “Cavalcata dei Devoti”. Questa intitolazione si deve ad un gruppo di cittadini che il 26 agosto di quell’anno, si recarono presso la casa del notaio Giuseppe Gaetano Tanzarella. Il simulacro lascia la bellissima Cattedrale costruita nella seconda metà del XV° secolo, a spese e con la manodopera degli ostunesi. La statua in argento ha preso il posto nel tempo, di quella in cartapesta

La Notte dei Briganti

 

Immagine1.jpgPer brigantaggio, termine originariamente riferito a fenomeni di banditismo generico, si suole definire una forma d’insurrezione politica e sociale sorta nel Mezzogiorno italiano durante il processo di unificazione dell’Italia e il primo decennio del Regno. Gli autori della resistenza furono infatti definiti, in senso dispregiativo, briganti dai sabaudi. Secondo diversi storici considerando che gli schieramenti tra loro nemici impegnarono notevoli risorse in uno scontro armato all’interno del nuovo Stato italiano, si può definire guerra civile quella che fu allora combattuta.

Il termine brigante è inteso, genericamente, come persona la cui attività è fuorilegge. Sono spesso stati definiti briganti, in senso dispregiativo, combattenti e rivoltosi in determinate situazioni sociali e politiche.

Sylva Tour & Didactis, è un gruppo di giovani animati dalla volontà di valorizzare e rendere fruibile27537_95168945613_1804_n.jpg il patrimonio culturale non solo artistico, ma anche ambientale e paesaggistico del nostro territorio. L’equipe è formata da personale valido e qualificato nel settore storico e turistico, con laureati in Conservazione dei Beni Culturali, Lingue, Scienze Agrarie, Scienze Forestale ed Esperti di Informatica, perché convinti che affidarsi a personale esperto garantisce sempre la perfetta risposta alle più diverse aspettative.

Loro è l’idea e l’organizzazione de “la Notte dei Briganti”, sotto la direzione artizita di Luca De Felice. Presso la Fondazione F. Gigante, alias Casa Rossa è oramai da quattro anni un appuntamento consueto organizzato dall’Associazione Sylva Tour and Didactics di Alberobello. Il  tema della quarta edizione è “Il Bene e il Male”. Lo scopo è il recupero del valore culturale e storico del brigantaggio, fenomeno che ha interessato direttamente, dal 1860 al 1864, la “selva” di Alberobello. Il tema di questa quarta edizione è “Il bene ed il male”. Negli anni a ridosso dell’Unità d’Italia, le complesse dinamiche sociali e politiche hanno contribuito a rendere difficile il giudizio di chi fu parte attiva di questo periodo storico ed il limite tra bene e male si assottiglia, confondendo buoni e cattivi. L’evento si svilupperà in due parti: la rappresentazione storica in costume nei boschi adiacenti “la Casa Rossa” e la festa sull’aia.

 

Ogni 20 minuti gruppi di 45-60 persone saranno accompagnati da una guida per i boschi nelle vicinanze della “Casa Rossa”.

Al termine della rappresentazione sarà offerta ai visitatori una piccola degustazione dei piatti poveri del tempo accompagnati da buon vino.

www.lanottedeibriganti.com

 

28 agosto 2010

c.da Albero della Croce “Fondazione Gigante”

S.P. Alberobello – Mottola km 2,7

 

 

 

Festa a Capurso per la Madonna del Pozzo

 

Immagine1.jpgA Capurso, in provincia di Bari, si tiene nell’ultimo week end di agosto, l’annuale Festa della Madonna del Pozzo.

E’ l’avvenimento turistico religioso più importante non solo di Capurso ma anche di tutti i paesi vicini. I festeggiamenti iniziano dalla sera del venerdì precedente alla festa con la processione del quadro della Madonna che fu rinvenuto in un pozzo in località Piscino, nella seconda metà della XVII secolo. Si svolge l’ultima domenica di Agosto, nel 2005, ricorre il suo terzo centenario, quando nel 1705 un prete di Capurso, Don Domenico Tanzella, gravemente malato, ebbe in visione la promessa che sarebbe guarito se avesse bevuto dell’acqua attinta in una antica cisterna, chiamata Pozzo della Madonna e se avesse fatto voto di erigere una chiesa con annesso convento. Obbedì è fu guarito.

L’ultima domenica di agosto del medesimo anno il Sacerdote volle rendersi conto del miracolo e sisantuari7.jpg recò con il fratello ed altri due amici a visitare il pozzo della Madonna distante circa mezzo miglio dal paese. Scesero nel pozzo con una scala a pioli e nella difficoltà della discesa le candele caddero nell’acqua ma continuarono ad ardere e a far luce. Spronati ed incuriositi dall’ulteriore prodigio cominciarono a perlustrare la parete e, sulla parete a mezzogiorno, vedono effigiata un’immagine mariana di stile bizantino che li guarda sorridente. Dopo aver pregato tentò di staccare la sacra immagine che si distaccò improvvisamente cadendo in acqua, prima galleggiò e poi si consegnò nelle mani del Sacerdote.

Commosso trasse fuori la sacra immagine e la portò nella cappella che stava facendo edificare in un suo podere.

Nel 1746, sotto Carlo Di Borbone, al posto della prima cappella venne costruito l’attuale Santuario ad una navata a croce latina e l’annesso convento che fu affidato ai Frati Francescani.

I Papi ed i Re borbonici fecero a gara per arricchire il Santuario di titoli e di doni preziosi.

Il 20 Maggio del 1852 l’Immagine miracolosa fu solennemente incoronata e nello stesso anno Pio IX  elevò il Santuario all’onore di Basilica Minore.

Nel 1853 fu proclamata Reale Basilica da Re Ferdinando II.Il paese diventa meta obbligata di molti fedeli che arrivano da ogni parte per per venerare la protettrice di Capurso. La cittadina si riempie di bancarelle che espongono e vendono i prodotti più vari, di luminarie, di madonnari e di giocolieri. Le processioni del venerdì, della domenica del carro trionfale a tre piani trainato dai fedeli e la processione del lunedì sono tutte caratterizzate dal lancio di palloni areostatici dai fuochi d’artificio e dall’immancabile banda musicale. La festa sacra procede in sintonia con gli odori e i sapori tipici della sagra paesana dove è possibile degustare numerose specialità dagli ghjemerìedde -involtini d’interiora d’agnello- alle salzizze -salcicce- formaggi freschi e stagionati, pane e focaccia.

 

La manifestazione si terrà dal 27 al 30 agosto 2010

www.comune.capurso.bari.it

 

La Geografia Emozionale delle PerSe Visioni

 

Immagine1.jpgPerSe Visioni – Visual Art Exhibition, organizzata dall’ Ass. Bachi da Setola, giunta ormai alla terza edizione con il patrocinio del Ministero della Gioventù della Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo e Comune di Polignano a Mare, intende analizzare il rapporto dei giovani con il loro contesto, capire cosa attira il loro sguardo e analizzare differenti tecniche di osservazione. Lidea dalla quale parte la nostra proposta quella di avvalorare la concezione di spazio come trasposizione del nostro essere e non come semplice scenografia della nostra vita.

Quest’anno il progetto ha come fonte d’ispirazione la Geografia emozionale teoria elaborata dapolignano.mare.persevisioni.jpg Giuliana Bruno, filosofa e docente ad Harvard. La Geografia emozionale nasce per raccontare dello spazio attraverso le sensazioni in esso percepite, nella convinzione della forte connessione esistente tra sight (vista) e site (luogo), tra vedere e viaggiare, tra motion (moto) ed emotion (emozione). Questo conduce la Bruno al considerare la cartografia, larchitettura, il cinema, il design e la moda, pratiche artistiche inevitabilmente connesse in quanto arti grafiche dello spazio, forme di scrittura impegnate nel forgiare lo spazio narrativo ed emotivo: esse incidono lo spazio con un grafo che contrassegna lamore per i luoghi. Pertanto cosicome si attraversa un abito, si percorre un film, una scultura architettonica, una mappa, lio si relazione e correla allo spazio e lo spazio diviene vissuto colorandosi delle emozioni itineranti del nostro corpo.

ev688(1)-ori.jpgIl tema proposto dal progetto PerSe Visioni – Visual Art Exhibition sarà sviluppato attraverso la realizzazione di un laboratorio di Street Art diretto da Awer, writer e grafico professionista, e di una rassegna di cortometraggi promossa a livello nazionale e internazionale attraverso un bando pubblico, in collaborazione con Milano Film Festival, Roma Europa Web Factory, Userfarm, Palazzo Pino Pascali, Associazione Sguardi, Panagea France e Residui Teatro.

Il progetto prevede un evento finale in cui tutti i materiali prodotti saranno esposti. La serata si articolerà in diversi poli d’interesse: esposizione dei lavori realizzati durante il laboratorio di street art, apertura notturna del Museo di Arte Contemporanea Pino Pascali con la personale dei Chapman Bros., proiezione dei cortometraggi selezionati e il concerto del Trio Jazz “Wolff, Fryland, Angiuli”.

L’evento si terrain data 20 Agosto 2010 a partire dalle 21:30 presso i vicoli del borgo antico di Polignano a Mare.

Ingresso libero.

 

I cinquecento di San Rocco

Immagine1.jpgLo so, porto un ritardo incredibile. Ma, vi prego, credetemi. Tener testa alle centinaia di eventi per tutta la Puglia in questa estate 2010 è una vera impresa titanica. Allora, provo a rimettermi in carreggiata. Cercando di farvi guadagnare almeno l’ultimo giorno (e sera), di una MERAVIGLIOSA rievocazione storica che-giustappunto-mi stava per sfuggire come sabbia tra le mani.

 

Conversano, quest’anno, festeggia i cinquecento anni della fondazione della chiesa di San Rocco. Fu costruita nell’anno del Signore 1510, a devozione del fondatore Giacomo Moro, per invocare la protezione del Santo di Montpellier sulla città e scongiurare la peste. Oggi tra antiche e nuove pestilenze, la festa rappresenta, nell’intenzione dei suoi organizzatori, il rinnovato amore e attenzione per la propria terra: espressione di fede sincera, ma anche strumento di conoscenza, di ricerca e radicamento delle tradizioni. La peste, in modo particolare, diventa il filo conduttore degli eventi che si svilupperanno nei cinque giorni intorno alla figura del Santo.

Così la Festa di San Rocco in Contea racconterà ai fedeli e visitatori, nella magia delle atmosfere rievocative, le ragioni che vollero edificata la4872291225_8eb7f712fc.jpg chiesetta delle suppliche al Pellegrino guaritore. Tra cantori, araldi e sbandieratori aspettatevi di trascorrere momenti e atmosfere magiche dei fatti e misfatti del borgo antico della cittadina.

La Festa di San Rocco in Contea è Ideato e organizzato dall’associazione culturale I Collegia in collaborazione con il Comitato Festa di San Rocco ed è patrocinato dal Comune di Conversano, dalla Provincia di Bari e dalla Regione Puglia.

Questo il programma del giorno. L’ultimo di questa bellissima rievocazione storica.

 

Mercoledì 18 agosto:

Anfiteatro Belvedere: Giochi della Contea, elezione delle contrade vincitrici delle gare storiche quali cavallucci e bambole, nelle fauci del giullare, la sorte a dadi, la giostra dei sacchi, la fune che cammina, messer foco nella gola, la giostra delle insegne e tra le bocche di fuoco.

ore 20.30, Borgo Antico: annuncio itinerante;

ore 21.30, Largo San Rocco: Saluto d’Armi; alle corti nobiliari scortate e accompagnate nell’Anfiteatro Belvedere per l’inizio de I Giochi de la Contea;

ore 24.00, Borgo Antico: La notte de la Contea nell’ambito della quale è prevista la premiazione per il concorso “Conversano tra Terre, Torri, Giardini e Ciliegeti in fiore”.

 

 

Di baci rubati e amorose passioni. Su tela.

 

Immagine1.jpgRientrati dal torrido Ferragosto? Stanchi e sfatti da cene, cenette, pranzi, pranzetti, notti brave, aperitivi, creme doposole, discoteche e sagre? Prendiamo respiro. E cibiamo l’anima con questa meravigliosa e rilassantissima mostra che sto per proporvi, tra Baci Rubati e Amorose Passioni.

Un percorso appassionante che dall’amore cortese conduce all’amore proibito, foriero di drammi, vissuto da eroine romantiche, vittime e artefici di destini contrastati. Un filo che si intreccia all’arte poetica del grande Federico II di Svevia presentato dall’arte tutta italiana di autori come Giaquinto, De Matteis, Hayez, il Piccio, Cremona e Previati. Fino al 1 novembre 2010, il suggestivo maniero di Castel del Monte, patrimonio mondiale dell’Umanità, riapre le sue porte alla grandi mostre d’arte con un appuntamento promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali proponendo lainf_05a.jpeg ricerca di un nesso fra la cultura di Federico II, fecondo e illuminato mecenate in tanti settori dell’arte e del sapere, e il tema delle amorose passioni.  Centrali nella mostra sono il tema dell’amore estraneo al matrimonio, proibito e per questo appassionato, e la figura femminile, eroina nella produzione lirica e melodrammatica ottocentesca, vittima di passioni contrastate, spinte fino alle estreme conseguenze – finanche la morte volontaria o subita – e protagonista di drammi in musica che hanno reso nota, con Rossini, Donizetti e Verdi, l´opera italiana nel mondo. Il percorso espositivo presenta opere che raccontano la concezione d´amore nel melodramma e la sua trasposizione nelle arti figurative, a partire dal primo Settecento fino agli esiti di fine Ottocento. Favole mitologiche e drammi pastorali in cui l’amore è irrazionale, fantasmatico, nella visione settecentesca sono presentate assieme alla visione ottocentesca dell´amore come colpevole passione in cui le donne divengono vittime predilette di un medioevo feroce e insensibile alla loro amorosa fragilità e alla sezione dei baci rubati – baci adulterini, preludio all´esplosione di un sentimento non ammesso dall´ordine sociale e negato con la reclusione o la condanna.

castle(3).jpgUna carrellata di protagoniste di passioni intense e colpevoli, uscita dai pennelli di Francesco Hayez, Piccio, Tranquillo Cremona, Gateano Previati, testimonia la potenza inarrestabile dell´amore, il “delirio divino” platonico, sentimento che fortifica e disorienta, croce e delizia per ognuno, tema che percorre tutta la letteratura, ma che si fa centrale nella cultura duecentesca e in quella ottocentesca, in questa occasione idealmente accostate in uno dei luoghi più suggestivi del patrimonio architettonico nazionale, Castel del Monte.

 

Andria, Castel del Monte, fino al 1 novembre 2010. Orari: dal 16 luglio al 30 settembre 2010: ore 10.15 – 19.45, dal 1 ottobre al 1 novembre 2010: ore 9.15 – 18.45. La biglietteria chiude mezz’ora prima

 

Ingressi: Intero: € 6.00 Ridotto: € 4.50 Fino a 18 anni e oltre 65 anni: € 2.00

 

Info

Castel del Monte – tel: +39.0883.569997

info@bacirubaticasteldelmonte.com

www.bacirubaticasteldelmonte.com

 

Speleonight. Il fascino delle grotte. Di notte.

 

Immagine1.jpgAd agosto le Grotte di Castellana aprono anche di notte! Da domenica 1 agosto (fino al 31 agosto) torna infatti SpeleoNight, la speciale visita notturna con inizio alle ore 21.45, che permetterà ai turisti di ammirare le meravigliose caverne al buio muniti di caschetti con lampade, accompagnati dagli esperti speleologi del Gruppo Puglia Grotte. Inoltre a partire dal 27 luglio fino al 31 agosto, ogni martedì e venerdì a partire dalle ore 22, sarà possibile ammirare i principali pianeti del Sistema Solare grazie all’ipertecnologico telescopio Sirio, sito presso l’Osservatorio Astronomico sulla terrazza del Museo Speleologico Anelli delle Grotte di Castellana. Un’occasione magari per ammirare le stelle cadenti che ogni anno verso quel periodo si osservano dal nostro emisfero.  Le Grotte segnano il percorso di un antico fiume sotterraneo. Scoperte il 23 gennaio 1938 dallo speleologo di Lodi, Franco Anelli, formano un complesso speleologico grandioso, il più bello2225667-Travel_Picture-Castellana_Grotte.jpg conosciuto in territorio italiano.

Le visitano si effettuano con l’ausilio di una guida, secondo due itinerari: quello breve di circa 1 km, fino alla Caverna del Precipizio, della durata di 50 min, e quello completo, fino alla Grotta Bianca, di circa 3km e della durata di 2 ore. Si accede alle Grotte attraverso una scalinata che conduce fino al fondo della Grave, mentre la risalita è assicurata da una coppia di veloci e sicuri ascensori.

 

Speleonight alle Grotte di Castellana

Costo biglietto 20 euro – Orario visita 21.45

Infotel 080/4998211 – www.grotteventi.it – www.grottedicastellana.it

 

Osservatorio Astronomico Sirio (sito presso il Museo Speleologico delle Grotte di Castellana):

5 euro per adulti, 3 euro bambini 6-14 anni – Orario apertura ore 22.00 (ogni martedì e venerdì)

Infotel 328/0535882

 

Il panino della Nonna!

 

Immagine1.jpgSapori genuini che mescolano storia contadina e marinara: tutto questo, condito con musica, allegria ed ospitalità; torna giovedì 11 agosto 2010 a Giovinazzo (Bari) la Sagra del Panino della Nonna. L’appuntamento anche quest’anno è dalle ore 18 nella ben attrezzata zona mercatale della 167. La manifestazione, che riscuote ormai sempre maggiori riconoscimenti di critica e pubblico, è il momento giusto per conservare e far conoscere gli antichi sapori di queste terre, valorizzando le pietanze tipiche che un tempo imbandivano le tavole dei nostri nonni.

La manifestazione alla sua quindicesima edizione, che riscuote ormai sempre maggiori riconoscimenti di critica e pubblico, è il momento giusto per conservare e far conoscere gli antichi sapori pugliesi, valorizzando le pietanze tipiche che un tempo imbandivano le tavole dei nostri nonni. I panini, come potete ben immaginare, sono i veri protagonisti della serata: saranno proposti in tante gustosissime varianti, con pomodori, melanzane, frittata, carciofi, peperoni, lampascioni, acciughe, tonno, ricotta forte e parmigiana; il tutto innaffiato da ottimo vino.  Novità di questa edizione i panini per celiaci.

Preparatevi a partecipare con un buon ripasso del dialetto: tutti i nomi delle specialità e le ricette saranno infatti rigorosamente scritti secondoImmagine1.jpg tradizione! E dopo aver mangiato, e dopo essersi rigorosamente unti di olio mani e viso, musica, balli e canti, per trascorrere l’intera serata in allegra compagnia. Ad animare il tutto la voce dell’estrosa Jenny B e il trascinante spettacolo musicale dei Farias.

Da non dimenticare tra le iniziative per la buona riuscita della sagra la presenza di attrazioni, di un ampio parco giochi dedicato ai più piccoli e di una Mostra Mercato di Antiquariato, Artigianato e Pittura. Ricordando che l’incasso della manifestazione sarà, come ogni anno, devoluto in beneficenza, consigliamo a tutti di prender buona nota per l’appuntamento stagionale con i buoni sapori della tradizione conditi dall’allegria, dall’ospitalità e dalla buona musica.

Sito web:
www.sagradelpanino.it

 

Piripicchio. Il film.

Immagine1.jpgPiripicchio, definito il “Charlie Chaplin pugliese”, è stata una delle ultime maschere della Commedia dell’Arte in Italia. Vestiva con frac, bombetta, un paio di baffetti alla Charlot e un garofano rosso all’occhiello. L’accessorio caratteristico e parte essenziale della coreografia era il bastone di bambù, che era solito armeggiare. Spesso lo puntava a terra per poi afferrarlo al volo, accompagnando con gesti allusivi le sue battute argute, vivaci e, talvolta, spinte. Di solito al pomeriggio improvvisava piccoli spettacoli di strada, ai quali assisteva sempre una moltitudine di ogni età e ceto. Vi erano spettatori sia per strada che affacciati alle finestre o ai balconi, i quali, al termine dell’esibizione, gli elargivano nella bombetta qualche moneta oppure sigarette da esportazione, ringraziandolo così di quelle piccole evasioni dalla vita quotidiana che egli offriva. Il povero Piripicchio non cercò la ricchezza, se non quella interiore datagli dal pubblico che lo stimava e, soprattutto, dalla gioia di vedere i ragazzini accorrere felici, quando sentivano suonare il tamburo che lo annunciava, e seguirlo rumorosamente, quando si spostava. Con la sua morte, l’avanspettacolo povero ha perso il suo ultimo testimone e, forse, anche uno dei suoi esponenti più sinceri.

“Piripicchio l’ultima mossa”, è il film che celebra il macchiettista barlettano, Michele Genovese in arte Piripicchio, interpretato da Nicola Pignataro. Il regista Vito Giuss Potenza (nel 2002 dirige il lungometraggio “All’alba saliremo in monte” che ottiene il terzo premio al Festival di Bagni di Lucca. Nel 2003 dirige i cortometraggi: “Gesù, luce del mondo” trasmesso da Raiuno all’interno della trasmissione “A sua immagine”, “Perdono”, e “Nicola” in onda su Raitre. Nel 2005 con un gruppo di ardimentosi, nonostante la carenza di budget, realizza un lungometraggio in b/n, interamente girato in digitale, dal titolo “Nicola lì dove sorge il sole” sui fatti che nel 1087 precedettero la costruzione a Bari della basilicapiripicchio1.jpg in onore di San Nicola)firma una commedia all’italiana sceneggiata da Antonio Garofalo e Luca Vessio che oltre a raffigurare l’artista di strada, ricalca un’epoca a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 in cui la Puglia si svegliava dal torpore di falsi retaggi e dogmi secolari. Nel cast spiccano Mariolina De Fano e Piero Campanale attore del musical “Il mondo di Patty”. L’uscita nelle sale cinematografiche è prevista per fine autunno.

Protagonista assoluto, il grande Nicola Pignataro. Erede più che degno di quella grande tradizione e attualmente, il volto più riconoscibile nella nostra tradizione. Attore e direttore artistico del mitico teatro il PURGATORIO.

 

“Piripicchio, l’ultima mossa” narra momenti salienti della biografia di Piripicchio, attraverso gli occhi di Vincent, un giovane liceale figlio di uno stimato medico di fede fascista. Il ragazzo spigliato e creativo si dimostra decisamente contrario agli ideali politici del padre. I continui contrasti tra i due inducono Vincent a lasciare la casa paterna e la sua ragazza per seguire le orme di questo grande artista di strada.

Il grande desiderio di Piripicchio era esibirsi sul palcoscenico del teatro Piccinni, culla della città di Bari.

–>qui<– il sito ufficiale del film

–>qui<– il sito dello storico fan club dedicato

–>qui<– lo splendido trailer

–>qui<– il gruppo su FaceBook

A Piripicchio, la sua Bari, ha anche intitolato una via, nei pressi di piazza del Ferrarese. Che, con un certo orgoglio, ho di recente mostrato ad alcuni ospiti scesi per le vacanze estive in Puglia. Questo film ripercorre la favola dell’arte pulsante per le nostre vie. Quando gli attori erano persone, prima che personaggi. Per imparare quel che eravamo e riscoprire cosa dovremmo (o potremmo) essere ancora.