Halloween

halloween.jpgArrivati alla fine di Ottobre, iniziano le diatribe su questo “benedetto” Halloween.

Se sia o meno un festeggiamento da portare in Italia, se meriti l’attenzione di una gioventù fin troppo condizionata dalla violenza per mascherarsi da mostro, se non vada a stimolare fantasie macabre fin troppo oltre gli usi ed i costumi della nostra Italia conservatrice e tradizionalista. In realtà, bypassando gli stupidi che usanto Halloween come scusa per trucidare gatti neri e far danni a macchine ed appartamenti, “ognissanti” è semplicemente una tradizione di origine celtica risalente a oltre 2500 anni fa; una festa di stampo anglosassone ,tra dolcetti e scherzetti, zucche intagliate e costumi fantasiosi.

Il nome “Halloween” deriva da “All Hallows Eve”, che vuole dire appunto “Vigilia di tutti i santi”, perciò “Vigilia della festa di tutti i santi”, festa che ricorre, appunto, il 1° novembre.

Halloween (corrispondente alla vigilia della festa cattolica di Ognissanti) è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, ora tipicamente statunitense e canadese, che si celebra la sera del 31 ottobre. Tuttavia, le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta risalire a quando le popolazioni tribali usavano dividere l’anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra all’inverno, era necessario ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween.

In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti. Questo popolo festeggiava la fine dell’estate con Samhain, il loro capodanno. In gaelico Samhain n192192516012_5273.jpgsignifica infatti “fine dell’estate” (Sam, estate, e Fuin) A sera tutti i focolari venivano spenti e riaccesi dal “sacro falò” curato dai druidi a Tlachtga, vicino alla reale Collina di Tara.

Nella dimensione circolare del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all’anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ed i vivi potevano accedervi.

I Celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi. Da qui l’usanza del trick-or-treat (“dolcetto o scherzetto?”).

Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano nei demoni quanto piuttosto nelle fate e negli elfi, entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all’uomo. Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie terrificanti.

Si ricollega forse a questo la tradizione odierna e più recente per cui i bambini, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alla porta urlando con tono minaccioso: “Dolcetto o scherzetto?”. Per allontanare la sfortuna, inoltre, è necessario bussare a 13 porte diverse.

Per quanto Bari, siamo sincerti, non sia ancora pronta a plasmarsi sotto le dinamiche di questa bizzarra e affascinante festività straniera (troppo “fuori” dagli schemi classici di un capoluogo legato al culto delle tradizioni Cristiane), c’è chi ha deciso di festeggiarla in maniera degna e, sicuramente, alternativa.

Cube e Metheorah hanno organizzato una pirotecnica Halloween-Night. A metà strada fra un veglione di carnevale, la festa revival ed un party alternativo, hanno ingaggiato sicuramente personaggi di “colore” e atmosfera, ideali per animare questa notte, da moderni Celti, nelle loro danze, nei loro rituali.

Il grandissimo ALBERTO CAMERINI ( non penso di dovervi ricordare chi sia ), i fenomenali SLUT GARDEN (Marilyn Manson’s Tribute Band) e, dopo il live, ad attendervi per tutta la notte, il DJ Set: AREA 1 (anni 80/rock), ANDY (from Bluvertigo, l’anima tchno-pop del gruppo) ed il nostro celeberrimo  Carlo Chicco, il cui nome, di già, dovrebbe garantire una selezione musicale intreressante.

Nell’AREA 2, sempre per i più esigenti, (Anni ’80, New Wave, Electro, Italo Disco e Divertentismo),Violet Tear + Ivan Piepoli

Ticket euro 12
Biglietti on line su www.voglioilbiglietto.it
Su prevendita al 3492305561

Demodè ,Via dei Cedri 14 ,Modugno (Ba)
info : 0805227296
info@microbati.it

Saranno graditissimi gli abiti a tema e…Occhio alle fotografie, le maschere più belle e originali saranno fotografate e vinceranno ingressi gratuiti per i prossimi eventi Demode!!!

 

 

Time Zones ’09

timezones.jpgTime Zones, sin dai suoi esordi, ha contribuito a dare cittadinanza nell'”Olimpo della musica” ai compositori di colonne sonore. Può sembrare fantascienza, ma proprio qui a Bari, in questa rassegna, nel 1990, Ennio Morricone ha tenuto una delle prime direzioni delle sue musiche da film in concerto, non senza i mugugni di chi all’epoca riteneva questo “genere” non degno di grandi attenzioni. A partire dal 1986 il festival ha quindi ospitato, spesso in veste di “poco noti”, molti di questi autori prestati al cinema, e tra questi alcuni diventati poi “molto noti”: NYMAN, GLASS, SAKAMOTO, M. ISHAM, D. DARLING e tanti altri che pur non pervenuti al grande successo si son rivelati determinanti per una nuova definizione del rapporto immagini-musica.

In questa XXIV edizione il festival intende esplorare il rapporto attuale tra musica e cinema, TImeZones09-copia1.jpgospitando alcuni tra i più importanti autori di ultima generazione: da TERENCE BLANCHARD il trombettista di New Orleans autore di quasi tutte le colonne sonore per Spike Lee al giovane e pluripremiato TEHO TEARDO (David di Donatello nel 2009 con le musiche del vincitore di Cannes 2008 IL DIVO), passando poi per due grandissimi come WIM MERTENS (compositore per Greenaway) e DAVID DARLING (autore per Godard e Wenders).
Nel programma sono inoltre previste le sonorizzazioni dal vivo di due capolavori di grandi maestri: “I was born,but…” di Y.OZU e “Que viva Mexico” di S. EISENSTEIN.

Infine una serata finale di musica, immagini ed action painting costruita intorno ad alcuni personaggi che a vario titolo hanno contribuito a stravolgere il rapporto tra suoni ed immagini: l’Irlandese DAVID HOLMES, dj e remixer di razza prestato ad Hollywood, dove ha curato soundtracks importanti (Out of Sight, Ocean’s Eleven, Confessioni di una mente pericolosa) e due guru del dub: LEE PERRY ed ADRIAN SHERWOOD. Insieme a loro anche il regista e vj di origini giamaicane DON LEETS, storico autore di film sul Punk e compagno di strada dei Clash (per i quali ha diretto film e video).

L’abbonamento a tutti gli eventi, costa 50€. E li vale fino all’ultimo centesimo.

—>Qui<— il Sito ufficiale di TimeZones ed il dettaglio del calendario anche per, a seconda del proprio gusto e disponibilità di tempo, seguire un singolo evento piuttosto che tutta l’offerta.

Una tradizione, quella di Time Zones che si rinnova, mostrando il volto progressivo e bohemiénne della nostra città Partecipate in massa.

Viandante del mare

feltrinellibari.jpg…Così il Viandante se ne va per terra e per mare, sospinto dalla forza del vento, ammaliato dagli echi di suoni che, venendo da lontano, si rincorrono e si infrangono nell’aria, creando riverberi nel cuore. Il viaggio non si arresta, e riprende sempre nuovamente, e sospinge dolcemente il lettore a percorrere il difficile sentiero, a seguire la scia lasciata dalle onde per scoprire la segreta bellezza di sentirsi Viandante del mare.

Non per la prima volta vi propongo uno splendido incontro c/o la libreria-megastore Feltrinelli e, di certo, mai sarà neanche l’ultima. Oikòs della cultura e sfaccettato prisma pronto a restituirci i talenti letterari del nostro territorio e non, questo lunedì, la grande F rossa, ci propone l’incontro alle 18:30 con Cosimo Mattencini.

Incontriamo Cosimo Mattencini che ci presenta il libro Viandante del mare (Adda Editore). Intervengono il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il prof. Ettore Catalano e Vito Signorile del Teatro Abeliano. Modera Enzo Quarto (Rai).

Mattencini non è nuovo al panorama poetico, e già icuramente, trae forse ed ispirazione da quell’omonima immagine del Viandante sul Mare di nebbia di Friedrich. Un uomo, la sua strada. Un cammino di fede ma, anche talmente terreno da poterne percepire le rughe degli anni, strada facendo, sotto le dita. Viandante del Maere è tutto questo. La leggerezza in peso piuma di una poetica dell’anima, la gravità delle cose della vita, passo dopo passo. Sensoriale, tattile, ma anche etereo e impalpabile.

Non amo particolrmente la poesia, credo di avervelo già spiegato. Questa volta, però, potrei fare una graditissima eccezione.

Ci ritroviamo nel Tempio barese dei libri e della musica dove anche le poesie diventano protagoniste di una città che respira cultura a pieni polmoni.

Ueffilo Jazz Club

Immagine1.jpgSecondo prestigioso ed esclusivo appuntamento della sesta stagione del Ueffilo Jazz Club , sempre in collaborazione con Jazzitalia: domenica 25 ottobre (doppio set ore 20/22) lo stage del cinquecentesco club gioiese sarà calcato da una delle formazioni italiane più acclamate e versatili per un progetto nuovo e travolgente: Touch – Lorenzo Tucci.

Tra i batteristi di maggior talento della scena jazz internazionale, Tucci si distingue per il suo pathos espressivo e la capacità di trasmettere alle nuove generazioni la lezione di alcuni grandi maestri del passato (Art Blakey, Philly Jo Jones, Elvin Jones, Tony Williams, Max Roach), con uno stile personale che esalta tutta la sua versatilità.

Nel 2008 decide di produrre e realizzare un disco tutto suo di canzoni jazz, “Touch”, e decide di affidarlo alla Schema. Questo nuovo album, che contiene arrangiamenti ed orchestrazioni molto vicine a quelle della gloriosa Clarke-Boland Big Band, omaggiata per altro con sei reinterpretazioni di alcuni suoi grandi classici, è un equilibrato mix di jazz, funk, bossa nova, latin, dance e pop, con un groove potente ed uno swing impeccabile.

Il combo che accompagnerà il batterista abruzzese è formato da alcune delle “stelle” del jazz italiano: Fabrizio Bosso alla tromba, Max Ionata al sax tenore, Luca Mannutza al pianoforte e hammond e la voce di Alice Ricciardi a completare un assetto timbrico e ritmico capace di creare architetture danzanti.

Il prossimo appuntamento, sempre in esclusiva regionale, è per domenica 1 novembre sound newyorkese del pianista George Colligan Trio.
Lorenzo Tucci: doppio set (20/22). Food and Music: 25 euro.

Il Ueffilo – Cantina a Sud è in Gioia del Colle(Ba)-via Donato Boscia 21.
Info e prevendite: 339/8613434 – 080/3430946 – Centro Musica : 080 – 521.17.77
web: www.ueffilo.com. info@ueffilo.com

 

Giovani violini crescono…

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Per la musica ci vuole orecchio. Si sa.

Ma anche buon gusto, e la voglia di rimanere ancora stupiti davanti alla maestria di imberbi ragazzi, che si riconfermano nel tempo non solo ottimi enfant prodige ma, soprattutto, spettacolari conferme nel tempo,

Prosegue la rassegna musicale Vallisa Giovani con l’atteso recital del diciannovenne violinista Gabriele Ceci.Il giovanissimo musicista, figlio d’arte e allievo di Salvatore Accardo, è considerato uno straordinario talento nostrano.

Violino, nato a Bari nell’Aprile del 1990, ha iniziato lo studio all’età di 8 anni sotto la guida della ceci2.jpgmadre Mariangela Scarola. A nove anni viene ammesso al conservatorio N. Piccinni di Bari, nella classe del M° Carmine Scarpati. Comincia ad affermarsi in concorsi quali: premio “Vitale” di Fasano, e premio “Sarro” di Trani. Nel 2004 vince il primo premio per la sua categoria al prestigioso concorso “Vittorio Veneto”. Ha suonato nell’ambito di alcune stagioni concertistiche di prestigio quali: Vallisa giovani e la rassegna Giannini di Bari, il festival Duni di Matera, il Parnaso delle Muse di Martina Franca e l’Accademia Federiciana di Andria. Si segnala anche la collaborazione con l’Università degli Studi di Bari per “Le settimane di musica e filosofia”. Nel 2004, si è esibito al Teatro Piccinni di Bari in occasione della commemorazione per il sindaco Dalfino, e nel 2005 per la Camerata Salentina. Ha seguito le Master Classes di Alessandro Perpich, ed in trio col fratello Mirco (pianista) ed il violoncellista Alessandro Mazzacane ha seguito i corsi di perfezionamento con “l’Altenberg” trio di Vienna presso l’Accademia di Pinerolo. Dal 2005 comincia a seguire le master classes di Mariana Sirbu a Sermoneta, partecipando sempre al concerto finale riservato ai migliori allievi.

Recentemente il violinista Salvatore Accardo in un incontro tenutosi presso il conservatorio “N.Piccinni,” dopo aver ascoltato il quarto capriccio di Paganini, ha pubblicamente detto di lui: “La cosa che mi colpisce di più in questo ragazzo sono le grandi capacità tecniche unite ad una musicalità di particolare rilievo per la sua età”.

Nel 2007 vince il prestigioso premio nazionale di violino “Bruno Zanella”. Sempre nel 2007 supera la selezione riservata ai giovani talenti presso la Hochschule “Felix Mendelssohn Bartholdy” di Lipsia, per studiare nella classe di Mariana Sirbu. In occasione della commemorazione di Gioconda De Vito nell’anniversario dei cento anni dalla nascita, partecipa alla conferenza-concerto tenuta dal M° Corrado Roselli eseguendo la ciaccona di Bach. Nel novembre 2007 suona in duo col fratello Mirco per l’ottava edizione di “Mantova Musica Contemporanea”. A 17 anni si diploma presso il conservatorio “ N.Piccinni” di Bari con la votazione di 10, lode e menzione speciale. Nel 2008 partecipa al progetto Schubert, (integrale delle sonate per violino e pianoforte) presso la Hochschule di Lipsia e collabora da solista con l’Orchestra Sinfonica di Bari, eseguendo il concerto di Mozart in la magg. KV 219 sotto la direzione del Maestro Giuseppe Lanzetta. Nel 2009 suona all’università di Bologna, in duo col fratello Mirco, per la stagione “La Soffitta” organizzata dal “Dipartimento musica e spettacolo” e per l’Associazione Musicale Dino Ciani al Grand Hotel Regina Palace di Stresa. Collabora spesso, come solista, con l’orchestra di chitarre “De Falla” diretta dal M° Pasquale Scarola.Gabriele Ceci suonerà un impegnativo programma per violino solo composto da musiche di: Bach, Bartok, Paganini e Ysaye.

Appuntamento martedì 27 ottobre, alle 21, presso l’Auditorium Vallisa di Bari

Infotel: 080 5216276; 080 5283361; 327 7319478
www.vallisa.it; info@valisa.it

Zeromania, a Barletta

zero.jpgBarletta è una città di 93.667 abitanti della Puglia, capoluogo, con le città di Andria e Trani, dell’omonima provincia. Il territorio comunale fa parte del bacino della valle dell’Ofanto e, oltre ad essere bagnato dall’omonimo fiume, che funge amministrativamente come linea dividente tra Barletta e Margherita di Savoia, ne ospita anche la foce. Il comune, che comprende la frazione di Canne, sito archeologico ricordato per la celeberrima battaglia vinta nel 216 a.C. da Annibale, è stato riconosciuto come città d’arte dalla Regione Puglia nel 2005 per le sue bellezze architettoniche.

Ma, Barletta, è anche la patria del Paladisfida.

Il PalaDisfida “Mario Borgia” è il principale palazzetto dello sport della città di Barletta. È dotato di 4 tribune che hanno una capienza complessiva di 3.105 posti a sedere. Attualmente il PalaDisfida è utilizzato per le gare interne della locale squadra di basket, la Patalini Barletta, che milita nel campionato di serie C Regionale e di quella di Calcio a 5, la Futsal Barletta. Inoltre è sede di numerosi eventi e concerti (vi hanno suonato artisti come Renato Zero, Giorgia, Biagio Antonacci, Tiziano Ferro, Laura Pausini…).

Ed è proprio come luogo della musica e della ZeroMania, che ve la racconterò, Barletta, come ospite nel suo grandioso PalaDisfida, di un vero e grande idolo di giovani e meno giovani.

Infatti, martedì 20 e mercoledì 21, presso il PalaDisfida di Barletta, si terrà il concerto del cantante Renato Zero, in Puglia con il suo nuovo “Zeronove Tour 2009”.
Molto atteso il tour 2009 di Renato Zero, in giro per lo stivale per promuovere il suo ultimo disco “Presente”. 300 mila copie vendute a quello stesso popolo che lo seguirà in un tour serratissimo da qui al 22 dicembre.
Il nuovo album è stato prodotto attraverso la sua etichetta indipendente “Tattica”, una scelta questa che sicuramente ha destato non poco scalpore negli ambienti delle major discografiche.

Sul “Renatone” nazionale poco da aggiungere. Molto da dire, però, sull’allarme ticket falsi. Su questo voglio mettervi in guardia.

Da qualche mese il sito ufficiale Zenzero.it e’ chiuso, perche’ non si riusciva piu’ ad organizzare la sua attivita’: troppi coloro che millantavano zero_1.jpgamicizie con lo staff di Renato, autorizzazioni a vendere suoi manufatti o altro tipo di imprimatur. Credo che con molto dispiacere, i collaboratori del grande artista romano hanno deciso la sua chiusura, ma questo ha lasciato campo libero a chi voleva operare indisturbato sulla prateria degli zerofolli e sorcini. Ergo, le uniche vie per mettere in giro l’allarme sui biglietti-fake, le più veloci, sono a mezzo internet (eccoci! La vostra local-blogger non poteva mancare) e carta stampata.

Le uniche rivendite autorizzate di biglietti sono indicate su www.fepgroup.it in corrispondenza di ogni data del tour di Renato Zero. Acquistando i biglietti fuori dai suddetti canali è possibile incorrere in prezzi di biglietti maggiorati, biglietti falsi o di biglietti non validi per i quali la F&P Group non si ritiene responsabile. Si ricorda che la legge punisce i fabbricanti e gli spacciatori di biglietti falsi.

Per quel che ne so, la vendita dei biglietti nel circuito ufficiale è stata chiusa, ma il costo unitario (per biglietto) era di 41,40€. Diffidate quindi da chi tenta di bagarinare a prezzi superiori, e da chi non volesse prima mostrarveli, con recanti l’apposito regolare ologramma by TicketOne.

 

Le Iene, sparlano bene

fake_timburton.jpgLe Iene, è il pluridecorato programma di Italia Uno che, con irriverente ed intelligente malizia, si propone di “denunciare” situazioni anomale e piaghe purulente del social-nationelle. Io adoro Le Iene. Anche quando inciampano nel trash, nel cattivo gusto, nella provocazione spicciola. O se provano a stuzzicare l’ascoltatore medio con un capezzolo in più di Ilary Blasi che sfugge dal microabito.

Però, qualcosa, mi ha punta nel vivo. Un servizio fastidioso quanto le verruche da varicella, falso e tendenzioso come le dichiarazioni di taluni politici, confezionato ad arte per screditare i baresi e la città di Bari, puntando uno spotlight su misura, atto a farci apparire allocchi buzzurri  e bifolchi.

Lui è Paolo Calabresi. Detto anche “Pallino”. Cui, nel corso di questo post, darò del tu, in amichevole confidenza, pari e proporzionale a quella che si è preso nel servizio, discorrendo (senza reale cognizione di causa) dell’affaire Tim Barton (l’imprenditore, non il regista!)Che fa, invece, Burton) e della delusione tutta biancorossa.

Calabresi si traveste da Tim Barton, per tastare il polso all’umore locale, canzonandoci allegramente su quella che, per tantissimi tifosi è, davvero, una ferita ancora aperta.

Basso escamotage quello di intervistare coloriti pugliesi dall’accento marcato, ancor più basso l’espediente di mostrare uno scontrino per 97€ in acquisti presso “un” negozio di gastronomia (in realtà il più costoso di Bari, con prodotti d’elite), documentando l’acquisto di n°1/2 provolone e pomodorini secchi.

Comprendo il folklore e l’antica usanza di farci passare tutti per macchiette, memori nell’immaginario collettivo delle grandiose caratterizzazioni ad opera del mitico Lino Banfi, ma non giustifico la strumentalizzazione di eventi mirati ed interviste improbabili pur di scatenare la risata televisiva (gratuita).

In ordine di apparizione, si parte con il “giocare” sul benvenuto caloroso del Sindaco al texano miliardario.

In primis, l’accoglienza pugliese è nota ai più. Siamo una regione solare, ospitale, generosa. Così come, anche, la cena con il Sindaco, non fake_timburton_2.jpgvolle essere solo un bell’atto conviviale. Il Sindaco è una figura istituzionale e, in quanto tale, parlò a lungo con Mr. Barton anche degli ulteriori investimenti che intendeva riversare in terra di Bari, sottolineando che, tra l’altro, la città non era in vendita. Fece un discorso importante e solenne, in cui da “Sceriffo” (soprannome che si è guadagnato, anche per il passato da magistrato), difese il capoluogo senza permettere al manager americano  replica alcuna.

In parole povere:”Tim, vuoi la squadra? Bene, impegnati ad amarci con lo stesso rispetto, anche economico, e noi sapremo ricompensarti nel giusto e nel lecito. Prova a specularci e ci perdi dalle mani.”

Sorvolo a pié pari, poi, sull’espressione che riguarda le donne baresi, rimarcata (minuto ‘3″20), talmente squallida e maschilista, da non meritare alcun ulteriore commento.

L’ultima puntualizzazione, poi, caro Pallino che non studia, è su Antonio Cassano ed il “dilemma religioso”.

Tutti abbiamo un passato turbolento nell’armadio. Ma, Cassano, è in procinto di sposarsi, dopo una lunga e stabile relazione  e anni di riflessione anche da libro “così deletereo, anche per la sua carriera”(parole testuali del Tonino dal Piede Magico). Insomma, qui più che un prete (il quale, secondo voi, cosa avrebbe dovuto rispondere?!?), servirebbe un vero e proprio esorcista.

Non per Cassano, ahimé, ma per quell’invasato di Calabresi, talmente preso dal suo humor di tubero, da non capire dove lo scherzo debba cominciare e dove debba finire, anche con Le Iene alle spalle.

Questo il mio appello: Pallino, ritorna, con o senza la parrucca al beta-carotene. E fatti guidare dalla tua umile local-blogger, in una città che, quotidianamente, sprizza cultura, gioco, spettacolo, talenti. E, se farai il bravo, ti porto pure nella celebre salumeria alle porte della città vecchia dove, con €1.50, puoi mangiare lo storico panino di Antonio Cassano. Leggenda narra, infatti, che l’enfant prodige, ne consumasse almeno uno al giorno, con mortadella e provolone, prima di giocare sulle bianche chianche, sognando un futuro calcistico da campione.

Lascia a casa il portafoglio. Per questa volta, offro io.

Corrado Guzzanti Recital

guzzanti.jpgQuanto ci manchi Corrado Guzzanti, non credo sia descrivibile con una qualsiasi prosa o poesia. Con i suoi personaggi da teatro dell’assurdo (splendidi alter ego di entità “reali”), ha segnato la collettività non solo per i tormentoni indimenticabili ma, soprattutto, per le amare verità in vizi e virtù di un’Italia arenata, come un cetaceo al tramonto. Un Messia (falso quanto banconote da sette euro), un’improbabile annunciatrice Rai (tanto quanto gli attuali volti che affollano le Reti pubbliche e private), un farmacodipendente avvelenato dallo stress  (e schiavo dei principi chimici), un teleimbonitore con l’unico senso artistico nell’inventar balle pur di realizzare (guadagni). E molti, moltissimi altri ancora.

Non mi stupirà, dunque, la delusione estrema di tutti coloro che, spinti dal mio post (uh! C’è Guzzanti al Team!) si fionderanno prima fuori dall’ufficio, molleranno i lavori domestici, affibbieranno i bambini dai pazienti nonni, baratteranno ore di permesso sul posto d’impiego, pur di godersi una sua perfomance “live”.

Alt, fermi tutti. Lo spettacolo di questa sera ha già registrato da tempo il tutto esaurito.

Recuperate i bimbi, tornate ai vostri piatti e, annoiati dal palinsesto digitale e satellitare, riprendete lo scettro di un vano potere in mano cercando di trascorrere la serata masticandovi il fegato come il buon Livore.

Ma non abbandonate la speranza. “Io sono il Messia, e porto la parola di Quelo!”: con l’inseparabile Marco Mazzocca (già apprezzato in Distretto di Polizia e in una carriera teatrale di tutto rispetto) e la sorella Caterina (mattatrice indiscussa della sit-com “Boris” e poliedrica interprete), tornerà a Bari per bissare la performance. Sempre sotto la tenda del Team. Il 1° di Dicembre. E, se sarete iperveloci, riuscirete a godervi l’istrionico attore e filosofo della scena, nel nostro Capoluogo.

Mi sembra un gran bel regalo di Natale anticipato.

E con Corrado, ed i suoi imperdibili personaggi, potremo rivivere alcuni dei momenti storici che hanno segnato l’italica comicità, senza dimenticarci che, un tempo, c’era anche gente sul piccolo schermo in grado di farci ragionare, meditare, riflettere.

Sorridendo.

Il botteghino del team è in p.zza Umberto 37, a Bari.

Per info e prenotazioni  080.5210877 – 080.5241504

www.teatroteam.it

Tre modi di vedere il Sud

CASSANO.jpgDov’è finita la questione meridionale? È piena di amarezza la consapevolezza di chi ha capito che forse il Sud non è stato all’altezza di quel sogno di un pensiero meridiano che desse la forza ai meridionali di pensarsi come soggetti. E’ quindi necessario provare a fare un po’ di chiarezza, mettendo a confronto le diverse prospettive teoriche che nel corso di questi decenni si sono venute misurando con la condizione del Sud.

Da circa vent’anni Franco Cassano ha promosso, anche con il suo fortunato libro “Il pensiero meridiano”, un forte ripensamento sul Mezzogiorno e sulla sua identità culturale. Grazie a lui si è aperto un dibattito sull’autonomia del pensiero meridionale, e si sono poste le basi teoriche di un nuovo meridionalismo, che parte da parametri altri, valorizzando prima di tutto l’osmosi con il mare, l'”andar lenti” contro il mito moderno dell'”homo currens”, la dimensione di frontiera. Cassano prosegue ora la sua riflessione sul Sud mettendo a confronto i vari paradigmi che lo hanno interpretato: quello della dipendenza ovvero dello sfruttamento, della modernizzazione ovvero del ritardo, quello dell’autonomia ovvero del Sud come risorsa critica, osservando l’eclissarsi della questione meridionale da ogni agenda e dibattito pubblico, scalzata dall’emersione di una questione settentrionale. Il libro si interroga su questo passaggio drammatico che deriva proprio dallo scarto tra la ormai dominante “regionalizzazione della ragione” e l’ampiezza di vedute necessaria per conservare l’unità del nostro paese proiettandola nel futuro.

Franco Cassano, introdotto da Osca Iarussi de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, presenterà il suo libro presso la libreria Feltrinelli, in via Melo 119, a Bari, domani pomeriggio. A partire dalle ore 18:30.

Tre Modi di Vedere il Sud, sottolinea le difficoltà delle esperienze che sono state fatte. Chi controlla oggi e dove va a finire il risparmio meridionale. Eppure le rivendicazioni territoriali sono una scelta povera, perdente. O si mettono in campo politiche adeguate, o si deve accettare che il sud è perduto.

Personalmente, adoro gli incontri con gli Autori organizzati da Feltrinelli. Danno la possibilità di “capire” gli argomenti, prima di spendere soldi per un cartaceo. Dalla viva voce degli scrittori, nella nostra città, stimolando l’interscambio culturale ed il dialogo.

Perché, come affermo sempre, i libri non servano solo per stabilizzare i tavoli traballanti ma, soprattutto, le coscienze traballanti. Alla continua ricerca di un’ideantità per questo Sud che vuole e deve cambiare.

Gli anni ’80 al Diloa

diloa.jpgQualcuno ha detto che “non si esce vivi dagli anni ’80”. Altri, fanno girare nostalgiche catene, a base di “se sei davvero un ragazzo degli anni ’80″…

Bari negli anni ’80 era Palazzo Mincuzzi e le merendine dell’AIDA (che, per carità, resistono ancora… quelle sono un evergreen). Era il Bar Esperia e le serate al Cellar, con tanto di claque-comitiva made in CountryClub (che poi divenne, per un breve periodo, il “villaggio in”).

Io, negli anni ’80, non avevo un fidanzato, la patente o la macchina, ed ero troppo piccola (ma davvero), per frequentare “quelli grandi”. Oggi, per tutti i trentenni come me, che han vissuto gli anni ’80 da bambini, sperando di avere l’età giusta per la disco o per l’aperitivo fashion dopo lo shopping sfrenato in via sparano, Diloa ha creato una serata imperdibile… la Festa anni ’80!!!

Per i nostalgici, per i più giovani che neanche sanno cosa fossero gli spallonimontati sui vestiti. e la permanente da elettoshock. Gradito il “costume” (basterà saccheggiare l’armadio dalla nonna, dei nostri genitori, o qualche negozietto dell’usato, (come il mitico Bidonville, vicino all’ingresso secondario dello Scacchi), parrucca d’ordinanza.. come in un video di Alberto Camerini o una performance dei The Cure.n175113987836_5215.jpg

E, a mezzanotte, pirotecnia per il giusto sparkling nella magica notte del Diloa. Fuochi d’artificio tipicamente anni ’80, per onorare quell’epoca, le nostre vite sospese al ricordo, la sana nostalgia che ci pervade…

Il Diloa, nonostante la posizione non esattamente centrale, èriuscito ad affermarsi tra i locali preferiti nella movida barese. I miei complimenti all’impeccabile direzione artistica.

Se vorrete andarli a trovare, mi raccomando, questa sera, non dimenticate a casa l’allure degli anni ’80. Svettate su tacchi inverosimili a spillo come Carol Alt, o catturate lo sguardo magnetico di Richard Gere in American Gigolo, prima di varcare la soglia di questa nuova, vecchia, era.

DILOA è in Via Amendola 195