Siamo tutti cittadini di serie A

crate.jpgDa quando mi sono stabilita su queste pagine, le persone che ho contattato pur di darvi un servizio sempre all’erta ed efficiente, sono state tantissime. Associazioni, Circoli Culturali, Gruppi di Studio, Amministrazioni Pubbliche e Private. Non lo dico per vantarmi, però, nel gran da fare, ed avendo solo tre appuntamenti settimanali con i miei lettori, qualcuno è stato anche penalizzato causa mancanza di spazio.

Tra le primissime persone disponibili e pronte al dialogo, in un’interazione vera dedicata alla città di Bari ed ai suoi abitanti, il primo in assoluto è stato il dott. Antonio Peragine del C.R.A.T.E, il Centro Regionale per l’Assistenza e Tutela degli Emigranti (di cui è Presidente), che ringrazio in questa sede non solo per il grandioso operato del Centro, ma anche per l’effettiva utilità di ogni singola iniziativa.

L’ultima in ordine di apparizione, mi sembra particolarmente rilevante (anche se, pure qui come in altre occasioni, mi riservo di dedicare un più ampio approfondimento sul C.R.A.T.E.): l’organizzazione internazionale no profit, che si occupa di emigrazione ed immigrazione dal 1982, ha attivato il servizio di Consulenza per  la regolarizzazione dei cittadini comunitari ed extracomuntari al fine di espletate le pratiche necessarie alla loro regolarizzazione,  ai sensi della normativa nazionale vigente. E, a me, pare una grande cosa. Con la burocrazia e le scartoffie, districarsi oggi, sembra quasi impossibile.

Il Dr. Peragine, al fine di consentire la regolarizzazione dei cittadini comunitari ed extracomunitari ed avviare la procedura di emersione del lavoro irregolare è personalmente disponibile per chi ha bisogno di regolarizzare la posizione dei Badanti e Colf ”in nero”, in quanto ritiene opportuno far emergere il lavoro nero e dare la possibilità ai cittadini bisognosi di assistenza e loro famigliari di vivere sereni e tranquilli per quanto riguarda i loro “angeli custodi” domestici, personale utile ed indispensabile per l’assistenza ai nostri congiunti e parenti.

La cività viene prima di tutto, ed una regolarizzazione costante e vigilata, nei termini di legge, garantisce un livello di serie A a chiunque decida di abitare la nostra splendida Regione. In un’ Italia sempre più proiettata verso la xenofobia ed il fenomeno dell’ immigrazione clandestina, la compilazione corretta di moduli e domande, ci mette in regola con la Legge e con un senso della Giustizia che, penso, dovrebbero appartenere a tutti.

Al fine di consentire a tutti di avere la massima assistenza e consulenza nel disbrigo delle  pratiche, si prega di prenotare la consulenza su appuntamento ai seguenti recapiti:
Tel.Fax 080.9643592, cell.339.7421201, e.mail: presidente@crate.it – info@crate.it –  www.crate.it

Sono più che convinta, questo post, sarà molto utile a tantissimi lettori.

Scene del Mito in peucetia

vaso_troia.jpg« A nord si trovano le popolazioni chiamate in greco Peucezi e Dauni, ma gli indigeni chiamano Apulia tutta le regione dopo la Calabria e Apuli la popolazione.” »

(Strabone – Geografia VI, 3, 1 – Traduzione di Nicola Biffi.)

 

La Peucezia è il nome che, nel periodo antecedente alla nascita di Roma, veniva attribuito a buona parte dell’odierna provincia di Bari, abitata appunto dai Peuceti, una delle tre tribù degli Iapigi. I centri principali furono Butuntum, Canosa, e Silvium. L’attuale capoluogo Barium fu poco importante. In seguito il territorio che costituisce la parte centro-settentrionale della Puglia, ossia tutta la “Peucezia” e la “Daunia”, venne chiamato con il termine “Apulia”. Il sud dell’Apulia fu invece la “Messapia” o Calabria.

Al centro delle Murge, nell’agro di Gioia del Colle, a metà strada tra Bari e Taranto, la collina di Monte Sannace custodisce una delle più ricche cache_194d8721736f745d388d69d112de08bc_96b84cba52aa83191ff52382283f90ce.jpgzone archeologiche del territorio pugliese: l’antica città di Thuriae, ovvero Turi. Nel corso della prima età del Ferro si svilupparono a Turi piccoli villaggi di capanne che, a seguito di una crescita demografica, avvenuta tra il VII-VI secolo a.C., cominciarono ad evolversi in un grande abitato peuceta, esteso su una superficie di circa 25 ettari. L’abitato peuceta, circondato da diverse cerchie murarie, era formato da un’acropoli, dove erano ubicati gli edifici pubblici e di culto e dove risiedeva l’aristocrazia locale, e dall’abitato vero e proprio, dove risiedeva gran parte della popolazione. L’abitato peuceta è da identificare verosimilmente con la Thuriae citata da Tito Livio. Dell’abitato peuceta e delle relative necropoli sono giunte testimonianze di grande interesse, custodite nei Musei di Bari, Taranto e Conversano, e resti strutturali di antiche abitazioni, visibili in via Castellana Grotta. Nel Museo Archeologico di Bari si possono ammirare alcuni importanti corredi tombali ed un pregevole cratere attico a figure nere, rinvenuto nel 1932 in via Fiume. Altri reperti sono esposti nel Museo Civico di Conversano. Nel territorio di Turi sono inoltre documentati altri piccoli insediamenti peuceti in località Trisore, presso masseria Moretto e a Frassineto, vicino alla Masseria Ospedale.

Dal primo agosto, l’antica Thuriae, si vede protagonista in una mostra importantissima, che ridarà luce e splendore ad alcuni fra i più rilevanti reperti  risalenti al VI secolo a.C., vasi figurati importati dalla Grecia che illustrano episodi del mito connessi alle vicende e agli eroi della guerra di Troia.

Secondo la tradizione della mitologia greca, il conflitto ebbe inizio a causa del rapimento di Elena, la regina di Sparta, ritenuta la donna più bella del mondo, da parte di Paride, principe troiano. Il marito di Elena, Menelao, grazie all’aiuto del fratello Agamennone radunò un incredibile esercito, formato dai maggiori comandanti dei regni greci e dai loro sudditi, muovendo così guerra contro Troia. Il conflitto durò all’incirca dieci anni, con gravi perdite da ambo i lati. Fra le vittime più celebri l’invincibile Achille, principe di Ftia, ed Ettore, figlio del re Priamo e campione della resistenza troiana. La città venne infine conquistata e distrutta; ma l’Iliade finisce in verità con la cerimonia funebre per Ettore figlio di Priamo e con la cremazione del corpo e la raccolta delle ossa in un’urna d’oro.

E tutta l’avventura ed il mito, vissuti sulle pagine dei libri, studiando Omero ed i suoi versi, trovano una nuova (e antica al tempo stesso) veste.

I vasi corinzi dal Monte Sannace, vi guideranno con le loro immagini presso Palazzo Simi, in strada Lamberti a Bari. L’ingresso è gratuito ed è aperto dalle 9:30 alle 18:30.

I dieci anni della guerra di Troia, in una macchina del tempo facilmente raggiungibile anche con una bella passeggiata nella nostra splendida città.

Open Windows

vallisa_giovani.jpgLa chiesa della purificazione, meglio nota come la “Raveddise” e cioè dei ravellesi, è un monumento di origine romanica legato, come tanti altri, ad una comunità etnica qui impiantatasi fin dal secolo nono.

In un documento del Codice Diplomatico Barese, datato 1594, viene chiamata “S.Pietro della Vallisa” e, nel 1651, solo “Vallisa”. Situata nell’omonima via, all’ingresso del borgo antico, la “Chiesa della vallisa” sorge alle spalle dell’ex convento dei benedettini.

Dopo l’ultimo restauro dell’86, La Vallisa si è confermata nel tempo come spazio ideale per una ricca programmazione che abbraccia tutti i settori della cultura: concerti, corsi, conferenze, dibattiti, cineforum, mostre e tutto ciò che è utile come occasione di incontro e confronto con le realtà del mondo. Tornerò spesse volte a parlarvi degli eventi di questo magico luogo alle porte della città vecchia, perché non solo l’atmosfera è molto suggestiva ma, anche, perchè la location è ideale per godersi prima un concerto e, magari, proseguire fino a notte inoltrata le proprie serate grazie alla movida di Bari antica, in uno dei molteplici locali.

Questa volta, vi parlo della rassegna musicale Vallisa Giovani con lo spettacolo  “Open Windows” di Giacomo Desiante (fisarmonica, tastiere e trombone) con Tommaso Colafiglio (chitarra), Paolo Romano (basso) e Saverio Petruzzellis (batteria).
I brani in programma, tutti originali, rappresentano un excursus temporale attraverso i diversi stili della musica popular, passando per “Pigalle Waltz”, ispirato ai colori della Francia e “Profumo du Brasil”, composizione che ricorda le sonorità della musica brasiliana. Il tutto con la fisarmonica al centro della scena.

Vallisa Giovani, vedrà ancora parecchi protagonisti, calcare l’inusuale spazio della chiesa e, noi di Virgilio, vedremo di essere spesso e volentieri testimonial, del fervente movimento bohemienne che ne permea le mura.

Per qualsiasi informazione, La Vallisa, ha un contatto mail che è info@vallisa.it, ma anche il più tradizionale numero di telefono 080/5216276.

Prenotate la vostra prima fila e dite che “vi manda Virgilio”. Sicuramente non ve ne pentirete!

Arthur’s Day

guinness.jpgSono una schifosa nostalgica, cosa volete farci. E quando una segnalazione ha bussato alla mia porta di local-blogger, il primo flash è stato all’Hotel Best Western di Dublino. Dalla mia finestra si vedevano le canne fumanti della fabbrica Guinness. Certo, non sarà romantico come una passeggiata sul Liffey… però aveva un suo perché, svegliarsi all’alba scoprendo che quel fumo all’orizzonte, volesse dire tanto per molti Irlandesi.

Era il 1759 quando Mister Arthur Guinness apriva il birrificio di St.James´s Gate, rendendo quella che era una semplice passione familiare riservata ad amici e dipendenti della sua azienda agricola, un vero mito nel mondo.

Ovviamente, noi Baresi, il mito ce l’abbiamo anche in Puglia, con la sua storia: quando ancora l’Italia non era unita e la Lombardia faceva parte del Regno di Savoia, un membro della famiglia Peroni, trasferitosi a Vigevano, divenne bottigliere ed in poco tempo avviò una piccola attività di produzione di birra. Però una cosa, con l’Irlanda, ci accomuna.

L’amore per il luppolo.

La birra è una delle bevande più antiche prodotte dall’uomo, probabilmente databile al settimo millennio a.C., registrata nella storia scritta dell’antico Egitto e della Mesopotamia. La prima testimonianza chimica nota è datata intorno al 3500-3100 a.C.. Poiché quasi qualsiasi sostanza contenente carboidrati, come ad esempio zucchero e amido, può andare naturalmente incontro a fermentazione, è probabile che bevande simili alla birra siano state inventate l’una indipendentemente dall’altra da diverse culture in ogni parte del mondo. È stato sostenuto che l’invenzione del pane e della birra sia stata responsabile della capacità dell’uomo di sviluppare tecnologie e di diventare sedentario, formando delle civiltà stabili. [cfr. Wikipedia]

E ritornando al caro, vecchio, zio Arthur, direi di prendere in parola gli amici del Joy’s Pub, accettando il loro invito per festeggiarlo in pompa laccone.jpgmagna, nel 250° anniversario della sua prima birra venduta!

Tenetevi liberi, dunque, domani sera, perché vi attende anche un concerto di musica popolare irlandese, cover delle rock band irlandesi
più famose, (U2, the cranberries, the Coors), jazz, country, tutto ad opera dello straordinario duo ” Black Cats” composto da Walter Folliero al Violino ed il mio grandissimo amico Marco Laccone (prima o poi, su queste pagine, dovrò per forza parlarvi anche di lui!).

Più musica, più birra, più premi offerti da mamma Guinness.

Il 24 settembre 2009 ore 21.30, c/o Joy’s Pub, in c.so Sonnino, 118/d, a Bari.

Perché, come diceva Baudlaire (e, più tardi, gli A.R.A.M. Quartet), chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere.

 

Translatio Sancti Nicolai

prua.jpgLe migliaia di pellegrini che giungono a Bari, alcuni a piedi, nei giorni della festa e la massiccia partecipazione dei baresi alle diverse manifestazioni che il Comitato Feste Patronali organizza d’intesa con la Basilica di San Nicola ed il Comune, fanno della festa di S. Nicola uno dei più importanti appuntamenti di aggregazione religiosa, socio-economica e culturale nel Meridione d’Italia. Nell’ambito di un progetto più ampio dal titolo “Ex Oriente Lumen” e a 922 anni da quei giorni, lo stesso viaggio si è compiuto, sulle tracce di quel coraggio e di quell’evento: partì infatti mercoledì 8 aprile 2009 la “Translatio Sancti Nicolai”, una traversata da Bari a Myra ideata dal fotografo Enzo Catalano e fortemente voluta dalla Basilica di San Nicola.

L’idea di questo viaggio – spiegarono in Aprile Vincenzo Catalano e la giornalista Enrica Simonetti che lo ha accompagnato nell’avventura – era di ripercorrere, 922 anni dopo, la mirabile impresa compiuta dai marinai baresi, a bordo di una piccola imbarcazione, chiamata ‘Ideadue’.“Il viaggio – ha spiegato ancora Catalano – ha toccato isole dove San Nicola accoglieva i pellegrini che si recavano in Terra Santa, o che da lì tornavano, e dove la devozione verso il santo è davvero forte. Una di queste, l’isola di San Nicola, è al confine tra le Cicladi meridionali e la Turchia. E dai miei scatti emerge che la traslazione è davvero avvenuta, è passata da questi luoghi, è storia e non solo tradizione”.

Duemila miglia in barca a vela, dal capoluogo pugliese alla città turca di Myra, sulle orme dei 62 marinai  che portarono a Bari, nell’anno 1087, idea-due-06.jpgle reliquie di San Nicola: da questo incredibile viaggio, durato 40 giorni nella scorsa primavera, dominato da onde, vento, luci e colori magnifici, nasce “Traslatio Sancti Nicolai”, la mostra fotografica di Vincenzo Catalano, in programma da lunedì 14 settembre (e fino al 30) nella sala Murat di Bari

Toccando da Myra a Bari  Kekov, isola proprio davanti ad Andriake (il porto di Myra), Magiste (Castelrosso), Patara, città natale di san Nicola, Isolotto Perdicca, oggi Olüdeniz, Porto di Marciano (Makri), Milo, Isola di Stafnu, Geraca e Monemvasia, Methone, Castro e il porticciolo di San Giorgio vicino Bari, dove i marinai si fermarono, commossi, prima di entrare a Bari, questa goletta, IdeaDue, è stata proprio ambasciatrice di pace, simbolo dell’abbattimento delle frontiere e degli steccati che ancora oggi si frappongono nel Mediterraneo.

Sulla prua di “Ideadue”, come una polena, c’è una scultura che raffigura Nicola con una colomba: il dono dell’ artista barese Anna Maria Di Terlizzi e simbolo di un viaggio di pace. Da riscoprire e rivivere con Catalano, nella sua splendida mostra fotografica.

Danzando sulle ali di Iside

danza.jpgAppena rientrata dalla mia vacanza Egiziana, per puro caso, ho ricevuto una segnalazione interessante. Ho pensato fosse un caso poi, mi son detta “guarda, un segno del destino”. Nelle notti d’Oriente, in quel nord Africa, sotto le stelle cadenti del Mar Rosso, quanto mi ha rapita è stata la magica atmosfera dei colori, dei profumi, della musica, delle danze.

“C’è qualcosa di arcaico ed ancestrale”, mi sono detta, “qualcosa di affascinante e magnetico, che supera ogni tipo di pulita accademia nello studio del linguaggio del corpo, peccato si debba arrivare così lontano per respirarne le emozioni”.

Come spesso accade, mi sbagliavo. Infatti, la segnalazione in questione, veniva da Le Ali di Iside, Associazione Culturale barese, diretta dalla splendida Marilena De Letteriis, in arte, Iside.

Di Marilena, ve lo prometto, parlerò meglio e più approfonditamente in un post dedicato (perché lo merita e perché il discorso sulla danza etnica necessita forzatamente di uno spazio più ampio). Oggi, mi “limiterò” a riportarvi questa splendida iniziativa che come un vento caldo trascinerà, nel capoluogo, il ritmo tribale della danza africana nelle vostre vene. Domani, 19 settembre, in via Amendola 166/5, dalle 20:30 (vi consiglio di presentarvi un po’ prima), presso l’Associazione Le Ali di Iside, si terrà una lezione gratuita di danza africana, tenuta dal M.stro Moda, originario del Mozambico. Per mettersi alla prova su culture da scoprire e approfondire ma, anche, per darsi l’opportunità di lanciarsi verso nuove vibrazioni per il fisico e per l’anima. Un viaggio inatteso per luoghi e tradizioni, attraverso il linguaggio del corpo in quella che, credetemi, può diventare una vera e propria filosofia di vita.

Per professionisti che vogliano ampliare il loro bagaglio di conoscenze, per i dilettanti con l’intenzione di aprire i propri orizzonti.

Le ali di Iside è questo ma molto altro ancora, il mio consiglio è di entrare nell’ottica di una nuova dimensione, grazie alla dedizione ed alla professionalità di marilena de Letteriis e degli insegnanti scelti per i molteplici corsi dell’Associazione.

Potrete contattare il centro culturale al telefono 0805461368 o via mail arabianmary[at]yahoo.it. Anche se, ve l’ho promesso, di Iside, la madre di Horus nata fra gli ulivi di Puglia, al secolo Marilena De Letteriis, torneremo a parlare su queste pagine.

Buon divertimento nella scoperta dell’Africa e comunicatemi, mi raccomando, le vostre impressioni su questa incredibile esperienza, se deciderete di passare un sabato sera “diverso”, seguendo il mio consiglio.

www.lealidiiside.net

 

WebDesigner made in Puglia

web.jpgSappiamo quanto difficile sia intraprendere una carriera professionale, con il miraggio di specializzarsi in qualcosa, dovendo sostenere i costi (spesso proibitivi), di scuole private e master sparsi per l’Italia.

Una splendida iniziativa nasce dal Capoluogo e, in particolar modo, è diretta alle donne che, come la sottoscritta, si sentono 2.0 nel midollo, ed han voglia di cimentarsi con la nobile arte del web design. Il Web Designer sostituisce nella “New Economy” la figura del grafico tradizionale e ne costituisce la naturale evoluzione in un mercato contraddistinto dall’ingresso delle nuove tecnologie. Compito del Web Designer è tradurre, attraverso immagini e filmati, concetti e messaggi in maniera persuasiva. Tra le mansioni di questo profilo vi è quella di curare i contenuti del sito internet attraverso la sua sistemazione grafica, procedere all’impaginazione di esso, creare l’interfaccia grafica di un sito web sulla base delle esigenze del cliente e sulla sua navigabilità; servirsi di immagini statiche e in movimento e di forme diverse di comunicazione (audio, video, grafica, etc.).

Spegea in collaborazione con Studiodelta organizza il corso finanziato “Web Designer” rivolto a:
18 DONNE DISOCCUPATE RESIDENTI IN PUGLIA, in possesso di titolo di studio di scuola secondaria superiore in ambito artistico, tecnico e logo.gifprofessionale e/o diploma di laurea triennale in Lingue, Marketing, Informatica e Comunicazione.

L’occasione ghiotta per scavarsi una nicchia nel dedalo della disoccupazione, emergendo da veri professionisti.

Il percorso è articolato in 600 ore suddivise in 300 ore di lezioni frontali in aula che si svolgeranno a Bari presso la sede di Spegea in Via G. Amendola n° 172/c – Executive Center (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.00) e 300 ore di stage aziendale. Il corso avrà inizio il 13 ottobre 2009. La domanda di partecipazione alle prove di selezione al corso, va effettuata compilando l’apposito modulo, reperibile sui siti internet di Spegea e di Studiodelta o presso la segreteria di SPEGEA sita in Bari alla Via G. Amendola n. 172/c – Executive Center e fatta pervenire entro e non oltre il 23 Settembre 2009 ore 13.00, mentre le selezioni si svolgeranno a partire dal ore 9.00 in alcuni giorni compresi nella settimana tra il 28 settembre e il 2 ottobre 2009.

studiodelta_logo_300dpi-300x128.jpg

La partecipazione è gratuita ed è prevista indennità di frequenza e buono pasto giornaliero.

E adesso, non mi resta che augurarvi, di cuore, in bocca al lupo!!!

Santi dell’Adriatico

santi.jpgLa Mostra Santi sull’Adriatico, a meno di un anno dalla conclusione del progetto Cooperation @nd cultural heritage nell’ambito dell’ Interreg Italia-Albania, che ha visto la messa in rete di parte del patrimonio museale di alcune delle più importanti sedi espositive albanesi e pugliesi, si offre come nuova importante occasione di “incontro” di culture.

Nata all’interno di una progettualità condivisa con la Regione Marche, la Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia in collaborazione con il Ministero Albanese del Turismo, Cultura, Gioventù e dello Sport, il Museo Nazionale Onufri di Berat, il Museo di Arte Medioevale di Korçe, la Soprintendenza BSAE della Puglia, la Soprintendenza BAP per le Province di Bari e Foggia, la Soprintendenza BAP per le Province di 1245403867452_Immagini_principale.jpgLecce, Brindisi e Taranto, il Segretariato Generale IAI (Iniziativa Adriatico Ionica), Ancona, il CIASU (Centro Internazionale Alti Studi Universitari), ente attuatore Innovapuglia, l’evento espositivo si inserisce come sub- progetto nell’APQ “Programma di sostegno alla Cooperazione Regionale Balcani Occidentali” Linea 2.4 Dialogo e Cultura “Infrastrutture Culturali & Territori”.
La mostra offrirà l’occasione per mettere in evidenza la rete di rapporti che, attraverso il mare, ha contribuito alla formazione di un linguaggio artistico che traduce il sentimento religioso dei popoli dell’Adriatico e metterà in vetrina le icone dei Musei Albanesi di Berat e Korce, per la maggior parte inedite al pubblico occidentale, a testimonianza della circolazione iconografica nel basso Adriatico dal XV al XIX secolo.
A confronto con le icone provenienti dalle sedi espositive albanesi sarà inserito un nucleo di icone coeve provenienti dai musei pugliesi di Brindisi (Museo Archeologico Ribezzo), Lecce (Museo Provinciale), Museo Galleria Nazionale Devanna di Bitonto (BA) e dal Castello di Copertino (LE).
Sessanta le opere in mostra, con un percorso espositivo articolato in cinque sezioni, che documenteranno le origini della circolazione iconica in Adriatico dal XIII al XV secolo, la scuola di Onufri e la circolazione iconica nel basso Adriatico dal XVI al XVIII secolo.

La Mostra sarà ospitata nelle sale “Angioina” e “Bona Sforza” del Castello Svevo di Bari, sede della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bari e Foggia.

A confronto con le raffigurazioni provenienti dalle sedi espositive albanesi è stato inserito un nucleo di icone provenienti dai musei pugliesi di Brindisi (Museo Archeologico Ribezzo), Lecce (Museo Provinciale), Museo Galleria Nazionale Devanna di Bitonto (BA) e dal Castello di Copertino (LE).

La Mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 8,30 alle ore 19,30. La biglietteria chiude alle ore 18,30 ed è chiusa il mercoledì. L’esposizione proseguirà fino al 25 ottobre, dandovi tutti il tempo di ritagliare uno spazio per immergervi nella poesia dei colori e dei tratti nelle storiche icone.

L’ingresso, è solo il costo del biglietto d’accesso al Castello Svevo: intero € 2,00; ridotto (dai 18 ai 25 anni) € 1,00; gratuito: minori di 18 anni, oltre i 65 anni.

info: tel 080 5286218 / 080 5286210

Un festival Sovrano

vinicio.jpgE’ tornato ad Alberobello il Sovrano Festival, con due grandi nomi della musica italiana, due autori che pur dando grande spessore al panorama musicale del nostro Paese, possono essere anche annoverati nella schiera dei poeti contemporanei.

Alberobello è celebre per la magia dei simboli sui caratteristici trulli, e tale atmosfera fra tradizione e turismo, non poteva che battezzare una manifestazione così importante e ricca di eventi, con il nome della più maestosa tra le costruzioni nel celebre centro pugliese: il trullo più grande del paese è chiamato Trullo Sovrano. Fatto costruire dalla famiglia Perta nella metà del Settecento, questo edificio a due piani è adibito a museo ed è possibile visitarne l’interno, arredato secondo il gusto d’epoca, ricostruito tramite le testimonianze dei più anziani abitanti alberobellesi.

Negli scorsi anni, il luogo che, dunque, stregò anche d’Annunzio ed Eleonora Duse, è stato ospite del alberobello-2.jpgfestival, diventandone automaticamente mascotte e testimonial.

Quest’anno, però, è proprio destino che il Sovrano Festival non debba presentare i suoi spettacoli nella piazzetta del grande trullo, ma in piazzale Indipendenza con sipario alle ore 21:00.

La piazzetta del Trullo Sovrano non basterebbe ad accogliere la gente che già  in questi giorni sta intasando i telefoni del Comune di Alberobello. Testa prima e Capossela dopo, sono icone e portavoce di questa festa immensa della cultura, con la filosofia del Sovrano festival, il quale, di anno in anno, rinasce  come appuntamento per i cantautori nella loro veste di ”narratori dell’oggi, testimoni forse tra i più autentici delle ipocrisie debordanti che invadono i tempi di noi contemporanei”. In perfetta linea con il leggendario carisma delle costruzioni a cono.

Assaporate il fluido positivo tra storia del luogo e modernità musicale, nel rispetto della tradizione e degli antichi valori di un paese che porta alto il vessillo della Puglia, in tutto il Mondo.

Il biglietto d’ingresso ha un costo di 25€, e non escluderei anche la possibilità di trascorrere un week-end “turistico”, magari passando la notte in un caratteristico B&B tra pareti di calce imbiancate…

E’ qui la musica!

musica.jpgLa Fiera del Levante di Bari, nell’ambito dell’annuale Campionaria, è lieta di annunciare una nuova manifestazione fieristica dal titolo ”È Qui la Musica” che proporrà un’articolata serie di iniziative dedicate al mondo della musica e ai suoi protagonisti.

L’evento aprirà i battenti con una Mostra/Mercato dedicata alle case discografiche italiane ed internazionali, con la presenza delle case editrici che hanno in catalogo pubblicazioni dedicate alla musica. In questo ambito è prevista tutti i giorni la presentazione di libri/CD di autori di spessore.
Ampio spazio sarà dato ai Conservatori pugliesi, alle associazioni musicali e ai Festival con i quali saranno realizzati incontri, concerti, guide all’ascolto e mostre a tema. In programma anche la proiezione di videoclip di artisti e musicisti affermati ed emergenti.

Una ricca parte del programma sarà dedicata alle numerose iniziative di Casa Piccinni che vedranno coinvolti illustri esponenti della produzione musicale italiana. Tra gli Incontri e i Convegni di livello nazionale proposti da “E’ qui la Musica” sono previsti la “Giornata dell’editoria musicale in Italia” e “Lo stato della Musica in Puglia”. Con la collaborazione della Fondazione Lirico-Sinfonica “Petruzzelli” è inoltre in programma il Convegno Nazionale sullo “Stato della critica musicale in Italia” ed è previsto un Recital della stessa Fondazione nella giornata conclusiva della Campionaria.

Ogni giorno nella cassa armonica ci saranno esibizioni da parte delle bande cittadine.

Le iniziative si concluderanno giornalmente con esibizioni dal vivo previste sul Palco della Musica, tra cui Il Genio, Girl with the Gun, Skepisi, Dub Sync, Le luci della centrale elettrica e un omaggio a Woodstock che vedrà protagonisti diversi talenti emergenti pugliesi.

Il programma in continuo aggiornamento:

Showcase – Redrum Alone

12 settembre – 19.00 – Show case Redrum Alone
Redrum Alone is an Electronic Music Band born in 2003 in Bari.
We are interested in technology, machines for makin’ music and audio/video interaction.
12 settembre 2009 – 20:00 – Dub Sync
Live set: sul palco Madaski, devices elettronici Paolo Baldini, al basso Papa Nico.

13 settembre 2009 – 19:00 – Showcase Bread Pitt
Trainato dal singolo Busta Paga, i Bread Pitt pubblicano nel 2003 il disco d’esordio omonimo. Ed è subito Breadpittmania!
13 settembre 2009 – 20:00 – Orchestra del Conservatorio di Bari
Vivaldi, Piazzolla, Torelli e Bartok eseguiti dall’Orchestra del Conservatorio di Bari.

14 settembre 2009 – 19:00 – showcase PuntinEspansione
Il progetto PuntinEspansione nasce all’alba del 2002. Le canzoni raccontano di luoghi comuni, manie, vizi, frammenti d’amore e puntuali Ingresso_della_Fiera_del_Levante_su_Piazzale_Vittorio_Emanuele_III.jpgriferimenti al sociale. Ciò che caratterizza i testi, è l’osservare la realtà da una posizione privilegiata, senza filtri,
nè maschere, ma ricorrendo esclusivamente all’ironia e alla metafora.

15 settembre 2009 – 19:00 – The Pipers
La band prende il nome dallo storico club di Roma “Piper”, pista di lancio per nuovi talenti nell’ Italia dinamica dei secondi anni 60: Caterina Caselli, The Rokes, Rita Pavone, Mal e i Primitives fino alla alla più nota creatura emersa dal Piper, Patty Pravo, “la ragazza del Piper”.

16 settembre 2009 – 19:00 – Showcase Kamafei
Etnomusica e Pizzica “Dal” Salento
Dallo scioglimento dei Kumenei nasce il progetto musicale Kamafei, il Caldo che scorre.
KamaFei è un composto in griko, che vuol dire caldo che scorre, quel caldo che ci accompagna in ogni stagione, che nasce dagli strumenti tra l’antico ed il moderno.

17 settembre 2009 – 20:00 – Le luci della centrale elettrica
Le luci della centrale elettrica sono il progetto musicale di Vasco Brondi di Ferrara anche se nato da qualche altra parte ventiquattro anni prima.
A febbraio del 2007 esce un demo contenente dieci canzoni che arriva nella mani di Moltheni che lo apprezza e gli chiede da subito di aprire le date del suo tour.

18 settembre 2009 – 19:30
Esibizione dei musicisti Mario Stefano Pietrodarchi e Luca Lucini.

19 settembre 2009 – 20:00 – Omaggio a Woodstock
Un Omaggio a Woodstock da parte dei musicisti della nostra terra.
19 settembre 2009 – 21:30 – Eboman
Già selezionato da Rey-ban e Nike come performer ufficiale per le loro collezioni, Eboman è uno sperimentatore olandese capace di miscelare audio e video in maniera unica e di altissimo impatto.

20 settembre 2009 – 19:00 – Girl With The Gun
Matilde De Rubertis (già negli Studiodavoli con suo fratello Gianluca) e Andrea Mangia (Populous) hanno dato vita ai Girl With The Gun.
Un progetto di raffinata miscela di folk, jazz e musica cinematica
20 settembre 2009 – 21:00 – Il genio
Il Genio è un duo pop composto da Gianluca De Rubertis (voce, chitarra e tastiera, ex componente degli Studiodavoli) ed Alessandra Contini (voce e basso).I due sono di provenienza leccese, ma di adozione milanese.

Direi, di respiro ampio e innovativo, l’evento. Decisamente rivoluzionario per la media degli eventi cui siamo abituati!

Io ci sarò, e voi?