Sequeri in Basilica

 

Immagine1.jpgIl Sequeri è una forma di preghiera popolare cristiana che la tradizione consiglia per recuperare le cose perdute.

Quasi più nessuno oggi conosce questa forma di preghiera, che deriva il suo nome da “si quaeris miracula”, parole iniziali dell’antifona a Sant’Antonio da Padova, invocato dal popolo per trovare un oggetto smarrito.

Sono molti i versetti popolari della preghiera che la gente un tempo recitava, a volte pure per fare trovare marito alle giovani donne. Oggi a saperli recitare tutti correttamente sono rimasti in pochi; per di più, è ormai difficile giungere alla stessa conoscenza di questa formula religiosa, oramai ignorata anche dalle raccolte di preghiere.

Per tradizione popolare tale preghiera va recitata senza interruzione per tredici volte di seguito (da cui il nomignolo “tredicina di sant’Antonio”).

Martedì 1° Giugno, si consumerà il terzo atto dell’appuntamento seriale che prende ispirazone proprio da questo tipo di preghiera. In molti, aStAnthony.jpgpartire da mia nonna, ritengono fortissimo il potere dei versi in questi brani e, dunque, sicuramente affascinante sarà partecipare all’evento organizzato nella suggestiva cornice della Basilica di San Nicola.

Protagonista il Southwell Minster Choir, da Nottingham. Come il beniamino da Sherwood, rubano ad un passato ricco di tradizione, per giungere con la loro specializzazione nell’interpretazione della Musica Sacra a donarci una specialistica esecuzione proprio dei Sequeri. Per quest’occasione si esibiranno 14 pueri cantori, 12 cantori adulti, un direttore e due organisti.

I pueri cantori sono educati presso la scuola della cattedrale e insieme ai cantori adulti animano i Vespri sei volte la settimana e la Messa tutte le domeniche. Questo importante coro ha cantato in diversi concerti di musica sacra in tutta Europa, fra cui Francia, Svizzera, Olanda e nelle Basiliche di Roma, Firenze e Siena e in Puglia nel 2008.

Alle 20:30. Ingresso libero.

E poi, dato che “non sarà vero ma ci credo”, qui a seguire la preghiera di cui sopra che, sapete com’è, può sempre tornar comoda.

 

avan061.jpg

 

Si quaeris miracula/Se miracoli tu brami,
mors, error, calamitas,/fugge error, calamità,
demon, lepra fugiunt/lebbra, morte, spirti infami
aegri surgunt sani./
e qualunque infermità.

Cedunt mare, vincula/Cede il mare e le catene
membra, resque perditas,/trova ognun ciò che smarrì
petunt et accipiunt/han conforto nelle pene
juvenes et cani./
vecchi e giovani ogni dì.

Pereunt pericula,/I perigli avrai lontani,
cessat et necessitas,/la miseria sparirà;
narrent hi qui sentiunt,/
ben lo sanno i Padovani,
dicant Paduani./
preghi ognun e proverà!

 

 

Io sono figlio. In viaggio con Toscani.

Immagine1.jpgIl conformismo è il peggior nemico della creatività. Chiunque sia incapace di prendersi dei rischi non può essere creativo.

Questo, ma molto altro ancora è Oliviero Toscani. Conosciuto internazionalmente come pubblicitario dietro i più famosi giornali e marchi del mondo, creatore di immagini corporate e campagne pubblicitarie per Esprit, Chanel, Fiorucci, Prenatal. Come fotografo di moda ha collaborato e collabora tuttora per i giornali Elle, Vogue, GQ, Harper’s Bazaar, Esquire, Stern. Dal 1982 al 2000 (18 anni), si è occupato della pubblicità della Benetton, sviluppando anche la sua presenza online; ha creato anche Playlife, ramo sportivo della Benetton. Nel 1990, ha fondato il giornale Colors. Nel 1993, ha fondato Fabrica, centro internazionale per le arti e la ricerca della comunicazione moderna, la cui sede è stata progettata dall’architetto giapponese Tadao Ando. Fabrica ha prodotto progetti editoriali, libri, programmi televisivi, mostre ed esposizioni per: ONU, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, La Repubblica, Arte, Mtv, Rai, Mediaset, e film che hanno vinto tre premi della giuria a Cannes e al Festival del Cinema di Venezia.

Domenica, 23 Maggio, è stata inaugurata una splendida mostra, presso la “Galleria Spaziogiovani” (sulla Muraglia del centro storico). Una galleria che non solo si fregia di ospitare-fino a domani-le opere del Maestro, ma che anche si rivela costamente luogo di espressione per artisti locali-e non-che vogliano atraverso retrospettive indubbiamente interessanti e affascinanti, conquistare il pubblico barese, nella splendida cornice della città vecchia, nel suo affacciarsi sul mare, stagliandosi verso nuovi orizzonti dell’Arte.

“Io Sono Figlio”-mostra fotografica di Oliviero Toscani-è un vaggio nelle storie dei bambini abbandonati – organizzata dall’associazione Aibi Italia,Amici dei Bambini sarà a Bari per una settimana. l’Ai.bi lancia l’idea di celebrare una giornata dedicata al diritto ad avere una famiglia e sta cercando parlamentari disposti a presentare una proposta di legge perché venga istituita ufficialmente.  La mostra fotografica è composta da 28 immagini di ragazzi e bambini adottati che raccontano la loro storia.

La mostra resterà aperta  da Domenica 23 maggio fino a Sabato 29 Maggio tutte le mattine dalle ore 10.00 alle 12.00 e i pomeriggi dalle ore 17.00 alle 21.00

Le notti …bianche, degli universitari.

 

Immagine1.jpgCome ogni anno la lista studentesca LINK Bari, nell’ambito delle attività autogestite dagli studenti, organizza le proprie iniziative di carattere culturale. Un’università è prima di tutto una comunità di studenti, docenti, lavoratori, uno spazio, fisico e non, nel quale scorrono le vite di migliaia di persone. Troppo spesso l’università è vissuta come un luogo fisico in cui recarsi frettolosamente per sostenere l’esame e seguire qualche lezione. Crediamo che sempre più invece l’università debba essere luogo di costruzione di socialità e comunità, a partire dalla vivibilità dei luoghi stessi in cui si svolgono le regolari lezioni, gli esami e la vita quotidiana degli studenti. Abbiamo pertanto promosso la “notte bianca degli studenti” , giovedi 27 maggio 2010, una serata nella quale valorizzare al meglio la creatività delle studentesse e degli studenti del nostro Ateneo. Il tema e filo conduttore della serata sarà la libertà di espressione in tutte le sue forme. Per tutto il campus si svolgeranno iniziative in tutti i campi della cultura e dell’arte: Teatro, Musica, Cinema, Giocoleria, Esibizioni di Danza, Videopriezioni e installazioni visive, mostre fotografiche e pittoriche, coniugando la promozione della produzione artistica degli studenti dell’Università degli Studi di Bari, con artisti di fama nei vari campi dell’espressione artistica.  Gli spazi sarannon109200522458724_4186.jpg mantenuti puliti grazie ad un gruppo di 15 volontari che si occuperà di verificare costantemente lo stato di pulizia del Campus. Si effettuerà la raccolta differenziata e la distribuzione di materiale informativo e di sensibilizzazione sull’importanza della raccolta differenziata. In occasione dell’evento, è previsto l’allestimento anche di una sezione riservata all’Accademia di Belle Arti di Bari e di una sezione riservata al Festival “Arte Gaya” , giunto alla terza edizione dal tema “Le Differenze tra le varie lingue, razze, religioni e sessi”, argomento strettamente legato a quello della notte bianca.

 

Di seguito l’elenco degli eventi confermati:

***Scatta in Campus!

Mostra fotografica realizzata dagli studenti dell’Università degli Studi di Bari

***Corti in Campus!

Proiezione di cortometraggi realizzati dagli studenti dell’Università degli Studi di Bari e dai ragazzi dell’Accademia del Cinema di Enziteto

31806_123908067637015_113635528664269_211114_7399312_n.jpg***Band in Campus!

Esibizione di band di studenti dell’Università degli Studi di Bari

***Scritti Poetici degli studenti dell’Università degli Studi di Bari

***Mostra d’arte degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari

***Estemporanea a cura della Consulta degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari

***Installazione scritta “Notte Bianca” a cura di Bosna Pigi e Lorusso Mattia

***Installazione d’arte a cura di Progetto “Carta Bianca”, Consulta degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari

***Esibizione di Danza Orientale con “Malika e le Lune del Sahara”

***Spettacolo di Giocoleria a cura della Società Cooperativa “Giudicirco”

***Musica Popolare, Pizzica e Tammurriata

***Mostra fotografica Tano D’amico “Immagini (di) Movimento”

***Esposizione d’Arte “ARTE GAYA” festival a cura dell’Associazione Artistica-Culturale “La Carvella”

***ZEITGEIST – Proiezione del documentario “ADDENDUM”

***I MINISTRI (http://www.myspace.com/ministri) IN CONCERTO

*** dj set Roberto Angelin

 

 

e allora…TUTTI IN CAMPUS! 😀

 

La Cultura del Giardino

Immagine1.jpgNon finirò mai di dirlo.

Amo la mia città, per sempre l’amerò. Con le sue mille contraddizioni, con i problemi da risolvere, con i sogni da realizzare.

Ed un sogno, mio ma anche di moltissime altre persone, è quello di portarla all’antico splendore. Quello di cui mi parlavano i miei nonni, ricordando il *maggio barese* (memo: devo parlarvi, prima o poi, più prima che poi, proprio del Maggio Barese), quando la il capoluogo era un giardino in festa, fatto di profumi e colori, e petali e piazze ghirlandate di fronde come parchi naturali.

Sarà per la sua posizione al livello del mare, o per l’eccessiva frenesia dei tempi che viviamo, BariImmagine2.jpg è un po’ la vecchia, cara Signora che, per riscoprire certi suoi affascinanti lati, ha bisogno di persone preparate e assertive che ne portino a galla le necessità, gli interventi da apportare, il tutto in adeguate location.

E’ la volta, questa, di una bella iniziativa che parte dal Centro Euromediterraneo di Cultura Biofila, Accademia Pugliese delle Scienze, Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali, Accademia dei Georgofili Sez. Sud Est e Società Botanica Italiana Sez. Puglia.

Per la diffusione della Cultura del Giardino è il titolo di un convegno che vedrà protagonisti i giardini mercoledì 26 maggio, presso Villa La Rocca, in via Celso Ulpiani n°27, introdotto dal Presidente Accademia Pugliese delle Scienze, Prof. Vittorio Marzi, e la Prof.ssa Franca Tommasi, Presidente Società Botanica Italiana sez. Puglia.

Immagine3.jpgGli interventi riguarderanno  una PROPOSTA DI REALIZZAZIONE DI UN GIARDINO ATTORNO AL SACRARIO DEI  CADUTI   D’OLTREMARE, per relazione del Gen. Letterio Munafò, Vice Presidente Nazionale per la Società Italiana per la Protezione  dei   Beni Culturali;

GIARDINI A  BARI : SITUAZIONE ATTUALE E PROSPETTIVE, con la Dott.ssa Erminia Traversa, Dirigente Settore Giardini Pubblici del Comune di Bari;

e, infine, PER LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DEL GIARDINO: LA BIBLIOTECA-GIARDINO, l’interessante proposta di riflessione della Dott.ssa Anna R. Somma, Coordinatrice Centro Euromediterraneo di Cultura Biofila.

A trarre le conclusioni di questo originale e sicuramente interessante spaccato su una forma di cultura sconosciuta ai più, il punto di vista storico del Prof. Vito Antonio Leuzzi e la Proiezione sul giardino di Villa la Rocca, a cura del del Prof. Vittorio Marzi.

Del resto, la cultura (ed il culto), del giardino, sono stati affascinante motivo di interesse per intere popolazioni attraverso i secoli. Un piacere (ed un dovere), un po’ perduti nel tempo ma da riscoprire volentieri nella meravigliosa cornice di Villa La Rocca. Mille e mille ancora sono i giardini narrati, tra letteratura e cinematografia, che ci hanno permesso di sognare, amare, apprezzare, lembi di verde pronti ad ospitare emozioni, poesia, cultura, immagini… intelletto.

Come l’intelletto di una Bari che, sapientemente, è in grado di rivalutarsi e riproporsi sfoggiando variopinti ed odorosi lembi di natura, reinventati magistralmente da architetti dell’arte botanica.

Partecipate numerosi, ore 17:30.

Ulan Bator in concerto

 

Immagine1.jpgGli Ulan Bator sono un gruppo francese, le cui origini musicali si basano sul krautrock e sul post-rock, prendendo spunto da gruppi come Faust, Can e Sonic Youth.Il gruppo si forma a Parigi nel 1993 ed è fondato da due musicisti francesi: Amaury Cambuzat e Olivier Manchion. Nel 1995, assieme al batterista Frank Lantignac pubblicano il loro primo album dal titolo Ulan Bator, dove fondono una miscela di post-rock dilatato, krautrock tedesco anni settanta e new wave; la particolarità che subito viene notata di questo gruppo è che la musica non segue una determinata impostazione tipica della forma canzone (ritornello, strofa, ritornello), ma si basa soprattutto sull’istinto dei tre musicisti che spaziano come vogliono all’interno dei loro pezzi, e con la quasi assenza di voce riescono ad essere comunicativi e psichedelici allo stesso tempo. Nel 1996 esce il mini album 2 Degrees, dove il gruppo conferma quello che di buono aveva fatto sentire nell’album precedente, e Cambuzat/Manchion iniziano a collaborare con i Faust.

Nel 1997 esce l’album Vegetale, dove tutta l’energia visionaria e la violenza che c’è nella testa dei tre suonatori viene comunicata attraverso la musica. Anche qui i testi cantati non sono molti, anche se la voce di Amaury Cambuzat, tetra, cupa e lontana da il tocco finale all’album. Nel 1998 vengono scoperti dal Consorzio Produttori Indipendenti, capitanato da Giovanni Lindo Ferretti e Gianni Maroccolo, che producono in Italia sia una raccolta dei primi due album, Polaire, sia Vegetale, portandoli anche in tour per diversi live; ed è proprio la presa live che li caratterizza maggiormente, risultando ancora più intensi e caldi rispetto al disco.

Nel 1998 il batterista Frank Lantignac lascia il gruppo e viene sostituito dall’italiano (Pordenone) Matteo Dainese (ex batterista dei Jitterbugs,Bator.jpgMeathead e Here). È a questo punto che gli Ulan Bator firmano un contratto con una major, la Young Records, e avvalendosi della collaborazione di Michael Gira (Swans) danno alla luce Ego:Echo, il disco più complicato della loro storia. I pezzi sono tutti cantati, le sonorità sono diverse, più blande, ma non per questo meno psichedeliche e meno cupe, l’impatto con il nuovo batterista è buono, il suono è più tagliente e piatto e dimostra una forte evoluzione fatta dal gruppo rispetto all’inizio. Nel 2002 esce una raccolta presa da vari live di Ego-Echo, contenente anche brani demo rimasterizzati, dal titolo OK:KO. Tra i pezzi la versione demo di Let go ego, Attak e la versione live di La Joueuse du tambour. Sempre nello stesso anno Olivier Manchion, dopo la realizzazione di questo disco, lascia la band (e fonda i Permanent Fatal Error, e subentra un altro ragazzo di Pordenone, Manuel Fabbro (ex Oslo).

Nel 2003, il gruppo, avvalendosi della colaborazione di Robin Guthrie (ex chitarrista dei Cocteau Twins) alla produzione e di Egle Sommacal (ex Massimo Volume) alla seconda chitarra, sforna il sesto album della sua storia, Nouvel Air, disco che segna un profondo cambiamento del gruppo verso atmosfere molto più soft e placide. Qui il gruppo porta ancora una cosa nuova nel suo repertorio, e cioè la comunicazione attraverso la musica (e le parole di Amaury) del benessere e della tranquillità emotiva, le atmosfere sono dolci e candide come una continua ninna nanna. Un disco di avanguardia veramente originale.

Siamo così infine a gennaio 2005. Il gruppo sente la necessità di farsi conoscere anche da un pubblico non proprio ristretto e con l’aiuto della casa discografica Jestrai pubblica Rodeo Massacre, album che racchiude dieci anni di carriera del gruppo in una forma ascoltabile a tutti, avvalendosi anche della collaborazione del cantante Emidio Clementi (ex Massimo Volume) per la realizzazione del brano La femme cannibale. Per ogni album prodotto, gli Ulan Bator si sono sempre esibiti dal vivo con almeno una quarantina di concerti all’anno solo in Italia.

m_ed0edd26841288d0a38e8ae3b02b3d27.jpgA giugno 2005, Amaury Cambuzat e Olivier Manchion riformano il nucleo originale (…)

Nel 2009 Amaury Cambuzat ha partecipato assieme a Gg Funcis degli Eterea Post Bong Band al progetto Kriya Yoga della formazione sperimentale Casa.

 

 

Arrivano in Puglia i francesi ULAN BATOR. Formazione post-rock nata a Parigi nel 1993, con all’attivo sette dischi in studio. Hanno collaborato in Italia con artisti del calibro di Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Volume e Robin Guthrie (ex chitarrista dei Cocteau Twins). 

GIOVEDI’ 20 MAGGIO
CIRCOLO ARCI IL CAVALLO DI TROIA, VIA GIOVENE 25 MOLFETTA)
+ selezioni MArteLive con LA BIBLIOTECA DESERTA, THE PEOPLE SPEAK e AKUSTIKA.

VENERDI’ 21 MAGGIO
COOPERATIVA SOCIALE ROBERT OWEN – San Giorgio Jonico (Ta)
+ Beirut

P.S.: potreste trovare in giro ALTRE date segnalate. Location, ora e data sono ESCLUSIVAMENTE quelle da noi riportate in questo post.

20 anni di Onorato jazz

Immagine1.jpgPrincipale esponente del “jazz napoletano”, nuova corrente musicale che fonde gli stilemi armonico-melodici della tradizione musicale napoletana con la musica afro-americana e che ha avuto la consacrazione internazionale con un concerto tenuto nel dicembre del 2005 al “Bue Note” di New York , tempio indiscusso del jazz mondiale. Studioso di etnomusicologia , ricordiamo i suoi lavori discografici di contaminazione con la cultura africana (angolana) – “Quatro linguas uma alma”, “The soul breath”; con la cultura brasiliana – “Tudo azul”, “Un grande abbraccio”; con la cultura medio-orientale – “Sotto il cielo di Baghdad” e svariati concerti in Marocco,Tunisia, Iraq. Ma soprattutto ricordiamo i suoi lavori di contaminazione con la cultura dei Nativi americani, a cui si avvicina sin dalla giovanissima età – “South winds”, “Native Spirits”, con la collaborazione dell’attore Enzo De Caro. E’ l’unico musicista al mondo ad utilizzare la “Breath Guitar” (o chitarra a fiato) ,strumento rivoluzionario e futuristico. Ha inventato una tecnica personalissima che gli consente di suonare una chitarra come uno strumento a fiato. Numerose le collaborazioni con artisti nazionali ed internazionali , su tutte quella con Toninho Horta e quella con Franco Cerri. Ha lavorato con il cinema ed il teatro, realizzando alcune colonne sonore e con la televisione (Rai, Mediaset , BBC, ecc.) Attività concertistica molto intensa con concerti in Italia e in tutto il mondo. La sua chitarra é messaggera di pace e amore e lotta contro le ingiustizie e del mondo.

 

GREATEST HITS contiene brani estratti da suoi CD “BELLA JURNATA”, “UN GRANDE ABBRACCIO”, “C’ERA UNA VOLTA NAPOLI”, “QUATROn127673617243361_6637.jpgLINGUAS E UMA ALMA”, “TUDO AZUL” ed “EMMANUEL”.

Con questa COMPILATION Antonio Onorato FESTEGGIA 20 anni di carriera discografica, presentandola presso Feltrinelli, a Bari, in un grande incontro che susciterà emozione e forte empatia.
L’artista arrivato con Emmanuel al suo 18° progetto, ha dimostrato di essere un chitarrista e un compositore eclettico che riesce ad abbracciare vari generi.

 

Il comune denominatore del progetto sarà il viaggio: “corde di chitarre che diventano strade per unire le coste del Mar Tirreno, luogo di partenza, al Brasile, all’Africa… all’America”.

I brani scelti sono quelli che hanno avuto maggior successo; ritmi e ballads suggestivi si alternano con alcuni brani più acustici e melodici. Non mancheranno quelli cantati. In “Voglio stare qui” c’è la chitarra e la voce del grande musicista brasiliano Toninho Horta; nei brani “Africa” e “Mama” invece, la voce sarà quella del cantante africano Dodo Miranda.

LA SCELTA è VARIEGATA E DI CERTO QUESTO PROGETTO ANDRà A TOCCARE IL CUORE DI TUTTI.

 

Modera l’incontro ALCESTE AYROLDI, critico musicale, a partire dalle ore 18:30.

 

 

Il terremoto dei bambini

 

Immagine1.jpg“La terra è una palla che gira e che balla” edito da Aliberti e scritto da Annamaria Ferretti giornalista, direttore dell’emittente pugliese Antenna Sud, ripercorre ad un anno di distanza la tragedia del terremoto in Abruzzo attraverso le parole ed i sentimenti dei più piccoli. Una versione dei fatti nuova che afferma l’importanza della voce dei più giovani come fonte primaria di una informazione che guarda al futuro. Dal linguaggio semplice, diretto scevro da ogni tipo di strumentalizzazione.

Storie autentiche, senza filtri e mediazioni che raccontano il dolore, l’abbandono, la perdita della casa e la tragedia del lutto; la quotidianità nella tenda, i continui spostamenti e la solidarietà della protezione civile. Ma, nonostante cio’, nelle pieghe della memoria di questi giovani testimoni la speranza continua ad avere il sopravvento, a dimostrazione che nulla può togliere ai bambini il diritto e la voglia di ricostruire e continuare ad avere fiducia nei più grandi. L’intero ricavato delle vendite de “La terra è una palla che gira e che balla” sarà devoluto all’associazione L’Aquila nel mondo per l’oncologia per l’organizzazione di una casa accoglienza, ubicata nei pressi dell’Ospedale San Salvatore di L’Aquila che diventerà sede di attività di volontariato rivolte ai familiari di pazienti oncologici.

Annamaria Ferretti ha vissuto la stesura del volume con grande partecipazione e commozione. Ella, prima che una professionista, è una madre. E, da madre, ha sentito sulla propria pelle i drammi dei piccoli terremotati, cercando di documentarli da un punto di vista umano e non strettamente cronachistico. La Ferretti ha ricordato che la sua Antenna Sud, pur occupandosi del territorio pugliese, non trascura gli avvenimenti al di fuori di esso e in particolare delle altre regioni del Sud Italia. Ha ricordato poi che tra le vittime del terremoto (308 morti in tutto) ben 7 erano pugliesi. Alcune delle quali trovate sotto le macerie della Casa dello Studente, colpevolmente costruita con criteri sbagliati, contrari a norme architettoniche elementari e perdipiù realizzata con materiali di scarto.
Tra i personaggi del libro, si fa strada e svetta su tutti gli altri per verità e drammaticità quello di Francesca Milani, unica bimba perìta sotto leTerraPalla_72-302x480.jpg macerie senza la compagnia di un familiare.
Francesca è descritta nell’ultima parte del libro dai suoi compagni di classe come una bambina sensibile e solare.
E’ struggente il racconto della madre di Francesca, unica adulta presente nel libro con la sua testimonianza :schietto, icastico, senza filtri. Annamaria Minunno, che durante la presentazione ha mostrato la sua viva partecipazione alla materia trattata, ha criticato il ruolo assunto da certa stampa nei giorni post terremoto, con interviste sciocche e invasive fatte agli scampati. Tutti ricordano come all’interno  del Tg1 di prima serata fu letto da una bionda giornalista un allucinante comunicato che vantava gli ascolti registrati dalla sua testata “grazie” al terremoto.
I piccoli protagonisti delle storie narrate hanno testimoniato di essersi trovati a proprio agio nelle “tendopoli” allestite dala Protezione Civile di Guido Bertolaso, ma essi hanno rivelato il loro imbarazzo per la curisità morbosa di certi giornalisti ed estranei avvertita durante i loro spostamenti, quasi come si volesse carpire, con un bieco “gossip del terremoto”, particolari scioccanti della loro esperienza.
Annamaria Ferretti ha concentrato il suo ruolo nella correzione grammaticale degli scritti ma non è riuscita a conservare l’aplomb solitamente riservato alla gestione delle notizie. Madre di due figlie ancora in tenera età, la professionista ha subìto un doloroso transfert ed è consapevole che, dopo questa sua esperienza editoriale, ha  lasciato sotto le macerie del terremoto all’Aquila anche un pezzo del suo cuore.

 

Compleanno delle Stelle di Hokuto

Immagine1.jpgLe stelle di Hokuto propongono al loro pubblico un vero e proprio show musicale. 
La Scaletta incalzante ripercorre le sigle dei Cartoons che hanno segnato la storia della musica degli anni ’80. 
Viaggerete sull’astronave ammiraglia di Capitan Harlock, rivivrete le strampalate avventure di Pollon, aiuterete Daitarn a sconfiggere ancora una volta i perfidi Meganoidi, combatterete a colpi di musica al fianco di Sugar.
Un creativo Staff di 9 persone ha lavorato al progetto trasformando lo spettacolo in un’avventura irripetibile.
Video, costumi, gag e tanta buona musica per un divertimento che non dà tregua. 
Il pubblico a cui lo show si rivolge è formato da giovani e meno giovani.
Lo spettacolo riesce a riunire i ventenni del terzo millennio e quelli del secolo scorso, chi gli anni ’80 li ha vissuti da protagonista e chi ancora oggi si lascia trascinare dal ritmo irresistibile delle sigle dei cartoon che hanno segnato la storia degli anni ’80.
Un viaggio nel tempo infragenerazionale che lascerà tutti estasiati e senza fiato.
È prorio il caso di dirlo, uno spettacolo così non l’avete mai visto.

A distanza di un anno esatto, questa sera, le Stelle di Hokuto tornano sul palco del Nordwind per festeggiare in compagnia dei numerosissimi en105641916146308_8334.jpg rumorosissimi amici il loro PRIMO COMPLEANNO!!!

Le Stelline hanno messo appunto per voi un concerto speciale, pieno di sorprese, gag, costumi, colpi di scena e naturalemente le INIMITABILI SIGLE DEI CARTONI ANIMATI che hanno segnato la storia degli anni 80! 

Vi aspettiano numerosi, scateneti e perchè no TRAVESTITI.
Ognuno di voi potrà decidere di festeggiare questo fantastico anno insieme anche attraverso la propria fantasia… 
I Travestimenti non sono obbligatori ma di certo ben accetti. 

Dunque che indossiate coloratissimi costumi o un semplice paio di jeans,
Le Stelle di Hokuto vi invitano a partecipate a questa folle notte, in cui saluteremo l’anno che è passato e inaugureremo insieme una nuovissima ed esilarante stagione.

Nordwind Discopub

Via Giannone, 18

Bari

 

 

Nicolaus. E l’immortale Maurogiovanni.

Immagine1.jpgEra il 1992 quando, ammirata, ebbi la fortuna di poter ascoltare la primissima versione radiofonica del capolavoro di Vito Mauorogiovanni “Nicolaus venne dal mare”. Le frequenze erano quelle di RadioRai, la voce, quella inconfondibile del grande Colajemma, una sorta di carta d’identità recitativa per tradizioni e ricordi popolari. Scrivere per la radio non è facile. Anzi, diciamolo, è proprio difficile. Maurogiovanni, però, che ha lasciato un vuoto insostituibile nella produzione teatrale e cartacea del genere tradizionale-folkloristico, ritorna grazie anche a questa iniziativa bellissima, che permette a chi l’ha amato di sentirlo vivo, ancora una volta, da quel marzo 2009 in cui ci ha lasciati, attraverso i suoi scritti.

Nasce nella casa retrobottega del caffè di suo padre, un caffè “nott’e giorno”, aperto agli avventori anche nelle lunghe ore notturne. Vito Maurogiovanni è stato sindacalista, direttore dei telefoni, giornalista, sceneggiatore radiofonico, scrittore e commediografo, bibliotecario in un istituto privato. Ha scritto una trentina di libri, trentadue commedie, e un centinaio di radio-drammi, e nei suoi lavori si avverte sempre la ricerca di quella grande comunicazione che era nel caffè paterno.

Fra i suoi libri, “Eravamo tutti Balilla” (Bari, 1970) un viaggio con gli occhi di ragazzo nel ventennio fascista tra stendardi di cartone, preti, fascisti, e drammatici bombardamenti alleati. “Nel tempo del silenzio e dei camini” (Bari, 1983) appunti ed impressioni sulle vecchie masserie pugliesi, è un resto in cui lo scrittore, come scrive Rita D’Amelio, docente dell’Università degli Studi di Bari “è un compagno di viaggio che comunica senza insegnare, e trasmette la realtà della vita”. La tensione a comunicare e a scoprire mondi vecchi e nuovi è ancora nei tre libri di Selezione dal Reader’s Digest “Lo splendore della natura in Italia” (Milano, 1976), “Le splendide città italiane” (Milano, 1979), “Cento itinerari italiani” (Milano,1980) e nei volumi “Tournèe in Puglia”(Bari, 1993), “Tournèe in Europa”(Bari, 1996), “Lezioni di telefono”(Fasano, 1996), “Lungo viaggio nella Basilicata del ’50” (official web site, 2000). Notevole la presenza di Maurogiovanni nel teatro, per il quale si serve del linguaggio dialettale, per essere più vicino ai problemi della gente umile. Ecco così “Chidde dì…” (1975), nel quale lo spettacolo di una nave dalla porte d’oro e di argento, e soprattutto dai piatti d’oro e d’argento, aiuta a vincere la miseria antica. In “Aminueamare” (“Mandorle amare”) (1976) appare all’improvviso – a poveracci che non hanno conosciuto mai immagini spettacolari – il teatro Petruzzelli, nei giorni del massimo splendore, ormai spariti per sempre. Da 25 anni, inoltre, è continuamente messa in scena un’altra pièce del 1974, “Jarche vasce” (“Arco basso”), che ha conseguito successi anche in occasione di una sua rap presentazione a New York. Gli altri scritti teatrali sono indicati nella sezione del sito “opere”. Vito Maurogiovanni ha anche al suo attivo due libri di poesia “Composizione 34” (Bari, 1977) e “I santi di casa mia” (Bari, 1984). Tommaso Fiore, il meridionalista scrittore caro a Piero Gobetti scrisse su queste composizioni e sul loro autore[senza fonte]: «… sono versi nati dalla sua vita, un prodotto naturale di tutto il suo essere poetico, del suo modo di guardare gli altri e sempre a cose sue, a pensieri suoi, al suo modo amaro di concepire la vita con la sua faccia liscia bianchissima con qualcosa di singolarmente puro, da francescano…».

Dal 2002 al 2009 lo scrittore ha gestito un sito internet in cui pubblicava, articoli sulle attività culturali della città di Bari.

L’associazione culturale Utepuglieuropa di Bari terrà con il suo “Laboratorio teatrale Puglieuropa” diretto da Renzo Deandri una rappresentazione del lavoro teatrale NICOLAUS dello scrittore barese Vito Maurogiovanni, che narra le vicende della traslazione da Myra a Bari delle reliquie di San Nicola. 
L’evento, già rappresentato qualche anno fa dal Laboratorio teatrale Puglieuropa avrà una caratterizzazione del tutto nuova e particolare, proponendosi tre finalità: 
– Omaggio a Vito Maurogiovanni ad un anno dalla sua scomparsa 
– Omaggio a San Nicola patrono della città di Bari nel Maggio Nicolaiano. 
– Manifestazione interculturale e di amicizia fra il popolo barese e la comunità russa che vive e lavora nella nostra città.

Quest’ultimo aspetto vedrà i cittadini russi partecipi e protagonisti. Infatti l’opera verrà tradotta in lingua russa e verrà distribuita, a mò din117936991573959_8033.jpg libretto, alle cittadine ed a ai cittadini russi che assisteranno allo spettacolo. Ma v’è di più: alcuni brani dell’opera verranno recitati da interpreti russi nella loro lingua madre, in modo da realizzare una vera e propria rappresentazione bilingue. In questo modo si intende rafforzare i legami culturali e sociali con la comunità russa di Bari nel nome di San Nicola, Santo particolarmente venerato in Russia. La partecipazione esclusivamente di attrici ed attori non professionisti rafforza il carattere spontaneo e popolare della rappresentazione.

Non casuale la scelta del luogo e della data: la rappresentazione si terrà nel Borgo Antico, nell’Auditorium della Vallisa il 12 e 13 maggio con inizio alle ore 19,00, quindi poco dopo le giornate della festa patronale e nel corso del mese dedicato alla celebrazione del Santo.

L’evento è organizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale “Foresteria Produzioni” di Bari e con l’Associazione “Centro di cultura russa in Puglia”.

 

Data:
mercoledì 12 maggio 2010

Ora:
18.30 – 20.00

Luogo:
Auditorium La Vallisa

Il “mystero” del 2012

 

logo2.jpgIl mondo finirà nel 2012? Oggetti del futuro sono stati davvero trovati tra i resti delle antiche civiltà? Queste e altre storie misteriose verranno esaminate nel corso della seconda conferenza del ciclo “Acchiappamisteri”, con una particolare attenzione alla spiegazione dei principi su cui si basa il metodo scientifico.Relatore della conferenza sarà Stefano Bagnasco del CICAP.

 

Stefano Bagnasco, Fisico, si è laureato all’Università di Torino e, dopo un periodo al Fermi National Accelerator Laboratory di Chicago, ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’Università di Genova lavorando all’esperimento BaBar allo Stanford Linear Accelerator Laboratory. Attualmente lavora per la Sezione di Torino dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, prendendo parte all’esperimento ALICE al CERN di Ginevra, per il quale si occupa dei sistemi di calcolo distribuito per l’analisi dei dati. Da alcuni anni si occupa inoltre di indagine critica del presunto paranormale, collaborando con il CICAP, per il quale, tra l’altro, coordina il Gruppo di Studio sull’Astrologia; in questo ruolo ha preso parte alocandina-conferenze-cicap-puglia-02.2_853x1200.pngnumerose trasmissioni televisive e radiofoniche (Porta a Porta, Voyager, Unomattina, Caterpillar, …)

Il gruppo CICAP PUGLIA si propone di portare avanti gli obiettivi del CICAP a livello locale tramite l’organizzazione di conferenze e varie altre attività. Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) è un’organizzazione educativa e senza finalità di lucro, fondata nel 1989 per promuovere un’indagine scientifica e critica sul paranormale.

Per altre info scrivete a rationalminds.cicap@gmail.com e visitate http://www.cicap.org/puglia/ !

Il Palazzo delle aule è proprio di fronte all’ingresso del dipartimento di Informatica dell’Università. L’aula 4 è al 2° piano.

Iniziativa realizzata con il contributo del fondo per le attività culturali autogestite dagli studenti dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Non posso che fare i miei complimenti allo staff tutto del CICAP Puglia per la “rinascita” attiva dopo qualche tempo di silenzio. Anche la delegazione della nostra regione, finalmente, si fa spazio tra le già tantissime conferenze e gruppi di studio per lo stivale che si occupano di quello che, simpaticamente, chiamano “mYstero”.

Gli appassionati sono tanti e, mi auguro continui il loro lavoro in una prospettiva di crescita anche grazie al vostro massiccio intervento al dipartimento di informatica.