Direzione d’orchestra. Un corso a Bari.

Immagine2.jpgL’Associazione Culturale Research Press – Centro Studi Franz Liszt, sotto la direzione artistica della Prof.ssa Giovanna Valente, organizza un corso di direzione d’orchestra con il M° Nicola Samele.
Le lezioni si terranno a partire dal mese di Marzo 2010 ed avranno termine nel mese di dicembre.
Corso finalizzato allo studio della tecnica della direzione operistica. Analisi formale ed estetica della Boheme di Giacomo Puccini.
Un incontro mensile di due giorni: Il primo dedicato allo studio dell’opera al pianoforte
con la partecipazione dei cantanti. Il secondo prove della compagnia di cantanti con
l’Orchestra.
Lo studio è anche finalizzato alla formazione di maestri sostituti ed accompagnatori al pianoforte. La lettura rigorosa del testo musicale sarà compendiata dalle tradizioni d’uso nella pratica operistica. Il saggio finale prevede l’esecuzione dell’opera in forma scenica.

Nicola Samale, nato a Castelnuovo d’Istria, inizia gli studi musicali presso il Conservatorio “Santa Cecilia” in Roma diplomandosi in Flauto, Composizione strumentale per banda e Direzione d’orchestra sotto la guida di maestri quali A. Tassinari, A. Ferdinando, A. Renzi, D. Guaccero, O. di Domenico e F. Ferrara. Partecipa a corsi di perfezionamento in Direzione d’orchestra tenuti da C.. Zucchi, J. Barbirolli e H. Scherchen. Inizia la carriera direttoriale con la vittoria al concorso Aidem di Firenze nel 1969, il secondo premio al Concorso G. Cantelli di Milano nel 1969 e il primo in assoluto nell’ambito della “Rassegna giovani direttori italiani” della Radiotelevisione Italiana del 1970.
Ha diretto tutti la principali orchestre italiane. All’estero è stato principalmente attivo in Inghilterra, Germania, Francia, Romania, Polonia, Slovenia, Stati Uniti d’America, Sudafrica, Belgio, Olanda.
Nicola Samale interprete, “spazia” in repertorio che, per il genere sinfonico, va dal barocco sino alla musica contemporanea, per la lirica, dal settecento napoletano sino alle più recenti espressioni dell’avanguardia.
Ha diretto prime esecuzioni assolute di Soresina, Gervasio, Cusatelli, Prodigo, Pernaiachi, Ferrero, Rendine, Ada Gentile, Arca, D’Amico, Calligaris, Sbordoni, Lombardi, Tutino, Scarlato e ha curato la prima mondiale dell’Oratorio “La Genesi” di Darius Milhaud su testo di Don Sturzo.
Come compositore si è distinto in un campo assai particolare: la ricostruzione di grandi capolavori incompiuti del repertorio sinfonico. La sua ricostruzione del finale della IX Sinfonia di A. Brukner (realizzata in collaborazione con G. Mazzucae, in seguito, con J. Philips) si è imposta all’attenzione della critica internazionale come l’unico tentativo plausibile in tal senso. Il successo di questo lavoro è stato avvalorato da ben tre incisioni discografiche di cui una – diretta da E. Inbal – vinse, nel 1988, il “Diapasond’oro”.
Nello stesso anno N. Samale ha completato anche la ricostruzione dello Scherzo (III movimento) della Sinfonia in Si minore di F. Schubert. Nel 2001 completa la ricostruzione della X Sinfonia di Mahler, eseguita poi alla Sagra Musicale Umbra. Oltre al lavoro di “ricostruttore” N. Samale ha al suo attivo composizioni sinfoniche, vocali e da camera.
Direttore principale dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese tra il 1990 e il 1992, direttore artistico e stabile dell’Istituzione Sinfonica di Lecce e dell’Orchestra filarmonica di Matera. Titolare di cattedra di Direzione d’orchestra presso i Conservatori statali di Sassari e L’Aquila fino al 1993, continua a svolgere attività didattica quale libero docente di corsi di tecnica orchestrale e direzione.

Per informazioni ed iscrizioni: tel.+39 080 556.97.69 Cell: 340 6312899.
e-mail: info@researchpress.it – gio.valente@libero.it – Sito web: www.researchpress.it

La Passione a Conversano

Immagine4.jpgAppuntamento il 30 a Conversano per la tradizionale rappresentazione de La Passione Vivente, intitolata Jesus Rex Judaeorum.

Le “narrazioni della Passione”, in latino Passio, hanno origine dai Vangeli. L’uso sottende la radice etimologica, dal verbo latino patior, “soffrire”. In seguito il termine si è esteso per indicare il racconto del supplizio subito dai martiri.

Con passione di Gesù si intendono la sofferenza e l’agonia di Gesù Cristo che hanno portato alla sua crocifissione, evento centrale per la religione cristiana. Il vangelo secondo Giovanni, però, presenta alcune discrepanze con la tradizione sinottica. Innanzitutto a proposito della data della morte: di giovedì, durante la vigilia della Pasqua ebraica, nel momento in cui si sacrificano gli agnelli secondo la tradizione giudaica; Gesù sarebbe dunque stato immolato come gli agnelli della Pasqua ebraica. Inoltre, alcuni studiosi hanno creduto inverosimile il processo davanti al sinedrio di notte (per altri sarebbe stato necessario per tenerlo nascosto alla folla), ritenendo più probabile la versione giovannea. Secondo Giovanni una riunione del sinedrio è realmente avvenuta, ma molti giorni prima della morte di Gesù e non in sua presenza: durante questa riunione i sacerdoti decisero di metterlo a morte per ragioni di stato, mentre dopo l’arresto avvenne solo un interrogatorio da parte del sommo sacerdote prima di condurlo, all’alba, da Pilato. Secondo questi stessi studiosi, i sinottici avrebbero dunque operato solo una semplificazione e non una vera e propria distorsione dei fatti storici (cfr. Introduzione al Vangelo secondo Giovanni, in La Bibbia di Gerusalemme, Edizioni Dehoniane, Trento 2009).

Comunque, sia, gli avvenimenti della Passione vengono ancora oggi celebrati dai cristiani di tutto il mondo nella cosiddetta “Settimana Santa” (la settimana che precede la Pasqua).

A Conversano, nella suggestiva cornice della città vecchia, oltre cinquecento personaggi interpretati da attori professionisti e figuranti in costumi d’epoca, per la regia di Lucio Giordano. La Passione Vivente si svilupperà su un percorso di cinque km. Si partirà con la rappresentazione dell’ultima cena sulla Rampa Villa. All’interno dei giardini di Villa Garibaldi, verrà inscenato il tradimento di Giuda nell’orto degli ulivi. Di qui, il corteo degli attori, scendendo lungo Via XXIV Maggio, giungerà in Via Matteotti per raggiungere la postazione del Sinedrio. In Piazza della Conciliazione, sarà inscenato il processo a Gesù con Ponzio Pilato. Nei pressi della torre dodecagonale sarà collocata la postazione con i ladroni e una guarnigione di soldati a cavallo. Il conclusivo momento della crocifissione sarà tradizionalmente ambientato in Piazza Castello.

Un grande tributo alla storia del Cristianesimo e a “quell’uomo chiamato Gesù” che, ancora, tanto inchiostro fa spendere a uomini e donne di scienza e… di Fede. Da non perdere!

 

Apparenze alla Vallisa

apparenze.jpg“Apparenze”, è uno  spettacolo che vede impegnati tre attori.
È un percorso pirandelliano sull’amore e sul tradimento.
Un viaggio che prende avvio da una dimensione “reale” (La morsa).
E si conclude in una “surreale” (All’uscita).
Tre personaggi e travagli di una vita terrena.
L’incontro nell’aldilà condannati a “vivere” il loro destino.
Ci si può ribellare ad esso?

Forse sì. Forse no.
Si è in qualche modo al cospetto di una lunga seduta di analisi alla ricerca dell’io e forse dell’Amore.
Un viaggio, quello della vita e della morte, di tre anime, di tre “apparenze”.
Un uomo, una donna, un filosofo.
Una storia raccontata attraverso due testi poco rappresentati e “minori”, se così si può dire, di Pirandello.
Dov’è, dunque, il confine tra reale e surreale?
Anche se caratterizzato da rovelli intellettuali, come tutta l’opera pirandelliana, lo spettacolo è improntato su una chiave di lettura ironica, 27935.jpgcostantemente presente in Pirandello.

Lo spettacolo è scandito dalle musiche di Vasco Rossi arrangiate da Raffaele Nicolì.

L’accostamento Pirandello-Rossi ha tanto interessato il pubblico e per questo abbiamo domandato al regista cosa l’ha spinto a scegliere le musiche del Vasco per queste due pièce.
«Definire vecchio un testo di Pirandello è ormai un luogo comune. Riadattando qualche passaggio demodé, il testo risulta poi essere di grande attualità, per questo mi è sembrato adatto sottolineare e impreziosire il testo dello scrittore siciliano con le splendide musiche di un poeta contemporaneo».

Per la regia di Francesco Carrassi e la presenza in scena di tre attori intensi. Profondi. Incredibilmente forti nel rendere le mille sfaccettature di questo Pirandello “minore”. Lorenzo D’Armento, Tiziana Gerbino e Fabio Giacobbe.

venerdì 26, sabato 27, domenica 28 Marzo
ore 21,00

Info e Prenotazioni
4fticket via Vallisa 24 – Bari
tel. 080-5216276

Biglietto intero €. 15,00
ridotto per anziani, giovani e “Amici della Vallisa” €. 10,00

Il “Guru” Ronnie e JSO

ronnie.jpgRonnie Jones, grande cantante di soul e del rythm ‘n’ blues, uomo di spettacolo della vecchia scuola, dai primi anni del vinile fino all’era del CD, sarà il protagonista del prossimo concerto del Centromusica JSO.
Jones, accompagnato dalla Jazz Studio Orchestra, diretta da Paolo Lepore, giovedì 25 marzo allo Sheraton Hotel, con inizio alle ore 21, si cimenterà in un repertorio che spazierà dagli evergreen di Marvin Gaye e James Brown sino alle hits di B.B.King, Bill Whiters e Ray Carles.
Fisico imponente, voce calda e fremente, Jones a meta’ degli anni ’70 è cantante e ballerino d’eccezione nella prima versione italiana del mitico musical “Hair”.

Statunitense, dopo il diploma inizia la sua storia musicale in Inghilterra, dove incide alcuni brani tra i quali “Night time is the right time” di Ray Charles e “Money Honey” dei Drifters. Dopo queste importanti esperienze Ronnie decide di ritornare in America, dove conoscerà personaggi del calibro di: Marvin Gaye, Stevie Wonder, Sam Cooke e Otis Redding, preparandosi artisticamente al ritorno in Europa e più precisamente a Londra dove fonda insieme a John McLaughlin il suo primo vero gruppo: i “Nightimers”, seguiranno poi i Blue Jays e l’arrivo in Italia con i Q Set .

In Italia Ronnie viene scritturato dai due “guru” della radiofonia Renzo Arbore e Gianni Boncompagni e inizia a lavorare come Dj per la radio italiana raggiungendo la celebrità anche in televisione.

Nel 1974 incide una versione della celebre “Rock Your Baby” di George Mc Crae,con Claudia Barry registra “It takes two” di Marvin Gaye e per conto proprio tre Album: “Looking for Action”, “Me and Myself”, “Fox on the run” che raggiungono i vertici delle classifiche disco/soul europee.

Nel periodo che va dagli anni 80 ad oggi, Ronnie entra a far parte di ben tre diverse band, Blues After Dark, Seven40 ed infine quella con cui si esibisce ancora oggi The Soul Syndicate.

Il concerto rientra nella stagione 2009-10 de “I Grandi Concerti” della JS0. Il prossimo concerto si terrà il 12 aprile con Jamie Davis, già componente della celeberrima Count Basie Orchestra, sempre allo Sheraton Hotel

info e biglietti: Centromusica (080 5217502 – 080 2192398) e Box Office Feltrinelli (080 5240464)

Diamo una “scossa” al Mezzogiorno

lascossa.jpgOggi la parola d’ordine delle élite è «dimenticare il Mezzogiorno». È la stagione peggiore del Sud dal dopoguerra: la stagione del declino senza speranza, dell’oblìo senza remore da parte della politica e dei media, del clamoroso fallimento delle strategie di sviluppo delle Regioni meridionali, della fuga in massa dei giovani dall’inferno. Nonostante vecchi annunci roboanti e nuovi Partiti del Sud, nessuno sembra più curarsi davvero della Cenerentola d’Europa. Tra i leader politici prevale una sorta di «rassegnazione etnica» sulla sorte dei Terroni: «non ce la possono fare, meglio abbandonarli al loro destino». Al Sud serve disperatamente una «scossa». Non è più tempo nè di questuare altra (inutile) spesa pubblica, nè di praticare (illuministicamente) la «normalizzazione» del Mezzogiorno. Solo una rivoluzione del coraggio, solo una strategia di rottura può salvare il Sud dalla deriva definitiva dell’economia e delle menti. Ecco sei proposte shock per realizzarla. Per riprenderci il Mezzogiorno, prima che diventi la nuova Petra.

E, per farcelo notare, l’autore Francesco Delzio scrive un libro. Uno “dei” libri. Libri forti, interessanti, carismatici, positivi e propositivi.

Manager, giornalista, saggista e docente universitario – meridionale di nascita e «sudista» per passione – a 35 anni coltiva mestieri, network e battaglie trasversali, interpretando lo spirito di quella Generazione Tuareg che ha descritto nel suo primo fortunatissimo pamphlet, divenuto il manifesto-simbolo dei 30-40enni italiani Oggi è Executive Vice President del Gruppo Piaggio, come Direttore delle Relazioni Esterne e degli Affari Istituzionali.

Dal 2001 al 2008 è stato Direttore dei Giovani Imprenditori di Confindustria – il più giovane della storia dell’organizzazione – e prima ancora giornalista RAI.

Attualmente è anche Presidente dell’Associazione Laureati LUISS e Consigliere d’Amministrazione della stessa Università.

Alle18, nella location della Libreria Laterza, Francesco Delzio autore de «La scossa. Sei proposte shock per la rinascita del Sud», ed. Rubettino., incontrerà chiunque voglia capirne qualcosa di più, facendosi scoprire queste sei proposte. Interverranno Enzo Carpentiere e Lino Patruno. Assolutamente un bell’incontro. Impegnativo ma colloquiale, alla ricerca del “quid” che possa risollevare quella che, un tempo, veniva chiamata “questione meridionale” e che, oggi, tra risorse umane e territoriali, può diventare un giacimento di fortune e grande crescita, non solo per il sud Italia.

 

Suoni dall’urbe

Immagine1.jpgCittà che viviamo e che vivono in noi con la fretta consuetudinaria, con i silenzi e con il tempo che scorre.

I colori e le luci, le prospettive, le forme e le figure, gli odori, i luoghi sono i suoni di una città, ne sono l’anima.
Città che viviamo e che vivono in noi con la fretta consuetudinaria, con i silenzi e con il tempo che scorre.
Suoni dall’urbe è tutto questo, è una città elevata nella sua essenza e elegantemente colta dall’arte del fotografare che si fa ipotesi interpretativa di eventi e di luoghi.
In mostra sei artisti ciascuno con un proprio sentire, ognuno con una personalissima visione della città: dinamica, romantica, silenziosa e ordinata, notturna e profumata, ricolma di gente e di vita.
Alex Abbasciano si destreggia tra eterni bianchi e neri, con cui si riescono ad ascoltare i suoni della città nel suo scorrere continuo e quotidiano. Il suono si colora esclusivamente di vita.
Patrizio Romano Dell’Anna, sorprende, sempre, con le simmetrie, con i contrasti, la premura e l’indiscutibile acume di chi vede e osserva l’anima della città. E’ testimone segreto dell’immagine rapita alla realtà, è custode di mondi che trattiene e immortala con i suoi scatti.
Simonetta Gasparini gioca con riflessi e con delicata maestria incanta e racconta, in un’armonia perfetta, l’euritmia sorprendente di luci e sfumature che solo la sensibilità fotografica di una grande artista sa cogliere.
E’ geniale Marino Mannarini. E’ un ‘pro’ nel suo interpretare e vivere la città. Un’armonia inversa lo anima. Nei suoi scatti i suoni sono i dettagli, i particolari che rendono esclusive le sua realtà urbane.
Lorenzo Martelli affascina con gli scatti di una città che intende raccontare con preziosa efficacia. Suoni di una metropoli fermata nel suo essere centro del mondo. Fotografie che comunicano, con sincera emozione, una città che si sta svegliando.
Sono freddi i colori con cui Simone Scortecci delinea scene esattamente ordinate. E’ un perfezionista e con scatti puri, essenziali, coglie magistralmente atmosfere notturne sorde in cui si immaginano, si ricordano ed echeggiano suoni quotidianamente vitali.

Città narrate e vissute nei suoni. Ritmi che sono storie.
Storie di memorie, di architetture, storie del tempo e degli uomini: storie di storie, storie di tutti.

Inaugurazione domenica 18 marzo 2007 ore 20.30

18 marzo – 4 aprile 2007

Ingresso libero

SPAZIO ESPOSITIVO
Centro Culturale Zerouno
Via Cialdini 8
70051 Barletta
Tel. 0883 333807
arte@zero-uno.org
http://www.zero-uno.org

 

IN FOTO: Alex Abbasciano

Il razzismo è una brutta storia

Immagine1.jpgAlle Feltrinelli Libri e Musica per la campagna «Il razzismo è una brutta storia» questa mattina, alle 10.30, Gianluigi De Vito incontra gli studenti per una lezione sui temi dell’antirazzismo e del dialogo tra le culture e raccoglie le voci di alcuni immigrati ospiti in libreria, per capire cosa vuol dire essere oggi cittadini stranieri in Italia. In collaborazione con Arci Bari e l’associazione Avvocato di Strada.

Inutile ricordarvi gli ultimi eventi che hanno scosso l’Italia intera sul fenomeno del razzismo, un motivo in più per confrontarci, per scambiare le opinioni e capirne qualcosa di più. Ancora gruppi antisemiti, ancora si parla di cellule del KukluxKlan e cappucci bianchi, ancora il *diverso* esiste, seppure in un mondo varipinto di etnie e colori che dovrebbero vivere in perfetta armonia.

Inquieta la prospettiva emersa dal summit internazionale di chirurgia plastica, Second Bergamo Biannual Open Rhinoplasty Course: una sempre più diffusa richiesta di un intervento definito del “naso etnico”, riguarda cambiamenti a questa parte del volto mirati a modificare i tratti somatici che caratterizzano le diverse etnie. Anche qui, i dati arrivano dall’America dove l’integrazione passa anche attraverso questa pratica. E’ questa la prospettiva di un paese civile?

Identificato dagli agenti della polizia postale il referente del ku klux klan in Italia, organizzazione dell’estrema destra inneggiante la diversità razziale, nata negli Usa nel 1865. E’ un uomo di 33 anni residente nella provincia di Modena, che dopo perquisizione domiciliare effettuata in collaborazione con la sezione della polizia postale e la Digos di Modena, è stato denunciato in stato di libertà per aver commesso atti di discriminazione e odio etnico, nazionale, razziale al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, movimenti che hanno il medesimo scopo. Con l’operazione denominata “kkk Italia” la Polizia Postale del Lazio ha individuato l’uomo, già noto alle forze dell’ ordine come simpatizzante degli skinheads ed era anche il responsabile dell’area italiana del sito www.unskkk.com. L’intento del movimento italiano, secondo gli investigatori, era farsi pubblicità, richiamare a sé nuovi adepti, coordinandone i movimenti per azioni inneggianti l’odio razziale.

Di questa, e di molte altre vicende si può parlare. Si DEVE parlare. E ascoltare.

Con la viva voce dei diretti interessati, gli immigrati.

Importante esserci, per capire. Ci si vede alla Feltrinelli, l’ingresso è libero.

 

nota: l’immagine fa parte di una delle campagne pubblicitarie promosse da Benetton a cura di Oliviero Toscani, per sottolineare un mondo multietnico possibile, vivibile, reale.

L’arte af-fossata

fossato.jpgUna mostra multimediale, nuova tappadel progetto ‘Puglia-Circuito del Contemporaneo’, curata da Achille Bonito Oliva, sarà inaugurata oggi, nel fossato del Castello Svevo di Bari: 15 artisti di fama internazionale si confrontano con il monumento simbolo della città di Bari: il Castello Svevo. Il fossato del castello verrà ‘occupato’ da installazioni che lo spettatore può osservare “da sopra” in un rimando tra memoria e presente, attraverso il confronto tra architettura del passato e segni d’arte contemporanea.

La mostra rimarrà aperta fino al 16 maggio. «L’originalità di da sopra (giù nel fossato) – anticipa il curatore Achille Bonito Oliva – sta nell’indicare fisicamente una distanza ulteriore, assolutamente particolare per la contemplazione dell’arte contemporanea, aperta a tutti i viandanti della città di Bari e non vietata ai minori».

In occasione dell’inaugurazione, il rapporto con “i viandanti della città” viene ulteriormente accentuatoBari_1107-09-50-00-6452.jpg dalla performance a sorpresa di Lara Favaretto e dalle installazioni di Francesco Schiavulli e Allan Kaprow, che invitano ad intergire con le loro opere, andando al di là della “contemplazione”. La mostra è stata resa possibile grazie all’accordo di Programma quadro ‘Sensi Contemporanei’ per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea e la valorizzazione di contesti architettonici e urbanistici nelle regioni del Sud Italia, siglato fra i ministeri dello sviluppo economico e per i Beni e le attività culturali, la Regione Puglia, la direzione per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia, la Provincia di Lecce e i Comuni di Barletta e di Polignano a Mare.

Vedrò, per i non-Baresi, di postare nella nostra gallery delle foto “dal fossato”. Un luogo giustamente rivalutato per ubcazione strategica e suggestione della location. Inutile dirlo, sempre nella gallery, ci farebbero piacere anche i vostri contributi su Bari che si muove, che agisce e cresce. Avanti lettori! Sfoderate le macchine fotografiche!

Sassofoni e… all’eKoiné

gallo.jpgVittorio Gallo nasce a Bisceglie l’11 Marzo 1971. Nel1996 si diploma in Sax (Cons. di Frosinone) e nel ’99 in Musica Jazz (Cons. di Monopoli); già dal ’91 svolge attività concertistica e si dedica alla composizione dal solo strumento a formazioni più ampie fino ad arrivare all’orchestra di stampo jazzistico. Dal ’97 cura in prima persona Laboratori Orchestrali nelle scuole superiori. Con questa esperienza, durata otto anni, ha modo di cimentarsi nella direzione orchestrale che si consolida con l’esecuzione della sua prima opera per orchestra, solisti e voce recitante dal titolo: Maria e Ramondello. Nel 2001 incide per la Leo Records un brano nel disco della Dolmen Orchestra affiancando Claudio Lugo, Cristina Cavalloni e Ives Robert. Con questa formazione aveva già inciso l’anno precedente, collaborando con John Surman, Michel Godard e Linda Bsirì. Partecipa a svariati concorsi, trasmissioni televisive e radiofoniche; collabora attivamente con il teatro, la danza, la pittura e la poesia. Ha inciso 23 cd e suonato in molti festival in Italia (Siena, Iseo e Clusone, Teatro Verdi Pisa, Talos e altri) e all’estero (Ankara-Turchia, Losanna), collaborando con grandi musicisti (Louis Sclavis, Antonello Salis, Stefano Battaglia, Gianluigi Trovesi, Tim Berne e altri). Dal 2001 collabora con il centro EPASSS di Carbonara (BA) nell’ambito del laboratorio musicale per curare le problematiche psichiche. Da esso è nato un progetto dal nome BANDE RUMOROSE e la realizzazione di un lavoro discografico. Dal 2005 insegna Sax nelle le Scuole Medie. Nel 1998 con Daniele Abbinante, Adolfo La Volpe e Pierpaolo Martino dà vita al Diomira Invisibile Ensemble, quartetto che spazia nell’ambito del jazz contemporaneo e nel 2000 realizza il suo primo cd prodotto dalla SVIM service. Due anni dopo dall’incontro con Eugenio Colombo nasce il nuovo lavoro discografico dello stesso con l’intero quartetto e la partecipazione di Evelina Meghnagi (esponente internazionale di musica sefardita) dal nome “Tempiduri”. Sempre con Colombo e Gianni Lenoci il Diomira I.E. incide la colonna sonora del film “La fine della notte” di Salvatore Piscicelli (tra gli attori: Ennio Fantastichini, Ricky Tognazzi, Elena Sofia Ricci, Ida Di Benedetto). Nel novembre 2003 ancora con Colombo e Lenoci + Pino Minafra e Nicola Pisani i Diomira si esibiscono in diretta a Radiotre Suite Jazz. Dalla registrazione del concerto viene pubblicato nel maggio 2004 il cd “United Front”. Nell’aprile 2005 esce il secondo cd a nome del quartetto dal titolo: “Città di vetro”. Il disco è pubblicato dalla Splasc(h) Records e ha come ospiti Eugenio Colombo e Gianni Lenoci. Nel 2006 il D.I.E. incide le musiche per il documentario “Città di pietra” che è stato esposto alla Biennale di Venezia. Nello stesso anno è tra i migliori gruppi del referendum della rivista Musica Jazz. Dall’estate 2006 collabora con Steve Potts in alcuni concerti sulla musica di Steve Lacy.

All’eKoiné ancora una volta, ci propone un vero appuntamento di spessore, con protagonista questo grande artista: in una personalissima esibizione, Vittorio Gallo esplora a fondo le potenzialità dei suoi sassofoni, all’interno di uno spettacolo in cui si fondono la musica e le parole, il sax e la voce, la scrittura e l’improvvisazione. L’artista biscegliese ci conduce in un modo tutto suo in un viaggio nella musica di Steve Lacy e Anthony Braxton.

Vittorio Gallo – sassofoni e…
Giovedì 11 marzo 2010
Ore 21.30
Via De Ferraris, 49abc
eKoiné ri-pub
Bari
ingresso gratuito, consumazione facoltativa
Info: 328 1172981

Né Sante né Streghe

nsns.jpgFossi un politicante (con un minimo di morale), a questo punto dovrei pormi il dubbio del “conflitto d’interesse” nel postarvi questa notizia e commentarvi l’evento del titolo. Si. Perché “Né Sante né Streghe – Dialoghi di donne contemporanee” , mi vede coinvolta in prima persona e, spero, vorrete scusarmi, se manifesterò anche più entusiasmo del solito, parlandovene.

Ma veniamo al dunque.

Proprio questo pomeriggio, su iniziativa dell’Assessorato comunale alle Pari Opportunità, alle 18,30, nella Biblioteca comunale (Palazzo San Domenico) si terrà l’incontro culturale dal titolo “Né Sante né Streghe – Dialoghi di donne contemporanee”. Intervengono l’assessore comunale alle Pari Opportunità Angela Redavid, l’antropologa Paola Borracci, la scrittrice e giornalista Manila Benedetto, la presidente della Università della Terza Età – Consigliere Comune di Noicattaro Maria Zaccaro, e la vostra local blogger, esperta in new media, Marileda Maggi; modera Teresa Leone. Performance teatrale di Cristina Angiuli e Vito Latorre in “Il Bell’indifferente” di Jean Cocteau per la regia di Lino De Venuto e mostra delle opere dell’artista Aurelia Leone.

Donne-che-parlano-di-donne. “Che novità”, direte. Dovrò smentirvi. Perché “Né Sante né streghe”, sarà l’occasione per capirle meglio, queste locandina(3) (1).jpgdonne. Per scoprirne qualche lato segreto, oscuro, criptico. O per restare rapiti dalla loro candida semplicità. Mentre la sabbia del tempo ne scandisce mutamenti, immagini caleidoscopiche e rivoluzioni emotive e culturali. Una sinergia di arte pittorica e scenica. Il mondo dello show-biz si perderà tra sociologia e letteratura e tutto, spero, al fine, diverrà specchio dei giorni che viviamo. Da donne. Con le donne. Per le donne.

Un pomeriggio che ruoterà intorno all’universo femminile, con digressioni sull’interazione, di questo microcosmo senza etichette o posizioni. Con la voglia di aprire un dibattito stimolante su quanto, ancora, le donne debbano essere. E possano fare.

Vi aspetto numerosi nella meravigliosa cornice di Rutigliano. Non mancate.